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sabato 25 novembre 2017

Recensione: NESSUN INDIZIO - Paul Grossman

Ecco la mia recensione al libro "Nessun Indizio" di Paul Grossman.


Titolo: Nessun Indizio 
Autore: Paul Grossman
Serie: Willi Kraus - PREQUEL 
Traduzione: D. Rizzati 
Casa editrice: TimeCRIME
Pagine: 425
Data di pubblicazione: Gennaio 2013

Sinossi: Berlino, 1929. All'alba del nuovo decennio degli anni Trenta, a pochi anni dall'ascesa al potere di Adolf Hitler, la capitale della Germania attraversa un periodo di inattesa prosperità e rinascita culturale. L'ispettore Willi Kraus della Kriminal Polizei di Berlino, un ebreo tedesco eroe della Prima guerra mondiale, si trova alle prese con un mistero che rischia di gettare nel terrore l'intera città. Un sacco di tela, pieno di ossa bianche e perfettamente pulite, viene ritrovato casualmente all'interno di un cantiere, sbucato da una fognatura ostruita. Tutte le ossa appartengono a bambini, solo maschi. Nessun indizio sembra far luce sull'autore di un crimine così efferato, o sulle sue motivazioni, tranne una vecchia Bibbia, trovata nel sacco, nella quale è cerchiato un passo: Figli dell'ira. Mentre cominciano a manifestarsi i prodromi del più sanguinoso genocidio che la storia ricordi, per tentare di risalire al colpevole e arrestarne la furia omicida che arriva a minacciare la sua stessa famiglia, Willi Kraus si troverà a dover affrontare qualcosa di terribile, sondando i recessi più oscuri dell'animo umano.


La mia opinione: *** Innanzitutto è da evidenziare come questo secondo libro della serie del detective Willi Kraus non è davvero un secondo libro, cioè un seguito del precedente, ma è un prequel. Sarebbe stato quindi meglio definirlo come il volume 0.5 e non come il volume 2. Questo fatto inizialmente mi ha davvero spiazzata, perché ero convinta di leggere un seguito del libro che avevo già letto qualche anno fa ("I Sonnambuli", che mi era piaciuto moltissimo, ma che non ricordavo nei dettagli, essendo appunto passati anni...). Quindi devo ammettere che i primi capitoli di questo libro mi hanno confusa, io mi sforzavo di ricordare cosa era successo nel libro precedente, e invece la trama sembrava essere diversa. Sono dovuta andare e rileggere i primi capitoli del libro precedente per capire che "Nessun indizio" narra di fatti accaduti prima e non dopo. Se lo avessi saputo subito, se ci fosse stato scritto che si trattava di un prequel, mentre invece nell'edizione italiana edita da TimeCrime era scritto erroneamente che si trattava di un SEGUITO, sarebbe stato molto meglio!!!! Ok... chiusa parentesi.***

"Nessun indizio" è un romanzo thriller a sfondo storico che mi è piaciuto davvero moltissimo. E il motivo è che non si tratta semplicemente un thriller investigativo in cui c'è un indagine in corso e la narrazione è incentrata solamente sulla soluzione del caso. Io non amo molto i thriller fini a sé stessi, ma al contrario amo carpire molti altri dettagli pertinenti che fanno da contorno alla storia. E in questo caso specifico, trattandosi appunto di un romanzo di ambientazione storica, è importantissimo conoscere esaurientemente il contesto in cui la storia viene narrata, al fine di potersi immedesimare meglio nel periodo storico. E l'autore è bravissimo nel descrivere il clima opprimente che si respira a Berlino nel 1930, l'inizio della crisi economica mondiale dovuta al crollo di Wall Street che avrà ripercussioni anche sulla politica tedesca, permettendo l'ascesa del partito nazista. Il protagonista di questo libro, Willi Kraus, è un detective nato e cresciuto a Berlino, ma di origini ebraiche, quindi è interessantissimo vivere i cambiamenti di Berlino dal suo punto di vista, vedere la sua città natale trasformarsi da luogo confortevole ad ostile, così come cambia l'atteggiamento delle persone che per anni sono state sue amiche e che all'improvviso si estraniano diventando arcigne e sprezzanti nei suoi confronti e nei confronti della sua famiglia. E queste ripercussioni nella vita sociale di tutti i giorni sono destinate a contaminare anche la sua vita lavorativa, dove un decennio di impeccabile lavoro e onorificenze possono non bastare a mantenere intatta la sua posizione.
E nonostante il periodo sfavorevole sotto ogni punto di vista, Willi continua a lottare per mantenere intatta la sua posizione di detective e si butta con anima e cuore per cercare di sventare un pericoloso serial killer che da anni terrorizza la città. Un caso interessantissimo, raccapricciante e complicato, che sembra non fornire alcun indizio. I colpi di scena sono assicurati e le scoperte saranno ancora più atroci di quanto si potesse immaginare all'inizio. Il tutto, come dicevo prima, condito con digressioni storiche e sociali perfettamente amalgamate nell'indagine. Per me è un libro da non perdere!
Anche l'altro libro dell'autore pubblicato da TimeCrime ("I Sonnambuli") ha la stessa identica struttura tra narrazioni storiche-sociali e parte thriller. Quindi mi sento di consigliarli assolutamente entrambi! Ma per leggerli nel giusto ordine temporale sono da leggere partendo da questo e non il contrario.



voto:


venerdì 16 settembre 2016

Recensione: LA 19ª MOGLIE - David Ebershoff

La mia recensione su "La 19ª moglie" di David Ebershoff.

 
Titolo: La 19ª moglie
Autore: David Ebershoff
Traduzione: S. Castoldi
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: Gennaio 2016
Pagine: 736
Prezzo: 6,90 (edizione economica)

Sinossi: Jordan ha vent'anni e vive liberamente la propria omosessualità dopo essere stato cacciato dalla comunità religiosa di Mesadale. Qui vivono i First, una setta che deriva dai Mormoni e che pratica ancora la poligamia. Un giorno Jordan scopre dai giornali che il padre è stato ucciso e che la madre è accusata di omicidio. Convinto della sua innocenza, il ragazzo torna a Mesadale per indagare: le numerose mogli del padre, esacerbate da invidie e gelosie, sembrano avere molto da nascondere; per non parlare del "Profeta", il capo della setta, che desidera tenere gli occhi indiscreti lontano dalla comunità su cui regna sovrano. Parallelamente alla storia di Jordan, si sviluppa l'autobiografia di Ann Eliza Young, diciannovesima moglie del Profeta Brigham Young, che alla fine dell'Ottocento si ribellò al marito, lasciò la comunità e iniziò una campagna di sensibilizzazione contro la poligamia. È proprio in nome di Ann Eliza che un gruppo di volontari fonderà un'associazione e aiuterà Jordan a indagare sui misteri di Mesadale e a scoprire il vero assassino.


