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venerdì 20 dicembre 2019

Recensione: DENTRO L'ACQUA di Paula Hawkins

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: Dentro l'acqua
Autrice: Paula Hawkins
Editore: Piemme
Traduttore: B. Porteri
Data di pubblicazione: 2 Maggio 2017
Pagine: 370
Acquistahttps://amzn.to/2S8NkK1

Sinossi: Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei –, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.


La mia opinione: Volevo leggere questo libro in quanto avevo letto il precedente dell’autrice “la ragazza del treno” e mi era abbastanza piaciuto, ma non mi aveva convinta pienamente. Anzi, diciamo che per avere avuto il favoloso successo che ha avuto lo avevo trovato decisamente sopravvalutato, ma lo avevo trovato comunque un buon thriller di intrattenimento. Con la lettura di questo libro ho voluto dare una nuova chances all’autrice.
L'inizio del libro è piuttosto confusionario, ci sono tanti, (troppi!) punti di vista. Ogni capitolo è un punto di vista di un personaggio diverso. In totale ho contato ben 11 punti di vista differenti ed è stato davvero esagerato, perché non ci si capisce nulla. Inoltre i punti di vista sono scritti a volte in prima persona, a volte in terza. E inoltre... le caratterizzazioni dei personaggi sono pressoché nulle. Si sente parlare "questo" o "quel" personaggio, ma in definitiva la caratterizzazione è così scarsa che non fa nessuna differenza.
A causa della confusione per entrare in sintonia con la storia ci vuole del tempo e la storia stessa sembra inizialmente molto ingarbugliata, ma poi, man mano che la lettura procede ci si rende conto che invece è una trama piuttosto semplice, solo che l’autrice ha voluto appositamente ingarbugliarla dal punto di vista stilistico per farla sembrare più interessante di quello che è.
E invece il finale non mi ha per nulla impressionata, ho trovato i risvolti della storia piuttosto banali.

Lettura consigliata? Se avete amato particolarmente la ragazza del treno allora vi consiglio di dare una possibilità a questo libro, ma se invece come me la ragazza del treno non vi era piaciuto allora direi che la lettura di questo è decisamente evitabile.

voto:


domenica 8 settembre 2019

Recensione: UNA PERFETTA SCONOSCIUTA - Alafair Burke

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: Una perfetta sconosciuta
Autrice: Alafair Burke
Editore: Piemme
Traduttore: E. Cantoni
Data di pubblicazione: Marzo 2017
Pagine: 380
Genere: thriller
Acquistahttps://amzn.to/2ZI9bgo

Sinossi: Immagina che la polizia arrivi a casa tua e ti mostri una foto in cui tu - con i capelli di quel tuo rosso inconfondibile, il tuo cappotto blu - stai baciando un uomo. Peccato che quell'uomo sia stato trovato morto trentuno ore prima, e tu non ricordi di averlo mai baciato. Anzi, lo conoscevi appena. Era il tuo nuovo capo, l'uomo che ti aveva dato in gestione la galleria per conto di un misterioso proprietario. Il lavoro dei tuoi sogni: ti era sembrato troppo facile, troppo bello per essere vero. Eppure tutto era andato liscio, la galleria esisteva davvero, avevi firmato un contratto regolare. Adesso, però, guardando quella foto capisci che non c'era niente di regolare. Niente di facile. Perché là fuori qualcuno sta cercando di incastrarti, anche se non riesci a immaginare il motivo. Qualcuno che sa molte cose di te. E che forse ti è molto vicino... In questo thriller in cui nulla è come sembra, Alice Humphrey vede crollare intorno a sé, come un castello di carte, ogni certezza. Compresa quella più importante: la sua stessa innocenza.


La mia opinione: Partiamo dai pregi: è un libro thriller standalone, senza seguiti, non inserito in una serie poliziesca.
Quindi se volete leggerlo non vi troverete invischiati nelle indagini del detective “tal dei tali” che poi si protrarranno per altri 30 libri.
Altro pregio: il ritmo è (abbastanza) dinamico, i capitoli sono mediamente brevi e avvicendano il punto di vista (in terza persona) di più di un personaggio.
Devo dire che inizialmente la storia è molto molto intrigante e interessante, sebbene nelle prime 150 pagine non si capisca quasi niente di ciò che sta succedendo, però la curiosità di andare avanti e scoprirlo è davvero tanta! Poi dopo le 150 pagine si inizia a capire qualcosa ma molto poco e anche qui c’è una curiosità infinita di scoprire gli eventi. Dicevo prima che la lettura è abbastanza dinamica, ma a volte (non sempre) appare un po’ rallentata, soprattutto dalle descrizioni del background dei vari personaggi, perché i personaggi sono molti e c’è la tendenza di spiegare un po’ troppo il loro passato.
La seconda parte del libro, quella in cui finalmente si iniziano a capire i vari intrighi, avrebbe dovuto essere la parte migliore, purtroppo invece ha sortito su di me l’effetto contrario.
I misteri in questo libro sono molti (troppi!), la storia è ingarbugliata eccessivamente e lo sbroglio della matassa è stato di conseguenza eccessivo. Ho infatti trovato tutte le rivelazioni finali esagerate, troppo esagerate. Se vi piacciono i libri che sul finale vi tengono con gli occhi incollati alle pagine questo libro farà sicuramente al caso vostro, nel mio caso però non mi ha soddisfatta, preferisco pochi colpi di scena e ben piazzati piuttosto che un’accozzaglia di rivelazioni una più incredibile dell’altra.

Acquisto consigliato? Come thriller di intrattenimento direi che esegue egregiamente il proprio lavoro, quindi se siete in cerca di un buon thriller di intrattenimento sì, lo consiglio.

voto:

martedì 19 marzo 2019

Mini Recensione: IBOY - Kevin Brooks

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: iBoy
Autore: Kevin Brooks
Editore: Piemme
Traduttore: G. Salvi
Data di pubblicazione: 16 Maggio 2017
Pagine: 252
Acquistahttps://amzn.to/2Odl5Wo

Sinossi: Prima dell'incidente che lo ha mandato in coma, Tom Harvey era un ragazzo come tanti. Ma ora si è risvegliato con il potere di sapere e vedere tutto. I frammenti di iPhone che sono rimasti nel suo cervello lo hanno trasformato in un super computer, una sorta di mente artificiale iperconnessa. Tom può arrivare ovunque, tutte le risposte a domande che non sa nemmeno di aver posto sono già lì, nella sua testa. E dopo aver scoperto della violenza subita da Lucy, la ragazza di cui è innamorato, Tom usa i suoi poteri per punire le gang che dettano legge nel quartiere. Ma qual è il confine tra giustizia e vendetta?


La mia opinione: La storia è originale, mi è piaciuta la scelta dell'autore di ambientarla in un quartiere popolare inglese, una zona di povertà e disagio, perché è una prospettiva narrativa più "vera" di quei romanzi (soprattutto YA) ambientati in ambienti privilegiati. Penso che sia una scelta coraggiosa e di controtendenza, assolutamente da premiare. Di contro non mi è piaciuto lo stile di scrittura dell'autore. L'ho trovato piatto e monocorde. E i dialoghi scialbi e forzati. E ciò ha influito negativamente sulla storia stessa, in quanto non sono riuscita a rimanerne coinvolta più di tanto. I risvolti, i vari colpi di scena e il finale mi sono parsi, di conseguenza, banali. Il protagonista stesso non lo sono riuscita a comprendere, in quanto l'introspezione psicologica dei personaggi è carente, quasi assente. Viene narrato ciò succede, ciò che il protagonista pensa, ma manca qualcosa di fondamentale. Per ora, di questo autore, è il libro che mi è piaciuto di meno.

voto:




giovedì 12 aprile 2018

Recensione: LA RAGAZZA DEL TRENO - Paula Hawkins

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: La ragazza del treno
Autrice: Paula Hawkins
Traduzione: Barbara Portieri
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: Giugno 2015
Pagine: 306
Acquista: https://amzn.to/2OesOCZ

Sinossi: La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua.
Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?


La mia opinione: Libro interessante per come viene narrata la vicenda (l'alternarsi di più punti di vista in prima persona, con specchi temporali differenti) e per la costante presenza del treno come mezzo in cui si può "spiare" e "fantasticare" sulla vita degli altri. Sicuramente queste due caratteristiche rendono il libro appetibile e originale. Ciò che non eccelle è invece lo stile di scrittura (molto scorrevole, ma fin troppo semplice, quasi banale) e la caratterizzazione dei personaggi, che risultano troppo estremi, peculiarità che portata all'eccesso finisce per risultare anch'essa una "quasi banalità". L'elemento thriller l'ho gradito, non entra subito nella vicenda, ma si insinua dopo alcuni capitoli.
Ho molto apprezzato il fatto che non si tratta di un thriller convenzionale con la solita indagine di polizia in cui il lettore segue la storia dal punto di vista delle indagini. Qui l'indagine di polizia rimane del tutto marginale e il lettore segue la storia attraverso i personaggi coinvolti. Il ritmo narrativo è buono, non annoia e da un capitolo all'altro lascia la curiosità di proseguire la lettura. Buono anche il finale, imprevedibile al punto giusto, con quel pizzico di sadicità che nei thriller apprezzo sempre.

Consigliato? A mio avviso non è un thriller imperdibile, ma essendo la storia originale e scorrevole rimane una buona lettura. Lo classificherei come "thriller da spiaggia", ovvero: piacevole, che cattura l'attenzione al punto giusto e non troppo impegnativo.



voto:

sabato 31 ottobre 2015

Recensione: L'ISOLA DELLA PAURA - SHUTTER ISLAND - Dennis Lehane

La mia recensione su "L'isola della paura" di Dennis Lehane.



Titolo: L'isola della paura (Shutter Island)
Autore: Dennis Lehane
Traduzione: Chiara Bellitti
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: Maggio 2005
Pagine: 379
Prezzo: 17,90

Sinossi: 1954, settembre. L'agente federale Teddy Daniels viene inviato sull'isola di Shutter, al largo di Boston, dove si trova l'Ashecliffe Hospital, destinato alla detenzione e alla cura dei criminali psicopatici. Deve trovare una detenuta scomparsa, Rachel Salando, condannata per omicidio, ma un uragano si abbatte sull'isola, impedendo qualsiasi collegamento con il resto del mondo. Ma sull'isola, niente è davvero quello che sembra, e gli interrogativi si accavallano: come ha fatto la Salando a sparire nel nulla? Chi semina strani indizi in codice? E cosa sta cercando Teddy Daniels? Una detenuta scomparsa, oppure le prove che all'Ashecliffe Hospital si fanno esperimenti sugli esseri umani, o ancora qualcosa di più profondo, che lo tocca personalmente?


