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lunedì 8 luglio 2019

Recensione: L'INCUBO DI HILL HOUSE - Shirley Jackson

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: L'incubo di Hill House
Autrice: Shirley Jackson
Editore: Adelphi
Traduttore: M. Pareschi
Data di pubblicazione: 3 Giugno 2016 (prima pubblicazione 2004)
Pagine: 233
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Sinossi: Chiunque abbia visto qualche film del terrore con al centro una costruzione abitata da sinistre presenze si sarà trovato a chiedersi almeno una volta perché le vittime di turno non optino, prima che sia troppo tardi, per la soluzione più semplice - e cioè non escano dalla stessa porta dalla quale sono entrati, allontanandosi senza voltarsi indietro. A tale domanda, meno oziosa di quanto potrebbe parere, questo romanzo fornisce una risposta. Non è infatti la fragile e indifesa Eleanor Vance a scegliere la Casa, prolungando l'esperimento paranormale in cui l'ha coinvolta l'inquietante professor Montague. È la Casa - con le sue torrette buie, le sue porte che sembrano aprirsi da sole - a scegliere, per sempre, Eleanor Vance.


La mia opinione: Da questo libro mi aspettavo un horror, invece ora che l’ho letto lo definirei psicologico con accenni di ghost story.
Credo che chi si è approcciato per la prima volta alla Jackson con questo libro, venendo appunto attratto dalla cover e dal titolo molto horror, sia rimasto un po’ spiazzato, e forse anche un po’ deluso, perché il ritmo narrativo è molto lento, soprattutto all’inizio, e non si riesce a capire subito su cosa si voglia focalizzare la storia. Le atmosfere sono pacate e rarefatte, la lettura procede come in un torpore, nell’attesa che succeda qualcosa di davvero significativo che dia una svolta.
A me questa atmosfera un po’ lenta è piaciuta perché instilla nel lettore un senso di tensione per l’attesa, e tra l’altro è una caratteristica tipica dell’autrice che ho ritrovato anche in "Abbiamo sempre vissuto nel castello", ma capisco che con un titolo di questo tipo ci si sarebbe aspettato tutt’altro.
L’elemento che mi è piaciuto di meno sono state le relazioni e i dialoghi tra i vari personaggi, che li ho trovati un po’ vuoti e superficiali, mentre mi è piaciuto molto l’elemento psicologico che si insinua nella storia un poco alla volta, fino ad avvolgerla completamente come una cortina di nebbia.
L’elemento psicologico è molto importante perché tratta anche il tema della sanità mentale, che svolge un ruolo fondamentale ai fini di questa storia, soprattutto sul finale, che ho molto apprezzato, in quanto l’ho trovato inaspettato e atipico, nel perfetto stile dell'autrice.

Acquisto consigliato: Sì, soprattutto se amate le storie intriganti che giocano con la psiche. In questo caso la Jackson è un'autrice davvero particolare e da leggere. "Abbiamo sempre vissuto nel castello" è però il libro che finora ho preferito.

voto:

mercoledì 24 aprile 2019

Recensione: FRANKENSTEIN - Mary Shelley

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: Frankenstein
Autrice: Mary Shelley
Editore: Feltrinelli
Traduttore: G. Barrioni
Data di pubblicazione: 2013
Pagine: 304
Acquistahttps://amzn.to/2KW2fVF

Sinossi: "Uno spettro si aggira per l'immaginario collettivo, e questo spettro si chiama Frankenstein. Mary Shelley ha indubbiamente creato un capolavoro, ma anche una sorta di icona pop, divenuta proverbiale e versatile, tale da essere evocata nelle situazioni più impensate. [...] Da un lato Frankenstein suscita interesse come ipotesi sulla possibilità di un mortale di sostituirsi a Dio, o alla Natura, mentre dall'altro riporta alla luce ogni sentimento di orrore e di repulsione radicato nei più profondi recessi dell'animo umano. Sotto questo punto di vista, l'impatto dell'opera sul lettore è duplice, stimolandone allo stesso modo l'interesse così come le più cupe emozioni; il ritmo serrato dell'inseguimento assieme ai crimini perpetrati dal mostro contribuiscono ulteriormente a tenere alta la tensione, mentre il pericolo della cosiddetta "hideous progeny" - a cui la creatura potrebbe dare origine se dotata di una compagna della stessa specie - provoca le stesse paure generate dal dilagare di una pestilenza".


La mia opinione: Un libro che mi ha suscitato impressioni contrastanti. Da una parte è sicuramente da apprezzare, è stato innovativo per la sua epoca, originale in quanto narra di una tematica mai scritta prima, dall’altra, se letto ai giorni nostri rimane di certo un po’ indigesto nello stile, ma anche e soprattutto (cosa che mi ha dato più fastidio) superficiale nel pensiero.
La scrittura è ampollosa, soprattutto per quanto riguarda i dialoghi, che li avrei visti bene recitati a teatro in un dramma shakespeariano, mi sembrano troppo forzati e artefatti, più che dialoghi sembrano monologhi prolissi e retorici. Il concetto che esprime è molto triste. Frankenstein in realtà non è il nome del “mostro” ma del suo creatore, perché il “mostro” nel libro invece non ha nome. Questo “mostro” (continuo a metterlo tra virgolette perché poi così mostro non è) è in realtà una creatura d’intelletto, con nobili sentimenti, e supera di molto l’intelligenza del suo stesso creatore, che a suo confronto si dimostra un essere umano di mentalità ottusa che lo ripudia solo per il suo aspetto estetico “ripugnante”. E anche tutti gli altri personaggi che compaiono nel libri risultano ottusi e ottenebrati solo dall’aspretto estetico come metro di giudizio su tutto. L’autrice calca molto l’attenzione su questo concetto, ma non condannandolo, ma anzi esaltandolo, come se per lei fosse appunto giusto che chi esteticamente non è all’altezza degli altri venga quindi discriminato ed escluso da ogni felicità, non manca mai di ribadire quanto sia brutto e mostruoso il “mostro”, e anche quando dimostra di essere una creatura buona e caritatevole in cerca di affetto e comprensione, ciò gli viene negato solo e soltanto perché è brutto.
Io speravo che in cuor suo l’autrice avesse scritto il libro secondo una chiave di lettura diversa, a questo proposito sono andata a leggere la prefazione per cercare di carpire informazioni supplementari. Invece a quanto pare l’autrice stessa afferma di aver scritto questo libro nell’intento di ispirare semplici sentimenti di orrore, spavento e disgusto nel lettore, quindi è con un po’ di delusione che ho appreso che non ci sono messaggi subliminali nascosti e ciò mi fa provare solo una gran pena per tutta la vicenda in generale. Vi è troppo l’elogio del bello e la condanna del brutto, ne viene fuori un romanzo superficiale.
Non so… speravo di leggere un bel romanzo gotico e mi sono trovata invischiata in questioni che mi hanno fatto riflettere più che altro sulla mentalità ristretta del contesto nel quale questo libro è stato scritto.

voto:


sabato 6 settembre 2014

Recensione: LE STANZE BUIE - Francesca Diotallevi

Ecco la mia recensione al libro "Le stanze buie" di Francesca Diotallevi.



