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giovedì 20 giugno 2019

Recensione: LA QUINTA STAGIONE - N.K Jemisin

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: La quinta stagione
Serie: La terra spezzata vol.1
Autrice: N.K. Jemisin
Editore: Mondadori
Traduttore: A. Mantovani
Data di pubblicazione: 30 Aprile 2019
Pagine: 490
Acquista: https://amzn.to/2Y3FnpA

Sinossi: L’Immoto è da sempre abituato alle catastrofi, alle terribili Quinte Stagioni che ne sconquassano periodicamente le viscere provocando sismi e sconvolgimenti climatici. Quelle Stagioni che gli orogeni sono in grado di prevedere, controllare, provocare. Per questo sono temuti e odiati più della lunga e fredda notte; per questo vengono perseguitati, nascosti, uccisi; o, se sono fortunati, sono presi fin da piccoli e messi sotto la tutela di un Custode, nel Fulcro, e costretti a usare il loro potere per il bene del mondo. È in questa terra spezzata che si trovano a vivere Damaya, Essun e Syenite, tre orogene legate da un unico destino.


La mia opinione: Un libro molto diverso e parecchio originale. Però le cose positive si fermano praticamente qua :-/
L’autrice ha deciso di unire il genere post apocalittico al fantasy, facendo un minestrone a mio parere eccessivo e difficile da gestire.
Il fantasy presente in questo libro è molto diverso da qualsiasi tipo di fantasy mai letto, i protagonisti hanno dei superpoteri cinetici che permettono di controllare l’energia sismica e alla fine tutta la storia gira intorno a questi superpoteri e come cosa l’ho trovata un po’ frustrante.
E’ una storia che in pratica gira su se stessa, inizia con un prologo interessante e dopo oltre 400 pagine ci si ritrova praticamente al punto di partenza.
L’autrice ha scelto di evitare sempre qualsiasi spiegone, sia sul world building che sui personaggi, ma in pratica tutta la storia si svolge su diversi piani temporali e con diversi POV solo e soltanto per far capire al lettore ciò che sta leggendo. Perché ci vogliono veramente parecchi capitoli prima di iniziare a capirci qualcosa. Con uno spiegone sarebbe bastato un solo capitolo, mentre così ci vuole un intero libro e arrivati sul finale la storia si interrompe bruscamente con un cliffhanger nel bel mezzo di un dialogo tra due personaggi. Assolutamente frustrante!!!!
Altra cosa che non mi è piaciuta: le scene d’azione. Sono il caos. Penso che neanche l’autrice stessa riusciva immaginare ciò che stava scrivendo mentre lo scriveva e come lettrice la mia mente mentre leggevo le scene d’azione (che si concentrano soprattutto nelle ultime 100 pagine) era un enorme punto interrogativo. Era talmente assurdo ciò che succedeva e così spiegato male che riuscirselo a figurare nella testa è una impresa molto ardua.
Come se non bastasse, sempre sul finale ci sono parecchie coincidenze fastidiose piazzate a tavolino (cosa che detesto).
I personaggi mi sono stati abbastanza indifferenti, perché hanno una personalità poco spiccata, e non sono riuscita a empatizzare con loro.
Detta così sembrerebbe che di questo libro non mi sia piaciuto niente, ma per fortuna non è così. Mi sono piaciute le ambientazioni molto cupe e molto tetre che caratterizzano lo scenario apocalittico proposto. Mi ha incuriosito molto la storia e fino alle ultime 100 pagine la lettura è stata più positiva che negativa.
L’originalità di questa storia ha davvero una marcia in più, ed è stato grazie a ciò che sono riuscita ad apprezzare il libro anche con i difetti sopra descritti, ma ciò non è di certo bastato per farmi amare questa lettura come auspicavo.
Le mie aspettative, viste le recensioni entusiastiche di altri lettori, erano molto alte e sono state soddisfatte soltanto per una minima parte. Per questo motivo, da questo punto di vista, ne sono rimasta delusa.
Secondo il mio giudizio questo è un fantasy originale e carino, ma niente di più. Ho letto sicuramente di meglio e mi fa strano pensare che sia stato premiato con un premio Hugo (sia questo libro che i libri successivi) perché non ci ho trovato nulla di tanto entusiasmante e penso che i libri successivi non li leggerò, perché anche se il mio voto in generale è positivo, non ho la curiosità di vedere come procederà la storia, dato che, originalità a parte, i risvolti li ho trovati banali.

Acquisto consigliato? Vista la moltitudine di recensioni entusiastiche che si strappano quasi i capelli dall'adorazione e che assicurano sia il migliore libro che abbiano mai letto consiglio a tutti di leggerlo (oltre a pensare che che io abbia acquistato una copia fallata), perché può davvero essere che io sia quella impazzita e non vorrei frenarvi dalla lettura del libro dell'anno e anche oltre. Quindi certo, leggertelo e fatevi la vostra opinione.

voto:



sabato 7 aprile 2018

Opinioni al vetriolo: IL SENSO DI SMILLA PER LA NEVE - Peter Høeg

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione. 


La mia opinione sul libro "Il senso di Smilla per la neve" di Peter Høeg. Sarà un'opinione al vetriolo perché il libro non mi è piaciuto neanche un po'.

 
Titolo: Il senso di Smilla per la neve
Autore: Peter Hoeg
Traduzione: B. Berni
Editore: Mondadori
Pagine: 456
Data di Pubblicazione: 1994
Prezzo: 16,53

Sinossi: Per la polizia non ci sono dubbi: è stato un incidente. Il piccolo Esajas correva sul tetto innevato quando è caduto, precipitando nel vuoto. Ma Smilla non è convinta: lei viene dalla Groenlandia, la neve la conosce bene, e ora quelle impronte le dicono chiaramente che non si è trattato di un incidente... Mentre Copenaghen si prepara a celebrare il Natale, Smilla inizia a indagare, trovandosi pericolosamente a confronto con una serie di inquietanti personaggi, coinvolta in un'indagine destinata a portarla lontano, in viaggio su una nave la cui meta misteriosa è un punto deserto della calotta polare. Perché là, fra quei ghiacci che conosce, teme e rispetta, è nascosta la verità che Smilla cerca. La verità che forse, inconsciamente, ha sempre saputo...


La mia opinione: Questo libro si merita il premio per peggiore protagonista mai incontrata in un libro! Smilla è antipatica, autoreferenziale, arrogante, presuntuosa, tracotante, vittimista, ingrata, che fa la falsa emarginata, che gioca a fare "la-povera-incompresa-dalla-società" e poi si fa ricoprire di soldi dal ricco papà. Ovviamente non senza averlo insultato a dovere dopo aver ottenuto ciò che vuole. Semplicemente irritante all'ennesima potenza! Devo continuare? Già con una protagonista così era veramente difficile che il libro mi piacesse. Ma speravo che almeno la storia fosse un minimo appassionante? Macché! Di una noiosità infinita. Descrizioni inutili su descrizioni inutili. E anche belle lunghe! Impossibile leggere un paio di pagine senza perdere il filo. Veramente il libro peggiore mai letto, il peggiore su tutti i fronti, non c'è una sola caratteristica di questo libro da salvare!


voto:

domenica 16 luglio 2017

Recensione: PASSIONE - Jeanette Winterson

La mia recensione su "Passione" di Jeanette Winterson.


Titolo: Passione
Autrice: Jeanette Winterson
Traduzione: Mara Muzzarelli
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 12 Giugno 2001
Pagine: 196
Prezzo: 9,50 euro

 
Sinossi: Il romanzo è il racconto in prima persona di Henri, cuoco nell'esercito di Napoleone, e della sua passione non corrisposta per la figlia lesbica di un gondoliere veneziano. Il resoconto di un innamorato che scava dentro se stesso per scoprire finalmente il confine segreto fra l'amore e l'ossessione, tra la favola e il sentimento autentico. Sullo sfondo dell'ascesa e del declino di Napoleone, si intreccia un'opera che fonde temi scabrosi e fantasia, esplorando i sottili meccanismi psicologici che innescano la smodata adorazione per un leader e per una donna.


La mia opinione: Sono rimasta decisamente spiazzata dalla lettura di questo libro. È una storia molto strana, qualità che potrebbe essere sia positiva che negativa. In questo caso è un "insomma...".
Il libro è diviso in quattro parti, quattro capitoli fondamentali. Però il primo e il secondo capitolo non hanno nulla in comune, sembrerebbero racconti a sé, e subito ho pensato che fosse così. Il primo racconto (quando l'ho letto pensavo che fosse tale...) non mi è piaciuto, l'ho trovato sì strano ma poco interessante, con un protagonista che non spicca per nessuna qualità particolare, mi è sembrata una storia piatta anche se stravagante. Il secondo capitolo invece è completamente diverso, interessante, magico, ambientato in una Venezia labirintica e misteriosa, con descrizioni affascinanti, dove leggenda e realtà si fondono in un tutt'uno. Mi è piaciuto molto. Poi proseguendo la lettura dei seguenti capitoli ho finalmente appreso che i protagonisti del primo e del secondo capitolo si incontrano e da qui le storie non sono più due diverse ma diventano una unica. Però non ho ritrovato la piacevolezza del secondo capitolo, che rimane a mio avviso la parte migliore di tutto il libro. Certamente non posso negare che il libro spicchi e resti impresso per questa sua peculiarità stilistica nella forma, ma non solo. Anche lo stile di scrittura è sempre sopra le righe, un po' poetico, un po' misterioso e surreale, di sicuro nulla di ordinario. Quello che però in definitiva non mi ha convinta è stata proprio la storia in sé. Apprezzo l'originalità, ma al primo posto nella mia graduatoria di apprezzamento di un libro la storia deve avere uno speciale risalto, non essere solo un contorno di uno stile genialmente sui generis. Non mi basta. Se si tolgono tutti gli orpelli stilistici infatti ciò che rimane è soltanto una storia surreale dal finale agrodolce.
Rimango comunque moltissimo incuriosita dall'inventiva dell'autrice e mi prefiggo di leggere altri suoi libri in futuro.




voto:

venerdì 16 settembre 2016

Recensione: LA SPADA DI SHANNARA - Terry Brooks

La mia recensione al libro "La spada di Shannara" di Terry Brooks.

 
Titolo: La spada di Shannara
Serie: il ciclo di Shannara, vol. 1
Autore: Terry Brooks
Traduzione: S. Stefani
Editore: Mondadori 
Pagine: 616
Data di Pubblicazione: Novembre 1993 (prima edizione 1977)
Prezzo: 12,50

Sinossi: Il villaggio di valle d'Ombra è sempre vissuto in pace, ma ora anche su di esso grava una terribile minaccia. Il Signore degli Inganni, che molti ritenevano morto da secoli, è di nuovo all'opera. Solo un meraviglioso talismano, la spada di Shannara, può riuscire a sconfiggerlo per sempre, ma la mitica arma può essere ritrovata ed impugnata solo da un discendente di antichi re. È forse questo il destino del giovane trovatello Shea?


La mia opinione: Se dovessi usare una sola esclamazione per giudicare questo libro sarebbe: Mah!
A prescindere dalla storia, che alcuni sostengono abbia delle similitudini con "il signore degli anelli", ma che per me è semplicemente una storia di genere high fantasy con nulla di originale e non particolarmente interessante, per me il vero problema di questo libro è lo stile di scrittura: mai letto nulla di più piatto e noioso. Talmente piatto e noioso che mi riusciva difficile rimanere concentrata e ogni poche pagine lette la mia mente iniziava a vagare per i fatti suoi. Leggere un libro in queste condizioni è uno stillicidio. Altro grande difetto, sempre imputabile allo stile di scrittura, sono le descrizioni dei personaggi, anch'essi di personalità piatta, monocorde, che tendono a ripetere sempre gli stessi concetti e a lambiccarsi il cervello con delle paranoie puerili e aride. Inoltre non si differenziano gli uni dagli altri, mentalmente sembrano tutti fabbricati con lo stesso stampino. Anche le descrizioni ambientali sono ponderate male, perché viene sistematicamente descritta qualsiasi cosa entri nel campo visivo dei personaggi, e per qualsiasi cosa, intendo proprio QUALSIASI COSA, ogni sasso, ogni oggetto insignificante che basterebbe solo nomenclarlo per far capire immediatamente al lettore di cosa si tratta, ma invece no, bisogna dedicargli frasi su frasi inutilmente e con il risultato di far morire di inedia il malcapitato lettore.
E' incredibile che un libro scritto così male e con una storia peraltro mediocre sia diventato famoso e amato, perché il mio giudizio su questa lettura non è semplicemente soggettivo, in parte sì ma non del tutto, perché ci sono carenze proprio a livello oggettivo, carenze gravi che mi sembra impossibile non notare.
Inutile dire che il libro fa parte di una trilogia che non proseguirò, ci sono tantissime saghe fantasy interessanti e scritte ottimamente, fossilizzarsi su una che già dall'inizio parte così male è improponibile.


voto:

mercoledì 29 giugno 2016

Recensione: IO PRIMA DI TE - Jojo Moyes

La mia recensione su "Io prima di te" di Jojo Moyes.


Titolo: Io prima di te
Autrice: Jojo Moyes
Traduzione: M.C. Dallavalle
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: Gennaio 2013
Pagine: 391
Prezzo: 14,90 euro

 
Sinossi: A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l'altro per sempre. "Io prima di te" è la storia di un incontro. L'incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto successo, la ricchezza e la felicità, e all'improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l'una all'altra a mettersi in gioco.


La mia opinione: Premetto che la mia opinione riguardo a questo libro sarà leggermente controcorrente rispetto alla quasi unanimità dei giudizi letti in rete, che fanno vantare al romanzo una media che rasenta il massimo dei voti, ed era proprio per questo motivo che mi ero convinta a leggerlo. A primo impatto devo ammettere che mi ha sorpresa e colpita in maniera positiva, la storia che comincia a dipanarsi durante i capitoli iniziali è talmente accattivante che per un momento ho creduto davvero che anche io gli avrei dato il massimo dei voti perché non avevo mai letto un romanzo con delle premesse tanto originali... quasi geniali, oserei dire. Purtroppo ad un certo punto iniziano a manifestarsi i soliti cliché tipici dei romanzi romance che tanto odio, ovvero: lei (protagonista) una ragazza "normale", sia di stato sociale sia di aspetto fisico, lui (coprotagonista) bellissimo e ricchissimo e maniaco del controllo. Lei che scopre avere la sindrome della crocerossina e vuole salvare lui, lui che invece non vuole essere salvato ma vuole cambiare lei. Vi ricorda qualcosa?
No, davvero, questo libro potrebbe essere una alternativa a "Cinquanta sfumature di grigio" intitolata "Se Christian Grey fosse tetraplegico". Ma c'è da dire che, differenza del sopracitato bestseller a luci rosse, "Io prima di te" ha dei contenuti totalmente diversi, tratta tematiche serie, drammatiche, fa riflettere su questioni di importanza etica, quindi questo confronto va assolutamente a suo favore, però d'altro canto sono rimasta delusa nel dover constatare che anche un romanzo qualitativamente valido come questo debba avvalersi dei soliti stereotipi per accaparrarsi i consensi del pubblico.
I pregi di questo libro, se si vuole soprassedere sulla scelta pessima dei personaggi, sono infatti i suoi contenuti controversi e profondi in primis: durante la lettura è inevitabile farsi delle domande e chiedersi cosa si farebbe al posto del coprotagonista o delle persone a lui care. Inoltre ho trovato il ritmo di lettura avvincente, aiutato da uno stile di scrittura scorrevole e in alcuni punti anche ironico, in netto contrasto con la drammaticità della storia ma che di certo aiuta ad alleggerirla, altrimenti risulterebbe troppo deprimente. E' infine innegabile la curiosità che una trama come questa scatena nel lettore e che porta ad una lettura quasi febbrile, soprattutto nella seconda parte. Ma non posso dirmi altrettanto soddisfatta dal finale, che ho trovato irritante (e non commovente come invece avrebbe dovuto).
In definitiva non un brutto libro, ma penalizzato dall'esasperante riproporsi degli stessi modelli stereotipati dei romance di successo.




voto:


domenica 20 marzo 2016

Recensione: IL TERZO GEMELLO - Ken Follett

La mia recensione di "Il terzo gemello" di Ken Follett.




Titolo: Il terzo gemello
Autrice: Ken Follett
Traduzione: Annamaria Raffo
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: Novembre 1997 (prima edizione)
Pagine: 511
Prezzo: 9,40 euro

 

Sinossi: Una giovane scienziata, Jeannie Ferrami, sta svolgendo una ricerca sulla formazione della personalità e sulle differenze di comportamento tra gemelli, allo scopo di dimostrare che quelli che secondo lei sono i tratti ereditari di una mente criminale possono essere efficacemente contrastati da una corretta educazione. A un certo punto, però, subito dopo aver scoperto due gemelli assolutamente identici ma nati da madri diverse, si rende conto che qualcuno vuole fermarla. Smascherare i suoi nemici diventa così una questione di vita o di morte. Qual è il ruolo in questa torbida vicenda di una società di punta nel campo della biogenetica? È possibile che esperimenti segreti di clonazione siano stati condotti su cavie umane inconsapevoli? E in che modo è coinvolto nella vicenda anche un candidato alla presidenza degli Stati Uniti? Un thriller coinvolgente e appassionante, un romanzo che forse, da qualche parte nel mondo, è già realtà.



La mia opinione: Non sono rimasta particolarmente colpita da questo libro.
Come stile di scrittura è sicuramente scorrevolissimo, quindi facile da leggere, ma come rovescio della medaglia l'ho trovato uno stile un po' impersonale e freddo che non mi ha permesso di entrare in sintonia con i personaggi e non mi ha appassionata. Più che leggere un libro mi è sembrato di seguire una puntata di un film per la tv di intrighi biogenetici che intrattiene il giusto ma che non dà mai piena soddisfazione. Come sviluppo della storia non è nulla di memorabile, anzi direi che dopo 4-5 capitoli si intuisce già bene come saranno i successivi sviluppi e nonostante l'intento di disseminare colpi di scena non ce n'è mai veramente uno che riesce a sorprendere. Ciò nonostante c'è comunque la curiosità di proseguire perché come ho già detto è una lettura molto scorrevole e non costa particolare impegno. Ma proprio come una puntata di un film si assiste ad un finale fin troppo rocambolesco (ma che nuovamente il lettore può facilmente arrivare ad intuire in anticipo) e fin troppo brusco. Volendo sarebbero stati da sviluppare alcuni capitoli aggiuntivi per delineare meglio ogni avvenimento e per approfondire i personaggi e il loro destino, ma ciò non è stato fatto.
Mi ha lasciata inoltre un po' perplessa il goffo tentativo di accorpare alle tematiche del libro (che sono prettamente di azione, intrighi, thriller e biogenetica) anche una banalissima e acerba storia d'amore tra i due personaggi principali, che nonostante i vari e gravi problemi che li vedono coinvolti e che dovrebbero assorbire ogni loro pensiero ed energia riescono invece a trovare il tempo per comportarsi come due scolaretti alla prima cotta. E con la love story il mix di cliché che imperversa in questo libro si può dire davvero completo.
Questo è in assoluto il primo libro di Ken Follett che leggo ma l'idea che mi sono fatta è che sia un autore molto commerciale, adatto a chi legge pochi libri e adatto quindi a chi vuole intrattenersi con una storia che ha al suo interno una vasta lista di ingredienti, non importa se pertinenti o no. Ovviamente, trattandosi appunto del primo libro che leggo di questo autore, gli darò un'altra possibilità con un suo libro di genere storico e più famoso, per capire se davvero è l'autore a non fare per me o è questo libro in particolare ad essere una "creazione malriuscita".


voto:

venerdì 12 febbraio 2016

Recensione: LA SIGNORA DEI FUNERALI - Madeleine Wickham

La mia recensione su "La signora dei funerali" di Madeleine Wickham.

 

Titolo: La signora dei funerali
Autrice: Madeleine Wickham
Traduzione: Nicoletta Lamberti
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: Ottobre 2009 (edizione Bestsellers)
Pagine: 285
Prezzo: 9,50

Sinossi: Fleur Daxeny è bella e affascinante, ma soprattutto è una donna senza scrupoli. Fornita di uno straordinario guardaroba di eleganti abiti neri, consultati i necrologi sul "Times", Fleur si imbuca a funerali e commemorazioni puntando a conquistare ricchi vedovi inconsolabili. Dopo averli sedotti, e dopo aver messo mano alle loro carte di credito, Fleur scompare senza lasciare tracce, almeno fino all'incontro con una nuova, ignara vittima. Questo giochetto le riesce più volte. Ma quando si imbatte nel noioso e prevedibile Richard Favour alla commemorazione dell'amata moglie, qualcosa cambia. Ancora una volta, da vera professionista, Fleur riesce a far breccia nel cuore del povero vedovo, ma le cose non vanno esattamente come lei aveva previsto... Satira elegante dell'alta società british con tutti i suoi tic, perfetta come una pièce di teatro classico, "La signora dei funerali" è una commedia dai toni sofisticati, con un pizzico di cinismo e una protagonista che conquista con il suo essere anticonvenzionale e irresistibilmente incurante. Uno dei primi romanzi dell'autrice, scritto in gioventù prima di diventare Sophie Kinsella con "I love shopping".


La mia opinione: Anche se questo libro è uno dei primi scritti dall'autrice e nonostante si veda che è un lavoro ancora acerbo e che non può minimamente vantare l'umorismo frizzante ed intelligente che invece caratterizza i suoi ultimi libri, devo però dire che dai commenti letti in giro mi aspettavo molto di peggio. Invece come al solito (come tutte le volte che ho letto un libro di questa autrice) ho avuto l'ennesima conferma che leggere i suoi libri è una sorta di garanzia. Se si cerca un libro leggero MA SCRITTO BENE, e per bene intendo un libro in cui ogni personaggio sia perfettamente caratterizzato, in cui la storia sia bene delineata e la trama appassioni, nonostante sia frivola, e in cui soprattutto non ci siano scritte volgarità da romanzetto rosa, penso che si può andare davvero sul sicuro e scegliere un libro di questa autrice (Madeleine Wickham aka Sophie Kinsella).
"La signora dei funerali" è una una commedia di poche pretese ma che al tempo stesso non svilisce il significato di un libro, non fornisce cultura, ma non fa regredire l'intelligenza del lettore. E' un libro che può essere categorizzato tranquillamente tra i romanzi senza denigrarne l'intera categoria.
Mi ha fatto piacere leggere questa storia, l'ho trovata soddisfacente, con alcuni personaggi amabili e altri un po' odiosi, come la stessa protagonista, ma non per questo la storia perde mordente, anzi, il fatto che la protagonista sia anticonvenzionale rispetto a ciò che ci si aspettava è una caratteristica che rende la storia originale. Il difetto maggiore del libro è stato senza dubbio il finale, eccessivamente frettoloso rispetto al ritmo generale della storia.


voto:

mercoledì 29 aprile 2015

Recensione: LA COMPAGNA DI SCUOLA - Madeleine Wickham

La mia recensione su "La compagna di scuola" di Madeleine Wickham.




Titolo: La compagna di scuola
Autrice: Madaleine Wickham (meglio nota come: Sophie Kinsella)
Traduzione: Nicoletta Lamberti
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: Febbraio 2010
Pagine: 285
Prezzo: 19,00

Sinossi: Si può essere amiche per la pelle senza mai rivelarsi completamente, ma anzi celando una parte essenziale di sé? È quello che succede a Maggie, Roxanne e Candice. Più o meno coetanee, le tre amiche lavorano in un'importante rivista di Londra e sono molto legate. Il loro rapporto si fonda su un rito irrinunciabile: una volta al mese si ritrovano al Manhattan Bar dove, tra un cocktail e l'altro, si confrontano in un frizzante teatrino di chiacchiere e confidenze. Ma dietro le apparenze - Maggie, Roxanne e Candice sembrano davvero realizzate, così padrone di sé nel lavoro e nel privato - ognuna di loro recita in qualche modo una parte, nascondendo alle altre aspetti importanti della propria vita. "La compagna di scuola" è uno dei romanzi scritti da Madeleine Wickham, meglio nota con lo pseudonimo di Sophie Kinsella, prima di raggiungere la popolarità con la serie "I love shopping".


La mia opinione: Questo libro fa parte dei primi lavori di Sophie Kinsella, quelli firmati col suo vero nome, prima che appunto diventasse Sophie Kinsella! Avevo sentito dire che inizialmente i libri di questa autrice non erano divertenti e frizzanti come quelli che l'hanno portata al successo, e in effetti questo libro si discosta moltissimo dall'umorismo carico che ero abituata a leggere negli altri suoi scritti, ma mi aspettavo una mezza delusione, una scrittura acerba, e invece non ne sono rimasta affatto delusa. La storia è semplice e il finale troppo edulcorato, da tipica commediola, ma in generale l'ho trovato un libro scritto veramente bene! Fin dalle prime pagine mi ha catturata, perché riesce a rappresentare alla perfezione le scene e i personaggi e basta leggere un paio di capitoli per essere totalmente assorbiti dalla storia e interessarsi ai suoi sviluppi. Poi siccome la narrazione si divide in tre punti di vista diversi l'ho trovata ancora più interessante dato che personalmente amo seguire le vicende di più personaggi e mi sono ritrovata a leggere convulsamente terminando la lettura nell'arco di sole 24 ore e questo è assolutamente sintomo che il libro mi è piaciuto e anche tanto. Nonostante sia ben lontano dall'avere una trama geniale o indimenticabile rientra in pieno nei libri piacevoli e leggeri (ma neanche troppo leggeri, dato che qualche tematica importante e profonda la tratta eccome!) che consiglio di leggere quando avete voglia di commedia. La Kinsella rimane una valida garanzia anche quando si firma Madeleine Wickham!


voto:


domenica 19 aprile 2015

Recensione: NESSUNO SI SALVA DA SOLO - Margaret Mazzantini

La mia recensione su "Nessuno si salva da solo" di Margaret Mazzantini.






Titolo: Nessuno si salva da solo
Autrice: Margaret Mazzantini
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 4 Marzo 2011
Pagine: 189
Prezzo: 19,00 euro

Sinossi: Delia e Gaetano erano una coppia. Ora non lo sono più, e stasera devono imparare a non esserlo. Si ritrovano a cena, in un ristorante all'aperto, poco tempo dopo aver rotto quella che fu una famiglia. Lui si è trasferito in un residence, lei è rimasta nella casa con i piccoli Cosmo e Nico. La passione dell'inizio e la rabbia della fine sono ancora pericolosamente vicine. Delia e Gaetano sono ancora giovani, più di trenta, meno di quaranta, un'età in cui si può ricominciare. Sognano la pace ma sono tentati dall'altro e dall'altrove. Ma dove hanno sbagliato? Non lo sanno. Tre anni dopo "Venuto al mondo", Margaret Mazzantini torna con un romanzo che è l'autobiografia sentimentale di una generazione. La storia di cenere e fiamme di una coppia contemporanea con le sue trasgressioni ordinarie, con la sua quotidianità avventurosa. Una coppia come tante, come noi. Contemporaneamente a noi.


La mia opinione: Se dovessi descrivere questo libro con una sola parola, la parola giusta sarebbe "pesante". Questo libro l'ho trovato infatti molto pesante, e non per il numero di pagine ma per i contenuti e anche un po' per lo stile di scrittura. Lo stile di scrittura in realtà non è così male, perché l'autrice sa benissimo come descrivere gli stati emotivi e le situazioni, talmente bene che sembra di vederle in un film, il problema è che nel libro non vi è nessuna suddivisione in capitoli, solo pause di una riga tra alcuni paragrafi e questo, unendo poi il fatto che le scene sono descritte fin troppo minuziosamente in ogni infinitesimale dettaglio, porta il lettore a sentire su di sé un effetto simile all'indigestione. Ho dovuto infatti intramezzare la lettura del libro con quella di un altro, proprio per diluire questo estratto di pesantezza che sentivo. Poi i contenuti, beh... i contenuti sono come un macigno, danno un senso di nausea e tristezza assoluta. Il pessimismo è davvero ai massimi livelli nel descrivere le relazioni tra uomo e donna, ed è praticamente un pessimismo cosmico, perché non si estende ai soli personaggi del libro ma vorrebbe indurti a credere (riuscendoci benissimo tra l'altro!!!) che sia una verità universale e che valga per tutti la stessa cosa. Di sicuro è un libro da non leggere se si è depressi e scoraggiati per avvenimenti personali perché altrimenti darebbe la mazzata finale su ogni recondita speranza dell'essere umano.
A posteriori però non me la senso di dire che sia stata una brutta lettura...
Pessimistica... sì!
Deprimente... ok!
Triste... certamente!
Pesante... senza ombra di dubbio!!! 
Ma sono rimasta piuttosto soddisfatta da come l'autrice riesce a caratterizzare introspettivamente i suoi personaggi, l'analisi che ne esce fuori non è per niente superficiale o banale. Non avevo mai letto niente della Mazzantini e credo che cercherò di leggere qualcos'altro di suo, perché anche se non è stata una lettura piacevole adatta a svagarsi e farsi venire il buonumore, è stata comunque una lettura interessante e con degli spunti di riflessione da non sottovalutare.



voto:



lunedì 23 marzo 2015

Recensione: LA GRANDE AVVENTURA - Robert Westall

La mia recensione su "La grande avventura" di Robert Westall.


Titolo: La grande avventura
Autore: Robert Westall
Traduzione: Lorena Dolci
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: Marzo 1993
Pagine: 176
Prezzo: -

Sinossi: Inghilterra, Seconda Guerra Mondiale: Harry, dodici anni, ha perso la sua famiglia durante un bombardamento, e sa che adesso lo aspettano l'orfanotrofio e o l'adozione. Ma lui non è tipo da adattarsi alle regole, e si nasconde, deciso ad evitare la tutela dei servizi sociali. A fargli compagnia e a proteggerlo c'è Don, un cane lupo diventato suo amico inseparabile, che divide con lui l'assoluto libertà e la continua fuga. Ma la grande avventura di Harry sarà piena di rischi e di incontri tutt'altro che raccomandabili, finché un vero amico lo prenderà con sé. E la storia potrebbe finire così, con un classico lieto fine, se non ci fosse in agguato un incredibile colpo di scena...


La mia opinione: Un bel libro per ragazzi ambientato in Inghilterra nel corso della seconda guerra mondiale, con una storia di fughe e incontri bizzarri, alcuni piacevoli e altri meno, che metteranno a dura prova il protagonista dodicenne e il suo amico cane. In questo libro l'aspetto che risalta maggiormente, a parte la trama piuttosto interessante e avventurosa, sono le sensazioni e pensieri del protagonista, che sono espressi bene. Nonostante lo stile di scrittura semplice e non troppo approfondito è comunque facile entrare in empatia con lui e questo è una caratteristica che non sempre si trova nei romanzi per ragazzi, dove più comunemente le azioni prevaricano le descrizioni interiori. Un'altro aspetto che mi ha colpita moltissimo è stato il finale, veramente inaspettato e totalmente diverso dai finali edulcorati e banali che sono soliti nei libri per i lettori più giovani. Per ovvie ragioni non posso dire di cosa si tratta, ma credetemi, è un finale piuttosto controverso e che fa riflettere, forse adatto maggiormente ad un pubblico adulto per essere veramente capito, anche se immagino che non a tutti piacerà dato che risulta piuttosto dissacrante nei confronti dei valori famigliari. A me è piaciuto, sicuramente mi ha lasciata un po' spiazzata ma ne ho apprezzato l'originalità e l'audacia.

voto:



martedì 4 novembre 2014

Mini recensione: L'ALBERO DI HALLOWEEN - Ray Bradbury

La mia breve recensione su "L'albero di Halloween" di Ray Bradbury.


Titolo: L'albero di Halloween
Autore: Ray Bradbury
Traduzione: Annalisa Mancioli
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 8 Marzo 2005
Pagine: 126
Prezzo: 9,00 euro

Sinossi: Nella serata che precede Ognissanti qualcosa di stupefacente è accaduto: un enorme albero è apparso e, dai suoi rami, pendono centinaia di zucche. Zucche in cui sono intagliati sorrisi inquietanti e occhi luminescenti che fissano otto ragazzini mascherati per l'occasione: Tom è vestito da scheletro, Henry da strega, Ralph è fasciato come una mummia, Georg è diventato uno spettro, J.J. scompigliato come un cavernicolo, Fred stracciato come un accattone, Wally indossa una maschera da grottesca, Pipkin... «Ehi, dov'è finito Pipkin?»... Indossava una maschera bianca e portava una lunga falce. Ma ora è sparito! Che fine ha fatto? Scortati da Mr Moundshroud, una guida davvero particolare, i sette ragazzi partono alla ricerca dell'amico e strada facendo si imbatteranno in una fitta serie di avventure grottesche e allucinanti. E... riusciranno a salvare Pipkin?


La mia opinione: Ottime idee mal sviluppate. L'inizio è molto promettente, purtroppo la trama dopo pochi capitoli inizia a diventare frenetica e confusionaria, sembra un viaggio sconclusionato e allucinato più che fantastico e ne sono rimasta delusa. Amo le storie per ragazzi ma qui a mio avviso manca davvero qualcosa, e non per il target giovane a cui è destinata, anche confrontando la storia con altre per ragazzi questa risulta una delle peggiori che abbia letto, difficile seguire la lettura, ancora più difficile capire l'evolversi dei fatti perché sono un susseguirsi di azioni senza significato e non ho capito se sia colpa della scrittura che non è stata capace di descrive ciò che accade o se sia colpa della storia in sé che ha delle carenze. Sebbene a grandi linee abbia apprezzato il messaggio che stava alla base, il tentativo di spiegare le origini di Halloween per me è riuscito solo in modo molto parziale e abbozzato.



voto:


Acquisto consigliato? Personalmente non lo consiglio, è un libro che non vedo adatto neanche come favola per ragazzi da quanto l'ho trovato confuso... ma se siete amanti delle storie "non-sense" allora forse potrebbe fare per voi.

lunedì 3 novembre 2014

Recensione: SEXY - Joyce Carol Oates

La mia recensione su "Sexy" di Joyce Carol Oates.





Titolo: Sexy 
Autrice: Joyce Carol Oates
Traduzione: Angela Ragusa
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: Settembre 2006
Pagine: 187
Prezzo: 13,00 euro

 
Sinossi: Darren è bello, sportivo, timidissimo. Un giorno accetta un passaggio dal suo insegnante d'inglese, che è estremamente gentile con lui e lo riporta a casa. Quando alcuni studenti, per vendicarsi dei brutti voti, accusano il professor Tracy di essere omosessuale e di averli molestati, Darren, proprio per quel passaggio, viene chiamato a testimoniare. Si trova così suo malgrado trascinato nel fango della vicenda e dovrà scegliere da che parte stare.


La mia opinione: Non sapevo davvero cosa aspettarmi da questo libro. Ho iniziato la lettura cercando di capire quali sarebbero stati gli argomenti trattati dalla storia, ma l'idea che mi facevo man mano che leggevo era sempre incerta. Di sicuro "Sexy" è un romanzo dal messaggio che fuorviante è dire poco, ma questo è un punto forte del libro, perché la curiosità di scoprire dove vuole portare la storia è talmente tanta da indurre il lettore a leggere febbrilmente in pochissimo tempo, nel mio caso una sola mezza giornata di lettura. Lo stile di scrittura è scorrevolissimo, semplice e gradevole, ne sono rimasta entusiasta. Ma le tematiche... beh... sinceramente non sono riuscita a capirle. Mentre leggevo pensavo a varie alternative. Prima ho pensato che questo potesse essere un romanzo adolescenziale sulla scoperta del sesso, ma poi ho iniziato a pensare che invece potesse essere un romanzo sulla violenza sessuale e psicologica sui minori... ma anche lì mi sono sbagliata. Successivamente ho pensato potesse parlare di omosessualità e di discriminazione. Poi ho pensato che il tutto potesse trasformarsi in un thriller.
No, diciamo che questo romanzo racchiude un po' di ogni cosa sopra citata, ma non si focalizza davvero su queste tematiche. Il protagonista viene descritto come un ragazzo bellissimo che attrae tutti, uomini e donne indistintamente, ma a parte il suo aspetto estetico, interiormente è davvero vuoto, ma al tempo stesso appare come un personaggio molto ambiguo e non si riesce a capire cosa realmente pensa e prova. Io speravo che il suo personaggio ad un certo punto si sarebbe rivelato in qualche modo al lettore, speravo che ci sarebbe stato un vero colpo di scena sconvolgente a dare un senso a tutta la storia e a giustificare il clima di tensione che pervade sottilmente tutte le pagine.
IN REALTÀ E' STATO UN BLUFF!
Il finale è stato quanto di più deludente potessi leggere, mi aspettavo davvero di tutto, ma non mi aspettavo invece un epilogo banale e senza significato, cosa che purtroppo è stata.
Come dicevo il protagonista fin da subito sembra un ragazzo con poca personalità, senza idee sue, che si fa trascinare dalla massa, che vuole farsi accettare e che tutto ciò ce vuole è solo avere una bella reputazione e non andare mai controcorrente. Mi ero detta che no, non poteva essere davvero così, speravo che l'autrice avesse solo inscenato questa facciata così poco carismatica, ma che avesse in serbo qualche asso nella manica, invece purtroppo ho scoperto che non c'erano secondi fini, la storia è realmente ciò che leggiamo, ovvero lo specchio di una società vuota e impersonale, piena di pregiudizi e che non vuole uscire dai binari, né nel bene, né nel male. Anche un finale drammatico sarebbe stato più auspicabile rispetto a ciò che invece accade: ovvero il nulla.
Nonostante il finale, che si merita il voto più basso possibile, tre quarti del libro è stata una buona lettura, ricca di tensione psicologica e anche se sfocia nel nulla assoluto non posso comunque fare a meno di dare una sufficienza come voto complessivo. La Oates è un'autrice talentuosa, questa volta non ho capito in pieno il suo intento (forse creare il protagonista più apatico e vuoto della letteratura?), ma comunque merita di essere letta.




voto:


Acquisto consigliato? E' un libro molto facile e veloce da leggere ma non altrettanto facile da interpretare. Io ammetto di non averne capito a pieno il senso, anche se alcune ipotesi nella testa me le sono create, ma forse andrebbe addirittura riletto per capirlo meglio, o forse sarebbe da chiedere delucidazioni direttamente all'autrice, eheheh. Comunque mi sento di consigliarne la lettura, se rimarrete delusi dalla storia potrete comunque fare le vostre teorie sul messaggio che l'autrice voleva trasmettere.