venerdì 17 aprile 2015

Recensione: TOBIA. UN MILLIMETRO E MEZZO DI CORAGGIO - Timothée De Fombelle

La mia recensione su "Tobia. Un millimetro e mezzo di coraggio" di Timothée De Fombelle.




Titolo: Tobia. Un millimetro e mezzo di coraggio
Serie: Tobia Lolness, vol. 1
Autore: Timothée De Fombelle
Traduzione: Maria Bastanzetti
Editore: San Paolo
Data di pubblicazione: Aprile 2013
Pagine: 381
Prezzo: 9,90 (edizione economica)

Sinossi: Il padre di Tobia, studioso dalla grande saggezza, si rifiuta di rivelare il segreto di un'invenzione geniale, ma pericolosa; per questo viene rinchiuso in prigione e Tobia e la sua famiglia sono espulsi dalla comunità , e sospinti in un esilio forzato nella zona dei Bassi Rami. Ma Tobia riesce a fuggire, fugge dalla sua gente, dalla gente con cui ha vissuto, dalla gente a cui vuole bene. Un bambino di un millimetro e poco più scappa, braccato da un intero popolo, il popolo dell'albero, che vive dalla notte dei tempi sulla grande quercia. A Tobia sono rimasti pochi amici, ma soprattutto Elisha. Di ramo in ramo, Tobia affronterà un viaggio straordinario in cui paure, ricordi e solitudine si mescolano all'avventura della fuga. Tobia dovrà trovare dentro il suo cuore le risorse per attraversare tutto il suo mondo, salvare se stesso, i suoi genitori e il segreto di suo padre.


La mia opinione: Questo è un libro che, se dovessi basarmi unicamente sull'originalità della storia e dell'ambientazione, si meriterebbe 5 stelline. Tutto si svolge in un albero abitato da persone alte solo 1-2 millimetri. L'albero rappresenta la voluta metafora con il nostro mondo, il pianeta terra, che come il nostro pianeta ha i suoi problemi ambientali e di inquinamento. Per questi motivi il risultato è quello di una storia piuttosto realistica, a tratti anche molto triste e crudele, dove Tobia (il protagonista) e i suoi genitori affronteranno parecchie avventure e disavventure al fine di salvare l'albero, ma anche loro stessi, da personaggi senza scrupoli. Certamente in questo libro c'è una semplice morale ecologica, ma tutt'altro che semplici saranno invece i risvolti della vicenda, che risultano invece parecchio complicati e ben lungi dal finale edulcorato che ci aspetterebbe da un libro definito per bambini/ragazzi. L'autore ha senz'altro molto talento e il libro mi è piaciuto (nonostante non sia autoconclusivo e sia d'obbligo la lettura del secondo libro, cosa che farò al più presto), ma se devo trovargli un difetto per me è stato lo stile di scrittura, che avrei preferito più fluido, più lineare nel raccontare la vicenda. Invece ci sono parecchi salti temporali sia in avanti che indietro, alcune scene vengono raccontate da punti di vista diversi e a volte si fa leggermente fatica a capire cosa sta accadendo, e questo è molto inusuale trattandosi di un libro per ragazzi. Non dico che questa peculiarità sia per forza un difetto, ci sono molti libri che risultano più interessanti proprio per una narrazione non lineare, ma in questo caso non ce n'era bisogno, la storia era già abbastanza interessante così com'era e l'ingarbugliamento degli avvenimenti non ha fatto altro che rendere la lettura più complicata. Non mi aspettavo di dover dedicare così tanta attenzione alle scene, perché il pericolo altrimenti è quello di non capire alcuni passaggi e dover tornare indietro a rileggere.

voto:

1 commento: