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lunedì 15 giugno 2020

Recensione: SADIE - Courtney Summers

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.



Titolo: Sadie
Autore: Courtney Summers
Editore: Rizzoli
Traduttore: C. Proto
Data di pubblicazione: 25 Giugno 2019
Pagine: 367
Acquista: https://amzn.to/3d1Xzq8

Sinossi: Quando il popolare conduttore radiofonico West McCray riceve una telefonata da una donna che lo implora di cercare Sadie Hunter, diciannove anni, scomparsa da alcuni mesi, l'uomo non è davvero convinto che quella sarà una storia da raccontare: è tristemente consapevole che di ragazze scomparse ce ne siano molte, troppe, ogni giorno. Ma quando viene a sapere che Sadie si è allontanata da casa dopo il brutale omicidio irrisolto della sorella Mattie, tredici anni, parte alla volta di Cold Creek, Colorado, per cercare di saperne di più. Sadie non ha idea che la sua storia stia per diventare il soggetto di un podcast di successo seguito da una costa all'altra degli Stati Uniti. Tutto ciò che vuole è vendetta: armata di un coltello a serramanico e del suo lacerante dolore, Sadie colleziona una serie di confusi indizi che seguono le tracce dell'uomo che è convinta abbia ucciso la sorella. Mentre West ricostruisce il viaggio di Sadie, ritrovandosi sempre più coinvolto dalla storia della ragazza e ossessionato dal pensiero di ritrovarla, un mistero inquietante comincia a prendere forma e a svelarsi. Riuscirà West a ricomporre il puzzle della verità prima che per Sadie sia troppo tardi?


La mia opinione Uno YA thriller davvero molto particolare, che già dalle prime pagine risulta particolare per il suo confezionamento nello stile narrativo. Ai capitoli scritti in prima persona dal punto di vista della protagonista vengono alternati sempre capitoli scritti in stile podcast radiofonico. (che hanno il compito di spiegare meglio la vicenda da un punto di vista esterno)
Questa dei podcast è la prima cosa che salta all’occhio e che rende il libro originale, ma non è la sola qualità originale del libro, anzi, di qualità originali ce ne sono tante.
La protagonista è lontana anni luce da ogni protagonista YA letta in passato ed è finalmente un personaggio realistico. E’ una ragazza con molti problemi, con anche dei difetti evidenti e non è la super eroina in cui le ragazze della sua età vorrebbero identificarsi. Ed è per questo che mi è stata subito simpatica, perché nessuno leggendo di lei e della sua vita vorrebbe essere al suo posto.
Inoltre il libro è assolutamente privo di qualsiasi cliché tipico YA, non vi è storia romance, non vi è davvero niente di riconducibile ad altri libri YA letti.
Però come sapete l’originalità non basta e ci vuole anche una storia che sappia attrarre l’attenzione del lettore e conquistarlo. E qui c’è. Io ho letto questo libro in soli 3 giorni perché ho trovato la storia interessantissima e magnetica, e, complice anche uno stile dinamico e anche grazie alla peculiarità dei podcast, leggerlo è stato davvero un piacere.
Le tematiche principali di questo libro vertono su tematiche drammatiche e realistiche, sui legami famigliari di una famiglia disfunzionale, su un omicidio, e su una vendetta. Ma vengono fatti riferimenti anche ad argomenti come la precarietà economica, i problemi di dipendenze da alcool e droghe, al problema della violenza sessuale su minori e sul problema, molto diffuso negli Stati Uniti e molto attuale, dei minori che scompaiono nel nulla e che di fatto non vengono cercati dalla polizia.
Tematiche anche molto forti e di cronaca nera, ma qui affrontate in maniera non non totalmente esplicita. Sono tematiche che ci sono, aleggiano sulla storia, ma non la appesantiscono eccessivamente. Una storia davvero molto vera e tragica, ma non essendoci descrizioni esplicite non l’ho trovata destabilizzante.
Ed è forse questa l’unica caratteristica che può incasellare questo libro in uno YA , perché per il resto è davvero molto diverso dai soliti YA, ed è diverso anche sul finale, che risulta molto atipico.
Subito il finale mi aveva lasciato un pizzico di insoddisfazione, ma dopo aver messo via il libro ed averci pensato su meglio ho trovato la scelta di questo finale azzeccata, totalmente distante dal finale che ci si poteva aspettare, totalmente diverso dal normale, ma bello proprio per questo.



voto:


sabato 26 novembre 2016

Recensione: LA CASA PER BAMBINI SPECIALI DI MISS PEREGRINE - Ransom Riggs

La mia recensione su "La casa per bambini speciali di Miss Peregrine" di Ransom Riggs.


Titolo: La casa per bambini speciali di Miss Peregrine
Serie: Miss Peregrine's Peculiar Children, vol. 1
Autore: Ransom Riggs
Traduzione: L. Katerinov
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: Novembre 2011
Pagine: 383
Prezzo: 15,30 euro

Sinossi: Quali mostri popolano gli incubi del nonno di Jacob, unico sopravvissuto allo sterminio della sua famiglia di ebrei polacchi? Sono la trasfigurazione della ferocia nazista o qualcos’altro, qualcosa di vivo e ancora pericoloso? Jacob decide di attraversare l’oceano per scoprire il segreto racchiuso tra le mura della casa in cui, decenni prima, avevano trovato rifugio il nonno Abraham e altri orfani scampati all’orrore della Seconda guerra mondiale. Soltanto in quelle stanze abbandonate e in rovina, rovistando nei bauli pieni di polvere e reperti di vite lontane, il ragazzo potrà stabilire se i racconti del nonno, traboccanti di avventure, di magia e di mistero, siano stati solo invenzioni, buone a turbare i suoi sogni notturni. O se, invece, in quelle parole ci sia almeno un granello di verità, come suggerisce la strana collezione di fotografie d’epoca che Abraham custodiva gelosamente. Possibile che i bambini e i ragazzi ritratti in quelle immagini ingiallite, bizzarre e inquietanti, fossero davvero speciali, dotati di poteri straordinari, forse addirittura pericolosi? Possibile che quei bambini siano ancora vivi, e che si preparino a fronteggiare una minaccia oscura e molto più grande di loro?


La mia opinione: Ottime idee iniziali e ottima ambientazione per uno sviluppo che però non mi ha convinta! Premetto che nutrivo molte aspettative nei confronti di questo libro, ma poi al concretizzarsi della lettura ne sono rimasta molto delusa. Il protagonista, emblema del ragazzino americano ricco e viziato, proprio non mi è piaciuto. L'ho trovato fin dalle prime pagine senza carattere, senza quindi la stoffa del vero protagonista. I primi capitoli sono stati un po' noiosi, mi aspettavo tutt'altro. Poi per fortuna le cose cambiano quando l'ambientazione si sposta nella giusta collocazione, ovvero quando finalmente il lettore fa la conoscenza con "la casa dei bambini speciali". Qui la storia prende finalmente una svolta interessante e l'atmosfera che si respira è tetra, gotica, molto freak, proprio quello che mi aspettavo guardando la bella copertina del libro. Qui l'autore ha fatto centro nel sviluppare l'ambientazione e i vari personaggi che abitano la casa. Peccato che però la storia ristagna, la fase introduttiva dura circa 3/4 del libro. Ma la cosa ammetto che non mi ha pesato, perché è talmente interessante leggere calati completamente in questa particolare e tetra ambientazione che non si sente nessuna fretta di passare oltre. La vera delusione infatti l'ho provata quando la lunga parte introduttiva termina e inizia lo svolgimento della storia. Un guazzabuglio di idee brutte e confuse. Scene d'azione mal descritte e caotiche in cui non riuscivo ad immaginare nulla di nulla. Non vedevo l'ora che il libro finisse e per fortuna che da quel punto in avanti i capitoli non sono molti. Il finale non è un finale ma rimanda tutto al libro successivo, libro che non leggerò perché penso che l'autore sia negato per le scene d'azione e immagino che nel secondo libro sarà tutto concentrato su di esse. Per me quindi questa trilogia finisce qui, ma darò volentieri una possibilità al film che ne è stato tratto.



voto:



martedì 22 marzo 2016

Recensione: PREP - Curtis Sittenfeld

Ecco la mia recensione al libro "Prep" di Curtis Sittenfeld.


