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domenica 3 marzo 2019

Mini recensione: JOYLAND - Stephen King

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: Joyland
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Traduttore: G. Arduino
Data di pubblicazione: 4 Giugno 2013
Pagine: 351
Acquista: https://amzn.to/2TcoNW4

Sinossi: Estate 1973, Heavens Bay, Carolina del Nord. Devin Jones è uno studente universitario squattrinato e con il cuore a pezzi, perché la sua ragazza lo ha tradito. Per dimenticare lei e guadagnare qualche dollaro, decide di accettare il lavoro in un luna park. Arrivato nel parco divertimenti, viene accolto da un colorito quanto bizzarro gruppo di personaggi: dalla stramba vedova Emmalina Shoplaw, che gli affitta una stanza, ai due coetanei Tom ed Erin, studenti in bolletta come lui e ben presto inseparabili amici; dall'ultranovantenne proprietario del parco al burbero responsabile del Castello del Brivido. Ma Dev scopre anche che il luogo nasconde un terribile segreto: nel Castello, infatti, è rimasto il fantasma di una ragazza uccisa macabramente quattro anni prima. E così, mentre si guadagna il magro stipendio intrattenendo i bambini con il suo costume da mascotte, Devin dovrà anche combattere il male che minaccia Heavens Bay. E difendere la donna della quale nel frattempo si è innamorato.


La mia opinione: In questo libro non ho ritrovato il solito e caratteristico stile di scrittura descrittivo dell'autore, né le solite tematiche inquietanti e horror. E' un romanzo nostalgico, con uno stile di scrittura scorrevole e semplice, con un pizzico di paranormale e mistery che però non soddisfano, in quanto poco sviluppati e concentrati sul finale in maniera frettolosa. In definitiva però, se si tralascia questo difetto, come storia mi è piaciuta, l'ho trovata comunque appassionante. Anche se non era quello mi aspettavo l'ho trovato un buon libro.

voto:


martedì 12 febbraio 2019

Recensione: L'ALLIEVA - Alessia Gazzola

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: L'allieva
Autrice: Alessia Gazzola
Serie: L'allieva vol. 1
Editore: TEA
Data di pubblicazione: 2017 (prima edizione 2011)
Pagine: 376
Acquista: https://amzn.to/2USug0z

Sinossi: Alice Allevi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa di essere un po' distratta. Ma di una cosa è sicura: ama il suo lavoro. E anche se i suoi superiori non la ritengono tagliata per quel mestiere, Alice resiste a tutto. Fino all'omicidio. Per un medico legale, un sopralluogo sulla scena di un omicidio è lavoro quotidiano. Ma non questa volta. Stavolta, quando Alice entra in quel lussuoso appartamento romano e vede il cadavere della ragazza disteso ai suoi piedi, capisce che non sarà un caso come gli altri. Perché stavolta conosce la vittima.


La mia opinione: Quanto ho acquistato questo libro pensavo fosse un "medical thriller", poi qualcuno lo ha definito "chick-lit", qualcun altro l'ha definito "romanzo rosa" e devo dire che la voglia di leggerlo è diminuita sempre di più, con il risultato che sono passati svariati anni da quando ho acquistato il libro a quando l'ho letto. Ora che l'ho letto posso dire che non appartiene davvero a nessun genere preciso perché non è propriamente un medical thriller, ma al suo interno troviamo alcuni elementi del mistery e del giallo, non è neanche un chick-lit perché i chick-lit a cui sono abituata io sono parecchio divertenti, mentre questo non l'ho trovato per niente divertente. E' una narrazione leggera, scorrevole e un po' frivola, ma non mi ha fatto né ridere né sorridere neanche una volta. Vengono narrate le vicende amorose della protagonista e ciò in parte fa virare la narrazione al rosa, ma non ci sono mai descrizioni di scene amorose (per fortuna!) quindi non è neanche pienamente un romance. La protagonista è una tipa un po' strana, molto tra le nuvole, che non sono riuscita ad inquadrare perché non è ben caratterizzata. Non sono quindi riuscita a trovarla simpatica, né ad appassionarmi davvero alle sue vicende lavorative e personali. I personaggi secondari sono tutti sopra le righe, tutti appartenenti all'alta borghesia romana, tutti tremendamente snob e presuntuosi, e non mi sono piaciuti neanche un po'. Così come non mi è piaciuto che venissero menzionate a sproposito le marche d'alta moda che i personaggi indossano. Per quanto riguarda i lati positivi posso però dire che è una lettura che comunque desta un po' di interesse a causa del mistero intorno a cui gira la storia, e da questo punto di vista riesce ad appassionare e vi è la curiosità di andare fino in fondo appunto per scoprire come ci concluderà la vicenda. Quindi per quanto mi riguarda il pizzico di mistery è stato fondamentale per farmi apprezzare almeno un po' il libro. Tirando le somme "l'allieva" è stata una lettura di svago senza pretese, ma sostanzialmente ho capito che e non è il genere di libro che fa per me e quindi non sono curiosa di proseguire con la lettura della serie, perché non sono curiosa di scoprire come si evolverà la vita sentimentale e professionale della protagonista. Per me la conoscenza di Alice Allevi può terminare qui.

