sabato 8 aprile 2017

Recensione: RACCONTAMI DI UN GIORNO PERFETTO - Jennifer Niven

La mia recensione su "Raccontami di un giorno perfetto" di Jennifer Niven.



Titolo: Raccontami di un giorno perfetto
Autrice: Jennifer Niven
Traduzione: S. Mambrini
Editore: De Agostini
Data di pubblicazione: 31 Marzo 2015
Pagine: 400
Prezzo: 14,90

Sinossi: È una gelida mattina d’inverno quella in cui Theodore Finch decide di salire sul tetto della scuola solo per capire che cosa si prova aguardare di sotto. L’ultima cosa che si aspetta però è di trovarequalcun altro lassù, in bilico sul cornicione. Men che meno VioletMarkey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch eViolet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono dueanimi fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morirela sorella in un terribile incidente d’auto. È in quel preciso istanteche i due ragazzi iniziano a provare la vertigine che li legherà neimesi successivi. Una vertigine che per lei potrebbe essere un nuovo inizio, e per lui l’inizio della fine… Un romanzo straordinariamente toccante. Una storia che spezza il cuore in tutti i modi possibili.


La mia opinione: Partiamo dalla valutazione: 4 stelle. Forse troppo? Solitamente sono abbastanza severa nei giudizi e raramente mi sbilancio. 4 stelle non sono certo il massimo dell'apprezzamento, ma date le critiche lette in giro su questo libro potrebbe sembrare anche un voto fin troppo generoso da parte mia...
La verità è che questo romanzo mi ha colpita per diversi fattori. È stata una lettura che ha destato il mio interesse fin da subito e l'interesse è rimasto pressoché costante per tutta la durata. Cosa da non sottovalutare. Poi l'ho trovato originale, sia per la tematica trattata, sia per il modo di raccontarla e abbastanza distante dai soliti cliché letti e straletti nei romanzi destinati a lettori adolescenti. Si potrebbe quasi definire una "boccata d'aria fresca", se non fosse che però questo modo di dire stride completamente con la tematica drammatica e grave del libro, quindi forse "boccata d'aria fresca" è un termine un po' infelice. E vabbè...! In definitiva questo libro mi è piaciuto, cosa ci posso fare? Sarà che ho la propensione per le storie drammatiche con un finale non scontato e quindi già questo è stato sufficiente a far pendere l'ago della bilancia a suo favore. Non posso dire di essermi sentita in sintonia con uno dei due protagonisti, questo no, però, nonostante non condividessi anche io nel mio profondo i loro pensieri sono riuscita comunque ad appassionarmi alle loro vicende. E ditemi se questo non è un talento di scrittura da parte dell'autrice. Troppo facile creare personaggi in cui tutti riescono a solidarizzare, in cui tutti vorrebbero ritrovarsi, che tutti invidiano. Invece Finch e Violet (i protagonisti del libro) sono proprio due personaggi che non mi piacerebbe mai vivere la loro storia, eppure è proprio questo che mi ha resa maggiormente entusiasta della lettura. Il libro non è esente da difetti, anzi, ne ha eccome. A partire dalla surrealtà della vita in famiglia di Finch (una madre che neanche è mai entrata in camera sua? Professori che non la chiamano mai a colloquio di persona?) e vi è anche un bel po' di incongruenze a livello di comunicazione (nel 2015, data in cui è ambientato il libro, non si riesce a stabilire un contatto telefonico e si è costretti a lasciare messaggi sulla segreteria telefonica di casa che tanto nessuno ascolterà mai?). Ovvio, alcune di queste inaccortezze mi hanno fatto storcere il naso più di una volta, però il fatto che nei tempi moderni nessuno riesca ad accorgersi della gravità di una situazione perché troppo presi da mille altre cose non mi sembra poi tanto impossibile, soprattutto se la persona interessata non vuole farsi aiutare. Purtroppo lo spirito d'osservazione è ai minimi storici e i segnali tanto evidenti che vengono descritti nel libro, giusto il lettore, attento e impegnato nel leggere il libro, li può cogliere immediatamente, ma nella realtà non c'è un lettore che sta leggendo dall'alto ogni tua mossa. "Raccontami di un giorno perfetto" non è quindi, a discapito del titolo, un romanzo perfetto. Ma l'ho trovato davvero un buon romanzo, dal ritmo ipnotico e non banale.



voto:

Mini recensione: BUON COMPLEANNO, ALLY! - Sheila Norton

La mia breve recensione su "Buon compleanno, Ally!" di Sheila Norton.