La mia opinione: Questo libro è molto particolare a causa della tematica trattata (la religione mormone dello Utah e la poligamia) ed è soprattutto molto interessante perché essendo un romanzo storico si basa su eventi storici realmente accaduti, ma nel contempo al suo interno si avvicendano anche elementi di fantasia e qualche risvolto thriller, rendendolo ancora più accattivante. Altra particolarità di questo romanzo è la sua struttura, che non è affatto lineare come verrebbe facile immaginare, ma è organizzato su due linee temporali differenti: il passato (ovvero le origini della religione e il suo insediamento, con ambientazione ottocentesca) e il presente (ambientato ai giorni nostri, facendo riferimento a un piccolo insediamento mormone-poligamico tutt'ora esistente, anche se non riconosciuto dalla legge).
Come struttura devo ammettere che non è di facile intuizione, soprattutto all'inizio. Le due linee temporali si alternano e vi sono anche rimandi ad alcuni documenti storici e testimonianze varie che rendono la narrazione a volte frammentaria e dispersiva, però a me personalmente non è dispiaciuta, anche se occorre un minimo di concentrazione in più sono convinta che quel piccolo sforzo ne valga la pena per riuscire meglio a capire e comprendere un contesto religioso così peculiare. Ciò che ho apprezzato di più nell'apprendere le origini di questa religione - modificata furbescamente ad hoc per assecondare la bramosia maschile senza incorrere nel peccato divino - sono state appunto le tante piccole contraddizioni che si vengono a creare, e i tanti episodi spiacevoli nella convivenza forzata con questo stile di vita. Ma non solo.
In generale l'ho trovato un libro edificante e coinvolgente e ne consiglio vivamente la lettura perché in commercio di romanzi storici così particolari non se ne trovano. (lo so... ho già utilizzato il termine "particolare" fin troppe volte, ma non trovo aggettivi più calzanti per descriverlo che questo).



voto:


lunedì 26 ottobre 2015

Recensione: LA RAGAZZA CON L'ORECCHINO DI PERLA - Tracy Chevalier

La mia recensione su "La ragazza con l'orecchino di perla" di Tracy Chevalier.



Titolo: La ragazza con l'orecchino di perla
Autrice: Tracy Chevalier
Traduzione: Luciana Pugliese
Editore: Neri Pozza
Data di pubblicazione: 28 Novembre 2013 (54esima edizione)
Pagine: 240
Prezzo: 9,90

Sinossi: Delft, Olanda, XVII secolo. La vita scorre tranquilla nella prospera città olandese: ricchi e poveri, cattolici e protestanti, signori e servi, ognuno è al suo posto in un perfetto ordine sociale. Così, quando viene assunta come domestica in casa del celebre pittore Johannes Vermeer, Griet, una bella ragazza di sedici anni, riceve con precisione il suo compito: dovrà accudire con premura i sei figli dell'artista, non urtare la suscettibilità della scaltra suocera e, soprattutto, non irritare la sensuale, irrequieta, moglie del pittore e la sua gelosa domestica privata. Inesorabilmente, però, le cose andranno in modo diverso... Griet e Johannes Vermeer, divideranno complicità e sentimenti, tensione e inganni.


La mia opinione: I libri di Tracy Chevalier sono sempre originali e dall'ambientazione evocativa. Prima di questo avevo letto il meno famoso "Strane creature" e mi era piaciuto moltissimo. "La ragazza con l'orecchino di perla" è invece il più famoso in assoluto di questa autrice e proprio per questo motivo pensavo fosse il migliore, invece non sempre "più famoso" equivale a "più bello". In questo caso il mio personalissimo giudizio su questo libro è positivo, ma devo comunque ammettere che mi aspettavo qualcosa in più.
La storia incuriosisce fin da subito e lo stile di scrittura gradevolissimo e scorrevole permette di entrare molto bene nel periodo storico narrato, ma ci sono anche degli aspetti che non mi hanno entusiasmata, come ad esempio il ritmo narrativo che è davvero davvero lento, ma, cosa ancora più importante, il feeling che si instaura tra lettore e personaggi, che a mio avviso risulta carente. Nello specifico speravo di instaurare un feeling migliore con la protagonista Griet, cosa che per me non è assolutamente avvenuta, nonostante la narrazione si sviluppi in prima persona. E' abbastanza inconsueto che una storia raccontata in prima persona dalla protagonista non dia la possibilità di affezionarsi al suo personaggio, ma in questo caso è stato proprio così. Griet è una voce narrante precisa che permette di avere un'immagine ben nitida di tutto ciò che accade, ma al tempo stesso non ti lascia immedesimare IN LEI. L'ho trovata un personaggio molto freddo che fa seguire le sue vicende personali non dal suo vero punto di vista ma da un punto di vista più esterno, senza permetterti di capirla e di entrare nei suoi pensieri. Non ho apprezzato questa peculiarità perché mi ha lasciata spesso indifferente riguardo a ciò che le capitava e nei momenti dove la storia ristagna un po' è stato più difficile del normale trovare la curiosità di proseguire la lettura. Con questo non voglio assolutamente dire che come esperienza di lettura sia stata brutta, anzi, penso che questo libro abbia una storia molto interessante e meritevole di essere letta, e superati alcuni paragrafi noiosi è stata una lettura molto piacevole, solo che avrei preferito un altro tipo di protagonista. Quindi per me non è il migliore dell'autrice, ma sono comunque intenzionata a leggere tutti i suoi libri dato che amo l'originalità delle sue storie.


voto:

venerdì 1 maggio 2015

Recensione: BAMBINO 44 - Tom Rob Smith

Ecco la mia recensione al libro "Bambino 44" di Tom Rob Smith.




Titolo: Bambino 44
Serie: Leo Demidov vol. 1
Autore: Tom Rob Smith
Traduzione: A. Garavaglia
Casa editrice: Sperling e Kupfer
Pagine: 444
Data di pubblicazione: 2008
Prezzo: 19,90

Sinossi: Unione Sovietica, 1953. Il regime di Stalin è al vertice, con l'entusiastica collaborazione del Ministero della Sicurezza e dell'MGB (precursore del nefando KGB), l'organismo di polizia segreta la cui brutalità e la continua pratica di torture non sono un segreto. La popolazione è costretta a credere che il crimine è stato debellato in tutto il paese, che tutti sono felici e che il governo rappresenta il punto di riferimento e di ispirazione morale per ogni cittadino modello. Quando tuttavia il cadavere di un ragazzino viene ritrovato sui binari di un treno, l'ufficiale dell'MGB Leo Demidov si sorprende che i genitori del piccolo morto siano convinti si tratti di omicidio. I superiori di Leo gli ordinano di non indagare né su questa morte né sulle altre che seguiranno. Leo obbedisce, anche se sospetta che qualcuno di molto importante possa essere implicato. Smetterà di obbedire nel momento in cui alla giovane moglie Raisa arriveranno minacce affinchè diventi lei stessa garante e spia dell'operato di Leo. Da agente inquisitore allineato con i diktat governativi, Leo diventerà un nemico pubblico da snidare, inquisire e sicuramente eliminare. Costretti a fingere di non amarsi per non nuocersi a vicenda, Leo e Raisa, dovranno proteggersi dal nemico ufficiale e potentissimo, e dai tanti nell'ombra di cui ignorano l'identità.



La mia opinione: Ciò che rende particolarmente interessante questo libro è l'ambientazione e le accurate ricostruzioni storiche, che catturano il lettore permettendo una totale immedesimazione fin dalle prime pagine. La sensazione è infatti quella di vivere nel periodo storico descritto, ovvero durante la dittatura staliniana in Russia, nei primi anni 50. E' stata quindi una lettura estremamente interessante, in cui inizialmente vengono narrati vari scenari apparentemente scollegati l'uno all'altro e non sembra quasi che il genere sia thriller, perché la variante thriller comparirà in scena in un secondo momento. Questa peculiarità rende la trama piuttosto originale, anche se si fa leggermente fatica a capire il nesso con la storia vera e propria, ed è quindi un libro per cui occorre un pizzico di concentrazione in più del normale, ma il tutto viene completamente ricompensato quando verso metà libro saranno finalmente chiari i vari collegamenti.
Per quanto mi riguarda sono rimasta molto soddisfatta da questa lettura, sia per le descrizioni storiche e le caratterizzazioni dei personaggi (che per me sono stati ottimi sotto ogni aspetto!) e sia per stile di scrittura, molto accattivante e piacevole. Anche dal punto di vista thriller è ben congegnato, seppur non eccelso. Vi sono molti colpi di scena inaspettati, ma c'è il piccolo difetto che il finale rimane un po' arrampicato sugli specchi ed è davvero l'unico aspetto che mi ha leggermente delusa, perché ero convinta di poter dare 5 stelline piene. Rimane comunque uno dei migliori libri thriller e storici letti da sempre e ne consiglio la lettura, soprattutto a chi è interessato all'ambientazione perché offre ottimi scorci storici e sociali sulla dittatura comunista.




voto:




sabato 20 ottobre 2012

Recensione: IL DIARIO PROIBITO DI MARIA ANTONIETTA

Ecco la mia recensione al libro "Il diario proibito di Maria Antonietta" di Juliet Grey.


Titolo: Il diario proibito di Maria Antonietta
Serie: Marie Antoinette, vol. 1
Autrice: Juliet Grey
Traduzione: Daniela Di Falco, Francesca Noto, Sandro Ristori
Editore: Newton Compton
Data di pubblicazione: 17 Novembre 2011
Pagine: 374
Prezzo: 9,90

Sinossi: Vienna nel XVIII secolo è una delle città più affascinanti e ricche d'Europa. Maria Antonietta, la giovane arciduchessa d'Austria, è cresciuta qui, assieme a fratelli e sorelle, nel lusso più sfrenato e nella magnifica opulenza della corte imperiale. La sua è una vita fatta di balli, ricevimenti, feste; i suoi amici sono nobili e re, i suoi parenti decidono i destini di interi popoli. Ma quella esistenza idilliaca è solo una menzogna, l'immagine di felicità e perfezione che la circonda non è che un vuoto inganno. Sua madre, la terribile imperatrice Maria Teresa, è pronta a sacrificare persino i figli pur di soddisfare la sua sconfinata ambizione. E ben presto, per la giovane principessa, il tempo delle scintillanti serate di gala e dei magnifici banchetti finisce: le logiche del potere la obbligano a sposare un ragazzo goffo e scontroso, il futuro Luigi XVI, e a partire per la Francia. E la strada per diventare regina è lunga e disseminata di pericoli: nessuno è al suo fianco per aiutarla ad affrontare gli intrighi e le gelosie di corte, i nemici interni ed esterni, la rivoluzione.


La mia opinione: Per chi ha interesse a conoscere dettagliatamente la vita di questo grande personaggio del passato non credo che possa esistere un libro migliore di questo. L'importante, prima della lettura, è sapere un paio di cose: 1) il titolo del libro è fuorviante, in quanto le parole "diario" e "proibito" sono le classiche keywords che la casa editrice mette per attirare i lettori. 2) Il libro fa parte di una trilogia (il cui secondo libro è stato pubblicato l'11 Ottobre 2012, per il terzo ci sarà ancora da aspettare).
"Becoming Marie Antoinette" (questo era il titolo originale del libro) è un romanzo storico che parte dall'infanzia di Maria Antonietta, quando ancora non era regina, e racconta per gradi il suo percorso per diventarlo. E' un romanzo, quindi ci sarà sicuramente qualche elemento di fantasia, ma è anche frutto di moltissimi studi, l'autrice si è documentata a fondo prima della sua stesura e si capisce. La vita di Maria Antonietta risulta davvero credibile, dettagliata, interessante, di piacevole lettura. Chi, come me, non ama leggere saggi e testi scolastici, troverà in questo romanzo tutto ciò che c'è da sapere sull'argomento, ma senza la pesantezza e la tediosità che sono purtroppo caratteristica dei non-romanzi.
L'autrice è una narratrice talentuosa, fa addentrare il lettore nella vita di Maria Antonietta talmente abilmente che sembra di viverla in prima persona, arricchisce la narrazione di particolari interessanti, e adotta uno stile di scrittura gradevolissimo, scorrevole ma al tempo stesso ricco e con un linguaggio adeguato, non troppo moderno, aggiungendo anche delle piccole sfumature di piacevole ironia... insomma, io mi sono innamorata di questo romanzo fin da subito! Ti fa guardare questo personaggio con un'ottica del tutta nuova... lo rende più "umano", più vicino al lettore! Per me è stato impossibile non appassionarmi alla storia, impossibile non desiderare di continuare la lettura della trilogia!



E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover: Allora, su questo punto sono rimasta del tutto ALLIBITA dei numerosi commenti letti in rete in cui dicono che la cover di questo libro è TRASH. Perchéééé????? Per una volta (non succede spesso credetemi) che la Newton Compton decide di NON rovinare una cover originale con la sua discutibile grafica viene pure criticata? Che cos'ha di TRASH questa immagine di copertina? Forse i lettori preferivano che la donna che rappresenta Maria Antonietta invece di essere ritratta con i costumi dell'epoca (che ok, saranno anche un po' barocchi e pesanti, ma lo stile era quello!!!!) venisse fotografata in jeans e maglietta? sarebbe stato meno trash?
No, davvero, la copertina di questo libro è decisamente APPROPRIATA, assolutamente NON trash, assolutamente gradevole, non ha nulla davvero nulla che non vada bene a livello di grafica.
Questa è infatti la versione originale:

Come ho già detto l'unica cosa a non andare per niente bene della versione italiana è il titolo, sarebbe stato mille volte meglio se fosse stato tradotto alla lettera dall'originale!

Stile di scrittura: Ho trovato che la scrittura dell'autrice sia meravigliosa, proprio come piace a me! Scorrevole senza risultare banale, con un linguaggio ricco senza risulta noiosa, insomma: perfettamente bilanciata! Poi alcune note ironiche sono piacevolissime per stemperare la narrazione. 

Idee alla base della storia: Libri su questo personaggio storico ce ne saranno sicuramente molti, ma questo ha il pregio di iniziare dagli albori della sua infanzia e di arricchire la narrazione da tanti particolari. Per questo non basta un solo libro per raccontare tutto, ma hanno deciso di dividere la storia in tre parti. Da un lato preferisco così piuttosto che condensare in un libro e tagliare alcuni passaggi, dall'altra non è bello aspettare un anno da un libro all'altro. Pazienza... non si può avere tutto!

Caratterizzazione dei personaggi: Ho trovato la caratterizzazione dei personaggi esaustiva. Nonostante l'attenzione sia ovviamente rivolta alla sola Maria Antonietta (e lei è caratterizzata davvero benissimo) i personaggi che la circondano solo a loro volta ben tratteggiati, sembra di vederli e conoscerli!

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Ci sono alcuni erroretti sparsi qua e là. Ciò nonostante il libro mi è talmente piaciuto che riesco a perdonarglieli tranquillamente :-D



voto:



Acquisto consigliato? Se siete interessati a conoscere nei dettagli la vita di Maria Antonietta credo che a livello di romanzi questo sia uno dei migliori! Certo, se volete averne una conoscenza esatta e perfetta, magari affidatevi ad un saggio o a un libro di testo specifico, ma se volete avere la piacevolezza di un romanzo insieme ad una ricostruzione storica comunque attendibile allora fidatemi di me e leggete questo. Basta tenere presente che il titolo italiano è stato messo a casaccio e che il romanzo non è autoconclusivo.

giovedì 11 ottobre 2012

Recensione: LA FIGLIA DEL BOIA

Ecco la mia recensione al libro "La figlia del boia" di Oliver Potzsch.


Titolo: La figlia del boia
Serie: Hangman's Daughter, vol.1
AutoreOliver Potzsch
Traduzione: Alessandra Petrelli
Editore: Neri Pozza
Data di pubblicazione: 14 Giugno 2012
Pagine: 431
Prezzo: 16,90

Sinossi: Baviera, 1659. Sulla riva di un fiume nei pressi della cittadina di Schongau viene trovato agonizzante il figlio undicenne del barconiere Grimmer. Il tempo di adagiarlo con cura a terra, di esaminargli il profondo taglio che gli squarcia la gola, di scoprire sotto la sua scapola destra uno strano segno impresso con inchiostro viola che il bambino muore. Qualche tempo dopo i bottegai Kratz si imbattono, nel loro piccolo Anton, il figlio adottivo, immerso in un lago di sangue, la gola recisa con un taglio netto. Sotto una scapola del bambino viene trovato il medesimo segno del figlio del barconiere: il cerchio di Venere, il simbolo delle streghe. Peter Grimmer e Anton Kratz si conoscevano. Insieme con la piccola Maria Schreevogl e altri due bambini costituivano uno sparuto gruppo di orfani che era solito frequentare Martha Stechlin, la levatrice di Schongau che vive proprio accanto ai Grimmer. Il destino di Martha Stechlin sembra così segnato. Messa nelle mani del boia di Schongau perché le sia estorta formale confessione, attende di essere spedita al rogo. Jakob Kuisl, il boia di Schongau non crede però alla colpevolezza della levatrice. E con lui non credono che la dolce Martha sia una strega anche sua figlia Magdalena e Simon Fronwieser, il figlio del medico cittadino. I tre indagano per cercare di ribaltare una sentenza che sospettano sia stata scritta solo per convenienza politica e, soprattutto, per nascondere una verità inconfessabile.


La mia opinione: Parto con il dire che questo libro ha un'ambientazione interessantissima e poco sfruttata nei romanzi. Il lettore si ritrova subito catapultato nella Baviera del 1600, in una cittadina modesta, abitata da persone per lo più povere, dove campeggia una mentalità retrograda e avvezza a fagocitare le dicerie più insensate, dove la pena di morte è la risposta ad ogni problema e dove il mestiere del boia è una professione necessaria, come può essere quella del fornaio o del locandiere.
Ma ancora più interessante è scoprire che l'autore del libro ha deciso di scrivere questo romanzo proprio perché è lui stesso discendente di una dinastia di Boia della Baviera, una dinastia che ha esercitato questa professione per ben 300 anni. La famiglia dei Kuisl non è quindi un'invenzione letteraria, ma prende spunto dagli antenati dell'autore e rende questo romanzo ancora più credibile e rilevante. Nonostante la storia sia comunque frutto di un lavoro di fantasia, troviamo in questo libro davvero tante verità sull'argomento e la ricostruzione storica è accurata e approfondita. Il lettore si trova così a scontrarsi con le varie contraddizioni dell'epoca, dove il popolo desidera ardentemente che venga fatta giustizia in maniera cruenta, dove le esecuzioni avvengono in piazza davanti alla folla urlante ed eccitata come se stesse assistendo ad una rappresentazione particolarmente piacevole, ma al tempo stesso non vuole avere nulla a che fare con il boia e con la sua famiglia, considerati indegni, isolati e ghettizzati in un angolo appartato del paese.
Ed è in questo clima di contraddizioni e ingiustizia sociale che prende vita una trama che da storica si tinge di giallo, dove il paese è scosso da una serie di omicidi inspiegabili e la soluzione più comoda è quella di trovare un capro espiatorio da giustiziare anziché trovare il vero colpevole. Ma il boia protagonista di questo romanzo è un personaggio molto particolare, saggio e istruito, che non vuole avere sulla coscienza un'altra vittima innocente, ma che vuole fare chiarezza sull'accaduto.
Come tipo romanzo l'ho trovato davvero ben strutturato, con uno stile di scrittura piacevole e scorrevole (ma non banale) che non manca di annoiare e con un ritmo molto incalzante ed avvincente. E' un romanzo che nonostante l'ambientazione storica esaustiva si lascia leggere con disinvoltura, un romanzo quindi alla portata di tutti, rimanendo comunque ad un livello nettamente superiore alla media delle pubblicazioni degli ultimi anni.
L'autore si dimostra però molto più bravo a giostrarsi con la parte storica del romanzo piuttosto che con quella che ha per oggetto il mistero che attornia la storia. Il giallo che accompagna la lettura ci mette davanti a tanti interrogativi e ad un muro di omertà e burocrazia quasi invalicabile, mentre la sua risoluzione appare infine un po' debole e semplicistica rispetto al contesto storico narrato. Alcune leggerezze faranno certamente storcere il naso ai puristi del giallo, ma ciò nonostante mi sento davvero soddisfatta da questa lettura così diversa dalle solite, di qualità e storicamente ben delineata.
"La figlia del boia" è un romanzo a tutti gli effetti autoconclusivo, che fa parte però di una serie attualmente arrivata al quarto libro. Sono curiosa di scoprire se anche in Italia si procederà alla pubblicazione degli altri, io mi auguro di sì.



E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover: La cover italiana è molto bella, presa dalla cover inglese.
Queste sono alcune delle cover uscite:



La cover da cui è stata tratta la cover italiana è senza dubbio tra le migliori (la seconda, quella tedesca, non mi piace). Però trovo anche molto bella la terza cover (quella della Repubblica Ceca) che oltre ad essere bella esteticamente è anche molto azzeccata circa i contenuti della storia.

Stile di scrittura: Lo stile di scrittura è scorrevole, disinvolto, incalzante, uno stile di scrittura che risulta piacevole senza essere banale o troppo semplice.

Idee alla base della storia: L'ambientazione e la ricostruzione storica come ho già detto è ottima, ne sono rimasta soddisfatta al 100% e in più è anche molto originale perché non è un'ambientazione molto diffusa. Il mistero che si dipana nella storia è un po' meno originale, ma comunque da ampio spazio alla riflessione, perché evidenzia bene le contraddizioni dell'epoca, le macchinazioni, gli imbrogli, e direi che in un certo senso riesce a fare da specchio anche per la società odierna.

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi sono delineati bene, in certi casi leggermente stereotipati (tipo che alcuni hanno solo virtù e altri solo difetti) ma nel complesso sono dei personaggi tridimensionali e interessanti.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Perfetto! Nessun refuso, nessuna mancanza, edizione curata nei dettagli.




voto:



Acquisto consigliato? Sì! Lo consiglio sicuramente agli amanti dei romanzi storici e che non disdegnano le trame che si tingono di giallo. Una lettura che comunque secondo me può risultare piacevole davvero a tutti, anche a chi di solito non è particolarmente avvezzo a questo genere narrativo. Da provare!

lunedì 17 settembre 2012

Recensione: LA FIGLIA DEL MATTINO

Ecco la mia recensione al libro "La figlia del mattino" di Pauline Gedge.


Titolo: La figlia del mattino
Autrice: Pauline Gedge
Traduzione: Flavio Corbelli
Editore: Castelvecchi
Pagine: 480
Data di Pubblicazione: 27 Giugno 2012
Prezzo: 17,50

Sinossi:  Oltre 3.500 anni fa, il Sole diede vita a una bambina, Hatshepsut, figlia minore del faraone. La piccola era fuori dal comune, era agile e aveva doti magiche. Quando sua sorella maggiore morì, fu lei a dover sposare Thutmosis, figlio illegittimo del faraone, assicurando così una discendenza al sangue divino. La figlia del mattino, “uno dei più bei romanzi storici sulla vita nell’antico Egitto” (“The New York Book Review”), racconta le vicissitudini di Hatshepsut, la prima donna faraone, che intorno all’anno 1.500 a.C, governò brillantemente per oltre due decenni. A partire dalla descrizione dell’infanzia di Hatshepsut, la sua ascesa al potere, il suo amore impossibile con l’architetto di corte e, infine, il suo assassinio, Pauline Gedge ha scritto un romanzo epico, accuratamente basato su fatti storici, ricco di aneddoti sulla vita a Tebe, sul solare mondo egiziano in tutto il suo splendore.


La mia opinione: E' difficile giudicare un romanzo come questo, in quanto l'importanza storica che ricopre è talmente grande da elevarlo a una spanna rispetto agli altri libri. L'autrice Pauline Gedge con "La figlia del mattino" cerca di riportare alla memoria un personaggio importantissimo per la storia egiziana, il cui ricordo è stato volutamente e ingiustamente profanato e vandalizzato, con il fine ultimo di cancellarne il ricordo. Ma fortunatamente non tutto è andato perduto e con accurate ricerche l'autrice è riuscita a ricostruire la sua storia, a trarne un romanzo credibile e veritiero di ciò che è accaduto in quel tempo lontano durante la dinastia egizia.
Quando si parla di donne che sono state sovrane nell'antico Egitto tutti noi abbiamo nella mente un solo e famoso nome: Cleopatra. In realtà questo è un dato errato. Cleopatra infatti non fu mai unica sovrana d'Egitto, ma regnò insieme al padre, al fratello, al marito e al figlio. La protagonista di questo libro invece fu l'UNICA e vera donna sovrana d'Egitto, l'unica donna che riuscì ad essere incoronata come FARAONE, contro la stessa legge egiziana che stabiliva che il faraone dovesse essere uomo, nessuna eccezione.
Hatshepsut, figlia del faraone Thutmose I, sfidò ogni legge con grande coraggio e ancora più grande abilità. Dimostrò di essere capace di ricoprire ogni ruolo fosse necessario meglio di qualsiasi uomo e fu già suo padre a rendersi conto delle sue incredibili doti e a lasciarle il trono, nonostante avesse già un erede maschio. Ma non bastò il volere di un faraone a darle la corona. Come si sa le donne devono lottare innumerevoli volte in più per affermare il proprio valore e Hatshepsut dovette scontrarsi con un vero e proprio muro di dissensi e negazioni, la sua vita fu tempestata di difficoltà e questo romanzo ci narra proprio questo: la sua continua ed incessante lotta per affermarsi, per farsi rispettare. Inutile dire che non troverete in questo libro una lettura di svago, ma una vera e propria ricostruzione biografica (seppur romanza) di Hatshepsut. Addentrarsi all'interno di queste 480 pagine è come fare un lungo viaggio in un luogo e in un'epoca distantissima e in alcuni casi molto difficile da comprendere. Però, nonostante la densità delle nozioni e le lunghe descrizioni che rendono lenti alcuni passaggi, è un libro altamente affascinante, avvincente, interessantissimo anche per chi, come me, non ha una spiccata conoscenza della storia egiziana. Anzi, ammetto di non aver mai letto nulla sull'Egitto (a parte gli ormai remoti testi scolastici che sono già finiti nel dimenticatoio). La storia di Hatshepsut invece è una storia capace di rimanere impressa nella mente a lungo, fosse anche solo per l'indignazione e la rabbia che la lettura fa scaturire. Quel senso d'impotenza e infinita tristezza che accompagnano le pagine finali sono poi una vera e propria scossa elettrica di emozioni negative. Certo, sarebbe stato bello il contrario, ma la storia di Hatshepsut non è un romanzo allegro e spensierato e ha invece il potere di rimanere sullo stomaco come un macigno.
"La figlia del mattino" è in definitiva un romanzo intenso, accurato, appassionante, più doloroso di quanto mi aspettassi, non adatto a chi cerca un antidepressivo, ma secondo me vale davvero la pena leggerlo.


E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover: La cover italiana dell'edizione Castelvecchi ha una bellissima grafica, mi piace molto.
Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta nel 1977 e da allora è uscito in moltissime edizioni, sia all'estero che in Italia, quindi inutile mostrare anche le cover straniere, sono troppe!

Stile di scrittura: Lo stile di scrittura è minuzioso, ricco di dettagli, non proprio scorrevole ma neanche noioso. Nonostante la scrittura in terza persona possa dare l'impressione un certo distacco non è così, mi sono davvero molto immedesimata nella storia; subito pensavo di no, ma sul finale mi sono dovuta ricredere.

Idee alla base della storia: E' splendido che la vita di una donna che hanno cercato in tutti i modi di cancellare dalla storia sia riuscita nonostante tutto a trapelare fino ai nostri giorni. Ed è ancora più splendido che ci siano scrittori che abbiano deciso di scriverci sopra un romanzo. Non ringrazierò mai abbastanza l'autrice di questo libro per avermi dato questa opportunità di conoscenza, io che non amo studiare storia non l'avrei mai saputo in altri modi. I romanzi a volte istruiscono molto più di qualsiasi libro didattico!!!!

Caratterizzazione dei personaggi: Ottima. Nonostante ci siano molti personaggi, quelli principali sono delineati molto bene e anche quelli secondari. Unico appunto è che dato i nomi particolari e per la maggior parte impronunciabili è facile fare confusione, ma questo non dipende dall'abilità dell'autrice, ma al limite dipende dal fatto che abbia voluto utilizzare la nomenclatura esatta, senza compromessi.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Sono incorsa in qualche piccolo errore di battitura, niente di grave.



voto:


Acquisto consigliato? Sì! Se vi incuriosisce conoscere la storia di questa donna incredibile vi consiglio vivamente di leggere il libro. Sia che siate amanti della storia egiziana, sia che non lo siate, secondo me è un romanzo che merita e arricchisce, anche se non è una lettura facile e veloce.

martedì 15 maggio 2012

Recensione: I SONNAMBULI

Ecco la mia recensione al libro "I sonnambuli" di Paul Grossman.



Titolo: I sonnambuli
Autore: Paul Grossman
Traduzione: Sara Brambilla
Casa editrice: TimeCRIME
Pagine: 366
Data di pubblicazione: 29 Marzo 2012
Prezzo: 7,70

Sinossi: Berlino, 1932. Durante i mesi durante i quali si consuma l’agonia della Repubblica di Weimar, il corpo di una giovane donna affiora dalle acque del fiume Havel, nei pressi di Spandau. Ritrovare un cadavere nel caos di una Germania postbellica che la sconfitta e la Grande Depressione hanno messo in ginocchio non è certo una novità: ma qui c’è qualcosa di diverso, d’inspiegabile. I capelli della ragazza sono tagliati troppo corti; le gambe, percorse da un intrico di cicatrici, hanno assunto una postura bizzarra, come se qualcuno avesse cambiato verso ai peroni. Gli agenti di polizia hanno scelto per lei un nomignolo agghiacciante: ‘la Sirena’. Sarà solo la prima di una lunga serie di vittime, tutte donne, giovani, straniere, menomate da atroci interventi chirurgici. Ma chi ha fatto una cosa del genere? E perché? Starà all’ebreo Willi Kraus, il più celebre detective di una Kriminal Polizei, risolvere il mistero, inoltrandosi in un mondo di orrori che prefigura il consumarsi, di lì a poco, di ben altri orrori: il Terzo Reich.


