martedì 25 agosto 2015

Recensione: IL LIBRO DI JULIAN - R.J. Palacio

La mia recensione su "Il libro di Julian" di R.J. Palacio.



Titolo: Il libro di Julian
Serie: A Wonder Story, vol. 2
Autrice: R.J. Palacio
Traduzione: A. Orcese
Editore: Giunti Junior
Data di pubblicazione: 20 Maggio 2015
Pagine: 128
Prezzo: 7,90

Sinossi: Julian non si capacita di come siano andate le cose nell'ultimo anno scolastico. Era il ragazzo più popolare della classe e si ritrova ad essere escluso dai compagni e costretto a cambiare scuola. Solo per aver fatto delle battute! Ma lui ha sempre fatto dell'ironia, e tutti ridevano, prima! Appena arrivato in classe, Auggie, il nuovo compagno di scuola affetto dalla sindrome di Treacher-Collins, lo aveva veramente turbato. Fin da piccolissimo, infatti, Julian aveva il terrore degli zombi e la faccia deforme di Auggie gli aveva fatto tornare gli incubi infantili. Era questo il vero motivo del suo accanimento. Era stato sospeso da scuola quando il preside aveva scoperto i bigliettini che Julian faceva trovare ad Auggie e al suo ex amico Jack e così non aveva potuto partecipare alla gita scolastica. Un provvedimento che i genitori non avevano mai accettato, accusando la scuola di aver sottovalutato la difficoltà della situazione che l'inserimento di Auggie in classe avrebbe comportato. Durante l'estate, però, Julian scopre una verità sconvolgente sulla sua nonna francese. Lei, ebrea, gli confessa che durante la guerra era stata salvata dallo "storpio" della classe, il "Tartaruga", come lo chiamavano tutti deridendolo. Solo pochi giorni prima di essere deportato egli stesso, perché non "perfetto", le aveva dato il suo primo bacio. Il suo nome era Julian...


La mia opinione: Se come me avete letto e apprezzato "Wonder" non potrete (e non dovete!) fare a meno di leggere anche "Il libro di Julian", perché è la parte mancante di "Wonder", ed è esattamente come la seconda metà della mela che rende il tutto davvero ma davvero completo. Mi era piaciuto "Wonder" perché, oltre all'assoluta originalità della storia, aveva il grandissimo pregio di narrare le vicende da punti di vista diversi dimostrando come ci siano tante versioni della stessa storia e che tutti i personaggi valgono la pena di essere raccontati perché nessuno di loro è perfetto e nei loro piccoli difetti riusciamo capirli meglio e ad apprezzarli. In questa rosa di personaggi ne mancava uno fondamentale, Julian, che in "Wonder" era stato il cattivo della situazione e ci eravamo creati questa idea proprio perché a lui non era stato dato modo di esprimere la sua versione dei fatti. Con "il libro di Julian" possiamo finalmente cercare di capire questo personaggio negativo e scopriremo cose di lui che non sono poi così male. L'autrice secondo me è stata assolutamente geniale a voler dare voce e a riscrivere nuovamente la storia da un ulteriore punto di vista (e non risulta per nulla pensante dover rileggere alcuni passaggi che già conosciamo, anzi è un piacere ritornare indietro nel tempo per affrontare nuovamente la storia da una visuale inedita!) perché oltre ad un delizioso intrattenimento (leggere questo libro è infatti gradevolissimo!) ci offre molteplici ed interessanti spunti di riflessione. Insomma... per me l'esperienza di lettura di questo libro è stata totalmente positiva e quando un libro lascia così soddisfatti è difficile anche riuscire ad argomentare su di esso, perché continuerei a ripetere gli stessi concetti all'infinito :-)
Consigliato a lettori di tutte le età!



voto:

lunedì 24 agosto 2015

Recensione: WONDER - R.J. Palacio

La mia recensione su "Wonder" di R.J. Palacio.