Titolo: Prep
Autrice: Curtis Sittenfeld
Traduzione: Annalisa Crea
Casa editrice: Rizzoli
Pagine: 495
Data di pubblicazione: Marzo 2006
Prezzo: 17,50

Sinossi: Lee Fiora, quattordicenne cresciuta in una cittadina dell'Indiana, ottiene una borsa di studio per la preparatory ("prep") school di Ault, nel Massachusetts, un prestigioso liceo che prepara all'università. È - come prometteva il dépliant - un ambiente esclusivo di antichi edifici e prati curatissimi, di ragazzi dai sorrisi smaglianti e belle ragazze in kilt. Ciò che non diceva il dépliant, e che Lee capisce subito, è che lei sarà sempre un'outsider tra i rampolli delle ricche famiglie della East Coast, intimidita e attratta dai suoi compagni. Proprio perché è un'estranea, un pesce fuor d'acqua, Lee riesce a cogliere con spietata acutezza i tratti essenziali dei caratteri, delle relazioni, dei rituali di alunni e insegnanti.



La mia opinione: Questo libro l'ho lasciato in libreria 7 anni prima di leggerlo: nonostante l'avessi preso scontato del 65% sospettavo, date le negativissime opinioni lette in giro, di aver comunque fatto un pessimo acquisto. E invece no. "Prep" (il cui didascalico titolo altro non è che l'abbreviazione di "Preparatory School", ma è anche l'abbreviazione di "Preppy", come indicazione dei giovani benestanti del nord-est degli Stati uniti che frequentano le scuole private) ha ampiamente superato le mie aspettative. La peculiarità di questo libro è che sembrerebbe quasi privo di trama perché la storia non è altro che un resoconto di 4 anni di collegio, che si dilunga per ben 500 pagine. Noioso? Nient'affatto. Per me questa lettura è stata quanto di più distante possa esserci dalla noia! La protagonista è una ragazza molto introversa che passa praticamente inosservata per tutti i suoi anni trascorsi a scuola e la narrazione, scritta dal suo punto di vista in prima persona, è incredibilmente vivida, una delle narrazioni più credibili e veritiere che abbia letto, capace di trasportare il lettore in tutto e per tutto nella storia, a patto però che si riesca ad immedesimarsi almeno un po' nella protagonista, cosa che a me è riuscita molto bene. Penso non sia necessario essere caratterialmente tali e quali a lei per capirla, però è certamente necessario essere introversi per riuscire a capire molte delle scelte che fa, o sarebbe meglio dire molte delle scelte che NON fa. Perché in questo romanzo c'è più riflessione che azione, più cose non dette o cose non fatte che il contrario. E' affascinante come ogni cosa non detta o non fatta abbia sempre un elaborato retroscena e l'autrice è bravissima a descrivere ogni avvenimento capiti alla protagonista con estrema lucidità e in maniera molto semplice e scorrevole.
Poteva essere un romanzo banale ma vincente, ciò che il pubblico avrebbe maggiormente apprezzato, in cui la protagonista inizia la sua avventura scolastica da "nullità" ma poi ha un processo evolutivo sorprendente e sul finale si riscatta e diventa la ragazza più ammirata e popolare della scuola. Ma no, la realtà raramente funziona così e i romanzi in cui i protagonisti hanno questi salti di qualità sinceramente non fanno per me. Invece questo romanzo nella sua "normalità" è stato per me straordinario e pieno di spunti interessanti, una lettura nel complesso leggera e poco impegnativa, anche se con un fondo di introspezione acuta, che purtroppo temo non possa venire colta da tutti a causa dell'insormontabile divario che da sempre le persone timide creano con il resto del mondo. Ma non è colpa del libro.



voto:



giovedì 15 gennaio 2015

Recensione: L'AMORE BUGIARDO - Gillian Flynn

La mia recensione su "L'amore bugiardo" di Gillian Flynn.



Titolo: L'amore bugiardo
Autrice: Gillian Flynn
Traduzione: Graziosi F. - Zani I.
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: Gennaio 2013
Pagine: 462
Prezzo: 18,00

Sinossi: L’amore bugiardo è un thriller ad alta tensione in cui la scrittrice statunitense Gillian Flynn narra la vicenda di un matrimonio che non è proprio dei più felici. Amy e Nick si sono conosciuti ad una festa e tra i due è stato un colpo di fulmine. Anni dopo, Nick ed Amy sono nel Missouri e si stanno preparando per i festeggiamenti del loro quinto anniversario di matrimonio. Le cose però, in quei cinque anni, non sono andate come speravano. I due hanno perso il lavoro e da giovani rampanti con una carriera promettente davanti, Amy e Nick sono andati un po’ alla deriva. Sono andati via da Brooklyn e si sono trasferiti a North Carthage, nel Missouri. Qui Nick ha aperto un bar, ed Amy fa la casalinga. Al di là di tutto, i due si apprestano a festeggiare quei cinque anni insieme. E’ una calda mattinata estiva, tutto è stato predisposto per la ricorrenza, ma Amy non c’è più. Nel salotto ci sono segni evidenti di una colluttazione e tracce di sangue. Che fine ha fatto Amy? Possibile che le sia successo qualcosa di tremendo? Magari Amy, nel diario che custodiva tanto gelosamente, ha scritto qualcosa che possa spiegare l’accaduto, nella sua memoria potrebbero emergere elementi in grado di condurre alla verità. Tra la gente cominciano a serpeggiare dei sospetti su Nick. Chi è davvero quell’uomo veramente? Un marito devoto o uno spietato criminale, che è riuscito a nascondere la sua vera identità per tutto il tempo che ha trascorso accanto ad Amy? Gillian Flynn, con L’amore bugiardo, porta il lettore nei meandri più oscuri di un matrimonio finito male.


La mia opinione: Abbagliata dalle millemila recensioni positive e dal film uscito nelle sale un mesetto fa, eccomi qua anche io a recensire questo libro dal successo fulmineo. Diciamo che le aspettative erano molto alte e per la maggior parte non sono state deluse, anche se non sono neanche state soddisfatte pienamente. Ma andiamo per gradi.
Sicuramente come storia ha una grandissima attrattiva iniziale. Siamo abituati a leggere thriller i cui protagonisti sono detective, squadre di polizia, medici legali et similia che si trovano invischiati nei "drammi degli altri" e leggere invece un thriller che si discosta da questo schema, i cui protagonisti sono personalmente nel cuore della vicenda, presumibilmente vittima e carnefice, è una boccata d'aria fresca e in un certo modo incuriosisce ancora di più rispetto ai thriller investigativi tradizionali.
I capitoli si alternano dinamici cambiando punto di vista tra LUI (Nick) e LEI (Amy) - i due protagonisti del libro - con uno stile di scrittura dinamico e scorrevole, davvero meritevole perché riesce subito ad affascinare il lettore e a dargli un piacevole senso di voyerismo come se stesse entrando di nascosto nei pensieri più reconditi di ben due persone e nel loro oscuro menage familiare.
Diciamo che questa sensazione dura metà libro e fino a lì ne ero TOTALMENTE entusiasta.
Poi avviene il primo colpo di scena memorabile e nella seconda metà il libro perde un po' di credibilità. Intendiamoci, rimane sempre un'ottima lettura, la curiosità di sapere come si evolverà la situazione è sempre molto presente, ma le cose che accadono sono in certi casi talmente esagerate che il mio entusiasmo iniziale ne ha risentito. L'autrice è molto brava a farti credere una cosa per poi dimostrarti l'esatto opposto, questo non lo metto in dubbio, anche se gli stratagemmi utilizzati sono un po' grossolani, avrei preferito un'indagine psicologica più accurata e fine piuttosto che così estrema.
In definitiva direi che questo libro ha molti pregi dalla sua parte, oltre a quelli già menzionati vi sono anche degli spunti interessanti sulla psicologia di coppia e riflessioni varie che meritano attenzione e che portano il libro da un livello superiore e poi ha il grandissimo pregio di mantenere sempre alta l'attenzione del lettore. Ma non è il libro perfetto che mi sarei aspettata, e anche il finale risulta particolarmente fiacco e tirato via. Certamente inquietante, questo sì, ma auspicavo a un epilogo più memorabile.


voto:



Acquisto consigliato? Sì, consigliato perché diverso dal solito, consigliato perché originale e sono sicura che non vi annoierà.

mercoledì 30 luglio 2014

Recensione: LA CORSA DELLE ONDE di Maggie Stiefvater

La mia recensione su "La corsa delle onde" di Maggie Stiefvater. 



Titolo: La corsa delle onde
Autrice: Maggie Stiefvater
Traduzione: Maria Concetta Scotto di Santillo
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: Settembre 2012
Pagine: 450
Prezzo: 16,50
Sinossi: Succede ogni autunno, sull'isola di Thisby. Dalle gelide acque dell'oceano si spingono a riva i cavalli d'acqua, creature affascinanti e crudeli che gli abitanti catturano per montarli nella Corsa dello Scorpione. Il vincitore guadagnerà fama e denaro, i meno fortunati incontreranno la morte. Ma qualcosa cambia quando alla gara si iscrive Kate Connolly, capelli rossi e tempra di ferro. Kate è determinata a correre con la sua cavalla Dove, sfidando usanze secolari che vogliono solo concorrenti maschi e nessun cavallo ordinario. Certo, non ha molte possibilità contro Scan Kendrick, diciannove anni, il favorito, esperto domatore di cavalli. Nessuno dei due è preparato a ciò che sta per succedere, perché quest'anno la Corsa dello Scorpione non sarà solo questione di gloria e denaro, ma di amore e destino.


La mia opinione: Questo libro è stato una vera rivelazione. Conoscevo di fama l'autrice ma non avevo mai letto i suoi romanzi perché avevo paura di imbattermi nei soliti young adult che sinceramente mi hanno stufata. Ho deciso di darle una possibilità con "la corsa delle onde" per due motivi: 1) le recensioni sopra la media mi hanno incuriosita 2) è un romanzo AUTOCONCLUSIVO! Davvero... imbattermi nell'ennesima saga con la probabilità che non ne verrà completata la pubblicazione in Italia? No, grazie. Quindi, se anche voi non ne potete più delle solite trovate commerciali di libri fotocopia e serie interrotte fate come me: leggete "La corsa delle onde"! :-)
Appena iniziata la lettura è subito chiaro che siamo davanti a un prodotto editoriale diverso, la storia è fin dall'inizio affascinante e misteriosa, (niente personaggi paranormali o con i superpoteri, niente adolescenti bellissimi e ricchissimi che vanno a scuola e vivono in villette a schiera, niente niente niente dejà-vu da altri libri di nessun tipo..) l'ambientazione è su un'isola da qualche parte nell'oceano e il tempo in cui avviene la storia non è ai giorni nostri, ma piuttosto retrò (forse anni 50/60? non lo sapremo mai dato che non viene specificato..) e poi vi è una componente magica piuttosto velata, perché la storia riprende la leggenda dei Kelpie (cavalli d'acqua del folclore celtico), ma non in maniera precisa. Diciamo che l'autrice ha preso un piccolo spunto da questa mitologia e poi la ha come reinventata lei stessa nella maniera che preferiva, e secondo me il risultato è stato ottimo. Il ritmo narrativo è piuttosto lento, ma non noioso, l'autrice è stata bravissima a ricreare quest'ambientazione un po' magica e mitologica e inserirle al suo interno una storia del tutto veritiera con personaggi normalissimi (ma non per questo meno interessanti), che si devono scontrare con problemi reali della vita quotidiana. Inoltre ci tengo a sottolineare come le descrizioni riescano benissimo a far immedesimare il lettore in ogni scena, perché la scrittura risulta perfettamente vivida, evocativa, suggestiva... sembra di essere lì! E questo è sicuramente uno dei pregi fondamentali, perché se un romanzo riesce ad affascinarti a tal punto e a garantirti una totale immedesimazione allora significa davvero che è un romanzo che vale!
I personaggi principali risultano caratterizzati alla perfezione, sembra di conoscerli da sempre, un po' meno alcuni personaggi secondari, che a volte danno l'idea che abbiano poco spessore, ma questo è davvero uno dei pochi pochissimi difetti del libro, che se vogliamo fare un confronto con i difetti degli altri libri ya allora appare evidente che questo della Stiefvater appartiene proprio ad un'altra categoria. Non so che altro aggiungere, se non che dopo aver letto questo libro mi è venuta voglia di leggere anche gli altri di questa autrice, perché, se anche gli altri sono scritti con lo stesso stile evocativo e suggestivo allora meritano tantissimo!



voto:




Acquisto consigliato? Sì, STRAconsigliato! Chi ama i cavalli e i paesaggi suggestivi lo adorerà alla follia, ma lo consiglio veramente a tutti i lettori a cui piacciono le storie magiche dall'atmosfera rarefatta.

martedì 29 luglio 2014

Un libro... a raggi X!!! LA CORSA DELLE ONDE - capitoli 49-66



"Un libro... a raggi X!!!" Di cosa si tratta?
Questa rubrica è stata ideata da me e da Morna (del blog Forgotten pages) e consiste nel leggere entrambe un determinato libro e commentarlo un po' alla volta, come una specie di commento a due voci in cui alternandoci diremo le nostre impressioni sul libro in oggetto.


In questa quarta e ultima puntata commentiamo i capitoli 49-66 de "La corsa delle onde" scritto da Maggie Stiefvater.
Se vi siete persi le precedenti puntate potete trovarle qui: 


Vi lascio intanto la scheda del libro:

Titolo: La corsa delle onde
Autrice: Maggie Stiefvater
Traduzione: Maria Concetta Scotto di Santillo
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: Settembre 2012
Pagine: 450
Prezzo: 16,50
Sinossi: Succede ogni autunno, sull'isola di Thisby. Dalle gelide acque dell'oceano si spingono a riva i cavalli d'acqua, creature affascinanti e crudeli che gli abitanti catturano per montarli nella Corsa dello Scorpione. Il vincitore guadagnerà fama e denaro, i meno fortunati incontreranno la morte. Ma qualcosa cambia quando alla gara si iscrive Kate Connolly, capelli rossi e tempra di ferro. Kate è determinata a correre con la sua cavalla Dove, sfidando usanze secolari che vogliono solo concorrenti maschi e nessun cavallo ordinario. Certo, non ha molte possibilità contro Scan Kendrick, diciannove anni, il favorito, esperto domatore di cavalli. Nessuno dei due è preparato a ciò che sta per succedere, perché quest'anno la Corsa dello Scorpione non sarà solo questione di gloria e denaro, ma di amore e destino.


Ecco la nostra opinione dei capitoli dal 49 al 66:


SARA: Eccoci giunti all'ultima tappa della rubrica e al gran finale del libro. E non lo dico a caso, questo finale è davvero un "gran finale", molto rocambolesco, molti colpi di scena... ma passiamo per gradi.

MORNA: Oddio! Devo ancora riprendermi da questo finale *si tira i pizzicotti da sola*

SARA: La nota più dolente di questi capitoli (speravo di sbagliarmi e invece no...) è stato Mutt. Odio viscerale per questo personaggio!!! Più cattivo di così non poteva essere... ma come si fa!!!! Il capitolo 53 è stato terribile, stringevo la copertina del libro così forte per la paura che fosse successo il peggio... e comunque povera Edana, che scena straziante, per fortuna l'autrice non si è soffermata troppo a lungo a descriverla perché mi è bastata fin troppo così. Adorabilissima invece la scena di quando Sean si presenta a cena, davvero carino il suo modo di porsi, lo so che sono strana, ma tra tutte le scene in questi ultimi capitoli (non molte a dire il vero) della love story tra i due personaggi ho apprezzato maggiormente quella rispetto ad altre.

MORNA: Giuro che avrei strangolato con le mie stesse mani Mutt Malvern!!! Che rabbia! Davvero subdolo e cattivo: si è meritato la fine che l’autrice ha deciso per lui! Per quanto riguarda Sean, ormai lo sai, ogni volta che lo si nomina mi vengono gli occhioni a cuoricino! Ma quanto è tenero?! Quanto? *sospira*
Per quanto mi riguarda, invece, una delle parti che ho apprezzato di più riguardo la love story è stata la scena del tramonto, la sera prima della gara. Quella scena, secondo il mio modesto parere, è un piccolo capolavoro di narrativa. Mi sono sentita letteralmente trasportata, sembrava di viverla davanti a me…fantastica, non ci sono altre parole!


SARA: Poi vabbè... se vogliamo parlare della corsa... lì tensione ai massimi livelli! Mi aspettavo ovviamente che non filasse tutto liscio, ma ciò che è accaduto è stato in parte inaspettato e anche lì ho maledetto Mutt un bel po'... fino a quando ha avuto quel che si meritava!

MORNA: Concordo in pieno. Durante la lettura ero tutta un fascio di nervi non sapevo bene cosa aspettarmi, ma immaginavo qualcosa del genere. D’altro canto non poteva, proprio per un discorso di narrazione, far svolgere il tutto senza intoppi. E infatti così è stato! La parte della gara mi è piaciuto moltissimo, sia per la dinamicità che la caratterizza, sia per il suo svolgimento che ho trovato imprevedibile ma assolutamente ben gestito.

SARA: Tirando le somme delle mie impressioni sul libro confermo che mi è piaciuto moltissimo, il finale è stato qualcosa di incredibile perché la narrazione, che prima era stata abbastanza calma, ha avuto una brusca impennata e come già detto non ha mancato di stupire e mi ha fatta rimanere fino all'ultimo col fiato sospeso. L'epilogo vero e proprio della storia dei due protagonisti anche mi è piaciuto, un finale lieto senza essere banale.

MORNA: Esattamente come dicevo prima. Aggiungo solo che anche io ho apprezzato enormemente lo sviluppo e l’epilogo della storia d’amore che assolutamente è romantica (di quel romanticismo che ti accelera un po’ i battiti del cuore) ma senza mai, e sottolineo mai, essere banale!

SARA: Ma… un appunto devo farlo sui personaggi secondari che secondo me sono stati caratterizzati poco e non bene... mi spiego meglio. Secondo me l'autrice si è concentrata unicamente sui personaggi che ha preferito, vedi i due protagonisti e Finn (anche lui un bel personaggio) ma ha invece tralasciato quasi completamente di caratterizzarne altri, specialmente i personaggi negativi. Mutt, come abbiamo già detto più è più volte è il cattivo di turno, un cattivo assoluto che pensa solo a nuocere agli altri ma a parte la cieca invidia che prova nei confronti di Sean non riusciamo a cogliere altro. Forse per lui ci può anche stare, ma che dire invece di suo padre, il signor Malvern? Anche lui rientra tra i personaggi negativi perché pensa solo al suo tornaconto personale, ma la cosa che mi ha lasciata più perplessa è il suo non schierarsi mai né a favore, né contro il figlio. Voglio dire... quando combina quel danno terribile nella sua scuderia si comporta come non fosse successo niente, può essere perché vuole bene al figlio? Non sembrerebbe neanche così. Infatti finita la gara lo troviamo impassibile, nessun sentimento trapela per l'esito della gara e per ciò che è successo. Quando Puck si presenta per saldare il suo debito e comprare Corr l'unico suo pensiero è che i soldi devono essere quelli pattuiti all'inizio, nessuno sconto. Lì mi sarei aspettata di conoscere un po' meglio il suo carattere, di vedervi un barlume di umanità per l'accaduto, niente di niente. Purtroppo questo non mi è piaciuto.

MORNA: Concordo con te, ma in parte mi trovo in disaccordo. Per quanto mi riguarda infatti valgono le stesse considerazioni della puntata precedente. L’atmosfera rarefatta e magica che avvolge il libro si ripercuote anche sui personaggi a mio avviso, e questo non è per me un aspetto negativo. Ho imparato nel corso del libro ad accettare questa particolarità e ad apprezzarla. Come dicevo la scorsa volta, forse se tutto fosse cristallino e spiegato alla perfezione il romanzo perderebbe parte del suo fascino.
É vero, l’autrice si è concentrata maggiormente sui personaggi che preferiva tuttavia anche gli altri, non ho la più pallida idea del perché, mi sono risultati completi. La morte di Tommy Falk, per esempio, mi ha toccata davvero. La scena del suo funerale è stata per me davvero angosciosa e tetra nonostante il personaggio abbia avuto una parte quasi insignificante all’interno della storia. Per quanto mi riguarda, però, questo è assolutamente un merito dell’autrice: riuscire a caratterizzare i personaggi anche con piccolissime pennellate, inserendoli nei contesti adeguati per farli entrare nella testa e nel cuore di chi legge. Nel caso di Tommy Falk è bastata la scena del pollo che si tirava con Gabe per farlo entrare nel mio immaginario e per questo la sua uscita dalla storia è stata davvero toccante.
Per quanto riguarda Malvern invece in parte concordo con te: è un personaggio strano. Il suo non schierarsi né mostrare un pizzico di sentimento però io l’ho visto come una parte del suo essere burbero e molto attaccato ai soldi, al suo lavoro e ai guadagni che la scuderia gli frutta. A questo proposito esemplificativa è stata la scena di quando, durante l’asta con Holly, dice che Sean eredità tutto mentre Mutt ascoltava la conversazione indignato. Per me lui è il classico personaggio egoista concentrato solamente sui suoi interessi. O almeno questo è quanto ho compreso dal “ritratto” che ne ha fatto l’autrice; non posso quindi dire di non averlo trovato completamente non caratterizzato.


