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mercoledì 30 gennaio 2019

Recensione: COME LE MOSCHE D'AUTUNNO - Irène Némirovsky

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.



Titolo: Come le mosche d'autunno
Autrice: Irène Némirovsky
Traduzione: L. Binni
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 2 Marzo 2017
Pagine: 92
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Sinossi: La vecchia nutrice Tat'jana Ivanovna ha consacrato la propria vita a educare i figli della nobile famiglia Karin. Quando la rivoluzione russa travolge il suo mondo, li segue prima a Odessa, poi a Parigi, nel piccolo quartiere di Ternes. Qui i sopravvissuti di un mondo scomparso si aggirano, appunto, "come le mosche d'autunno"... Un piccolo capolavoro in cui l'intima sensibilità e il sapiente tocco dell'autrice fanno rivivere la poesia e la nostalgia delle migliori pagine di Anton Cechov.


La mia opinione: Un romanzo breve, sono meno di 100 pagine, ma che offre la sensazione di leggere un romanzo ben più lungo. Come al solito la Nemirovsky fa calare nella storia il lettore in maniera totalizzante, leggendo si ha davvero l’impressione di essere lì, sembra di vedere i personaggi muoversi davanti agli occhi. Avendo già letto altri libri di questa autrice ho ormai capito che ama inserire nelle sue storie elementi della sua vita, e anche questo libro non fa eccezione, dato che al suo interno si possono trovare varie connotazioni autobiografiche. Come ad esempio la persecuzione e l’esilio dalla sua terra natia. Ambientato durante la rivoluzione russa (periodo che lei stessa ha vissuto) narra quindi della rovina e dell’esilio di una delle tante famiglie aristocratiche della russia del 1917. E come al solito ritroviamo una perfetta descrizione degli stati d’animo dei personaggi, di speranze e tristezze, delusioni e rimpianti. Una storia estremamente triste e realistica, sapientemente descritta, che in poche pagine narra perfettamente gioie e miserie una vita intera.

Consigliato? Sì! Se non avete ancora letto nulla dell'autrice consiglio di iniziare da altri romanzi più famosi ("il ballo", "suite francese"), se poi lo stile dell'autrice piace allora direi che questa lettura breve non deve mancare.

voto:


lunedì 25 maggio 2015

Recensione: SUITE FRANCESE - Irène Némirovsky

La mia recensione su "Suite francese" di Irène Némirovsky.




Titolo: Suite francese
AutriceIrène Némirovsky
Traduzione: Lanfranco Binni
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: Febbraio 2015
Pagine: 412
Prezzo: 4,90

Sinossi: "Suite francese", pubblicato postumo nel 2004, è l'ultimo romanzo di Irène Némirovsky. Scritto agli albori del secondo conflitto mondiale a Issy-l'Évèque, in Borgogna, è un affresco spietato, composto quasi in diretta, della disfatta francese e dell'occupazione tedesca, in cui le tragedie della Storia si intrecciano alla vita quotidiana e ai destini individuali. È un caleidoscopio di comportamenti condizionati dalle aberrazioni della guerra, dalla paura, dal sordido egoismo, dalla viltà, dall'indifferenza, dagli istinti di sopravvivenza e di sopraffazione, dall'ordinaria crudeltà, dall'ansia di amore. È il racconto della passione, ambigua e tormentata, che nasce tra una giovane donna il cui marito è disperso al fronte e un ufficiale tedesco. Con lucida indignazione ma anche con pietà, Némirovsky mette a nudo le dinamiche profonde dell'esistenza umana di fronte alle prove estreme e scrive un insperato capolavoro della letteratura del Novecento.