Titolo: Wonder
Autore: R.J. Palacio
Traduzione: A. Orcese
Editore: Giunti Junior
Data di pubblicazione: 7 Maggio 2013
Pagine: 288
Prezzo: 9,90

Sinossi: È la storia di Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, che, dopo anni passati protetto dalla sua famiglia per la prima volta affronta il mondo della scuola. Come sarà accettato dai compagni? Dagli insegnanti? Chi si siederà di fianco a lui nella mensa? Chi lo guarderà dritto negli occhi? E chi lo scruterà di nascosto facendo battute? Chi farà di tutto per non essere seduto vicino a lui? Chi sarà suo amico? Un protagonista sfortunato ma tenace, una famiglia meravigliosa, degli amici veri aiuteranno Augustus durante l'anno scolastico che finirà in modo trionfante per lui. Il racconto di un bambino che trova il suo ruolo nel mondo. Il libro è diviso in otto parti, ciascuna raccontata da un personaggio e introdotta da una canzone (o da una citazione) che gli fa da sfondo e da colonna sonora, creando una polifonia di suoni, sentimenti ed emozioni.


La mia opinione: Questo è un libro che probabilmente non avrei mai letto se la mia attenzione su di esso non fosse stata attirata da alcuni commenti sul web... e sono contenta di averlo letto perché tra i libri per ragazzi in commercio "Wonder" è sicuramente uno che spicca per contenuti originali e non solo. Il protagonista è un ragazzino con un gravissimo problema genetico che ha alterato tutti i suoi tratti somatici facciali rendendogli il viso deforme, i suoi lineamenti sono quindi completamente diversi da tutto ciò che siamo abituati a percepire come la "normalità". Ammetto che inizialmente il forte ascendente di questo libro sul lettore è dato dalla morbosa curiosità che si insinua nel voler entrare nella vita di questo ragazzino per "spiarne" la sua quotidianità. Forse è brutto da dire ma... la curiosità è tutto per un lettore e in questo non si rimane assolutamente delusi! La storia è narrata inizialmente in prima persona dallo stesso protagonista, una scrittura semplice e colloquiale ma capace di far capire in tutto e per tutto ogni stato d'animo, ogni difficoltà presente e passata, insomma... basta leggere pochi capitoli per ritrovarsi completamente assorti nella routine famigliare del protagonista. Ma non è tutto, perché l'innovazione di questo libro, la sua vera carta vincente, sta nel fatto che la narrazione non comprende un solo punto di vista, ma abbiamo la possibilità di vedere le cose anche dal punto di vista di altri personaggi. Ok... non è DAVVERO un'innovazione in campo narrativo, ma si tratta di un innovazione in questo particolare caso perché la storia di un disagio sociale come quello narrato nel libro è utile viverla da più punti di vista. In questo modo non solo capiamo il personaggio principale, ma anche le difficoltà delle persone che gli stanno attorno, le debolezze che a volte capitano a ognuno di loro. "Wonder" è un libro che appassiona e stupisce lettori di ogni età, anche se è più indicato come libro per ragazzi (sarebbe adattissimo a diventare libro per le scuole medie!) può davvero essere apprezzato anche dagli adulti.
L'unica parte che ho apprezzato di meno è stato il finale, troppo "americano" con quei lunghi discorsi e premiazioni di fine anno scolastico che inneggiano ad un buonismo assoluto che vedrei meglio in un film commedia. Per questo il mio voto è di 4 stelline, sarebbe stato perfetto con un finale più in linea con il resto del libro.



voto:

domenica 16 agosto 2015

Recensione: LA FATTORIA DELLE MAGRE CONSOLAZIONI - Stella Gibbons

La mia recensione su "La fattoria delle magre consolazioni" di Stella Gibbons.


Titolo: La fattoria delle magre consolazioni
Autrice: Stella Gibbons
Traduzione: Bruna Mora
Editore: Astoria
Data di pubblicazione: Ottobre 2010
Pagine: 287
Prezzo: 17,00 euro

Sinossi: Flora Poste è stata educata in modo eccellente a fare tutto tranne che a guadagnarsi da vivere. Rimasta orfana a vent’anni e dotata di una rendita esigua, va a vivere presso dei lontani parenti alla Fattoria delle Magre Consolazioni nel Sussex. Il suo arrivo alla fattoria coincide con l’inizio di uno dei romanzi più divertenti mai scritti. I parenti sono a dir poco eccentrici e la fattoria è sgangherata e in rovina: i piatti vengono lavati con rametti di biancospino e le mucche hanno nomi come Rozza, Senzascopo, Inetta e Superflua. La vecchia matriarca settantanovenne, zia Ada, che non è più stata giusta nella testa da quando ha “visto qualcosa di orribile nella legnaia” circa settant’anni prima, tiene in scacco l’intera famiglia. Come Alice di Lewis Carroll, Flora non si fa intimidire da chi dice cose senza senso e si rifiuta di essere trascinata in un mondo di matti. Non si può, pensa Flora, rovinare la vita propria e altrui invocando disgrazie infantili, non si può sottostare alla follia per quanto interessante, bisogna ribellarsi… e nel giro di pochi mesi le cose alle Magre Consolazioni cambiano in modo radicale.