La mia opinione: Letto sotto consiglio di molti (e perché stranamente non ho mai visto il film che ne è stato tratto) questo libro è stata una piacevole sorpresa. Ammetto che del prologo non ho capito niente (come la quasi maggioranza dei prologhi lo si dovrebbe capire successivamente...) ma dal capitolo 1 già la storia inizia a farsi chiara ed è affascinante soprattutto per l'originalità della tematica narrata. Di thriller ne sono stati scritti tanti, ma di thriller su un manicomio criminale sito in un'isola invece non direi, ed è senza dubbio questa una delle carte vincenti del libro. Come stile di scrittura è piacevole, scorrevole il giusto, descrittivo il giusto, da questo punto di vista quasi il libro perfetto oserei dire. Inoltre vi è una specie di tensione che si percepisce come se fosse nell'aria... all'inizio è latente ma proseguendo con la lettura aumenta via via in un crescendo, rendendo l'intero contesto davvero elettrizzante. Quindi analizzando questi aspetti è un libro riuscitissimo, ma certamente un thriller ambientato in un manicomio non può esimersi dall'avere una marcata componente anche psicologica, no? Infatti c'è, subito anch'essa è latente mai poi superata la metà del libro inizia a diventare esplicita. Non disdegno i thriller psicologici, spesso li trovo più interessanti dei thriller normali, e anche in questo caso la componente psicologica rende ancora più particolare, originale e interessante la storia. Unica piccola pecca è che nella seconda metà del libro alcuni paragrafi sono piuttosto onirici e confusi, febbrili oserei dire. Diciamo che se nella prima metà ero rimasta profondamente colpita dal crescendo di tensione che si veniva a creare, nella seconda metà ero sicuramente molto incuriosita di scoprire la verità, ma meno colpita di prima, e sul finale la piega che ha preso la storia, seppur molto inaspettata, mi ha leggermente delusa, perché la velocità in cui accadono gli eventi è molta e si arriva al finale bruscamente. Alla fine, dopo aver letto l'ultima frase dell'ultimo capitolo, sono rimasta qualche secondo a meditare con il libro in mano ancora aperto e sono tornata all'inizio del libro a leggere il prologo per vedere se finalmente sarebbe stato chiaro, ma no, non lo è stato proprio del tutto.
Un buon thriller, qualitativamente superiore alla media, ma con qualche difetto forse dovuto al taglio troppo cinematografico che gli è stato conferito. Prossimamente guarderò anche il film.



voto:

mercoledì 15 luglio 2015

Recensione: L'ESTATE DI ULISSE MELE - Roberto Alba

La mia recensione su "L'estate di Ulisse Mele" di Roberto Alba.




Titolo: L'estate di Ulisse Mele
Autore: Roberto Alba
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: 2014
Pagine: 210
Prezzo: 14,50 euro

Sinossi: Una casa in cima a una collina di terra e sassi, nel cuore della Sardegna rurale. È qui che Ulisse vive insieme alla sua famiglia. Ha quasi nove anni e non sopporta la parola che la gente usa per spiegare il suo problema: sordomuto. Lo fa sembrare handicappato, invece lui è solo sordo, capisce tutto benissimo e a scuola è il più bravo. Un genio. E infatti suo papà non lo prende mai a cinghiate come invece fa con Betta e Dede, che saranno anche più grandi, ma si comportano sempre da perfetti sprovveduti. Neppure lui però immagina che andare al mare di nascosto in una torrida mattina di luglio possa essere la cosa più stupida che quei due abbiano mai fatto. Fino a quando il fratello Dede torna a casa da solo, e della sorella non c'è più traccia. Da quel momento la vita della sua famiglia è sconvolta. E mentre gli adulti cercano risposte, Ulisse ha occhi ben aperti su quel che gli accade intorno. Per lui, la scoperta della verità sarà un ingresso forzato nel mondo dei grandi.


La mia opinione: Ho deciso di leggere questo libro un po' grazie alle recensioni positive lette in giro che me lo hanno fatto scoprire e un po' perché mi ricordava vagamente un libro letto anni fa ( "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte" di Mark Haddon) e che mi era piaciuto proprio per il punto di vista particolare e insolito da cui era narrato. Nel libro "lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte" la vicenda era infatti narrata da un ragazzino autistico e risultava maggiormente interessante proprio a causa di questo. "L'estate di Ulisse Mele" viene invece narrato da un bambino con un'altra particolarità, lui è sordo, ed è intelligentissimo. Leggendo questo libro si viene quindi catapultati nel suo mondo senza suoni, ma dove il senso della vista è acutizzato al massimo per riuscire a capire ciò che accade intorno a lui senza il bisogno di ascoltare. Ulisse infatti riesce a leggere le labbra di chi parla anche da distante e riesce a capire le persone dalle espressioni del viso e piano piano ci si dimentica quasi del suo piccolo handicap. La storia di questo romanzo è in parte un noir e in parte un dramma familiare molto intenso, un fatto di cronaca nera che diventa un caso mediatico di vasta portata (come ad esempio potrebbe essere il delitto di Avetrana, tanto per fare un esempio calzante) e che tiene incollato il lettore al libro dall'inizio alla fine. E' un libro che mi sento assolutamente di consigliare se siete incuriositi dal genere, perché è molto scorrevole e il mondo di Ulisse con le sue particolari doti vale davvero la pena di essere conosciuto. Non mancano alcuni difetti nello svolgimento della storia, soprattutto nella stesura della parte finale che a mio avviso oltre ad essere un po' frettolosa è anche un po' confusa perché lascia alcune perplessità e domande irrisolte. Certo, questo da un certo punto di vista rende la storia ancora più realistica, perché non sempre nella realtà tutto è comprensibile fino in fondo, ma trattandosi appunto di un libro, l'agognato finale che tutti i lettori auspicano (me compresa) era più definitivo e chiaro di così.



voto:

martedì 14 agosto 2012

Recensione: IL LIBRO DELLA VITA E DELLA MORTE

Recensione del libro "Il libro della vita e della morte" di Deborah Harkness.


