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venerdì 17 aprile 2015

Recensione: TOBIA. UN MILLIMETRO E MEZZO DI CORAGGIO - Timothée De Fombelle

La mia recensione su "Tobia. Un millimetro e mezzo di coraggio" di Timothée De Fombelle.




Titolo: Tobia. Un millimetro e mezzo di coraggio
Serie: Tobia Lolness, vol. 1
Autore: Timothée De Fombelle
Traduzione: Maria Bastanzetti
Editore: San Paolo
Data di pubblicazione: Aprile 2013
Pagine: 381
Prezzo: 9,90 (edizione economica)

Sinossi: Il padre di Tobia, studioso dalla grande saggezza, si rifiuta di rivelare il segreto di un'invenzione geniale, ma pericolosa; per questo viene rinchiuso in prigione e Tobia e la sua famiglia sono espulsi dalla comunità , e sospinti in un esilio forzato nella zona dei Bassi Rami. Ma Tobia riesce a fuggire, fugge dalla sua gente, dalla gente con cui ha vissuto, dalla gente a cui vuole bene. Un bambino di un millimetro e poco più scappa, braccato da un intero popolo, il popolo dell'albero, che vive dalla notte dei tempi sulla grande quercia. A Tobia sono rimasti pochi amici, ma soprattutto Elisha. Di ramo in ramo, Tobia affronterà un viaggio straordinario in cui paure, ricordi e solitudine si mescolano all'avventura della fuga. Tobia dovrà trovare dentro il suo cuore le risorse per attraversare tutto il suo mondo, salvare se stesso, i suoi genitori e il segreto di suo padre.


La mia opinione: Questo è un libro che, se dovessi basarmi unicamente sull'originalità della storia e dell'ambientazione, si meriterebbe 5 stelline. Tutto si svolge in un albero abitato da persone alte solo 1-2 millimetri. L'albero rappresenta la voluta metafora con il nostro mondo, il pianeta terra, che come il nostro pianeta ha i suoi problemi ambientali e di inquinamento. Per questi motivi il risultato è quello di una storia piuttosto realistica, a tratti anche molto triste e crudele, dove Tobia (il protagonista) e i suoi genitori affronteranno parecchie avventure e disavventure al fine di salvare l'albero, ma anche loro stessi, da personaggi senza scrupoli. Certamente in questo libro c'è una semplice morale ecologica, ma tutt'altro che semplici saranno invece i risvolti della vicenda, che risultano invece parecchio complicati e ben lungi dal finale edulcorato che ci aspetterebbe da un libro definito per bambini/ragazzi. L'autore ha senz'altro molto talento e il libro mi è piaciuto (nonostante non sia autoconclusivo e sia d'obbligo la lettura del secondo libro, cosa che farò al più presto), ma se devo trovargli un difetto per me è stato lo stile di scrittura, che avrei preferito più fluido, più lineare nel raccontare la vicenda. Invece ci sono parecchi salti temporali sia in avanti che indietro, alcune scene vengono raccontate da punti di vista diversi e a volte si fa leggermente fatica a capire cosa sta accadendo, e questo è molto inusuale trattandosi di un libro per ragazzi. Non dico che questa peculiarità sia per forza un difetto, ci sono molti libri che risultano più interessanti proprio per una narrazione non lineare, ma in questo caso non ce n'era bisogno, la storia era già abbastanza interessante così com'era e l'ingarbugliamento degli avvenimenti non ha fatto altro che rendere la lettura più complicata. Non mi aspettavo di dover dedicare così tanta attenzione alle scene, perché il pericolo altrimenti è quello di non capire alcuni passaggi e dover tornare indietro a rileggere.

voto:

venerdì 11 gennaio 2013

Recensione: I FIGLI DI ATLANTIDE

Ecco la mia recensione al libro "I figli di Atlantide" di Mario De Martino.


Titolo: I figli di Atlantide
Autore: Mario De Martino
Editore: Casini
Pagine: /
Data di Pubblicazione: 23 Febbraio 2011
Prezzo: 16,90

Sinossi:  Un medaglione. Un'antica civiltà. Un'iscrizione arcana. Sono questi, apparentemente, gli unici punti di contatto tra i giovani Ivan, Sarah e Seiji, che vivono in tre luoghi diversi e lontani e non si sono mai incontrati. Ma le cose sono destinate a cambiare, perché i tre ragazzi sono stati scelti per sciogliere un enigma antico e sfortunato, per portare a termine un compito iniziato tanti, troppi secoli fa. Ma è un'avventura pericolosa, se di mezzo ci si mette la setta Atlantis e neanche l'FBI riesce a evitare una catena di efferati delitti. La salvezza dell'umanità dipende da loro, se sapranno mettere a frutto il misterioso potere del medaglione, e l'ammonimento in esso contenuto: “Bene vixit qui bene latuit”.

La mia opinione: Dalla lettura di questo romanzo sono rimasta sorpresa per ben due fattori. Il primo, sarà ormai banale dirlo perché in rete è stato già detto più volte, è che l'autore dimostra uno straordinario talento, considerando la sua giovane età (diciassettenne alla data di pubblicazione del libro, è bene ricordarlo) si è cimentato in un romanzo molto lontano da ciò che ci si potrebbe aspettare, un romanzo molto adulto, come contenuti e come stile di scrittura. Oltre alla perfetta padronanza di linguaggio, oltre alla scelta di termini vari e non ripetitivi, si nota anche un certo lavoro di background, uno studio approfondito della tematica trattata, cosa che nei romanzi contemporanei non è affatto una caratteristica da dare per scontata, non è infatti raro trovare romanzi assolutamente privi di nozioni esaustive e specifiche riguardo ai suoi contenuti, ma non è questo il caso di "I figli di Atlantide". Altro fattore rilevante è l'originalità della storia, che mi ha sorpresa proprio per la sua diversità, per il suo distinguersi dalle altre trame! Come costruzione narrativa il romanzo ha un taglio molto "cinematografico", in terza persona ma con frequenti cambi di "inquadratura" (passatemi il termine) che crea proprio l'idea di visionare un filmato, sensazione amplificata ulteriormente dal genere azione/poliziesco/thriller molto in voga nella produzione cinematografica americana. Sì, nonostante l'autore sia italiano l'ambientazione è del tutto straniera, ma non ne risente in credibilità, se provaste a leggere il libro senza sapere il nome dell'autore sono sicura che non ve ne accorgereste nemmeno!
L'intreccio della storia è preciso e ben congegnato, ma proprio a causa dei molti intrecci e dei frequenti cambi di POV ho fatto un po' fatica all'inizio ad entrare in sintonia con le sue dinamiche, ma superate circa un centinaio di pagine (dico "circa" perché non vi è la numerazione, come di consueto per questa casa editrice) il problema si è risolto da solo. Come genere narrativo non posso dire che sia tra i miei preferiti, anzi, devo dire che i romanzi action/thriller solitamente non mi attirano proprio, ma, vuoi perché ero curiosissima di leggere qualcosa dell'autore, vuoi perché mi sono ripromessa di dare una possibilità ad ogni genere nessuno escluso, ho deciso di leggere "I figli di Atlantide" e non ne sono rimasta per niente delusa. De Martino è un'autore da tenere d'occhio e spero di leggere presto altri suoi romanzi.



E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover: La cover è molto rappresentativa dei contenuti del romanzo, la trovo perfettamente idonea, e anche niente male come grafica, sia per immagini, sia per colori.

Stile di scrittura: L'autore ha senza ombra di dubbio una padronanza di linguaggio perfetta, un vocabolario ricco e vario che nulla ha da invidiare ad autori esperti e famosi. Per quanto riguarda lo stile il taglio è più "cinematografico" che da romanzo e se questa peculiarità da una parte rende le scene più dinamiche e veloci, dall'altro potrebbe penalizzare la storia e renderla un po' frammentata, soprattutto all'inizio dove ancora si deve entrare in sintonia con i fatti narrati.

Idee alla base della storia: Non sono un'esperta di action thriller con elementi storici come questo, ma mi sento comunque di definire questa storia molto originale, con una trama complessa e risvolti insospettabili. La commistione tra leggende del passato, intrighi internazionali e profezie, se poi amalgamate come in questo caso con il genere di personaggi che troviamo nel libro rende il tutto particolarmente estraneo alla moda del momento.

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi sono molti e vari e troviamo anche tre protagonisti. Come caratterizzazione non è approfondita, di molti personaggi si viene a conoscenza poco più che un nome, mentre per i protagonisti e i personaggi principali viene dedicato più spazio ma non quanto si sarebbero meritati. Forse questo è l'unico elemento debole del libro, che tuttavia anche se non eccelle raggiunge una piena sufficienza.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Ho notato un paio di piccoli errori di battitura, ma niente di grave.




voto:



Acquisto consigliato? Sì! Ammetto di aver affrontato il libro più per curiosità riguardo all'autore che per un reale interesse verso il genere narrato, ma ciò nonostante mi è piaciuto e consiglio il libro a tutti, senza distinzioni di età. Se poi il genere vi ispira e la trama è già abbastanza nelle vostre corde ancora meglio, non vi deluderà!

mercoledì 12 settembre 2012

Recensione: LA MALEDIZIONE DELLA LUNA NERA

Ecco la mia recensione al libro "La maledizione della luna nera" di Karen Marie Moning.