Titolo: Le stanze buie
Autrice: Francesca Diotallevi
Editore: Mursia
Data di pubblicazione: 4 Novembre 2013
Pagine: 390
Prezzo: 22,00

Sinossi: Torino 1864. Un impeccabile maggiordomo di città viene catapultato nelle Langhe: per volere testamentario di un lontano zio, suo protettore, dovrà occuparsi della servitù nella villa dei conti Flores. Il protagonista si scontra così con il mondo provinciale, completamente diverso da quello dorato e sfavillante dell'alta società torinese, e con le abitudini dei nuovi padroni e dei loro dipendenti. Nella casa ci sono un conte burbero, una donna eccentrica e anti-conformista, ma anche sola e infelice, un cameriere dalla doppia faccia e una vecchia che sa molte cose, ma soprattutto c'è una stanza chiusa da anni nella quale non si può assolutamente entrare. A partire da questo e da altri misteri il maggiordomo si troverà, suo malgrado, a scavare nel passato della famiglia per scoprire segreti inconfessati celati da molto tempo e destinati a cambiare per sempre la sua vita.


La mia opinione: Era da tempo che desideravo un libro che mi prendesse così... un libro che mi facesse immergere nella lettura a tal punto da fare fatica a staccarmici, a che, anche dopo averlo momentaneamente riposto, la storia al suo interno mi tormentasse e mi richiamasse a sé con la supplica di proseguirlo! Era da tempo che non mi capitava e sono contenta che questa volta sia successo con un libro di una scrittrice esordiente italiana, che con la sua abile scrittura è stata capace a dare vita ad una storia, a darle vita come se fosse realmente VIVA.
Ho acquistato questo libro per via delle opinioni positive sopra la media lette in rete, che auspicavo fossero recensioni autentiche e non complimenti da parte di amici e parenti come spesso accade, dove gli elogi vengono distribuiti fin troppo generosamente. Questa volta l'istinto mi ha detto di fidarmi e se non lo avessi fatto questo libro mi sarebbe capitato difficilmente fra le mani (forse non lo avrei mai letto), in quanto mi rendo conto che con il tempo sto diventando una lettrice sempre più esigente e il mio approccio verso le novità editoriali è sempre più cauto e sospettoso a causa delle troppe fregature, dei troppi libri mediocri spacciati per capolavori.
Questo, sono lieta di poterlo affermare, non è un libro mediocre, ma è davvero un piccolo capolavoro! Un romanzo seducente, ipnotico, scritto con magistrale abilità, sembra uscito dalla penna di un'autrice classica, se mi avessero detto che questo libro era stato scritto da qualche famosissimo autore del diciannovesimo secolo ci avrei creduto, perché tutto in questo libro risplende di fascino antico, gotico, ottocentesco. A partire dalla quantità infinita di dettagli dell'epoca, alla scrittura, cadenzata e d'altri tempi, tutto fa presupporre di essere frutto di un professionista, sembra anzi, che questa non sia una semplice storia di fantasia, ma che sia tutto vero, i particolari di ogni scena, di ogni personaggio, sono talmente vividi da risultare impossibile si tratti solo di un romanzo.
La trama è riuscita davvero a catturarmi dalle prime righe, fin dal prologo, dove tutto appare ancora nebuloso e riempie la testa di interrogativi. Ogni capitolo, inizialmente, è denso di mistero e fa provare nel lettore una piccola inquietudine, ci si domanda cosa succederà, quale sarà il mistero nascosto che sembra non volere emergere, e piano piano, capitolo dopo capitolo, il mistero finalmente fa il suo capolino, ma ci si fa un'idea completamente sbagliata di esso, perché non vi è nulla di semplice e scontato e solo sul finale tutto viene chiarito. Ma non solo la trama è ricca di colpi di scena e ben congegnata, la completezza e la bellezza di questo libro sta soprattutto nel fatto che è L'INSIEME del romanzo ad affascinare, inclusa l'ambientazione (un po' tenebrosa e assolutamente affascinante che riporta alla mente il fascino delle ghost story) i personaggi (talmente ben caratterizzati che sembra di conoscerli da sempre) i dialoghi (vividi e squisiti) le descrizioni di ogni oggetto, di ogni azione, risulta semplicemente perfetta. Perdersi all'interno delle pagine risulta piacevole a prescindere addirittura dalla trama stessa, anche se la storia a volte presenta qualche digressione è talmente ben scritta da far quasi auspicare che continui così all'infinito, senza trovare mai la parola fine. Eppure la fine arriva, con dei colpi di scena talmente forti da lasciare praticamente senza fiato. Un romanzo che oltre a i mille pregi riesce anche a stupire fino in fondo, inoltre la storia d'amore che si sviluppa al suo interno non lascerà indifferenti neanche gli animi più insensibili (e per dirlo io che solitamente per alcune questioni sono l'insensibilità in persona vuol dire tanto!). Una lettura caldamente raccomandata a chiunque voglia leggere un romanzo degno di questo nome.




voto:



Acquisto consigliato? Consigliatissimo! Soprattutto chi ama i romanzi ottocenteschi non ne potrà rimanere deluso. 

martedì 27 novembre 2012

Recensione: ETERNA

Ecco la mia recensione al libro "Eterna" di Victoria Alvarez.



