venerdì 20 dicembre 2019

Recensione: RACCONTI DI NATALE di Charles Dickens

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.

PS= l'edizione che recensisco è quella che effettivamente ho letto. Ci tengo a specificarlo perché per quanto riguarda i classici leggere un'edizione piuttosto che un'altra può fare la differenza. Il libro l'ho letto un anno fa, a Dicembre 2018.



Titolo: Racconti di Natale
Autore: Charles Dickens
Editore: Newton Compton
Traduttore: M. Sestito
Data di pubblicazione: Novembre 2017
Pagine: 343
Genere: raccolta di racconti
Acquistahttps://amzn.to/8822709

Sinossi: Scritti tra il 1843 e il 1848, i "Racconti di Natale" costituiscono uno straordinario spettacolo narrativo metafisico e magico. Con le sue storie animate da fantasmi, folletti e fate, Dickens affida alla scrittura il compito di rappresentare la qualità mutevole e fluttuante del reale, dimostrando la labilità del confine tra vero e apparente, la difficoltà di definire ciò che gli occhi vedono, di comprendere ciò che le parole dicono. Come nei romanzi, anche qui l'autore svela l'altra faccia del mito del progresso, ritraendo l'Inghilterra della disoccupazione e del malessere sociale, Londra con le sue case fatiscenti e le sue strade degradate; la vita raffigurata non è però mai talmente cupa e disperata da non consentire spazi al sorriso o alla risata liberatoria, al comico e al grottesco. Dickens progetta le sue utopie natalizie, facendo ravvedere gli indifferenti e i malvagi e, grazie all'intervento di spiriti benevoli, agli umili è consentito il lieto fine, in stanze rallegrate dall'agrifoglio, davanti a tavole finalmente stracolme di cibo.


La mia opinione: Si tratta di un totale di 5 racconti, pensavo che leggerli mi avrebbe occupato poco tempo e invece si è dimostrata un’impresa abbastanza ardua.
Io solitamente amo Charles Dickens, ma questi racconti, non so se per colpa della traduzione, li ho trovati indigesti.
Si salva assolutamente “Canto di Natale”, che tra l’altro già conosco piuttosto bene ed è quindi stata una rilettura. “Canto di natale” vale decisamente tutto il libro, è un racconto bello e originale, con al suo interno un protagonista indimenticabile, mentre gli altri racconti li ho trovati mediocri, hanno uno stile un po’ pesante, sono tutti caratterizzati da un estremo buonismo natalizio che va bene a piccole dosi ma alla lunga stanca.
Tra questi ammetto che il racconto "le campane" non ce l’ho fatta a finirlo, mentre gli altri raconti (“il grillo del focolare” “la battaglia per la vita” e “il patto col fantasma”) li ho letti ma non mi hanno entusiasmata.
Ognuno di questi racconti, hanno degli intermezzi piacevoli, e dei personaggi ben caratterizzati e interessanti, ma nel contempo ho avuto delle difficoltà ad appassionarmi alle storie.
Concedo il beneficio del dubbio che sia stata l'edizione a non essere ottimale e mi riservo di affrontare nuovamente i racconti in futuro in un'altra edizione per capire se magari cambiando edizione cambierà anche la mia opinione su di essi.

voto:


Recensione: DENTRO L'ACQUA di Paula Hawkins

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: Dentro l'acqua
Autrice: Paula Hawkins
Editore: Piemme
Traduttore: B. Porteri
Data di pubblicazione: 2 Maggio 2017
Pagine: 370
Acquistahttps://amzn.to/2S8NkK1

Sinossi: Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei –, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.


