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martedì 17 settembre 2013

SENZA FINE e BREAK OSSA ROTTE mini recensioni

Nelle letture intraprese quest'anno (e che non ero ancora riuscita a recensire) vi sono due romanzi Giunti Y uno più deludente dell'altro. Del primo "Senza fine" non ho molto da dire... del secondo "Break ossa rotte" di critiche da fare ne avrei avute fin troppe... ma mi sono limitata a quelle essenziali.
 Mini recensione di "Senza fine" Kiersten White:

Titolo: Senza fine
Serie: Paranormalcy vol. 3
Autrice: Kiersten White
Editore: Giunti Y
Data di pubblicazione: 29 Maggio 2013
Pagine: 432
Prezzo: 14,50
Sinossi: Nonostante gli innumerevoli tentativi di vivere una vita normale, Evie, la ragazza che ha il dono di vedere i mostri e gli esseri sovrannaturali, non riesce proprio a fare a meno di cacciarsi nei guai. Inaspettatamente, l’Agenzia Internazionale per il Contenimento del Paranormale la richiama per una missione importantissima e, come se non bastasse, Evie scoprirà di essere la prescelta per salvare da un oscuro destino il mondo degli umani e quello del sovrannaturale. Un ex fidanzato fata, un’amica vampiro e un drago che fruga nella spazzatura sono solo alcune delle vecchie e nuove conoscenze che accompagneranno Evie nella sua ultima, rocambolesca, indimenticabile avventura. Per fortuna lo splendido vestito da sera regalatole dal ragazzo più bello dell’universo paranormale si intona perfettamente al suo inseparabile taser rosa!
La mia opinione: Terzo e ultimo di questa trilogia, "Senza fine" non aggiunge praticamente niente a quanto già letto nei libri precedenti. E non solo non aggiunge, ma l'ho trovato anche peggiore. Con il senno di poi mi sarei fermata dopo la lettura del libro primo, non bellissimo, ma che comunque avevo trovato simpatico ed originale. Qui di originalità non ce n'è proprio più... è come leggere un copione ormai saturo che viene trascinato avanti senza senso alcuno. La storia è banale, così come i dialoghi e le situazioni in cui si trovano i personaggi. Nessuna empatia per nessuno di loro, la storia procede per inerzia senza sorprese o comunque nulla per cui davvero ne valga la pena.
voto:


Acquisto consigliato? Direi di no... è un libro evitabile, a meno che i romanzi precendenti vi siano piaciuti così tanto (dalle 4 stelline in su...) da bramare un seguito. Altrimenti direi che potete farne tranquillamente a meno.





Mini recensione di "Break - ossa rotte" di Hannah Moskowitz
Titolo: Break - ossa rotte
Autrice: Hannah Moskowitz
Editore: Giunti Y
Data di pubblicazione: Luglio 2010
Pagine: 288
Prezzo: 9,90
Sinossi: Jonah ha una famiglia a dir poco difficile. Ha due genitori quasi assenti, che non ricordano più perché stanno insieme e a malapena riescono a tenere le fila di un matrimonio che sta rovinando la loro vita e quella dei figli. E ha due fratelli: Will, di pochi mesi, che piange incessantemente, e Jesse, di 16 anni. Il rapporto tra Jonah e Jesse va ben al di là dell'amore fraterno. Sì, perché Jonah è l'angelo custode di Jesse, colui che ogni giorno lo salva da morte sicura per soffocamento. Jesse soffre infatti di gravi allergie alimentari, soprattutto al latte e, dato che Will è ancora un poppante, Jesse non è mai al sicuro, nemmeno in casa. I suoi attacchi sono violenti, terribili, devastanti, tanto da spedirlo in ospedale. Jonah non può permettersi di perderlo mai di vista: controlla tutto ciò che mangia, tocca, respira. Si assicura anche che quella sbadata di sua madre non allatti Will e poi tocchi il fratello. Ogni volta che il cellulare squilla, il cuore di Jonah parte al galoppo per la paura che Jesse sia in fin di vita. Jonah vuole essere più forte, ha bisogno di essere più forte, per sorreggere una famiglia sull'orlo del baratro, per sostenere un fratello che rischia di morire ogni giorno, per non cedere al raptus omicida nei confronti di un bebè che riduce a brandelli i nervi di tutti. Rompersi le ossa e guarire è l'unico modo che Jonah conosce per rinforzarsi. Perché chiunque sa che un osso fratturato ha il potere di curarsi da solo e di ricrescere più forte, rinvigorito.