La mia opinione: Inizio col precisare che questo non è un romanzo vero e proprio ma un romanzo... ahimè... INCOMPIUTO. L'intento dell'autrice era quello di scrivere un macro-romanzo (una sorta di "Guerra e Pace" francese) composto da 5 storie collegate tra loro ma apparentemente autoconclusive e con protagonisti diversi. Qui ritroviamo solo 2 delle 5 storie previste e non sapremo mai (l'autrice è morta deportata ad Auschwitz) come avrebbe evoluto e collegato le varie storie, un vero peccato non solo dal punto di vista umano, ma letterario, dato che il romanzo in questione avrebbe avuto davvero le carte in tavola per diventare il "Guerra e Pace" del ventesimo secolo.
La prima storia ("Tempesta di Giugno") è incentrata sulla fuga dei parigini dalle loro case agli albori della seconda guerra mondiale. La seconda storia ("Dolce") si concentra invece sull'occupazione tedesca di un paese di campagna francese. Tra le due ho preferito la prima, con più punti di vista che si intersecano tra loro, più personaggi, dal ritmo più dinamico e dalla sagacia più pungente. La seconda storia è invece un po' più lenta, più riflessiva, con meno personaggi. Ciò che è comunque innegabile è la straordinaria capacità narrativa dell'autrice, la sua abilità nell'entrare nella mente di tanti personaggi descrivendone alla perfezione stati d'animo e i tanti mutamenti caratteriali che sorgono nei momenti difficili durante le avversità della guerra. Si assiste infatti ad un caleidoscopio di immagini che tratteggiano con assoluta precisione ogni peculiarità dell'animo umano, pregi e difetti vengono messi completamente a nudo con perspicacia e acume. Altro pregio fondamentale della scrittura della Nemirovsky è la sua completa imparzialità nelle vicende narrate. Si capisce che i fatti descritti sono quanto più possibile vicini all'autrice stessa e che racconta dell'identico periodo storico che lei stessa vive mentre sta scrivendo (è infatti forte la sensazione di vivere le vicende in diretta) ma al tempo stesso nessuna opinione personale scaturisce dalla sua penna, ricreando grazie a ciò un romanzo corale e multisfaccettato, dalle innumerevoli chiavi di lettura.
Purtroppo l'incompiutezza del testo pesa come un macigno e non permette di apprezzare pienamente ciò che sarebbe stato e che mai sarà. Le due storie che il lettore affronta possono essere definite concluse, vi è un inizio e una fine per entrambe, ma sono comunque troppe le diversità (sia di forma che di sostanza) tra le due storie, e sono troppi i fili recisi e gli interrogativi sulle varie dinamiche che si vengono a creare. Sono sicura che l'autrice avrebbe editato ulteriormente i testi, livellando le asperità e amalgamandoli con nuove storie che avrebbero dato un senso a tutto il romanzo. Rimane molta amarezza nel non poterlo leggere per intero.

voto:

venerdì 26 dicembre 2014

Recensione: NON E' LUI - Sophie Hannah

La mia recensione su "Non è lui" di Sophie Hannah.




Titolo: Non è lui
Autrice: Sophie Hannah
Serie: Spilling CID, vol. 3
Traduzione: S. Lauzi
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: prima edizione 2010
Pagine: 441
Prezzo: 19,60 euro

Sinossi: È sera. Sally Thorning ha appena messo a letto i bambini. Sta guardando la televisione con il marito quando all'improvviso riconosce un nome che non avrebbe più voluto sentire: Mark Bretherick. La notizia è dell'ultima ora. L'uomo ha appena perso la moglie e la figlia. Sono state trovate morte, si sospetta un omicidio-suicidio. Un brivido le percorre la schiena: Sally conosce Mark Bretherick. Quell'uomo è il suo unico segreto, l'unica macchia nella sua vita di moglie e madre perfetta. Con lui ha tradito, ma ha giurato a sé stessa di non farlo mai più. Sullo schermo scorrono le foto della donna e della bambina, la voce fuori campo racconta i dettagli della vita di Mark. Tutto corrisponde, tranne un particolare fondamentale: il suo aspetto. Sally è senza parole... quell'uomo dal viso stravolto non è Mark Bretherick. Ne è sicura, non è lui. Ma allora con chi è stata veramente Sally? Chi è il vero Mark Bretherick? E come è possibile che la moglie di Mark le somigli così tanto? A occuparsi del caso è il detective Simon Waterhouse, che, giorno dopo giorno, diventa sempre più scettico riguardo all'ipotesi del suicidio. E mentre le domande si rincorrono l'una dopo l'altra, Sally sente di essere in pericolo, ma ha paura a rivolgersi alla polizia: il suo tradimento verrebbe scoperto, la sua famiglia si sfascerebbe.
Ma quando nel giardino dei Bretherick vengono trovati altri due corpi, Sally capisce di dover raccontare tutto. Anche se forse è davvero troppo tardi…


La mia opinione: Terzo libro della serie Spilling CID in cui ritroviamo la stessa squadra investigativa dei libri precedenti. Abbastanza bello, ma poteva essere migliore. Mi è piaciuta molto l'idea di base, la trama è originale, il caso che si presenta è davvero particolare e diverso dai casi che si è soliti leggere nei thriller e questa è una caratteristica che accomuna tutti i libri dell'autrice che ho letto fin'ora, caratteristica per me importantissima e che mi sta motivando per proseguire la serie. La trama si dipana in maniera molto complicata e ingarbugliata, con alternanza di punti di vista sia in prima persona che in terza. Di solito apprezzo le trame complesse ma in questo caso la lettura si complica un po' troppo perché non è sostenuta da una narrazione fluida, ma al contrario è anch'essa piuttosto ingarbugliata e la scorrevolezza narrativa è compromessa in vari punti a causa di dialoghi superflui o entrate in scena di personaggi molto secondari che sarebbe stato opportuno non inserire perché assolutamente inutili ai fini della storia. Ci sono vari brani interessanti che si alternano ad altri di una lentezza esasperante ed è questo in definitiva che, in aggiunta ad una trama non semplice, rovina un po' il libro. Peccato perché come tematiche trattate questo thriller è davvero interessante e meritevole di essere letto grazie a molti spunti riflessivi e psicologici niente male. Inizialmente la risoluzione del caso sembra del tutto impossibile ma desterà molte sorprese. Anche se non gli do una votazione alta continuerò sicuramente la serie, d'altronde le trame impossibili mi sono sempre piaciute e i libri di questa autrice sembrano uno più impossibile dell'altro.



voto:



Acquisto consigliato? Sì, consigliato, ma solo a chi ama i thriller fuori dall'ordinario e con trame ingarbugliate all'inverosimile.

mercoledì 13 agosto 2014

Recensione: IL GIARDINO DELLE PESCHE E DELLE ROSE - Joanne Harris

La mia recensione su "Il giardino delle pesche e delle rose" di Joanne Harris.