Titolo: La maledizione della luna nera
Serie: Fever, vol. 3
Autrice: Karen Marie Moning
Editore: Leggereditore
Pagine: 336
Data di Pubblicazione: 26 Luglio 2012
Prezzo: 10,00

Sinossi:  Una Dublino piovosa, oscura e inquietante è il teatro di una caccia che si fa sempre più dura e implacabile. MacKayla Lane è ancora sulle tracce del Sinsar Dubh, un libro antico, potentissimo e misterioso, e per cercarlo si è trasformata in una predatrice spietata. Lei è l’unica a poter ‘sentire’ il Libro, e la sua dote attrae inesorabilmente altri cacciatori: Gerico Barrons, dalla sensualità prorompente, che vorrebbe acquisire i poteri magici del Libro, V’lane, dalla bellezza sovrannaturale, e che lo vorrebbe per consegnarlo alla sua Regina, e infine Rowena, la Gran Signora delle veggenti sidhe, la stirpe di cui anche Mac fa parte. A cosa dovrà arrivare Mac per contrastare questa minaccia terribile? Di chi si può veramente fidare? Con i suoi poteri, la sua forza e la sua intelligenza riuscirà a salvare l’umanità e a portare la Luce in un mondo che appare sempre più buio e oscuro?

La mia opinione: Bello, intrigante, avvincente. Ecco le parole per descrivere al meglio questo terzo capitolo della serie Fever, che, libro dopo libro mi sta appassionando sempre di più! In "La maledizione della luna nera" (titolo e cover italiani non azzeccati, peccato!) l'atmosfera si fa terribilmente cupa, la vita di Mac diventa sempre più pericolosa, ma al tempo stesso elettrizzante, si riesce proprio a percepire l'adrenalina in maniera tangibile, sembra di vivere le sue avventure in prima persona! Non so se sia merito dello stile di scrittura che appassiona o dalla familiarità con la protagonista, che già dopo il primo volume è maggiore e sembra di conoscerla da sempre, ma sono rimasta proprio soddisfatta dalla lettura del romanzo! Qui, rispetto ai volumi precedenti, c'è un pochino meno azione, ma niente paura: non c'è proprio modo di annoiarsi! Le 340 pagine volano via in pochissimo tempo e, proprio a causa di questa atmosfera così claustrofobica e densa, lasciano il segno. Non vorrei sbilanciarmi ma per ora è il romanzo della serie che mi è piaciuto di più! Unica piccola pecca, il finale, che è stato proprio sconvolgente, terribile, non  in senso di brutto, ma per quanto riguarda ciò che accade. E la cosa peggiore è che finisce con un cliffhanger e quindi bisogna per forza smorzare la curiosità e aspettare il prossimo libro.

E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover: Non ci siamo proprio. L'immagine di copertina non c'entra nulla con ciò che accade nella storia. Basti pensare che l'ambientazione è praticamente tutta metropolitana e nella cover c'è un bosco! Poi la ragazza vestita in camicia da notte non è per niente in linea con il vestiario pratico e moderno che utilizza la protagonista! Cioè... questa cover è proprio diametralmente opposta al libro! E il titolo, stendiamo un velo pietoso, sembra quello dei pirati dei caraibi, ma nel romanzo non vi sono né maledizioni né lune :-(
Ecco la cover originale, quella che mi sarebbe piaciuta anche per l'edizione italiana:

Ed ecco anche la seconda variante:

Belle vero? Queste sì che rappresentano il contenuto del romanzo!!!!

Stile di scrittura: Dinamica, veloce, scorrevole, a tratti ironica. In alcuni momenti è stato come leggere un piacevolissimo chick-lit, ma molto, molto più interessante, oscuro ed elettrizzante!

Idee alla base della storia: Anche con questo terzo libro non posso che confermare le mie prime opinioni: la storia continua ad essere molto originale in tutti in campi! Ne sono rimasta estremamente soddisfatta! Inoltre lo schema narrativo cambia di libro in libro quindi non c'è da aspettarsi sempre gli stessi espedienti per quanto riguarda introduzione, svolgimento, fine.

Caratterizzazione dei personaggi: La maggior parte dei personaggi continua ad essere misteriosa (vedi Gerico), mentre la protagonista è davvero ben caratterizzata, in ogni ulteriore libro sembra di conoscerla sempre meglio, vi è come un rafforzamento del rapporto che riesce ad instaurare con il lettore.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Ho notato qualche refuso, ma niente di grave.



voto:



Acquisto consigliato? Sìììì. Ancora meglio del secondo libro (che già mi era piaciuto moltissimo). Una serie che consiglio vivamente!!!

sabato 17 marzo 2012

Recensione: IL MISTERO DEL TALISMANO PERDUTO

Ecco la mia recensione al libro "Il mistero del talismano perduto" di Karen Marie Moning.