La mia opinione: Fin dalle primissime pagine appare evidente che "I sonnambuli" è un thriller storico di altissimo livello, che non potrà lasciare indifferente il lettore.
Ambientato a Berlino, nell'inverno del 1932-1933, si evince un clima di estrema tensione e incertezza. Sono gli anni che fanno da spartiacque tra la prima e la seconda guerra mondiale, Hitler è già un personaggio di spicco ma non è ancora salito al potere, le discriminazioni agli ebrei sono già iniziate. Alcuni esasperati hanno già preso la decisione di trasferirsi altrove, altri continuano a sperare che la situazione si risolverà. Il protagonista del romanzo è Willi Kraus, un celebre e rinomato detective berlinese, benvoluto da tutti per avere risolto alcuni casi criminali di grandissima importanza, ha combattuto durante la prima guerra mondiale per la sua nazione, la Germania, e si sente tedesco proprio come tutti gli altri. Ma è di origine ebrea, anche se in realtà non ci ha mai davvero pensato, ma è costretto a prenderne consapevolezza solo con l'inizio delle persecuzioni antisemite. Non crede veramente che questo potrà essere un vero problema per lui e continua il suo lavoro con il senso di dovere verso la sua nazione, come ha sempre fatto. Un caso insolito desta completamente la sua attenzione. Un cadavere di una donna trovata con la parte bassa delle gambe girata al contrario da un complesso intervento chirurgico. Un intervento assolutamente sperimentale e non necessario, che le ha menomato le gambe perfettamente sane. Chi l'ha eseguito è un pazzo! Ma anche un chirurgo bravissimo, dato che i trapianti ossei non erano ancora una realtà in quegli anni. Da questa scoperta Willi Kraus si sente in dovere di addentrarsi sempre di più nel fitto mistero, perché ha la certezza che quello non sia affatto un caso isolato, ma che da qualche parte vengano effettuati atroci esperimenti umani. Tra sospette sparizioni di ragazze sonnambule, la crescente apprensione per la situazione tedesca, e le sempre più terribili scoperte che verranno a galla, Willi Kraus si troverà invischiato in un'indagine che metterà a serio rischio anche la sua vita privata, un'indagine che lui vorrà assolutamente portare a termine per salvare la Germania e l'intera umanità, un'indagine che si rivelerà non solo più grande di lui, ma più grande della stesse forze di polizia tedesche.
La lettura di questo libro, oltre a essersi dimostrata fortemente interessante e adrenalinica, mi ha lasciata attonita come mai prima d'ora mi era accaduto leggendo un thriller. Non tanto per le scoperte riguardo ai delitti perpetrati, o per la risoluzione del mistero, che sono state sì scoperte forti, ma che in un certo senso avvengono gradualmente, il lettore fin dai primi capitoli riesce a farsi un'idea di ciò che accade e man mano che la storia va avanti viene preparato a cosa lo aspetta. Il fattore che mi ha impressionata maggiormente è il concatenarsi tra l'elemento thriller e l'elemento storico, in maniera del tutto indispensabile, come se i crimini agghiaccianti traessero una linfa vitale dalle vicende storiche accadute e che tutti noi nel ventunesimo secolo già conosciamo. E' come un destino ineluttabile per il protagonista del libro e per i personaggi che gli orbitano attorno. Mi sono ritrovata a leggere il libro (specialmente la seconda parte) in maniera febbrile, e più di una volta sarei voluta entrare all'interno delle pagine per gridare al protagonista di scappare, di andare il più lontano possibile, perché non può esistere nessun tipo di giustizia nel periodo storico da lui vissuto. "I sonnambuli" è un romanzo che trasuda indignazione, sofferenza e disperazione. Tutte queste sensazioni si riversano nel lettore come un fiume in piena, scuotendolo fortemente dal suo torpore, rendendolo spettatore impotente di una catastrofe annunciata. Il titolo del libro è poi bivalente, nel senso che oltre alla presenza di sonnambuli all'interno della storia, vi è anche una celata metafora con il comportamento del tutto irrazionale del popolo tedesco negli anni dell'ascesa al potere di Hitler, come se fossero state vittime di un'ipnosi di massa. Nonostante (come spiegato a fine libro) la storia sia stata romanzata, il periodo storico descritto è assolutamente realistico e gli avvenimenti del libro, anche se in circostanze e periodi diversi, sono realmente accaduti durante il governo nazista. L'autore è riuscito a raccontare tutto ciò visto da una prospettiva ancora nuova, originale e intensa.



E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover: La cover italiana è bellissima ed è stata adattata da una delle due cover originali:
Scelta ottima senza alcun dubbio! La prima cover è infatti la migliore delle due e assolutamente rappresentativa dei contenuti del libro. Bellissima l'aura di fumosa penombra che avvolge la scena. La Porta di Brandeburgo sullo sfondo emoziona tutti coloro che come me hanno visitato e amato la magnifica città di Berlino, risolta dalle sue ceneri come una fenice.

Stile di scrittura: Lo stile di scrittura dell'autore è un po' particolare dato il genere del libro, ma assolutamente riuscito. Non vi sono descrizioni troppo dettagliate, ma dosate con il giusto calibro. La narrazione è poi piuttosto dinamica, nel senso che i fatti avvengono abbastanza velocemente. Di solito i romanzi storici necessiterebbero di un maggiore soffermarsi sulle scene, ma in questo caso devo dire che il lettore non sente assolutamente la mancanza di nulla. I fatti che avvengono all'interno della storia sono talmente numerosi che se l'autore avesse adottato uno stile più flemmatico ci sarebbero volute almeno il doppio delle pagine e questo avrebbe inciso sulla sua fluidità! Il libro risulta infatti scorrevole e mai noioso.

Idee alla base della storia: Si è già letto ampiamente sul nazismo e sembra quasi impossibile che una storia con questa ambientazione possa risultare originale, ma invece "I sonnambuli" lo è! Innanzitutto il periodo storico non è quello più abusato della seconda guerra mondiale ma è quello degli esordi dell'ascesa di Hitler. Inoltre alla tematica storica viene affiancato l'elemento thriller e questo riesce a rendere il tutto ancora più interessante!

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi sono ben caratterizzati, con un livello non troppo approfondito, ma del tutto adatto per il ritmo narrativo che identifica la storia.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Ho notato qualche piccolo refuso di poca importanza e qualche piccola imprecisione sui nomi propri delle persone (ad esempio l'aggiunta di una "h" che non c'era o una "i" che si trasforma in "y"). Ma per il resto ho trovato tutto ben corretto e tradotto.



voto:



Acquisto consigliato? Sì, questo è un libro che rimane nel cuore e che mi sento di consigliare a tutti i lettori adulti! Consigliato in particolare agli amanti dei romanzi storici e dei thriller, ma anche chi di solito non li legge potrebbe trovare in questo libro un'ottimo diversivo. Un esperimento letterario che mi ha lasciato del tutto soddisfatta. Se poi siete tra quelli che come me sono stati in vacanza a Berlino e si sono innamorati di questa intramontabile città, che neanche la devastazione della guerra è riuscita a far soccombere, leggere questo libro vi riporterà indietro nel tempo e vi farà ripercorrere quelle strade e quei luoghi ancora vivi di Berlino, anche se ricostruiti. So che l'autore ha scritto anche altri due libri con lo stesso protagonista, spero di leggerli al più presto!

martedì 17 gennaio 2012

Recensione: CONTA LE STELLE

La mia recensione su "Conta le stelle" di Lois Lowry.


Titolo: Conta le stelle
Autrice: Lois Lowry
Traduzione: S. Congregati
Casa editrice: Giunti (collana Extra)
Pagine: 130
Prezzo: 10,00 euro
Data pubblicazione: 11 Gennaio 2012

Sinossi: Annemarie vive con i genitori e la sorellina minore a Copeenaghen. La sua esistenza scorre normale fino a che la città non si riempie di soldati e i genitori della sua migliore amica, Ellen, sono costretti a fuggire. E il 1943 e anche la Danimarca comincia a conoscere la persecuzione degli Ebrei. Annemarie non capisce, non comprende la paura che la anima ogni volta che incontra un giovane tedesco, non comprende perché la città improvvisamente ha perso i suoi colori e la sua aria tersa, non comprende perché i suoi genitori bisbiglino e non vogliano mai parlare dell'incidente mortale che ha strappato alla famiglia la sorella maggiore Lise.

La mia opinione: Danimarca, 1943. Sono passati quattro anni dall'inizio della seconda guerra mondiale e la vita di Annemarie (10 anni) procede con la solita routine tra casa e scuola. Ma, anche se è ancora una bambina, percepisce i cambiamenti che ci sono stati negli ultimi anni. Il suo paese è stato invaso dai tedeschi nel 1940 e da quel giorno sono cambiate tante cose. Il cibo scarseggia (non si ricorda neanche più quand'era l'ultima volta che ha mangiato del semplice burro, per non parlare dei cupcake con la glassa rosa adorati dalla sua sorella minore!), i vestiti sono sempre più irreperibili, la sera tutte le case devono tirare le pesanti tende nere alle finestre perché è vietato far filtrare anche il più piccolo bagliore delle candele. Ma la cosa che la disturba di più sono i soldati tedeschi di guardia in tutti gli angoli della città, che un giorno, mentre torna da scuola in compagnia della sorellina e della sua migliore amica e vicina di casa Ellen, la fermano e le fanno un sacco di domande. Fino ad allora non aveva mai avuto paura, ma adesso sì. E come se non bastasse, pochi giorni dopo iniziano le persecuzioni degli ebrei. Annemarie sarà costretta ad abbandonare per sempre l'innocenza dell'infanzia, per addentrarsi nelle pericolose dinamiche della resistenza danese. Perché la famiglia della sua migliore amica è di origine ebraica e lei sente il dovere di aiutarla in qualsiasi modo pur di salvarle la vita e nasconderla alle truppe tedesche.
"Conta le stelle" è un romanzo intenso e doloroso sull'abbandono dell'infanzia e sulla scoperta del coraggio e dei valori come l'amicizia e il senso civico.
In sole 130 pagine, l'autrice è capace di dare uno scorcio della Danimarca del 1943 talmente reale e vivido da calare completamente il lettore nella vicenda narrata e donargli delle fortissime emozioni. La scrittura è semplice e scorrevole, adatta ai ragazzi, ma l'intreccio della storia è talmente interessante e ben costruito che sono sicura che anche gli adulti se ne innamoraranno.
Non ho dubbi: Lois Lowry è una garanzia! Scrive talmente bene da far provare al lettore esattamente tutti i sentimenti che prova la protagonista. Ansia, dubbi, paure, tristezza, speranza: nulla vi verrà risparmiato durante la lettura del libro. Io nelle ultime pagine avevo il cuore in subbuglio! Peccato solo che la storia è breve e offre solo un assaggio di pochi giorni nella vita di Annemarie, mi sarebbe davvero piaciuto che fosse durato di più.

E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:

Cover (che non influenza il giudizio sul libro): Molto carina, rappresenta benissimo una scena del libro e non posso che essere più che soddisfatta dalla scelta grafica della casa editrice.Vi mostro anche 3 cover originali:

 La prima è quella che ha avuto maggior successo all'estero ed è stata ristampata in moltissime versioni e colori. La seconda è una delle edizioni più vecchie. Mentre la terza e l'ultimissima versione, uscita all'estero nel Settembre 2011. Come vedete la cover italiana ha preso spunto da quella, che è quella delle tre con la grafica migliore e più moderna. Mi piace molto, ma sono comunque soddisfatta di quella italiana :-)

Stile di scrittura: Molto scorrevole, avvincente, con descrizioni talmente reali e ben scritte che sembra proprio di entrare nel libro: uno degli stili di scrittura migliori che mi sia capitato di leggere!

Idee alla base della storia: La storia, come ha specificato la stessa autrice in una postfazione a fine libro, è frutto della fantasia, ma si basa su eventi veri, anche se con personaggi romanzati. Nonostante abbia già letto diversi libri che raccontano della seconda guerra mondiale e della persecuzione degli ebrei non ne avevo ancora letto uno ambientato in Danimarca ed è stato molto interessante! Inoltre ho trovato in questo libro delle informazioni nuove, delle quali non ero ancora a conoscenza e per me si è quindi rivelata, oltre che una lettura piacevole, anche istruttiva.

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi sono caratterizzati piuttosto bene, considerate anche le poche pagine a disposizione. La protagonista (della quale si ha praticamente l'impressione di vivere nel suo corpo talmente le sue sensazioni sono vivide)  è invece caratterizzata OTTIMAMENTE!

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Ottima traduzione, nessun refuso. Ho notato solo un nome invertito, circa a metà libro, ma l'errore si riconosce subito senza confondere le idee.

voto:

Acquisto consigliato? Assolutamente sì! Consigliato ai ragazzi e agli adulti! Una storia breve ma incredibilmente intensa, capace di rimanere a lungo nel cuore del lettore.