La mia opinione: Sono rimasta molto perplessa e abbastanza delusa da questa lettura, mi aspettavo tutt'altro e non ero preparata al contenuto del libro. Credevo di trovarmi davanti una storia intelligentemente umoristica, ovvero con un umorismo tagliente e con una storia apprezzabile e credibile. Invece ho trovato carini giusto i primi due capitoli iniziali, dove ancora non si capiva bene il genere del libro, dopo di che è diventato tutto estremamente SURREALE, un tipo di surrealtà che a me personalmente non piace e non invoglia a proseguire la lettura. La tentazione di abbandonarlo c'era ma non l'ho fatto perché comunque lo stile di scrittura è scorrevole, le pagine non sono molte e pensavo che andando avanti sarebbe migliorato, invece il finale è stata la parte peggiore perché di una banalità assoluta. La storia di base sembra quasi Mary Poppins, perché la protagonista (nonostante non sia una tata) è in "missione" per salvare suoi lontani parenti che vivono in una fattoria.
"Uno dei romanzi più divertenti mai scritti" questa è una frase riportata sulla quarta di copertina e che io devo avere completamente frainteso dato che la mia definizione di divertente non è un guazzabuglio onirico che non fa ridere neanche un po'. Da parte mia ammetto che forse non l'ho capito, perché siccome ci sono qua e là vari riferimenti alla letteratura classica, a quanto pare questo libro vorrebbe rappresentarne una parodia. Ok, è quindi probabile che da questo punto di vista l'autrice sia stata geniale e che io non abbia colto i vari collegamenti dato che purtroppo sono ancora molti i libri classici che devo leggere (ad esempio Thomas Hardy, lacuna che dovrò presto colmare), però ciò non toglie che a me solitamente le parodie non piacciono, il genere surreale con personaggi completamente caricaturali e privi di spessore non mi piace e quindi questo non era il libro che faceva per me. Forse, se in futuro ne avrò voglia, lo proverò a leggere nuovamente dopo che avrò letto tutti i vari classici della letteratura menzionati al suo interno, peccato che se lo avessi saputo prima avrei rimandato la lettura.



voto:

martedì 11 agosto 2015

Recensione: L'ATLANTE DI TENEBRA - John Stephens

La mia recensione su "L'atlante di tenebra" di John Stephens.



Titolo: L'atlante di tenebra
Serie: The Books of the Beginning vol. 3
Autore: John Stephens
Traduzione: Silvia Petersson
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione: 26 Marzo 2015
Pagine: 486
Prezzo: 19,90

Sinossi: Kate, Michael ed Emma sono stati strappati ai genitori durante una notte di Natale di molti anni prima, forse per proteggerli da un destino oscuro e misterioso. Ma il destino non si può ingannare. E il destino, per loro, ha la forma di tre libri antichissimi, dal potere immenso e oscuro, legati ai ragazzi da un'antica profezia. Gli stessi che il Ferale Magnus, il loro peggiore nemico, vuole riunire per portare a compimento il malvagio disegno che persegue sin dalla notte dei tempi: ottenere il potere assoluto sul mondo umano e sul mondo magico. E lui che ha fatto rapire la minore dei fratelli, Emma, la quale, secondo la profezia, è la Custode dell'Atlante di tenebra, l'unica che possa ritrovare il terzo Libro, quello della Resa dei conti. Il compito che aspetta la piccola Emma è arduo: discendere nel mondo dei morti per ritrovare il Libro, ed escogitare un criterio di giudizio capace di discriminare tra le anime dei trapassati. Ma Emma, dal carattere ribelle e solo apparentemente forte, rischia di non rivedere più la superficie e gli amati fratelli... Aiutati dal dottor Pym, che da quella lontana notte di Natale si prende cura di loro, dal gigante buono Gabriel e da una serie di personaggi indimenticabili, i ragazzi dovranno affrontare la più difficile delle battaglie. Riusciranno a sconfessare la profezia che ha decretato la loro morte, salvando, oltre al loro stesso futuro, le sorti dell'umanità?


