lunedì 2 marzo 2015

Recensione: CERCANDO ALASKA - John Green

La mia recensione su "Cercando Alaska" di John Green.



Titolo: Cercando Alaska
Autore: John Green
Traduzione: Lia Celi
Editore: RL libri
Data di pubblicazione: Maggio 2006 (prima edizione)
Pagine: 349
Prezzo: 5,90 euro

 
Sinossi: Miles Halter ha sedici anni e sente di non aver ancora veramente vissuto. Assetato di esperienze lascia il tranquillo nido familiare per cercare il suo Grande Forse a Cuvler Creek, un prestigioso liceo in Alabama. E qui la sua vita prenderà finalmente un altro passo. Culver Creek sarà il luogo di tutte le cose possibili. E di tutte le prime volte. E' lì che conosce Alaska Young. Brillante, spiritora, imprevedibile, intelligente e spavalda, sexy quanto lo si può essere, per Miles diventa un pensiero fisso, una magnifica ossessione e un enigma. Lei lo attira nel suo mondo, lo lancia nel Grande Forse, e gli ruba il cuore. Poi... niente sarà più come prima.


La mia opinione: "Cercando Alaska" è un libro che pensavo diverso. Ne avevo tanto sentito parlare e auspicavo ad una storia appassionante e coinvolgente fin dall'inizio. So che l'autore scrive bene (avevo già letto "Colpa delle stelle" che mi era piaciuto) e forse questo ha innalzato troppo le aspettative, perché invece questa storia è stata per tre quarti di una banalità sconcertante. La narrazione è scorrevole, però ho fatto fatica ad andare avanti perché non succede niente, i capitoli si succedono l'uno all'altro e continuavo a chiedermi quando la storia sarebbe entrata davvero nel vivo. E' una storia ambientata in un college americano, con protagonisti adolescenti, e viene descritto lo scorrere delle giornate in maniera fin troppo approfondita, raccontando particolari banali che non vale la pena di sapere, e dialoghi nei minimi dettagli che anch'essi non vale la pena di sapere. Ogni capitolo riporta nel titolo una sorta di conto alla rovescia ed è naturale chiedersi cosa succederà allo scadere del conto, quindi vi è aspettativa nell'attenderlo, ma vi è anche delusione perché si arriva a metà libro e ancora niente, perché il conto alla rovescia finirà solo al raggiungimento di ben tre quarti del libro. Nonostante non sia una lettura particolarmente lunga o difficile ho impiegato dieci giorni ad arrivare alla fine del conto e da quel punto solo un giorno per finire il libro, perché da lì in poi il coinvolgimento finalmente c'è e la storia si risolleva. "Cercando Alaska" è un romanzo dal timbro tipicamente adolescenziale, ma con dei personaggi principali che ricoprono male il ruolo di adolescenti, si prendono troppo sul serio, hanno modi di fare senza spensieratezza, sono fin dall'inizio troppo nostalgici e cerimoniosi, con un cipiglio da veterani di guerra (uno dei ragazzi si fa addirittura chiamare "Il colonnello" e più volte l'ho trovato poco credibile), ma sorprendentemente, nonostante tutti i piccoli difetti che non fanno assolutamente gridare al capolavoro, una volta terminata la lettura sono stata contenta di averla intrapresa, perché sul finale il libro riesce a dare un senso a tutta la storia rivelandola per quello che è, ovvero un romanzo di formazione. Certo, non me la sento di dargli un voto alto perché inizialmente manca del tutto di mordente e i protagonisti come ho già detto non sono poi caratterizzati così bene, ma ci sono tante belle riflessioni e frasi che trasmettono tanto al lettore e in definitiva i pregi permettono di sorvolare abbastanza sui difetti, quindi una sufficienza è più che meritata.




voto:


Acquisto consigliato? Una lettura carina senza troppe pretese, che può entrare maggiormente nel cuore di lettori adolescenti. E' di un livello inferiore a "Colpa delle stelle" perciò non avvicinatevi con troppe aspettative se come me l'avete già letto.
Consiglio altresì di non leggere assolutamente la trama scritta sulle nuove edizioni in commercio perché rovina completamente la sorpresa di ciò che accadrà (unica cosa che tiene sulle spine fino in fondo. La sinossi che ho copia-incollato io è invece quella più innocua della vecchia edizione).

sabato 17 gennaio 2015

Recensione: CORRENDO CON LE FORBICI IN MANO - Augusten Burroughs

La mia recensione su "Correndo con le forbici in mano" di Augusten Burroughs.