Titolo: Il mistero del talismano perduto
Serie: Fever, vol. 2
Autrice: Karen Marie Moning
Traduzione: Andrea Bruno
Editore: Leggereditore
Pagine: 331
Data di Pubblicazione: 23 Febbraio 2012
Prezzo: 9,90
Sinossi:  Da quando Mac ha scoperto di essere una veggente sidhe, la sua vita ha preso una piega del tutto inaspettata. E ora che la resa dei conti è inesorabile, di chi potrà fidarsi? Forse di un amuleto prezioso e antichissimo, che sembra proteggerla da sempre, oppure dello sfuggente Gerico? Tra piste false, esseri feroci, e la doppiezza di una realtà che non conosce pace, la giovane Mac dovrà tirare fuori tutto il suo coraggio, perché la sua caccia è appena iniziata e nulla potrà fermarla.

La mia opinione: Ok, dopo avere letto il secondo libro di questa saga lo posso dire: "Fever" è una serie che merita! Misteriosa, avventurosa, originale, non perde carisma dopo il primo libro, anzi! Se il precedente "Il segreto del libro proibito" (non mi abituerò mai a questi titoli lunghissimi... sob!) era un ottimo punto di partenza che svolgeva un po' da introduzione, dove la protagonista doveva ancora capacitarsi degli eventi paranormali che la circondavano e faceva fatica ad entrare in quell'ottica; questo secondo libro, "Il mistero del talismano perduto" (altro titolo macchinoso e lungo che purtroppo non mi piace) riesce non solo a risultare perfettamente all'altezza delle aspettative del lettore, ma riesce a risultare addirittura più interessante, più avvincente e con personaggi più accattivanti. Avevamo già imparato a conoscere la solare e frivola Mac, ma in questo libro la troveremo cambiata: più matura, più consapevole dei pericoli, più determinata a scoprire la verità, più risoluta. A me personalmente questa nuova Mac è piaciuta molto, sono riuscita ad entrare molto in sintonia con il suo personaggio e a simpatizzare per lei, cosa che nel primo libro era avvenuta solo in parte. Poi c'è Gerico, l'ombroso ed enigmatico personaggio del quale anche in questo libro non riusciremo a carpire la sua natura, ma anche se continua a rimanere misterioso, riusciremo comunque a conoscerlo di più, a fidarci, a familiarizzare. Lui e Mac sono sicuramente due personalità molto forti, che si incontrano e scontrano numerose volte e alle quali l'autrice ha saputo infondere il giusto temperamento, al punto che a fine libro è inevitabile sentirne la mancanza. Infine ci sono alcuni nuovi personaggi molto interessanti: in primis Dani (la ragazzina veggente sidhe) e Christian (un ragazzo misterioso che conosceva la sorella di Mac). Di loro non si scoprirà molto all'interno di questo libro, ma si gettano le basi per una conoscenza futura nei prossimi volumi, e ne sono rimasta molto incuriosita. La trama del libro si snoda in maniera intelligente, incanta il lettore pagina dopo pagina, intessendo un'articolata rete di avventura, magia, sangue e orrore, e lasciando alla componente romance davvero poco spazio. Avevo infatti il timore che la tendenza di questo libro fosse rivolta principalmente verso scene d'amore, ma per fortuna non è stato così. Accadono talmente tante cose in queste 300 pagine che la protagonista si troverà impegnata a fare tutt'altro e più volte si assisterà a scontri che lasciano il fiato sospeso. Ma anche se l'inclinazione della storia è rivolta principalmente all'azione e in generale il libro risulta più serio del precedente, niente paura: lo stile di scrittura dell'autrice rimane leggero anche nelle situazioni più tragiche. Con questo non voglio dire che il lettore non riesca a percepirne la tensione, anzi, ma la scorrevolezza del testo e una leggera ironia lo aiuterà ad apprezzare maggiormente la storia e ad arrivare alla libro senza nessuna fatica, con una voglia matta di saperne di più. Attendo con trepidazione il terzo libro!!!!

E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover: non amo particolarmente le copertine uscite in Italia e questa non fa eccezione. Il soggetto è banale, non rende per niente l'idea di un talismano antico, si capisce benissimo che è soltanto una palla di vetro con la neve finta di quelle che si comprano nei negozi di oggettistica e souvenir (il talismano descritto nel libro è completamente diverso!). Anche i titoli scelti per l'edizione italiana non mi piacciono: li trovo lunghi, pesanti e noiosi da pronunciare, non rendono bene l'idea della magia che si sprigiona all'interno della storia :-(
Ecco la cover originale, quella che mi sarebbe piaciuta anche per l'edizione italiana:
Ed ecco anche la seconda variante:

Belle vero? Anche per il titolo sarebbe stato più carino e adatto l'originale!!!!

Stile di scrittura: Dinamica, veloce, scorrevole, a tratti ironica. In alcuni momenti è stato come leggere un piacevolissimo chick-lit, ma molto, molto più interessante, oscuro e movimentato!