La mia opinione: Arrivata alla fine del terzo libro di questa trilogia posso dire che in generale, facendo una panoramica di tutti e tre i libri, è una bella storia per ragazzi e molto avvincente (anche se con degli alti e bassi per quanto riguarda l'originalità della trama) ma ha anche dei difetti piuttosto gravi soprattutto riguardo all'empatia che si crea tra lettore e personaggi, in quanto non sono riuscita ad affezionarmi a nessuno dei tre protagonisti e questa è una cosa molto strana che capita raramente e che penso sia imputabile ad una mancanza della giusta caratterizzazione. Ovvero: la caratterizzazione c'è, ma non è quella giusta perché i protagonisti risultano mediocri e non spiccano. Al contrario ci sono invece due personaggi non protagonisti, incontrati solo al secondo libro, (Willamena e Rafe) che sono formidabili e creano un'empatia pazzesca ed è grazie a loro che la storia risulta interessante.
Passando alla valutazione di questo terzo ed ultimo libro posso dire che delude un po' rispetto al precedente perché anche se è un libro corposo, ricco di fantasia (da questo punto di vista mi ha veramente fatto piacere averlo letto) e c'è molta azione a volte ho avuto l'impressione che le vicende si trascinassero troppo e venissero aggiunte scene non proprio fondamentali al solo scopo di allungare la storia e rimandarne l'epilogo. Assistiamo a tantissime faticose peripezie, a scene anche appassionanti che fanno ben sperare in un finale con il botto ed è deludente scoprire che quando si arriva alle agognate ultime pagine la conclusione a cui si giunge è quella più scontata. Speravo che l'autore avrebbe osato di più.


voto:



mercoledì 15 luglio 2015

Recensione: L'ESTATE DI ULISSE MELE - Roberto Alba

La mia recensione su "L'estate di Ulisse Mele" di Roberto Alba.




Titolo: L'estate di Ulisse Mele
Autore: Roberto Alba
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: 2014
Pagine: 210
Prezzo: 14,50 euro

Sinossi: Una casa in cima a una collina di terra e sassi, nel cuore della Sardegna rurale. È qui che Ulisse vive insieme alla sua famiglia. Ha quasi nove anni e non sopporta la parola che la gente usa per spiegare il suo problema: sordomuto. Lo fa sembrare handicappato, invece lui è solo sordo, capisce tutto benissimo e a scuola è il più bravo. Un genio. E infatti suo papà non lo prende mai a cinghiate come invece fa con Betta e Dede, che saranno anche più grandi, ma si comportano sempre da perfetti sprovveduti. Neppure lui però immagina che andare al mare di nascosto in una torrida mattina di luglio possa essere la cosa più stupida che quei due abbiano mai fatto. Fino a quando il fratello Dede torna a casa da solo, e della sorella non c'è più traccia. Da quel momento la vita della sua famiglia è sconvolta. E mentre gli adulti cercano risposte, Ulisse ha occhi ben aperti su quel che gli accade intorno. Per lui, la scoperta della verità sarà un ingresso forzato nel mondo dei grandi.