Titolo: Il libro della vita e della morte
Serie: All Souls Trilogy, vol. 1
Autrice: Deborah Harkness
Traduzione: Annalisa Crea
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: 18 Ottobre 2011
Pagine: 754
Prezzo: 19,90

Sinossi: Quando Diane Bishop, una giovane storica studiosa di alchimia, scopre nella Bodleyan Library di Oxford un antico manoscritto che vi era rimasto celato per secoli, non si rende conto di aver compiuto un gesto decisivo per la sua vita. Discendente da una stirpe di streghe, Diane aveva sempre cercato di vivere una vita normale, da cui la magia era rigorosamente bandita. Ma ora sente che il potere del manoscritto è più forte di ogni sua decisione e, nonostante tutti i suoi tentativi, non riesce a metterlo da parte. Diane però non è la sola ad avvertirne con prepotenza l'attrazione. Perché le streghe non sono le uniche creature ultraterrene che vivono a fianco degli umani: ci sono anche demoni, fantasiosi e distruttivi, e vampiri, eternamente giovani; e tutti sono interessati alla scoperta di Diane. Uno in particolare si distingue dagli altri, Matthew Clairmont, un vampiro, professore di genetica appassionato di Darwin. Il cui interesse per il manoscritto viene presto superato da quello per la giovane strega. Insieme intraprendono il viaggio per sviscerare i segreti celati nell'antico libro. Ma l'amore che nasce tra loro, un amore proibito da leggi radicate nel tempo, minaccia di alterare il fragile equilibrio esistente tra le creature e gli umani, scatenando un conflitto che può avere conseguenze fatali.


La mia opinione: Ho iniziato la lettura di questo libro con le migliori intenzioni, la sinossi mi intrigava, le opinioni lette in rete mi davano la quasi certezza che "Il libro della vita e della morte" fosse un romanzo valido, superiore alla media. Inizio a leggere e come premesse iniziali non è davvero niente male: un mondo popolato da 4 specie (umani, vampiri, streghe e demoni), una strega studiosa storica che cerca di vivere una vita normale,  un libro misterioso e stregato che all'improvviso la mette in grave pericolo... insomma, mi sembrava davvero un ottimo inizio. Da qui la mia mente ha iniziato a fantasticare su come questi elementi avrebbero potuto mescolarsi assieme ed evolversi in un romanzo unico e indimenticabile, ero curiosissima di scoprire cosa l'autrice avesse in serbo per noi lettori, ero elettrizzata al pensiero di ciò che avrei scoperto.
Tuttavia fin da subito ho notato che la tendenza dell'autrice di "tergiversare" un po'. Gli argomenti narrati venivano affrontati un po' alla larga, c'era un tentativo di togliere l'attenzione sui punti salienti per puntarla invece su particolari di poco interesse, spendendo pagine e pagine nella descrizione di avvenimenti di nessuna importanza. Mi son detta "Pazienza, il libro è piuttosto lungo, ci sarà tempo per affrontare ogni cosa" e sono andata avanti nella lettura fiduciosa che qualcosa di interessante finalmente sarebbe accaduto. Mi sono dovuta sorbire interi capitoli  di "corteggiamento" in cui la protagonista e l'avvenente vampiro di turno flirtavano e cenavano, con descrizioni chilometriche e dettagliate dei menù, infinite disquisizioni sui vini, sulle sfumature di odori e sapori di ogni singola bottiglia di vino che si scolavano (ed erano tante! Sì avete capito bene: in questo libro pure i vampiri mangiano e bevono vino!). Finita questa fase (che mi aveva dato l'impressione di leggere un libro di degustazione vinicola, anziché un romanzo urban fantasy) vi è poi la fase in cui finalmente l'amore tra i due viene palesato, decine di capitoli su quanto si amino, presentazione alla famiglia, gite a cavallo e a "caccia" dove le scopiazzature da romanzi tipo Twilight appaiono fastidiosamente evidenti.
E io che continuavo a domandarmi: "Ok, ma quand'è che il romanzo entra finalmente nel vivo?"
Ma, con il senno di poi, avrei invece dovuto chiedermi: "Nel vivo ci entrerà mai?"
NO, questo romanzo, primo di una trilogia, non decolla MAI, è solo una lunga, lunghissima, interminabile INTRODUZIONE. L'autrice continuerà imperterrita a divagare inutilmente per tutte le 750 pagine che lo compongono, inserendo personaggi opinabili, dialoghi al limite dell'assurdo, scenette ridicole e parti romance al saccarosio, mentre la parte veramente interessante della storia, il VERO POTENZIALE del romanzo continua a rimanere in sospeso. E... dulcis in fundo, il finale sarà un non-finale, che lascia tutti gli interrogativi aperti e rimanda TUTTO al libro successivo. Se l'obiettivo dell'autrice era quello di creare curiosità e incentivare la lettura dei sequel con me ha ottenuto il risultato opposto: sono rimasta talmente tanto DELUSA, ESASPERATA, ARRABBIATA per aver letto tutte queste pagine inutilmente che con questa trilogia ho definitivamente chiuso!