Titolo: Buon compleanno, Ally!
Autrice: Sheila Norton
Traduzione: Maria Caterina Mortillaro
Editore: Baldini Castoldi Daliai
Data di pubblicazione: Maggio 2007 (ed. economica)
Pagine: 319
Prezzo: 5,40 euro

Sinossi: Ally Bridgerman è alla frutta. La sua carriera sta andando a rotoli, ha una madre rompiscatole e due figlie con vite amorose sicuramente più eccitanti della sua. Perfino il suo ex marito ha trovato una trentenne "insopportabilmente perfetta", mentre tutto quello che a lei resta è una macchina inaffidabile e Budino, l'anziano gatto di casa. Quando scopre che le sue figlie stanno organizzando una festa a sorpresa per un compleanno che preferirebbe non festeggiare affatto, decide di reagire. Racconta così una innocente bugia e si diminuisce l'età di un anno. Sentendosi miracolata perché oggetto delle attenzioni di un uomo più giovane, le sembra naturale togliersi ancora qualche anno...


La mia opinione: Una storia davvero molto carina, che inizia in maniera deliziosa, spumeggiante. I primi capitoli, come anche la prima metà del libro, è simpaticissima e divertente, l'umorismo dell'autrice nel raccontare le disavventure della protagonista corrisponde al mio ideale di libro di svago. Mi è piaciuto molto anche il fatto che vengono trattate tematiche serie ma vengono sdrammatizzate in maniera intelligente, senza sminuirle, ma dando il tocco giusto di comicità. Purtroppo, come tutti (o quasi tutti) i libri appartenenti a questa categoria di romanzi umoristici e leggeri, perde mordente nella seconda metà del libro, esaurendo un po' la fantasia umoristica e rientrando nei binari consueti di libro dal finale irrealistico e forzatamente felice. Chissà perché poi c'è bisogno di esagerare così tanto. Avrei dato sicuramente un voto più alto, se non fosse stato per il finale che ha rovinato un po' l'originalità della storia. Rimane comunque un buon libro, superiore alla media rispetto ad altri chick-lit.



voto:

sabato 26 novembre 2016

Recensione: LA CASA PER BAMBINI SPECIALI DI MISS PEREGRINE - Ransom Riggs

La mia recensione su "La casa per bambini speciali di Miss Peregrine" di Ransom Riggs.


Titolo: La casa per bambini speciali di Miss Peregrine
Serie: Miss Peregrine's Peculiar Children, vol. 1
Autore: Ransom Riggs
Traduzione: L. Katerinov
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: Novembre 2011
Pagine: 383
Prezzo: 15,30 euro

Sinossi: Quali mostri popolano gli incubi del nonno di Jacob, unico sopravvissuto allo sterminio della sua famiglia di ebrei polacchi? Sono la trasfigurazione della ferocia nazista o qualcos’altro, qualcosa di vivo e ancora pericoloso? Jacob decide di attraversare l’oceano per scoprire il segreto racchiuso tra le mura della casa in cui, decenni prima, avevano trovato rifugio il nonno Abraham e altri orfani scampati all’orrore della Seconda guerra mondiale. Soltanto in quelle stanze abbandonate e in rovina, rovistando nei bauli pieni di polvere e reperti di vite lontane, il ragazzo potrà stabilire se i racconti del nonno, traboccanti di avventure, di magia e di mistero, siano stati solo invenzioni, buone a turbare i suoi sogni notturni. O se, invece, in quelle parole ci sia almeno un granello di verità, come suggerisce la strana collezione di fotografie d’epoca che Abraham custodiva gelosamente. Possibile che i bambini e i ragazzi ritratti in quelle immagini ingiallite, bizzarre e inquietanti, fossero davvero speciali, dotati di poteri straordinari, forse addirittura pericolosi? Possibile che quei bambini siano ancora vivi, e che si preparino a fronteggiare una minaccia oscura e molto più grande di loro?


