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lunedì 25 maggio 2015

Recensione: SUITE FRANCESE - Irène Némirovsky

La mia recensione su "Suite francese" di Irène Némirovsky.




Titolo: Suite francese
AutriceIrène Némirovsky
Traduzione: Lanfranco Binni
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: Febbraio 2015
Pagine: 412
Prezzo: 4,90

Sinossi: "Suite francese", pubblicato postumo nel 2004, è l'ultimo romanzo di Irène Némirovsky. Scritto agli albori del secondo conflitto mondiale a Issy-l'Évèque, in Borgogna, è un affresco spietato, composto quasi in diretta, della disfatta francese e dell'occupazione tedesca, in cui le tragedie della Storia si intrecciano alla vita quotidiana e ai destini individuali. È un caleidoscopio di comportamenti condizionati dalle aberrazioni della guerra, dalla paura, dal sordido egoismo, dalla viltà, dall'indifferenza, dagli istinti di sopravvivenza e di sopraffazione, dall'ordinaria crudeltà, dall'ansia di amore. È il racconto della passione, ambigua e tormentata, che nasce tra una giovane donna il cui marito è disperso al fronte e un ufficiale tedesco. Con lucida indignazione ma anche con pietà, Némirovsky mette a nudo le dinamiche profonde dell'esistenza umana di fronte alle prove estreme e scrive un insperato capolavoro della letteratura del Novecento.


La mia opinione: Inizio col precisare che questo non è un romanzo vero e proprio ma un romanzo... ahimè... INCOMPIUTO. L'intento dell'autrice era quello di scrivere un macro-romanzo (una sorta di "Guerra e Pace" francese) composto da 5 storie collegate tra loro ma apparentemente autoconclusive e con protagonisti diversi. Qui ritroviamo solo 2 delle 5 storie previste e non sapremo mai (l'autrice è morta deportata ad Auschwitz) come avrebbe evoluto e collegato le varie storie, un vero peccato non solo dal punto di vista umano, ma letterario, dato che il romanzo in questione avrebbe avuto davvero le carte in tavola per diventare il "Guerra e Pace" del ventesimo secolo.
La prima storia ("Tempesta di Giugno") è incentrata sulla fuga dei parigini dalle loro case agli albori della seconda guerra mondiale. La seconda storia ("Dolce") si concentra invece sull'occupazione tedesca di un paese di campagna francese. Tra le due ho preferito la prima, con più punti di vista che si intersecano tra loro, più personaggi, dal ritmo più dinamico e dalla sagacia più pungente. La seconda storia è invece un po' più lenta, più riflessiva, con meno personaggi. Ciò che è comunque innegabile è la straordinaria capacità narrativa dell'autrice, la sua abilità nell'entrare nella mente di tanti personaggi descrivendone alla perfezione stati d'animo e i tanti mutamenti caratteriali che sorgono nei momenti difficili durante le avversità della guerra. Si assiste infatti ad un caleidoscopio di immagini che tratteggiano con assoluta precisione ogni peculiarità dell'animo umano, pregi e difetti vengono messi completamente a nudo con perspicacia e acume. Altro pregio fondamentale della scrittura della Nemirovsky è la sua completa imparzialità nelle vicende narrate. Si capisce che i fatti descritti sono quanto più possibile vicini all'autrice stessa e che racconta dell'identico periodo storico che lei stessa vive mentre sta scrivendo (è infatti forte la sensazione di vivere le vicende in diretta) ma al tempo stesso nessuna opinione personale scaturisce dalla sua penna, ricreando grazie a ciò un romanzo corale e multisfaccettato, dalle innumerevoli chiavi di lettura.
Purtroppo l'incompiutezza del testo pesa come un macigno e non permette di apprezzare pienamente ciò che sarebbe stato e che mai sarà. Le due storie che il lettore affronta possono essere definite concluse, vi è un inizio e una fine per entrambe, ma sono comunque troppe le diversità (sia di forma che di sostanza) tra le due storie, e sono troppi i fili recisi e gli interrogativi sulle varie dinamiche che si vengono a creare. Sono sicura che l'autrice avrebbe editato ulteriormente i testi, livellando le asperità e amalgamandoli con nuove storie che avrebbero dato un senso a tutto il romanzo. Rimane molta amarezza nel non poterlo leggere per intero.

voto:

mercoledì 8 gennaio 2014

Libri a 4 stelle: LASCIAMI ENTRARE - SCOMPARSA - DUE

Oggi vi voglio parlare di tre libri che ho letto ultimamente e che vi consiglio di leggere, sono libri di generi diversi tra di loro, provenienti da nazioni diverse e adatti a lettori adulti.

Il primo che ci tengo a menzionare, è la mia prima lettura del 2014 si tratta di:


Titolo: Lasciami entrare
Autore: John Ajvide Lindqvist
Editore: Marsilio
Data di pubblicazione: 25 Ottobre 2006
Pagine: 461
Prezzo: 18,50

Sinossi: Autunno 1981, Blackberg, quartiere degradato alla periferia di Stoccolma: il ritrovamento del cadavere completamente dissanguato di un ragazzo segna l'inizio di una lunga scia di morte e sangue. Si tratta di omicidi rituali o dell'opera di un serial killer? Mentre nel quartiere si diffonde la paura, il dodicenne Oskar gioisce segretamente sperando che sia finalmente giunta l'ora della rivalsa nei confronti dei bulletti che ogni giorno lo tormentano a scuola. Ma non è l'unica novità nella sua vita: Oskar ha una nuova amica, Eli, una coetanea appena trasferitasi nel quartiere. Ben presto diventano più che semplici amici, ma c'è qualcosa di strano in Eli, che sostiene di non aver mai visto prima un cubo di Rubik e riesce a risolverlo al primo colpo. E che, soprattutto, esce di casa soltanto la notte…

La mia opinione: Un romanzo sui vampiri che si distingue dagli altri (forse perché scritto nel 2006 e non sulla scia della moda dilagata un paio di anni dopo...), dalla trama originale e dalla fredda e cupa atmosfera svedese. Come struttura ricorda molto i thriller scandinavi e verrà per questo motivo apprezzato molto dagli amanti di quel genere di romanzi, ma con anche una forte componente horror che rende il tutto ancora più interessante. Una storia che unisce il mistero al paranormale, in cui non mancano scene truculente, descrizioni crude, con un cast di personaggi variegato e una narrazione che spazia da un punto di vista ad un altro, rimanendo però sempre in terza persona. Un romanzo impegnativo, viste le quasi 500 pagine, visti i molti personaggi e vista la narrazione non statica, ma a mio avviso da annoverare tra i più interessanti sulla tematica vampiresca.

voto:


Acquisto consigliato? Per lettori esigenti, che non vogliono semplici letture di svago. Per gli amanti del paranormale e del thriller, che non si lasciano impressionare dalle scene violente. Per chi vuole un romanzo sui vampiri completamente fuori dalle mode "post Twilight".









Titolo: Scomparsa
Autrice: Chevy Stevens
Editore: Fazi
Data di pubblicazione: 22 Settembre 2011
Pagine: 380
Prezzo: 18,60
Sinossi: Il giorno in cui viene rapita, Annie O'Sullivan, una giovane agente immobiliare, ha tre obiettivi da raggiungere: vendere una casa, dimenticare un recente litigio con la madre ed essere pronta in tempo per una cena romantica con il suo ragazzo. Quando arriva il suo ultimo cliente Annie s'illude, per un attimo, che sarà forse il suo giorno fortunato. Non sarà così. Sarà l'inizio di un incubo. Alternato al racconto dell'anno che Annie trascorre prigioniera in uno chalet in mezzo ai boschi, c'è il resoconto degli eventi successivi alla sua fuga: la lotta per riprendersi la propria identità, le indagini della polizia per scoprire chi abbia architettato il sequestro di cui è stata vittima. Ma la verità non sempre rende liberi...


La mia opinione: Di questo thriller, la peculiarità che risalta maggiormente e che io personalmente ho apprezzato è il fatto che la narrazione avvenga direttamente dalla vittima, che ci racconta la sua storia tramite sedute di psicoanalisi, ed è quindi apprezzabile la quantità di particolari descritti, che rende l'impressione di assistere alla vicenda come uno spettatore che assiste a uno show. E' certamente una storia inquietante, ma proprio per il modo in cui è stata scritta riesce a mio avviso a suscitare più curiosità che angoscia, e non è un male. I veri colpi di scena ci sono però nella seconda metà del romanzo, dove il racconto del passato finisce e inizia la narrazione al presente. In definitiva un thriller innovativo, efficace e dall'epilogo inaspettato, per essere il primo romanzo dell'autrice è nettamente sopra la media, forse un po' esagerato il movente finale, ma capace di rimanere impresso.


voto:
 


Acquisto consigliato? Consigliato soprattutto a lettrici donne, a chi apprezza i thriller innovativi che non hanno la classica struttura "omicidio & indagini".









Titolo: Due
Autrice: Irène Némirovsky
Editore: Adelphi
Data di pubblicazione: 9 Maggio 2012
Prima edizione originale: 1936
Pagine: 237
Prezzo: 11,00

Sinossi: "Chi meglio della signora Némirovsky, e con un'arma più affilata, ha saputo scrutare l'anima passionale della gioventù del 1920, quel suo frenetico impulso a vivere, quel desiderio ardente e sensuale di bruciarsi nel piacere?" scrisse, all'uscita di questo libro, il critico Pierre Loewel. Le giovani coppie che vediamo amoreggiare in una notte primaverile (la Grande Guerra è finita da pochi mesi, e loro sono i fortunati, quelli che alla carneficina delle trincee sono riusciti a sopravvivere) hanno, apparentemente, un solo desiderio: godere, in una immediatezza senza domani, ignorando "il lato sordido" della vita, soffocando "la paura dell'ombra". Eppure, quasi sulla soglia del romanzo, uno dei protagonisti si pone una domanda - "Come avviene, nel matrimonio, il passaggio dall'amore all'amicizia? Quando si smette di tormentarsi a vicenda e si comincia finalmente a volersi bene?" - che ne costituirà il filo conduttore. Con mano ferma, e con uno sguardo ironicamente compassionevole, Irène Némirovsky accompagna i suoi giovani personaggi, attraverso le intermittenze e le devastazioni della passione, fino alla quieta, un po' ottusa sicurezza dell'amore coniugale.


La mia opinione: "Due" è un ritratto cinico e spietato dell'amore e della vita coniugale, un ritratto disilluso, pessimistico, atto a disgregare tutti gli ideali romantici dilaganti su questa tematica. "Spesso l'amore non è che il ricordo di un istante d'amore". Così dice l'autrice in una delle frasi più famose del romanzo ed è così che vuole dimostrarci, attraverso le vicende dei personaggi che rincorrono l'amore senza raggiungerlo mai davvero. Certamente un romanzo molto, forse TROPPO, categorico, dove non si scorge nessuno spiraglio di speranza, niente di buono, nessun tipo di felicità. Per quanto apprezzi l'autrice e per quanto riconosca il suo talento naturale nel ritrarre con acume e precisione ogni aspetto psicologico dei suoi personaggi e descriverli in maniera così veritiera che è impossibile non ritrovare anche un po' di sé stessi in alcune descrizioni, la direzione a senso unico in cui porta il romanzo è davvero troppo avvilente per definirlo un vero capolavoro. Leggendolo quasi ci si dimentica che esistono anche altre sfumature a completare il ritratto, un grande sbaglio secondo me.

voto:


Acquisto consigliato? Come tutti i romanzi della Nemirovsky la componente psicologica è molto marcata e i contenuti sono profondi, consigliato a chi vuole dedicarsi a un romanzo non leggero, seppur molto scorrevole.

venerdì 20 aprile 2012

Recensione: IL BALLO

Ecco la mia recensione al libro "Il ballo" di Irène Némirovsky.


Titolo: Il ballo
Autore: Irène Némirovsky
Traduzione: Margherita Belardetti
Editore: Adelphi
Data di pubblicazione: 4 Maggio 2005
Pagine: 83
Prezzo: 7,00

Sinossi: "Con la naturalezza di un classico, Il ballo mescola i temi più ardui: la rivalità madre-figlia, l'ipocrisia sociale, le goffe vertigini della ricchezza improvvisata, le vendette smisurate dell'adolescenza". In poche pagine, con una scrittura scarna ed essenziale, Némirovsky riesce a raccontare un dramma dell'amore, del risentimento e dell'ambizione.

La mia opinione: "Il ballo" rappresenta la perfezione del romanzo! La storia conta appena 83 pagine (con scrittura abbastanza grande), lo si legge in un paio di ore al massimo, ma nonostante la sua estrema brevità, riesce a catturare il lettore immediatamente e a coinvolgerlo nella storia con una intensità unica. Lo stile di scrittura dell'autrice è semplice, essenziale, con precisione chirurgica descrive i suoi personaggi scandagliando le loro emozioni e il loro essere, dando un'immagine talmente vivida e veritiera che sembra di averceli davanti in carne ed ossa. La tematica del romanzo è incentrata su una rivalità madre e figlia, sulla voglia di "vivere la mondanità" che bramano entrambe con urgente necessità, e che per ottenerla sono disposte a tutto. La madre, trovandosi alla soglia del decadimento fisico, vuole assolutamente recuperare il tempo perduto ed è disperata all'idea di avere dovuto attendere così tanto per poter "vivere", ma pensa che ora è finalmente arrivato il suo momento. La figlia invece, alle soglie dell'adolescenza, crede che sia invece un SUO diritto vivere la "vita". Non vuole sprecare nemmeno un minuto della sua giovinezza e odia i suoi genitori per il tempo che le fanno perdere in attività da "bambina" che per lei hanno il solo scopo di umiliarla. Entrambe hanno le loro colpe. La madre infatti è così accecata dal raggiungimento dei suoi obiettivi che tratta male la figlia e la considera meno di un oggetto. La figlia, dal suo canto è ammorbata dal seme dell'egoismo che caratterizza la sua età, e il fatto di avere così un cattivo rapporto con la madre certo non la aiuta a placare la sua ira. Ma il momento della rivalsa giungerà presto, sarà un ballo a mettersi di mezzo tra le due. E la vendetta farà il suo ingresso con conseguenze disastrose.
In questo romanzo l'autrice, oltre alla tematica della rivalità tra le due protagoniste, dona un ritratto sagace e beffardo sulla borghesia francese, evidenziandone vizi e difetti, con un risultato eccellente e altamente esplicativo della società frivola, pettegola e ridicolmente piena di sé che caratterizzava quegli anni.
Il lettore assiste impotente alla tremenda escalation della storia con un po' di apprensione. L'ironia della sorte aiuta a sdrammatizzare e a rendere il tutto diabolicamente divertente. Un piccolo capolavoro!!!


E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover: Ammetto di non amare le cover minimali di questa collana Adelphi, perché mi piace che una copertina rechi anche impresse delle immagini e non solo un titolo come in questo caso. Certamente il ricorso a cover così semplici hanno l'obiettivo di mettere in risalto il contenuto della storia anziché un'immagine carina ma fuorviante come avviene spesso. O ancora peggio potrebbe succedere che la cattiva scelta di una cover porti a sminuire un libro di alto valore. E' quindi apprezzabile l'intento di questa casa editrice, anche se una parte di me protesta in silenzio :-) A questo proposito ecco alcune copertine straniere del romanzo:
Cover Francia 1
Cover Francia 2
Cover Spagna
Cover Finlandia

Tra tutte la mia preferita è la prima cover francese (anche la seconda è carina, ma ricorda troppo un chick-lit) e quella finlandese!

Stile di scrittura: La scrittura è semplice, precisa, di forte impatto, perfetta per descrivere avvenimenti e personaggi in maniera reale. In poche righe riesce a dare un'idea esatta di ciò che sta narrando, è quindi uno stile assolutamente adatto ad un romanzo breve come questo.

Idee alla base della storia: Le idee alla base di questa storia sono moltissime e ricche. Spesso nemmeno un romanzo con il triplo delle pagine riesce a esporre contemporaneamente così tante tematiche assieme e a riuscirci bene così. Ritengo che sia un romanzo originale e unico!

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi sono ben caratterizzati, con pochi tratti essenziali, ma offrono di loro un'immagine solida e vivida. Le due protagoniste, la madre e la figlia, vengono messe a nudo, anche se con poche parole. Il lettore riesce perfettamente a capire ciò che vibra febbrilmente nel profondo del loro animo.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Tutto perfetto e curato nei minimi dettagli!



voto:



Acquisto consigliato? Sìììììì! Un romanzo assolutamente geniale, da leggere ad ogni costo!