Visualizzazione post con etichetta apocalittico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta apocalittico. Mostra tutti i post

giovedì 20 giugno 2019

Recensione: LA QUINTA STAGIONE - N.K Jemisin

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: La quinta stagione
Serie: La terra spezzata vol.1
Autrice: N.K. Jemisin
Editore: Mondadori
Traduttore: A. Mantovani
Data di pubblicazione: 30 Aprile 2019
Pagine: 490
Acquistahttps://amzn.to/2Y3FnpA

Sinossi: L’Immoto è da sempre abituato alle catastrofi, alle terribili Quinte Stagioni che ne sconquassano periodicamente le viscere provocando sismi e sconvolgimenti climatici. Quelle Stagioni che gli orogeni sono in grado di prevedere, controllare, provocare. Per questo sono temuti e odiati più della lunga e fredda notte; per questo vengono perseguitati, nascosti, uccisi; o, se sono fortunati, sono presi fin da piccoli e messi sotto la tutela di un Custode, nel Fulcro, e costretti a usare il loro potere per il bene del mondo. È in questa terra spezzata che si trovano a vivere Damaya, Essun e Syenite, tre orogene legate da un unico destino.


La mia opinione: Un libro molto diverso e parecchio originale. Però le cose positive si fermano praticamente qua :-/
L’autrice ha deciso di unire il genere post apocalittico al fantasy, facendo un minestrone a mio parere eccessivo e difficile da gestire.
Il fantasy presente in questo libro è molto diverso da qualsiasi tipo di fantasy mai letto, i protagonisti hanno dei superpoteri cinetici che permettono di controllare l’energia sismica e alla fine tutta la storia gira intorno a questi superpoteri e come cosa l’ho trovata un po’ frustrante.
E’ una storia che in pratica gira su se stessa, inizia con un prologo interessante e dopo oltre 400 pagine ci si ritrova praticamente al punto di partenza.
L’autrice ha scelto di evitare sempre qualsiasi spiegone, sia sul world building che sui personaggi, ma in pratica tutta la storia si svolge su diversi piani temporali e con diversi POV solo e soltanto per far capire al lettore ciò che sta leggendo. Perché ci vogliono veramente parecchi capitoli prima di iniziare a capirci qualcosa. Con uno spiegone sarebbe bastato un solo capitolo, mentre così ci vuole un intero libro e arrivati sul finale la storia si interrompe bruscamente con un cliffhanger nel bel mezzo di un dialogo tra due personaggi. Assolutamente frustrante!!!!
Altra cosa che non mi è piaciuta: le scene d’azione. Sono il caos. Penso che neanche l’autrice stessa riusciva immaginare ciò che stava scrivendo mentre lo scriveva e come lettrice la mia mente mentre leggevo le scene d’azione (che si concentrano soprattutto nelle ultime 100 pagine) era un enorme punto interrogativo. Era talmente assurdo ciò che succedeva e così spiegato male che riuscirselo a figurare nella testa è una impresa molto ardua.
Come se non bastasse, sempre sul finale ci sono parecchie coincidenze fastidiose piazzate a tavolino (cosa che detesto).
I personaggi mi sono stati abbastanza indifferenti, perché hanno una personalità poco spiccata, e non sono riuscita a empatizzare con loro.
Detta così sembrerebbe che di questo libro non mi sia piaciuto niente, ma per fortuna non è così. Mi sono piaciute le ambientazioni molto cupe e molto tetre che caratterizzano lo scenario apocalittico proposto. Mi ha incuriosito molto la storia e fino alle ultime 100 pagine la lettura è stata più positiva che negativa.
L’originalità di questa storia ha davvero una marcia in più, ed è stato grazie a ciò che sono riuscita ad apprezzare il libro anche con i difetti sopra descritti, ma ciò non è di certo bastato per farmi amare questa lettura come auspicavo.
Le mie aspettative, viste le recensioni entusiastiche di altri lettori, erano molto alte e sono state soddisfatte soltanto per una minima parte. Per questo motivo, da questo punto di vista, ne sono rimasta delusa.
Secondo il mio giudizio questo è un fantasy originale e carino, ma niente di più. Ho letto sicuramente di meglio e mi fa strano pensare che sia stato premiato con un premio Hugo (sia questo libro che i libri successivi) perché non ci ho trovato nulla di tanto entusiasmante e penso che i libri successivi non li leggerò, perché anche se il mio voto in generale è positivo, non ho la curiosità di vedere come procederà la storia, dato che, originalità a parte, i risvolti li ho trovati banali.

Acquisto consigliato? Vista la moltitudine di recensioni entusiastiche che si strappano quasi i capelli dall'adorazione e che assicurano sia il migliore libro che abbiano mai letto consiglio a tutti di leggerlo (oltre a pensare che che io abbia acquistato una copia fallata), perché può davvero essere che io sia quella impazzita e non vorrei frenarvi dalla lettura del libro dell'anno e anche oltre. Quindi certo, leggertelo e fatevi la vostra opinione.

voto:



lunedì 20 ottobre 2014

Recensione: MAZE RUNNER - IL LABIRINTO - James Dashner

La mia recensione su "Maze Runner - Il labirinto" di James Dashner.



Titolo: Il labirinto
Serie: Maze Runner vol. 1 
Autore: James Dashner
Traduzione: Annalisa Di Liddo
Editore: Fanucci
Data di pubblicazione: Settembre 2014 (seconda edizione)
Pagine: 408
Prezzo: 14,90 euro

 
Sinossi: Quando Thomas si risveglia, le porte dell'ascensore in cui si trova si aprono su un mondo che non conosce. Non ricorda come ci sia arrivato, né alcun particolare del suo passato, a eccezione del proprio nome di battesimo. Con lui ci sono altri ragazzi, tutti nelle sue stesse condizioni, che gli danno il benvenuto nella Radura, un ampio spazio limitato da invalicabili mura di pietra, che non lasciano filtrare neanche la luce del sole. L'unica certezza dei ragazzi è che ogni mattina le porte di pietra del gigantesco Labirinto che li circonda vengono aperte, per poi richiudersi di notte. Ben presto il gruppo elabora l'organizzazione di una società disciplinata dai Custodi, nella quale si svolgono riunioni dei Consigli e vigono rigorose regole per mantenere l'ordine. Ogni trenta giorni qualcuno si aggiunge a loro dopo essersi risvegliato nell'ascensore. Il mistero si infittisce quando - senza che nessuno se lo aspettasse - arriva una ragazza. È la prima donna a fare la propria comparsa in quel mondo, ed è il messaggio che porta con sé a stupire, più della sua stessa presenza. Un messaggio che non lascia alternative. Ma in assenza di qualsiasi altra via di fuga, il Labirinto sembra essere l'unica speranza del gruppo... o forse potrebbe rivelarsi una trappola da cui è impossibile uscire.