La mia opinione: Credevo di trovarmi a leggere un romanzo sull'autolesionismo adolescenziale... con un minimo (un minimo!) di introspezione e un minimo (un minimo!) di contenuti interessanti... mi sono ritrovata invece con la storia più stupida e surreale mai letta in vita mia! Si parte da un background inverosimile, personaggi che più finti di così non si può. Neanche in un fantasy ho mai letto cose così assurde, tipo il fratello del protagonista che rischia la morte tutti i giorni anche solo a GUARDARE uno dei millemila alimenti a cui è allergico, cioè... come si fa a prendere sul serio un personaggio del genere, allergico a TUTTO, tranne che coca-cola (noto miscuglio di ingredienti che non è dato sapere quali siano) e bevande energetiche?!?!?!? Come se nelle bevande energetiche non ci fossero le proteine del latte (a cui è mortalmente allergico... suvvia!!!). I genitori del protagonista ovviamente (e come da manuale, aggiungerei) sono inesistenti e delegano tutte le responsabilità ai figli... certo come no... e vogliamo parlare di LUI, il protagonista che si rompe le osse? E' convinto che quando ti rompi le ossa queste ricresceranno più forti... mi chiedo se l'autrice si sia mai rotta qualcosa per affermare delle simili castronerie! Solo perché l'autrice ha scritto questa storia a 15 anni non vuol per forza dire che sia un libro degno di essere pubblicato. Non siamo davanti ad un prodigio letterario, bensì ad una ragazzina che si è inventata un mucchio di stupidaggini spacciandole per disagi adolescenziali. Una carambola di personaggi, situazioni, dialoghi ben OLTRE il livello di banalità dei romanzi più banali mai esistiti!
voto:


Acquisto consigliato? NO NO NO NO NO NO NO NO.

mercoledì 22 maggio 2013

Anteprima: SENZA FINE

Ciao a tutti/e, finalmente è stata annunciata la pubblicazione del terzo ed ultimo libro della trilogia Paranormalcy. Il titolo italiano sarà "Senza fine" e uscirà per la casa editrice Giunti Y il 29 Maggio 2013.
Vi ricordo, che ho già letto e recensito i due precedenti libri, vi lascio i link:
recensione "Paranormalmente" --- QUI
recensione "Caccia alle fate" --- QUI


Ecco invece la scheda di "Senza fine":


Titolo: Senza fine
Serie: Paranormalcy vol. 3
Autrice: Kiersten White
Editore: Giunti Y
Data di pubblicazione: 29 Maggio 2013
Pagine: 432
Prezzo: 14,50
Sinossi: Nonostante gli innumerevoli tentativi di vivere una vita normale, Evie, la ragazza che ha il dono di vedere i mostri e gli esseri sovrannaturali, non riesce proprio a fare a meno di cacciarsi nei guai. Inaspettatamente, l’Agenzia Internazionale per il Contenimento del Paranormale la richiama per una missione importantissima e, come se non bastasse, Evie scoprirà di essere la prescelta per salvare da un oscuro destino il mondo degli umani e quello del sovrannaturale. Un ex fidanzato fata, un’amica vampiro e un drago che fruga nella spazzatura sono solo alcune delle vecchie e nuove conoscenze che accompagneranno Evie nella sua ultima, rocambolesca, indimenticabile avventura. Per fortuna lo splendido vestito da sera regalatole dal ragazzo più bello dell’universo paranormale si intona perfettamente al suo inseparabile taser rosa!

La trilogia "Paranormalcy" è composta da:

  • Paranormalcy - Paranormalmente (4 Maggio 2011)
  • Supernaturally - Caccia alle fate (25 Luglio 2012)
  • Endlessly - Senza fine (29 Maggio 2013)




Dicono di questo libro:

«Un romanzo ricco di colpi di scena: ogni rivelazione sorprende il lettore trascinandolo completamente dentro la storia.» — School Library Journal

«Una chicca deliziosa e... pericolosa!» — Kirsten Miller, autrice bestseller del New York Times


L'AUTRICE:

Kiersten White è nata in Utah e vive a San Diego. Affascinata dal mondo dei teenager, estremamente spiritosa e autoironica, con la sua divertentissima trilogia è entrata nella classifica dei bestseller del New York Times. Kiersten ha un blog interamente dedicato ai suoi libri ed è molto presente su Twitter.
Kiersten White website: http://kierstenwhite.com/
Kiersten White twitter: http://www.twitter.com/kierstenwhite

lunedì 25 marzo 2013

Recensione: HYBRID

Ecco la mia recensione al libro "Hybrid" di Kat Zhang.


Titolo: Hybrid. Quel che resta di me
Serie: The Hybrid Chronicles, vol. 1
AutoreKat Zhang
Editore: Giunti Y
Data di pubblicazione: 6 Marzo 2013
Pagine: 416
Prezzo: 14,50
Sinossi: NON DOVREI PIU’ ESISTERE MA SONO ANCORA QUI.
In un mondo alternativo, ogni persona nasce con due diverse personalità, due anime. Con il passare del tempo, in modo naturale, l’anima dominante prende il sopravvento e quella recessiva viene dimenticata, scompare come un amico immaginario che ci ha tenuto compagnia solo nell’infanzia. Il sopravvivere delle due anime dopo la pubertà è illegale e visto dalla società come un’aberrazione da correggere. 
Ma in Addie, nonostante i suoi sedici anni, è ancora presente Eva, la sua seconda anima. Rannicchiata nella mente di Addie, Eva interagisce con l’altra par­te di sé: come due vere sorelle si amano, si proteggono, ma possono diventare anche gelose l’una dell’altra. 
Nonostante tutti i tentativi per difende­re e nascondere l’esistenza della debole Eva, il segreto di Addie viene scoperto.


La mia opinione: Fin da subito "Hybrid" è un romanzo che desta curiosità, l'argomento degli "ibridi" è stato sfruttato poco nella letteratura e prima di iniziare a leggere ci si domanda che tipologia di ibridi sarà presente nella storia. La risposta non è così scontata. In questo romanzo sono infatti definite ibride le persone che possiedono due anime... ovvero: due persone, con due menti e personalità distinte che devono condividere lo stesso corpo e utilizzarlo in maniera alternata e possono dialogare tra loro col pensiero.
Ammetto che nei primissimi capitoli la descrizione di questa peculiarità non è di immediata comprensione, sembrerebbe quasi di avere a che fare con uno strano tipo di gemellarità siamese, ma con il passare delle pagine ci si abitua e la narrazione, che avvicenda in prima persona la voce di una delle due protagoniste (Eva), mantenendo però come protagonista alla pari anche la seconda anima (Addie), non sembra più così complicata come sembrava all'inizio.
Certo è che in "Hybrid" vi è un'originalità sorprendente, fa davvero piacere ogni tanto leggere qualcosa che esuli dalle solite trame e dai soliti schemi narrativi: posso confermare che da questo punto di vista è un romanzo che non delude! Stessa cosa dicasi per l'ambientazione (un mondo del futuro in cui gli ibridi sono molto diffusi..) e per il contesto sociale avverso (nella storia infatti gli ibridi, nonostante siano molti, sono considerati "sbagliati" e per questo motivo discriminati, contrastati e curati con il fine ultimo di annullare la loro ibridità).
Anche lo svolgimento del romanzo l'ho trovato sopra la media, vi è la giusta dose di azione, lasciando spazio a parti riflessive e di conflitto tra le due anime, che hanno momenti di contrasti tra loro proprio come fossero normali sorelle. Non posso dire che non vi siano scene un po' scontate, soprattutto nel finale (lasciato aperto ad un seguito), ma tirando le somme credo che sia uno dei migliori esordi narrativi YA dell'ultimo anno, da consigliare a chi vuole staccare la spina dai fantasy.



E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover: La cover italiana mi piace, ma credo che quella originale americana fosse più adatta a rappresentare i contenuti del libro:

L'immagine soprastante infatti rende molto bene il senso di "duplicità" presente nella storia, mentre la cover italiana rimane molto vaga su ciò che si nasconde al suo interno. Per questo motivo preferisco la cover americana, più strana e azzeccata alla trama.

Stile di scrittura: Lo stile di scrittura è scorrevole, regolare, adatto a descrivere per il meglio le dinamiche della storia e adatto al target d'età a cui è destinato.

Idee alla base della storia: Ottime! Sono convinta che al di là del buono svolgimento della storia, la caratteristica vincente che permette al libro di spiccare sugli altri sia proprio l'originalità dei contenuti.

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi sono delineati sufficientemente, anzi, sicuramente in maniera più profonda rispetto alla media degli YA, soprattutto per quel che riguarda la caratterizzazione delle due protagoniste e al loro rapporto di complicità e incomprensioni, quindi è un altro punto a favore del romanzo.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Nonostante non possa fare un confronto con l'edizione originale, mi è sembrato tutto ben tradotto e privo di errori.




voto:



Acquisto consigliato? Sì! E' un romanzo che consiglio a tutti i lettori YA o simpatizzanti YA. In particolare potete andare sul sicuro (nonostante la tematica diversa) se già avete letto e apprezzato romanzi come "Dentro Jenna" o "Kayla 6982", pubblicati sempre per la stessa casa editrice.

martedì 12 marzo 2013

Recensione: IL FIGLIO

Ecco la mia recensione al libro "Il figlio" di Lois Lowry.


Titolo: Il figlio
Serie: The Giver, vol. 4
Autrice: Lois Lowry
Traduzione: Sara Congregati
Editore: Giunti Y
Data di pubblicazione: 13 Febbraio 2013
Pagine: 381
Prezzo: 9,90

Sinossi: Questa è la storia di Claire, ma anche di Jonas, Matty, Kira e di molti altri personaggi dell'inquietante realtà distopica inventata dall'autrice. Siamo al Villaggio, Claire ha solo 14 anni e ha ricevuto il ruolo di ''Birthmother'': dopo l'inseminazione artificiale diventerà un ''contenitore'' e partorirà il suo ''prodotto''. Nessuno le ha spiegato quanto sarà doloroso, nessuno l'ha avvertita che dovrà portare una benda che le impedirà di vedere suo figlio. Ma il parto di Claire è tutt'altro che semplice: subisce il primo cesareo di tutta la comunità. Per un'imprudenza dell'infermiera viene a sapere che il figlio, il numero 36, sta bene. A causa delle complicazioni, però, Claire viene ''decertificata'', dichiarata non adatta a essere una Birthmother e assegnata alla piscicoltura. La ragazza, sconvolta da un'atroce sensazione di perdita, ha ormai un unico scopo: ritrovare suo figlio. L'arrivo al vivaio della nave dei rifornimenti, giunta da un luogo sconosciuto chiamato ''mare'' con la sua strana ciurma, potrebbe essere il suo mezzo di fuga, quando rapirà il bambino...


La mia opinione: Quarto e ultimo romanzo per la serie distopica "The Giver" che come di consueto è incentrato su un protagonista inedito, per poi riallacciarsi con personaggi già conosciuti nei precedenti libri. Il romanzo è diviso in tre parti. Nella prima parte, quella introduttiva, facciamo un passo indietro nella storia, ritorniamo al mondo di Jonas, quel mondo apparentemente perfetto ed asettico del primo libro, ma questa volta il punto di vista cambia completamente prospettiva, portando il lettore a conoscere Claire, una ragazza designata dalla sua società con il compito di "anfora", ovvero una partoriente. Chi ha già letto e apprezzato "The Giver" avrà modo di rivivere alcune scene secondo un altro punto di vista. Lo stile dell'autrice è inconfondibile, tratta argomenti interessanti intessendo una trama complessa ma di facile apprendimento, come di consueto non delude e offre spunti di riflessione che portano il libro ad essere categorizzato non solo come un distopico ma anche come un romanzo di formazione, anche se devo ammettere che rispetto ai libri precedenti in questo ho notato un segno di stanchezza in più, in quanto a mio avviso, la seconda parte del romanzo che dovrebbe esserne il fulcro, si trascina un po' e appare un po' meno geniale e avvincente rispetto a quello che mi aspettavo. Nella terza parte ho invece notato un miglioramento, qui tutti i fili si riallacciano all'intera trilogia, si ritrovano i protagonisti e i personaggi principali dei volumi precedenti e la storia chiude quindi il cerchio con un epilogo adeguato ad ogni auspicio, aggiungendo anche una piccola componente fantasy, caratteristica forse un po' stonata rispetto al resto della storia, ma essendo un elemento presente in piccola parte anche negli altri libri, l'ho trovato coerente con lo stile generale dell'intera serie. In definitiva un buon romanzo YA, non eguaglia la magnificenza del primo libro ma è da leggere per tutti coloro che già conoscono l'autrice e gli scorsi romanzi.


E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:

Cover: Molto bella e in linea perfetta con le precedenti della serie!!!! Come al solito le cover della giunti Y non deludono! vi mostro comunque la cover originale:

Anche questa molto bella e in linea con i contenuti del libro. Mi piace per l'accostamento di colori minimale, ma preferisco comunque la versione italiana!

Stile di scrittura: Semplice, lineare, scorrevole, mi piace molto lo stile dell'autrice, spero sempre nella pubblicazione di altri suoi libri!

Idee alla base della storia: Originali ma a mio avviso inferiori rispetto ai libri precedenti. Comunque molto apprezzabile il fatto di aver ricollegato tutte le storie per una conclusione ottimale che mette definitivamente la parola fine alla serie!!!

Caratterizzazione dei personaggi: Qui si ritrovano i personaggi di Jonas, Gabe, e Kira. Mentre la new entry Claire fa da protagonista indiscussa e assoluta. Non ho provato particolare empatia per questa nuova figura femminile, ma ciò nonostante le caratterizzazioni sono sempre sopra la media YA.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Ottima traduzione, come al solito. Di erroretti di stampa ne ho trovati tre ma di poco conto.

voto:



Acquisto consigliato? Sì, consigliato a chi ha già letto e apprezzato i libri "The Giver", "Gathering Blue" e "Il Messaggero". Può in realtà essere letto anche da solo, in quanto la storia è spiegata piuttosto bene, ma secondo me per capirla davvero in pieno la lettura degli altri è necessaria.

mercoledì 27 febbraio 2013

Anteprima: HYBRID - QUEL CHE RESTA DI ME

Il 6 Marzo 2013 la casa editrice Giunti Y pubblicherà "Hybrid" di Kat Zhang, un libro imperdibile per chi ama la fantascienza e la realtà alternativa.