Consigliato? Dipende. Se siete lettori esperti di thriller e vi aspettate appunto un thriller, questo libro non fa per voi. Se al contrario la variante thriller non è per voi importante e i libri con vicende di cuore vi appassionano, questa serie potrebbe davvero piacervi.

voto:

mercoledì 11 maggio 2016

Recensione: UN INVERNO DA LUPI - Cecilia Ekbäck

La mia recensione su "Un inverno da lupi" di Cecilia Ekbäck.

 
Titolo: Un inverno da lupi
Autrice: Cecilia Ekbäck
Traduzione: Daniela Di Falco
Editore: Newton Compton
Data di pubblicazione: Febbraio 2016
Pagine: 378
Prezzo: 12,00

Sinossi: Svezia, 1717. Maija, suo marito Paavo e le loro figlie Frederika e Dorotea sono appena arrivati dalla natia Finlandia, sperando di dimenticare i traumi del passato e di ricominciare da capo in questa terra dura, ma carica di promesse. Sopra di loro si staglia il Blackåsen, una montagna la cui presenza affascinante e minacciosa incombe sulla valle sottostante con la sua ombra. Un giorno, mentre sta pascolando le capre, Frederika incappa nel corpo mutilato di uno dei suoi vicini di casa, Eriksson. La sua morte viene attribuita all'attacco di un lupo, ma Maija è certa che sia stata inflitta invece da una mano umana. Spinta a indagare dall'inspiegabile disinteresse della gente del paese allo strano caso e dalla speranza che la vedova di Eriksson ripone in lei, Maija scivolerà pian piano nella rete di misteri e tragedie che sono avvenute negli ultimi anni intorno al monte Blackåsen...


La mia opinione: Questo libro è veramente molto particolare e per un certo senso strano, non di facile lettura. La caratteristica più peculiare risiede nello stile di scrittura (frammentario, criptico) che rende a sua volta anche la storia sfocata e misteriosa e i personaggi piuttosto difficili da inquadrare. Le descrizioni ambientali invece sono delineate in maniera perfetta e realistica, sono il punto forte del romanzo! Inizialmente la storia non mi aveva presa per niente, l'avevo trovata fiacca e approssimativa, ma l'ambientazione (la Svezia selvaggia del 1700) mi piaceva talmente da convincermi e incentivarmi ad andare avanti. Poi piano piano anche la storia comincia a risvegliarsi, ma all'inizio no... infatti ci sono delle cose, personaggi o situazioni che subito (a causa delle poche informazioni) si è portati ad immaginare in un certo modo e poi si viene a scoprire dopo che sono del tutto diverse facendoti stravolgere in corsa le immagini che si formano nella mente. Non so se rendo l'idea... ma questo romanzo è stato davvero così... un susseguirsi di immagini imprecise che si delineano in maniera nitida lentamente, un pezzo alla volta. Però ribadisco che l'ambientazione è formidabile, e l'atmosfera è molto dark... tetra, fredda, misteriosa, con un pizzico di realismo magico che non si intuisce da subito ma che anch'esso si manifesta a piccole dosi un po' alla volta durante la lettura. Di certo non si tratta di un romanzo tradizionale e per questo motivo non ha il potenziale per piacere a tutti, però la storia una volta superato lo scoglio di grande incertezza dei primi capitoli è riuscita comunque a catturarmi e destare interesse. La costruzione dei segreti attorno ai quali ruota la trama non l'ho trovata completamente soddisfacente, perché la curiosità è stata tanta ma anche sul finale ci sono situazioni che rimangono enigmatiche e in sospeso, ci si deve rassegnare al fatto che questo romanzo non sarà mai completamente nitido e l'alone di mistero perpetuo rimarrà anche dopo aver girato l'ultima pagina. Ma ciò non toglie che è comunque una lettura che per la sua particolarità, sia ambientale che stilistica, mi sento di consigliare; se da un lato mi ha leggermente delusa, da un altro invece mi è piaciuta!



voto:


mercoledì 15 luglio 2015

Recensione: L'ESTATE DI ULISSE MELE - Roberto Alba

La mia recensione su "L'estate di Ulisse Mele" di Roberto Alba.




Titolo: L'estate di Ulisse Mele
Autore: Roberto Alba
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: 2014
Pagine: 210
Prezzo: 14,50 euro

Sinossi: Una casa in cima a una collina di terra e sassi, nel cuore della Sardegna rurale. È qui che Ulisse vive insieme alla sua famiglia. Ha quasi nove anni e non sopporta la parola che la gente usa per spiegare il suo problema: sordomuto. Lo fa sembrare handicappato, invece lui è solo sordo, capisce tutto benissimo e a scuola è il più bravo. Un genio. E infatti suo papà non lo prende mai a cinghiate come invece fa con Betta e Dede, che saranno anche più grandi, ma si comportano sempre da perfetti sprovveduti. Neppure lui però immagina che andare al mare di nascosto in una torrida mattina di luglio possa essere la cosa più stupida che quei due abbiano mai fatto. Fino a quando il fratello Dede torna a casa da solo, e della sorella non c'è più traccia. Da quel momento la vita della sua famiglia è sconvolta. E mentre gli adulti cercano risposte, Ulisse ha occhi ben aperti su quel che gli accade intorno. Per lui, la scoperta della verità sarà un ingresso forzato nel mondo dei grandi.


La mia opinione: Ho deciso di leggere questo libro un po' grazie alle recensioni positive lette in giro che me lo hanno fatto scoprire e un po' perché mi ricordava vagamente un libro letto anni fa ( "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte" di Mark Haddon) e che mi era piaciuto proprio per il punto di vista particolare e insolito da cui era narrato. Nel libro "lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte" la vicenda era infatti narrata da un ragazzino autistico e risultava maggiormente interessante proprio a causa di questo. "L'estate di Ulisse Mele" viene invece narrato da un bambino con un'altra particolarità, lui è sordo, ed è intelligentissimo. Leggendo questo libro si viene quindi catapultati nel suo mondo senza suoni, ma dove il senso della vista è acutizzato al massimo per riuscire a capire ciò che accade intorno a lui senza il bisogno di ascoltare. Ulisse infatti riesce a leggere le labbra di chi parla anche da distante e riesce a capire le persone dalle espressioni del viso e piano piano ci si dimentica quasi del suo piccolo handicap. La storia di questo romanzo è in parte un noir e in parte un dramma familiare molto intenso, un fatto di cronaca nera che diventa un caso mediatico di vasta portata (come ad esempio potrebbe essere il delitto di Avetrana, tanto per fare un esempio calzante) e che tiene incollato il lettore al libro dall'inizio alla fine. E' un libro che mi sento assolutamente di consigliare se siete incuriositi dal genere, perché è molto scorrevole e il mondo di Ulisse con le sue particolari doti vale davvero la pena di essere conosciuto. Non mancano alcuni difetti nello svolgimento della storia, soprattutto nella stesura della parte finale che a mio avviso oltre ad essere un po' frettolosa è anche un po' confusa perché lascia alcune perplessità e domande irrisolte. Certo, questo da un certo punto di vista rende la storia ancora più realistica, perché non sempre nella realtà tutto è comprensibile fino in fondo, ma trattandosi appunto di un libro, l'agognato finale che tutti i lettori auspicano (me compresa) era più definitivo e chiaro di così.



voto:

mercoledì 18 marzo 2015

Recensione: ORGOGLIO E PREVEGGENZA - Carrie Bebris

La mia recensione su "Orgoglio e preveggenza" di Carrie Bebris.


Titolo: Orgoglio e preveggenza (o una verità universalmente riconosciuta)
Serie: Le indagini di Mr. e Mrs. Darcy vol. 1
Autrice: Carrie Bebris
Traduzione: Alessandro Zabini
Editore: TEA
Data di pubblicazione: Gennaio 2007
Pagine: 291
Prezzo: 10,00

Sinossi: «È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie.» Ed è una verità cui non si sottrae Mr. Frederick Parrish, ricco e affascinante gentiluomo americano, che sta per convolare a nozze con Caroline Bingley. Un’atmosfera di festa avvolge i fidanzati, ma presto la gioia s’incrina e la coppia è turbata da una serie di strani episodi: fenomeni di sonnambulismo, cavalli imbizzarriti senza una ragione, uno spaventoso incendio e misteriosi incidenti. Qualcuno sta perseguitando i Parrish, ma la pericolosità della situazione pare sfuggire a tutti. A tutti tranne a Elizabeth e Darcy, amici della giovane donna e anch’essi sposi novelli, che mettono da parte i progetti per la luna di miele per aiutare Caroline. Un innamorato respinto? Un socio d’affari tradito? Un parente invidioso? O un eccentrico seguace del paranormale? Chi si cela dietro questa trama sinistra che sembra trascinare Caroline come un gorgo verso la follia?


La mia opinione: Premettendo che i romanzi della Austen mi piacciono anche se non ne sono una fan scatenata e che "Orgoglio e pregiudizio" l'ho letto una sola volta anni fa e non me lo ricordo benissimo, questo seguito alternativo di "Orgoglio e pregiudizio", che da il via a una serie in cui saranno protagonisti i coniugi Mr. e Mrs. Darcy, l'ho trovato parecchio convincente. Il mercato editoriale pubblica molte fiction che prendono spunto dai classici della letteratura e dai loro personaggi più amati e sono viste con molto scetticismo e giudicati duramente da ogni appassionato e purista, ma lasciando da parte ogni prevenzione si possono trovare romanzi validi che pur non potendo mai competere con l'originale sono comunque dei buoni libri.
"Orgoglio e preveggenza" per me rientra in pieno nella categoria sopra descritta. La storia inizia proprio dove la Austen aveva messo la parola fine alla sua, ovvero dal matrimonio tra Darcy ed Elizabeth Bennet. Avevo paura che le ambientazioni e il linguaggio utilizzato dall'autrice non potesse minimamente ricreare le atmosfere austeniane ma mi sono dovuta ricredere perché la scrittura e le descrizioni di ambienti e personaggi sono assolutamente pertinenti e la sensazione è stata proprio quella di rituffarsi in tale epoca, tra i personaggi del libro originale. E' stata una lettura piacevolissima che è stata per me una vera rivelazione, dato che mi aspettavo davvero molto ma molto di peggio. Invece la Bebris scrive bene e sa tenere alta l'attenzione del lettore. La novità della storia, novità che non è stata accolta positivamente dalla maggior parte dei lettori, è che la trama prende una piega da romanzo giallo, con un pizzico di paranormale, e questo stride molto con la natura dei libri della Austen che non avrebbero mai trattato tali tematiche. Prendo atto che questa è stata una mossa azzardata e che in effetti il lettore rimane un po' spaesato da questo cambiamento, anche io ho avuto qualche perplessità ad accettarlo, soprattutto sul finale, ma bisogna altresì prendere atto che è una realtà universalmente riconosciuta che questo libro non è stato scritto da Jane Austen ed è quindi inutile angustiarsi e desiderare a tutti i costi che l'abbia scritto lei, (non è così!!!) e prima il lettore amante dei classici si arrenderà all'evidenza e prima riuscirà ad apprezzare questo libro che, ripeto, è davvero ben scritto e ben descritto, meglio di così un'autrice del nostro secolo non so cos'altro potrebbe fare.
In definitiva per me il voto è il massimo per quando riguarda lo stile di scrittura e un po' meno per quanto riguarda la trama in generale, ma comunque sono soddisfattissima di averlo letto e leggerò certamente anche i seguiti di questa serie. Dirò di più... ho trovato carinissima la presenza di citazioni tratte da "Orgoglio e pregiudizio" all'inizio di ogni capitolo e mi è piaciuto così tanto ritrovare i personaggi del libro che grazie alla Bebris "Orgoglio e pregiudizio" mi è addirittura venuta voglia di rileggerlo!!!

voto:



Acquisto consigliato? Sì, consigliato a tutte le lettrici amanti dell'ambientazione classica e i romanzi della Austen senza però disdegnare a priori i sequel alternativi.

venerdì 22 agosto 2014

Recensione: COLORADO KID - Stephen King

La mia recensione su "Colorado Kid" di Stephen King.



Titolo: Colorado Kid
Autore: Stephen King
Traduzione: Tullio Dobner
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 2005
Pagine: 180
Prezzo: 10,00

Sinossi: Fresca di scuola di giornalismo, la ventenne Stephanie McCann sta facendo uno stage presso il minuscolo quotidiano di un'isoletta del Maine, dove si occupa di picnic parrocchiali, sparizioni di gatti e altre amenità. Ma un pomeriggio i due anziani proprietari della testata le raccontano un vecchio caso di cronaca. Una storia del passato che parla di una coppia di reporter e di un cadavere chiamato Colorado Kid, di una morte che forse era un omicidio, ma senza movente, senza alibi, con tempi impossibili e indizi assurdi. Accaduto proprio lì. In venticinque anni, ogni scoperta anziché chiarire i fatti li ha ammantati di oscurità, ogni risposta anziché esaurire le domande le ha moltiplicate. Perché? Riuscirà Steffi a risolvere l'enigma?

La mia opinione: Si può definire questo libro di King, non tanto come una storia tradizionale, ma come un esperimento, un esercizio di stile. Certamente del tutto diverso da ciò che i fan dell'autore si aspettavano da lui, non ha avuto un riscontro molto positivo, anzi, quasi tutte le recensioni sono negative, ma io che sono molto incuriosita dai romanzi sperimentali ne sono rimasta attratta ancor di più.
"Colorado Kid" è un romanzo breve, fin troppo breve per chi è abituato alla prolissità della scrittura dell'autore, ma perlomeno lo si legge velocemente, una giornata o poco più, quindi se proprio non vi piace non avrete avuto l'impressione di avere buttato via il vostro tempo, ma il mio consiglio è di leggerlo tutto, senza preconcetti, postfazione compresa, che secondo me è una parte integrante per capire il romanzo. Certo, noi tutti siamo abituati che una storia, un romanzo, o un racconto che sia, deve avere un'introduzione, uno svolgimento e una fine, e che non può esistere storia senza questi pilastri base. Dimenticatevi ogni regola e leggere questo libro per quello che è, a me devo ammettere che è piaciuto, non me la sentirei di dargli il massimo dei voti perché comunque è fin troppo breve e non abbastanza incisivo da lasciare un segno così forte, ma mi è piaciuto, penso che ci voglia quasi più inventiva per narrare questa storia che per narrarne un'altra tradizionale, King si rivela sempre uno scrittore talentuoso, e capace di creare lavori lontani anni luce il suo tipico stile, il che è una dote abbastanza rara per gli scrittori famosi come lui.
Appena comincia la lettura ho sentito come un magnetismo verso l'ambientazione perfettamente rappresentata e un'empatia per i due personaggi principali, che sembra quasi di conoscerli da sempre da quanto bene sono descritti. Poi vi è la narrazione della storia di base, narrata per dialoghi dagli stessi personaggi principali, ma i dialoghi sono talmente vividi e fluidi, che l'impressione è quella di essere lì con loro e ascoltare la storia dal vivo. Il mistero che accompagna la narrazione, per quanto inizialmente possa sembrare banale, si infittisce di particolari sempre di più, creando un reticolo di informazioni sulla vicenda davvero credibile e al tempo stesso appare sempre più chiaro come quel mistero sia impossibile da districare. Ma la gente ha bisogno di capire, ha bisogno di trovare soluzioni ai misteri, "una storia che ha solo fattori ignoti non è una storia". E' questo che spiegano i protagonisti all'interno del libro, ed è questo con cui si deve scontrare il lettore che leggerà "Colorado Kid".

"Alla gente cose così non piacciono. La gente non vuole cose così. Un onda è una cosa bella da guardare quando viene a infrangersi sulla spiaggia, ma troppe onde ti fanno venire solo il mal di mare."

E COME VOLEVASI DIMOSTRARE questo libro non è piaciuto alla maggioranza dei suoi lettori proprio per questo motivo. Motivo per cui invece a me, letta anche la postfazione, mi è piaciuto. Ma non posso negare... un senso di vuoto quando si gira l'ultima pagina... il desiderio di sapere davvero... è difficile da reprimere.



voto:



Acquisto consigliato? Sì, consigliato a chi vuole una lettura breve ma capace di catturare l'attenzione e per chi vuole scommettere con se stesso di non essere imbrigliato nelle regole base del concetto di romanzo.

giovedì 7 agosto 2014

Mini recensione: SOGNI DI SANGUE di Lorenza Ghinelli

Mini recensione di "Sogni di sangue" di Lorenza Ghinelli:


Titolo: Sogni di sangue
Autrice: Lorenza Ghinelli
Editore: Newton Compton
Data di pubblicazione: 18 Luglio 2013
Pagine: 123
Prezzo: 0,99

Sinossi: Enoch ha tredici anni ed è costretto a portare dei tutori di metallo che lo rendono facile bersaglio delle prepotenze dei suoi coetanei. Eppure, quando si addormenta, diventa più letale di una legione di demoni. Cosa accade mentre dorme? C'è forse un legame tra i sogni di Enoch, la sparizione del suo peggiore aguzzino e il ritrovamento di uno strano ciondolo risalente all'antico Egitto? Chissà se Dorotea, la madre di Enoch, donna algida e imperturbabile, con una passione viscerale e morbosa per le scienze occulte, conosce il suo segreto. Persino la loro casa nasconde un mistero, mentre tanti altri brulicano e strisciano lungo le fogne della città...



La mia opinione: "Sogni di sangue" è un romanzo breve, il numero esiguo di pagine e i caratteri non piccoli permettono di leggerlo in una-due ore al massimo, ma non sono rimasta delusa, diciamo che ha mantenuto le aspettative. Avrei anche dato una stellina in più, dato che lo stile di scrittura è particolare, mi è piaciuto, soprattutto per le descrizioni ambientali, per quel senso un po' claustrofobico che fa provare al lettore e per le atmosfere cupe, a mio avviso azzeccatissime. Ma la trama ha un po' di pecche, un po' troppo surreale per un romanzo che viene definito come un giallo, sarebbe stato ok per un horror magari, ma siccome dentro ci si trova pure la polizia mi è parso un miscuglio esagerato per alcuni versi, anche se nel complesso, ripeto, non è stata una cattiva lettura.

voto:


Acquisto consigliato? Una lettura veloce e poco impegnativa che come rapporto qualità/prezzo consiglio. Adatta a chi non disdegna un piccolo accenno di paranormale.

domenica 27 aprile 2014

Recensione: AGATHA RAISIN E LA QUICHE LETALE

Ecco la mia recensione al libro "Agatha Raisin e la quiche letale" di M.C. Beaton.


Titolo: Agatha Raisin e la quiche letale
Serie: Agatha Raisin, vol. 1
Autrice: M.C. Beaton
Editore: Astoria
Data di pubblicazione: Febbraio 2011
Pagine: 250
Prezzo: 16,00
Sinossi: Agatha Raisin, cinquantenne dal carattere difficile, decide di cambiare vita: chiude la società di PR, che le ha permesso di guadagnare un bel po’ di soldi, lascia Londra e si trasferisce nei Cotswolds, un’area di pittoresca bellezza nel cuore dell’Inghilterra. Carsely, il piccolo e perfetto villaggio dei suoi sogni, è sublime: gli abitanti sono stravaganti e gentili, il cottage comprato da Agatha è scomodo al punto giusto, abbondano i vestiti a fiori, tipo Laura Ashley, e la cordialità è un po’ di facciata. A Londra non si era accorta di non avere amici, ma giunta a Carsely si ritrova sola e isolata. Donna attiva e prepotente, Agatha non si accontenta di inserirsi nella nuova comunità ma vuole diventare anche popolare. Come fare? Partecipare a una gara culinaria. E se non si è in grado di cucinare? Andare a Londra e comprare un’ottima quiche. E se il giudice della gara muore mangiando la quiche? Ingiustamente accusata di aver provocato una morte e giustamente additata per aver imbrogliato, Agatha investiga...


La mia opinione: "Agatha Raisin e la quiche letale" è il primo romanzo di una lunga serie inglese anni '90 di genere cozy mystery, per la prima volta tradotta in italiano grazie alla casa editrice Astoria, che ringrazio, perché porta in Italia romanzi sempre molto carini.
Prima una piccola premessa: Cos'è il cozy mystery? Neanche io fin'ora lo sapevo, ma questo particolare genere potrebbe essere definito giallo da ombrellone, ovvero: un giallo leggero, ironico, che con velato umorismo narra storie di omicidi e violenza.
E questo romanzo è proprio così! Scorrevole e piacevole da leggere, essendo ambientato nella campagna inglese risulta deliziosamente britannico, è scritto con pacata ironia, e ha per protagonista una donna di mezza età (Agatha Raisin) piena di difetti, scontrosa, oggettivamente irritante, ma chissà come mai il lettore non potrà fare a meno di prenderla in simpatia proprio per il suo carattere poco gradevole. La storia è incentrata sulla vita di Agatha, che, appena pensionata e trasferitasi in un caratteristico paesino inglese, farà fatica ad ambientarsi perché anziché una calda accoglienza di benvenuto si imbatterà in aperte ostilità, bizzarri personaggi e a movimentare le sue giornate vi sarà anche un mistero da risolvere che la porterà ad improvvisarsi detective. Come ho spiegato nella premessa questo è un giallo da ombrellone e quindi se amate solo i thriller adrenalinici e i gialli investigativi complicati e ambiziosi vi dico già che questo romanzo non fa per voi perché la componente gialla è molto blanda e non ha di certo le caratteristiche di tensione e coinvolgimento dei veri romanzi gialli. Però devo dire che, nonostante ami i gialli e i thriller di alto livello e questo sicuramente non lo è, a me è piaciuto! Di questo libro ho potuto apprezzare il contesto e l'ambientazione, i contorni della storia e la sua particolare ironia, e ho altresì trovato interessante il personaggio di Agatha, così diversa dalle solite protagoniste. In definitiva posso affermare che "Agatha Raisin e la quiche letale", seppur debole nella parte mystery, è un romanzo leggero che mi ha colpita positivamente e mi ha fatto venire voglia di continuare con la lettura della serie, magari inframezzandola con romanzi più impegnativi, perché come lettura defaticante e piacevole è veramente l'ideale. Le uniche perplessità che ho avuto alla fine del libro sono state: ma con l'andare avanti la serie risulterà monotona? La formula narrativa sarà sempre la stessa? Agatha Raisin sarà mica come una Jessica Fletcher che dove c'è lei ci scappa sempre il morto? Spero che l'autrice avrà in serbo sorprese e assi nella manica, ma l'unico modo per scoprirlo è leggere i seguiti e verificare di persona.



E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover: La cover italiana mi piace, ha il tratto distintivo di tutte le cover Astoria e in più riprende l'immagine di una delle tante edizioni inglesi:
Anche se la versione originale è più accattivante mi piace che l'edizione italiana non l'abbia stravolta, ma solo integrata allo stile della casa editrice mantenendo una parte dell'immagine.

Stile di scrittura: Lo stile di scrittura è scorrevole, leggero, le 250 pagine volano via velocissime, una lettura non impegnativa ma piacevole.

Idee alla base della storia: La parte investigativa è debole, non molto originale, ma il punto forte del romanzo a mio avviso è la vita della protagonista. Come genere di romanzo è la prima volta che leggo un cozy mystery e quindi mi è sembrato un genere originale e fuori dai soliti canoni.

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi sono molto particolari, bizzarri e very english e ne vengono enfatizzati i difetti. Per questo tipo di romanzo è l'ideale perché risulta evidente il senso di ironia e leggerezza. La protagonista in primis, piena di difetti e con un carattere burbero, ne trae vantaggio e fa affezionare il lettore. Contrariamente a quanto di solito accade nei romanzi tradizionali, dove un protagonista non proprio simpatico allontana il lettore, qui accade il contrario.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: C'è qualche erroretto di battitura e di traduzione, ma si può leggere bene.




voto:



Acquisto consigliato? Sì! Se siete alla ricerca di un romanzo leggero e simpatico, con un umorismo velato e assolutamente non demenziale, questo vi piacerà. Sconsigliato ai puristi del giallo e a chi cerca una storia thriller carica di tensione.

mercoledì 25 luglio 2012

Recensione: SHADES - JACK LO SQUARTATORE E' TORNATO

Recensione del libro "Shades. Jack lo Squartatore è tornato" di Maureen Johnson.


Titolo: Shades - Jack Lo Squartatore è tornato...
Serie: Shades of London, vol. 1
Autrice: Maureen Johnson
Editore: Mondadori (Chrysalide)
Data di pubblicazione: 26 Giugno 2012
Pagine: 396
Prezzo: 16,00

Sinossi: Rory è appena arrivata a Londra dall’America per cominciare una nuova vita in una nuova scuola. Ma proprio il giorno del suo arrivo, un brutale omicidio sconvolge la città, tanto più spaventoso perché riconosciuto come l’imitazione del primo assassinio di Jack lo Squartatore, il serial Killer che nel 1888 conquistò con la sua efferatezza le cronache di tutto il mondo. La polizia è senza indizi e senza testimoni, ma ancora per poco: sarà proprio Rory a notare un uomo misterioso sul luogo del secondo, feroce delitto. Ma perché la sua amica, che era a fianco a lei, non ha visto nulla? Se è un fantasma quello che Rory ha visto, certo non è meno pericoloso di un omicida in carne e ossa: però richiede l’intervento di un corpo segreto di polizia, una squadra che aiuterà Rory a scoprire poteri che finora non sospettava di avere.


La mia opinione: "Shades" narra l'avventura londinese di una ragazza americana trasferitasi a studiare nel famoso college di Wexford. Proprio il giorno del suo arrivo (il 31 Agosto) la città sarà scossa da un brutale omicidio, che ricalca perfettamente il primo omicidio di Jack lo Squartatore del 31 Agosto 1888 e il panico dilagherà ovunque, dato che il killer sembrerebbe voler ripetere tutti e 5 gli omicidi. Come inizio non è niente male, la storia è molto originale e il primo capitolo introdurrà immediatamente il lettore nel pieno degli eventi. La narrazione si sposterà poi verso il punto di vista della protagonista, la diciassettenne Rory: il suo arrivo a Londra, la notizia dell'omicidio, la descrizione del college, la sua ambientazione nella struttura scolastica, con le nuove regole a cui abituarsi, i nuovi compagni da conoscere, ecc.. ecc.. e la lettura procede proprio bene, Rory è una ragazza simpatica, cerca di fare ironia su tutte le cose buffe che le capitano e  su tutte le nuove regole del collegio, inoltre all'interno di Wexford si respira una lieve atmosfera "harrypotteriana", molto molto piacevole.
Lo ammetto: la prima parte del libro mi aveva proprio conquistata. Certamente come lettura risulta piuttosto leggera essendo uno YA, e il mistero del ritorno di Jack lo Squartatore incombe sulla storia in maniera non troppo paurosa, direi che dona giusto qualche brivido nell'attesa che i delitti abbiano luogo, dato che tutta la città rimane in allerta e sa perfettamente QUANDO il killer colpirà nuovamente ma non sa esattamente DOVE e COME fare a fermarlo. Ovviamente il college di Wexford verrà coinvolto e Rory sentirà di essere in pericolo lei stessa. Ma l'autrice ha deciso di introdurre una novità all'interno della trama, che fino a qui era quella di un thriller ordinario: una svolta PARANORMALE!
Sono di un parere: quando i libri iniziano in maniera così interessante, introdurre il paranormale può essere molto rischioso. Il rischio è che invece di migliorare ulteriormente la storia, si raggiunga un risultato opposto: il suo peggioramento. Secondo me è esattamente ciò che è capitato a questo libro dall'ottimo potenziale. Lo sviluppo della storia nella seconda metà del libro è risultata infatti un po' banale, semplicistica, non ho apprezzato le scelte dell'autrice, mi hanno dato l'impressione di assistere ad una puntata di "Ghostbusters - Gli acchiappafantasmi".
E' vero che ultimamente la letteratura YA ha sempre al suo interno degli elementi paranormali, sembrerebbe davvero strano se non ce ne fossero, ma forse in questo caso andare controcorrente avrebbe giovato immensamente al risultato finale, rendendolo un thriller YA dal contenuto interessante e coinvolgente.
In definitiva reputo che "Shades" sia un paranormal-thriller di buon livello, una lettura poco impegnativa, gradevole da leggere, con un'ottima ambientazione, e con un tipo di scrittura scorrevole che di certo non annoia, solo che secondo me sarebbe stato più avvincente se la storia fosse stata concepita in maniera diversa, l'elemento paranormale lo ha penalizzato un po'.


E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:



Cover: La cover italiana è molto dark, adatta ai contenuti del libro, e anche la fisionomia della protagonista si rispecchia molto nell'immagine della ragazza in cover, ho apprezzato tale scelta.
Queste sono le cover originali:



La prima è bellissima, sicuramente la migliore, forse un po' troppo intrigante e un po' fuorviante rispetto ai contenuti del libro. La seconda è quella da cui è stata tratta la cover italiana e come ho già detto è la più adatta. La terza è di un'edizione economica non ancora pubblicata, molto bella, molto rappresentativa del libro, ma meno YA. Come noterete anche il titolo italiano è stato cambiato. "The name of the star" è molto bello e ha un doppio significato importante, ma se fosse stato tradotto letteralmente in italiano non credo che avrebbe funzionato. Forse era giusto lasciarlo proprio così.


Stile di scrittura: Lo stile di scrittura è scorrevole e leggero, a tratti ironico, insomma, tipicamente young adult. Uno stile apprezzabile. Non annoia.

Idee alla base della storia: Le idee di base della trama sono fantastiche, originali, mi sarebbe davvero piaciuto che l'autrice si fosse limitata ad un ritorno di Jack lo Squartatore e stop, perché tra l'altro poi la storia di Jack era interessante e nei romanzi YA non era mai stata sfruttata. Peccato per lo sviluppo, secondo me la svolta paranormale ha fatto perdere molto del fascino e del potenziale che avrebbe avuto. Ne sono rimasta un po' delusa.

Caratterizzazione dei personaggi: La caratterizzazione dei personaggi adeguata, non troppo approfondita, ma sufficiente, in linea con la media dei romanzi YA.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: C'è qualche refuso. Due frasi errate (ad esempio un terribile "si fecero fatti vivi" a pag. 142). Poi una frase in cui il dialogo è chiuso nel punto sbagliato e infine una parola del tutto assurda a pag. 388 ("sccapapto" anziché "scappato"). E questo è tutto :-)


voto:


Acquisto consigliato? Se siete particolarmente attratti dalle fredde atmosfere londinesi e dalle ghost-story certamente questo libro farà al caso vostro. Consigliato soprattutto a lettori YA, che ne apprezzeranno anche molto l'ambientazione nel collegio.

sabato 2 giugno 2012

Recensione: IL FASCINO DEL MALE

Recensione del libro "Il fascino del male" di Darynda Jones.




Titolo: Il fascino del male
Serie: La cacciatrice di anime, vol. 2
Autrice: Darynda Jones
Traduzione: Silvia Demi
Editore: Leggereditore
Pagine: 343
Data di Pubblicazione: 26 Aprile 2012
Prezzo: 10,00

Sinossi: Il mio nome è Charley Davidson e non sono una donna come le altre. Ricordo ogni singolo istante della mia esistenza, e parlo con i morti. Devo anche aiutarli a staccarsi per sempre dalla loro vita terrena. Come se ciò non bastasse, faccio l’investigatore privato. Dicono che ho un carattere esplosivo, e una determinazione che mi aiuta a non perdere di vista la realtà. Da qualche tempo, poi, una presenza eterea e oscura, sensuale e terribilmente familiare mi perseguita...

Charley deve risolvere un nuovo caso, quello di una donna che è appena scomparsa senza lasciare tracce. E nel frattempo il misterioso Reyes continua a perseguitarla con il suo fascino irresistibile. Ora ha lasciato definitivamente il suo corpo mortale per sfuggire alle torture dei demoni che minacciano di rapire Charley e di utilizzarla come chiave d’accesso all’aldilà. RiusciràCharley a dividersi fra le notti bollenti con il suo amante e la responsabilità di salvare il mondo dalle forze oscure che lo insidiano? Scopritelo in una nuova avventura che divorerete fino all’ultima pagina.


La mia opinione: Questo secondo episodio delle disavventure di Charley Davidson non riesce a spiccare il volo rispetto al libro precedente. Se dalla lettura di "La cacciatrice di anime" ero rimasta un po' dubbiosa e le avevo dato una sufficienza stiracchiata proprio perché ancora non mi ero riuscita a fare bene un'idea sulla storia, la lettura de "Il fascino del male" non ha minimamente appianato i miei dubbi e mi lascia lo stesso identico senso di incertezza che avevo prima. Non è stata una brutta lettura, ma neanche esaltante. E' una storia che mischia al suo interno elementi polizieschi, con tanto di casi intricati da risolvere, ed elementi paranormal romance. Entrambi i generi coesistono tra loro e si spartiscono all'interno del romanzo lo stesso spazio, nessuno dei due risalta sull'altro. La componente paranormale alla lunga stanca, la sua spiegazione all'interno del contesto narrato risulta un po' debole, non potrei mai pensare a questa serie solo in un'ottica di un libro urban fantasy, perché non risulterebbe abbastanza completa. Ma d'altronde neanche la componente poliziesca è abbastanza sviluppata da rendere il libro all'altezza di un giallo o thriller che si rispetti. L'autrice ha creato dei personaggi molto variegati, che riescono a suscitare simpatia nel lettore, soprattutto in questo libro li ho percepiti molto più familiari rispetto a prima, e quindi la lettura risulta piacevole proprio perché si è curiosi di saperne di più su quello che gli accade, le pagine volano via leggere, senza cedere il passo alla noia. Un altro aspetto positivo (ma non del tutto) è l'ironia che caratterizza lo stile di scrittura, ironia però che a volte male si accorda con la traduzione italiana. Credo che il problema di fondo sia che l'ironia sfoggiata dall'autrice sia di stampo prettamente "americano", con modi di dire locali, con riferimenti ad eventi che gli americani conoscono, ma che i lettori italiani possono soltanto provare ad immaginare, con il risultato che alcune battute lasciano un piccolo sorriso sulla bocca, mentre altre un punto interrogativo nella mente. In definitiva reputo "Il fascino del male" come un libro piacevole per passare un paio di giorni spensierati in gradevole compagnia. Si merita la sufficienza, ma non spicca a livello di trama e ultimata la lettura, nonostante il finale semi-aperto, non lascia una voglia impellente dei sequel.

E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:

Cover: La cover, a differenza del primo libro, è stata cambiata dall'originale, ma ciò nonostante è molto più in linea con le tonalità cromatiche sfoggiate in precedenza. La cover italiana risulta particolarmente accattivante, a mio parere molto più bella delle cover originali, che sono queste :


Stile di scrittura: La scrittura è scorrevole, colloquiale, ironica. Come già detto l'ironia non sempre risulta appropriata e la traduzione letterale non aiuta. Per il resto è uno stile di scrittura fluente che permette di terminare la lettura in poco tempo.

Idee alla base della storia: Le idee di base alla storia sono ottime, davvero originali e interessanti. Purtroppo la trama non è a mio avviso sviluppata in maniera ottimale e ciò rende il romanzo mediocre, senza infamia e senza lode, piacevole ma non essenziale.

Caratterizzazione dei personaggi: In questo secondo libro ho instaurato una maggiore familiarità con i personaggi, li ho percepiti più veri e più simpatici rispetto al volume precedente. La protagonista rimane sempre un po' troppo sopra le righe per i miei gusti, ma dopo un po' ci si fa l'abitudine. Tirando le somme la caratterizzazione è soddisfacente, più che adeguata ai contenuti della storia.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Nessun refuso, ma traduzione forse troppo letterale che non aiuta a rendere al meglio l'ironia dello stile di scrittura.

voto:

Acquisto consigliato? Se le storie paranormal romance e i misteri vi appassionano, sono sicura che questo libro saprà conquistarvi. Io devo ammettere di non essere fan dei paranormal romance e forse è per questo che non riesco davvero ad appassionarmi alla saga. La trovo piacevole ma senza pretese.