Titolo: Correndo con le forbici in mano
Autore: Augusten Burroughs
Traduzione: Giovanna Scocchera
Editore: Rizzoli BUR
Data di pubblicazione: 2007
Pagine: 296
Prezzo: 8,50 (edizione economica)

Sinossi: La corsa di Augusten inizia a nove anni e non rallenta più per tutta l'adolescenza, incastrata tra quel grottesco insegnante di matematica alcolizzato che dovrebbe essere suo padre e una madre sofisticata e vanesia che sogna di vedere i propri versi pubblicati sul "New Yorker". Con le sue giacche blu navy, i capelli sempre laccati e il sogno glamour di diventare parrucchiere per dive o medico in una soap-opera, Augusten viene letteralmente scaricato dalla madre al dottor Finch, il suo psichiatra. Nella casa tutta rosa dove il dottore vive insieme alla moglie, appollaiata davanti alla televisione a sgranocchiare crocchette per cani, si aggirano i loro figli, sette tra biologici e adottivi, e tutti i pazienti variamente psicotici che entrano nella pink house e molto spesso decìdono di non uscirne più, di farsi adottare o di sedurre uno qualsiasi dei membri della famiglia.


La mia opinione: Ho iniziato a leggere questo libro del tutto ignara del fatto che si trattasse di un'autobiografia (anche se quanto corrisponde a verità non è dato sapersi...). Io di solito non amo affatto le autobiografie (passino le biografie, ma quando l'autore parla direttamente di sé è molto diverso) perché hanno il brutto vizio di non raccontare veramente una storia in modo fluido ma di farlo per aneddoti e io ho sempre mal sopportato i libri in cui ogni capitolo racconta di un diverso aneddoto, solitamente mi annoiano e faccio fatica ad andare avanti. Dopo avere letto un paio di capitoli (che mi erano molto piaciuti) mi sono accorta che questo non era un semplice romanzo come avrei preferito, ma si trattava dell'infanzia dell'autore stesso. Inizialmente ne sono rimasta delusa, perché la struttura del libro corrispondeva proprio a ciò che a me non piace: ovvero, aneddoti diversi ad ogni capitolo. Mi sono detta: oh, no, ci risiamo, stessa struttura narrativa trita e ritrita che vuole spacciarsi per uno spaccato di vita del tutto fuori dall'ordinario e con umorismo forzato, come accade quasi sempre nelle autobiografie. Per fortuna mi sono dovuta ricredere. Non totalmente, ma in buona parte sì.
Perché "Correndo con le forbici in mano" è sì un'autobiografia con la stessa identica struttura trita e ritrite delle autobiografie e come tutte le autobiografie punta molto sulle situazioni strampalate e vuole fare ironia... MA... ciò non toglie che tra tutte le autobiografie che ho letto fin'ora è senza dubbio la migliore!!!! Non me lo sarei mai aspettata di poter gradire un libro scritto per aneddoti, ma in realtà lo stile di scrittura è ottimo e riesce a collegare tutti gli avvenimenti dei capitoli, facendoli rientrare in un quadro più grande, così che diventino una vera e propria storia in cui sono riuscita ad affezionarmi ai personaggi e arrivata alla fine mi dispiaceva davvero non poter leggere più di loro!
Intendiamoci, questo non è un libro per tutti, è un libro ESAGERATO, straripa di situazioni ASSURDE, che non so se siano vere, ma la sensazione che ti lascia è proprio che sia tutto vero, dalla prima all'ultima riga. Come dicevo prima, è un libro con uno stile di scrittura davvero ottimo, anche se più volte vengono usati termini forti e anche un po' volgari, e le situazioni narrate oscillano tra l'ironico, il grottesco e il dramma. Sì... per molti versi è una storia parecchio drammatica, anche se i toni sono leggeri e noncuranti, e anche le scene che sfiorano la pedofilia vengono fatte passare per ordinaria amministrazione, come se nulla fosse mai grave.
Questa caratteristica sicuramente non piacerà a tutti... ma a me... vi dirò... non ha dato fastidio, basta entrare nell'ottica che chi ha scritto e ha vissuto realmente quelle cose non pensava ci fosse nulla di male.
Un libro assolutamente fuori di testa, ma che, contrariamente ai miei gusti personali, ho apprezzato.

voto:



Acquisto consigliato? Sì, consigliato a chi sa apprezzare il grottesco. Non consigliato se vi infastidiscono tematiche che sfiorano la violenza domestica, l'abbandono di minore o la pedofilia senza condannarle.

giovedì 15 gennaio 2015

Recensione: L'AMORE BUGIARDO - Gillian Flynn

La mia recensione su "L'amore bugiardo" di Gillian Flynn.



Titolo: L'amore bugiardo
Autrice: Gillian Flynn
Traduzione: Graziosi F. - Zani I.
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: Gennaio 2013
Pagine: 462
Prezzo: 18,00

Sinossi: L’amore bugiardo è un thriller ad alta tensione in cui la scrittrice statunitense Gillian Flynn narra la vicenda di un matrimonio che non è proprio dei più felici. Amy e Nick si sono conosciuti ad una festa e tra i due è stato un colpo di fulmine. Anni dopo, Nick ed Amy sono nel Missouri e si stanno preparando per i festeggiamenti del loro quinto anniversario di matrimonio. Le cose però, in quei cinque anni, non sono andate come speravano. I due hanno perso il lavoro e da giovani rampanti con una carriera promettente davanti, Amy e Nick sono andati un po’ alla deriva. Sono andati via da Brooklyn e si sono trasferiti a North Carthage, nel Missouri. Qui Nick ha aperto un bar, ed Amy fa la casalinga. Al di là di tutto, i due si apprestano a festeggiare quei cinque anni insieme. E’ una calda mattinata estiva, tutto è stato predisposto per la ricorrenza, ma Amy non c’è più. Nel salotto ci sono segni evidenti di una colluttazione e tracce di sangue. Che fine ha fatto Amy? Possibile che le sia successo qualcosa di tremendo? Magari Amy, nel diario che custodiva tanto gelosamente, ha scritto qualcosa che possa spiegare l’accaduto, nella sua memoria potrebbero emergere elementi in grado di condurre alla verità. Tra la gente cominciano a serpeggiare dei sospetti su Nick. Chi è davvero quell’uomo veramente? Un marito devoto o uno spietato criminale, che è riuscito a nascondere la sua vera identità per tutto il tempo che ha trascorso accanto ad Amy? Gillian Flynn, con L’amore bugiardo, porta il lettore nei meandri più oscuri di un matrimonio finito male.


La mia opinione: Abbagliata dalle millemila recensioni positive e dal film uscito nelle sale un mesetto fa, eccomi qua anche io a recensire questo libro dal successo fulmineo. Diciamo che le aspettative erano molto alte e per la maggior parte non sono state deluse, anche se non sono neanche state soddisfatte pienamente. Ma andiamo per gradi.
Sicuramente come storia ha una grandissima attrattiva iniziale. Siamo abituati a leggere thriller i cui protagonisti sono detective, squadre di polizia, medici legali et similia che si trovano invischiati nei "drammi degli altri" e leggere invece un thriller che si discosta da questo schema, i cui protagonisti sono personalmente nel cuore della vicenda, presumibilmente vittima e carnefice, è una boccata d'aria fresca e in un certo modo incuriosisce ancora di più rispetto ai thriller investigativi tradizionali.
I capitoli si alternano dinamici cambiando punto di vista tra LUI (Nick) e LEI (Amy) - i due protagonisti del libro - con uno stile di scrittura dinamico e scorrevole, davvero meritevole perché riesce subito ad affascinare il lettore e a dargli un piacevole senso di voyerismo come se stesse entrando di nascosto nei pensieri più reconditi di ben due persone e nel loro oscuro menage familiare.
Diciamo che questa sensazione dura metà libro e fino a lì ne ero TOTALMENTE entusiasta.
Poi avviene il primo colpo di scena memorabile e nella seconda metà il libro perde un po' di credibilità. Intendiamoci, rimane sempre un'ottima lettura, la curiosità di sapere come si evolverà la situazione è sempre molto presente, ma le cose che accadono sono in certi casi talmente esagerate che il mio entusiasmo iniziale ne ha risentito. L'autrice è molto brava a farti credere una cosa per poi dimostrarti l'esatto opposto, questo non lo metto in dubbio, anche se gli stratagemmi utilizzati sono un po' grossolani, avrei preferito un'indagine psicologica più accurata e fine piuttosto che così estrema.
In definitiva direi che questo libro ha molti pregi dalla sua parte, oltre a quelli già menzionati vi sono anche degli spunti interessanti sulla psicologia di coppia e riflessioni varie che meritano attenzione e che portano il libro da un livello superiore e poi ha il grandissimo pregio di mantenere sempre alta l'attenzione del lettore. Ma non è il libro perfetto che mi sarei aspettata, e anche il finale risulta particolarmente fiacco e tirato via. Certamente inquietante, questo sì, ma auspicavo a un epilogo più memorabile.