Ecco a voi la scheda del libro:

Titolo: Hybrid. Quel che resta di me
AutoreKat Zhang
Editore: Giunti Y
Data di pubblicazione: 6 Marzo 2013
Pagine: 416
Prezzo: 14,50

Sinossi: NON DOVREI PIU’ ESISTERE MA SONO ANCORA QUI.
In un mondo alternativo, ogni persona nasce con due diverse personalità, due anime. Con il passare del tempo, in modo naturale, l’anima dominante prende il sopravvento e quella recessiva viene dimenticata, scompare come un amico immaginario che ci ha tenuto compagnia solo nell’infanzia. Il sopravvivere delle due anime dopo la pubertà è illegale e visto dalla società come un’aberrazione da correggere.
Ma in Addie, nonostante i suoi sedici anni, è ancora presente Eva, la sua se­conda anima. Rannicchiata nella mente di Addie, Eva interagisce con l’altra par­te di sé: come due vere sorelle si amano, si proteggono, ma possono diventare anche gelose l’una dell’altra.
Nonostante tutti i tentativi per difende­re e nascondere l’esistenza della debole Eva, il segreto di Addie viene scoperto.





L'AUTRICE:



Kat Zhang è poco più che ventenne, è nata in Texas, studia medicina ed è sino-americana. Questo è il suo esordio che si svilupperà in una trilogia.

mercoledì 31 ottobre 2012

Recensione: GLI ZOMBI NON PIANGONO

Recensione del libro "Gli zombi non piangono" di Rusty Fischer.


Titolo: Gli zombi non piangono
Serie: Living Dead Love Story, vol. 1
AutoreRusty Fischer
Traduzione: Sara Reggiani
Editore: Giunti Y
Data di pubblicazione: 17 Ottobre 2012
Pagine: 368
Prezzo: 12,00

Sinossi: Maddy Swift è una studentessa un po’ imbranata, che frequenta il liceo della tranquilla cittadina di Barracuda Bay e ha una cotta per il nuovo ragazzo della scuola. Quando Stamp la invita a una festa, la sua vi­ta è destinata a cambiare per sempre. Piove a dirotto e Maddy, tutta agghindata, esce di nascosto dal padre. Dopo essersi persa diverse volte, finalmente intravede le luci della festa e viene colpita in pieno da un fulmine. Appena si risveglia, si ritrova con la faccia in una pozzanghera, stordita e completamente inzaccherata. Ma il fango è l’ultimo dei suoi problemi: è quel buco fumante nel cranio, il cuore che non batte più e i polmoni che non funzionano a farle sorgere qualche sospetto... Una volta a casa, dopo una rapida ricerca in rete, scopre con raccapriccio di essersi trasformata in una delle creature che più la spaventano: una morta vivente. Gli zombi non piangono, ma fanno ridere tantissimo.

La mia opinione: Con uno stile di scrittura semi-ironico e dai risvolti velatamente trash, questo romanzo per ragazzi reinventa e sdrammatizza la figura degli zombie, che per una volta sono davvero lontani dai soliti canoni horror ai quali tutti noi siamo abituati. Certo, l'autore si è preso moltissime libertà artistiche nel descrivere la loro natura e i meccanismi che li coinvolgono ma trattandosi di un libro di fantasia tutto è permesso. Addentrandoci nella lettura scopriamo uno scenario abbastanza comune: una cittadina americana, una scuola, e un'adolescente non molto popolare a fare da protagonista. L'atmosfera però è leggermente grottesca, vi sono personaggi che si comportano in modo marcatamente strano, studenti misteriosamente deceduti per "incidenti" vari non meglio specificati, e la protagonista stessa ha ama ricalcare con un foglio di carta e un carboncino le tombe al cimitero: è il suo passatempo rilassante preferito. E la storia diventa ancora più bizzarra quando la protagonista viene colpita da un fulmine durante un temporale e si risveglia zombie, inizialmente ignara di esserlo. Questa è sicuramente la parte più divertente! La scoperta della sua trasformazione, la scoperta dei suoi nuovi istinti, il tentativo di camuffare la sua nuova natura, nonché la scoperta della presenza di altri zombie, strappa al lettore più di un sorriso. Successivamente, nella seconda parte del libro, l'ironia viene un po' accantonata per fare spazio a scene di maggiore azione dai contenuti più seri, ciò nonostante come lettura si mantiene sempre leggera, senza troppe pretese e a livello di trama è piuttosto lineare, gradevole al punto giusto, con anche qualche colpo di scena ben piazzato e un finale in sospeso che lascia la voglia di leggere il seguito. Un romanzo adatto soprattutto a chi vuole essere circondato da un clima dark e halloweeniano, carico di macabra ironia e una buona dose di sangue, senza però esagerare con l'orrore.

PS= L'unico difetto che mi sento di menzionare, è che l'autore è stato molto impreciso, sembra quasi che abbia scritto il libro senza riflettere (o rileggerlo) e ho notato più volte dei particolari che non tornano ed è davvero un peccato. Il fatto che questo libro sia dedicato ad un pubblico di giovani lettori non è una giustificazione a prestare poca attenzione ai dettagli. Anche cose di poca importanza, se menzionate nel libro, dovrebbero mantenere una logica e rimanere coerenti. Ad esempio? L'amica della protagonista viene sbandierata più volte come vegana (l'autore - nonostante non sia affatto un esperto in materia - lo rimarca più volte, anche se poteva benissimo evitarlo essendo del tutto ininfluente per i fini della storia) e poi mangia del comunissimo gelato? Oppure... il camper è allestito all'interno con normalissimi tavoli e sedie mobili in vimini (che si possono spostare proprio come quelli di casa, e anche qui vi è proprio una scena a rimarcarlo) e un secondo dopo parte incurante del fatto (o forse l'autore non ha mai viaggiato in camper) che in movimento tutto ciò che non sta ancorato saldamente a terra dovrebbe sbattere e rovesciarsi? E... cosa più importante... viene spiegato dettagliatamente il modo di trasformazione in zombie buoni e zombie cattivi e in una scena queste regole vengono del tutto ignorate e vi è una trasformazione in zombie buono ma svolta nella modalità che avrebbe dovuto creare uno zombie cattivo? Davvero, come storia non sarebbe male ma personalmente queste carenze mi infastidiscono tanto.

E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover: La cover italiana è mi piace moltissimo, soprattutto amo la "cornicetta" ad effetto gotico che rimane stampata in rilievo.
Tra le cover straniere, ci sono:



La seconda (anche se meno bella della prima) è comunque la più adatta allo stile scanzonato del libro. E poi quel "tocco di giallo" è molto pertinente con la storia, mi piace!

Stile di scrittura: Scorrevole, semplice, al tempo presente in prima persona. Decisamente uno stile defaticante e piacevole, adatto alla trama.

Idee alla base della storia: Come idee di base le ho trovate ottime. Amo l'ironia grottesca e si adatta benissimo ad un contesto "zombesco" :-) Lo sviluppo della storia avrebbe potuto essere migliore, così come l'attenzione ai particolari che ho trovato parecchio latente.

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi sono descritti sufficientemente, non troppo approfonditi, ma ne sono comunque rimasta soddisfatta.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Non ho trovato refusi, edizione ben curata.

voto:


Acquisto consigliato? Consigliato ai giovani lettori e a chi vuole cimentarsi in una lettura di pura evasione atta a sdrammatizzare e "umanizzare" la figura degli zombie.

giovedì 4 ottobre 2012

Anteprima: CANTO DI NATALE

"Canto di Natale" di Charles Dickens è un libro meraviglioso (io l'ho letto e riletto varie volte!), una favola sul Natale senza tempo che tutti dovrebbero leggere. Il 10 Ottobre La casa editrice Giunti Y lo pubblicherà con una veste grafica davvero eccezionale, ad un prezzo da urlo: da non perdere!!!!

Ecco a voi la scheda del libro:

Titolo: Canto di Natale
AutoreCharles Dickens
Editore: Giunti Y
Data di pubblicazione: 10 Ottobre 2012
Pagine: 144
Prezzo: 5,00

Sinossi: Nella gelida notte della vigilia di Natale il vecchio Scrooge, che ha passato tutta la sua vita ad accumulare denaro, riceve la visita terrificante del fantasma del suo socio. Ma è solo l’inizio: ben presto appariranno altri tre spiriti, per trasportarlo in un vorticoso viaggio attraverso il Natale passato, presente e futuro. Un viaggio che metterà Scrooge di fronte a quello che è realmente diventato: un vecchio tirchio, insensibile e odiato da tutti, che ama solo la compagnia della sua cassaforte. Riuscirà la magia del Natale a operare un mi­racolo sul suo cuore inaridito?


Tratto dal libro:

Nessun vento di bufera era più gelato di lui,
nessuna tempesta di neve più accanita nel suo scopo, nessuna pioggia battente meno disposta ad ascoltare una supplica.



Anteprima: GLI ZOMBI NON PIANGONO

Il 17 Ottobre 2012 la casa editrice Giunti Y pubblicherà l'attesissimo "Gli zombi non piangono" di Rusty Fischer, un libro imperdibile per chi come me ama i libri sugli zombie.

Ecco a voi la scheda del libro:

Titolo: Gli zombi non piangono
AutoreRusty Fischer
Traduzione: Sara Reggiani
Editore: Giunti Y
Data di pubblicazione: 17 Ottobre 2012
Pagine: 368
Prezzo: 16,50

Sinossi: Maddy Swift è una studentessa un po’ imbranata, che frequenta il liceo della tranquilla cittadina di Barracuda Bay e ha una cotta per il nuovo ragazzo della scuola. Quando Stamp la invita a una festa, la sua vi­ta è destinata a cambiare per sempre. Piove a dirotto e Maddy, tutta agghindata, esce di nascosto dal padre. Dopo essersi persa diverse volte, finalmente intravede le luci della festa e viene colpita in pieno da un fulmine. Appena si risveglia, si ritrova con la faccia in una pozzanghera, stordita e completamente inzaccherata. Ma il fango è l’ultimo dei suoi problemi: è quel buco fumante nel cranio, il cuore che non batte più e i polmoni che non funzionano a farle sorgere qualche sospetto... Una volta a casa, dopo una rapida ricerca in rete, scopre con raccapriccio di essersi trasformata in una delle creature che più la spaventano: una morta vivente. Gli zombi non piangono, ma fanno ridere tantissimo.