La mia opinione: Ottime idee iniziali e ottima ambientazione per uno sviluppo che però non mi ha convinta! Premetto che nutrivo molte aspettative nei confronti di questo libro, ma poi al concretizzarsi della lettura ne sono rimasta molto delusa. Il protagonista, emblema del ragazzino americano ricco e viziato, proprio non mi è piaciuto. L'ho trovato fin dalle prime pagine senza carattere, senza quindi la stoffa del vero protagonista. I primi capitoli sono stati un po' noiosi, mi aspettavo tutt'altro. Poi per fortuna le cose cambiano quando l'ambientazione si sposta nella giusta collocazione, ovvero quando finalmente il lettore fa la conoscenza con "la casa dei bambini speciali". Qui la storia prende finalmente una svolta interessante e l'atmosfera che si respira è tetra, gotica, molto freak, proprio quello che mi aspettavo guardando la bella copertina del libro. Qui l'autore ha fatto centro nel sviluppare l'ambientazione e i vari personaggi che abitano la casa. Peccato che però la storia ristagna, la fase introduttiva dura circa 3/4 del libro. Ma la cosa ammetto che non mi ha pesato, perché è talmente interessante leggere calati completamente in questa particolare e tetra ambientazione che non si sente nessuna fretta di passare oltre. La vera delusione infatti l'ho provata quando la lunga parte introduttiva termina e inizia lo svolgimento della storia. Un guazzabuglio di idee brutte e confuse. Scene d'azione mal descritte e caotiche in cui non riuscivo ad immaginare nulla di nulla. Non vedevo l'ora che il libro finisse e per fortuna che da quel punto in avanti i capitoli non sono molti. Il finale non è un finale ma rimanda tutto al libro successivo, libro che non leggerò perché penso che l'autore sia negato per le scene d'azione e immagino che nel secondo libro sarà tutto concentrato su di esse. Per me quindi questa trilogia finisce qui, ma darò volentieri una possibilità al film che ne è stato tratto.



voto:



venerdì 18 novembre 2016

Recensione: IL LIBRO DI CHRISTOPHER - R.J. Palacio

La mia recensione su "Il libro di Christopher " di R.J. Palacio.



Titolo: Il libro di Christopher
Serie: A Wonder Story, vol. 3
Autrice: R.J. Palacio
Traduzione: A. Orcese
Editore: Giunti Junior
Data di pubblicazione: 12 Gennaio 2016
Pagine: 128
Prezzo: 10,00

Sinossi: Christopher è l'amico di sempre di Auggie. Sono nati nello stesso ospedale e da quel momento sono state sempre insieme. E solo a quattro anni, vedendo la reazione di altri bambini ai giardinetti, Christoper si è reso conto per la prima volta della "diversità" di Auggie. In questo libro si racconta la storia di Wonder dal suo punto di vista. Christopher, dato che si è trasferito proprio l'anno in cui si svolgono gli eventi del romanzo, ha perso un po' i contatti con l'amico. Un giorno la madre gli dice che è morta Daisy, la cagnetta di Auggie, e lo sollecita a telefonargli. Ma lui non ne ha voglia, anzi è un po'infastidito; segretamente è un po' geloso delle attenzioni che la madre ha sempre dedicato ad Isabel, la madre di Auggie. E quando la madre si dimentica di venire a prenderlo a scuola è convito che sia andata da lei. Arriva invece il padre: la madre ha avuto un incidente. Christopher non sta vivendo un momento felice, i genitori si sono separati, a scuola è preso di mira da un bullo e i suoi voti non sono un granché. Nel momento di maggiore difficoltà sarà l'amico Auggie a salvarlo dall'imminente compito in classe di matematica. è sempre stato l'unico capace di spiegargli un intero argomento in un pomeriggio. A questo servono gli amici: essere presente nel momento del bisogno. E Christopher saprà anche come comportarsi quando tre membri della band musicale di cui fa parte gli chiedono di abbandonare il quinto compagno, meno dotato in musica.


La mia opinione: Per me è un piacere leggere spin-off dal mondo di Wonder, e anche questo terzo libro della serie, “Il libro di Christopher”, (questa volta narrato appunto da Christopher, il primo e migliore amico di Auggie, che lo conosce da quando erano piccolissimi) non è meno interessante del precedente. Qualcuno sicuramente dirà che non è necessario fare un nuovo libro per ogni personaggio di questa storia, che il primo libro "Wonder" era già perfetto così com'era senza il bisogno di aggiungere altro. E' vero, ma per quanto mi sia piaciuto "Wonder" trovo comunque pertinente ogni altra aggiunta alla storia principale e non mi dispiace affatto leggere questi spin-off.
"Il libro di Christopher" è scorrevolissimo, si legge in breve tempo e personalmente mi è piaciuto molto. A distanza di un anno dai primi due libri devo ammettere che non mi ricordavo bene di Christopher e del ruolo che aveva nella storia principale, mi è tornato alla memoria solo dopo che è un personaggio secondario in "Wonder", ci sono dei cenni su di lui ma non ha un ruolo chiave, però è comunque importante per la vita di Auggie perché fa parte del suo passato e si conoscono da sempre. Come negli altri libri anche questo racchiude insegnamenti di vita importanti e nonostante io abbia passato da un bel po' l'età di target per questi libri non importa, non vedo comunque l'ora di leggere il prossimo (ebbene sì... è uscito da un poco) narrato dal punto di vista di un altro personaggio ancora, e sarà sempre uno spin-off ovviamente.
Consigliato a lettori di tutte le età!



voto:

Recensione: IL SUGGERITORE - Donato Carrisi

La mia recensione su "Il Suggeritore" di Donato Carrisi.


TitoloIl Suggeritore
AutoreDonato Carrisi
Editore: TEA
Data di pubblicazione: 11 Maggio 2011
Pagine: 462
Prezzo: 13,00 euro

 
Sinossi: Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che richiede tutta l’abilità degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila. Il loro è un nemico che li costringe ad affacciarsi nel buio che ciascuno si porta dentro. È un gioco di incubi abilmente celati, una continua sfida. Sarà con l’arrivo di Mila Vasquez, un’investigatrice specializzata nella caccia alle persone scomparse, che gli inganni sembreranno cadere uno dopo l’altro, grazie anche al legame speciale che comincia a formarsi fra lei e il dottor Gavila. Ma un disegno oscuro è in atto, e ogni volta che la Squadra sembra riuscire a dare un nome al male, ne scopre un altro ancora più profondo.