La mia opinione: Parto col dire che questo libro ha un'ottimo e ripeto ottimo potenziale, ma che per scelte varie che ha fatto l'autore perde un po' di credibilità. La storia inizia benissimo ed è quanto mai intrigante: un labirinto misterioso dove sono stati inseriti dei ragazzi le cui memorie sono state cancellate. Scopo del romanzo è quindi darci delle risposte. Come mai quei ragazzi sono lì? Che cos'è il labirinto? Da chi è stato costruito e perché? Queste risposte vengono date il più tardi possibile, ben tre quarti del libro è dedicato a introdurre tutti i vari aspetti del labirinto e si impara a conoscerlo, vi sono molte scene d'azione e la narrazione scorre molto veloce, quindi non si ha proprio l'occasione di annoiarsi, anche se più ci si avvicina al finale e più le aspettative sono alte. I difetti riscontrati fino a questo punto sono abbastanza veniali: personaggi un po' stereotipati ma in linea con gli YA e una scrittura scorrevole ma che si avvale di un gergo adolescenziale (alcune parole nello specifico sono quasi imbarazzanti da quanto stupide) che non erano affatto necessarie e delle quali si poteva benissimo fare a meno. Ma il difetto maggiore del romanzo sta proprio nel finale; io personalmente ho trovato la risoluzione del mistero abbastanza deludente. Ora per ovvie ragioni non entrerò nei dettagli, ma a grandissime linee posso dire che il motivo per cui questo labirinto esiste e i ragazzi sono stati mandati lì è davvero debole, per non dire poco credibile. Tutte queste enormi risorse e tempo sprecati per che cosa? Un finale arrampicato sugli specchi a mio avviso, ma che comunque apre uno spiraglio per un seguito anch'esso dall'ottimo potenziale dato che lo scenario cambia radicalmente e anche l'ambientazione. Sono curiosa di sapere come l'autore riuscirà a sviluppare la storia, con la speranza che lo faccia in modo avvincente e con delle risoluzioni migliori.




voto:


Acquisto consigliato? Consigliato principalmente ad un pubblico adolescente, ma se amate la distopia potrebbe comunque fare al caso vostro dato che ci sono degli spunti originali da non sottovalutare.

domenica 7 ottobre 2012

Recensione: L' ETA' DEI MIRACOLI

Ecco la mia recensione al libro "L'età dei miracoli" di Karen Thompson Walker.


Titolo: L'età dei miracoli 
Autrice: Karen Thompson Walker
Traduzione: Silvia Stramenga
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 272
Data di pubblicazione: 28 Agosto 2012
Prezzo: 18,50

Sinossi: Julia ha dodici anni quando la terra inizia a rallentare la sua rotazione, prima di sei minuti, poi dodici, poi ventiquattro, fino a quando il giorno si allunga oltre le cinquanta ore, la gravità si indebolisce, gli uccelli smettono di volare, gli astronauti si allontanano dalla terra, compare una nuova malattia chiamata “sindrome da rallentamento”... La terra inizia a cambiare e Julia con lei. E mentre il mondo impaurito si divide tra coloro che continuano a seguire le ventiquattro ore e quelli che si regolano con la luce del sole, Julia cerca di trovare il proprio posto nonostante tutto: nonostante la migliore amica che decide di non vederla più, nonostante le crepe nel matrimonio dei suoi genitori e le paranoie del nonno stravagante, e poi ancora la solitudine, l’adolescenza con tutti i suoi turbamenti, quell' “età dei miracoli” piena di paura ed eccitazione, e un ragazzo di cui innamorarsi davvero... Intanto il rallentamento, inesorabile, continua.


La mia opinione: Avete presente quei libri che fin dalla prima riga vi tengono con gli occhi incollati alle pagine? Avete presente quei libri che proprio non riuscite a mettere da parte e vorreste continuare a leggere ad oltranza, senza mangiare, senza dormire? Ecco, questo è esattamente quello che mi è capitato leggendo "L'età dei miracoli", straordinario esordio letterario di Karen Thompson Walker. Mi sono ritrovata a leggere il romanzo in maniera talmente febbrile e veloce, che arrivata alla fine me ne sono pentita e avrei voluto ricominciare la lettura da capo, questa volta con più calma, per poter assaporare ogni frase, centellinare ogni parola e imprimerla a fuoco nella mente.
La storia narrata nel libro mi ha elettrizzata, intimorita, addolorata, appassionata come raramente mi è capitato. Ho trovato impossibile non immedesimarmi nella vicenda, nonostante Julia, la protagonista, abbia solo undici/dodici anni è un riflesso di tutti noi; qualsiasi lettore, di qualsiasi età, può identificarsi in questa ragazzina, perché tutti noi siamo stati come lei, in quell'età prepuberale in cui ci si sente spaesati e strani. Ma a coincidere con questo periodo così difficile della sua vita Julia deve affrontare anche dell'altro, qualcosa che sconvolgerà il mondo così radicalmente da cambiare TUTTO, per sempre.
"L'età dei miracoli" oltre ad essere un ottimo romanzo sull'adolescenza e sulla crescita, riesce ad essere al tempo stesso anche un ottimo romanzo apocalittico, completamente credibile, in cui ogni aspetto di ciò che accade viene analizzato esaurientemente, nulla viene omesso, nulla è lasciato al caso. La caratteristica vincente di questa formula è che la narrazione penetra in profondità nell'animo dei personaggi, riesce ad analizzare con perizia come questo sconvolgimento mondiale porti anche ad uno sconvolgimento mentale, come ogni aspetto della vita venga intaccato, e come anche le relazioni tra le persone cambino. L'autrice ritrae un un quadro esaustivo, perfetto e assoluto di uno scenario apocalittico guardato non solo nell'ottica del catastrofismo ambientale fine a sé stesso, ma anche in relazione al sociale, dove nonostante tutto la vita deve andare avanti e bisogna cercare di adattarsi ad ogni eventualità, dove nonostante tutto gli adolescenti devono continuare a crescere, a fare le loro esperienze, come tutti gli adolescenti prima di loro. Per me è stata una lettura rivelazione, ne sono rimasta completamente entusiasta! Non riesco a trovarvi alcun difetto, se non che per me è stata durissima a fine libro dovermi separare da Julia e dal suo mondo terribilmente sbagliato. Avrei voluto che durasse di più. 



E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover: La cover italiana mi piace tantissimo, soprattutto per la prospettiva dell'immagine storta, che rafforza l'idea che ci sia qualcosa che non va. Belli anche i colori, quell'azzurro predominante che incanta la vista.
Tra le cover straniere ci sono invece queste:
Cover USA
Cover UK
Cover Olanda

Ogni cover ha uno stile particolare, ognuna il suo fascino, anche se trovo quella USA un po' troppo semplice (ma comunque ha il pregio di incuriosire). Tra tutte questa volta preferisco comunque la cover italiana, ottimo lavoro Mondadori!

Stile di scrittura: Ho trovato che la scrittura dell'autrice sia meravigliosa: è incisiva, perspicace e descrittiva al punto giusto, scorrevole senza apparire banale, riesce a fare immedesimare in maniera incredibile. 

Idee alla base della storia: Generalmente si è soliti identificare il genere apocalittico e catastrofista in quei filmoni americani pieni di effetti speciali e si associa anche ai romanzi la stessa trama ricca di catastrofi a ruota e scene d'azione mozzafiato. In questo caso non è così. L'autrice ha utilizzato un approccio molto diverso, più soft, più emozionante, dando sì spazio a ciò che succedere all'ambiente e al mondo, ma soffermandosi a lungo sull'impatto che tutto ciò ha sulla vita delle persone, accostando la catastrofe alla difficile fase di crescita della protagonista e secondo me questo binomio è stato assolutamente vincente, rende la storia ancora più appassionante!

Caratterizzazione dei personaggi: Ho trovato la caratterizzazione dei personaggi davvero esaustiva. Certo, non siamo davanti ad un romanzo psicologico vero e proprio, però l'autrice riesce a rendere comunque bene l'idea di cosa scuote le menti delle persone. Ovviamente ad essere maggiormente in risalto tra tutti vi è la protagonista, ma anche gli altri personaggi sono presi in considerazione in maniera piuttosto tangibile. Quindi non ci troviamo davanti ad una trama che si srotola freddamente e in cui i fatti vengono narrati come una cronaca, ma entriamo nella vita di queste persone fin nel profondo.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Su questo punto non posso esprimermi, in quanto ho letto la versione pre-pubblicazione, che ancora andava curata in fase di editing. Ciò nonostante la traduzione mi è sembrata perfetta e gli errori sono stati pochi, quindi mi auguro che nella versione definitiva li abbiano corretti.



voto:



Acquisto consigliato? E' un romanzo che consiglio a coloro che vogliono leggere una storia trascinante e profonda, che mette i brividi per la sua credibilità, che appassiona e terrorizza al tempo stesso e che non manca di far riflettere facendoci chiedere come avremmo reagito noi se ciò che accade nel romanzo si avverasse. La Mondadori ha pubblicato il libro nella collana per adulti, ma può essere tranquillamente letto anche da lettori YA. Un libro davvero per tutti e che fa guardare il mondo con occhi diversi!

venerdì 6 luglio 2012

Recensione: L'ULTIMA PROFEZIA

Ecco la mia recensione al libro "L'ultima profezia" di Liz Jensen.


Titolo: L'ultima profezia
Autrice: Liz Jensen
Traduzione: Giulia Antioco
Casa editrice: TimeCRIME
Pagine: 434
Data di pubblicazione: 24 Maggio 2012
Prezzo: 10,00

Sinossi: Durante un’impietosa estate di caldo biblico e tempeste, la maggior preoccupazione di Gabrielle Fox è quella di ricostruire la propria carriera di psicologa dopo un terribile incidente d’auto. Ma quando le viene assegnato il caso di Bethany Krall, un’adolescente psicopatica che ha ucciso la madre e vive rinchiusa in un manicomio criminale, Gabrielle inizia a pensare di aver compiuto un tragico errore. E ha ragione: la sua giovane paziente non è una semplice assassina. Nelle sue allucinazioni c’è qualcosa di inquietante, di orribilmente reale: Bethany può vedere, molto prima che accadano, catastrofi che si stanno per abbattere sul pianeta, piccole apocalissi che andranno a comporsi, nel tempo, in un misterioso disegno finale dal quale nessun tentativo di fuga, nessun possibile esodo sembrerà poterci salvare. Eppure, quando Gabrielle se ne rende conto, nessuno le crede. Ci sono profezie troppo spaventose perché le si possa prendere anche solo in considerazione, e l’unica cosa che le resta da fare è portare via con sé Bethany, in una disperata corsa contro il tempo...

La mia opinione: Ambientato in Inghilterra in un futuro molto prossimo (non viene specificato esattamente quando ma io l'ho immaginato a una manciata di anni dal presente) "L'ultima profezia" è un avvincente  romanzo di genere apocalittico, con un'importante componente psicologica, e una più leggera sfumatura thriller, molto distante però dal thriller di stampo classico a cui tutti siamo abituati. Più che thriller infatti sarebbe meglio definirlo eco-thriller o thriller catastrofico. Personalmente è la prima volta che mi avventuro tra le pagine di un romanzo di questo genere perché solitamente le storie apocalittiche le guardo al cinema e ho sempre avuto l'idea che per appassionarcisi sia strettamente necessario il ricorso a grandiosi effetti speciali, cosa che un libro non può dare. Ma sono contenta di ricredermi: "L'ultima profezia" è scritto talmente bene che ogni scena si presenta davanti agli occhi del lettore vividamente, donando l'impressione di guardarla anziché leggerla! Lo stile di scrittura è infatti molto ricco, descrittivo, introspettivo, calibrato con un ritmo che non si può definire veloce, ma che per me è stato la quintessenza della perfezione in quanto l'ho trovato adatto al 100% a rappresentare il clima opprimente che si respira all'interno della storia, l'angoscia della protagonista, e tutto il background delineato. Altro punto di forza del romanzo è sicuramente la particolare scelta dei personaggi, nonché la loro precisa analisi psicologica e le interazioni che li coinvolge. Non si assisterà infatti ad una trama esclusivamente d'azione, come quella dei super-inflazionati film all'americana, ma qui vi sarà anche un'importante componente umana, basti pensare che la protagonista del romanzo è una donna che ha subito un grave incidente ed è costretta su una sedia a rotelle. Con un passato che la perseguita e l'amarezza di essere diventata (come lei ama definirsi) una "non-donna", il suo equilibrio psicologico non è dei migliori. L'incontro con Bethany (un'adolescente con problemi mentali che ha ucciso ferocemente la madre) le stravolgerà completamente la vita, così come l'incontro con uno scienziato di fisica che, oltre a diventare complice delle stranissime e sconcertanti scoperte derivanti dai colloqui con Bethany, metterà in dubbio ciò che a causa della sua condizione di disabile dava per scontato: il poter sentirsi nuovamente donna e amata. Tutto questo verrà ben contestualizzato in un mondo in piena crisi ambientale, dove disastri naturali si susseguono a distanza ravvicinata gli uni dagli altri, in attesa di un armageddon finale che sembra non lasciare scampo. Un romanzo capace di instillare stupore, interesse, indignazione, rabbia, ma anche tanta speranza e voglia di andare avanti nonostante tutto. Un romanzo che vi folgorerà più e più volte con i suoi colpi di scena e con il suo ritmo in crescendo da togliere il fiato. E non mancherà neanche un finale rocambolesco, come nella migliore tradizione delle storie catastrofiste. Finale molto cinematografico e d'effetto (non sono affatto stupita che la Warner Bros abbia già opzionato i diritti per la sua trasposizione).


E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover: La cover italiana non è male, incuriosisce, anche se a mio giudizio non esprime abbastanza il contenuto del romanzo.
Queste sono invece alcune delle cover uscite all'estero:

In particolare mi piacciono le prime due: amo il fatto che siano in bianco e nero facendo risaltare solamente l'occhio azzurro, e poi mi piace anche lo sfondo ambientale catastrofico, dettaglio che nella versione italiana manca completamente. Se avessi dovuto scegliere quale cover adottare per la versione italiana avrei scelto la seconda!

Stile di scrittura: Lo stile di scrittura è molto denso, descrittivo, ricco di riflessioni. Avanza lentamente, ci mette un po' per entrare nel vivo della storia, ma io l'ho adorato dall'inizio alla fine. Ultimamente i romanzi contemporanei sembrano puntare sulla scorrevolezza ad ogni costo, anche a discapito dei contenuti. Io non sono d'accordo su questa linea di pensiero, credo che ogni romanzo debba avere un suo ritmo e non sempre deve essere veloce e scorrevole. In questo caso il ritmo adottato dall'autrice lo trovo perfetto, se fosse stato più semplice e discorsivo avrebbe banalizzato il tutto. Io ne sono rimasta catturata e non mi ha pesato per niente!

Idee alla base della storia: L'idea generale è piuttosto inflazionata, di storie con catastrofi naturali ne sono pieni i cinema. Però in questo caso devo dire che la storia è particolarmente interessante e diversa dal solito. I personaggi che la compongono contribuiscono tanto, così come le varie relazione che intercorrono tra loro. Sarebbe riduttivo riassumere la trama prendendo in considerazione solo lo scheletro narrativo apocalittico, all'interno del romanzo vi è molto, molto di più!

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi sono tutti caratterizzati perfettamente e in maniera esauriente. L'autrice riesce molto bene a rappresentare la psicologia dei personaggi, sembra proprio di conoscerli in profondità.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Tutto bene, la traduzione è davvero ottima, di refusi non ne ho notati.



voto:



Acquisto consigliato? Sì! Consigliato a lettori adulti che non si lasciano spaventare dalle prose articolate e descrittive e che non disdegnano gli scenari apocalittici dalle forti emozioni. Non aspettatevi un thriller nel vero senso del termine, ma un eco-thriller.