La mia opinione: Volevo leggere questo libro in quanto avevo letto il precedente dell’autrice “la ragazza del treno” e mi era abbastanza piaciuto, ma non mi aveva convinta pienamente. Anzi, diciamo che per avere avuto il favoloso successo che ha avuto lo avevo trovato decisamente sopravvalutato, ma lo avevo trovato comunque un buon thriller di intrattenimento. Con la lettura di questo libro ho voluto dare una nuova chances all’autrice.
L'inizio del libro è piuttosto confusionario, ci sono tanti, (troppi!) punti di vista. Ogni capitolo è un punto di vista di un personaggio diverso. In totale ho contato ben 11 punti di vista differenti ed è stato davvero esagerato, perché non ci si capisce nulla. Inoltre i punti di vista sono scritti a volte in prima persona, a volte in terza. E inoltre... le caratterizzazioni dei personaggi sono pressoché nulle. Si sente parlare "questo" o "quel" personaggio, ma in definitiva la caratterizzazione è così scarsa che non fa nessuna differenza.
A causa della confusione per entrare in sintonia con la storia ci vuole del tempo e la storia stessa sembra inizialmente molto ingarbugliata, ma poi, man mano che la lettura procede ci si rende conto che invece è una trama piuttosto semplice, solo che l’autrice ha voluto appositamente ingarbugliarla dal punto di vista stilistico per farla sembrare più interessante di quello che è.
E invece il finale non mi ha per nulla impressionata, ho trovato i risvolti della storia piuttosto banali.

Lettura consigliata? Se avete amato particolarmente la ragazza del treno allora vi consiglio di dare una possibilità a questo libro, ma se invece come me la ragazza del treno non vi era piaciuto allora direi che la lettura di questo è decisamente evitabile.

voto:


Recensione: CASA DI FOGLIE di Mark Z. Danielewski

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.

PS= Questo libro l'ho letto in edizione Mondadori, però siccome è un'edizione fuori commercio da anni e quest'anno è stata ristampata una nuova edizione, metto in scheda l'edizione corrente e non quella letta da me


Titolo: Casa di foglie
Autore: Mark Z. Danielewski
Editore: 66th and 2nd
Traduttore: S. Reggiani, L. Taiuti
Data di pubblicazione: 27 Novembre 2019
Pagine: 760
Acquistahttps://amzn.to/35Ju4Xt

Sinossi: Quando la prima edizione di Casa di foglie iniziò a circolare negli Stati Uniti, affiorando a poco a poco su Internet, nessuno avrebbe potuto immaginare il seguito di appassionati che avrebbe raccolto. All’inizio tra i più giovani – musicisti, tatuatori, programmatori, ecologisti, drogati di adrenalina –, poi presso un pubblico sempre più ampio. Finché Stephen King, in una conversazione pubblicata sul «New York Times Magazine», non indicò Casa di foglie come il Moby Dick del genere horror. Un horror letterario che si tramuta in un attacco al concetto stesso di «narrazione». Qualcun altro l’ha definita una storia d’amore scritta da un semiologo, un mosaico narrativo in bilico tra la suspense e un onirico viaggio nel subconscio. O ancora: una bizzarra invenzione à la Pynchon, pervasa dall’ossessione linguistica di Nabokov e mutevole come un borgesiano labirinto dell’irrealtà. Impossibile inquadrare in una formula l’inquietante debutto di Mark Z. Danielewski, o anche solo provare a ricostruirne la trama, punteggiata di citazioni, digressioni erudite, immagini e appendici. La storia ruota intorno a un misterioso manoscritto rinvenuto in un baule dopo la morte del suo estensore, l’anziano Zampanò, e consiste nell’esplorazione di un film di culto girato nella casa stregata di Ash Tree Lane in cui viveva la famiglia del regista, Will Navidson, premio Pulitzer per la fotografia, che finirà per svelare un abisso senza fine, spalancato su una tenebra senziente e ferina, capace di inghiottire chiunque osi disturbarla.