La mia opinione: Ho deciso di leggere questo libro un po' grazie alle recensioni positive lette in giro che me lo hanno fatto scoprire e un po' perché mi ricordava vagamente un libro letto anni fa ( "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte" di Mark Haddon) e che mi era piaciuto proprio per il punto di vista particolare e insolito da cui era narrato. Nel libro "lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte" la vicenda era infatti narrata da un ragazzino autistico e risultava maggiormente interessante proprio a causa di questo. "L'estate di Ulisse Mele" viene invece narrato da un bambino con un'altra particolarità, lui è sordo, ed è intelligentissimo. Leggendo questo libro si viene quindi catapultati nel suo mondo senza suoni, ma dove il senso della vista è acutizzato al massimo per riuscire a capire ciò che accade intorno a lui senza il bisogno di ascoltare. Ulisse infatti riesce a leggere le labbra di chi parla anche da distante e riesce a capire le persone dalle espressioni del viso e piano piano ci si dimentica quasi del suo piccolo handicap. La storia di questo romanzo è in parte un noir e in parte un dramma familiare molto intenso, un fatto di cronaca nera che diventa un caso mediatico di vasta portata (come ad esempio potrebbe essere il delitto di Avetrana, tanto per fare un esempio calzante) e che tiene incollato il lettore al libro dall'inizio alla fine. E' un libro che mi sento assolutamente di consigliare se siete incuriositi dal genere, perché è molto scorrevole e il mondo di Ulisse con le sue particolari doti vale davvero la pena di essere conosciuto. Non mancano alcuni difetti nello svolgimento della storia, soprattutto nella stesura della parte finale che a mio avviso oltre ad essere un po' frettolosa è anche un po' confusa perché lascia alcune perplessità e domande irrisolte. Certo, questo da un certo punto di vista rende la storia ancora più realistica, perché non sempre nella realtà tutto è comprensibile fino in fondo, ma trattandosi appunto di un libro, l'agognato finale che tutti i lettori auspicano (me compresa) era più definitivo e chiaro di così.



voto:

lunedì 22 giugno 2015

Recensione: BLACKOUT - Gianluca Morozzi

La mia recensione su "Blackout" di Gianluca Morozzi.


Titolo: Blackout
Autore: Gianluca Morozzi
Editore: TEA
Data di pubblicazione: Gennaio 2007
Pagine: 202
Prezzo: 9,00 euro

Sinossi: Un torrido ferragosto a Bologna. Per un blackout tre persone si trovano chiuse in un ascensore: Claudia, studentessa omosessuale che per finanziarsi gli studi fa la cameriera in una tavola calda; Tomas, residente in quel condominio; Ferro, proprietario di una discoteca, efferato serial killer. Ferro non abita in quel condominio, ma vi ha un pied-à-terre che usa per seviziare e torturare le sue vittime. E in quella afosa giornata, Ferro stava proprio raggiungendo una sua vittima, precedentemente incatenata a una sedia. Nessuno dei tre riesce a comunicare con l'esterno, il condominio è deserto per il ferragosto e le loro grida rimbombano nel vuoto. I pochi metri che i tre devono dividersi diventano sempre più angusti, l'aria irrespirabile...


La mia opinione: ***Ma quanto sono irritanti quei libri italiani che riga dopo riga non fanno altro che rimarcare con miliardi di stereotipi quanto siano ignoranti, inetti, stupidi, banali, corrotti, insulsi, mediocri (e chi più ne ha più ne metta..) gli italiani? Davvero non se ne può più di leggere sta roba demoralizzante e diffamante nei confronti dell'Italia. Come se tutte le altre nazioni fossero perfette e altrove non esistessero le stesse identiche negligenze!***
Questo libro di Morozzi lo immaginavo migliore di così. La storia di per sé sarebbe anche originale e con del potenziale, ma lo stile di scrittura non mi è piaciuto per niente, vuole sembrare "ganzo" ma risulta eccessivamente volgare. Doveva essere un thriller ma a causa delle varie divagazioni più volte il lettore è portato a dimenticarselo! Ho trovato irritante il suo modo di lamentarsi tramite i suoi personaggi, aggiungendo sempre quei velati particolari denigratori sull'Italia, tipici del pessimismo del "tutto va male solo qui", caratteristica che nei libri di autori stranieri non si trova mai, eh sì che mica nei romanzi stranieri la società sia un esempio di virtù, anzi, tutt'altro, eppure il modo di vedere le cose, anche i difetti, non è mai quel piangersi addosso rassegnato e deprimente che si trova in questo libro e che mi ha portato varie volte a pentirmi di averne intrapreso la lettura. Il tutto viene poi condito con tanti riferimenti musicali che sinceramente ho trovato superflui e con un ritmo narrativo che vorrebbe stupire e lasciare con il fiato sospeso... ma ahimè.. non c'è riuscito.
Nota positiva: Il libro è piuttosto breve e scorrevole, leggerlo non costa fatica e circa a metà riesce anche a suscitare la curiosità di scoprire come andrà a finire, perché ripeto, di potenziale nella storia ce n'è, anche se purtroppo l'epilogo è esageratamente costruito. Sicuramente inaspettato, ma al tempo stesso poco credibile. Una lettura mediocre che non mi ha lasciato la voglia di approfondire altri romanzi dell'autore.