Titolo: Eterna
Autrice: Victoria Alvarez
Traduzione: Laura Miccoli
Editore: Fanucci (collana Tif Extra)
Pagine: 512
Data di Pubblicazione: 15 Novembre 2012
Prezzo: 16,90

Sinossi:  Londra, 1888.
Annabel Lovelace è cresciuta nel cimitero di Highgate, e non conosce nulla al di fuori delle sue alte mura. Abbandonata a soli quattro anni dalla madre, ha come unico affetto la cara zia Heather. Senza di lei non potrebbe affrontare il terribile zio Tom, custode del cimitero. A sei anni, dopo aver sofferto di cuore sin dal primo anno di vita, il medico di famiglia le prescrive una medicina che dovrà accompagnarla per sempre... Sei gocce di digitale purpurea per mantenerla in vita, sei gocce rosse come il sangue che la strapperanno alla morte. Insieme alle preziose gocce, arriverà per Annabel una sorpresa sconvolgente, che marcherà la sua esistenza fino alla fine dei suoi giorni. È in grado di comunicare con l’aldilà, di dare voce a coloro che l’hanno persa per sempre. Dieci anni dopo, Annabel è divenuta la medium più affermata del Paese, attirando l’interesse e le invidie dell’aristocrazia londinese. Se da un lato i suoi poteri verranno utilizzati da Scotland Yard per risolvere i casi più intricati, dall’altro la porteranno ad avvicinarsi a una presenza oscura e intrigante, alla quale non potrà fare a meno di legarsi... 

La mia opinione: "Eterna" è il romanzo d'esordio di una giovanissima autrice spagnola, un romanzo che promette un'ambientazione gotica ottocentesca inglese degna dei migliori classici, degna di grandi autori come Charles Dickens. Un progetto decisamente ambizioso per qualsiasi autore contemporaneo, a maggior ragione se non di madre patria anglosassone. Ammetto che questa pretenziosità potrebbe scoraggiare, potrebbe far pensare che questo libro sia il solito specchietto per allodole che cerca di guadagnarsi una fetta di lettori garantendo riscontri esageratamente pretenziosi, e che al momento dei fatti non saprà esserne all'altezza. Ma (in mezzo ad una valanga di autori americani dal successo facile che vengono tradotti in Italia senza la minima scrematura) il fatto che questa volta non siamo davanti all'ennesimo "prodigio" made in USA, mi ha permesso di dare fin da subito la massima fiducia al romanzo della Alvarez. E, lasciatemelo dire... che meraviglia!
Non solo non ne sono rimasta delusa, ma neanche nelle mie più rosee aspettative mi sarei aspettata che un'opera prima potesse essere così ben scritta, intensa, una storia che incanta e appassiona il lettore come solo i romanzi di alta qualità sanno fare. Il paragone con Dickens non è affatto azzardato, perché in "Eterna" si respira veramente il fascino dei grandi classici inglesi, quell'atmosfera gotica, fredda, nebulosa e incantevole che soltanto i libri appartenenti ad un'altra epoca riescono a trasmettere. In questo romanzo troverete l'essenza della narrativa gotica, con una perfetta ricostruzione storica dell'Inghilterra di fine ottocento, il tutto inserito in una storia dai risvolti paranormali, perché l'eroina del romanzo ha il dono di interagire con i fantasmi, quelle anime in pena che vagano nel mondo dei vivi, ancora incapaci di trapassare nell'aldilà. Oltre all'indiscutibile fascino temporale e ambientale, tra le pagine di questo libro vive un'intensa ghost story e un'altrettanto intensa storia d'amore che ha davvero dell'incredibile. Sì, avete capito bene: una storia d'amore incredibile. Chi di voi mi conosce, chi di voi ha già letto buona parte delle mie recensioni sa quanto io solitamente detesti i romanzi rosa, quanto io mal sopporti le smancerie e le love story. Premesso che "Eterna" NON è un romanzo rosa (sarebbe davvero riduttivo e fuorviante definirlo così) è altresì innegabile che la storia d'amore al suo interno è d'importanza cruciale per il romanzo stesso. Ma, a differenza delle storie d'amore patinate e standardizzate da leggere tra uno sbadiglio e l'altro, questa è una storia d'amore assolutamente diversa dalle solite, trasmette purezza ed eleganza, riesce davvero a rimanere impressa, a fare sognare anche le lettrici più esigenti. L'unico piccolo difetto che mi sento di attribuire al romanzo è che la prima parte e la parte centrale sono un po' troppo estese rispetto al finale, ci sono capitoli in cui la storia sembra non decollare, ma se come me verrete stregate e intrappolate deliziosamente tra le sue pagine, non sarà affatto un problema soffermarsi sui particolari un po' più del necessario, sarà anzi un piacere.
Victoria Alvarez si rivela quindi un'autrice di indiscusso talento, un astro nascente della letteratura, un'autrice che non ha bisogno di imbastire finali aperti per un seguito per indurre i lettori ad acquistare altri suoi libri ("Eterna" è infatti completamente autoconclusivo!). Mi auguro di ritrovare presto altre sue opere in commercio!


E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover: La cover italiana è molto bella, adoro sia immagine che colori, molto adatta al romanzo e molto più attraente della cover originale che è questa:
Unico appunto è per il titolo originale, che è stato stravolto. "Eterna" è forse un titolo abbastanza adatto al romanzo, ma in verità sarebbe stato meglio dargli un titolo differente, perché così si rischia di far confusione con il secondo romanzo dell'autrice uscito in Spagna quest'anno (Las Eternas, con una storia e ambientazione del tutto diversa). Mi chiedo a questo punto, se mai verrà tradotto questo secondo romanzo anche da noi (e mi auguro caldamente di sì) quale titolo gli verrà dato... mistero!

Stile di scrittura: Lo stile di scrittura è perfetto, descrittivo al punto giusto, scorrevole al punto giusto. Usa termini appropriati per l'epoca descritta, riesce a rimembrare i grandi classici alleggerendoli di quello strato di pesantezza che a volte li caratterizza.

Idee alla base della storia: Ho adorato l'ambientazione ottocentesca, ho adorato l'atmosfera gotica ed eterea che pervade tutto il romanzo. Ho adorato le svolte della storia, ho adorato anche i risvolti amorosi (cosa rara per me) che hanno un'importanza fondamentale ma non annoiano. Ho adorato i colpi di scena che fino all'ultimo fanno dubitare il lettore. Insomma... ho adorato praticamente tutto!