La mia opinione: La storia è sicuramente originale, una delle storie più originali che abbia mai letto perché non viene presentata come una storia di fantasia, come un romanzo, ma viene presentata come una storia vera, e lo stile narrativo non è romanzesco ma ha un taglio giornalistico come stesse raccontando di un documentario realmente avvenuto e realmente trasmesso sulle televisioni di tutto il mondo, con annesse citazioni a piè di pagina tratte da interviste o libri di approfondimento e sta al lettore capire se ciò che viene narrato nel libro sia vero o falso. Ma l’originalità non si limita solo a questo ma comprendere anche il modo in cui il libro è stampato. Vi sono pagine in cui sembra di leggere un libro normale e poi all’improvviso ci sono pagine con il testo scritto in verticale, in obliquo, al contrario e a volte bisogna anche capovolgere il libro di lato o sottosopra per riuscire a leggerlo, quindi è proprio l’esperienza di lettura a risultare diversa rispetto ad altri libri, non solo per la storia in sé.
Come genere si tratta di un crossover tra mistery e horror psicologico, dove gioca veramente tanto il lato mentale dei personaggi.
Non è un tipo di horror truculento, ma è un horror inquietante, vi sono parecchi elementi all’interno del libro che tengono col fiato sospeso il lettore. La cosa che però non mi è piaciuta è la volontà di tenere ESAGERATAMENTE in sospeso il lettore. Non tutti i capitoli sono interessanti allo stesso modo, alcuni sono un po’ statici, mentre altri sono molto interessanti e quando accade che un capitolo sia particolarmente interessante, e che quindi non vedi l’ora di sapere come vanno le cose ecco qui che il capitolo finisce e quasi sicuramente il capitolo successivo non riprenderà dal punto interrotto ma cambia argomento, per poi magari riprendere uno o due capitoli dopo. Ed è un po’ frustrante. Inoltre la prima parte e quella centrale è in assoluto quella che mi è piaciuta di più mentre ho trovato debole il finale e i relativi colpi di scena. Diciamo che comunque il finale va un po’ interpretato, ci sono varie soluzioni al libro e non è mai stata detta quale sia quella giusta.
Però io un’idea me la sono fatta e giudico il libro seguendo la mia idea... che ovviamente non dirò :-P

Consigliato? Sì, soprattutto se apprezzate l'originalità e gli stili sperimentali. Non aspettatevi una storia scritta sotto forma di romanzo perché non è così.

voto:

BOOKSHELF TOUR puntata n.3

Ecco la terza puntata del Bookshelf tour, spero vi piacerà ;-)


WRAP UP di Novembre 2019 - riepilogo letture

Aggiorno in ritardassimo il mio riepilogo delle letture di Novembre
👇👇👇


lunedì 11 novembre 2019

WRAP UP di Ottobre 2019 - Le mie letture - video recensione

Come al solito leggermente in ritardo sulla tabella di marcia, ecco la video-recensione su tutte le mie letture di Ottobre :-)


venerdì 25 ottobre 2019

Recensione: DIARI di Sylvia Plath

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.



Titolo: Diari
Autrice: Sylvia Plath
Editore: Adelphi
Traduttore: S. Fefè
Data di pubblicazione: Marzo 2004
Pagine: 433
Genere: diari personali
Acquistahttps://amzn.to/2We8jea

Sinossi: Quando si comincia a leggere questi diari si ha l'impressione di seguire le febbrili annotazioni di una bella ragazza americana che scopre l'Europa: tutto vibra, tutto sprizza energia, c'è un senso di attesa che si impone su tutto. Ma presto ci accorgiamo che le cose non stanno così. O meglio, non soltanto così. E ci immergiamo in una lettura sempre più appassionante e talvolta angosciosa: il giornale di bordo di una sensibilità acutissima, lacerata e drammatica, quella di una scrittrice che per i suoi versi e per il suo tragico destino è diventata un emblema, un vero culto, per molti lettori.