Idee alla base della storia: Anche con questo secondo libro non posso che confermare le mie prime opinioni: la storia continua ad essere molto originale in tutti in campi! Ne sono rimasta estremamente soddisfatta!!!!

Caratterizzazione dei personaggi: La protagonista Mac in questo libro subisce un forte cambiamento caratteriale che la rende migliore e molto più simpatica rispetto al libro precedente. Gli altri personaggi rimangono sempre misteriosi. Per quanto riguarda il coprotagonista Gerico, non vengono ancora colmate le principali lacune, però devo dire che in questo libro si impara a conoscerlo un po' meglio e risulta molto più piacevole e affidabile di quanto non pensassi prima.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Ho notato solo un paio di piccoli refusi, ma niente di grave.



voto:



Acquisto consigliato? Sìììì. Questo sequel mi è piaciuto ancora di più del precedente, lo consiglio vivissimamente! Non do il massimo dei voti perché comunque rimangono ancora molte questioni in sospeso, purtroppo è il difetto delle serie non autoconclusive. Comunque se vi è piaciuto il primo vi consiglio di non esitare ad acquistare il secondo.

mercoledì 25 gennaio 2012

Recensione: IL SEGRETO DEL LIBRO PROIBITO

Ecco la mia recensione al libro "Il segreto del libro proibito" di Karen Marie Moning.


Titolo: Il segreto del libro proibito
Serie: Fever, vol. 1
Autrice: Karen Marie Moning
Traduzione: Claudio Carcano
Editore: Leggereditore
Pagine: 336
Data di Pubblicazione: 26 Gennaio 2012
Prezzo: 9,90
Sinossi:  Quando sua sorella viene assassinata, Mackayla Lane deve rimettere in gioco tutto ciò che ha sempre dato per scontato, mettendo in dubbio la sua stessa identità. Con un solo indizio, lasciatole da Alina poco prima della sua scomparsa, la ragazza decide di lasciare la tranquillità della sua casa in Georgia e di partire per l’Irlanda. Da subito comprende che non si tratta di un semplice omicidio: qualcosa di molto pericoloso e terribilmente oscuro vi si nasconde dietro. La aspetta un mondo nel quale nulla è ciò che sembra, e lei è disposta a spingersi fino in fondo. Chi era realmente sua sorella? E perché ha provato a decifrare l’antichissimo Sinsar Dubh? Segui le tracce di un libro senza tempo, e riscrivi al fianco di Mac e del letale Jerico, la trama del loro destino e di quello dell’ intera umanità.

La mia opinione: Ho affrontato questo libro piena di entusiasmo e curiosità e ora che ho terminato la lettura posso affermare che "Il segreto del libro proibito", primo episodio di una serie avventurosa e piena di mistero, è riuscito a soddisfare le mie aspettative. Finalmente una trama fuori dai soliti schemi!! Finalmente una storia originale che non porti alla mente nessun dejà-vu.
Protagonista del libro è la ventiduenne MacKayla (chiamata più semplicemente Mac), una ragazza solare, dinamica, perfettamente integrata con il mondo e felice vivere la sua normale, ordinaria, insignificante vita in un paese semisconosciuto della Georgia in cui d'estate il caldo e l'umidità salgono a livelli stratosferici. Oltre alla sua comune esistenza Mac ama profondamente anche la sua famiglia, composta da padre, madre, e sorella Alina di due anni più grande. Ma la sua vita cambia radicalmente quando sua sorella, che si trovava in Irlanda per motivi di studio, viene ritrovata morta assassinata in un vicolo di Dublino. Da qui la disperazione e il dolore faranno presto posto ad una sete di verità e giustizia. Già, perché la polizia dublinese ha già archiviato il caso per mancanza di prove ma Mac vuole, DEVE sapere cosa è successo a sua sorella e chi è il colpevole. Vuole renderle giustizia e agendo d'impulso si ritroverà ben presto a Dublino anche lei alla ricerca di indizi sulla sua morte. Ma ci vorrà poco per accorgersi che Dublino è molto diversa da come immaginava. Le succedono cose strane, ha delle allucinazioni, e di notte la città viene invasa da un'oscurità spaventosa, inquientante e innaturale che sembra assorbire tutto ciò che le passa attraverso. L'incontro con Gerico, librario ricco e affascinante quanto letale, le darà molte risposte alle sue perplessità, ma le aprirà anche gli occhi su di un terribile mondo oscuro che diverterà il peggiore dei suoi incubi. Tra mostruose creature fatate, mitologia celtica e antiche reliquie, la vita felice e colorata di Mac cambierà definitivamente.
Il libro vanta uno stile di scrittura fresco, scorrevole e venato d'ironia, che potrebbe essere associato ad uno di quei piacevoli chick-lit di evasione, e anche la protagonista Mac potrebbe rispondere a tali requisiti, con la differenza che però qui la trama risulta molto più corposa e complessa man mano che la lettura procede, con svolte particolari, interessanti e anche un po' inquietanti, capaci di tenere alta l'attenzione del lettore.
L'ambientazione l'ho trovata seducente, molto dark, oscura e misteriosa come piace a me, ma devo dire grazie anche all'idea dell'autrice di adattare la storia in Irlanda, che come territorio si presta particolarmente bene, soprattutto se a contornare il tutto c'è il fascino celtico delle antiche leggende. Ho apprezzato anche molto il fatto che, almeno in questo primo libro, non ci sono episodi di romance sfrenato, avrei trovato banale se i due personaggi principali si fossero invaghiti all'istante l'uno dell'altra.
Per il momento il libro rimane abbastanza cauto a svelarsi: il lettore riesce ad avere parecchie rivelazioni ai suoi interrogativi, ma gli rimangono anche importanti dubbi. Con questo non voglio dire che "Il segreto del libro proibito" sia un romanzo meramente introduttivo, anzi. Durante la lettura la noia è un sentimento che non compare, i colpi di scena sono tanti, così come le scene di azione e la voglia di saperne sempre di più. Il finale, semi-aperto, potrebbe essere considerato un difetto, ma niente paura: perché il secondo libro di questa serie sarà nelle librerie già il mese dopo all'uscita di questo, quindi l'attesa sarà di una brevità rara! Ringrazio la casa editrice per la velocità di pubblicazione, attenderò il sequel con trepidazione!


E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover (che non influenza il giudizio sul libro): La cover è decisamente carina, non posso dire di no. Ma, ahimé, preferivo quella originale. Il titolo italianizzato non mi piace, per vari fattori. Primo: mi confonde. Mi sembra un titolo già letto e continuo a sbagliare a scriverlo. Invece de "Il segreto del libro proibito" mi viene da dire "Il mistero del libro perduto", facendo confusione con il secondo titolo che sarà "Il mistero del talismano perduto". Non ce la posso fare a pronunciarli bene entrambi!! Secondo: anche se effettivamente nella storia esiste un libro proibito, secondo me non è un elemento così in primo piano da metterlo nel titolo. Nella storia l'elemento più di spicco di tutti è l'OSCURITA'. La notte. Le tenebre. "Darkfever" (febbre oscura) era perfetto. Il libro proibito in questo primo capitolo della serie manco fa la sua comparsa, quindi a che scopo metterlo nella cover e nel titolo? Ecco la cover che secondo me risulta più calzante ai fini della trama:
La trovo originale, molto diversa dalle altre cover in circolazione, e molto rappresentativa della storia!!!!
Questa è un'altra variante:
Preferisco la prima, ma comunque anche questa è azzeccata con i contenuti del libro. Secondo me la cover italiana è invece la meno calzante delle tre.

Stile di scrittura: Dinamica, veloce, scorrevole, a tratti ironica. In alcuni momenti è stato come leggere un piacevolissimo chick-lit, ma molto, molto più interessante, oscuro e movimentato!

Idee alla base della storia: Le idee su cui si basa la trama sono a dir poco originali, durante la lettura non ho avuto occasione di confrontare la storia con nessun'altra storia già letta perché, in pratica, non ho trovato nessun termine di paragone. Originale l'incipit del libro, originale la scelta dei personaggi, originale l'ambientazione, originale la scelta delle creature paranormali che la popolano. Per questo primo libro mi posso dire pienamente soddisfatta!

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi, a parte la protagonista, (che viene descritta in ogni aspetto in maniera esauriente a completa) sono molto misteriosi. Per scoprirli penso proprio che si dovrà andare avanti con la lettura della serie perché in questo primo libro anche Gerico, il secondo personaggio per ordine di imporanza, non lo sono riuscita ad inquadrare.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Qualche piccolo refuso, ma nel complesso è buono.



voto:



Acquisto consigliato? Sì! Un libro originale, dalla trama misteriosa e dall'ambientazione affascinante che non può mancare alle amanti del genere paranormale e urban fantasy. Un'ottimo inizio per una saga che ha tutte le credenziali per stupire ed appassionare i lettori.

venerdì 2 dicembre 2011

commenti ai libri: IL DOMANI CHE VERRA'

Recensione del libro "Il domani che verrà" di John Marsden


Titolo: Il domani che verrà
Autore: John Marsden
Traduzione: Chiara Arnone
Casa editrice: Fazi (collana Lain)
Pagine: 250
Prezzo: 14,90 euro
Data pubblicazione: 16 Settembre 2011