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi sono ben caratterizzati, multisfaccettati, risultano realistici, riescono a instaurare una forte empatia con il lettore, qualità molto importante che permette di stabilire un forte rapporto anche con la storia stessa.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: C'è stata qualche imprecisione nell'editing, ma la traduzione mi è sembrata ben fatta, nulla da eccepire.



voto:



Acquisto consigliato? Sì! Consigliatissimo a tutte le amanti dei classici inglesi, dei romanzi gotici ottocenteschi con ricostruzioni storiche e ambientali del tutto appropriate. Consigliatissimo a chi non disdegna il paranormale (inteso come ghost story) e le storie d'amore se ben lungi dall'essere stereotipate e banali.

venerdì 19 ottobre 2012

Recensione: BLACK FRIARS - L'ORDINE DELLA PENNA

Recensione del libro "Black Friars - L'ordine della penna" di Virginia De Winter.


Titolo: Black Friars. L'ordine della penna
Serie: Black Friars, vol. 2
AutriceVirginia De Winters
Editore: Fazi (Lain)
Data di pubblicazione: 14 Luglio 2012
Pagine: 483
Prezzo: 17,50

Sinossi: Altieres, l’antica dinastia regnante nel Vecchio Continente, si è estinta dopo la violenta morte di tutti i suoi eredi e a portare il nome dell’antica casata sono rimasti solo i vampiri Blackmore, creature immortali a cui regnare non è permesso. Ma qualcosa ora è cambiato: Sophia Blackmore, unica erede della dinastia, creduta morta da anni, è stata ritrovata, e la Vecchia Capitale non sarà più la stessa. Gli oscuri segreti degli Altieres stanno tornando a calare ombre sulla città e spettri senza volto si aggirano per le strade terrorizzando cittadini e studenti. Mentre Sophia sta invece imparando a conoscere la sua nuova vita e cosa significhi essere una Blackmore, Eloise Weiss, coraggiosa eroina protagonista dei due romanzi precedenti  deve affrontare forze che nemmeno i suoi poteri possono governare. I morti non possono infatti riposare in pace, disturbati nel loro eterno sonno da forze oscure e implacabili, forse collegate al ritorno dell’erede di Altieres e alle sconvolgenti verità che i vampiri Black-more nascondono da secoli e ora sono sfuggite al loro controllo.

La mia opinione: La saga Black Friars è qualcosa di incredibile! La tendenza, quando si parla di saghe, è che i libri peggiorino (o siano comunque meno interessanti) via via che la saga cresce, in quanto l'autrice tende ad prolungare la storia a discapito dei contenuti, che diventano sempre più banali e prevedibili. Con Black Friars accade l'esatto contrario: ogni libro sembra sempre più bello del precedente! "L'Ordine della penna", (terzo volume della serie se si conta anche il prequel) mi è piaciuto talmente tanto che le quasi 500 pagine le ho divorate in due giorni.
Virginia De Winter non dà tempo al lettore di annoiarsi, non permette di abituarsi ai protagonisti, non permette di assuefarsi alla storia, e questa peculiarità fa in modo che ogni libro sia sempre una sorpresa, un'incognita, nulla può essere previsto: ecco secondo me svelato il segreto di questo clamoroso successo che va controcorrente ad ogni aspettativa!
Nonostante i personaggi principali siano a grandi linee quelli che avevamo già imparato a conoscere nei libri precedenti, e le loro vicende si alternano intrecciandosi, qui la protagonista è Sophia, e buona parte delle attenzioni saranno anche riservate a Gabriel Stuart, che nel vol.1 era stato appena una comparsa. Ci sarà anche Eloise, Axel, Bryce, Ashton, però le parti del libro a loro riservate saranno minori, insomma... in questo libro il lettore approfondirà principalmente ciò che riguarda Sophia e la storia che la riguarda non mancherà davvero di stupire, appassionare, entusiasmare, come mai avrei pensato potesse succedere. Incredibile anche come l'autrice sia bravissima nella caratterizzazione dei suoi personaggi, facendo percepire al lettore forti emozioni contrastanti. Ad esempio non è raro che personaggi inizialmente odiosi si manifestino successivamente talmente carismatici da renderli interessanti! Nel libro "l'ordine della spada" ciò mi era capitato rispetto al personaggio di Axel, mentre questa volta mi è capitato con Gabriel, un attimo prima lo detestavo, l'attimo dopo lo amavo. Strano vero?
E' per tutto questo insieme di elementi (originalità della storia e dell'ambientazione - che l'ho già detto nelle scorse recensioni, ma lo ribadisco ancora: è affascinante! - imprevedibilità dei personaggi e verso quali di loro si concentrerà la narrazione, precisione dei concatenamenti della trama, dove si assiste sempre a risvolti inaspettati e ben congegnati tra loro) che questa serie di romanzi non può assolutamente considerarsi alla stregua degli altri fantasy in circolazione, ma si piazza ad un livello nettamente superiore. Era dai tempi di Harry Potter che non mi dispiaceva tanto essere arrivata alla conclusione di un libro, spero che il prossimo arrivi presto!

E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:

Cover: Molto bella, mi piace. Anche se per il momento le cover di questa saga sono tutte di stile diverso (e questo mi disturba un po') questa l'ho trovata gradevole e adatta alla storia. Ma la mia preferita rimane quella de "L'ordine della spada", è lo stile che preferisco.

Stile di scrittura: Come per il libro che ho letto in precedenza (L'ordine della chiave) anche questo libro adotta uno stile di scrittura molto ben calibrato, il bilanciamento perfetto tra elegante ricercatezza e piacevole scorrevolezza: l'ho adorato!!!!

Idee alla base della storia: Assolutamente perfette, con uno sviluppo imprevedibile e ben congegnato. Ancora una volta non posso che essere completamente soddisfatta dall'originalità unica ed affascinante della storia! E ancora una volta mi è piaciuto il cambio di punto di vista rispetto ai libri precedenti. Affrontare un libro della De Winter è come una deliziosa incognita.