Tratto dal libro:

AL MOMENTO TI BATTE IL CUORE?
NO. Neanche un po’.
IMPROVVISAMENTE HAI UN’INSPIEGABILE, IRRESISTIBILE VOGLIA DI MANGIARE... CERVELLI?
Mmm, non saprei ma... ora che mi ci fate pensare... effettivamente... Sì. Assolutamente. Sì.
ATTENZIONE: Le risposte che hai fornito suggeriscono che POTRESTI essere uno zombi.





L'AUTORE:


Rusty Fischer è stato professore di liceo e ha colla­borato con famose riviste giovanili come The Mailbox, Learning e Bookbag. Ora è uno scrittore free lance a tempo pieno e un appassionato di horror. Oltre a Gli zombi non piangono, finalista del Bram Stoker Award, ha pubblicato diverse opere dedicate agli adolescenti: Stories for a Teen Heart, Chicken Soup for the Preteen Soul, Ushers, Inc., Becca Bloom and the Drumsticks of Doom. Fiero di essere nato in Florida, Rusty vive a Cape Canaveral.

giovedì 27 settembre 2012

Recensione: KAYLA 6982

Ecco la mia recensione al libro "Kayla 6982" di Karen Sandler.


Titolo: Kayla 6982
AutriceKaren Sandler
Traduzione: Sara Reggiani
Editore: Giunti Y
Data di pubblicazione: 12 Settembre 2012
Pagine: 496
Prezzo: 12,00

Sinossi: Il pianeta Loka è stato colonizzato da un'élite di terrestri facoltosi e spregiudicati, gli unici superstiti di una Terra ormai inabitabile. Fra loro ci sono scienziati senza scrupoli che hanno creato una sub-razza di schiavi da sfruttare biecamente. Sono androidi senzienti costituiti da genoma umano e circuiti elettrici, e occupano il posto più infimo della società nel sistema di caste gerarchiche di Loka. Ma queste creature hanno un cuore, un'etica e una volontà. Sono quasi umani e, forse, troppo umani. Questa è la storia di una di loro, la quindicenne Kayla 6982 che, con l'aiuto dell'amica Mishalla, si lancia in una pericolosa avventura per scoprire le terribili verità che si nascondono dietro al mostruoso piano degli umani. Una trama sorprendente in cui si intrecciano umiliazioni, razzismo, coraggio e lealtà, ma in cui trova posto anche l'amore. Sul polveroso pianeta Loka, illuminato da due pallidi soli, sboccia la storia proibita fra un umano di alto rango, nipote di un vecchio scienziato illuminato, e la giovane Kayla.