voto:

sabato 13 giugno 2015

Recensione: MENO DI ZERO - Bret Easton Ellis

Recensione al libro "Meno di zero" di Bret Easton Ellis




Titolo: Meno di zero
Autore: Bret Easton Ellis
Traduzione: Marisa Caramella
Casa editrice: Einaudi
Pagine: 185
Data di pubblicazione: 21 Giugno 2006
Prezzo: 10,00

Sinossi: Il romanzo di Ellis ha il ritmo di un video clip, la durezza dello slang giovanile alto-borghese e la forza della rivelazione. In scena c'è un gruppo di giovani e giovanissimi di Los Angeles, tutti biondissimi e abbronzatissimi, tutti viziati, ma in realtà trascurati da genitori infelici, depressi o assenti. Questi ragazzi, in vacanza prima della riapertura dei college, sperimentano tutto quello che la città offre: sesso facile, spinelli, cocaina, feste sempre più particolari, in un crescendo di amoralità e devastazione interiore che sconfina presto nell'orrore.



La mia opinione: "Meno di zero" è un romanzo di nichilismo estremo, come raramente mi è capitato di leggere. Anzi, direi con la massima certezza che mai prima d'ora mi era capitato un libro così, a confronto i vari "Trainspotting" o "Noi i ragazzi dello zoo di Berlino" impallidiscono. A rendere ancora più nichilista tutto il contesto è il fatto che i protagonisti non siano giovani disadattati figli del ghetto e della povertà, come è più facile pensare, ma ragazzi ricchissimi figli delle migliori famiglie di Los Angeles. Giovani adolescenti i cui genitori lavorano per il cinema hollywoodiano, che frequentano le migliori scuole. Hanno case da sogno, abiti firmati, le auto più costose, possono avere tutto ciò che desiderano, ma la realtà è che non desiderano niente e conducono le loro vite nell'indifferenza più assoluta verso qualsiasi cosa, tra droga e feste dove comunque nessuno si diverte e promiscuità sessuale che svolgono meccanicamente senza emozioni.
Di per sé la storia non ha trama, non è interessante da leggere, non ha colpi di scena inaspettati, non ha un finale degno di questo nome, ma l'autore è stato bravissimo a ritrarre questo scorcio di quotidianità in maniera così vivida che sembra di essere lì. E nulla è lasciato al caso. Lo stile di scrittura è piatto e ripetitivo, monocorde, così come i dialoghi, che sembrano sempre cadere nel nulla per l'incapacità dei personaggi di comunicare tra loro, e non solo tra coetanei ma anche nel rapporto genitore-figlio. Non è un libro piacevole da leggere ma scorre via leggero, e comunque, nonostante il mare d'indifferenza che viene descritto riga dopo riga, il lettore riesce a provare emozioni. Nella storia si trovano eccessi di tutti i tipi ma solo nella seconda metà si vi sarà una piccola escalation di violenza che scuote chi legge, e forse anche un po' il protagonista, che sembra capire la differenza tra giusto e sbagliato, ma non riesce comunque a importargliene qualcosa. Questo è un libro che una volta terminato non viene da dire "mi è piaciuto" o nessun'altra frase positiva, però rimane impresso e la scrittura dell'autore è un elemento che mi ha impressionata perché riesce totalmente nell'intento del descrivere l'indifferenza con una scrittura altrettanto indifferente, che infatti non si spertica in descrizioni dettagliate di nulla ma il lettore ha comunque la sensazione di avere assistito a tutto nei dettagli e ditemi se questa non è abilità di scrittura!
Ma se devo fare un'analisi più approfondita a distanza di giorni che lo ho letto mi rendo conto che la cosa del libro che più di tutte rimane impressa e sconvolge è il realismo esasperato che ne scaturisce, talmente forte che è impossibile pensare che questa storia sia frutto, anche in piccola parte, dell'immaginazione; la sensazione più accreditata è che siano esperienze dirette dell'autore stesso e della sua adolescenza, ed è forse questo l'orrore più grande.



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