voto:



Acquisto consigliato? Sì, consigliato perché diverso dal solito, consigliato perché originale e sono sicura che non vi annoierà.

mercoledì 14 gennaio 2015

2014 - I MIGLIORI LIBRI LETTI

Il 2015 è già iniziato da settimane e non ho ancora stilato la classifica delle mie letture preferite dell'anno appena trascorso. Rimedio subito :-)

I libro che ho letto durante il 2014 sono stati 50 (cifra tonda!!) non tantissimi, ma siccome ho avuto parecchi impegni, non è neanche male.

Ecco la lista dei libri letti:

1. "Lasciami entrare" John Ajvide Lindqvist
2. "The help" Kathryn Stockett
3. "Il conte di Montecristo" Alexandre Dumas
4. "Baci e bugie" Lauren Henderson
5. "Transilvania love" Karinee Price
6. "Sete" Christopher Pike
7. "Villa Sventura" Philip Ardagh
8. "Un bacio al buio" Lauren Henderson
9. "Leviathan. La trilogia" Scott Westerfeld
10. "Agatha Raisin e la quiche letale" M.C. Beaton
11. "Clorofilla dal cielo blu" Bianca Pitzorno
12. "Alba d'inchiostro" Cornelia Funke
13. "Iris - i risvegli ametista" Maurizio Temporin
14. "Non è mia figlia" Sophie Hannah
15. "Mr. Gwyn" Alessandro Baricco
16. "La sedicesima luna" Kami Garcia e Margaret Stohl
17. "Il ritratto" Vivien Alcock
18. "Costretta al silenzio" Linda Castillo
19. "Maledetta primavera" Paolo Cammilli
20. "Sai tenere un segreto?" Sophie Kinsella
21. "A bocca aperta" Matt Rothschild
22. "Il gioco di Gerald" Stephen King
23. "Novecento" Alessandro Baricco
24. "Oh, boy!" Marie-Aude Murail
25. "Il campeggio degli orrori" R.L. Stine
26. "Sogni di sangue" Lorenza Ghinelli
27. "La corsa delle onde" Maggie Stiefvater
28. "I Viceré" Federico De Roberto
29. "Una damigella in pericolo" P.G. Wodehouse
30. "Il giardino delle pesche e delle rose" Joanne Harris
31. "Il ladro di fulmini" Rick Riordan
32. "Colorado Kid" Stephen King
33. "Il signore delle mosche" William Golding
34. "L'atlante di smeraldo" John Stephens
35. "Le stanze buie" Francesca Diotallevi
36. "L'arte della magia" Terry Pratchett
37. "Tra due fuochi" Karin Slaughter
38. "E liberaci dal padre" Elizabeth George
39. "Il letto di Alice" Cathleen Schine
40. "Maze Runner. Il labirinto" James Dashner
41. "Dark Demonia" Isabella Santacroce
42. "L'apprendista assassino" Robin Hobb
43. "L'albero di Halloween" Ray Bradbury
44. "Sexy" Joyce Carol Oates
45. "La rivelazione dell'antica carta" Karen Marie Moning
46. "La ragazza dei miei sogni" Francesco Dimitri
47. "L'assassino di corte" Robin Hobb
48. "Non è lui" Sophie Hannah
49. "Mr. Zuppa Campbell il pettirosso e la bambina" Fannie Flagg
50. "La lotteria" Shirley Jackson


Tra questi i miei preferiti sono stati:

1) Al primo posto "Le stanze buie" di Francesca Diotallevi QUI LA MIA RECENSIONE

Un libro che si è meritato un voto che praticamente non do mai: le 5 stelline!!! L'autrice è italiana ed esordiente, non mi sarei mai aspettata di leggere un libro tanto bello da un'autrice non famosa, ma sono al tempo stesso felicissima che sia lei la mia migliore lettura!!!! 