SARA: Tornando al mio giudizio sul libro, a parte questi piccoli particolari che a mio avviso non lo rendono perfetto (ma poco ci manca), "La corsa delle onde" è stata sicuramente una delle più belle letture intraprese in questo anno, l'autrice è talentuosa, sa distinguersi sia per stile narrativo che per idee: è da tenere d'occhio. Ero nel dubbio se leggere o meno altri suoi libri, il famoso "Shiver" devo dire che non mi ispirava, ma adesso mi sono convinta a leggerlo. Il mio voto su questi ultimi 18 capitoli è 4,5 stelline e il mio voto complessivo per il libro sempre 4,5 stelline.

MORNA: Assolutamente d’accordo! La corsa delle onde è sicuramente in cima alle migliori letture di quest’anno. Io ho comprato a scatola chiusa la trilogia di Shiver ma ho sempre vissuto con il dubbio di aver fatto un acquisto affrettato. Ora sono sicura del contrario. Per quanto mi riguarda La corsa delle onde è stata una lettura perfetta. 5 Stelline per questo gran finale e 5 stelline per l’intero libro! Assolutamente stra consigliato!

martedì 22 luglio 2014

Un libro... a raggi X!!! LA CORSA DELLE ONDE - capitoli 33-48



Parte oggi la nuova rubrica "Un libro... a raggi X!!!"
Di cosa si tratta?
Questa rubrica è stata ideata da me e da Morna (del blog Forgotten pages) e consiste nel leggere entrambe un determinato libro e commentarlo un po' alla volta, come una specie di commento a due voci in cui alternandoci diremo le nostre impressioni sul libro in oggetto.


In questa terza puntata commentiamo i capitoli 33-48 de "La corsa delle onde" scritto da Maggie Stiefvater.
Se vi siete persi le precedenti puntate potete trovarle qui: 

Vi lascio intanto la scheda del libro:

Titolo: La corsa delle onde
Autrice: Maggie Stiefvater
Traduzione: Maria Concetta Scotto di Santillo
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: Settembre 2012
Pagine: 450
Prezzo: 16,50
Sinossi: Succede ogni autunno, sull'isola di Thisby. Dalle gelide acque dell'oceano si spingono a riva i cavalli d'acqua, creature affascinanti e crudeli che gli abitanti catturano per montarli nella Corsa dello Scorpione. Il vincitore guadagnerà fama e denaro, i meno fortunati incontreranno la morte. Ma qualcosa cambia quando alla gara si iscrive Kate Connolly, capelli rossi e tempra di ferro. Kate è determinata a correre con la sua cavalla Dove, sfidando usanze secolari che vogliono solo concorrenti maschi e nessun cavallo ordinario. Certo, non ha molte possibilità contro Scan Kendrick, diciannove anni, il favorito, esperto domatore di cavalli. Nessuno dei due è preparato a ciò che sta per succedere, perché quest'anno la Corsa dello Scorpione non sarà solo questione di gloria e denaro, ma di amore e destino.


Ecco la nostra opinione dei capitoli dal 33 al 48:


MORNA: Bè che dire?! Da dove cominciare? Ho come l’impressione che i miei pensieri saranno estremamente sconclusionati, questa volta. D’altra parte come darmi torto, ho appena finito di leggere la scena della cavalcata su Corr di Puck e Sean! Esiste qualcosa più romantico? Giuro che l’ho trovata semplicemente perfetta, ho amato tutto: lo stile con la quale è narrata, i particolari descritti, l’ambientazione…e il tutto senza mai cadere nello smielato o nell’esagerazione. Ohh, posso dirlo? Ho amato la Stiefvater per questo, avrei voluto abbracciarmela! *si ricompone*

SARA: Quella scena è piaciuta anche a me, e concordo al 100% sul fatto che è romantica senza esagerazioni di nessun tipo, è bella proprio perché non vi è nessuna forzatura, l'amore tra i due personaggi ancora non è esternato e quindi quella scena è un preludio molto realistico e naturale.

MORNA: Tornando a noi comunque, devo dire che, per quanto mi riguarda, il banco di prova che era questa terza tornata di capitoli ha retto bene, anzi benissimo, alla mie smisurate aspettative. O sbaglio? Personalmente ho trovato questi capitoli all’altezza dei precedenti, in linea con il livello del libro, perfettamente coerente con quello che avrei voluto leggere. E’ vero la situazione non si è smossa più di tanto, nel senso che effettivamente non accade praticamente nulla ai fini della storia portante e dell’epilogo, ma questo è forse l’unico neo di questa terza parte. D’altro canto però era anche prevedibile: il climax di tutto il romanzo è la corsa che ovviamente non può che essere lasciata alla fine della narrazione.

SARA: Sì, anche questa volta concordo, il "difetto" (se così vogliamo chiamarlo) di questi capitoli è che la situazione rimane pressoché invariata e non ci sono colpi di scena davvero importanti, però tutto rimane in linea con quanto avvenuto fin'ora e non vi è un calo nella narrazione ma solo una sorta di staticità. Comunque chi ha apprezzato il libro fino ad ora continuerà ad apprezzarlo esattamente come prima, nell'attesa di un finale che ha tutte le carte in tavola per sfoderare i veri colpi di scena.

MORNA: Tuttavia mi sento di dover in ogni caso segnalare l’importanza di questi capitoli. Innanzitutto mi hanno riconfermato quello che precedente avevo solo sospettato, ovvero l’introduzione di un personaggio che secondo me avrà ancora qualcosa da dire nel futuro: George Holly, il ricco americano venuto dal continente. Non lo so per certo, ma secondo me gatta ci cova! E poi il personaggio di Sean *altro sospiro* il protagonista maschile così ombroso e misterioso, che in queste pagine viene ancora di più approfondito e caratterizzato (come se ce ne fosse stato bisogno). Non solo, viene anche legittimato e, grazie a questi capitoli, ora sappiano il vero motivo per cui partecipa alla Corsa dello Scorpione. Come anche per Puck in precedenza e come abbiamo sottolineato già la volta scorsa, le motivazioni che muovono i personaggi sono tutt’altro che frivole e campate in aria e questo mi piace. Anche i loro discorsi, i loro comportamenti e i loro silenzi non sono semplici capricci come a volta capita negli YA, ma sono dettati da caratteristiche peculiari ben esplicitate dall’autrice nella caratterizzazione dei personaggi. Oltre a Sean anche Gabe finalmente trova un po’ di comprensione e redenzione, almeno per quanto mi riguarda. Voglio dire mi fa ancora girare le scatole per il suo comportamento da orso, ma per lo meno ora so cosa gli passa per la testa e se anche non condivido almeno capisco. Niente da fare invece per Malvern e suo figlio Mutt: mi stanno sempre sulle scatole e quest’ultimo ha avuto quello che si meritava, anche se a farne le spese è stato il suo scagnozzo!

SARA: Hai spiegato alla perfezione anche il mio pensiero e aggiungo anche che, ora che sappiamo le IMPORTANTI e assolutamente NON FRIVOLE motivazioni per partecipare (e vincere) alla gara dei due protagonisti avviene come una sorta di conflitto d'interesse tra i due, anche se loro non se ne curano e sembrano lontani anni luce dal vederla in questo modo. Pensiamoci: entrambi hanno urgente necessità di vincere, Sean è praticamente sicuro che ne sarà in grado... ma Puck? Anche lei ha bisogno di vincere, le sue possibilità sono talmente risicate che non ho idea di come potrà anche solo gareggiare, ma la posta per lei è comunque altissima. Cosa succederà???? Sono talmente curiosa che non vedo l'ora di passare alla lettura dei prossimi e ultimi capitoli!