Titolo: Il giardino delle pesche e delle rose
Serie: Chocolat, vol. 3
Autrice: Joanne Harris
Traduzione: L. Grandi e Grandi Associati
Casa editrice: Garzanti
Pagine: 434
Data di pubblicazione: 7 Novembre 2012
Prezzo: 18,80

Sinossi: Il vento ha ricominciato a soffiare. Vianne Rocher lo sa: è un segnale, qualcosa sta per succedere. Quando riceve una lettera inaspettata e misteriosa, capisce che ormai niente può opporsi a quel richiamo. Vianne non ha altra scelta che seguirlo e tornare a Lansquenet, il villaggio dove tutto è cominciato, il paese dove otto anni prima aveva aperto una cioccolateria. Qui, adesso come allora, regnano ancora la diffidenza e i pregiudizi, ma molte cose sono cambiate. Il profumo delle spezie e del thè alla menta riempie l'aria, donne vestite di nero camminano veloci e a capo chino per le viuzze e di fronte alla Chiesa, sulla riva del Tannes, è stato costruito un minareto. All'inizio la convivenza tra gli abitanti e la comunità musulmana era stata tranquilla e gioiosa, ma un giorno tutto era cambiato ed erano iniziate le incomprensioni, le violenze, il fuoco. Il curato Francis Reynaud è disperato e vuole a tutti i costi salvare la sua comunità e tornare all'armonia di una volta. E ha capito che solo una donna può aiutarli, Vianne, l'acerrima nemica di un tempo. Solo lei potrebbe portare la pace, solo lei potrebbe capire gli occhi diffidenti e impauriti delle donne che si celano sotto il niqab. Ma soprattutto solo lei può comprendere l'enigmatica e orgogliosa Inès. Ma non è facile leggere la paura e sconfiggere le ipocrisie e le menzogne che serpeggiano tra le due comunità. Eppure Vianne sa come fare, c'è una vecchia ricetta che potrebbe venirle in soccorso...

La mia opinione: "Il giardino delle pesche e delle rose", con un titolo italianizzato che un po' mi fa storcere il naso perché sembra un romanzo che fa parte del filone romance-romantico dozzinale dove i titoli sono un tripudio di parole come "giardini" "stelle" "fiori" "cibo" "segreti" e quant'altro, è invece il terzo libro del filone di Chocolat, romanzo sì atteso ma con circospezione, perché si sa, le aspettative sono molte ed è facile deluderle. Ma ancora una volta la Harris ha fatto centro, con un sequel nuovamente innovativo, con una storia originale, che riprende i fantasmi del passato senza scrivere nulla di già scritto, ma anzi dando vita a una nuova storia che non ha nulla a che vedere con le precedenti, a parte alcuni personaggi e l'ambientazione. Sì, perché ci ritroviamo nuovamente a Lansquenet (dopo la pausa dello scorso libro dove l'ambientazione era altrove ora si ritrova il paese di Chocolat). E basta veramente poco, bastano le prime righe del prologo, per ritrovare tutta la magia ammaliante dei precedenti libri, e leggere questo seguito sembra proprio come tornare a casa, tra personaggi che ormai conosciamo bene e che vorremmo non dover lasciare mai. Ma tutto cambia e anche il paese di Lansquenet con gli anni è cambiato e c'è una nuova comunità che si è insediata lì e nuovi problemi si stagliano all'orizzonte. In particolare le tematiche verteranno sui problemi di relazione tra culture diverse, religioni contrapposte, ma anche e soprattutto preconcetti che vanno al di là di qualsiasi cultura e che caratterizzano tutta la razza umana. L'ambientazione temporale è di fine estate, dopo il periodo primaverile di "Chocolat" e quello invernale-natalizio di "Le scarpe rosse" un'altra affascinante stagione ci delizierà con la sua magica atmosfera, i suoi venti e i suoi profumi, e la storia non manca davvero di appassionare e di stupire, con un ritmo narrativo cadenzato inizialmente ma a partire da metà si velocizza, per arrivare a un finale dove accade di tutto, colpi di scena a ripetizione e battiti cardiaci accelerati sono assicurati. Se vi aspettate una storia riposante e tranquilla come la carinissima copertina e il titolo lascerebbe presagire vi dico già da ora che non sarà affatto così!
Speravo che questo libro mi piacesse come i precedenti, ma avevo anche paura che non sarebbe stato così. E ne sono rimasta entusiasta. "Chocolat" rimarrà sempre il preferito assoluto, ma anche i seguiti si difendono più che bene!


"Una volta qualcuno mi ha detto che, solo in Francia, ogni anno duecentocinquantamila lettere vengono recapitate a persone morte. Quello che non mi ha detto è che, a volte, i morti rispondono."

E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:

Cover: Molto carina, mi piace, anche più dell'originale che è questa:
Come ho già detto il titolo non mi è piaciuto perché si assomiglia troppo con i millemila titoli simili in circolazione. E' anche vero che il titolo in lingua originale era difficile da tradurre, "Pesche per Monsieur le Curè" non sarebbe stato bello...

Stile di scrittura: Ancora una volta ho trovato lo stile di scrittura scorrevole ed emozionante. La Harris sa descrivere avvenimenti, luoghi e persone in maniera tanto efficace e poetica da far sognare il lettore!

Idee alla base della storia: Originalissima, prende piccoli spunti da ciò che è avvenuto nei precedenti libri, ma reinventa il tutto in una storia diversissima sia come idea iniziale che come sviluppo. esattamente come è avvenuto per il libro secondo, anche questo terzo ha mantenuto intatte le caratteristiche di originalità.

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi (come sempre!) li ho trovati caratterizzati benissimo e hanno una personalità molto spiccata e particolare che li distingue l'uno dall'altro. Sono soddisfatta e sono personaggi ormai così familiari che vorrei rincontrarli nuovamente.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Molto ben curato, non ho trovato refusi.

voto:



Acquisto consigliato? Assolutamente sì! Se come me siete amanti dei romanzi di questa autrice, e avete amato sia Chocolat che Le scarpe rosse, sono sicura che anche questo vi piacerà!

lunedì 16 giugno 2014

Recensione: NON E' MIA FIGLIA

La mia recensione su "Non è mia figlia" di Sophie Hannah, libro che avevo letto un paio di settimane fa ma che non avevo ancora recensito... lo faccio ora.



Titolo: Non è mia figlia
Autrice: Sophie Hannah
Serie: Spilling CID, vol. 1
Traduzione: S. Lauzi
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: prima edizione 2008, edizione economica 2009
Pagine: 387
Prezzo: 9,90 euro (edizione economica)

Sinossi: Alice Fancourt è stata lontana da casa solo due ore, eppure non vede l'ora di riabbracciare la sua bambina, la piccola Florence di due settimane. Ma, imboccato il vialetto di casa, Alice capisce subito che c'è qualcosa che non va. La porta è aperta, le stanze sono avvolte dal silenzio. Alice corre in camera della piccola e con orrore si rende conto che la bambina che dorme nella culla non è sua figlia. Al suo posto c'è un'altra neonata, un altro viso, un altro pianto. Ma dov'è Florence? E come è possibile che David, il marito di Alice, che doveva badare alla bambina, non si sia accorto di nulla? È l'inizio di un incubo. Perché nessuno le crede. Né David né la suocera Vivianne. Per loro Alice è solo depressa e rifiuta la bambina. E mentre David diventa sempre più aggressivo e minaccioso, ad Alice non resta altra scelta che rivolgersi alla polizia. A occuparsi del caso la detective Charlie Zailer e l'ispettore Simon Waterhouse. Alice non ha alcuna prova, solo la sua testimonianza, quella di una madre sicura che quel viso e quell'odore non sono quelli della bambina che ha portato in grembo per nove mesi. L'unica soluzione è convincere la polizia a eseguire il test del DNA. Ma il tempo scorre. Ogni minuto può essere fatale. E quando Simon Waterhouse finalmente acconsente a eseguire il test, forse è troppo tardi. Alice e la neonata sono sparite.

La mia opinione: Avevo qualche dubbio sul leggere o meno questo libro perché la media dei voti era un po' più bassa del normale, pensavo fosse una lettura che potessi benissimo evitare, ma dopo averla affrontata mi dissocio dal parere generale e assegno un voto di quattro stelline. "Non è mia figlia" è un thriller psicologico di tutto rispetto, dove viene dato molto spazio alla psicologia, non soltanto associandola al thriller ma anche ad altri aspetti del romanzo e dei suoi personaggi, insomma, io lo definirei sia thriller psicologico che romanzo psicologico. Non solo la storia che affronta è molto interessante e particolare, ma questa caratteristica narrativa di soffermarsi molto sull'introspezione psicologica in maniera precisa, questa abilità dell'autrice nel descrivere gli stati d'animo, riesce a rendere il tutto scorrevole, nonostante le vicende della trama possano sembrare lente ad ingranare e non molto dinamiche, difettucci che io personalmente perdono in pieno dato che l'ho trovato comunque un thriller dal ritmo narrativo, se non oggettivamente veloce, magnetico. Sono rimasta totalmente entusiasta per quanto riguarda la parte iniziale e la parte centrale del libro, un po' meno entusiasta invece del finale, che mi ha un po' delusa... vista la follia che pervade molti dei personaggi mi aspettavo qualcosa di più audace. Dell'autrice ho letto anche il libro "Non ti credo" che nonostante abbia una media voti superiore a questo ho trovato meno brillante.



voto:



Acquisto consigliato? Sì, consigliato a chi ama i thriller polizieschi e i thriller psicologici.

giovedì 6 dicembre 2012

Recensione: LE SCARPE ROSSE

La mia recensione su "Le scarpe rosse" di Joanne Harris!!!