E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:

Cover: La cover italiana è molto fuorviante, sembra quella di un thriller storico. Anche il titolo italiano trae in inganno (ha ingannato anche me!). In pratica mette al centro dell'attenzione questo fantomatico libro stregato, del quale si ha una fugace visione soltanto nel primo capitolo e poi sparisce dalla circolazione per non fare più ritorno. Mah!!! Il titolo inglese era forse più appropriato, anche se non rende comunque l'idea di quanto sia povero di contenuti :-(
La cover originale è comunque graficamente migliore di quella italiana.

Stile di scrittura: La scrittura risulta molto descrittiva, si focalizza su particolari di poca importanza, alla lunga stufa un po'. Non dico che sia un tipo di scrittura prettamente noiosa, sarebbe anche stata valida se non avesse avuto il difetto di divagare così tanto.

Idee alla base della storia: Le idee di base erano molto originali e dal grandissimo potenziale. Delusione all'ennesima potenza invece allo sviluppo della storia, che è praticamente inesistente. Un libro così lungo (750 pagine) DEVE avere al suo interno elementi interessanti, DEVE dare alcune risposte agli interrogativi che spuntano durante la lettura. Invece così non accade. Tutto rimane in sospeso, gli interrogavi si accavallano gli uni sugli altri finché alla fine c'è così tanta confusione che l'interesse per la vicenda si esaurisce.

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi sono banali e stereotipati. La maggior parte dei personaggi secondari viene solo accennata senza il minimo approfondimento, mentre quelli principali vengono approfonditi sì, ma in maniera molto insoddisfacente. Non sono riuscita infatti a trovare nessuna empatia con la protagonista, che ha un livello di immaturità sconcertante, tenendo presente che è una donna adulta, non una ragazzina. Per non parlare poi di Matthew, il vampiro millenario, che sembra un adolescente alla prima cotta.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Editing e traduzione mi sono sembrati entrambi curati.

voto:


Acquisto consigliato? No, no, no! Non lo consiglio per niente! Giuro che avevo una tentazione grandissima di dargli una valutazione di una sola stellina! Ma devo essere coerente con me stessa: la parte iniziale del libro mi aveva incuriosita e la sufficienza se la meritava, quindi facendo la media tra la parte iniziale (3 stelline) e quella finale (1 stellina) ecco che il mio voto deve essere di 2 stelline. Però io consiglio di starne alla larga, è uno dei libri più deludenti che mi siano capitati negli ultimi anni!

Un libro... a raggi X!!! (4) IL LIBRO DELLA VITA E DELLA MORTE




Parte oggi la nuova rubrica "Un libro... a raggi X!!!"
Di cosa si tratta?
Questa rubrica è stata ideata da me e da Morna (del blog Forgotten page a cui il mio blog è gemellato) e consiste nel leggere entrambe un determinato libro e commentarlo un po' alla volta, come una specie di commento a due voci in cui alternandoci diremo le nostre impressioni sul libro in oggetto.


Questa settimana sarà l'ultima puntata in cui commenteremo "Il libro della vita e della morte" di Deborah Harkness (La rubrica riprenderà ad Ottobre con un altro libro). In questa quarta puntata verranno presi quindi in considerazioni i capitoli dal 31 al 43. (se vi siete persi le puntate precedenti cliccate qui: CAPITOLI DALL'1 al 10 e CAPITOLI DALL'11 al 20 e CAPITOLI DAL 21 AL 30)

Vi lascio intanto la scheda del libro:

Titolo: Il libro della vita e della morte
Serie: All Souls Trilogy, vol. 1
Autrice: Deborah Harkness
Traduzione: Annalisa Crea
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: 18 Ottobre 2011
Pagine: 784
Prezzo: 19,90

Sinossi: Quando Diane Bishop, una giovane storica studiosa di alchimia, scopre nella Bodleyan Library di Oxford un antico manoscritto che vi era rimasto celato per secoli, non si rende conto di aver compiuto un gesto decisivo per la sua vita. Discendente da una stirpe di streghe, Diane aveva sempre cercato di vivere una vita normale, da cui la magia era rigorosamente bandita. Ma ora sente che il potere del manoscritto è più forte di ogni sua decisione e, nonostante tutti i suoi tentativi, non riesce a metterlo da parte. Diane però non è la sola ad avvertirne con prepotenza l'attrazione. Perché le streghe non sono le uniche creature ultraterrene che vivono a fianco degli umani: ci sono anche demoni, fantasiosi e distruttivi, e vampiri, eternamente giovani; e tutti sono interessati alla scoperta di Diane. Uno in particolare si distingue dagli altri, Matthew Clairmont, un vampiro, professore di genetica appassionato di Darwin. Il cui interesse per il manoscritto viene presto superato da quello per la giovane strega. Insieme intraprendono il viaggio per sviscerare i segreti celati nell'antico libro. Ma l'amore che nasce tra loro, un amore proibito da leggi radicate nel tempo, minaccia di alterare il fragile equilibrio esistente tra le creature e gli umani, scatenando un conflitto che può avere conseguenze fatali.