MORNA: Inoltre mi preme sottolineare che in queste pagine ho ritrovato ancora una volta, sopratutto nella scena di cui parlavo prima e in quella detta tempesta (oddio per un attimo ho temuto il peggio per il gatto!!!!), l’atmosfera magica e misteriosa che caratterizza il libro e che io ADORO così tanto. Non c’è niente da fare, ogni volta che comincio a leggere le pagine de La corsa delle onde vengo trasportata lontana. E anche questa volta non c’è stata eccezione: nonostante il caldo afoso che mi attanaglia in questi giorni, per qualche ora sono volata a Thisby!!

SARA: Sì, non c'è niente da fare, l'autrice continua a confermare ciò che già avevamo riscontrato, ovvero che riesce a descrivere scene davvero vivide e dall'atmosfera avvolgente che ti fanno realmente immedesimare nella storia!

MORNA: Per quanto mi riguarda perciò ri confermo in pieno le mie 5 stelline. Non mi resta che leggere la quarta e ultima parte per sapere se mi dovrò pentire amaramente della mia scelta (ma spero proprio di no!!!!)

SARA: E io riconfermo il mio ultimo voto di 4,5 stelline, in trepidante attesa di un finale con il botto :-)

martedì 15 luglio 2014

Un libro... a raggi X!!! LA CORSA DELLE ONDE - capitoli 17-32



Parte oggi la nuova rubrica "Un libro... a raggi X!!!"
Di cosa si tratta?
Questa rubrica è stata ideata da me e da Morna (del blog Forgotten pages) e consiste nel leggere entrambe un determinato libro e commentarlo un po' alla volta, come una specie di commento a due voci in cui alternandoci diremo le nostre impressioni sul libro in oggetto.


In questa seconda puntata commentiamo i capitoli 17-32 de "La corsa delle onde" scritto da Maggie Stiefvater.
Se vi siete persi la prima puntata potete trovarla qui: 

Vi lascio intanto la scheda del libro:

Titolo: La corsa delle onde
Autrice: Maggie Stiefvater
Traduzione: Maria Concetta Scotto di Santillo
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: Settembre 2012
Pagine: 450
Prezzo: 16,50
Sinossi: Succede ogni autunno, sull'isola di Thisby. Dalle gelide acque dell'oceano si spingono a riva i cavalli d'acqua, creature affascinanti e crudeli che gli abitanti catturano per montarli nella Corsa dello Scorpione. Il vincitore guadagnerà fama e denaro, i meno fortunati incontreranno la morte. Ma qualcosa cambia quando alla gara si iscrive Kate Connolly, capelli rossi e tempra di ferro. Kate è determinata a correre con la sua cavalla Dove, sfidando usanze secolari che vogliono solo concorrenti maschi e nessun cavallo ordinario. Certo, non ha molte possibilità contro Scan Kendrick, diciannove anni, il favorito, esperto domatore di cavalli. Nessuno dei due è preparato a ciò che sta per succedere, perché quest'anno la Corsa dello Scorpione non sarà solo questione di gloria e denaro, ma di amore e destino.


Ecco la nostra opinione dei capitoli dal 17 al 32:


SARA: Questi sedici capitoli mi hanno lasciata a dir poco entusiasta, appena finito di leggere il capitolo 32 ho chiuso il libro e ho pensato semplicemente: "Wow!" Il fatto è che quando un libro mi piace non ci sono poi tante parole per dirlo, ma un laconico wow riesce a esprimere il mio stato d'animo meglio di qualsiasi altra cosa.

MORNA: Concordo in pieno! Wow è forse l’esclamazione migliore per caratterizzare anche i miei pensieri relativi a questa seconda parte. E non c’è molto altro da dire, le pagine e la storia parlano da sole: questo libro è una bomba, sotto molti aspetti e ovviamente, dopo essermi data un’altra manata per aver creduto a priori così poco nell’autrice e aver aspettato così tanto tempo prima di cominciare a leggerlo, torno a rimettere il naso tra le pagine e la testa nella storia!

SARA: Sì perché la storia si è fatta più interessante che mai, è riuscita a catturarmi completamente, e credo che il merito sia tutto dello stile di scrittura dell'autrice e delle descrizioni di ciò che avviene che lasciano assolutamente senza fiato, sembra di essere lì, specialmente i capitoli che descrivono la festa della "parata dei cavalieri"... wowowowow... era da tempo (dalla lettura del prequel di "Black Friars" per l'esattezza) che non leggevo di una festa così suggestiva. Suggestivo... ecco l'aggettivo giusto per definire, non solo alcuni capitoli, ma tutto il libro (e siamo solo a metà!!!) chissà cosa succederà nell'altra metà del libro???

MORNA: Anche in questo caso mi ritrovo perfettamente d’accordo. Il libro della Stiefvater ha un’aura di mistero e fascino estremamente vivida e palpitante che non può fare altro che affascinare il lettore e intrappolarlo nella storia. Come anche dicevo la scorsa volta, le immagini raccontate sono davvero forti, visivamente interessantissime e lo stile dell’autrice, davvero unico e fortemente evocativo, contribuisce in maniera ancora maggiore rendere il tutto ancora più vivo!
La parata dei cavalieri è stata certamente una delle più belle scene raccontate fino ad adesso nel libro, sebbene i paesaggi dell’isola di Thisby siano magnificamente stampati nel mio cervellino. Ti dico solo questo: ho letto il capitolo della parata con il sacrificio di sangue, la dea Epona e tutto il resto mentre ero sul bus per andare in ufficio e c’è mancato poco che non perdessi la fermata!! :D


SARA: Muoio dalla curiosità, onestamente il libro mi ha presa talmente che se non fosse che stiamo leggendo 16 capitoli alla settimana lo avrei già finito da un pezzo, ma da una parte preferisco così: poterlo leggere a piccole dosi è come vivere nella storia un po' più a lungo^^.

MORNA: ahhah :) Io mi sono letteralmente dovuta legare la mani e obbligarmi a richiudere il libro per non andare avanti. E poi, è stata solo una mia impressione o questi ulteriori sedici capitoli sono volati?!
E anche su questo aspetto sono d’accordissimo con te: quando finirà il libro, a patto che continui su questa strada, mi mancherà tantissimo!

SARA: Unico appunto lo faccio al fatto che sembrerebbe che i misteri sull'ambientazione del romanzo e altre cose continueranno ad essere tali perché l'autrice non vuole dare spiegazioni in proposito e non credo che lo farà. E' da questo che mi rendo conto che il libro è uno YA, perché comunque rimane approssimativo su alcune questioni ritenute secondarie, viene dato per scontato che esista quest'isola e che esistano cavalli acquatici che hanno una conformazione fisica e respiratoria uguale ai cavalli terrestri e stop, noi lettori dobbiamo prenderla per buona così...! Sono particolari che effettivamente non vanno a discapito della bellezza del romanzo o della piacevolezza nel leggerlo, o nell'immedesimarsi all'interno di esso, ma ovviamente un lettore adulto certe domande se le fa.

MORNA: Qui invece in parte dissento. Voglio dire, è vero: mancano particolari che, come hai citato tu in un libro adult molto probabilmente sarebbero stati spiegati al lettore, ma che comunque non minano il livello del libro. Eppure non riesco a vederlo come un difetto. Sono convinta che diversamente il romanzo perderebbe parte della sua magia intrinseca. Se l’autrice avesse spiegato da dove vengono i cavalli d’acqua, come sono fatti, che relazione c’è tra l’isola e il continente ecc. avrebbe dovuto allargare le maglie della storie, raccontando questi legami e avrebbe speso pagine e parole per soddisfare la curiosità del lettore. Il che va benissimo, in certi tipi di libri, ma questo…non lo so. Io lo trovo completo così! :) E poi sono dell’idea che potrebbe benissimo esserci un colpo di scena dietro l’angolo..chissà!