2) Al secondo posto la trilogia dei Lungavista, di cui ho letto (riletto) il primo e il secondo libro.
"L'apprendista assassino" e "L'assassino di corte" di Robin Hobb sono libri entrambi splendidi (di cui io al momento ho fatto la recensione solo del primo, QUI) che si meritano 4,5 stelline il primo e 5 stelline il secondo. Questa è una saga tra l'altro INGIUSTAMENTE MESSA FUORI COMMERCIO dalla Fanucci, ma che si meriterebbe di stare sempre sugli scaffali delle librerie tra fantasy del calibro di Martin et similia... perché sono sicura piacerebbe praticamente a tutti!





















3) Per il terzo posto la scelta si fa più difficile, perché più libri se lo meriterebbero, ma scelgo "La corsa delle onde" di Maggie Stiefvater per la storia originale, anche se YA, che me l'ha fatto particolarmente apprezzare. Io e gli YA ci stiamo prendendo un periodo di distacco, prima ne leggevo molti, ora pochissimi, mi sembrano tutti uguali, ma ho voluto premiare questo libro perché riesce davvero a distinguersi. QUI LA MIA RECENSIONE



Poi, ok, avrei dovuto finire qui, ma devo nominare anche gli altri libri meritevoli a cui assegno un quarto posto pari merito. E sono:

- "Il conte di Montecristo" di Dumas (bellissimo, anche se troppo lungo perché pubblicato originariamente a puntate)
- "Lasciami entrare" di John Ajvide Lindqvist (che si aggiudica il podio tra i migliori horror letti. Ma non guardate il film che ne è stato tratto che non assolutamente paragonabile al libro).
- "The Help" di Kathryn Stockett (molto bello, una lettura edificante e al tempo stesso leggera e scorrevole)
"Tra due fuochi" di Karin Slaughter (questa serie thriller per me merita oltre ogni dire, la amo!!!)


Non nominerò invece i libri peggiori perché quelli che non mi sono piaciuti va benissimo anche non menzionarli, sarebbe ingiusto infierire oltre, dal momento che le recensioni negative parlano già chiaro :-)

E questo è tutto, spero in un 2015 ricco di belle letture ^__^

mercoledì 31 dicembre 2014

Recensione: LA LOTTERIA - Shirley Jackson

La mia recensione su "La lotteria" di Shirley Jackson.





Titolo: La lotteria
Autrice: Shirley Jackson
Traduzione: Franco Salvatorelli
Editore: Adelphi
Data di pubblicazione: Aprile 2007
Pagine: 82
Prezzo: 8,00 euro

 
Sinossi: Il racconto di Shirley Jackson intitolato La lotteria ricorda da vicino, per la fama che lo circonda, la famigerata lettura radiofonica della Guerra dei Mondi di Orson Welles. Fama non immeritata, giacché la pubblicazione sul «New Yorker», nel 1949, scatenò un pandemonio. Molti lo presero alla lettera, reagendo all’istante e poi per lungo tempo con missive indignate o atterrite alla redazione. Certe cose non potevano, non dovevano succedere. Eppure la storia si presenta in tutta innocenza quale pura e semplice descrizione della lotteria che si svolge nell’atmosfera pastorale, quasi idilliaca, di un villaggio del New England in un luminoso mattino di giugno – come ogni anno da tempo immemore. Ma giunto al termine di questo racconto, come degli altri che compongono l’intensa silloge qui proposta, il lettore scoprirà da sé, in un crescendo di «brividi sommessi e progressivi» – come diceva Dorothy Parker –, che cosa li rende dei classici del terrore. Secondo un altro illustre ammiratore della Jackson, oltre che maestro del genere, Stephen King, lo sono perché «finiscono con una svolta che porta dritto in un vicolo buio».


