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mercoledì 8 gennaio 2014

Libri a 4 stelle: LASCIAMI ENTRARE - SCOMPARSA - DUE

Oggi vi voglio parlare di tre libri che ho letto ultimamente e che vi consiglio di leggere, sono libri di generi diversi tra di loro, provenienti da nazioni diverse e adatti a lettori adulti.

Il primo che ci tengo a menzionare, è la mia prima lettura del 2014 si tratta di:


Titolo: Lasciami entrare
Autore: John Ajvide Lindqvist
Editore: Marsilio
Data di pubblicazione: 25 Ottobre 2006
Pagine: 461
Prezzo: 18,50

Sinossi: Autunno 1981, Blackberg, quartiere degradato alla periferia di Stoccolma: il ritrovamento del cadavere completamente dissanguato di un ragazzo segna l'inizio di una lunga scia di morte e sangue. Si tratta di omicidi rituali o dell'opera di un serial killer? Mentre nel quartiere si diffonde la paura, il dodicenne Oskar gioisce segretamente sperando che sia finalmente giunta l'ora della rivalsa nei confronti dei bulletti che ogni giorno lo tormentano a scuola. Ma non è l'unica novità nella sua vita: Oskar ha una nuova amica, Eli, una coetanea appena trasferitasi nel quartiere. Ben presto diventano più che semplici amici, ma c'è qualcosa di strano in Eli, che sostiene di non aver mai visto prima un cubo di Rubik e riesce a risolverlo al primo colpo. E che, soprattutto, esce di casa soltanto la notte…

La mia opinione: Un romanzo sui vampiri che si distingue dagli altri (forse perché scritto nel 2006 e non sulla scia della moda dilagata un paio di anni dopo...), dalla trama originale e dalla fredda e cupa atmosfera svedese. Come struttura ricorda molto i thriller scandinavi e verrà per questo motivo apprezzato molto dagli amanti di quel genere di romanzi, ma con anche una forte componente horror che rende il tutto ancora più interessante. Una storia che unisce il mistero al paranormale, in cui non mancano scene truculente, descrizioni crude, con un cast di personaggi variegato e una narrazione che spazia da un punto di vista ad un altro, rimanendo però sempre in terza persona. Un romanzo impegnativo, viste le quasi 500 pagine, visti i molti personaggi e vista la narrazione non statica, ma a mio avviso da annoverare tra i più interessanti sulla tematica vampiresca.

voto:


Acquisto consigliato? Per lettori esigenti, che non vogliono semplici letture di svago. Per gli amanti del paranormale e del thriller, che non si lasciano impressionare dalle scene violente. Per chi vuole un romanzo sui vampiri completamente fuori dalle mode "post Twilight".









Titolo: Scomparsa
Autrice: Chevy Stevens
Editore: Fazi
Data di pubblicazione: 22 Settembre 2011
Pagine: 380
Prezzo: 18,60
Sinossi: Il giorno in cui viene rapita, Annie O'Sullivan, una giovane agente immobiliare, ha tre obiettivi da raggiungere: vendere una casa, dimenticare un recente litigio con la madre ed essere pronta in tempo per una cena romantica con il suo ragazzo. Quando arriva il suo ultimo cliente Annie s'illude, per un attimo, che sarà forse il suo giorno fortunato. Non sarà così. Sarà l'inizio di un incubo. Alternato al racconto dell'anno che Annie trascorre prigioniera in uno chalet in mezzo ai boschi, c'è il resoconto degli eventi successivi alla sua fuga: la lotta per riprendersi la propria identità, le indagini della polizia per scoprire chi abbia architettato il sequestro di cui è stata vittima. Ma la verità non sempre rende liberi...


La mia opinione: Di questo thriller, la peculiarità che risalta maggiormente e che io personalmente ho apprezzato è il fatto che la narrazione avvenga direttamente dalla vittima, che ci racconta la sua storia tramite sedute di psicoanalisi, ed è quindi apprezzabile la quantità di particolari descritti, che rende l'impressione di assistere alla vicenda come uno spettatore che assiste a uno show. E' certamente una storia inquietante, ma proprio per il modo in cui è stata scritta riesce a mio avviso a suscitare più curiosità che angoscia, e non è un male. I veri colpi di scena ci sono però nella seconda metà del romanzo, dove il racconto del passato finisce e inizia la narrazione al presente. In definitiva un thriller innovativo, efficace e dall'epilogo inaspettato, per essere il primo romanzo dell'autrice è nettamente sopra la media, forse un po' esagerato il movente finale, ma capace di rimanere impresso.


voto:
 


Acquisto consigliato? Consigliato soprattutto a lettrici donne, a chi apprezza i thriller innovativi che non hanno la classica struttura "omicidio & indagini".









Titolo: Due
Autrice: Irène Némirovsky
Editore: Adelphi
Data di pubblicazione: 9 Maggio 2012
Prima edizione originale: 1936
Pagine: 237
Prezzo: 11,00

Sinossi: "Chi meglio della signora Némirovsky, e con un'arma più affilata, ha saputo scrutare l'anima passionale della gioventù del 1920, quel suo frenetico impulso a vivere, quel desiderio ardente e sensuale di bruciarsi nel piacere?" scrisse, all'uscita di questo libro, il critico Pierre Loewel. Le giovani coppie che vediamo amoreggiare in una notte primaverile (la Grande Guerra è finita da pochi mesi, e loro sono i fortunati, quelli che alla carneficina delle trincee sono riusciti a sopravvivere) hanno, apparentemente, un solo desiderio: godere, in una immediatezza senza domani, ignorando "il lato sordido" della vita, soffocando "la paura dell'ombra". Eppure, quasi sulla soglia del romanzo, uno dei protagonisti si pone una domanda - "Come avviene, nel matrimonio, il passaggio dall'amore all'amicizia? Quando si smette di tormentarsi a vicenda e si comincia finalmente a volersi bene?" - che ne costituirà il filo conduttore. Con mano ferma, e con uno sguardo ironicamente compassionevole, Irène Némirovsky accompagna i suoi giovani personaggi, attraverso le intermittenze e le devastazioni della passione, fino alla quieta, un po' ottusa sicurezza dell'amore coniugale.


La mia opinione: "Due" è un ritratto cinico e spietato dell'amore e della vita coniugale, un ritratto disilluso, pessimistico, atto a disgregare tutti gli ideali romantici dilaganti su questa tematica. "Spesso l'amore non è che il ricordo di un istante d'amore". Così dice l'autrice in una delle frasi più famose del romanzo ed è così che vuole dimostrarci, attraverso le vicende dei personaggi che rincorrono l'amore senza raggiungerlo mai davvero. Certamente un romanzo molto, forse TROPPO, categorico, dove non si scorge nessuno spiraglio di speranza, niente di buono, nessun tipo di felicità. Per quanto apprezzi l'autrice e per quanto riconosca il suo talento naturale nel ritrarre con acume e precisione ogni aspetto psicologico dei suoi personaggi e descriverli in maniera così veritiera che è impossibile non ritrovare anche un po' di sé stessi in alcune descrizioni, la direzione a senso unico in cui porta il romanzo è davvero troppo avvilente per definirlo un vero capolavoro. Leggendolo quasi ci si dimentica che esistono anche altre sfumature a completare il ritratto, un grande sbaglio secondo me.

voto:


Acquisto consigliato? Come tutti i romanzi della Nemirovsky la componente psicologica è molto marcata e i contenuti sono profondi, consigliato a chi vuole dedicarsi a un romanzo non leggero, seppur molto scorrevole.

mercoledì 4 gennaio 2012

commenti ai libri: DARLING JIM

Recensione del libro "Darling Jim" di Christian Mork.


Titolo: Darling Jim
Autore: Christian Mork
Traduzione: Giorgio Puleo
Editore: Marsilio
Data di Pubblicazione: Settembre 2010
Pagine: 377
Prezzo: 18 euro

Sinossi: Niall, un giovane postino che lavora nei sobborghi di Dublino, trova per caso il diario di una donna assassinata finito sul fondo di una cassetta per le lettere destinate al macero. In quelle pagine, Fiona Walsh gli rivela i segreti della più tragica storia d'amore di cui lui abbia mai sentito raccontare. Niall decide di mettersi sulle tracce di Darling Jim, un seanchai, il narratore itinerante che ha segnato il destino di Fiona e le sue due sorelle, uomo pieno di misteri che attraversa l'Irlanda a bordo di una scintillante motocicletta rossa, seduce le donne e incanta le folle con le sue storie macabre, rapendo con la forza delle parole chiunque stia ad ascoltarlo. Il principe che diventa lupo del suo racconto, fatalmente, ricorda molto lo stesso Jim: dovunque lui sia passato, si sono verificati delitti orribili per cui ancora non esiste un colpevole. Niall può risolvere il mistero, ma ha poco tempo a disposizione, perché il lupo delle storie di Jim non è lontano. Ispirandosi a un fatto di cronaca, Mork ha scritto un potente thriller gotico che attraversa gli angoli più bui della mente sulla scia dei miti irlandesi: uomini-lupo, principi, bardi, tre sorelle prigioniere, una zia orribile. Darling Jim è un romanzo incredibilmente ben congegnato, con un'ottima alternanza di leggenda, dramma e passione amorosa, il tutto mescolato in un riuscitissimo noir. Una favola per adulti che svela al lettore la seduzione del male.

Commento: "Darling Jim" è un romanzo davvero particolare, ne sono rimasta magneticamente attratta fin dalle primissime pagine e leggerlo mi ha dato l'impressione di cadere in un vortice turbinoso tra la favola e la realtà. Scritto da un autore danese, ma interamente ambientato in un Irlanda carica di fascino e leggende, il romanzo prende spunto da un cruento fatto di cronaca per poi tessergli attorno una ricostruzione dei fatti che ha dell'incredibile. Una donna ha tenuto incatenete in casa le sue due nipoti fino alla morte, e lei stessa è strata ritrovata morta, probabilmente per mano di una delle due che si era ribellata nonostante fosse in fin di vita. La polizia ha già archiviato il caso, ma improvvisamente un giovane postino trova nella cassetta delle lettere da buttare al macero una busta con all'interno il diario di una delle due ragazze morte. E' così che inizia questo misterioso romanzo. E l'elemento davvero particolare (e che personalmente ho apprezzato tantissimo) è che non vi sono investigatori e poliziotti ad indagare sulla strana tragedia familiare, ma un semplice e comune ragazzo che ritrovandosi tra le mani questo diario, decide di scoprire per conto proprio come si sono svolti i fatti.
La storia che scoprirà sarà talmente strana e al tempo stesso appassionante che spinto dalla curiosità farà di tutto per riuscire a mettere assieme i tasselli necessari che porteranno alla verità. E non sarà assolutamente un percorso facile, perché man mano che alcuni particolari verranno alla luce moltissimi altri staranno sepolti nell'ombra e ben nascosti. E, come anticipano subito le primissime parole del diario ritrovato, non è l'odio ad aver innescato tutta la triste vicenda con un violento epilogo, ma bensì l'amore. L'amore per un uomo carismatico e misterioso senza però conoscerlo veramente. Perché, come narrano le leggende irlandesi, ci sono nelle foreste tantissimi pericoli in agguato, uomini-lupo pronti ad azzannare la loro preda, uomini-lupo che giunti davanti a una bellissima donna hanno un solo quesito dinnanzi a loro: l'ameranno o la uccideranno?
Sempre in bilico tra realtà e fantasia questo romanzo mischia al suo interno le classiche caratteristiche dei thriller e dei noir, arricchite poi da una importante componente gotica che aumenta esponenzialmente la sua carica attrattiva sul lettore, facendogli più volte venire il dubbio che all'interno del romanzo ci siano alcuni elementi paranormali. Ma è davvero così, oppure è la realtà a superare la fantasia? Potrete scoprirlo solo leggendolo!
Intenso, ricco di avvenimenti concatenati tra loro, suspence e mistero, "Darling Jim" è stato un libro capace di appassionarmi, convolgermi e sedurmi, come solo il "male" è capace di fare. La trama è molto ben congeniata e nulla sembra essere come appare. Fino alla fine rimarranno misteri irrisolti, che indurranno il lettore a non staccare gli occhi dalle pagine. Lo reputo davvero un ottimo romanzo, uno dei più interessanti letti negli ultimi anni. Ma vi ho trovato un difetto abbastanza sostanziale nello stile di scrittura che purtroppo mi induce a dare un voto di un punto più basso di quello che si sarebbe meritato.
Infatti, nonostante il libro alterni pagine di diario scritte da persone diverse, parti in terza persona e parti in prima persona, lo stile di scrittura sembra essere sempre lo stesso, non si differenzia, anche quando si leggono le pagine del diario non rende bene l'idea di leggere un diario, scritto nella fretta, quasi sul punto di morte, ma sembra di leggere una narrazione assolutamente ordinaria, calma, precisa, ricca di particolari che anche divagano piacevolmente dal punto focale... e la storia da questo punto di vista rimane quindi poco credibile.


E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:

Cover (che non influenza il giudizio sul libro): La cover la reputo molto bella e d'impatto. Semplice, senza tanti fronzoli, rappresenta alla perfezione il fulcro del romanzo. Vi faccio vedere anche alcune delle cover straniere:
Cover Danimarca
Cover Francia
Cover Spagna
Cover USA
Cover Svezia
Come vedete ce ne sono davvero tante diverse, e anche se quella spagnola è forse la più carina, dico che quella italiana è in assoluto la migliore, sia come immagine che come riflesso dei contenuti della storia. Complimenti alla casa editrice Marsilio per la scelta!!!!!

Stile di scrittura: Purtroppo, come ho già detto, lo stile di scrittura non mi ha lasciata soddisfatta, perché secondo me non è stato capace di differenziare le varie parti narrate. Per fortuna a far sbilanciare completamente il piatto della bilancia vi è la storia, che è talmente bella e ben congeniata che riesce a far dimenticare in fretta le carenze dello stile.

Idee alla base della storia: Ottime, dieci e lode. Non ho mai letto un libro con una trama simile a questa. E' davvero particolarissima e interessante!!!!

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi sono ben caratterizzati. Anche se inizialmente rimangono molto misteriosi, man mano che la storia procede si riescono a carpire molti lati del loro carattere, che viene così svelato poco alla volta, e appare nel complesso soddisfacente.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Tutto benissimo, ottimo.

voto:

Acquisto consigliato? Sì, lo consiglio caldamente a tutti coloro che hanno voglia di affrontare un thriller diverso dai soliti stereotipi sul mercato.

lunedì 6 giugno 2011

commenti ai libri: UOMINI CHE ODIANO LE DONNE

"UOMINI CHE ODIANO LE DONNE" di Stieg Larsson
(Primo libro della "Millennium Trilogy")

Editore: Marsilio
Prima edizione italiana: 2007
Pagine: 676

Sinossi: Sono passati molti anni da quando Harriet, nipote prediletta del potente industriale Henrik Vanger, è scomparsa senza lasciare traccia. Da allora, ogni anno l'invio di un dono anonimo riapre la vicenda, un rito che si ripete puntuale e risveglia l'inquietudine di un enigma mai risolto. Ormai molto vecchio, Henrik Vanger decide di tentare per l'ultima volta di fare luce sul mistero che ha segnato tutta la sua vita. L'incarico di cercare la verità è affidato a Mikael Blomkvist: quarantenne di gran fascino, Blomkvist è il giornalista di successo che guida la rivista Millennium, specializzata in reportage di denuncia sulla corruzione e gli affari loschi del mondo imprenditoriale. Sulle coste del Mar Baltico, con l'aiuto di Lisbeth Salander, giovane e abilissima hacker, indimenticabile protagonista femminile al suo fianco ribelle e inquieta, Blomkvist indaga a fondo la storia della famiglia Vanger. E più scava, più le scoperte sono spaventose.  

Commento: Io sono quella che arriva a leggere i bestseller sempre in ritardo, perché appena scoppia un caso letterario ho la tendenza a rimanere scettica e a non buttarmi nella mischia. Poi però, siccome la curiosità ce l'ho, mi ritrovo regolarmente ad affrontare i bestseller quando le acque si sono un po' calmate. Ed è un errore! Perché se un libro ha suscitato tanto interesse un motivo ci deve pur essere! Quindi, per l'ennesima volta, chiedo venia per i miei inguaribili pregiudizi, perché "Uomini che odiano le donne" è un libro che si è ampiamente meritato tutto il successo avuto! E' come una sorta di grande matrioska, una storia nella storia, un intreccio altamente complicato, ma al tempo stesso pienamente riuscito. Devo ammettere che durante le prime 100 pagine spesso mi sono chiesta dove voleva andare a parare... perché avevo come l'idea che venissero introdotte molte vicende senza collegamento e facevo fatica ad individuare un punto focale. Ma se avete la pazienza di superare alcuni momenti un po' piatti e molto verbosi vedrete che lo sforzo verrà ricompensato e vi ritroverete a leggere qualcosa di innovativo, avvincente e totalmente inaspettato. Lo stile di scrittura di Larsson è complesso, a volte parecchio descrittivo, ma ciò nonostante può essere letto e compreso da tutti, anche da chi, come la sottoscritta, non ha spiccate simpatie per tematiche economiche e aziendali che spesso si materializzano all'interno del romanzo. Come da titolo poi, vengono affrontate tematiche spinose come la violenza sulle donne, una specie di denuncia dello stesso autore contro la sua stessa nazione, con tanto di statistiche all'inizio dei capitoli principali. E che dire dell'eroina assoluta Lisbeth Salander? Un personaggio femminile talmente atipico e con una personalità talmente forte ed insolita che è praticamente impossibile rimanerle indifferenti. Io dico che Larsson con questo suo primo libro ha fatto un lavoro ottimo. Mi piange il cuore a sapere che è morto ancora prima di vederlo pubblicato. E mi piange il cuore a sapere che era nelle sue intenzioni scrivere ben 10 romanzi di questa serie, quando invece è riuscito a terminarne 3 solamente. Ne consiglio caldamente la lettura a tutti coloro che non lo avessero ancora fatto, e, da parte mia, prometto di leggere presto anche gli altri 2 libri della trilogia.

E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:

Cover (che non influenza il giudizio sul libro): Bella! Semplice, ma assolutamente perfetta per il libro in questione. Mi piace molto lo stile delle copertine Marsilio, poco artefatte e sempre molto sintonia con il contenuto dei libri.

Stile di scrittura: Complesso, a volte verboso e molto descrittivo. Però, nonostante non sia proprio l'emblema della scorrevolezza, il libro lo si legge bene ed alternando POV diversi risulta anche piuttosto dinamico. I dialoghi invece li ho trovati un po' carenti, a volte piatti, ma per la magiornaza suffiienti, anche se non eccelsi.

Idee alla base della storia: Originali e ben sviluppate. Facendo una similitudine lo si potrebbe definire il tipico esempio di un macchinario con molti ingranaggi che si incastrano perfettamente senza bloccarsi mai.

Caratterizzazione dei personaggi: Beh, qui fa da regina il personaggio femminile di Lisbeth Salander, che, nonostante forse non la si può propriamente definire protagonista, è in assoluto il personaggio meglio caratterizzato e più interessante di tutto il libro. Vale la pena di leggere il libro solo per lei! Comunque, anche se meno interessante, anche Mikael, il protagonista ufficiale, è caratterizzato piuttosto bene e gli altri personaggi di contorno sono abbastanza ben delineati, anche se non molto approfonditi.

Editing e traduzione: Non ho notato refusi e errori evidenti di traduzione. A parte forse i dialoghi che non sono il massimo, ma non ho proprio idea se dipenda dalla traduzione o meno.

voto:

Acquisto consigliato? Sì, Senza alcun dubbio!