Ecco la nostra opinione dei capitoli dal 31 al 43:
(vi avviso che potranno esserci dei piccoli spoiler della trama, ma niente di compromettente)


SARA: Questi ultimi 13 capitoli del libro sono stati per me una vera e propria tortura e non nascondo che il mio sentimento costante è stato un misto tra DELUSIONE e RABBIA.
La dura realtà è che in 750 pagine l'autrice non ha saputo creare un romanzo degno di questo nome. La storia non decolla MAI.

MORNA: Finalmente ho girato l’ultima pagina di questo romanzo. Cominciavo seriamente a dubitare che ciò potesse mai accadere. Dopo essermi letteralmente sorbita le 751 pagine, posso dire ad alta voce che sono esagerate, decisamente troppe!!!! Un conto sono 700 pagine di azione, avventura e adrenalina. Un conto è doversi leggere un numero spropositato di pagine per una trama che di interessante ha un terzo di tutto quello che c’è scritto: il resto è brodo allungato. Mi dispiace essere così drastica ma la cosa mi ha innervosito, parecchio!

SARA: Durante la prima metà del libro mi sono ILLUSA che ciò prima o poi avvenisse, mi sono scervellata per darmi una risposta alle mille domande che mi sono fatta riguardo all'ipotetico sviluppo della storia, mi sono sentita incuriosita dai tantissimi possibili risvolti che la trama avrebbe potuto intraprendere e sono andata avanti fiduciosa che prima o poi qualcosa di significativo avvenisse, che il grandissimo potenziale iniziale del romanzo avrebbe trovato finalmente uno sbocco.
Invece tutte le mie speranze sono state tradite.

MORNA: Confermo tutto quello che avevo detto nel precedente commento ovvero che la Harkness non è stata in grado di gestire la vicenda complicata che la sua stessa mente ha partorito!! Gli errori sono sempre gli stessi e anzi, qui si aggiunge una sorta di fretta che l’autrice sembra avere per portare a termine il tutto. Anche io mi sono illusa che infine il romanzo decollasse, ma così non è stato! L’autrice ha trovato una pseudo conclusione approssimativa che non mi ha soddisfatto!!

SARA: Sapevo già che questo libro era il primo di una trilogia, ma mi aspettavo comunque che accadesse qualcosa, che ci fosse un finale anche parziale, che alcuni dubbi venissero appianati. Invece no. Questo primo libro della trilogia "All Souls" non è altro che una lunga, lunghissima, inutile, noiosa, INTRODUZIONE.

MORNA: Concordo in pieno! Niente da aggiungere. Una lunga introduzione assolutamente fine a se stessa!

SARA: Anche nell'ultima parte del romanzo si assiste alla solita routine alla quale ero ormai abituata: l'autrice continua ad AGGIUNGERE! Aggiunge interrogativi, aggiunge nuovi personaggi, aggiunge nuovi scenari, aggiunge nuovi scoperte riguardo ai poteri della protagonista. Ma tutte queste aggiunte rimangono in sospeso, non vi sono risoluzioni! In particolare, questi ultimi 13 capitoli del libro si soffermano inutilmente su scene di poca importanza (come è accaduto per tutta la durate del libro, del resto), come ad esempio su quanti toast la protagonista riesce ad ingurgitare, su quanto lei ami il suo "marito" vampiro (ah, sì, ora sono marito e moglie, si conoscono da un mese ma lei ha perfino adottato i "figli" di lui, patetici i dialoghi dove si chiamano "mamma" e "papà" o dove lei si riferisce ad un vampiro millenario chiamandolo "figlio"... auahauahuahaau).

MORNA: Se devo essere sincera, salvo ben poco di questi ultimi capitoli: giusto l’idea dei viaggi nel tempo mi attira. Anche qui compaiono personaggi usa e getta a seconda dell’azione(leggasi Juliette) e i due protagonisti – Diana in primis- si rendono ancora più antipatici se possibile. Concordo con te...decisamente ridicoli alcuni passaggi!

SARA: Quella che avrebbe potuto essere una storia urban fantasy di interesse storico, con libri stregati e misteri da scoprire si è trasformata in un ROMANCE banalissimo e assurdo, con evidenti scopiazzature da altri libri (vedi Twilight, da cui sono stati presi numerosi spunti). Personaggi odiosi e stupidi, dialoghi al limite del ridicolo, situazioni inverosimili e incollate assieme forzatamente, troppi elementi tirati in ballo per poi essere accantonati senza motivo. Insomma, ho trovato questa ultima parte del libro tremendamente IRRITANTE e NOIOSA. L'intento dell'autrice era quello di creare interesse nel lettore? Continuando ad aggiungere nuovi interrogativi forse sperava di intrigarlo e affascinarlo a tal punto da indurlo a leggere i prossimi libri della serie?
Per quanto mi riguarda ha sicuramente ottenuto l'opposto! Il romanzo finisce con un non-finale che dovrebbe incuriosire, ma io mi sono proprio stufata.

MORNA: Mi trovi pienamente d’accordo con te!
I personaggi da stereotipati si trasformano definitivamente in cordiali e odiose macchiette, la cui caratterizzazione non mi è piaciuta neanche un po’. Un esempio su tutti: Diana uccide Juliette, lei che non accende manco un mozzicone di candela con la magia, si riduce in fin di vita per salvare quel bell’imbusto di Matthew e dopo due giorni torna rompiballe come se niente fosse successo?!? Ma per favore!!!
Non mi è piaciuta neanche la scansione temporale che l’autrice fa degli eventi: affrettata e quasi compulsa. Leggiamo di un fatto e due righe dopo siamo da un’altra parte, dieci ore dopo! Davvero pessima.