Titolo: Le scarpe rosse
Serie: Chocolat, vol.2
Autrice: Joanne Harris
Traduzione: L. Grandi e Grandi Associati
Casa editrice: Garzanti
Pagine: 490
Data di pubblicazione: 2007
Prezzo: 18,60

Sinossi: Sono passati quattro anni da quando Vianne Rocher e sua figlia Anouk hanno lasciato Lansquenet. Hanno peregrinato di villaggio in villaggio, senza mai trovare stabile dimora: lo scandalo e le chiacchiere le hanno seguite, perseguitate, minacciate, ancora di più quando Vianne ha dato alla luce la piccola Rosette. Alla fine hanno trovato rifugio a Montmartre, a Parigi. Nell'anonimato della metropoli, Vianne ha aperto una cioccolateria. Eppure tutto è diverso da prima. Ha abbandonato i tarocchi, gli incantesimi, la magia, il suo stesso nome. Il vento ha smesso di soffiare – almeno per un po'. Finché nella loro vita non arriva una nuova amica, Zozie de L'Alba, la signora con le scarpe rosse. Dà una mano in negozio e ben presto, con la sua vitalità e simpatia, conquista la fiducia di Vianne e soprattuto di Anouk. Ma Zozie non è quello che sembra: ambigua, misteriosa e seducente, ha un piano che minaccia di distruggere il loro mondo. E mentre tutto quello che ama è in pericolo, Vianne deve scegliere: fuggire, come ha già fatto tante volte, oppure affrontare il suo nemico più pericoloso, le proprie paure. Le scarpe rosse è un romanzo straordinario, ricco di atmosfera e di suspense, pieno di vita, di emozioni e di magia. Joanne Harris ha dato vita a un mondo unico e magico, popolato da personaggi inquietanti e segreti oscuri in cui, con impareggiabile maestria, descrive lo scontro eterno tra bene e male.

La mia opinione: Premetto che dopo avere letto e amato Chocolat ero curiosissima di affrontare Le scarpe rosse (il sequel), ma ero stata un po' scoraggiata da alcuni commenti che non lo ritenevano all'altezza del suo predecessore. Ora che finalmente l'ho letto posso dire che sì, obiettivamente il primo libro di una saga amata resta insuperabile, però non ne sono rimasta assolutamente delusa, anzi, mi è proprio piaciuto!
Se nel primo romanzo l'atmosfera festiva era orientata verso il periodo di carnevale-pasqua, qui l'atmosfera è pre-natalizia (il periodo narrato va dal 31 Ottobre alla vigilia di Natale), quindi adattissimo per essere letto nei mesi di Novembre-Dicembre (come ho fatto io) per gustarselo al meglio! L'autrice è stata bravissima a ricreare alla perfezione l'atmosfera calda e accogliente che aveva reso tanto speciale il romanzo precedente, con la novità che la storia è stata completamente reinventata e quindi non viene riproposta una trama simile, ma diversissima e originale, per certi versi proprio spiazzante! Ritroveremo le nostre due eroine (Vianne e la figlia Anouk) e anche un'altro ritorno apprezzatissimo (non vi dico chi...), ma per il resto i personaggi sono completamente diversi e anche l'ambientazione. Inoltre la narrazione è questa volta arricchita da tre voci in prima persona che si alternano tra i capitoli, donando un'esperienza di lettura dinamica, che non lascia davvero spazio alla noia. Una peculiarità che caratterizza il romanzo è la presenza tangibile della magia, in maniera molto più spiccata rispetto a Chocolat, che da questo punto di vista aveva al suo interno un tipo di magia molto lieve, quasi impercettibile. "Le scarpe rosse" si mantiene quindi una storia ricca di profumi "cioccolatosi" che mettono appetito e al suo interno ospita anche un conflitto molto importante tra bene e male, magia buona e magia cattiva, che saprà mantenere alta la tensione fino all'ultimo e non risparmia colpi di scena. Io lo consiglio infinitamente a coloro che hanno letto e amato Chocolat: la Harris non delude!!

E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:

Cover: Molto carina, mi piace, la trovo gradevole graficamente e assolutamente appropriata alla storia. Ecco qualche cover originale:


Come vedete all'estero vi è stata anche una diversità nella scelta del titolo ("The lollipop shoes" per le edizioni UK e "The girl with no shadow" per le edizioni americane) e trovo adatte tutte e due le alternative. Il titolo italiano è comunque anch'esso molto appropriato, nonostante non sia una traduzione letterale dall'inglese. Per quanto riguarda la grafica amo soprattutto la terza cover (quella dalla quale ha preso ispirazione la cover ITA) quindi sono soddisfattissima della scelta della Garzanti.

Stile di scrittura: Ancora una volta ho trovato lo stile di scrittura scorrevole ed emozionante. La Harris sa descrivere avvenimenti, luoghi e persone in maniera tanto efficace e poetica da far sognare il lettore!

Idee alla base della storia: Originalissima, prende un leggero spunto dal precedente libro, ma reinventa il tutto in una storia diversissima sia come idea iniziale che come sviluppo.

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi (come in Chocolat) li ho trovati caratterizzati benissimo e hanno una personalità molto spiccata e particolare che li distingue l'uno dall'altro. Sono soddisfatta.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Qualche piccolo refuso qua e là, ma cose di poco conto. Per il resto è perfetto.

voto:



Acquisto consigliato? Assolutamente sì! Se avete letto e apprezzato Chocolat non potete non leggerlo. Questo libro vi permetterà di ritrovare in pieno la sua atmosfera gradevole e magica, con una storia che saprà stupirvi!

martedì 9 ottobre 2012

Anteprima: IL GIARDINO DELLE PESCHE E DELLE ROSE

Uscirà tra circa un mese (l'8 Novembre 2012) per la casa editrice Garzanti, un nuovo libro di Joanne Harris, un'autrice che amo moltissimo. Il nuovo romanzo si intitolerà "Il giardino delle pesche e delle rose" e non sarà un romanzo indipendente ma sarà il terzo libro della trilogia di "Chocolat". Quest'ultimo è un romanzo che ho letto e amato, ma invece non ho letto il secondo libro, quindi mi dovrò mettere in pari!

Ecco la scheda del libro: (alcuni dati, tipo il numero delle pagine e il prezzo, potrebbero subire modifiche)


Titolo: Il giardino delle pesche e delle rose
Serie: Chocolat, vol.3
Autrice: Joanne Harris
Traduzione: L. Grandi
Casa editrice: Garzanti
Pagine: 500
Data di pubblicazione: 8 Novembre 2012
Prezzo: 18,60

Sinossi: Vianne Rocher adesso vive a Parigi. Quando il vento inizia a soffiare Vianne percepisce che qualcosa sta per accadere. Un giorno, infatti, riceve una lettera inaspettata. E' da parte di Armande, sua amica di vecchia data, la quale la invita a tornare a Lansquenet, il piccolo villaggio nel sud ovest della Francia dove tutto è iniziato, nella cioccolateria che aveva aperto otto anni prima. Armande ora è morta, e nella lettera scrive all'amica che qualcuno ha bisogno del suo aiuto. A Lansquenet molte cose sono cambiate. Adesso le concerie al di là del fiume sono abitate da numerosi musulmani e negli ultimi tempi, tra le due comunità che abitano nel villaggio, le relazioni si sono inacidite. L'opinione pubblica accusa Francis Reynaud di aver appiccato il fuoco al piccolo negozio dove una volta Vianne vendeva cioccolata, adesso divenuta proprietà di persone appartenenti alla comunità musulmana. Per ripristinare l'armonia, Vianne conosce una ricetta speciale. Il giardino delle pesche e delle rose è un'altra piacevole storia che Joanne Harris consegna ai suoi lettori.


La trilogia di Chocolat è così composta:

  • Chocolat - Chocolat (1998)
  • Le Girl with No Shadow - Le scarpe rosse (2007)
  • Peaches for Monsier le Curé - Il giardino delle pesche e delle rose (2012)








L'AUTRICE:

Joanne Harris è nata, da padre inglese e madre francese, nello Yorkshire, dove attualmente vive. Si è laureata al St Catharine's College di Cambridge, dove ha studiato francese e tedesco medievale e moderno. Fino al 1999 ha insegnato francese nelle scuole secondarie di Leeds.
I suoi libri sono tutti editi in Italia da Garzanti. Oltre a Chocolat, il suo romanzo d'esordio apparso nel 1998, tradotto in tutto il mondo e da cui nel 2001 è stato tratto l'omonimo film, ha pubblicato Vino, patate e mele rosse (1999), Cinque quarti d'arancia (2000), La spiaggia rubata (2002), La donna alata (2003), Profumi, giochi e cuori infranti (2004), Il fante di cuori e la dama di picche (2005), La scuola dei desideri (2006), Le scarpe rosse (2007), Le parole segrete (2008), Il seme del male (2009), Il ragazzo con gli occhi blu (2010). È anche autrice, con Fran Warde, di Il libro di cucina di Joanne Harris (2003) e di Al mercato con Joanne Harris. Nuove ricette dalla cucina di «Chocolat» (2007).

mercoledì 26 settembre 2012

Recensione: FINCHÉ LE STELLE SARANNO IN CIELO

Ecco la mia recensione al libro "Finché le stelle saranno in cielo" di Kristin Harmel.



Titolo: Finché le stelle saranno in cielo
Autrice: Kristin Harmel
Traduzione: Sara Caraffini
Casa editrice: Garzanti
Pagine: 356
Data di pubblicazione: 30 Agosto 2012
Prezzo: 16,40

Sinossi: Da sempre Rose, nell'attimo prima della sera, nell'ora in cui il cielo si tinge di viola e arancione, volge lo sguardo in alto a cercare la prima stella del crepuscolo. Quella stella, anche adesso che la sua memoria sta svanendo, le permette di ricordare chi è e da dove viene. La riporta alle sue vere radici, agli anni Quaranta, ai suoi diciassette anni, in una pasticceria sulla rive della Senna. Un passato che nessuno conosce. Ma adesso, prima che sia troppo tardi, è venuto il tempo di dar voce al suo ultimo desiderio: ritrovare la sua vera famiglia, a Parigi. E mantenere una lontana promessa. Affida il compito alla giovane Hope, la sua unica nipote. Hope non ha nulla in mano, se non un elenco di nomi, e una ricetta passatale dalla nonna, quella dei dolci dal sapore unico e inconfondibile che da anni prepara nella pasticceria che ha ereditato da Rose a Cape Cod. Ma prima di affidarle la sua memoria e la sua promessa, Rose lascia a Hope qualcosa di inatteso. Una rivelazione. Rose le confessa le proprie origini: non è cattolica, come credeva la nipote, ma ebrea. Ed è sopravvissuta all'Olocausto. Hope è sconvolta ma determinata: l'Olocausto lo conosceva solo attraverso i libri, e mai avrebbe pensato che sua nonna fosse una delle vittime scampate all'eccidio. Ma ora deve partire per Parigi. Perché è tra quei vicoli, tra Places de Vosges, la sinagoga e la moschea, che la nonna si era scambiata una promessa e una speranza. Una promessa che avrà vita finché ci saranno le stelle nel cielo.



La mia opinione: L'importanza del passato e del ricordo; l'importanza di lasciare aperta la porta del cuore, senza lasciarsi sopraffare dagli eventi negativi; l'importanza del credere che non è mai troppo tardi per essere felici e per ricominciare a vivere. Queste in sintesi sono le tematiche principali intorno alle quali ruota il romanzo, ma non solo. "Finché le stelle saranno in cielo" è un vero e proprio inno all'amore e ai valori, all'uguaglianza razziale e religiosa, alla necessità di conoscere gli errori del passato per costruire un futuro migliore, lasciando un'eredità di conoscenza e sapere, perché è dagli sbagli che si può imparare e migliorare.
La storia, ambientata nel presente, in una cittadina costiera degli Stati Uniti, vede come protagonista Hope, una donna divorziata e madre di una figlia adolescente, che manda avanti l'attività di famiglia, un negozio di dolci, tramandato di generazione in generazione. Hope non sa praticamente nulla sulle origini della sua famiglia, non immagina che sua nonna, un'immigrata francese, ha in realtà un passato molto brutto alle spalle, dei dolorosissimi ricordi che per tutta la vita ha cercato di cementare dentro di sé senza farne parola a nessuno. Ma quando la nonna, ormai in un istituto per anziani, si rende conto che tutto ciò che ha tenuto segreto morirà con lei, decide di liberarsi, decide di dare l'opportunità a Hope di scoprire finalmente la verità.
Con la stesura di questo romanzo penso che l'autrice abbia fatto centro proprio perché è riuscita a toccare le corde giuste atte a sensibilizzare l'animo del lettore, aggiungendo al tempo stesso elementi che vanno di gran moda ultimamente. Gli ingredienti infatti ci sono tutti: un segreto tenuto nascosto per decenni, gli orrori dell'olocausto e il dramma della perdita delle persone care, un grande amore che durerà per sempre, e poi l'ambientazione della pasticceria. L'arte culinaria è infatti la componente di tendenza. L'odore di cannella, muffins e biscotti pervade buona parte della storia e all'inizio di alcuni capitoli ci sono anche delle ricette. E su questo argomento apro una piccola parentesi per dire che sono molti i romanzi che stanno utilizzando questo espediente per accattivarsi i lettori, ma che bisogna anche saperlo fare. Non dico che la Harmel non lo sappia fare, scrive bene, ma secondo me le sue evocazioni ai dolci rimangono solo un debole eco rispetto ad autrici del calibro di Joanne Harris che sono proprio il simbolo di quelle atmosfere.
Per quanto riguarda la trama della storia devo dire che è ben intessuta, ben congegnata, riesce ad emozionare e commuovere, tuttavia manca di spontaneità. Durante la lettura di questo libro ho infatti avuto la sensazione che tutto fosse prestabilito nei minimi particolari, tutto studiato a tavolino per incastrarsi alla perfezione. Ogni evento arriva esattamente nel momento giusto, tutto combacia in maniera troppo accurata, e già a metà libro si riusciva ad immaginare come sarebbe andata a finire.
"Finché le stelle saranno in cielo" parla di argomenti dinnanzi ai quali non si riesce a rimanere indifferenti, lo reputo un buon libro, scorrevole da leggere e dai significati profondi dai quali ne dovremmo trarre tutti insegnamento, ma ciò a mio avviso non basta a lasciare un'impronta indelebile nel panorama letterario. 


E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover: La cover italiana è molto bella, sia per quanto riguarda la ragazza in primo piano che per quanto riguarda lo sfondo. Mi piace molto, forse anche di più della cover originale che è più concettuale:
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Stile di scrittura: Lo stile di scrittura è molto scorrevole e fresco. Se non fosse per gli argomenti di una certa importanza che tratta potrebbe benissimo poter essere utilizzato per una commedia romantica o un chick-lit. Da una parte mi aspettavo uno stile un po' più maturo.

Idee alla base della storia: Come storia di base è molto interessante e ben congegnata. Forse troppo studiata a tavolino. All'inizio, quando ancora non si sa bene di cosa tratterà il romanzo, ne ero molto incuriosita e attratta, vero metà libro però si intuisce già la piega che prenderà la storia e non ci sono più moltissime sorprese. In generale come argomento è già stato narrato in moltissimi libri, l'unica vera innovazione che vi ho trovato, l'argomento su cui la Harmel tende a convergere maggiormente, è la fratellanza razziale e religiosa che prende spunto da un episodio storico sconosciuto più: l'aiuto dato dai mussulmani agli ebrei nel periodo del nazismo.

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi hanno una caratterizzazione soddisfacente, non proprio approfondita come piace a me, ma dalla lettura si capisce molto bene l'indole di ogni personaggio narrato.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Tutto bene, non ho trovato refusi, traduzione accurata.




voto:



Acquisto consigliato? Se vi interessano romanzi di ricordi sull'olocausto, di segreti inconfessabili assopiti da moltissimo tempo e con anche una componente romantica piuttosto spiccata questo è il romanzo che fa per voi. La storia mischia infatti eventi drammatici e commoventi ad altri più romantici, e per questo lo consiglio soprattutto ad un pubblico femminile.

martedì 28 agosto 2012

Anteprima: FINCHE' LE STELLE SARANNO IN CIELO

Uscirà tra due giorni (il 30 Agosto 2012) un libro definito "caso editoriale" che non vedo l'ora di leggere. Si tratta di "Finché le stelle saranno in cielo" di Kristin Harmel, un romanzo che promette di essere appassionante, intenso e profondo.



Titolo: Finché le stelle saranno in cielo
Autrice: Kristin Harmel
Traduzione: Sara Caraffini
Casa editrice: Garzanti
Pagine: 356
Data di pubblicazione: 30 Agosto 2012
Prezzo: 16,40

Sinossi: Da sempre Rose, nell'attimo prima della sera, nell'ora in cui il cielo si tinge di viola e arancione, volge lo sguardo in alto a cercare la prima stella del crepuscolo. Quella stella, anche adesso che la sua memoria sta svanendo, le permette di ricordare chi è e da dove viene. La riporta alle sue vere radici, agli anni Quaranta, ai suoi diciassette anni, in una pasticceria sulla rive della Senna. Un passato che nessuno conosce. Ma adesso, prima che sia troppo tardi, è venuto il tempo di dar voce al suo ultimo desiderio: ritrovare la sua vera famiglia, a Parigi. E mantenere una lontana promessa. Affida il compito alla giovane Hope, la sua unica nipote. Hope non ha nulla in mano, se non un elenco di nomi, e una ricetta passatale dalla nonna, quella dei dolci dal sapore unico e inconfondibile che da anni prepara nella pasticceria che ha ereditato da Rose a Cape Cod. Ma prima di affidarle la sua memoria e la sua promessa, Rose lascia a Hope qualcosa di inatteso. Una rivelazione. Rose le confessa le proprie origini: non è cattolica, come credeva la nipote, ma ebrea. Ed è sopravvissuta all'Olocausto. Hope è sconvolta ma determinata: l'Olocausto lo conosceva solo attraverso i libri, e mai avrebbe pensato che sua nonna fosse una delle vittime scampate all'eccidio. Ma ora deve partire per Parigi. Perché è tra quei vicoli, tra Places de Vosges, la sinagoga e la moschea, che la nonna si era scambiata una promessa e una speranza. Una promessa che avrà vita finché ci saranno le stelle nel cielo.




Dicono di questo libro

«La Harmel ci ha stregato.» Publishers Weekly

«Finalmente un'autrice in grado di toccare le corde più sensibili dell'animo umano.» Booklist

«Una storia di sentimento che illumina una delle pagine meno esplorate della storia contemporanea.» Goodreads





L'AUTRICE:

Kristin Harmel è nata a Boston. Appassionata di scrittura sin da quando era una bambina, a soli sedici anni ha iniziato a collaborare con alcune testate americane come reporter, mentre studiava. Dopo l'università e una laurea in letteratura, ha iniziato a scrivere per People, dove lavora tutt'ora. Collabora anche con Glamour e altri magazine americani. È opinionista di diverse trasmissioni televisive, come Good morning America. Ha pubblicato diversi romanzi, bestseller negli Stati Uniti ma inediti in Italia.