La mia opinione: Pensavo che in questo libro ci fosse solo una storia e invece contiene 4 racconti brevi: "La lotteria", "Lo sposo", "Colloquio", "Il fantoccio". Diciamo che io e i libri di racconti non andiamo molto d'accordo perché i racconti mi lasciano sempre un po' insoddisfatta e anche in questo caso è stato. Intendiamoci, come stile di scrittura la Jackson mi piace tantissimo, ho adorato il suo libro "Abbiamo sempre vissuto nel castello", ma in poche pagine è difficile riuscire a trasmettere forti emozioni come invece è capace nei suoi romanzi.
Il racconto "La lotteria" da cui è stato tratto il titolo e quindi il più famoso dei quattro racconti ricorda moltissimo il giorno della mietitura di Hunger Games e per questo mi è piaciuto, sicuramente l'autrice di Hunger Games avrà tratto una piccola ispirazione per la sua opera da questo racconto. Se devo dare un voto gli do un 4 stelle scarse...
Ma il più bel racconto di tutti per me è stato il secondo (Lo sposo). Qui per me la Jackson ha fatto uno splendido lavoro, il racconto è anche il più lungo dei quattro e quindi decisamente il migliore, infonde inquietudine crescente ed è scritto benissimo in ogni sua parte, se devo dare un voto a questo do un 5 stelle piene e credetemi non è una cosa usuale per me apprezzare tanto un racconto di sole 30 pagine.
Purtroppo i restanti due racconti non mi sono piaciuti per niente. "Colloquio" conta solo 5 facciate, non ho avuto neanche il tempo di capire a cosa l'autrice volesse riferirsi che era già terminato bruscamente, per me davvero troppo bruscamente, non ne ho capito il senso. Il racconto "Il fantoccio" invece è un pochino più lungo, conterà una decina di pagine al massimo, ma comunque non mi è piaciuto. Anche qui, nonostante abbia capito il senso, non mi ha per nulla inquietata e per nulla appassionata. Purtroppo questi ultimi due racconti si aggiudicano 1 stella sola, massimo 2 stelle per "Il fantoccio" che forse avrebbe potuto essere più incisivo se fosse durato un po' di più. In definitiva, grazie ai primi due racconti che ne hanno risollevato le sorti, questa piccola racconta si merita una sufficienza stiracchiata, adatta giusto agli appassionati dell'autrice, niente di più che un gadget da esporre in libreria insieme agli altri due suoi romanzi.




voto:


Acquisto consigliato? Se avete già letto almeno uno dei romanzi scritti dall'autrice e ne siete rimasti entusiasti allora vale la pena avere anche questa piccolissima raccolta, in ricordo di una grande autrice del passato, e quindi adatta a mio giudizion solo per i FAN.

martedì 30 dicembre 2014

Recensione: MR. ZUPPA CAMPBELL, IL PETTIROSSO E LA BAMBINA - Fannie Flagg

La mia recensione su "Mr. Zuppa Campbell il pettirosso e la bambina" di Fannie Flagg.



Titolo: Mr. Zuppa Campbell, il pettirosso e la bambina
Autrice: Fannie Flagg
Traduzione: Valentina Ricci
Editore: Rizzoli BUR
Data di pubblicazione: 2009 (prima edizione 2005)
Pagine: 235
Prezzo: 8,90 (edizione economica)

Sinossi: L'inverno è alle porte e l'anziano Mr. Campbell (orfano dalla nascita, porta il nome della famosa minestra pronta perché, quando lo ritrovarono, nella culla ne aveva accanto una lattina), viene avvertito dal medico che se non cambierà clima non vedrà la primavera. Allora lui fa le valigie per Lost River, Alabama, diretto a un albergo che potrebbe fare al caso suo. Quando arriva scopre che l'albergo è andato a fuoco, ma viene accolto dalla piccola comunità del villaggio. E da una bambina che va in giro scalza, zoppica e gioca tutto il giorno con un pettirosso. Anche lei, come Mr. Campbell, non conosce la data del suo compleanno...


La mia opinione: Il titolo originale di questo libro è "A Redbird Christmas", da qui potrete capire che il titolo in italiano, seppur abbastanza in linea con i contenuti del libro, è stato cambiato più che altro per poterlo fare assomigliare ad altri titoli italiani dell'autrice. Ma perde il significato originale della storia natalizia che invece avrebbe dovuto avere. Da qui la premessa che questo libro è intriso di atmosfere natalizie, perfetto da leggersi quindi in questo periodo dell'anno, ma piacevole comunque a prescindere. E' una storia molto scorrevole e lieve, più che un romanzo sembra una favola di Natale, ma lo stile caratteristico dell'autrice è sempre molto presente e quindi sono sicura piacerà a chi ha letto e amato altri suoi libri. Qui non siamo alla perfezione narrativa raggiunta con il suo celebre "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop", la storia narrata è forse un po' più semplice e con un finale più fantasioso rispetto a come ci aspettiamo, ma rimane comunque una piacevolissima lettura da intraprendente in un paio di giorni, e non lascia assolutamente delusi, anzi, i protagonisti sono a dir poco adorabili, creano empatia nel lettore e rimangono impressi a lungo. Tra le storie di Natale che sono state scritte questa, anche se poco conosciuta rispetto a tante altre, si merita sicuramente un posto speciale nella top ten.