SARA: Per dare uno sguardo veloce ai personaggi... ma quanto è irritante il fratello maggiore di Puck??? Oddio... che fastidio il suo comportamento!!!! Per non parlare di quell'infame invidioso di Mutt... a lui va la palma, almeno per il momento, del più perfido... vorrei sbagliarmi ma ho paura che la sua voglia di vincere sarà foriera di grossi guai! Mentre i protagonisti.. beh... loro sono fantastici (e non perché bellissimi, ricchissimi, simpaticissimi o che altro!!!) , sono personaggi interessanti e carismatici ma normali e si sanno far voler bene dal lettore nonostante la loro esteriore semplicità.

MORNA: Torno a concordare :D Il fratello maggiore di Puck è davvero irritante e più che altro incomprensibile..mi fa davvero uscire di testa! E Mutt sì, immagino che si rivelerà molto (e sottolineo molto) problematico in futuro. Invece, vogliamo spendere due parole per Sean? Eh, le vogliamo spendere per lui?! Mi vengono gli occhi a cuoricino solo a pensarci!!! Fantastica Puck, invece!
Sono assolutamente d’accordo, perché per una volta tanto i personaggi di questa storia non sono bellissimi e fighissimi, ma sono caratterizzati splendidamente pur nella loro semplicità. E questo naturalmente è un punto in più per la Stiefvater, che ancora una volta ha fatto centro!!


SARA: Il mio voto parziale per questa prima metà del libro sale a 4,5 stelline, tenendo conto che mi sta piacendo veramente veramente tanto, ma sarà la seconda metà del libro quella davvero decisiva.

MORNA: Sì, la seconda metà sarà il banco di prova per vedere se le fondamenta sono solide e se il libro reggerà alle nostre impressionanti aspettative! XD
Per me questi ulteriori sedici capitoli riconfermano le 5 stelline della volta precedente, sempre sperando che non me ne debba pentire!!

martedì 8 luglio 2014

Un libro... a raggi X!!! LA CORSA DELLE ONDE - capitoli 1-16



Parte oggi la nuova rubrica "Un libro... a raggi X!!!"
Di cosa si tratta?
Questa rubrica è stata ideata da me e da Morna (del blog Forgotten pages) e consiste nel leggere entrambe un determinato libro e commentarlo un po' alla volta, come una specie di commento a due voci in cui alternandoci diremo le nostre impressioni sul libro in oggetto.


Torna questa rubrica, dopo più di un anno di assenza. Per questa prima puntata dopo un lungo periodo di inattività abbiamo scelto di passare ai raggi X il libro: "La corsa delle onde" di Maggie Stiefvater e divideremo la rubrica in quattro puntate, commentando circa 16 capitoli alla volta. In questa prima puntata verranno quindi presi in considerazione i capitoli dall'1 al 16.



Vi lascio intanto la scheda del libro:

Titolo: La corsa delle onde
Autrice: Maggie Stiefvater
Traduzione: Maria Concetta Scotto di Santillo
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: Settembre 2012
Pagine: 450
Prezzo: 16,50
Sinossi: Succede ogni autunno, sull'isola di Thisby. Dalle gelide acque dell'oceano si spingono a riva i cavalli d'acqua, creature affascinanti e crudeli che gli abitanti catturano per montarli nella Corsa dello Scorpione. Il vincitore guadagnerà fama e denaro, i meno fortunati incontreranno la morte. Ma qualcosa cambia quando alla gara si iscrive Kate Connolly, capelli rossi e tempra di ferro. Kate è determinata a correre con la sua cavalla Dove, sfidando usanze secolari che vogliono solo concorrenti maschi e nessun cavallo ordinario. Certo, non ha molte possibilità contro Scan Kendrick, diciannove anni, il favorito, esperto domatore di cavalli. Nessuno dei due è preparato a ciò che sta per succedere, perché quest'anno la Corsa dello Scorpione non sarà solo questione di gloria e denaro, ma di amore e destino.


Ecco la nostra opinione dei capitoli dall'1 al 16:


MORNA: Dunque, come sempre io partirei spendendo due parole riguardo al look del libro in questione, se sei d'accordo. La cover mi piace, non è tra le mie preferite in assoluto, ma la trovo comunque curata nei particolari e nella scelta sia del font usato per il titolo sia dei colori. Insomma non sembra certo una di quelle orride copertine photoshoppate pure male e tutte sgranate in cui a malapena si distingue l'immagine riprodotta! Ottima a mio avviso anche la qualità della carta e in generale della qualità del romanzo (tra cui annovero anche la traduzione) e il cui unico "difetto" - se proprio vogliamo essere pignole! - è il formato: decisamente un po' troppo ingombrante da portarmi in borsa! :D

SARA: Anche a me la cover piace, la trovo abbastanza particolare, l'immagine del cavallo stilizzato è davvero carina, così come anche il titolo situato al suo interno, l'unica cosa di cui magari avrei fatto a meno è il primo piano del viso della ragazza che mi ricorda troppo altri YA (magari al suo posto avrei preferito qualche altro dettaglio...) e avrei optato per l'immagine del cavallo leggermente più grande e con il titolo più in evidenza, perché così sembra sparire un po'... Il formato certamente non è comodo da trasportare ma personalmente i libri che costano più di 10 euro li vorrei tutti in formato grande, quando fanno pagare tanto un brossurato tascabile mi scoccia, ma per quanto riguarda "La corsa delle onde" dico che come qualità/prezzo sono rimasta soddisfatta. Rimango invece insoddisfatta dell'editing perché in appena un centinaio di pagine ho trovato errori e refusi, avrei gradito una maggiore attenzione nella revisione del testo.

MORNA: Detto questo direi che possiamo passare all'analisi del libro vera e propria senza altri indugi. A tal riguardo, fammi iniziare con un "perché cavolo non l'ho letto prima questo romanzo?!" Sul serio, perché l'ho comprato e l'ho lasciato nella mia libreria a prendere polvere? Ehm, probabilmente perché il mio rapporto di libri letti su libri comprati è di dieci a uno (bookaholic inside!), ma questo non toglie che, cavolo, avrei dovuto leggerlo prima! Decisamente!
Perché sì, se non si fosse ancora capito, sono super soddisfatta di questi primi sedici capitoli! La corsa delle onde mi ha letteralmente stregata, come non mi capitava da un po' di tempo a questa e di ciò non posso che esserne estremamente soddisfatta. In poche parole ho apprezzato praticamente tutto del romanzo, sopratutto le scelte stilistiche operate dalla Stiefvater. In primis devo dire mi è piaciuto tantissimo il suo stile narrativo, l'ho trovato davvero unico, estremamente evocativo nonché tremendamente affascinante: con poche frasi ad effetto, infatti, è riuscita fin dalle prime pagine, a delineare un mondo visivamente molto completo che da subito si è stagliato nitidissimo nel mio cervello. Durante tutti questi primi capitoli ho costantemente avuto davanti agli occhi le immagini che scorrevano tra le righe: dall'ambientazione ai personaggi alle situazioni. Maggie Stiefvater è quindi riuscita a farmi sentire parte di quel mondo, come se lo conoscessi da sempre e da sempre ne facessi parte.