La mia opinione: Iniziato e terminato nell'arco di 2 giorni, "Kayla 6982" è un romanzo YA davvero molto interessante e avvincente, le sue 500 pagine scivolano via senza nessuna fatica e la sensazione che lasciano è positiva.
Ambientato nel futuro, in un pianeta chiamato Loka, la storia è prevalentemente di genere fantascientifico, ma ha al suo interno anche un'importante componente distopica. Il mondo di Kayla infatti è diviso da una rigida gerarchia sociale, dove al vertice ci sono i Puri (divisi tra puri d'alto rango e di basso rango) e al seguito ci sono gli impuri. Mentre nello scalino più in fondo ci sono i NGM (Non-umani geneticamente modificati) ed essi sono dei veri e propri schiavi, le cui vite sono considerate meno di zero. Kayla appartiene a questo ultimo gruppo e il suo destino, raggiunta l'età di 15 anni, è quello di essere allontanata per sempre dai suoi affetti per andare a lavorare presso le dipendenze delle caste sociali più alte. E' interessante entrare nell'ottica di pensiero che vige nel pianeta Loka, perché gli NGM vengono considerati non umani solo per il fatto di essere nati all'interno di una capsula anziché nel ventre materno e nonostante il loro DNA sia quasi uguale agli umani vengono considerati degli  esseri senz'anima, incapaci di provare sentimenti, incapaci di provare dolore, umiliati e sbeffeggiati con l'epiteto di bestie. Questo fa molto riflettere anche sulla società odierna, sul fatto che la nostra società non sia per niente migliore in quanto anche qui chi ha la sfortuna di non nascere umano è considerato dai più come uno stupido pupazzo incapace di provare sentimenti, vedi il rispetto alla vita che quasi nessuno ha nei confronti degli animali. Però, proprio come nel nostro mondo, anche su Loka ci sono persone che la pensano diversamente, persone capaci di fare la differenza e di credere che ci sia un modo per cambiare le cose. Ed è proprio questa la storia che il libro della Sandler ci riserva, una storia di speranza e lotta contro le divergenze razziali.
Il romanzo è solo il primo di una trilogia, ma per come è strutturato potrebbe anche essere letto nell'ottica di un romanzo autoconclusivo. Le descrizioni del mondo di Loka sono molto esaurienti, ci sono moltissime spiegazioni sulle sue origini e sulle origini dei non-umani, nonché sulla divisione in caste. Quest'ultima cosa però, nonostante il tentativo di delinearla al meglio, appare confusa. Credo che a questo riguardo l'autrice avrebbe dovuto ideare una divisione un tantino più semplice e mi permetto di aprire una piccola parentesi per spiegare il perché. Le caste sono divise in base alla ricchezza delle famiglie, e fin qui potrebbe andare bene, ma oltre a questo i Puri devono anche avere una certa gradazione di pelle (non troppo scura, ma nemmeno troppo chiara), e i capelli e gli occhi devono essere scuri. Però anche qui ci potrebbero essere delle eccezioni, perché infatti ci sono anche dei Puri biondi con la pelle chiara, e questo crea nel lettore molta confusione. Non si riesce a capire che senso abbia la distinzione in base ai tratti somatici se originariamente la divisione in caste era fatta solo in base alla ricchezza della famiglia. Infatti in alcuni passaggi viene spiegato che gli impuri vengono considerati così perché non possiedono appezzamenti di terra, però al tempo stesso viene anche spiegato che gli impuri si riconoscono a prima vista, e che chi ad esempio ha gli occhi verdi è per forza impuro. Ecco, io queste distinzioni non le ho capite ed è l'unico appunto che mi sento di fare al romanzo, che per il resto è invece molto chiaro.
La lettura di questo libro è stata un'esperienza affascinante e coinvolgente. La storia mi ha catturata fin dalle prime pagine e la curiosità di capire e comprendere appieno tutti i meccanismi di questa nuova società mi ha indotta a procedere più velocemente del solito. Lo stile di scrittura risulta scorrevole nonostante alcune delle tematiche narrate (ad esempio l'ingegneria genetica, e le tecnologie informatiche futuristiche) non siano per niente di semplice portata. La prosa poi è piuttosto matura rispetto alla media dei romanzi young adult e permette un riscontro favorevole anche da parte di lettori adulti. Solo nella seconda parte del libro vi sono alcune risoluzioni un po' scontate, ma il finale è diverso e più originale rispetto alle aspettative e lascia aperto uno spiraglio per il libro successivo. "Kayla 6982" però non si limita ad essere un bel romanzo di distopico-fantascientifico, ma solleva importanti questioni etiche, religiose, spirituali, razziali e permette al lettore di riflettere profondamente sulla società in cui viviamo. Proprio per questo consiglio di leggerlo indipendentemente dai gusti personali e, come è accaduto per la trilogia "The Giver" di Lois Lowry, non mi stupirei se venisse inserito nei programmi scolastici delle scuole medie. 



E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover: La cover italiana è molto carina e riesce a rappresentare molto bene le tematiche del libro.
Questa invece è la cover originale:
anche questa è molto bella (in particolare mi piacciono i colori) però ammetto che quella italiana ha più elementi che rappresentano la storia e quindi da questo punto di vista è più completa.
Quello che non mi soddisfa è il titolo italiano. "Kayla 6982" (per via del numero a quattro cifre) è un titolo un po' difficile da ricordare ed è anonimo. "Tankborn" era un titolo molto più azzeccato e io l'avrei addirittura lasciato in inglese perché è molto d'effetto.

Stile di scrittura: Lo stile di scrittura è scorrevole e incalzante, adatto a lettori giovani, ma abbastanza maturo da riuscire ad attrarre anche lettori adulti.

Idee alla base della storia: Ottime! Trovo splendido che una storia di fantascienza riesca al tempo stesso a ricreare un parallelismo con la nostra società in maniera così calzante. Mi piacciono i romanzi che oltre ad intrattenere fanno riflettere!

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi sono delineati sufficientemente, anzi, sicuramente in maniera più profonda rispetto alla media degli YA, però personalmente mi aspetto miglioramenti nei prossimi libri della serie.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Ci sono un po' di erroretti di battitura qua e là, ne ho contati almeno cinque. La traduzione è accurata, in quanto non è proprio letterale dall'inglese, ma vi è un tentativo di renderla idonea per il pubblico italiano. Ad esempio le divisioni in caste in italiano hanno nomi diversi rispetto alla versione originale, ma altrettanto appropriati.




voto:



Acquisto consigliato? Sì! E' un romanzo che consiglio a tutti, ma soprattutto a chi ama i romanzi sociali che fanno riflettere e che sollevano questioni etiche.