La mia opinione: Allora, inutile dire che avevo aspettative IMMENSE per questa lettura. E trattandosi di diari personali è anche un po’ ingiusto giudicare e dare dei voti, perché non è di certo un lavoro che l’autrice pensava di pubblicare.
Il problema è che sono rimasta delusa da questa lettura, ma non per i suoi contenuti, che ripeto, sono diari personali, i pensieri di Sylvia possono piacere o non piacere, ma sono rimasta fortemente delusa dal fatto che questi diari siano incompleti (anzi, oserei dire gravemente incompleti) e che ciò non sia stato riportato in copertina come avviso.
Non sono quindi i suoi diari integrali ma solo una parte, e tra le parti mancanti mancano dei periodi davvero fondamentali per comprendere appieno la sua vita e il suo malessere di vivere.
Come forse già saprete Sylvia soffriva di disturbo bipolare e aveva episodi di depressione, da ragazza Sylvia era ossessionata da 2 cose: voleva affermarsi come donna di intelletto, come scrittrice, e al tempo stesso voleva fortemente avere una relazione sentimentale. Nell’epoca in cui è vissuta e con la rigida educazione ricevuta per lei non era possibile pensare ad una relazione sentimentale fuori dal matrimonio, e quindi la sua ossessione era quella di trovare marito, ma al tempo stesso aveva paura che una volta sposata sarebbe stata una donna repressa e non più libera di essere sé stessa e di diventare una scrittrice. Quindi desiderava tanto un marito, ma era spaventata delle conseguenze, aveva paura di avere figli, aveva paura di essere annullata nel ruolo di moglie e madre e nei suoi diari tutto ciò è riportato con una forza disperata.
Lei da una parte odiava essere donna perché pensava che le donne fossero schiave delle convenzioni, ma al tempo stesso non si sentiva di combattere e di ribellarsi. Fino a circa 1/3 del libro il suo diario è meticolosamente trascritto, poi ad un certo punto ecco uno dei primi vuoti, Sylvia si sposa e nulla di ciò viene riportato sui diari.
Un attimo prima avevamo una Sylvia che ancora non si era neanche fidanzata e nella pagina dopo troviamo una Sylvia già sposata. Questo salto temporale l’ho odiato, chissà quanti pensieri sono andati perduti in quel lasso di tempo. Subito non riuscivo a capire il perché di quel vuoto temporale, poi alla fine l’ho capito (i diari non sono integrali!!).
Comunque, tornando al diario, La vita di Sylvia da sposata è piena degli stessi interrogativi di prima, vorrebbe essere una donna indipendente, vorrebbe essere una scrittrice, per un certo periodo fa l’insegnante, ma vorrebbe anche essere una brava moglie come gli è stato impartito nella sua educazione. Sa che ogni brava moglie deve avere figli e lei è combattuta perché prima vorrebbe essere affermata professionalmente. Anche qui per un periodo i suoi pensieri, a volte lucidi, a volte deliranti e quasi sempre contraddittori, vengono riportati piuttosto fedelmente e ne esce un quadro davvero affascinante.
Io ho amato i pensieri di Sylvia, anche se a volte affermava una cosa e la volta dopo affermava il suo contrario. Però questa era parte di lei e del suo disturbo bipolare. Però poi succede che rimane incinta e da qui c’è un vuoto assoluto nei suoi diari. I suoi diari finiscono qui.
Dire che ci sono rimasta male è dire poco. Da quel momento Sylvia avrà il primo figlio, poi avrà anche il secondo figlio, poi il suo matrimonio andrà a rotoli e lei si suiciderà dopo pochi mesi dalla nascita del secondo figlio.
Nessun suo pensiero di questo periodo di 3 anni è riportato.
Niente.
Eppure chissà quanto avrà scritto.
Il suo ex marito, il signor Ted Hughes, ha trovato i suoi diari e li ha eliminati parzialmente perché disse che non voleva che i suoi figli li leggessero mai.
Mi spiace ma avrei voluto più trasparenza da parte della casa editrice.
Nella quarta di copertina viene scritto: “questo volume raccoglie parte dei diari che la Plath scrisse tra il 1950 e il 1962. Ma non è vero. I diari si fermano nel 1959, e i pochi e unici scritti successivi (una decina di pagine in tutto) non fanno parte del suo diario vero e proprio ma sono solo degli esercizi di scrittura che la Plath fece per esercitarsi appunto nell’arte dello scrivere in previsione di altre sue poesie o romanzi, che non aggiungono nulla ai pensieri della Plath, nulla di rilevante sulla sua vita e sul suo stato d’animo. I suoi ultimi 3 anni di vita non ci sono. Quindi mi sono sentita presa in giro.

