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venerdì 5 maggio 2017

Recensione: IL SEGGIO VACANTE - J.K. Rowling

Recensione di "Il seggio vacante" di J.K Rowling



Titolo: Il seggio vacante
Autrice: J.K. Rowling
Traduzione: Silvia Piraccini
Casa editrice: Salani
Pagine: 553
Data di pubblicazione: 6 Dicembre 2012
Prezzo: 22,00

Sinossi: A chi la visitasse per la prima volta, Pagford apparirebbe come un’idilliaca cittadina inglese. Un gioiello incastonato tra verdi colline, con un’antica abbazia, una piazza lastricata di ciottoli, case eleganti e prati ordinatamente falciati. Ma sotto lo smalto perfetto di questo villaggio di provincia si nascondono ipocrisia, rancori e tradimenti. Tutti a Pagford, dietro le tende ben tirate delle loro case, sembrano aver intrapreso una guerra personale e universale: figli contro genitori, mogli contro mariti, benestanti contro emarginati. La morte di Barry Fairbrother, il consigliere più amato e odiato della città, porta alla luce il vero cuore di Pagford e dei suoi abitanti: la lotta per il suo posto all’interno dell’amministrazione locale è un terremoto che sbriciola le fondamenta, che rimescola divisioni e alleanze. Eppure, dalla crisi totale, dalla distruzione di certezze e valori, ecco emergere una verità spiazzante, ironica, purificatrice: che la vita è imprevedibile e spietata, e affrontarla con coraggio è l’unico modo per non farsi travolgere, oltre che dalle sue tragedie, anche dal ridicolo.
J.K. Rowling firma un romanzo forte e disarmante sulla società contemporanea, una commedia aspra e commovente sulla nozione di impegno e responsabilità. In questo libro di conflitti generazionali e riscatti le trame si intrecciano in modo magistrale e i personaggi rimangono impressi come un marchio a fuoco. Farà arrabbiare, farà piangere, farà ridere, ma non si potrà distoglierne lo sguardo, perché Pagford, con tutte le sue contraddizioni e le sue bassezze, è una realtà così vicina, così conosciuta, da non lasciare nessuno indifferente.



La mia opinione: Fin dalle primissime pagine ho capito che questa sarebbe stata una lettura impegnativa e diversa dalle altre, perché la narrazione inizia quasi dal nulla, ti fa entrare nel vivo della vicenda e da lì si dipanano le storie di molti personaggi, tutti correlati tra loro, tutti importanti ai fini della storia, ma entrano in scena in maniera talmente spontanea che ti fa venire il dubbio di avere iniziato a leggere il libro a storia avanzata, e invece no. La complessità di questo libro per me è stato anche il suo punto di forza, la sua carta vincente.
Altro punto di forza sono le caratterizzazioni dei personaggi, con un'introspezione psicologica a dir poco perfetta, approfondita nei minimi dettagli. E tutti i personaggi hanno degli aspetti di loro stessi assolutamente deprecabili, non esiste un personaggio buono e con nobili pensieri come nelle fiabe, sono tutti in parte cattivi, ma non del tutto, e descritti senza lesinare particolari spiacevoli e in alcuni casi addirittura imbarazzanti. La lettura di questo libro diventa come un viaggio voyeuristico nella vita di una intere famiglie di un paesello inglese. Tutte le azioni dei personaggi, a partire da quelle all'apparenza più innocue, più banali, per poi passare a quelle più meschine, scatenano un intreccio di eventi difficile da controllare, eventi che avranno un terribile quanto inaspettato effetto valanga finale.
Ma un'altra caratteristica di questo romanzo, che a quanto pare (leggendo i commenti dei lettori) risulta poco gradita, è che sembra non avere una storia. O meglio, sembra non esserci una storia vera e propria con la classica formula "introduzione - svolgimento - conclusione" a cui tutti siamo abituati. E sembra anche non esserci morale. Per me non è stato un problema, anzi, evviva i romanzi che escono dagli schemi! Vorrei che ce ne fossero di più! Il romanzo è perfettamente riuscito già così grazie alle sue peculiarità!
E poi... per quanto riguarda la storia... non è vero che non c'è... c'è eccome! Solo che inizialmente non la si nota perché si è troppo impegnati a seguire le vicende dei singoli personaggi, vicende che si intersecano incessantemente tra loro, dando vita alla storia stessa! La storia è quindi tutta lì, ed è a dir poco straordinario il modo in cui l'autrice riesce a intrecciare tutti i fili dei vari personaggi per poi innescare colpi di scena inaspettati l'uno dopo l'altro, lasciando il lettore assolutamente a bocca aperta.
Questo romanzo racchiude inoltre una varietà di argomenti interessanti soprattutto sui comportamenti umani e sulle relazioni famigliari, ma anche sulla sete di successo, sul degrado, sulla ghettizzazione sociale, sulla droga e sulla violenza.
E lo stile di scrittura è divino, sempre in terza persona nonostante la moltitudine di personaggi che descrive, mi è piaciuto così tanto che sarei andata avanti nella lettura all'infinito, storia o non storia.
E la morale? Non c'è bisogno di morale quando c'è la Rowling!




voto:


domenica 28 agosto 2016

Recensione: IL MONDO CURIOSO DI CALPURNIA - Jacqueline Kelly

Recensione di "Il mondo curioso di Calpurnia" di Jacqueline Kelly




Titolo: Il mondo curioso di Calpurnia
Serie: Calpurnia Tate, vol. 2
Autrice: Jacqueline Kelly
Traduzione: L.A. Dalla Fontana
Casa editrice: Salani
Pagine: 270
Data di pubblicazione: 21 Maggio 2015
Prezzo: 14,90

Sinossi: Texas, capodanno del 1900. Calpurnia Tate, unica femmina di una famiglia con sei fratelli, è sicura che il nuovo secolo porterà un grande cambiamento nella sua vita e che il suo tredicesimo anno di vita sarà bellissimo. Finalmente la mamma si convincerà che lei non è fatta per suonare il pianoforte e imparare a cucire, ma per studiare la natura meravigliosa che la circonda, con l'aiuto del nonno e della sua sterminata e fantastica biblioteca. Certo, non è facile per una ragazza della sua epoca sfuggire a certi stereotipi, anche se Calpurnia ci prova con tutte le forze, armata del suo Taccuino Scientifico e di una insaziabile curiosità verso il mondo intorno a lei, pieno di meraviglie, abitato da armadilli in crisi, ghiandaie ferite, procioni in fuga, cavallette, lombrichi... Dopo "L'Evoluzione di Calpurnia", torna una delle protagoniste della letteratura per ragazzi degli ultimi anni, in una nuova avventura alla scoperta della natura e di se stessa e alla ricerca con ironia e dolcezza del proprio posto nel mondo.



La mia opinione: Se avete già letto e apprezzato il primo libro dedicato a Calpurnia Tate (L'evoluzione di Calpurnia), non potrete (e non dovrete) fare a meno di leggere anche questo sequel, che riprende esattamente dal punto in cui la storia si era interrotta nel libro precedente. Io avevo letteralmente ADORATO quel libro, e anche questo mi è piaciuto molto, forse non esattamente al livello del precedente, ma si sa, eguagliare la perfezione è difficile. Quel che è certo è che l'autrice non delude le aspettative e regala una storia gradevolissima, in certi punti anche divertente e non mancano i momenti di riflessione nei riguardi della condizione di grande disparità che la società (e le famiglie stesse) riservava all'educazione di ragazzi e ragazze. Calpurnia ancora una volta deve lottare per dimostrare non è inferiore ai suoi fratelli (anzi, per certi aspetti appare evidente che è addirittura superiore) e per fare capire ai suoi genitori e alle persone che la conoscono che "femmina" non significa debole e insignificante. Sotto questo punto di vista il libro mi ha soddisfatta in pieno ed è ricco di vicende (un po' ironiche e un po' amare) che colgono in pieno il concetto di diseguaglianza tra uomo e donna. Poi la storia è anche carica di novità, personaggi nuovi, e nuove avventure quindi non può davvero annoiare!
L'unica mia perplessità, che non permette al libro di raggiungere la perfezione, è che il libro precedente terminava chiudendo idealmente un capitolo nella vita della nostra protagonista e in qualche modo poteva considerarsi un libro autoconclusivo. Cioè... avere avuto il sequel è stato fantastico, ma se non ci fosse stato il lettore sarebbe rimasto comunque pienamente appagato dalla lettura appena trascorsa. Questo libro invece trasmette sul finale come un senso di incompletezza, e il lettore rimane sospeso e vorrebbe saperne molto di più. Mi auguro quindi che ci sarà un ulteriore seguito, perché se fosse davvero davvero finito così non ne sarei contenta.




voto:

sabato 11 giugno 2016

Recensione: GOD BREAKER - Luca Tarenzi

La mia recensione su "God Breaker" di Luca Tarenzi.

 
Titolo: God Breaker
Autore: Luca Tarenzi
Editore: Salani
Data di pubblicazione: 6 Giugno 2013
Pagine: 496
Prezzo: 15,90

Sinossi: Gli Dèi esistono. Camminano in mezzo a noi, vivono dentro e fuori la realtà di tutti i giorni, hanno macchine, uffici, soldi… Ma non tutti. Alcuni stanno morendo, travolti dalla perdita di tutti i loro seguaci; altri combattono una lotta spietata per tenersi il proprio posto nel mondo, usando tutti i loro poteri per conquistarsi l’agiatezza e agire in incognito. Ma un giorno uno di loro si ritrova coinvolto in una sfida grottesca: un ragazzo, giovane e apparentemente potentissimo, è sulle sue tracce, e non si fermerà finché non sarà riuscito ad annientarlo. Chi è questo giovane? Liàthan, antichissimo dio celta dalla morale ambigua e dalle ambizioni limitate non prende sul serio la minaccia. Ma dovrà ricredersi ben presto, quando Edwin – questo è il nome del ragazzo – mostrerà di essere un nemico estremamente pericoloso, in cerca di una vendetta i cui motivi Liàthan ignora del tutto. Un anno esatto durerà la sfida, e se al termine Liàthan non sarà riuscito a fermare il suo avversario morirà, inesorabilmente e senza che niente possa impedirlo.
Un romanzo epico, pieno di colpi di scena e di personaggi memorabili a metà tra le atmosfere cupe e sognanti di American Gods e quelle crude e drammatiche di Hunger Games… ma con molto umorismo in più.


La mia opinione: La prima impressione che mi ha dato questo libro nelle primissime pagine non è stata del tutto positiva, ammetto di avere storto il naso durante il capitolo 1 perché non avevo gradito lo stile dei dialoghi, sciatti e sboccati, che si differenziavano moltissimo dallo stile di scrittura fuori dai dialoghi che al contrario era molto ben curato. Ma già dal secondo capitolo ho cambiato idea, ho compreso che lo stile dei dialoghi che mi aveva infastidito inizialmente non riguarda l'intero libro, ma rappresenta un tratto della personalità di uno dei personaggi. Infatti, uno dei tanti pregi di questo romanzo sono le caratterizzazioni dei personaggi che conferiscono ad ognuno di loro una personalità definita e vivida come raramente capita di trovare nel panorama urban fantasy.
Sono inoltre rimasta soddisfatta da tante altre qualità perché "God Breaker" vanta di una trama promettente che durante la lettura si scopre essere molto più complessa e ben strutturata di quanto ci si aspettava. I retroscena originali e multisfaccettati della storia mi hanno stupita; a volte, a causa della loro complessità, possono risultare di difficile comprensione per chi come me non ha molte nozioni di mitologia, ma al tempo stesso non ho potuto fare a meno di apprezzare il tentativo (per altro a mio avviso riuscitissimo) di dare a questo romanzo uno spessore culturale storico e mitologico, senza però tralasciare la giusta dose di azione e di suspense che rendono la lettura più avvincente che mai.
E' difficile trovare difetti in questo libro perché ha praticamente tutti gli ingredienti giusti per conquistare i lettori (anche il finale mi è piaciuto!) ma per un mio gusto personale l'unico difetto è la scelta già ampiamente abusata negli urban fantasy di dare agli esseri sovrannaturali millenari l'aspetto di eterni ragazzi di vent'anni, questa è davvero l'unica cosa che mi ha - diciamo così - stufata, giusto perché già letto in troppi libri. Ma nulla da togliere alla piacevolezza e alla validità della storia.



voto:


domenica 13 settembre 2015

Recensione: L'EVOLUZIONE DI CALPURNIA - Jacqueline Kelly

Recensione di "L'evoluzione di Calpurnia" di Jacqueline Kelly




Titolo: L'evoluzione di Calpurnia
Serie: Calpurnia Tate, vol. 1
Autrice: Jacqueline Kelly
Traduzione: L.A. Dalla Fontana
Casa editrice: Salani
Pagine: 287
Data di pubblicazione: 19 Gennaio 2011
Prezzo: 16,80

Sinossi: Nei prati riarsi della calda stagione texana, Calpurnia non può fare a meno di notare che le cavallette gialle sono molto, molto più grandi delle cavallette verdi. Perché? Sono di due specie diverse? Calpurnia ha sentito parlare del libro di un certo Darwin, in cui si spiega l'origine delle specie animali. Forse può trovare quel libro nella biblioteca pubblica? Sì, ma la bibliotecaria non glielo vuole mostrare. Poco male, quel libro si trova anche a casa sua: nello studio del nonno, il libero pensatore della famiglia. Accompagnata dal nonno e dal libro proibito, Calpurnia riuscirà a scoprire i segreti delle diverse specie di animali, dell'acqua e della terra. E scoprirà anche se stessa.



La mia opinione: Questo libro l'ho trovato semplicemente meraviglioso e sarebbero addirittura superflui ulteriori commenti!
La storia risulta gradevolissima così come l'ottimo stile di scrittura, scorrevole e lineare, sia per i personaggi perfettamente delineati, le cui caratteristiche non vengono protratte per lunghe descrizioni ma appaiono sorprendentemente vivide e armonizzate a poco a poco durante l'avanzare della lettura. Inoltre le tematiche affrontate sono a dir poco interessanti e a me in particolar modo hanno esercitato una forza attrattiva fin dalle prime pagine. L'ambientazione è nel Texas degli Stati Uniti durante il 1899, proprio quando il mondo si affacciava verso il nuovo secolo, quindi il titolo, oltre a voler sottolineare l'evoluzione della ragazzina protagonista, che scopre il suo interesse per la natura e per le scienze, e nel contempo scopre come il suo essere femmina è il più grande ostacolo alla realizzazione dei suoi sogni, può essere interpretato anche come la piccola evoluzione della società, che piano piano, proprio come il progresso in campo tecnologico, progredisce anch'essa. Calpurnia manifesta infatti interessi diversi da ciò che in famiglia si aspettano da lei, ma è solo quando la cognizione di queste aspettative si affacciano nella sua mente prima di allora ingenua, che la sua felicità per aver trovato tali interessi si trasformerà in tristezza e apprensione per il futuro. Questa è quindi una storia di tante scoperte appassionanti ma anche di amare consapevolezze, di riflessioni sulla società dell'epoca, di velate ingiustizie e di tacite ribellioni interiori. Ma non solo. Troverete soprattutto una storia dall'atmosfera confortevole e affascinante dall'inizio alla fine, che a mio avviso, anche se la protagonista è molto giovane e la scrittura è semplice è adattissima ad essere letta e apprezzata da tutti, non solo ragazzi ma anche e soprattutto adulti. Il finale non è definitivo ma lascia molto all'immaginazione... per fortuna esiste un seguito (e non vedo l'ora di leggerlo!).
Che altro dire se non che questo libro che sia aggiungerà alla lista dei miei preferiti? :-)




voto:

mercoledì 2 novembre 2011

commenti ai libri: IL BACIO D'ARGENTO

Recensione del libro "Il bacio d'argento" di Annette Curtis Klause.

Titolo: Il bacio d'argento
Autrice: Annette Curtis Klause
Traduzione: Lorenza Venturi
Editore: Salani
Data di pubblicazione: Maggio 2007
Pagine: 184
Prezzo: 12,00 euro

Sinossi: La tristezza di Zoe non è il solito mal di vivere dell'adolescenza: da quando sua madre si è ammalata e suo padre si e dedicato esclusivamente ad assisterla, la vita sembra improvvisamente averle tolto tutto quello che serve a essere felici. In più Lorraine, la sua migliore amica, sta per trasferirsi lontano. La solitudine, l'incomprensione e il dolore avvolgono Zoe come una nebbia, da cui lei teme di non poter più uscire; finché un incontro casuale con un giovane strano e conturbante non le instilla un'inquietudine vaga, uno struggimento insolito, come una promessa di piacere. E così Zoe prova il turbamento del primo amore, un amore che Simon, il misterioso ragazzo, sembra condividere ma anche temere. Perché Simon porta con sé la maledizione di coloro che si nutrono del sangue dei vivi: sono vampiri, vivono per la caccia, e il loro desiderio è legato alla morte della loro preda. Ma Simon vuole davvero solo il sangue di Zoe? E lei potrà mai accettare di amare qualcuno che incarna quello che lei teme di più: una vita come una malattia, una notte senza fine, e senza mai la speranza di un riposo?
Commento:  Attirata da titolo, copertina, e recensioni positive che leggevo in giro, devo ammettere di essere rimasta delusa da questo romanzo. La tematica trattata è molto triste: Zoe, la protagonista, sta vivendo un periodo bruttissimo della sua vita. Sua madre è gravemente malata all'ospedale e probabilmente morirà. Suo padre, preso dalla malattia della moglie, non si cura più di lei. La sua migliore amica di sempre sta per trasferirsi in un'altra città, molto lontano. Zoe vaga nella sua disperazione e tutta l'ambientazione della storia assume una visione cupa e sfocata. Sembra di stare costantemente immersi nella nebbia. Il suo incontro con Simon, vampiro centenario in cerca di vendetta, movimenterà quel brutto periodo della sua vita.
Pensavo che questo incontro avrebbe creato una svolta nella storia, ma in realtà è solamente un diversivo, un'esperienza che in definitiva non cambierà nulla nell'esistenza di Zoe.
Come romanzo è molto breve e forse è per questo che non è riuscito a convincermi. Ho trovato tutto troppo abbozzato, troppo superficiale. Si svolge tutto velocemente e in maniera meccanica... risulta poco credibile. L'incontro tra Simon e Zoe è freddo, non lascia trapelare nessuna emozione. Anche il finale mi ha delusa parecchio. Finisce tutto nel giro di un paio di pagine e mi ha dato l'impressione che l'autrice non vedesse l'ora di terminare. Chiuso il libro mi è rimasto solo un fastidioso e vaquo senso di tristezza. Come storia l'ho trovata inutile, non aggiunge nulla al panorama letterario urban fantasy, e non l'ho trovata nemmeno particolarmente originale. Intendiamoci, l'autrice ha uno stile di scrittura scorrevole e che non annoia, solo che sia a livello di trama che di caratterizzazione personaggi ho trovato moltissime carenze. Forse sarà a causa del fatto che questo libro è stata la sua opera prima? Il dubbio mi rimane... e sicuramente un'altra possibilità gliela darò.

E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:

Cover (che non influenza il giudizio sul libro): Molto bella! Misteriosa, cupa... lascia immaginare una storia gotica e interessante. E purtroppo ha deluso le mie aspettative.

Stile di scrittura: scorrevole e piacevole.

Idee alla base della storia: Non particolarmente originali a mio avviso. Mi ha dato l'idea di qualcosa di già letto...

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi sono poco approfonditi e, a parte ciò che descrive l'autrice, si riesce ad immaginare ben poco di loro.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Su questo non ho nulla da lamentarmi, mi è sembrato tutto ben fatto.

voto:

Acquisto consigliato? Non mi sento di consigliare questo libro. Secondo me non aggiuge nulla al panorama letterario urban fantasy youg adult. In giro c'è di meglio.

giovedì 7 aprile 2011

commenti ai libri: LE FIABE DI BEDA IL BARDO

"Le fiabe di Beda il Bardo" di J.K. Rowling

Editore: Salani
Prima edizione italiana: 2008
Pagine: 128

Sinossi: Il volume "Le Fiabe di Beda il Bardo" raccoglie storie scritte per giovani maghi e streghe. Sono state popolari favole serali per secoli, perciò "Il Pentolone Salterino" e la "Fonte della Buona Sorte" sono altrettanto familiari a molti studenti di Hogwarts quanto Cenerentola e la Bella Addormentata nel Bosco lo sono ai bambini Babbani (non magici). È un volume lasciato da Albus Silente a Hermione Granger nel settimo e ultimo libro della serie, "Harry Potter e i Doni della Morte", e rivela indizi cruciali per il compimento della missione di Harry volta alla distruzione degli Horcrux di Lord Voldemort. Questa edizione include le "Fiabe", tradotte dalle rune originali da Hermione Granger e illustrate dalla stessa Rowling, ma anche i commenti del Professor Albus Silente, su gentile concessione dell'Archivio dei Presidi di Hogwarts.

Commento: Questo piccolo libretto, che rappresenta l'antico libro di fiabe popolari per giovani maghi tradotto dal linguaggio delle rune da Hermione Granger, è come una piccola boccata di ossigeno per tutti coloro che hanno letto e amato la saga di Harry Potter e che ora ne sentono insopportabilmente la mancanza. Dentro le sue pagine si può ritrovare un po' dell'atmosfera magica tanto agognata e per un paio d'ore (tempo di leggere il libro) è come stare ancora un po' in compagnia di Hermione, Silente e la professoressa McGrannitt. Le fiabe sono 5 in totale: "Il Mago e il Pentolone Salterino", "La Fonte della Buona Sorte", "Il Cuore Peloso dello Stregone", "Baba Raba e il Ceppo Ghignante" e "La storia dei tre fratelli" (quest'ultima però la conoscevo già perché è presente per intero nell'ultimo libro della saga di HP). Sono 5 racconti carini e ancora più interessanti sono i commenti di Silente. Però devo dire che mi sarebbe piaciuto che fossero più di 5. Ad esempio ad un certo punto c'è un accenno alla fiaba: "Ghiozza la Capra Zozza" che però non è presente nel libro. La mia speranza è che magari prima o poi potrebbe uscire un'altro libro di fiabe magiche, chissà...

voto:

Consigliato a: tutti coloro che hanno amato la saga di HP

venerdì 4 febbraio 2011

commenti ai libri: VENTO DI MAGIA

"VENTO DI MAGIA" di Marianne Curley

Editore: Salani
Prima edizione italiana: 2002
Pagine: 276

Trama: Tutti in paese considerano Kate una mezza strega, forse anche per quegli strani occhi a mandorla di un azzurro chiaro, per il suo viso bianchissimo e contornato da capelli neri e lucenti che le arrivano fino alla vita. Lui, Jarrod, sente immediatamente una forte attrazione per quella ragazza, e nello stesso tempo un'inquietudine che lo spinge ad allontanarsi. Jarrod non capisce, Kate sì: lui ha il dono, come lei, ma non ne è consapevole e soprattutto non sa gestire i suoi poteri. Kate non ha una storia: non ha mai conosciuto il padre e la madre e vive da sempre con la nonna ai margini della foresta pluviale. La storia della famiglia di Jarrod invece si perde in un passato lontano, in un castello ai confini tra Scozia e Inghilterra.

Commento: La storia è davvero molto carina e scorrevole, ma non mi ha convinta del tutto.
Per prima cosa ho trovato i personaggi troppo poco delineati e quindi non sono riuscita ad affezionarmi a loro. Poi in alcuni punti, specialmente nel finale, la trama è molto sbrigativa, sembra che abbiano voluto darci dei tagli. Peccato perché i presupposti per un ottimo libro c'erano tutti! Sono rimasta un po' delusa, ma rimane comunque una buona lettura Young Adult.

voto:



Consigliato a: chi è in cerca di una storia avventura e ricca di magia, ma non molto impegnativa

lunedì 10 gennaio 2011

commenti ai libri: ALICE NEL PAESE DELLA VAPORITA'


"ALICE NEL PAESE DELLA VAPORITA'" di Francesco Dimitri

Editore: Salani
Prima edizione italiana: 2010
Pagine: 280

Trama: Ben è un giovane londinese che soffre di allucinazioni. Par lavoro legge manoscritti. Una notte gli arriva un libro che si chiama Alice nel Paese della Vaporità.
Noi con lui seguiamo la storia di Alice, un'antropologa che vive in una Londra Vittoriana che non c'è mai stata.
Alice viaggia nella Steamland, una terra invasa da un gas che provoca allucinazioni e mutazioni. Una terra in cui la realtà cambia a ogni istante, in cui 'giusto' e 'sbagliato' sono soltanto parole, e in cui le parole stesse di trasformano in odori e sensazioni.
Quella di Alice parte come una ricerca, ma si trasforma subito in una lotta per la vita e per la morte. Alice dovrà sopravvivere in una terra oscura, in cui non c'è differenza tra orrore e meraviglia.
Ben legge la sua storia.
E qualcosa succede anche a lui.

Commento: Avete presente quei libri dalla copertina talmente favolosa che vi incantate a guardarla? E dal titolo talmente bello da far sognare? E da una trama intrigante? Avete presente quei libri che quasi quasi vi dispiace leggerli perché avete paura di finirli troppo presto? Ecco, "Alice nel paese della vaporità" era tutto questo per me! Ha passato mesi sul mio scaffale, e io di tanto in tanto gli davo un'occhiata e rimandavo la lettura, come se stessi rimandando una parentesi di felicità.
Ma ora finalmente mi sono decisa... e... che delusione!!!
La parte iniziale non era niente male: ottima introduzione, ottima ambientazione, ottime idee.
Ma man mano che procedevo con la lettura la storia è diventata confusa, noiosa, poco appassionante, poco fluida.
L'apoteosi della delusione è arrivata quando sono subentrate paginate e paginate di concetti mistici e filosofeggianti talmente vacui e farraginosi che dubito che lo stesso scrittore abbia capito cosa stava scrivendo. Il finale è stato di una banalità imbarazzante e a dir poco frettoloso. Ma a quel punto non vedevo l'ora che finisse, quindi meglio così, perché se fosse andato avanti con quella solfa zen per ancora un centinaio di pagine credo che non avrei resistito e lo avrei abbandonato.

voto:

Consigliato a: chi ama le storie strampalate, i misticismi e la spiritualità