Sinossi: Australia, contea di Wirrawee. Nella campagna vicino Melbourne la vita scorre lenta e monotona, ma otto ragazzi hanno trovato un modo di sconfiggere la noia che li assale ogni estate: una gita nella natura selvaggia del bush australiano. Macchina, bagagli, tende, provviste, tutto è pronto per una nuova avventura. Hell è la loro destinazione: una radura luminosa e isolata che sarà la loro casa per una settimana, un paradiso chiamato Inferno. Davanti al fuoco a raccontarsi storie, a scambiarsi i primi baci e leggere classici di altri tempi, gli otto ragazzi non sanno che al loro ritorno la vita non sarà più la stessa. Le loro case vuote, i loro animali domestici morti, un’aurea di desolazione che avvolge ogni cosa. L’Australia è stata occupata dalle forze militari, i cittadini sono stati rinchiusi in prigione: tra i detenuti ci sono i loro genitori, i loro fratelli e sorelle. Affrontando paure e indecisioni, gli otto ragazzi decidono di combattere, sapendo di essere i soli nelle cui mani c’è ancora una possibilità di salvezza, di riprendersi il loro domani.

Commento: Primo di una serie di ben sette episodi, "Il domani che verrà" è un libro per ragazzi, scritto negli anni '90 e approdato qui in Italia solo a Settembre 2011, in previsione della trasposizione cinematografica.
Narra di un gruppo di amici adolescenti che, di ritorno da un campeggio nel selvaggio territorio australiano, trovano le loro case tristemente abbandonate e scoprono che la loro città è stata invasa da ignoti guerriglieri stranieri che hanno preso in ostaggio quasi tutta la popolazione. Da quel momento in poi dovranno rimboccarsi le maniche e acuire l'ingegno per cercare di contrastare l'invasione e sopravvivere.
La lettura di questo libro è stata molto piacevole e scorrevole. La storia è di carattere avventuroso, ed è adattissima ad un pubblico giovane, amante della natura e della vita all'aria aperta. Al suo interno ho potuto riscontrare molti pregi, ma anche alcuni difetti. Personalmente sono rimasta particolarmente coinvolta durante tutta la parte iniziale fino alla metà. Mi sono completamente immedesimata nella protagonista Ellie, e con lei ho percepito l'emozione di iniziare un'avventura ignota in compagnia di miei coetanei. Ho colto un impellente senso di libertà e successivamente l'adrenalina del pericolo e l'apprensione di dover contare solo sulle proprie forze. Man mano che proseguivo la lettura sentivo come la tensione crescere dentro di me, arrivando all'apice verso circa la metà del libro. Successivamente invece le mie sensazioni nei confronti della storia si sono un pochino raffreddate. Non perché siano mancati i momenti elettrizzanti. Anzi, è proprio nella seconda parte del libro che si assiste maggiormente a scene di azione, tensione e panico, però mi sono sentita meno immedesimata nei personaggi. Li ho sentiti meno reali. Gli otto ragazzi protagonisti fin da subito danno l'idea di essere ragazzi in gamba, abbastanza abituati, chi più chi meno, alla vita di campagna e a cavarsela nelle situazioni più disparate. Ma personalmente sono rimasta un po' incredula davanti a certi strattagemmi da loro inventati per contrastare le forze nemiche, ho avvertito qualche esagerazione di troppo. D'altronde sono ragazzi cresciuti in famiglie tranquille e per nulla preparati a degli eventi del genere, e il fatto che riescano ad incassare l'effetto sorpresa e ad organizzarsi in poco tempo mi è apparsa una forzatura.
A parte questo difetto, che probabilmente non darà fastidio ai lettori più giovani, "Il domani che verrà" risulta comunque un'ottimo libro per ragazzi, dove l'azione e l'avventura si amalgamano con le qualità del romanzo di formazione e ne risulta una storia che oltre ad intrattenere è capace di fornire insegnamenti profondi sulla vita, sulla caducità dei beni materiali e sull'importanza di valori fondamentali come l'amore e l'amicizia.
Piccola curiosità: Forse non sarebbe proprio corretto dire (come ho fatto inizialmente) che questo libro, ormai famosissimo all'estero e di culto per la narrativa adolescenziale, è stato tradotto in Italia solo quest'anno. In realtà, facendo una piccola ricerca, ho scoperto che venne pubblicato nel 1998 dalla Mondadori (collana SuperJunior), con il titolo "La guerra che verrà". Però passò abbastanza inosservato e non vennero pubblicati i seguiti.
Così, sono molto contenta che la Casa Editrice Fazi ne abbia preso i diritti e spero ardentemente che questa volta la serie verrà pubblicata interamente e in tempi brevi (ormai tutti i libri sono stati pubblicati all'estero già da parecchi anni, e l'autore ha addirittura già concluso un'ulteriore trilogia sulla protagonista Ellie)

E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:

Cover (che non influenza il giudizio sul libro): Davvero molto bella. Mi piacciono molto sia l'immagine in primo piano e sia i colori, capaci di attirare fin da subito la mia attenzione in libreria.

Stile di scrittura: Scorrevole e non troppo impegnativa. Il punto di vista di Ellie, raccontato in prima persona, aiuta maggiormente ad immedesimarsi nella storia.

Idee alla base della storia: Le idee di base le ho trovate molto originali! Essendo il libro solo il primo di sette, non mi sbilancio ancora sullo sviluppo della storia, perché ci sono parecchi punti interrogativi e situazioni in sospeso.

Caratterizzazione dei personaggi: i personaggi sono caratterizzati abbastanza bene, si riesce ad avere una visuale d'insieme sufficiente anche se per il momento non troppo approfondita. Spero di avere l'occasione di conoscerli meglio nei sequel.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Tutto bene, non ho notato errori e la traduzione è stata fluente.

voto:

Acquisto consigliato? Sì, lo consiglio assolutamente ai lettori adolescenti. Ma anche i lettori adulti amanti dell'avventura lo troveranno un romanzo piacevole. Da provare!!!

giovedì 7 luglio 2011

commenti ai libri: IL GIRO DEL MONDO IN OTTANTA GIORNI

"IL GIRO DEL MONDO IN OTTANTA GIORNI" di Jules Verne



Editore: Newton Compton
Prima edizione originale: 1873
Pagine: 188

Sinossi: Salutato fin dal suo apparire, nel 1873, da un eccezionale successo di pubblico, Il giro del mondo in 80 giorni è forse ancora oggi il romanzo più famoso e amato di Jules Verne: il flemmatico, inscalfibile, metodico Phileas Fogg e il suo fedele cameriere Passepartout formano un’indimenticabile coppia ormai stabilmente entrata a far parte dell’immaginario di intere generazioni di lettori (giovani e non), affascinati – anzi, “sedotti”, come scrisse Jean Cocteau, che di questo libro fu un fervente ammiratore – dalla pirotecnica girandola di avventure nei luoghi più disparati del globo, che la fantasia dello scrittore riesce a rendere meravigliosamente “possibili”, trasmettendoci la stessa formidabile euforia dei suoi personaggi.

Commento: Phileas Fogg, il protagonista di questo grande classico della letteratura d'evasione, è un personaggio a mio avviso meraviglioso, entrato subito nelle mie simpatie. Sembra l'emblema dell'inglese doc, con un autocontrollo formidabile e con la mania per la precisione. «Phileas Fogg era di quelle persone matematicamente esatte che non hanno mai fretta e sono sempre pronte, economizzano i loro passi e i loro movimenti; non faceva mai un passo lungo più del necessario e sceglieva sempre la strada più breve; non si permetteva nessun gesto superfluo; non lo si era mai visto né commosso, né agitato.» Invece Passepartout, il suo domestico, è il suo esatto contrario. Apprensivo, impulsivo e pasticcione. E quando per scommessa Fogg deciderà di fare il giro del mondo in ottanta giorni, inizierà una mirabolante avventura, che li vedrà entrambi alle prese con i più disparati contrattempi, incluso un agente di polizia con un mandato d'arresto alle calcagne che cercherà di mettergli i bastoni tra le ruote. Il libro è talmente scorrevole che l'ho divorato, leggendolo nell'arco di sole 12 ore! E' stato un ottimo interludio per riposare la mente in vista di letture più impegnative. Di due sole cose sono rimasta un po' perplessa: 1) il continuo utilizzo di denaro  a cui Fogg fa sempre ricorso per risolvere i problemi l'ho trovata una soluzione un po' poco ortodossa. 2) Ma la mongolfiera che viene ritratta in tutte le copertine di libri e film recanti questo titolo che fine ha fatto all'interno del romanzo? Durante il viaggio viene fatto ricorso ai mezzi di trasporto più disparati: treno, nave, battello, catamarano, elefante... ma di mongolfiere nessuna traccia! E pensare che fino da bambina avevo questo mito nella mente e ora me la sono visto sfatare!

E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:

Cover (che non influenza il giudizio sul libro): Carina, ma come ho detto nel commento,a proposito della mongolfiera: è un'immagine che porta totalemente fuori strada!!!

Stile di scrittura: Piacevole e fluido. Forse manca un po' di dialoghi, ma in generale mi è piaciuto

Idee alla base della storia: Molto carine ed originali, soprattutto per l'epoca nella quale è stato scritto il libro.

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi sono caratterizzati ottimamente, non posso chiedere di più.

Editing e traduzione: Ho trovato tutto ben corretto e senza refusi. E ho piacevolmente notato che sono stati finalmente ripristinati i nomi originali dei personaggi e di alcuni termini stranieri che nelle precedenti edizioni erano stati ridicolmente italianizzati.

voto:

Acquisto consigliato? Sì, perché è un classico (e i classici a mio avviso dovrebbero essere tutti letti prima o poi) e inoltre è una lettura piacevole e poco impegnativa che può essere affrontata da tutti.