Visualizzazione post con etichetta Minimum Fax. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Minimum Fax. Mostra tutti i post

martedì 18 settembre 2018

Recensione: UNA COSA DIVERTENTE CHE NON FARO' MAI PIU' - David Foster Wallace

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.



Titolo: Una cosa divertente che non farò mai più
Autore: David Foster Wallace
Traduzione: G. D'angelo F. Piccolo
Editore: Minimum Fax
Data di pubblicazione: Luglio 2017
Pagine: 151
Acquistahttps://amzn.to/2xuoLLu

Sinossi: «E allora oggi è sabato 18 marzo e sono seduto nel bar strapieno di gente dell'aeroporto di Fort Lauderdale, e dal momento in cui sono sceso dalla nave da crociera al momento in cui salirò sull'aereo per Chicago devono passare quattro ore che sto cercando di ammazzare facendo il punto su quella specie di puzzle ipnotico-sensoriale di tutte le cose che ho visto, sentito e fatto per il reportage che mi hanno commissionato». "Una cosa divertente che non farò mai più" è il capolavoro di comicità e virtuosismo stilistico con cui i lettori italiani hanno conosciuto il genio letterario di David Foster Wallace. Commissionatogli inizialmente come articolo per la rivista Harper's, questo reportage narrativo da una crociera extralusso ai Caraibi - iniziato sulla stessa nave che lo ospitava e cresciuto a dismisura dopo innumerevoli revisioni - è ormai diventato un classico dell'umorismo postmoderno e al tempo stesso una satira spietata sull'opulenza e il divertimento di massa della società americana contemporanea.


La mia opinione: Un reportage di viaggio condito da acute osservazioni e un sottile umorismo. Questo è il primo Wallace che leggo, e non sarà di certo l'ultimo, perché sono sicuramente rimasta colpita dal suo sguardo disincantato sul mondo, ma da questo libro in particolare, forse a causa delle aspettative troppo alte, avrei desiderato qualcosa di più. E' stato decantato come la perfezione assoluta e invece io ho notato parecchie imperfezioni: 1) lo stile di scrittura non è sempre brillante allo stesso modo ma ha degli alti e bassi, con la conseguenza che alcuni capitoli risultano più piacevoli di altri. 2) ci sono tantissime note a piè di pagina che rallentano la lettura in maniera a volte fastidiosa, avrei preferito che queste osservazioni (per altro in buona parte interessanti) venissero integrate con il resto del testo in maniera omogenea. Saltare la lettura delle note non è consigliato, perché vi sono nozioni a volte indispensabili e anche perché sono praticamente metà del libro e non leggerle vorrebbe dire dimezzare l'esperienza di lettura. 3) mi aspettavo una sorta di capitolo finale che facesse da epilogo in maniera degna e invece il finale è stato brusco, sembra quasi ne manchi una parte. E' stata una buona lettura, soddisfacente, ma che non ha raggiunto i massimi livelli e la genialità che lasciava intendere il bellissimo titolo.


voto:

domenica 6 dicembre 2015

Recensione: DISTURBO DELLA QUIETE PUBBLICA - Richard Yates

La mia recensione su "Disturbo della quiete pubblica" di Richard Yates.



Titolo: Disturbo della quiete pubblica
Autore: Richard Yates
Traduzione: Mirella Miotti
Editore: Minimum Fax
Data di pubblicazione: Novembre 2004 (1975 prima edizione)
Pagine: 285
Prezzo: 12,00

Sinossi: Lo sguardo penetrante e la scrittura precisa e implacabile che hanno aperto la strada a Raymond Carver e Richard Ford tornano a dissezionare l'apparente normalità della middle class americana, ma con toni ancora più drammatici: sullo sfondo dell'ottimismo e della prosperità dell'era Kennedy si disegna la storia dell'ambizione frustrata - e della discesa nella follia - di John Wilder, impiegato che sogna il successo come produttore cinematografico e invece conoscerà soltanto l'angoscia dell'ospedale psichiatrico e le manipolazioni di Hollywood.


La mia opinione: Nonostante sia convinta che Richard Yates sia un autore di grande talento e da consigliare per chiunque voglia leggere fiction-drama ambientati nella borghesia americana di metà novecento, penso altresì che "Disturbo della quiete pubblica" non sia da annoverare tra i suoi lavori migliori. Il grande difetto di questo libro è stato il suo personaggio protagonista, talmente detestabile, inetto ed irritante che, almeno per quanto mi riguarda, non sono riuscita a provare per lui i sentimenti di pietà e commiserazione necessari a rendere questa storia di miseria e fallimento abbastanza interessante. Come fattori positivi c'è una prosa impeccabile e pulita, una escalation di follia ben costruita, una storia sicuramente originale dal potenziale strepitoso... ma a livello umano, a livello di sentimenti che suscita, non è stato all'altezza delle mie aspettative. Inizialmente l'ho letto tra un misto di curiosità alternata alla disapprovazione totale per il protagonista, mentre nella parte centrale e finale, la curiosità ormai placata ha lasciato posto all'impazienza che finisse, perché non provando l'empatia necessaria per il personaggio principale tutto ciò che gli accadeva mi lasciava indifferente. Per chi non conosce l'autore consiglio di partire da un altro libro, come ad esempio "Easter Parade" che ho trovato superiore.


voto:

lunedì 16 marzo 2015

Recensione: EASTER PARADE - Richard Yates

Ecco la mia recensione al libro "Easter Parade" di Richard Yates.




Titolo: Easter Parade
Autore: Richard Yates
Traduzione: A. Lombardi
Casa editrice: Minimum Fax
Pagine: 283
Data di pubblicazione: Ottobre 2008
Prezzo: 11,50

Sinossi: Easter Parade, uscito originariamente nel 1976 e ora pubblicato per la prima volta in Italia, è un romanzo esemplare della sensibilità di Yates: una saga familiare senza concessioni al romanticismo, un limpido ritratto di esistenze borghesi in bilico fra la mediocrità e le aspirazioni. Le protagoniste sono due sorelle, dal carattere diverso - Sarah più solare e convenzionale, Emily più chiusa e indipendente - ma sempre unite da un legame che a tratti si trasforma in rivalità; i loro destini si dipanano per quasi cinquant'anni, sullo sfondo di un'America che man mano perde la sua innocenza gioiosa (quella immortalata in un'istantanea della parata di Pasqua a cui si riferisce il titolo), alla ricerca di una "felicità" difficile tanto da identificare quanto da ottenere.



La mia opinione: Un libro drammaticissimo e senza speranza che ho letto nell'arco di sole 24 ore da quanto è scorrevole, ma che lascia addosso una tristezza come pochi romanzi riescono a lasciare. La cosa che sconcerta di più il lettore nel leggere della vita di queste due sorelle è che in realtà non capita nulla di veramente devastante per far sì che la loro sia una storia drammatica, i personaggi di questo romanzo non conoscono guerre e carestie e vivono nella nazione più benestante e invidiata del mondo, la loro vita è normalissima ed è per questo che il messaggio negativo trasmesso dal racconto delle loro esistenze rimane tanto impresso. E' destabilizzante scoprire che il raggiungimento della felicità sia una chimera, mentre l'infelicità sia alla portata di tutti indipendentemente del tipo di vita che si decide di fare. L'autore descrive infatti due percorsi di vita diametralmente opposti, legati solo dalla stretta parentela, che continuano ad allontanarsi e si riavvicinano solo in rare circostanze, ma che convergono poi inesorabilmente nella medesima decadenza. Ogni situazione viene narrata sapientemente e con la massima precisione, mantenendo uno stile di scrittura scorrevole pur entrando in profondità nel caratterizzare ogni personaggio. E' un romanzo veramente facile da leggere, ma per niente facile da metabolizzare. Personalmente l'ho apprezzato per tanti motivi, descrizioni perfettamente riuscite in primis, ma da non dimenticare anche la mancanza di luoghi comuni, fronzoli e falsi romanticismi e per l'intento (peraltro riuscitissimo) di sfatare ogni mito della ricerca della felicità americana. L'unica piccola pecca è il distacco emotivo con cui l'autore espone i fatti, lasciando sempre una leggera barriera tra lettore e protagoniste, questo è a mio avviso l'unica ragione per non dare al libro 5 stelline.




voto:



Acquisto consigliato? Sì, lo consiglio a chiunque voglia fare i conti con una storia realistica e spietata e a chi è stanco dei finali edulcorati e politicamente corretti.