voto:


venerdì 18 ottobre 2019

BOOKSHELF TOUR #1

Ecco il video che in moltissimi mi hanno chiesto. 
Il BOOKSHELF TOUR!
Sì, dopo tanto tempo ce l'ho fatta a realizzare la prima puntata (ma ce ne saranno altre!)
In questo primo video vi faccio vedere un modulo della mia libreria dedicato prevalentemente ai libri di genere thriller (ma ci sono anche libri di narrativa generale)
Buona visione ;-)




lunedì 7 ottobre 2019

WRAP UP di Settembre 2019 - Il riepilogo delle mie letture

Ciao lettori, non so a voi ma a me il mese scorso è proprio volato.
Ora siamo già ad Ottobre e, come di consueto, vi lascio il nuovo video sulle letture terminate a Settembre:


mercoledì 11 settembre 2019

WRAP UP di Agosto 2019 - Il riepilogo delle mie letture

Con un po' di ritardo (ma tanto io puntuale non lo sarò mai🤣) vi lascio la video recensione delle letture che ho ultimato ad Agosto 😉


domenica 8 settembre 2019

Recensione: UNA PERFETTA SCONOSCIUTA - Alafair Burke

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: Una perfetta sconosciuta
Autrice: Alafair Burke
Editore: Piemme
Traduttore: E. Cantoni
Data di pubblicazione: Marzo 2017
Pagine: 380
Genere: thriller
Acquistahttps://amzn.to/2ZI9bgo

Sinossi: Immagina che la polizia arrivi a casa tua e ti mostri una foto in cui tu - con i capelli di quel tuo rosso inconfondibile, il tuo cappotto blu - stai baciando un uomo. Peccato che quell'uomo sia stato trovato morto trentuno ore prima, e tu non ricordi di averlo mai baciato. Anzi, lo conoscevi appena. Era il tuo nuovo capo, l'uomo che ti aveva dato in gestione la galleria per conto di un misterioso proprietario. Il lavoro dei tuoi sogni: ti era sembrato troppo facile, troppo bello per essere vero. Eppure tutto era andato liscio, la galleria esisteva davvero, avevi firmato un contratto regolare. Adesso, però, guardando quella foto capisci che non c'era niente di regolare. Niente di facile. Perché là fuori qualcuno sta cercando di incastrarti, anche se non riesci a immaginare il motivo. Qualcuno che sa molte cose di te. E che forse ti è molto vicino... In questo thriller in cui nulla è come sembra, Alice Humphrey vede crollare intorno a sé, come un castello di carte, ogni certezza. Compresa quella più importante: la sua stessa innocenza.


La mia opinione: Partiamo dai pregi: è un libro thriller standalone, senza seguiti, non inserito in una serie poliziesca.
Quindi se volete leggerlo non vi troverete invischiati nelle indagini del detective “tal dei tali” che poi si protrarranno per altri 30 libri.
Altro pregio: il ritmo è (abbastanza) dinamico, i capitoli sono mediamente brevi e avvicendano il punto di vista (in terza persona) di più di un personaggio.
Devo dire che inizialmente la storia è molto molto intrigante e interessante, sebbene nelle prime 150 pagine non si capisca quasi niente di ciò che sta succedendo, però la curiosità di andare avanti e scoprirlo è davvero tanta! Poi dopo le 150 pagine si inizia a capire qualcosa ma molto poco e anche qui c’è una curiosità infinita di scoprire gli eventi. Dicevo prima che la lettura è abbastanza dinamica, ma a volte (non sempre) appare un po’ rallentata, soprattutto dalle descrizioni del background dei vari personaggi, perché i personaggi sono molti e c’è la tendenza di spiegare un po’ troppo il loro passato.
La seconda parte del libro, quella in cui finalmente si iniziano a capire i vari intrighi, avrebbe dovuto essere la parte migliore, purtroppo invece ha sortito su di me l’effetto contrario.
I misteri in questo libro sono molti (troppi!), la storia è ingarbugliata eccessivamente e lo sbroglio della matassa è stato di conseguenza eccessivo. Ho infatti trovato tutte le rivelazioni finali esagerate, troppo esagerate. Se vi piacciono i libri che sul finale vi tengono con gli occhi incollati alle pagine questo libro farà sicuramente al caso vostro, nel mio caso però non mi ha soddisfatta, preferisco pochi colpi di scena e ben piazzati piuttosto che un’accozzaglia di rivelazioni una più incredibile dell’altra.