Caratterizzazione dei personaggi: Anche in questo libro si imparano a conoscere meglio alcuni personaggi che erano stati poco approfonditi precedentemente, sarà Sophia questa volta ad avere le maggiori attenzioni. Inoltre conosceremo meglio anche Gabriel Stuart e le sue cugine e cugini. Ma non mancheranno di presenziare anche personaggi ormai noti. Io sono rimasta davvero molto soddisfatta da come l'autrice ci fa entrare in sintonia con tutti i personaggi che popolano i suoi romanzi, le caratterizzazioni sono ottime.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Questa volta ho notato un paio di imprecisioni, ma niente paura, la lettura non ne risente.


voto:



Acquisto consigliato? Consigliato all'ennesima potenza!!!! Se avete già letto e amato i due precedenti romanzi, sono sicura che questo non farà eccezione, e anzi, è probabile che vi piaccia ancora di più!

mercoledì 3 ottobre 2012

Recensione: BLACK FRIARS - L'ORDINE DELLA CHIAVE

Recensione del libro "Black Friars - L'ordine della chiave" di Virginia De Winter.


Titolo: Black Friars - L'ordine della chiave
Serie: Black Friars, vol. 0 (prequel)
AutriceVirginia De Winter
Editore: Fazi (Lain)
Data di pubblicazione: 14 Luglio 2011
Pagine: 450
Prezzo: 18,00

Sinossi: Axel Vandemberg, giovane erede al trono del regno più importante del Vecchio Continente, farebbe qualsiasi cosa per amore, anche picchiare uno dei suoi migliori amici. Imprigionato nel carcere degli studenti per una rissa, il suo unico, struggente pensiero è dedicato a Eloise Weiss, la ragazza cui ha consacrato la vita fin dall'infanzia. Axel non sa che il suo mondo sta per essere sconvolto dal fatale incontro con Belladore de Lanchale, una cortigiana dal fascino oscuro che ben presto imprigiona il ragazzo in una trama fitta di bugie e ricatti. Mentre Axel lotta contro la seduzione del male, la città pare farsi specchio dei suoi tormenti, trasformandosi in uno scenario di efferati delitti. Protetto dalla notte, tra i vicoli non ancora illuminati dalla luce a gas di una città ammantata di atmosfere gotiche, un assassino inafferrabile uccide giovani umane e bellissime vampire. Unica traccia utile alla Magistratura incaricata delle indagini è il macabro e accurato gioco dell'omicida, che ricompone i corpi delle vittime ispirandosi a celebri fiabe: Raperonzolo strangolata dalle sue lunghe trecce, la Bella Addormentata dilaniata dal morso del principe. Biancaneve avvelenata dalla mela...


La mia opinione: Se dalla lettura del primo libro (l'Ordine della spada) ero rimasta affascinata dall'ambientazione, dall'atmosfera gotica, dall'originalità senza limiti e dal grandissimo potenziale della storia, rimanendo però un pochino titubante per la difficoltà ad addentrarmi nella trama e per lo stile di scrittura un po' troppo barocco e ridondante che più e più volte faceva perdere il senso delle frasi, la lettura di questo secondo libro (secondo per pubblicazione, ma da collocare cronologicamente prima essendo un prequel) mi ha completamente conquistata!!!
In "Black Friars - L'ordine della chiave" ci ritroviamo infatti a fare un salto indietro nel tempo di cinque anni rispetto al libro precedente. Questa volta il protagonista del romanzo sarà Axel, mentre Eloise, avendo ancora 15 anni, farà solo delle brevi comparsate perché non ancora scholara.
Leggere questo libro è stato come ritornare in un luogo meraviglioso e riassaporare nuovamente tutte le piccole sfumature visive e olfattive che quel luogo ha da offrire. Io amo i romanzi fantasy, ma il più delle volte ne rimango delusa perché non riescono a suscitare in me nessun fascino. Invece questa trilogia della De Winter ha moltissimo fascino. Questo È fantasy. Questa è la prova che il fantasy made in Italy esiste ed è anche migliore della stragrande maggioranza dei fantasy scritti da autori stranieri.
La storia è stupenda, evocativa, originale, densa, tenebrosa, fiabesca, gotica, ambientata in un mondo di fantasia che possiede al suo interno un meltin pot di elementi di epoche diverse. Dal medievale all'ottocentesco, con degli accenni paranormali e misteriosi da mettere i brividi. In questo romanzo in particolare la componente oscura si sente moltissimo, i fatti narrati oscillano sempre tra sogno e realtà, sembra di leggere avvolti dalla nebbia, una sensazione stranissima. Ma con questo non voglio dire che la storia sia confusa o difficile da capire, anzi, il contrario. Ho infatti trovato più difficile da capire il romanzo precedente, mentre in questo è stato tutto più chiaro. Un grande merito va anche attribuito allo stile di scrittura, migliorato e più scorrevole. La scrittura di Virginia De Winter rimane sempre unica e poetica, ma qui risulta meno ridondante, secondo me è calibrata meglio, è stata sfoltita e alleggerita, ma senza intaccare il particolarissimo stile che la contraddistingue. Le pagine scorrono più fluide e il piacere della lettura si acuisce.
Quando un libro mi piace così tanto mi riesce difficile scrivere una recensione che gli renda giustizia, le cose da dire sarebbero molte, ma nella mia mente si affastellano le une sulle altre e non trovano la giusta via d'uscita. Sappiate solo che per me "Black Friars- L'ordine della chiave" è stato un romanzo meraviglioso che non manca di stupire ed appassionare, una lettura indimenticabile!

Apro una parentesi sull'ordine di lettura della trilogia: avendo avuto la possibilità di scelta su quale ordine seguire ammetto di essere stata molto in dubbio se iniziare la lettura in ordine di pubblicazione o se invece partire dal prequel. C'era chi mi consigliava di fare in un modo e chi invece mi consigliava di fare nell'altro. Ho poi deciso di riservare il prequel come seconda lettura e tuttavia se qualcuno adesso mi facesse la stessa domanda non saprei davvero cosa consigliare.
Rispettando l'ordine di pubblicazione c'è di buono che questo prequel l'ho affrontato già pienamente consapevole dei personaggi che vi avrei trovato e delle dinamiche che intercorrevano tra di loro. Non mi sono sentita disorientata, non mi sono sentita un'intrusa nella storia (come molti che invece hanno iniziato la trilogia da questo romanzo hanno detto di sentirsi) e sono riuscita a assaporarmela in pieno. D'altro canto però... devo confessare che ho invece avuto una sensazione di spaesamento nella lettura del primo romanzo (l'Ordine della spada). In pratica è come addentrarsi in un vicolo cieco: ci sono state infatti parecchie cose nel precedente libro che non mi sono state del tutto chiare, e che volutamente ho dovuto tralasciare di capire; ci sono stati personaggi saltati dal nulla che ho dovuto imparare a conoscere, ma che sono stati introdotti troppo in fretta; e inoltre ho iniziato a capire a pieno le dinamiche della storia solo verso metà libro. Questo sicuramente non sarebbe accaduto se avessi iniziato la lettura del prequel e ora che l'ho letto la forte tentazione sarebbe di rileggere nuovamente "L'Ordine della spada" per riuscire finalmente a capirlo del tutto (ma con tutti i libri che mi attendono rileggermi nuovamente 700 pagine fitte fitte di descrizioni non mi alletta proprio). Quindi la verità è questa: sia che iniziate la lettura dal prequel, sia che la iniziate dal vol.1, il primo libro che leggerete tra i due vi darà sempre la sensazione di disorientamento. Non esiste un ordine giusto.

E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:

Cover: Al contrario della cover del libro precedente questa mi è piaciuta di meno. In particolare non ho amato il primo piano della ragazza, questa foto così realistica e che secondo me non rende giustizia al libro! Credo che la ragazza rappresentata sia Eloise? Se sì, la sua rappresentazione mi ha del tutto delusa perché non congrua con l'idea che avevo di lei. Eloise è una ragazza descritta come graziosa, minuta, dalla pelle candida, con delle forme morbide ma dai lineamenti delicati. Ecco, senza offesa, ma la ragazza in copertina per me non ha nulla di tutto ciò.

Stile di scrittura: Questa volta lo stile di scrittura l'ho trovato PERFETTO. Sempre molto evocativo, descrittivo e poetico, ma... dosato meglio. Questo libro è infatti esente da quelle descrizioni lunghissime e inutili che facevano solo perdere il senso delle frasi. Ma resta il fatto che sia comunque uno stile con molto carattere e lontano anni luce da tutti gli stili scarni ed elementari che ricoprono attualmente gli scaffali delle librerie. A me piacciono gli stili di scrittura piuttosto scorrevoli, ma scorrevole non significa assolutamente che debbano essere laconici, telegrafici e piatti. Questo è invece l'esempio di come una scrittura possa risultare scorrevole ma tornita ed elaborata al tempo stesso.

Idee alla base della storia: Assolutamente perfette, con uno sviluppo imprevedibile e ben congegnato. Ancora una volta non posso che essere completamente soddisfatta dall'originalità unica ed affascinante della storia! Mi è piaciuto anche il cambio di punto di vista rispetto al libro precedente.

Caratterizzazione dei personaggi: In questo libro si imparano a conoscere meglio alcuni personaggi che erano stati poco approfonditi nel libro precedente, specialmente i personaggi maschili, che nel romanzo sono messi in risalto. In particolare Axel, che essendo il protagonista del libro lo si impara finalmente a conoscere in intimità.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Mi è sembrato tutto ben corretto ed esente da refusi.


voto:



Acquisto consigliato? Straconsigliato!!!! Questa trilogia mi sta rubando il cuore e sta scalando rapidamente tutte le mie classifiche personali riguardo ai libri fantasy. Ovviamente lo consiglio agli amanti del genere fantasy, ma anche (soprattutto) agli amanti delle ambientazioni d'altri tempi, gotiche, fiabesche e fosche. 

lunedì 27 agosto 2012

Recensione: BLACK FRIARS - L'ORDINE DELLA SPADA

Recensione del libro "Black Friars - L'ordine della spada" di Virginia De Winter.


Titolo: Black Friars - L'ordine della spada
Serie: Black Friars, vol. 1
AutriceVirginia De Winter
Editore: Fazi (Lain)
Data di pubblicazione: 15 Luglio 2010
Pagine: 680
Prezzo: 19,50

Sinossi: Uno scenario intriso di suggestioni ancestrali che riecheggiano fra i vicoli di una città medievale, affollata di esseri pericolosi e irresistibili. Una società inquietante, rischiarata dalla luce flebile delle candele, dove imperversano sette e confraternite che contaminano l’aria con il loro influsso malefico. Questo il mondo che Eloise Weiss si trova ad affrontare… Ma cosa nasconde questa giovane discepola della scuola di medicina? Perché un vampiro potente come Ashton Blackmore chiede proprio il suo aiuto? Eloise è il punto di unione fra i due mondi, l’unica in grado di arrestare l’avanzata del caos, persino a costo di mettere a repentaglio la sua intramontabile storia d’amore. Un romanzo che fonde le tinte fantasy e quelle romantiche, trasportando i lettori in una dimensione descritta nei minimi dettagli. La prima prova di un’autrice che farà innamorare le lettrici con i suoi personaggi, autentici eroi decadenti.


La mia opinione: Nonostante la pubblicazione estiva del libro, vi do un consiglio: questo romanzo è da leggersi in inverno, con calma, nei pomeriggi uggiosi, sotto le coperte. Non è una lettura semplice, tanto meno da ombrellone. Sono quasi 700 pagine dense dense, da fagocitare senza fretta. Tenete a mente questi suggerimenti e non ne resterete delusi, perché "L'ordine della spada" è un romanzo che merita, ma leggerlo al momento sbagliato potrebbe essere davvero molto controproducente. E' un romanzo dall'atmosfera oscura, dark, gotica. So che molti romanzi vengono etichettati così, spesso erroneamente. Questo è invece il primo VERO romanzo GOTICO che abbia mai letto. Il mondo ricreato dall'autrice è un mondo assolutamente fuori dall'ordinario e inclassificabile. Un mondo di fantasia, con molte caratteristiche che ricordano il medioevo, ma con vari elementi che possono essere collegati anche ad anni più recenti, come il '700 e l'800. Una commistione di atmosfere ben amalgamata che danno vita ad una ambientazione unica, mai letta! Inizialmente sono rimasta spiazzata, la storia parte senza introdurre nulla, senza dare al lettore nessun punto di riferimento, nessuna spiegazione in merito all'ambientazione e alle dinamiche degli eventi. Si viene come sbalzati bruscamente in questo nuovo mondo di fantasia con la mente intrisa di mille domande e mille curiosità, e le risposte tardano ad arrivare. Solo non dandosi per vinti e continuando a leggere, piano piano si riesce a farsi un'idea (anche se non precisa) dell'ambiente in cui si muovono i personaggi e delle relazioni tra di loro. Ma non è un passaggio immediato, anzi, ci sono varie dinamiche che rimangono oscure per molto tempo, per poi essere chiarite solo nella seconda metà del libro. Non bisogna avere fretta di capire, la regola per apprezzare questo romanzo è di godersi la storia per quello che ci viene offerto, senza arrovellarsi il cervello cercando di capire ciò che ancora non è stato detto.
Un altro punto dolente, che sicuramente penalizza molto il potenziale del romanzo è lo stile di scrittura esageratamente ampolloso che ci viene proposto dall'autrice. Intendiamoci, a me non piacciono gli stili di scrittura scarni e telegrafici, non riesco a trovare empatia con la storia quando le descrizioni sono avare di dettagli, ma qui siamo davanti alla situazione diametralmente opposta. Le descrizioni sono davvero eccessive, un tentativo di fare poesia, inserendo in ogni frase una miriade di metafore e similitudini assurde. Il risultato è che durante tali lunghissime descrizioni è facile perdere completamente il filo del discorso, arrivando alla fine della lunghissima frase e chiedendosi: "ma di cosa si stava parlando?". Non voglio dire che l'autrice scrive male, perché ha uno stile particolarissimo e accattivante, però credetemi che leggere 700 pagine con questo stile e prestare attenzione a tutto è un'ardua impresa. Fosse stato un libro di 100 pagine avrei potuto sopportarlo e l'avrei adorato, invece con tutte queste pagine mi sono ritrovata ad un certo punto che la mia mente si rifiutava di prestare attenzione alle metafore e badava solo ai contenuti, saltando in automatico le descrizioni più pesanti.
Spero di non aver scoraggiato nessuno dopo queste premesse, perché comunque, nonostante i difetti, nonostante il libro sia oggettivamente un po' pensate e poco fluido, la storia al suo interno è davvero ottima! E' un romanzo avvincente, ricco di mistero e fascino gotico, al suo interno si trovano personaggi carismatici e interessanti. Inoltre la trama è strutturata in maniera impeccabile, non mancano scene ad alta tensione e azione, ma non mancano anche scene più pacate e piacevoli. Il tutto collegato da una storia d'amore e passione davvero diversa dal solito, capace di emozionare anche i lettori che come me non sono attratti dal romance.
"Black Friars - L'ordine della spada" è in definitiva un libro che mi ha dato del filo da torcere, lo avrei preferito con uno stile più fluido (e avrei dovuto evitare il periodo estivo e le vacanze per affrontarlo) ma al tempo stesso mi è estremamente piaciuto. Nel panorama fantasy e urban fantasy degli ultimi anni è uno dei pochi romanzi che mi sento di salvare perché si distanzia notevolmente da tutte le banalità che ammorbano il reparto fantasy delle librerie.

E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:

Cover: Bellissima, gotica, adatta al 100% a rappresentare l'essenza del libro. Me ne sono innamorata al primo sguardo!

Stile di scrittura: Lo stile di scrittura è ampolloso, esageratamente descrittivo. L'autrice fa ricorso a un uso SMODATO di similitudini e metafore a ripetizione. Per descrivere una cosa di solito basta un aggettivo, per farlo bene magari puoi aggiungere qualche dettaglio in più. Qui per descrivere una singola cosa possono occorrere una decina di aggettivi diversi, più similitudini più disparate, che a volte non si associano neanche con l'oggetto in questione. Tipo che un suono può venire associato a un gusto o a un colore... o gli sguardi possono essere friabili come le foglie secche... cioè... a volte le descrizioni sviano completamente la percezione delle cose. Più volte mi sono trovata confusa e disorientata dinnanzi a tali frasi, ma ancora più spesso ho deciso di non soffermarmi a capire e andare avanti quasi saltando quelle più lunghe per non confondermi le idee. Se il linguaggio fosse stato un po' sfoltito, (non dico che l'autrice si doveva attenere ad un linguaggio ordinario, ma poteva anche mantenere la sua poeticità levando gli eccessi) la lettura sarebbe stata sicuramente più piacevole.

Idee alla base della storia: Ok, a questa voce il romanzo si merita il massimo dei voti perché non ho mai letto nulla di così originale e diverso! A partire dall'ambientazione indefinibile, all'atmosfera, alle dinamiche che legano tra loro i personaggi che non sono le classiche relazioni banali che vengono instaurate in ogni libro... TUTTO in questa storia sprigiona originalità e fascino, anche per il concatenarsi degli eventi e per gli sviluppi della trama!!!!

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi risultano ricchi di sfaccettature e con un carattere non statico, ma volubile, proprio come sono le persone vere nella realtà. Mi è piaciuta molto sia la protagonista Eloise, che Axel (del quale inizialmente mi ero fatta un'opinione del tutto errata). Anche i personaggi secondari mi sono piaciuti, e anche i vampiri li ho trovati degni di tale nome.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Mi è sembrato tutto ben corretto ed esente da refusi.


voto:



Acquisto consigliato? Sì, consigliatissimo a tutti coloro che amano le atmosfere GOTICHE, dark, misteriose e d'altri tempi, pur mantenendo il fascino del fantasy. Lo sconsiglio a coloro che vogliono intraprendere letture veloci e scorrevoli, perché è un romanzo che va affrontato con TUTTA LA CALMA DEL MONDO. 

mercoledì 4 gennaio 2012

commenti ai libri: DARLING JIM

Recensione del libro "Darling Jim" di Christian Mork.