La mia opinione: Il primo difetto di questo libro che mi è saltato subito all'occhio (e che personalmente trovo insopportabile) è che non ci sia un ambientazione! Il motivo lo capisco anche, Carrisi è un autore italiano e si sa che i libri italiani (soprattutto thriller) sono considerati poco interessanti dal pubblico italiano proprio a causa della loro ambientazione però la soluzione a questo problema è non indicare nessun luogo? Il libro infatti non reca nessun riferimento all'Italia e i nomi dei personaggi richiamano molteplici origini etniche (ci sono nomi inglesi, spagnoli, dell'est e del nord Europa) ma nulla di italiano. Già questo miscuglio sconclusionato l'ho trovato poco apprezzabile, ma la non-ambientazione è davvero troppo. Soprattutto trattandosi di una storia che avrebbe avuto bisogno di riferimenti di questo tipo perché le scene non si svolgono tutte in un punto ma i personaggi sono spesso in macchina che si spostano per ore da un luogo senza nome ad un altro e sinceramente ho trovato tutto questo davvero destabilizzante. Sarebbe stato utile sapere quanto distava un luogo da un altro, perché questa è una storia di omicidi, con cadaveri che vengono ritrovati in posti sempre diversi, ma non è dato sapere quanto distanti e che spostamenti sono stati fatti. Semplicemente assurdo!
La storia da questo punto di vista l'ho quindi trovata fin dai primi capitoli molto approssimativa e confusa. Ho trovato però apprezzabile lo stile di scrittura e il ritmo narrativo, come anche l'avvicendarsi dei capitoli in cui si alternano a volte punti di vista diversi e il fatto che ogni capitolo si conclude con un piccolo interrogativo o colpo di scena che mette curiosità per il proseguimento.
Come storia l'ho quindi trovata abbastanza valida, anche se ben lungi dall'essere perfetta, con personaggi un po' scontati, protagonista investigatrice dal passato tormentato in primis, che non rappresenta la tipologia di protagonista che io preferisco perché ogni volta che i suoi pensieri foschi attaccano con i tormenti della sua anima mi viene automaticamente da sbuffare.
Vabbè, protagonista a parte, e confusione perpetua a causa della mancanza dei luoghi a parte, questo libro non è affatto male e incuriosisce molto. Non posso però fare a meno di evidenziare altri difettucci, come ad esempio il fatto che la storia investigativa vada avanti quasi più per coincidenze fortunate che per bravura e intuizione dello staff incaricato del caso. E che queste coincidenze fortunate sono veramente veramente tante e ad un certo punto iniziano a sfociare nell'incredibile. Soprattutto il finale, davvero molto ben ideato per gli innumerevoli colpi di scena e per il ritmo serrato a cui ci si arriva ma... al tempo stesso molto difficile da credere. Sì, direi che questo libro è molto più indicato per gli amanti del paranormale che del thriller classico. Perché se amate i thriller classici il finale (come del resto anche alcune scene qui e là) vi faranno storcere il naso.




voto:

venerdì 16 settembre 2016

Recensione: LA 19ª MOGLIE - David Ebershoff

La mia recensione su "La 19ª moglie" di David Ebershoff.

 
Titolo: La 19ª moglie
Autore: David Ebershoff
Traduzione: S. Castoldi
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: Gennaio 2016
Pagine: 736
Prezzo: 6,90 (edizione economica)

Sinossi: Jordan ha vent'anni e vive liberamente la propria omosessualità dopo essere stato cacciato dalla comunità religiosa di Mesadale. Qui vivono i First, una setta che deriva dai Mormoni e che pratica ancora la poligamia. Un giorno Jordan scopre dai giornali che il padre è stato ucciso e che la madre è accusata di omicidio. Convinto della sua innocenza, il ragazzo torna a Mesadale per indagare: le numerose mogli del padre, esacerbate da invidie e gelosie, sembrano avere molto da nascondere; per non parlare del "Profeta", il capo della setta, che desidera tenere gli occhi indiscreti lontano dalla comunità su cui regna sovrano. Parallelamente alla storia di Jordan, si sviluppa l'autobiografia di Ann Eliza Young, diciannovesima moglie del Profeta Brigham Young, che alla fine dell'Ottocento si ribellò al marito, lasciò la comunità e iniziò una campagna di sensibilizzazione contro la poligamia. È proprio in nome di Ann Eliza che un gruppo di volontari fonderà un'associazione e aiuterà Jordan a indagare sui misteri di Mesadale e a scoprire il vero assassino.