Acquisto consigliato? Come thriller di intrattenimento direi che esegue egregiamente il proprio lavoro, quindi se siete in cerca di un buon thriller di intrattenimento sì, lo consiglio.

voto:

Recensione: AGNES GRAY - Anne Bronte

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: Agnes Grey
Autrice: Anne Bronte
Editore: Newton Compton
Traduttore: M. Sestito
Data di pubblicazione: Maggio 2015 (prima pubblicazione 1846)
Pagine: 157
Acquistahttps://amzn.to/2zZqwBZ

Sinossi: Agnes Grey, la protagonista dell'omonimo romanzo del 1847, opera prima e in parte autobiografica di Anne Brontë, fa la governante presso due famiglie della facoltosa borghesia inglese di età vittoriana. La sua famiglia è caduta in disgrazia e prendersi cura dei figli dei ricchi, indisciplinati e viziati, è l'unica scelta rispettabile che la ragazza possa fare per sopravvivere. Con una prosa elegante e scorrevole, la minore delle sorelle Brontë mette a confronto la grettezza della nobiltà dell'epoca, del tutto priva di scrupoli e di valori, e i sani principi morali di una giovane timorata di Dio, che cerca in ogni modo di smascherare il lato oscuro delle persone "perbene".


La mia opinione: Questo è un classico rilassante capace di risollevare le uggiose giornate autunnali e invernali. La protagonista, Agnes Grey, svolge il ruolo di governante/educatrice dei figli di alcune famiglie ricche. E’ una storia semplice, rilassante, magnificamente scritta e che inoltre sa aggiungere interessanti osservazioni sulla società dell’epoca. In particolare in questo libro l’autrice vuole criticare, appunto, l’alta borghesia inglese, soprattutto per quanto riguarda l’educazione dei figli e delle convenzioni sociali dei matrimoni dettati da interessi economici. Le sue critiche sono sempre velate da sagace ironia e da osservazioni acute che colpiscono come frecciatine deliziose.
Nonostante il libro sia scritto a metà del 1800 e quindi per molti aspetti le cose adesso siano cambiate, mi sono comunque stupita del fatto che per alcune cose risultino attualissime tutt’oggi. Ci sono delle scene, soprattutto per quanto riguarda educazione dei figli (gli adorati e intoccabili pargoli di queste famiglie descritte nel libro) che mi hanno fatto veramente sorridere, perché mi hanno ricordato scene già viste.
E’ davvero un romanzo sagace e con la giusta dose di ironia, ma non ha avuto il successo dei romanzi delle altre sorelle Bronte, perché qui mancano gli intrighi travolgenti e i colpi di scena che tanto piacciono ai lettori che invece hanno apprezzato ad esempio “Cime tempestose”, quindi risulta una storia molto più semplice e dal ritmo narrativo molto più pacato, ma io lo consiglio vivamente.
Posso dire la sola e unica cosa che non ho apprezzato di questo romanzo? il forte sentimento religioso e moralista che accompagna alcuni capitoli l’ho trovato noioso, ma per fortuna ciò ha riguardato solo alcune pagine!

Consigliato? Sì. Se vi piacciono i classici risulta una lettura davvero molto piacevole.

voto:

BOOK HAUL dell'estate 2019

L'estate è praticamente agli sgoccioli e vi mostro il mio immenso (e vergognoso😳) video book haul, dove ho battuto tutti i record di nuovi libri in ingresso nella mia libreria😱


venerdì 9 agosto 2019

WRAP UP di Luglio 2019 - Il riepilogo delle mie letture

Ciao a tutti/e, siamo quasi a metà Agosto ma riesco a postare solo ora il video sulle letture di Luglio.
Eccolo qui e buona visione:👇


domenica 21 luglio 2019

Un anno di libri #5 - Giga Wrap UP! opinioni su tantissimi libri

Ciao Booklovers,
a grande richiesta torna un episodio della rubrica "Un anno di libri"
Dove vi torno a parlare delle mie letture del passato, di tutti i libri che ho letto in un anno:👇


venerdì 12 luglio 2019

Recensione: LA STORIA DI CHRISTINE - Elizabeth Von Arnim

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: La storia di Christine
Autrice: Elizabeth Von Arnim
Editore: Bollati Boringhieri
Traduttore: S. Garavelli
Data di pubblicazione: 30 Maggio 2019 (prima edizione italiana 2009)
Pagine: 148
Acquistahttps://amzn.to/2XHtzrT

Sinossi: Berlino 1914. Christine, giovane violinista inglese di raro talento, si trasferisce in Germania per un anno di studio. È felice, conosce anche l'amore, ma presto capisce con sgomento che l'intera Germania brama la guerra e inneggia ai valori di sopraffazione e predominio sulle altre nazioni. Quando infine scoppia il conflitto, e l'Inghilterra si schiera a fianco dei nemici dei tedeschi, Christine è in pericolo. Scritto con lo pseudonimo di Alice Cholmondeley, il romanzo prende spunto dalla vicenda privata di Elizabeth von Arnim e di sua figlia Felicitas, scomparsa appena sedicenne in Germania. All'uscita in Inghilterra nel 1917 il libro ebbe un successo straordinario.


La mia opinione: E’ una storia epistolare a senso unico, dove il lettore può leggere le lettere che una figlia scrive alla madre. La ragazza protagonista (ovvero Christine) è una giovane talentuosa, piena di vita e carica di speranze, che va a scontrarsi con una realtà di cui ignorava l’esistenza.
La storia si compone lettera dopo lettera, in maniera lenta ma inesorabile e anche se la scrittura il più delle volte è vivace si riesce comunque a percepire un senso crescente di apprensione.
L’unica cosa che non ho apprezzato è che fin dall’inizio del libro il lettore saprà come andrà a finire.
Io non ve lo dico, il finale è già scritto nel prologo e questo toglie la sorpresa, forse sarebbe stato meglio saltare il prologo e leggerlo alla fine (io vi consiglio di fare così!!!!) io non non sapevo e l’ho letto, ma ciò nonostante sono rimasta comunque colpita e impressionata da questo libro.
E’ un romanzo davvero amaro, non mi aspettavo dalla Von Arnim un romanzo dai toni così cupi, perché di solito scrive commedie intelligenti ma leggere, e solo successivamente ho appreso che si tratta di un episodio accaduto veramente nella vita dell’autrice. Anche se in questo libro vi sono elementi romanzati, la storia di base è realmente accaduta e ammetto di esserne rimasta quasi sconvolta, dato che è una di quelle storie che sembra impossibile che sia potute succedere davvero.

Consigliato? A me è piaciuto moltissimo, quindi sì! Tra l'altro fino ai primi di Agosto questo libro sarà scontatissimo negli store, a causa di un prezzo speciale temporaneo. Io comunque vi consiglio ardentemente di iniziare a leggere saltando il prologo, per poi andarlo a leggere alla fine.

voto:



lunedì 8 luglio 2019

Recensione: L'INCUBO DI HILL HOUSE - Shirley Jackson

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: L'incubo di Hill House
Autrice: Shirley Jackson
Editore: Adelphi
Traduttore: M. Pareschi
Data di pubblicazione: 3 Giugno 2016 (prima pubblicazione 2004)
Pagine: 233
Acquistahttps://amzn.to/2LHo2PW

Sinossi: Chiunque abbia visto qualche film del terrore con al centro una costruzione abitata da sinistre presenze si sarà trovato a chiedersi almeno una volta perché le vittime di turno non optino, prima che sia troppo tardi, per la soluzione più semplice - e cioè non escano dalla stessa porta dalla quale sono entrati, allontanandosi senza voltarsi indietro. A tale domanda, meno oziosa di quanto potrebbe parere, questo romanzo fornisce una risposta. Non è infatti la fragile e indifesa Eleanor Vance a scegliere la Casa, prolungando l'esperimento paranormale in cui l'ha coinvolta l'inquietante professor Montague. È la Casa - con le sue torrette buie, le sue porte che sembrano aprirsi da sole - a scegliere, per sempre, Eleanor Vance.