voto:



Acquisto consigliato? Sì, consigliato a chi vuole leggere una storia poco impegnativa ma davvero davvero simpatica e allegra.

venerdì 26 dicembre 2014

Recensione: NON E' LUI - Sophie Hannah

La mia recensione su "Non è lui" di Sophie Hannah.




Titolo: Non è lui
Autrice: Sophie Hannah
Serie: Spilling CID, vol. 3
Traduzione: S. Lauzi
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: prima edizione 2010
Pagine: 441
Prezzo: 19,60 euro

Sinossi: È sera. Sally Thorning ha appena messo a letto i bambini. Sta guardando la televisione con il marito quando all'improvviso riconosce un nome che non avrebbe più voluto sentire: Mark Bretherick. La notizia è dell'ultima ora. L'uomo ha appena perso la moglie e la figlia. Sono state trovate morte, si sospetta un omicidio-suicidio. Un brivido le percorre la schiena: Sally conosce Mark Bretherick. Quell'uomo è il suo unico segreto, l'unica macchia nella sua vita di moglie e madre perfetta. Con lui ha tradito, ma ha giurato a sé stessa di non farlo mai più. Sullo schermo scorrono le foto della donna e della bambina, la voce fuori campo racconta i dettagli della vita di Mark. Tutto corrisponde, tranne un particolare fondamentale: il suo aspetto. Sally è senza parole... quell'uomo dal viso stravolto non è Mark Bretherick. Ne è sicura, non è lui. Ma allora con chi è stata veramente Sally? Chi è il vero Mark Bretherick? E come è possibile che la moglie di Mark le somigli così tanto? A occuparsi del caso è il detective Simon Waterhouse, che, giorno dopo giorno, diventa sempre più scettico riguardo all'ipotesi del suicidio. E mentre le domande si rincorrono l'una dopo l'altra, Sally sente di essere in pericolo, ma ha paura a rivolgersi alla polizia: il suo tradimento verrebbe scoperto, la sua famiglia si sfascerebbe.
Ma quando nel giardino dei Bretherick vengono trovati altri due corpi, Sally capisce di dover raccontare tutto. Anche se forse è davvero troppo tardi…


La mia opinione: Terzo libro della serie Spilling CID in cui ritroviamo la stessa squadra investigativa dei libri precedenti. Abbastanza bello, ma poteva essere migliore. Mi è piaciuta molto l'idea di base, la trama è originale, il caso che si presenta è davvero particolare e diverso dai casi che si è soliti leggere nei thriller e questa è una caratteristica che accomuna tutti i libri dell'autrice che ho letto fin'ora, caratteristica per me importantissima e che mi sta motivando per proseguire la serie. La trama si dipana in maniera molto complicata e ingarbugliata, con alternanza di punti di vista sia in prima persona che in terza. Di solito apprezzo le trame complesse ma in questo caso la lettura si complica un po' troppo perché non è sostenuta da una narrazione fluida, ma al contrario è anch'essa piuttosto ingarbugliata e la scorrevolezza narrativa è compromessa in vari punti a causa di dialoghi superflui o entrate in scena di personaggi molto secondari che sarebbe stato opportuno non inserire perché assolutamente inutili ai fini della storia. Ci sono vari brani interessanti che si alternano ad altri di una lentezza esasperante ed è questo in definitiva che, in aggiunta ad una trama non semplice, rovina un po' il libro. Peccato perché come tematiche trattate questo thriller è davvero interessante e meritevole di essere letto grazie a molti spunti riflessivi e psicologici niente male. Inizialmente la risoluzione del caso sembra del tutto impossibile ma desterà molte sorprese. Anche se non gli do una votazione alta continuerò sicuramente la serie, d'altronde le trame impossibili mi sono sempre piaciute e i libri di questa autrice sembrano uno più impossibile dell'altro.



voto:



Acquisto consigliato? Sì, consigliato, ma solo a chi ama i thriller fuori dall'ordinario e con trame ingarbugliate all'inverosimile.