La mia opinione: Questo libro è molto particolare a causa della tematica trattata (la religione mormone dello Utah e la poligamia) ed è soprattutto molto interessante perché essendo un romanzo storico si basa su eventi storici realmente accaduti, ma nel contempo al suo interno si avvicendano anche elementi di fantasia e qualche risvolto thriller, rendendolo ancora più accattivante. Altra particolarità di questo romanzo è la sua struttura, che non è affatto lineare come verrebbe facile immaginare, ma è organizzato su due linee temporali differenti: il passato (ovvero le origini della religione e il suo insediamento, con ambientazione ottocentesca) e il presente (ambientato ai giorni nostri, facendo riferimento a un piccolo insediamento mormone-poligamico tutt'ora esistente, anche se non riconosciuto dalla legge).
Come struttura devo ammettere che non è di facile intuizione, soprattutto all'inizio. Le due linee temporali si alternano e vi sono anche rimandi ad alcuni documenti storici e testimonianze varie che rendono la narrazione a volte frammentaria e dispersiva, però a me personalmente non è dispiaciuta, anche se occorre un minimo di concentrazione in più sono convinta che quel piccolo sforzo ne valga la pena per riuscire meglio a capire e comprendere un contesto religioso così peculiare. Ciò che ho apprezzato di più nell'apprendere le origini di questa religione - modificata furbescamente ad hoc per assecondare la bramosia maschile senza incorrere nel peccato divino - sono state appunto le tante piccole contraddizioni che si vengono a creare, e i tanti episodi spiacevoli nella convivenza forzata con questo stile di vita. Ma non solo.
In generale l'ho trovato un libro edificante e coinvolgente e ne consiglio vivamente la lettura perché in commercio di romanzi storici così particolari non se ne trovano. (lo so... ho già utilizzato il termine "particolare" fin troppe volte, ma non trovo aggettivi più calzanti per descriverlo che questo).



voto:


Recensione: LA SPADA DI SHANNARA - Terry Brooks

La mia recensione al libro "La spada di Shannara" di Terry Brooks.

 
Titolo: La spada di Shannara
Serie: il ciclo di Shannara, vol. 1
Autore: Terry Brooks
Traduzione: S. Stefani
Editore: Mondadori 
Pagine: 616
Data di Pubblicazione: Novembre 1993 (prima edizione 1977)
Prezzo: 12,50

Sinossi: Il villaggio di valle d'Ombra è sempre vissuto in pace, ma ora anche su di esso grava una terribile minaccia. Il Signore degli Inganni, che molti ritenevano morto da secoli, è di nuovo all'opera. Solo un meraviglioso talismano, la spada di Shannara, può riuscire a sconfiggerlo per sempre, ma la mitica arma può essere ritrovata ed impugnata solo da un discendente di antichi re. È forse questo il destino del giovane trovatello Shea?


La mia opinione: Se dovessi usare una sola esclamazione per giudicare questo libro sarebbe: Mah!
A prescindere dalla storia, che alcuni sostengono abbia delle similitudini con "il signore degli anelli", ma che per me è semplicemente una storia di genere high fantasy con nulla di originale e non particolarmente interessante, per me il vero problema di questo libro è lo stile di scrittura: mai letto nulla di più piatto e noioso. Talmente piatto e noioso che mi riusciva difficile rimanere concentrata e ogni poche pagine lette la mia mente iniziava a vagare per i fatti suoi. Leggere un libro in queste condizioni è uno stillicidio. Altro grande difetto, sempre imputabile allo stile di scrittura, sono le descrizioni dei personaggi, anch'essi di personalità piatta, monocorde, che tendono a ripetere sempre gli stessi concetti e a lambiccarsi il cervello con delle paranoie puerili e aride. Inoltre non si differenziano gli uni dagli altri, mentalmente sembrano tutti fabbricati con lo stesso stampino. Anche le descrizioni ambientali sono ponderate male, perché viene sistematicamente descritta qualsiasi cosa entri nel campo visivo dei personaggi, e per qualsiasi cosa, intendo proprio QUALSIASI COSA, ogni sasso, ogni oggetto insignificante che basterebbe solo nomenclarlo per far capire immediatamente al lettore di cosa si tratta, ma invece no, bisogna dedicargli frasi su frasi inutilmente e con il risultato di far morire di inedia il malcapitato lettore.
E' incredibile che un libro scritto così male e con una storia peraltro mediocre sia diventato famoso e amato, perché il mio giudizio su questa lettura non è semplicemente soggettivo, in parte sì ma non del tutto, perché ci sono carenze proprio a livello oggettivo, carenze gravi che mi sembra impossibile non notare.
Inutile dire che il libro fa parte di una trilogia che non proseguirò, ci sono tantissime saghe fantasy interessanti e scritte ottimamente, fossilizzarsi su una che già dall'inizio parte così male è improponibile.


voto: