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venerdì 20 dicembre 2019

Recensione: DENTRO L'ACQUA di Paula Hawkins

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: Dentro l'acqua
Autrice: Paula Hawkins
Editore: Piemme
Traduttore: B. Porteri
Data di pubblicazione: 2 Maggio 2017
Pagine: 370
Acquistahttps://amzn.to/2S8NkK1

Sinossi: Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei –, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.


La mia opinione: Volevo leggere questo libro in quanto avevo letto il precedente dell’autrice “la ragazza del treno” e mi era abbastanza piaciuto, ma non mi aveva convinta pienamente. Anzi, diciamo che per avere avuto il favoloso successo che ha avuto lo avevo trovato decisamente sopravvalutato, ma lo avevo trovato comunque un buon thriller di intrattenimento. Con la lettura di questo libro ho voluto dare una nuova chances all’autrice.
L'inizio del libro è piuttosto confusionario, ci sono tanti, (troppi!) punti di vista. Ogni capitolo è un punto di vista di un personaggio diverso. In totale ho contato ben 11 punti di vista differenti ed è stato davvero esagerato, perché non ci si capisce nulla. Inoltre i punti di vista sono scritti a volte in prima persona, a volte in terza. E inoltre... le caratterizzazioni dei personaggi sono pressoché nulle. Si sente parlare "questo" o "quel" personaggio, ma in definitiva la caratterizzazione è così scarsa che non fa nessuna differenza.
A causa della confusione per entrare in sintonia con la storia ci vuole del tempo e la storia stessa sembra inizialmente molto ingarbugliata, ma poi, man mano che la lettura procede ci si rende conto che invece è una trama piuttosto semplice, solo che l’autrice ha voluto appositamente ingarbugliarla dal punto di vista stilistico per farla sembrare più interessante di quello che è.
E invece il finale non mi ha per nulla impressionata, ho trovato i risvolti della storia piuttosto banali.

Lettura consigliata? Se avete amato particolarmente la ragazza del treno allora vi consiglio di dare una possibilità a questo libro, ma se invece come me la ragazza del treno non vi era piaciuto allora direi che la lettura di questo è decisamente evitabile.

voto:


domenica 8 settembre 2019

Recensione: UNA PERFETTA SCONOSCIUTA - Alafair Burke

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: Una perfetta sconosciuta
Autrice: Alafair Burke
Editore: Piemme
Traduttore: E. Cantoni
Data di pubblicazione: Marzo 2017
Pagine: 380
Genere: thriller
Acquistahttps://amzn.to/2ZI9bgo

Sinossi: Immagina che la polizia arrivi a casa tua e ti mostri una foto in cui tu - con i capelli di quel tuo rosso inconfondibile, il tuo cappotto blu - stai baciando un uomo. Peccato che quell'uomo sia stato trovato morto trentuno ore prima, e tu non ricordi di averlo mai baciato. Anzi, lo conoscevi appena. Era il tuo nuovo capo, l'uomo che ti aveva dato in gestione la galleria per conto di un misterioso proprietario. Il lavoro dei tuoi sogni: ti era sembrato troppo facile, troppo bello per essere vero. Eppure tutto era andato liscio, la galleria esisteva davvero, avevi firmato un contratto regolare. Adesso, però, guardando quella foto capisci che non c'era niente di regolare. Niente di facile. Perché là fuori qualcuno sta cercando di incastrarti, anche se non riesci a immaginare il motivo. Qualcuno che sa molte cose di te. E che forse ti è molto vicino... In questo thriller in cui nulla è come sembra, Alice Humphrey vede crollare intorno a sé, come un castello di carte, ogni certezza. Compresa quella più importante: la sua stessa innocenza.


La mia opinione: Partiamo dai pregi: è un libro thriller standalone, senza seguiti, non inserito in una serie poliziesca.
Quindi se volete leggerlo non vi troverete invischiati nelle indagini del detective “tal dei tali” che poi si protrarranno per altri 30 libri.
Altro pregio: il ritmo è (abbastanza) dinamico, i capitoli sono mediamente brevi e avvicendano il punto di vista (in terza persona) di più di un personaggio.
Devo dire che inizialmente la storia è molto molto intrigante e interessante, sebbene nelle prime 150 pagine non si capisca quasi niente di ciò che sta succedendo, però la curiosità di andare avanti e scoprirlo è davvero tanta! Poi dopo le 150 pagine si inizia a capire qualcosa ma molto poco e anche qui c’è una curiosità infinita di scoprire gli eventi. Dicevo prima che la lettura è abbastanza dinamica, ma a volte (non sempre) appare un po’ rallentata, soprattutto dalle descrizioni del background dei vari personaggi, perché i personaggi sono molti e c’è la tendenza di spiegare un po’ troppo il loro passato.
La seconda parte del libro, quella in cui finalmente si iniziano a capire i vari intrighi, avrebbe dovuto essere la parte migliore, purtroppo invece ha sortito su di me l’effetto contrario.
I misteri in questo libro sono molti (troppi!), la storia è ingarbugliata eccessivamente e lo sbroglio della matassa è stato di conseguenza eccessivo. Ho infatti trovato tutte le rivelazioni finali esagerate, troppo esagerate. Se vi piacciono i libri che sul finale vi tengono con gli occhi incollati alle pagine questo libro farà sicuramente al caso vostro, nel mio caso però non mi ha soddisfatta, preferisco pochi colpi di scena e ben piazzati piuttosto che un’accozzaglia di rivelazioni una più incredibile dell’altra.

Acquisto consigliato? Come thriller di intrattenimento direi che esegue egregiamente il proprio lavoro, quindi se siete in cerca di un buon thriller di intrattenimento sì, lo consiglio.

voto:

giovedì 11 ottobre 2018

Recensione: La verità sul caso Harry Quebert - Joel Dicker

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.

Titolo: La verità sul caso Harry Quebert
Autrore: Joel Dicker
Traduzione: V. Vega
Editore: Bompiani
Data di pubblicazione: Giugno 2016 (prima pubblicazione 2013)
Pagine: 775
Acquista: https://amzn.to/2NBfcjX

Sinossi: Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito. Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d'America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell'oceano. Convinto dell'innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta. Marcus, dopo oltre trent'anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.


La mia opinione: Ci sono romanzi da premiare per l'originalità della trama, altri per lo stile di scrittura e altri ancora per il modo in cui la storia viene raccontata. Direi che questo libro appartiene al terzo gruppo. La trama è piuttosto originale e lo stile di scrittura piuttosto buono, ma il punto di forza del libro non è né la trama e né la scrittura, bensì il modo in cui la storia viene narrata. E' la STRUTTURA del MODO DI RACCONTARE che mi ha affascinata. Non è una narrazione lineare, ma è una sorta di matrioska letteraria, come un libro nel libro e io apprezzo particolarmente i libri che si discostano dagli schemi più comuni. All'inizio vi è qualche capitolo un po' dispersivo, che narra di aneddoti della vita passata del protagonista che ho trovato di troppo, ma poi la storia torna velocemente in carreggiata e da lì in avanti la lettura procede senza intoppi ed esercita un magnetismo che induce il lettore a leggere velocemente per capire lo svolgersi degli eventi. E' un romanzo che indubbiamente mi è piaciuto, ma se fosse stato narrato in un altro modo non sarebbe stato così speciale. Tra i difetti vi è che la trama thriller è piuttosto buona, ma si complica in maniera esagerata sul finale, rendendo alcuni passaggi poco credibili. Inoltre la storia d'amore al suo interno non riesce a convincere: ci sono troppi dialoghi vuoti e melensi, e l'abuso continuo della parola "amore" non aiuta a renderla più credibile, anzi sembra quasi un'ostentazione grottesca. Ma a parte questo la storia riesce a tenere alta l'attenzione fino all'ultimo, con ottimi colpi di scena e ribaltamenti della percezione della storia. Un romanzo riuscito.


Consigliato? Sì, se cercate una lettura appassionante e originale. No, se siete super-esperti e puristi del thriller e dei finali perfetti. 

voto:


sabato 28 aprile 2018

Mini Recensione: L'ASSASSINO CHE E' IN ME di Jim Thompson

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: L' assassino che è in me
Autrice: Jim Thompson
Traduzione: A. Martini
Editore: Fanucci
Data di pubblicazione: Gennaio 2003
Pagine: 240
Acquista ebook: https://amzn.to/2MoTP4S

Sinossi: Lou Ford è il vicesceriffo di una piccola città del Texas. La cosa peggiore che si può dire di lui è che sia un po' noioso, un po' troppo lento, a volte saccente. Ma nessuno immagina il suo male nascosto, la malattia che lo ha quasi rovinato quando era giovane. E quel male è di nuovo sul punto di tornare in superficie, irrefrenabile e violento. Perché la vita non ha niente da dare agli uomini come Lou, se non brevi momenti di feroce energia, sempre raggelati dall'oceano nero del destino.
Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?


La mia opinione: Prosa molto asciutta e asettica, ma comunque piuttosto coinvolgente. Più che un romanzo sembra un lungo racconto di una confessione. Il protagonista, con scrittura in prima persona, confessa ciò che fa, ma senza mai essere capace di spiegare realmente il perché delle sue azioni, ma sempre spinto da una lucida e immotivata follia. Diciamo che di questo libro ho apprezzato l'estrema peculiarità stilistica e anche l'ambientazione (il profondo sud americano anni 50), mentre ho apprezzato meno i dialoghi, molto spesso con uno stile troppo colloquiale, con frasi spezzate e lasciate a metà. Frasi che lasciano a intendere ma dicono poco e rendono la lettura un po' ostica e poco scorrevole.

Consigliato? Sì e no. Come storia non l'ho trovata affatto malvagia ma in generale mi aspettavo di meglio. Se le prose troppo asciutte e i dialoghi che finiscono nel nulla non vi infastidiscono, allora può fare per voi.



voto:

giovedì 12 aprile 2018

Recensione: LA RAGAZZA DEL TRENO - Paula Hawkins

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: La ragazza del treno
Autrice: Paula Hawkins
Traduzione: Barbara Portieri
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: Giugno 2015
Pagine: 306
Acquista: https://amzn.to/2OesOCZ

Sinossi: La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua.
Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?


La mia opinione: Libro interessante per come viene narrata la vicenda (l'alternarsi di più punti di vista in prima persona, con specchi temporali differenti) e per la costante presenza del treno come mezzo in cui si può "spiare" e "fantasticare" sulla vita degli altri. Sicuramente queste due caratteristiche rendono il libro appetibile e originale. Ciò che non eccelle è invece lo stile di scrittura (molto scorrevole, ma fin troppo semplice, quasi banale) e la caratterizzazione dei personaggi, che risultano troppo estremi, peculiarità che portata all'eccesso finisce per risultare anch'essa una "quasi banalità". L'elemento thriller l'ho gradito, non entra subito nella vicenda, ma si insinua dopo alcuni capitoli.
Ho molto apprezzato il fatto che non si tratta di un thriller convenzionale con la solita indagine di polizia in cui il lettore segue la storia dal punto di vista delle indagini. Qui l'indagine di polizia rimane del tutto marginale e il lettore segue la storia attraverso i personaggi coinvolti. Il ritmo narrativo è buono, non annoia e da un capitolo all'altro lascia la curiosità di proseguire la lettura. Buono anche il finale, imprevedibile al punto giusto, con quel pizzico di sadicità che nei thriller apprezzo sempre.

Consigliato? A mio avviso non è un thriller imperdibile, ma essendo la storia originale e scorrevole rimane una buona lettura. Lo classificherei come "thriller da spiaggia", ovvero: piacevole, che cattura l'attenzione al punto giusto e non troppo impegnativo.



voto:

sabato 7 aprile 2018

Opinioni al vetriolo: IL SENSO DI SMILLA PER LA NEVE - Peter Høeg

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione. 

La mia opinione sul libro "Il senso di Smilla per la neve" di Peter Høeg. Sarà un'opinione al vetriolo perché il libro non mi è piaciuto neanche un po'.

 
Titolo: Il senso di Smilla per la neve
Autore: Peter Hoeg
Traduzione: B. Berni
Editore: Mondadori
Pagine: 456
Data di Pubblicazione: 1994
Prezzo: 16,53

Sinossi: Per la polizia non ci sono dubbi: è stato un incidente. Il piccolo Esajas correva sul tetto innevato quando è caduto, precipitando nel vuoto. Ma Smilla non è convinta: lei viene dalla Groenlandia, la neve la conosce bene, e ora quelle impronte le dicono chiaramente che non si è trattato di un incidente... Mentre Copenaghen si prepara a celebrare il Natale, Smilla inizia a indagare, trovandosi pericolosamente a confronto con una serie di inquietanti personaggi, coinvolta in un'indagine destinata a portarla lontano, in viaggio su una nave la cui meta misteriosa è un punto deserto della calotta polare. Perché là, fra quei ghiacci che conosce, teme e rispetta, è nascosta la verità che Smilla cerca. La verità che forse, inconsciamente, ha sempre saputo...


La mia opinione: Questo libro si merita il premio per peggiore protagonista mai incontrata in un libro! Smilla è antipatica, autoreferenziale, arrogante, presuntuosa, tracotante, vittimista, ingrata, che fa la falsa emarginata, che gioca a fare "la-povera-incompresa-dalla-società" e poi si fa ricoprire di soldi dal ricco papà. Ovviamente non senza averlo insultato a dovere dopo aver ottenuto ciò che vuole. Semplicemente irritante all'ennesima potenza! Devo continuare? Già con una protagonista così era veramente difficile che il libro mi piacesse. Ma speravo che almeno la storia fosse un minimo appassionante? Macché! Di una noiosità infinita. Descrizioni inutili su descrizioni inutili. E anche belle lunghe! Impossibile leggere un paio di pagine senza perdere il filo. Veramente il libro peggiore mai letto, il peggiore su tutti i fronti, non c'è una sola caratteristica di questo libro da salvare!


voto:

sabato 25 novembre 2017

Recensione: NESSUN INDIZIO - Paul Grossman

Ecco la mia recensione al libro "Nessun Indizio" di Paul Grossman.


Titolo: Nessun Indizio 
Autore: Paul Grossman
Serie: Willi Kraus - PREQUEL 
Traduzione: D. Rizzati 
Casa editrice: TimeCRIME
Pagine: 425
Data di pubblicazione: Gennaio 2013

Sinossi: Berlino, 1929. All'alba del nuovo decennio degli anni Trenta, a pochi anni dall'ascesa al potere di Adolf Hitler, la capitale della Germania attraversa un periodo di inattesa prosperità e rinascita culturale. L'ispettore Willi Kraus della Kriminal Polizei di Berlino, un ebreo tedesco eroe della Prima guerra mondiale, si trova alle prese con un mistero che rischia di gettare nel terrore l'intera città. Un sacco di tela, pieno di ossa bianche e perfettamente pulite, viene ritrovato casualmente all'interno di un cantiere, sbucato da una fognatura ostruita. Tutte le ossa appartengono a bambini, solo maschi. Nessun indizio sembra far luce sull'autore di un crimine così efferato, o sulle sue motivazioni, tranne una vecchia Bibbia, trovata nel sacco, nella quale è cerchiato un passo: Figli dell'ira. Mentre cominciano a manifestarsi i prodromi del più sanguinoso genocidio che la storia ricordi, per tentare di risalire al colpevole e arrestarne la furia omicida che arriva a minacciare la sua stessa famiglia, Willi Kraus si troverà a dover affrontare qualcosa di terribile, sondando i recessi più oscuri dell'animo umano.


La mia opinione: *** Innanzitutto è da evidenziare come questo secondo libro della serie del detective Willi Kraus non è davvero un secondo libro, cioè un seguito del precedente, ma è un prequel. Sarebbe stato quindi meglio definirlo come il volume 0.5 e non come il volume 2. Questo fatto inizialmente mi ha davvero spiazzata, perché ero convinta di leggere un seguito del libro che avevo già letto qualche anno fa ("I Sonnambuli", che mi era piaciuto moltissimo, ma che non ricordavo nei dettagli, essendo appunto passati anni...). Quindi devo ammettere che i primi capitoli di questo libro mi hanno confusa, io mi sforzavo di ricordare cosa era successo nel libro precedente, e invece la trama sembrava essere diversa. Sono dovuta andare e rileggere i primi capitoli del libro precedente per capire che "Nessun indizio" narra di fatti accaduti prima e non dopo. Se lo avessi saputo subito, se ci fosse stato scritto che si trattava di un prequel, mentre invece nell'edizione italiana edita da TimeCrime era scritto erroneamente che si trattava di un SEGUITO, sarebbe stato molto meglio!!!! Ok... chiusa parentesi.***

"Nessun indizio" è un romanzo thriller a sfondo storico che mi è piaciuto davvero moltissimo. E il motivo è che non si tratta semplicemente un thriller investigativo in cui c'è un indagine in corso e la narrazione è incentrata solamente sulla soluzione del caso. Io non amo molto i thriller fini a sé stessi, ma al contrario amo carpire molti altri dettagli pertinenti che fanno da contorno alla storia. E in questo caso specifico, trattandosi appunto di un romanzo di ambientazione storica, è importantissimo conoscere esaurientemente il contesto in cui la storia viene narrata, al fine di potersi immedesimare meglio nel periodo storico. E l'autore è bravissimo nel descrivere il clima opprimente che si respira a Berlino nel 1930, l'inizio della crisi economica mondiale dovuta al crollo di Wall Street che avrà ripercussioni anche sulla politica tedesca, permettendo l'ascesa del partito nazista. Il protagonista di questo libro, Willi Kraus, è un detective nato e cresciuto a Berlino, ma di origini ebraiche, quindi è interessantissimo vivere i cambiamenti di Berlino dal suo punto di vista, vedere la sua città natale trasformarsi da luogo confortevole ad ostile, così come cambia l'atteggiamento delle persone che per anni sono state sue amiche e che all'improvviso si estraniano diventando arcigne e sprezzanti nei suoi confronti e nei confronti della sua famiglia. E queste ripercussioni nella vita sociale di tutti i giorni sono destinate a contaminare anche la sua vita lavorativa, dove un decennio di impeccabile lavoro e onorificenze possono non bastare a mantenere intatta la sua posizione.
E nonostante il periodo sfavorevole sotto ogni punto di vista, Willi continua a lottare per mantenere intatta la sua posizione di detective e si butta con anima e cuore per cercare di sventare un pericoloso serial killer che da anni terrorizza la città. Un caso interessantissimo, raccapricciante e complicato, che sembra non fornire alcun indizio. I colpi di scena sono assicurati e le scoperte saranno ancora più atroci di quanto si potesse immaginare all'inizio. Il tutto, come dicevo prima, condito con digressioni storiche e sociali perfettamente amalgamate nell'indagine. Per me è un libro da non perdere!
Anche l'altro libro dell'autore pubblicato da TimeCrime ("I Sonnambuli") ha la stessa identica struttura tra narrazioni storiche-sociali e parte thriller. Quindi mi sento di consigliarli assolutamente entrambi! Ma per leggerli nel giusto ordine temporale sono da leggere partendo da questo e non il contrario.



voto:


venerdì 18 novembre 2016

Recensione: IL SUGGERITORE - Donato Carrisi

La mia recensione su "Il Suggeritore" di Donato Carrisi.


TitoloIl Suggeritore
AutoreDonato Carrisi
Editore: TEA
Data di pubblicazione: 11 Maggio 2011
Pagine: 462
Prezzo: 13,00 euro

 
Sinossi: Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che richiede tutta l’abilità degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila. Il loro è un nemico che li costringe ad affacciarsi nel buio che ciascuno si porta dentro. È un gioco di incubi abilmente celati, una continua sfida. Sarà con l’arrivo di Mila Vasquez, un’investigatrice specializzata nella caccia alle persone scomparse, che gli inganni sembreranno cadere uno dopo l’altro, grazie anche al legame speciale che comincia a formarsi fra lei e il dottor Gavila. Ma un disegno oscuro è in atto, e ogni volta che la Squadra sembra riuscire a dare un nome al male, ne scopre un altro ancora più profondo.


La mia opinione: Il primo difetto di questo libro che mi è saltato subito all'occhio (e che personalmente trovo insopportabile) è che non ci sia un ambientazione! Il motivo lo capisco anche, Carrisi è un autore italiano e si sa che i libri italiani (soprattutto thriller) sono considerati poco interessanti dal pubblico italiano proprio a causa della loro ambientazione però la soluzione a questo problema è non indicare nessun luogo? Il libro infatti non reca nessun riferimento all'Italia e i nomi dei personaggi richiamano molteplici origini etniche (ci sono nomi inglesi, spagnoli, dell'est e del nord Europa) ma nulla di italiano. Già questo miscuglio sconclusionato l'ho trovato poco apprezzabile, ma la non-ambientazione è davvero troppo. Soprattutto trattandosi di una storia che avrebbe avuto bisogno di riferimenti di questo tipo perché le scene non si svolgono tutte in un punto ma i personaggi sono spesso in macchina che si spostano per ore da un luogo senza nome ad un altro e sinceramente ho trovato tutto questo davvero destabilizzante. Sarebbe stato utile sapere quanto distava un luogo da un altro, perché questa è una storia di omicidi, con cadaveri che vengono ritrovati in posti sempre diversi, ma non è dato sapere quanto distanti e che spostamenti sono stati fatti. Semplicemente assurdo!
La storia da questo punto di vista l'ho quindi trovata fin dai primi capitoli molto approssimativa e confusa. Ho trovato però apprezzabile lo stile di scrittura e il ritmo narrativo, come anche l'avvicendarsi dei capitoli in cui si alternano a volte punti di vista diversi e il fatto che ogni capitolo si conclude con un piccolo interrogativo o colpo di scena che mette curiosità per il proseguimento.
Come storia l'ho quindi trovata abbastanza valida, anche se ben lungi dall'essere perfetta, con personaggi un po' scontati, protagonista investigatrice dal passato tormentato in primis, che non rappresenta la tipologia di protagonista che io preferisco perché ogni volta che i suoi pensieri foschi attaccano con i tormenti della sua anima mi viene automaticamente da sbuffare.
Vabbè, protagonista a parte, e confusione perpetua a causa della mancanza dei luoghi a parte, questo libro non è affatto male e incuriosisce molto. Non posso però fare a meno di evidenziare altri difettucci, come ad esempio il fatto che la storia investigativa vada avanti quasi più per coincidenze fortunate che per bravura e intuizione dello staff incaricato del caso. E che queste coincidenze fortunate sono veramente veramente tante e ad un certo punto iniziano a sfociare nell'incredibile. Soprattutto il finale, davvero molto ben ideato per gli innumerevoli colpi di scena e per il ritmo serrato a cui ci si arriva ma... al tempo stesso molto difficile da credere. Sì, direi che questo libro è molto più indicato per gli amanti del paranormale che del thriller classico. Perché se amate i thriller classici il finale (come del resto anche alcune scene qui e là) vi faranno storcere il naso.




voto:

lunedì 4 aprile 2016

Mini recensione: TOPI - Gordon Reece

La mia breve recensione su "Topi" di Gordon Reece.



Titolo: Topi
Autore: Gordon Reece
Traduzione: S. Rota Sperti
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: Febbraio 2011
Pagine: 320
Prezzo: 16,00

Sinossi: Impaurite e remissive, Shelley e sua madre sono abituate a subire: dal padre che le ha abbandonate scappando con una ventenne, dalle compagne di scuola che con le loro violenze hanno rovinato il volto di Shelley, dai colleghi di lavoro della madre. Per questo decidono di ritirarsi in una tranquilla casa di campagna lontana da tutto e da tutti: in fondo sono topi e i topi hanno bisogno di un nascondiglio per sottrarsi agli artigli dei gatti. Ma una notte un balordo entra in casa, le lega e le minaccia per ore. La rabbia per l'ennesimo sopruso fa esplodere in Shelley una ferocia mai provata: la ragazza riesce a liberarsi, insegue il ladro e lo pugnala fino ad ammazzarlo con l'aiuto della madre. Nello spazio di una notte, le due donne si trovano trasformate da vittime in carnefici. Da topi in gatti. In un crescendo sbalorditivo di colpi di scena, madre e figlia decidono di seguire il nuovo corso degli eventi. Fino a che punto saranno disposte a spingersi per occultare l'omicidio e restare impunite?


La mia opinione: Questo libro si rivela una sorpresa sotto molteplici punti di vista. Ci si aspettava un thriller ma inizia come un romanzo psicologico molto piacevole e ben narrato, dalle atmosfere veramente ben descritte e una perfetta fluidità di scrittura. Poi la parte thriller arriva, anche se è molto più soft rispetto alle aspettative iniziali, ma comunque la forte componente psicologica lo rende accattivante e indimenticabile. Annovererei questo libro tra le letture leggere ma di impatto, dato che è molto scorrevole, ma al tempo stesso sa essere sottilmente inquietante e lascia il segno. Il titolo (Topi, che nell'edizione originale era "Mice") ammetto che non sia il massimo, non incuriosisce quanto dovrebbe, ma non è stato un titolo messo a caso, l'autore ha avuto il suo perché. Se cercate un thriller che si distanzi dal filone degli investigativi (e che non riproponga la solita formula di delitti e indagini di polizia) consiglio di leggerlo, a me è piaciuto.



voto:

domenica 20 marzo 2016

Recensione: IL TERZO GEMELLO - Ken Follett

La mia recensione di "Il terzo gemello" di Ken Follett.




Titolo: Il terzo gemello
Autrice: Ken Follett
Traduzione: Annamaria Raffo
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: Novembre 1997 (prima edizione)
Pagine: 511
Prezzo: 9,40 euro

 

Sinossi: Una giovane scienziata, Jeannie Ferrami, sta svolgendo una ricerca sulla formazione della personalità e sulle differenze di comportamento tra gemelli, allo scopo di dimostrare che quelli che secondo lei sono i tratti ereditari di una mente criminale possono essere efficacemente contrastati da una corretta educazione. A un certo punto, però, subito dopo aver scoperto due gemelli assolutamente identici ma nati da madri diverse, si rende conto che qualcuno vuole fermarla. Smascherare i suoi nemici diventa così una questione di vita o di morte. Qual è il ruolo in questa torbida vicenda di una società di punta nel campo della biogenetica? È possibile che esperimenti segreti di clonazione siano stati condotti su cavie umane inconsapevoli? E in che modo è coinvolto nella vicenda anche un candidato alla presidenza degli Stati Uniti? Un thriller coinvolgente e appassionante, un romanzo che forse, da qualche parte nel mondo, è già realtà.



La mia opinione: Non sono rimasta particolarmente colpita da questo libro.
Come stile di scrittura è sicuramente scorrevolissimo, quindi facile da leggere, ma come rovescio della medaglia l'ho trovato uno stile un po' impersonale e freddo che non mi ha permesso di entrare in sintonia con i personaggi e non mi ha appassionata. Più che leggere un libro mi è sembrato di seguire una puntata di un film per la tv di intrighi biogenetici che intrattiene il giusto ma che non dà mai piena soddisfazione. Come sviluppo della storia non è nulla di memorabile, anzi direi che dopo 4-5 capitoli si intuisce già bene come saranno i successivi sviluppi e nonostante l'intento di disseminare colpi di scena non ce n'è mai veramente uno che riesce a sorprendere. Ciò nonostante c'è comunque la curiosità di proseguire perché come ho già detto è una lettura molto scorrevole e non costa particolare impegno. Ma proprio come una puntata di un film si assiste ad un finale fin troppo rocambolesco (ma che nuovamente il lettore può facilmente arrivare ad intuire in anticipo) e fin troppo brusco. Volendo sarebbero stati da sviluppare alcuni capitoli aggiuntivi per delineare meglio ogni avvenimento e per approfondire i personaggi e il loro destino, ma ciò non è stato fatto.
Mi ha lasciata inoltre un po' perplessa il goffo tentativo di accorpare alle tematiche del libro (che sono prettamente di azione, intrighi, thriller e biogenetica) anche una banalissima e acerba storia d'amore tra i due personaggi principali, che nonostante i vari e gravi problemi che li vedono coinvolti e che dovrebbero assorbire ogni loro pensiero ed energia riescono invece a trovare il tempo per comportarsi come due scolaretti alla prima cotta. E con la love story il mix di cliché che imperversa in questo libro si può dire davvero completo.
Questo è in assoluto il primo libro di Ken Follett che leggo ma l'idea che mi sono fatta è che sia un autore molto commerciale, adatto a chi legge pochi libri e adatto quindi a chi vuole intrattenersi con una storia che ha al suo interno una vasta lista di ingredienti, non importa se pertinenti o no. Ovviamente, trattandosi appunto del primo libro che leggo di questo autore, gli darò un'altra possibilità con un suo libro di genere storico e più famoso, per capire se davvero è l'autore a non fare per me o è questo libro in particolare ad essere una "creazione malriuscita".


voto:

martedì 1 marzo 2016

Recensione: IN UN VICOLO CIECO - Linda Castillo

La mia recensione di "In un vicolo cieco" di Linda Castillo.




Titolo: In un vicolo cieco
Serie: Kate Burkholder vol.3 
Autrice: Linda Castillo
Traduzione: Lisa Maldera
Editore: Time Crime
Data di pubblicazione: 29 Agosto 2013
Pagine: 332
Prezzo: 12,90 euro

 

Sinossi: Gli Slabaugh sono una famiglia prospera e laboriosa della comunità amish. Ma un orribile incidente porta alla morte i genitori e lo zio, lasciando orfani i quattro ragazzi. Il capo della polizia Kate Burkholder, nata e cresciuta amish, sa che per loro sarà ancora più duro perdere l'innocenza e affrontare il dolore. E quando scopre che una delle vittime ha subito una ferita alla testa prima del decesso, si immerge con determinazione in un'indagine di omicidio, forse legato ai recenti casi di persecuzione della minoranza amish. I superiori le affiancano John Tomasetti, collega, amante e amico, e davanti a una nuova missione insieme, Kate sarà costretta a rendersi conto di quanta profondità ci sia nel loro rapporto e dove potrebbe portarli. Ma non è la sola superficie oltre la quale dovrà andare. Kate dovrà scavare anche nel suo passato di amish per trovare la forza di spezzare il silenzio di una comunità chiusa, protettiva, ostile a ogni intervento esterno, che nasconde molte verità insidiose.



La mia opinione: Questo libro è il terzo della serie "Amish" con protagonista la detective Kate Burkholder. Avendo già letto e apprezzato i primi due (recensione del primo QUI e del secondo QUI) sono andata praticamente sul sicuro con questo, ma purtroppo non l'ho trovato a livello delle mie aspettative. Questo romanzo, sebbene contenuti e stile di scrittura siano in linea ai precedenti (ovvero contenuti interessanti e stile di scrittura fluido e scorrevole), soffre un po' di mancanza di originalità e, confrontato sempre con i precedenti, risulta essere il meno avvincente letto fin'ora. A mio avviso viene dato troppo spazio alle spiegazioni della protagonista sugli Amish, spiegazioni peraltro già lette ampiamente negli altri libri e che non apportano nulla di nuovo in questo. Se quindi come me state andando con ordine nella lettura di questa serie troverete pagine e pagine a descrivere situazioni e pensieri già sentiti sulla cultura Amish e sull'integrazione difficile che gli Amish hanno con gli altri cittadini, e addirittura all'interno di questo stesso libro queste considerazioni vengono ribadite più volte a distanza di capitoli. Insomma... ci sono veramente troppe pagine ripetitive. C'è poca storia e troppi pensieri, soprattutto nella parte iniziale e in quella centrale. La protagonista non risparmia i lettori neanche dei suoi tormenti personali e questo aggiunge ulteriori elucubrazioni alla già scarna trama. La storia investigativa, seppur molto risicata, è abbastanza interessante e riesce anche a stupire sul finale, però in generale questo libro mi ha delusa e non mi ha appassionata come avrebbe dovuto. Peccato. Spero di ricredermi proseguendo con la lettura degli altri di questa serie.


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