SARA: Ahahaha, certamente per quel che riguarda il mio rapporto libri letti/comprati sono messa peggio di te!!!! Però nel mio caso il libro è stato tanto nella mia wishlist ma sono riuscita ad acquistarlo solo da poco... quindi questa volta è un raro caso in cui non l'ho fatto attendere troppo sullo scaffale (strano ma vero!)
E non mi sono affatto pentita di averne iniziato la lettura: questi primi 16 capitoli (più prologo iniziale) mi hanno molto affascinata, la prima impressione che ho avuto è stata: "Finalmente un romanzo YA diverso dagli altri!" e questa volta non è una frase che si sente spesso dire ma che raramente corrisponde alla verità... questa volta è davvero così. Ho iniziato la lettura completamente ignara della storia che si celava al suo interno (non ho neanche letto la sinossi per non rovinarmi la sorpresa) e sono rimasta del tutto spiazzata. Quando si tratta di YA ci si immagina la classica storia di adolescenti americani, che abitano in una villetta a schiera in un tranquillo paesino in periferia, che vanno a scuola e che hanno i soliti problemi adolescenziali triti e ritriti e bla bla bla bla...
Invece questo libro è tutto, completamente, DIVERSO! L'autrice tratteggia un'ambientazione che come dici tu è estremamente evocativa, degna di una Joanne Harris aggiungerei io, (non so se hai mai letto questa autrice ma se lo hai fatto potrai capire a cosa mi riferisco, e nel caso specifico il libro mi sta ricordando molto - solo ed esclusivamente come ambientazione intendiamoci!- "La spiaggia rubata") e ti da la sensazione di vivere anche tu lì e conoscere quel posto anche se non si può dire che si dilunghi in spiegazioni e descrizioni, ma abilmente, con pochi dettagli, è capace di darti una visione nitida e ricca di fascino.

MORNA: Ho apprezzato inoltre - perlomeno per il momento - l'aura di mistero che circonda la storia. L'autrice infatti non si dilunga in troppi dettagli, lasciando ampie porzioni della vicenda avvolte nell'incertezza: dove si trova quest'isola, ad esempio? Temporalmente parlando, quando è ambientata questa vicenda? Per ora non ci è dato saperlo e questo è assolutamente un altro punto a favore del libro perché questa commistione tra fantasia e realtà rende il tutto ancora più eccitante e misterioso di quanto non sia già, almeno per me :D

SARA: Come infatti accennavo prima, l'autrice non perde troppo tempo a dare spiegazioni, la sua strategia sembra essere quella di dare pochi indizi alla volta, disseminati nel testo qua e là ci sono informazioni che a poco a poco riescono a rendere un'idea precisa di ciò che l'autrice vuole mostrare, ma, appunto, solo ciò che lei vuole appare chiaro, mentre dopo avere letto 16 capitoli sono ancora molte le cose misteriose e per quel che mi riguarda, siccome la storia mi sta piacendo molto come anche l'ambientazione, avrei preferito maggiori dettagli, sia per quanto riguarda la località, che potrebbe anche essere del tutto di fantasia, sia per il tempo in cui è collocata la storia (sembra quasi che sia in un epoca che non ha nulla a che vedere con la nostra, - niente tecnologie ad esempio, ma non si può di certo dire che siamo nell'800 dato che alcune altre comodità sono presenti - forse anche quella non si riferisce ad un epoca precisa ma a un epoca che non esiste?) e, soprattutto, mi sarebbe piaciuto avere anche maggiori dettagli per quel che riguarda gli strani cavalli che popolano i mari. Per quanto riguarda questi ultimi non ho mica capito bene, sono cavalli d'acqua ma possono stare sulla terraferma dove infatti vengono allevati? Sono fisicamente uguali ai cavalli normali (ma come possono strutturalmente stare così tanto nell'acqua senza avere la pelle idrorepellente come i mammiferi acquatici e delle pinne per riuscire a nuotare meglio?) ma al tempo stesso possono avere colorazioni classiche ma anche colorazioni strane tipo rosso o blu? Qui l'autrice sembra contraddirsi un po'... e io avrei tanto TANTO voluto maggiore chiarezza...

MORNA: Ultima postilla positiva per quanto riguarda lo stile la spendo per la scelta della narrazione alternata con i due differenti POV che ho a-d-o-r-a-t-o a dir poco! E qui non posso non dire (anzi gridare e dilungarmi, qualcuno mi fermi please!) quanto io abbia amato i personaggi di questa storia, sopratutto Sean che fin dal prologo (mamma che prologo, da brividi!) ha rubato un pezzetto del mio cuoricino di lettrice! Misterioso, rude, enigmatico, solitario, affascinante, leale, disponibile...devo continuare? Giuro di essermi mangiata tutte le unghie quando i capitoli di questa settimana si sono interrotti sul più bello: l'incontro (finalmente!) tra lui e Puck, sulla spiaggia! Argh!!!! Datemi altre pagine da leggere!!! :D L'autrice, infatti, ha nuovamente fatto centro nella caratterizzazione dei protagonisti, che ho apprezzato molto, moltissimo. Puck e Sean sono diversi, si percepisce il cambiamento quando la narrazione passa da una all'altro, non come quei romanzi in cui non si riesce a distinguere un singolo pensiero tra protagonisti e da chi provenga, entrambi sono interessanti e assolutamente ben delineati.

SARA: Anche io da amante dei romanzi narrati da POV differenti non posso che apprezzare questa scelta narrativa, per altro riuscitissima come hai sottolineato tu! I due personaggi principali li ho trovati entrambi gradevoli e sono quei personaggi che seppur diversi tra loro riescono a far affezionare il lettore allo stesso modo. Essendo dei ragazzi lontani anni luce dai canoni di adolescenti viziati e ricchi che possono avere tutto ciò che vogliono è anche abbastanza facile che riescano ad ispirare maggiore simpatia, non c'è davvero gusto quando leggi quelle storie dove i personaggi hanno TUTTO ma sono lo stesso tanto sfortunati e si piangono addosso.. maddai??? Questo romanzo invece è fatto di problemi reali e gli ostacoli che i protagonisti dovranno affrontare sembrano essere fin da subito realmente gravi e all'apparenza insormontabili. Non a caso quando ho finito di leggere i 16 capitoli sono rimasta in ansia per la situazione disperata di Puck, come farà a cavarsela in una situazione tanto complicata? All'apparenza non vedo davvero alternative, l'autrice cosa avrà in serbo per lei e per Sean??? Non vedo l'ora si scoprirlo, e spero davvero di rimanere piacevolmente colpita dall'evolversi della storia, le mie aspettative sono altissime.

MORNA: Per concludere quindi, in tutta onestà, dopo essermi data un'altra manata per aver atteso così tanto prima di approcciarmi all'autrice (sto già meditando di leggermi Shiver), ora non posso che dirmi entusiasta a dir poco per La corsa delle onde! Assolutamente non vedo l'ora di proseguire nella storia, di sapere come questa storia di mare e sangue continuerà e come si intreccerà alla storia dei due personaggi, ma sopratutto di scoprire che cosa la Stiefvater s'inventerà, perché sono sicura che le sorprese non sono finite!
Per quanto mi riguarda dunque questa prima parte ottiene il massimo delle stelline, con la speranza futura che i prossimi capitoli siano alla medesima altezza!

SARA: Anche io non vedo l'ora di proseguire la lettura e spero tanto di non rimanerne delusa perché le carte in tavola per un romanzo eccellente ci sono tutte. Questi primi 16 capitoli per me hanno un grandissimo potenziale ma non li ho comunque trovati perfetti, soprattutto perché avrei voluto maggiori informazioni. Quindi mi mantengo sulle 4 stelline, disponibilissima ad alzare il voto successivamente se come mi auguro la storia saprà stupirmi e affascinarmi ulteriormente.