SARA: La mia voglia di scoprire il mistero riguardo all'Ashmole 782 è definitivamente andata via. Non voglio sapere cosa accadrà ai due protagonisti, non mi interessa sapere più niente, non proseguirò a leggere i libri successivi, mi sembra di aver perso fin troppo tempo con questo!

MORNA: Io ammetto di aver avuto lo stesso impulso, però ammetto anche di avere un debole con i viaggi nel tempo, e nuovamente le premesse dell’autrice per il nuovo romanzo sono superintriganti. Purtroppo ho il terribile presentimento che sarò nuovamente delusa. E la sensazione non è affatto piacevole! Il nuovo libro dovrebbe arrivare, se non sbaglio, la prossima primavera. Io ho deciso che, nonostante tutto, darò una seconda possibilità all’autrice, visto che tutto sommato la Harkness ha margine di miglioramento. Spero di non pentirmene!!!

SARA: Il mio voto parziale su questi ultimi capitoli è di 1 stellina!!!!
Ma il mio voto complessivo per tutto il romanzo sono 2 stelline (mi sento molto buona) perché se devo mantenere la mia coerenza, ammetto che la prima parte del romanzo mi aveva incuriosita e intrigata, per quanto avesse dei difetti evidenti, non era stata una lettura così terribile. Invece la seconda parte del romanzo la boccio completamente :-(

MORNA: Il mio voto parziale per questi capitoli è di 2 stelline. Il voto complessivo per il romanzo è 3 stelline scarse (facendo una media tra i quattro voti e sì, anche io mi sento buona!).
Il romanzo comunque mi ha fortemente deluso: mi aspettavo molta più azione, passione e novità. Spero, con tutto il cuore che le cose miglioreranno!

venerdì 10 agosto 2012

Un libro... a raggi X!!! (3) IL LIBRO DELLA VITA E DELLA MORTE




Parte oggi la nuova rubrica "Un libro... a raggi X!!!"
Di cosa si tratta?
Questa rubrica è stata ideata da me e da Morna (del blog Forgotten page a cui il mio blog è gemellato) e consiste nel leggere entrambe un determinato libro e commentarlo un po' alla volta, come una specie di commento a due voci in cui alternandoci diremo le nostre impressioni sul libro in oggetto.


Questa settimana continuiamo a commentare "Il libro della vita e della morte" di Deborah Harkness. Siccome abbiamo deciso di leggere e commentare 10 capitoli a settimana in questa seconda puntata verranno presi quindi in considerazioni i capitoli dal 21 al 30. (se vi siete persi le puntate precedenti cliccate qui: CAPITOLI DALL'1 al 10 e CAPITOLI DALL'11 al 20)

Vi lascio intanto la scheda del libro:

Titolo: Il libro della vita e della morte
Serie: All Souls Trilogy, vol. 1
Autrice: Deborah Harkness
Traduzione: Annalisa Crea
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: 18 Ottobre 2011
Pagine: 784
Prezzo: 19,90
Sinossi: Quando Diane Bishop, una giovane storica studiosa di alchimia, scopre nella Bodleyan Library di Oxford un antico manoscritto che vi era rimasto celato per secoli, non si rende conto di aver compiuto un gesto decisivo per la sua vita. Discendente da una stirpe di streghe, Diane aveva sempre cercato di vivere una vita normale, da cui la magia era rigorosamente bandita. Ma ora sente che il potere del manoscritto è più forte di ogni sua decisione e, nonostante tutti i suoi tentativi, non riesce a metterlo da parte. Diane però non è la sola ad avvertirne con prepotenza l'attrazione. Perché le streghe non sono le uniche creature ultraterrene che vivono a fianco degli umani: ci sono anche demoni, fantasiosi e distruttivi, e vampiri, eternamente giovani; e tutti sono interessati alla scoperta di Diane. Uno in particolare si distingue dagli altri, Matthew Clairmont, un vampiro, professore di genetica appassionato di Darwin. Il cui interesse per il manoscritto viene presto superato da quello per la giovane strega. Insieme intraprendono il viaggio per sviscerare i segreti celati nell'antico libro. Ma l'amore che nasce tra loro, un amore proibito da leggi radicate nel tempo, minaccia di alterare il fragile equilibrio esistente tra le creature e gli umani, scatenando un conflitto che può avere conseguenze fatali.


Ecco la nostra opinione dei capitoli dal 21 al 30:
(vi avviso che potranno esserci dei piccoli spoiler della trama, ma niente di compromettente)


MORNA: Dopo 550 pagine direi che ho letto abbastanza per capire come girano le cose in questo romanzo. E’ come quelle macchine che segnano il battito del cuore: bip e silenzio, bip e silenzio e così via per un numero decisamente elevato di pagine. I bip sono gli avvenimenti salienti, che si configurano come trovate originali e interessanti. I silenzi sono gli svolgimenti che l’autrice ne fa: noiosi e troppo prolissi, non ne sfruttano appieno le grandi potenzialità.

SARA: Concordo in pieno! Giunta alla metà del libro mi aspettavo che finalmente le cose iniziassero a carburare (già ci avevano messo anche troppo!) e invece i capitoli dopo il 20 sono nuovamente statici e amorfi, mi sembra di stare su un aereo che stenta a decollare (ed è da notare che ormai siamo a 3/4 di libro).

MORNA: Un esempio su tutti: l’Ashmole 782 che fine ha fatto?? Si è scatenato un putiferio dietro a questo manoscritto (la cui introduzione nella trama era a mio parere davvero un colpo di genio) e poi? Ogni pagina che passa si allontana sempre più dall’obiettivo centrale. E il bello è che la cosa ha un andamento mostruosamente decadente!!! La Harkness continua a mettere “carne alla brace” aggiungendo risvolti alla trama e imbastendo sempre più una vicenda che si complica pagina dopo pagina, ma che ahimè non riesce a governare!! La storia sfugge di mano all’autrice che invece di cercare di recuperarla, si perde in descrizioni e/o azioni inutili!! Un vero peccato!!!

SARA: Giuro che me lo stavo domandando anch'io che fine avesse fatto questo dannato libro! Eppure sembrava l'elemento fulcro della storia, fa pure la parte del protagonista nel titolo, le prime pagine del romanzo lo esaltano all'ennesima potenza e ora? Puff... Sparito! Era l'elemento che mi destava più interesse di tutti, la motivazione per cui mi ero fatta attrarre dalla trama del libro e che mi aveva indotta al suo acquisto. La mia delusione man mano che procedo con la lettura diventa sempre più cocente, ogni pagina che passa la storia si allontana sempre di più da quello che invece A ME piacerebbe sapere :-(

MORNA: L’introduzione dei Templari e dei Cavalieri di San Lazaro è grandiosa ma a che pro? Tanto più, che non ci spiega bene la loro fondazione! Siamo a più di metà libro e ancora non conosciamo tutto su Matthew che per di più è il protagonista principale…questa cosa ha il potere di mandarmi in bestia!! Altro punto infatti che decisamente non mi piace è la mania dell’autrice di lasciare le cose a metà, siano esse spiegazioni o azioni o l’introduzione di personaggi. Forse la Harkness lo fa per creare aspettativa ma ottiene l’effetto contrario: solo un sacco di confusione.

SARA: Anche a me sta facendo lo stesso effetto. Purtroppo non mi riesco ad appassionare ad una storia che continua a divagare invece che focalizzarsi sui punti salienti. Sto perdendo il mio iniziale entusiasmo...

MORNA: Che fine ha fatto Hamish?? E Baldwin? Ci scommetto 50€ che lo abbiamo visto adesso e… bye bye!!. Inoltre sono introdotti altri personaggi come Satu e Gerberto ma agiscono, se va bene, nell’arco di un capitolo!!!

SARA: Trovo che sia parecchio grave che Baldwin sia saltato fuori completamente dal nulla, l'autrice non lo aveva mai menzionato prima di pagina 500, eppure era "imparentato" con il nostro protagonista -__-

MORNA: Passando ai protagonisti poi c’è da ridere!
Lasciamo stare Diana! Sto diventando sempre più intollerante ai suoi comportamenti e, udite udite, qui dà il meglio di sè!! Se prima abbiamo visto la Diana atletica e indipendente, passando per quella innamorata e rincitrullita qui abbiamo la Diana gattamorta!! Evvai!!!-.-

SARA: Me lo immaginavo che Diana si sarebbe rivelata una delusione totale, non ho molto da commentare in proposito perché in realtà me l'aspettavo.

MORNA: Apro e chiudo parentesi: ma una stupidata più stupidata del diluvio delle streghe no, eh??
Passiamo al bello e dannato.Lui è davvero la copia di Edward Cullen. Se all’inizio del romanzo esercitava ancora qualche fascino, ormai mi è completamente indifferente. Stereotipato è la parola giusta per descriverlo. Peccato.

SARA: Ecco, sono rimasta colpita (negativamente) dal fatto che il romanzo abbia fin troppi scopiazzamenti di Twilight. A parte il protagonista dal temperamento simile ad Edward Cullen, trovo ancora più grave che vi siano intere SCENE simili. Vogliamo parlare delle battute di caccia in cui questi vampiri dal cuore d'oro si nutrono di poveri animali in via d'estinzione? Vogliamo parlare del fatto che il nostro protagonista vampiro sia totalmente contrario all'idea che la sua amata vi assista adducendo le stesse identiche motivazioni che Edward fece a suo tempo? Tipo che i vampiri quando cacciano si abbandonano completamente all'istinto e se per sbaglio capitassero sulla scia olfattiva dell'irresistibile umana potrebbero confondersi e attaccarla? Vogliamo poi parlare che per l'ennesima volta ci troviamo di fronte ad una storia d'amore tormentata e impossibile in cui tutti sono contrari all'unione dei due protagonisti, perché facenti parte di due razze diverse e inconciliabili tra loro? Vogliamo infine parlare dello scambio imbarazzante di dialoghi amorosi adolescenziali che intraprendono i due su quanto si amano e si adorano? (tenete conto che la protagonista ha 35 anni e lui 1500). Io mi aspettavo davvero un romanzo più maturo, non uno YA camuffato da Adult.

MORNA: Vedremo come la Harkness proseguirà,in ogni caso per questa tornata di capitoli (la più deludente per me) il voto parziale è di 2.5 stelline.

SARA: Ancora una volta concordo con te (mi fa piacere che la stiamo pensando allo stesso modo) e anche il mio voto parziale da 3,5 della volta precedente scende a 2,5. C'è ancora tutta l'ultima parte da leggere... si può ancora sperare in un miracolo?