Titolo: Darling Jim
Autore: Christian Mork
Traduzione: Giorgio Puleo
Editore: Marsilio
Data di Pubblicazione: Settembre 2010
Pagine: 377
Prezzo: 18 euro

Sinossi: Niall, un giovane postino che lavora nei sobborghi di Dublino, trova per caso il diario di una donna assassinata finito sul fondo di una cassetta per le lettere destinate al macero. In quelle pagine, Fiona Walsh gli rivela i segreti della più tragica storia d'amore di cui lui abbia mai sentito raccontare. Niall decide di mettersi sulle tracce di Darling Jim, un seanchai, il narratore itinerante che ha segnato il destino di Fiona e le sue due sorelle, uomo pieno di misteri che attraversa l'Irlanda a bordo di una scintillante motocicletta rossa, seduce le donne e incanta le folle con le sue storie macabre, rapendo con la forza delle parole chiunque stia ad ascoltarlo. Il principe che diventa lupo del suo racconto, fatalmente, ricorda molto lo stesso Jim: dovunque lui sia passato, si sono verificati delitti orribili per cui ancora non esiste un colpevole. Niall può risolvere il mistero, ma ha poco tempo a disposizione, perché il lupo delle storie di Jim non è lontano. Ispirandosi a un fatto di cronaca, Mork ha scritto un potente thriller gotico che attraversa gli angoli più bui della mente sulla scia dei miti irlandesi: uomini-lupo, principi, bardi, tre sorelle prigioniere, una zia orribile. Darling Jim è un romanzo incredibilmente ben congegnato, con un'ottima alternanza di leggenda, dramma e passione amorosa, il tutto mescolato in un riuscitissimo noir. Una favola per adulti che svela al lettore la seduzione del male.

Commento: "Darling Jim" è un romanzo davvero particolare, ne sono rimasta magneticamente attratta fin dalle primissime pagine e leggerlo mi ha dato l'impressione di cadere in un vortice turbinoso tra la favola e la realtà. Scritto da un autore danese, ma interamente ambientato in un Irlanda carica di fascino e leggende, il romanzo prende spunto da un cruento fatto di cronaca per poi tessergli attorno una ricostruzione dei fatti che ha dell'incredibile. Una donna ha tenuto incatenete in casa le sue due nipoti fino alla morte, e lei stessa è strata ritrovata morta, probabilmente per mano di una delle due che si era ribellata nonostante fosse in fin di vita. La polizia ha già archiviato il caso, ma improvvisamente un giovane postino trova nella cassetta delle lettere da buttare al macero una busta con all'interno il diario di una delle due ragazze morte. E' così che inizia questo misterioso romanzo. E l'elemento davvero particolare (e che personalmente ho apprezzato tantissimo) è che non vi sono investigatori e poliziotti ad indagare sulla strana tragedia familiare, ma un semplice e comune ragazzo che ritrovandosi tra le mani questo diario, decide di scoprire per conto proprio come si sono svolti i fatti.
La storia che scoprirà sarà talmente strana e al tempo stesso appassionante che spinto dalla curiosità farà di tutto per riuscire a mettere assieme i tasselli necessari che porteranno alla verità. E non sarà assolutamente un percorso facile, perché man mano che alcuni particolari verranno alla luce moltissimi altri staranno sepolti nell'ombra e ben nascosti. E, come anticipano subito le primissime parole del diario ritrovato, non è l'odio ad aver innescato tutta la triste vicenda con un violento epilogo, ma bensì l'amore. L'amore per un uomo carismatico e misterioso senza però conoscerlo veramente. Perché, come narrano le leggende irlandesi, ci sono nelle foreste tantissimi pericoli in agguato, uomini-lupo pronti ad azzannare la loro preda, uomini-lupo che giunti davanti a una bellissima donna hanno un solo quesito dinnanzi a loro: l'ameranno o la uccideranno?
Sempre in bilico tra realtà e fantasia questo romanzo mischia al suo interno le classiche caratteristiche dei thriller e dei noir, arricchite poi da una importante componente gotica che aumenta esponenzialmente la sua carica attrattiva sul lettore, facendogli più volte venire il dubbio che all'interno del romanzo ci siano alcuni elementi paranormali. Ma è davvero così, oppure è la realtà a superare la fantasia? Potrete scoprirlo solo leggendolo!
Intenso, ricco di avvenimenti concatenati tra loro, suspence e mistero, "Darling Jim" è stato un libro capace di appassionarmi, convolgermi e sedurmi, come solo il "male" è capace di fare. La trama è molto ben congeniata e nulla sembra essere come appare. Fino alla fine rimarranno misteri irrisolti, che indurranno il lettore a non staccare gli occhi dalle pagine. Lo reputo davvero un ottimo romanzo, uno dei più interessanti letti negli ultimi anni. Ma vi ho trovato un difetto abbastanza sostanziale nello stile di scrittura che purtroppo mi induce a dare un voto di un punto più basso di quello che si sarebbe meritato.
Infatti, nonostante il libro alterni pagine di diario scritte da persone diverse, parti in terza persona e parti in prima persona, lo stile di scrittura sembra essere sempre lo stesso, non si differenzia, anche quando si leggono le pagine del diario non rende bene l'idea di leggere un diario, scritto nella fretta, quasi sul punto di morte, ma sembra di leggere una narrazione assolutamente ordinaria, calma, precisa, ricca di particolari che anche divagano piacevolmente dal punto focale... e la storia da questo punto di vista rimane quindi poco credibile.


E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:

Cover (che non influenza il giudizio sul libro): La cover la reputo molto bella e d'impatto. Semplice, senza tanti fronzoli, rappresenta alla perfezione il fulcro del romanzo. Vi faccio vedere anche alcune delle cover straniere:
Cover Danimarca
Cover Francia
Cover Spagna
Cover USA
Cover Svezia
Come vedete ce ne sono davvero tante diverse, e anche se quella spagnola è forse la più carina, dico che quella italiana è in assoluto la migliore, sia come immagine che come riflesso dei contenuti della storia. Complimenti alla casa editrice Marsilio per la scelta!!!!!

Stile di scrittura: Purtroppo, come ho già detto, lo stile di scrittura non mi ha lasciata soddisfatta, perché secondo me non è stato capace di differenziare le varie parti narrate. Per fortuna a far sbilanciare completamente il piatto della bilancia vi è la storia, che è talmente bella e ben congeniata che riesce a far dimenticare in fretta le carenze dello stile.

Idee alla base della storia: Ottime, dieci e lode. Non ho mai letto un libro con una trama simile a questa. E' davvero particolarissima e interessante!!!!

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi sono ben caratterizzati. Anche se inizialmente rimangono molto misteriosi, man mano che la storia procede si riescono a carpire molti lati del loro carattere, che viene così svelato poco alla volta, e appare nel complesso soddisfacente.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Tutto benissimo, ottimo.

voto:

Acquisto consigliato? Sì, lo consiglio caldamente a tutti coloro che hanno voglia di affrontare un thriller diverso dai soliti stereotipi sul mercato.