La mia opinione: Da questo libro mi aspettavo un horror, invece ora che l’ho letto lo definirei psicologico con accenni di ghost story.
Credo che chi si è approcciato per la prima volta alla Jackson con questo libro, venendo appunto attratto dalla cover e dal titolo molto horror, sia rimasto un po’ spiazzato, e forse anche un po’ deluso, perché il ritmo narrativo è molto lento, soprattutto all’inizio, e non si riesce a capire subito su cosa si voglia focalizzare la storia. Le atmosfere sono pacate e rarefatte, la lettura procede come in un torpore, nell’attesa che succeda qualcosa di davvero significativo che dia una svolta.
A me questa atmosfera un po’ lenta è piaciuta perché instilla nel lettore un senso di tensione per l’attesa, e tra l’altro è una caratteristica tipica dell’autrice che ho ritrovato anche in "Abbiamo sempre vissuto nel castello", ma capisco che con un titolo di questo tipo ci si sarebbe aspettato tutt’altro.
L’elemento che mi è piaciuto di meno sono state le relazioni e i dialoghi tra i vari personaggi, che li ho trovati un po’ vuoti e superficiali, mentre mi è piaciuto molto l’elemento psicologico che si insinua nella storia un poco alla volta, fino ad avvolgerla completamente come una cortina di nebbia.
L’elemento psicologico è molto importante perché tratta anche il tema della sanità mentale, che svolge un ruolo fondamentale ai fini di questa storia, soprattutto sul finale, che ho molto apprezzato, in quanto l’ho trovato inaspettato e atipico, nel perfetto stile dell'autrice.

Acquisto consigliato: Sì, soprattutto se amate le storie intriganti che giocano con la psiche. In questo caso la Jackson è un'autrice davvero particolare e da leggere. "Abbiamo sempre vissuto nel castello" è però il libro che finora ho preferito.

voto:

venerdì 5 luglio 2019

WRAP UP di Giugno 2019 - Riepilogo delle mie letture

Eccoci giunti nuovamente al riepilogo delle mie letture📚📚📚
A Giugno ho letto molto, ho letto libri di generi vari, ho letto libri che mi sono piaciuti, altri che mi sono piaciuti in parte, e altri ancora che proprio non mi sono piaciuti per niente! Infatti ho dovuto dare anche un'UNPOPULAR OPINION su due libri di uno scrittore molto famoso e molto amato che a me proprio non è andato giù:
Qui sotto il video:👇


domenica 23 giugno 2019

La mia TBR estiva!!! I libri che vorrei leggere durante l'estate 2019

L'estate è arrivata ufficialmente e nel mio canale YouTube ho pubblicato la mia TBR, una pila di libri che vorrei leggere in estate. Ma in realtà spero di leggerne anche altri perché ne ho tantissimi che vorrei leggere!!!!!🙈


giovedì 20 giugno 2019

Recensione: LA QUINTA STAGIONE - N.K Jemisin

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: La quinta stagione
Serie: La terra spezzata vol.1
Autrice: N.K. Jemisin
Editore: Mondadori
Traduttore: A. Mantovani
Data di pubblicazione: 30 Aprile 2019
Pagine: 490
Acquistahttps://amzn.to/2Y3FnpA

Sinossi: L’Immoto è da sempre abituato alle catastrofi, alle terribili Quinte Stagioni che ne sconquassano periodicamente le viscere provocando sismi e sconvolgimenti climatici. Quelle Stagioni che gli orogeni sono in grado di prevedere, controllare, provocare. Per questo sono temuti e odiati più della lunga e fredda notte; per questo vengono perseguitati, nascosti, uccisi; o, se sono fortunati, sono presi fin da piccoli e messi sotto la tutela di un Custode, nel Fulcro, e costretti a usare il loro potere per il bene del mondo. È in questa terra spezzata che si trovano a vivere Damaya, Essun e Syenite, tre orogene legate da un unico destino.


La mia opinione: Un libro molto diverso e parecchio originale. Però le cose positive si fermano praticamente qua :-/
L’autrice ha deciso di unire il genere post apocalittico al fantasy, facendo un minestrone a mio parere eccessivo e difficile da gestire.
Il fantasy presente in questo libro è molto diverso da qualsiasi tipo di fantasy mai letto, i protagonisti hanno dei superpoteri cinetici che permettono di controllare l’energia sismica e alla fine tutta la storia gira intorno a questi superpoteri e come cosa l’ho trovata un po’ frustrante.
E’ una storia che in pratica gira su se stessa, inizia con un prologo interessante e dopo oltre 400 pagine ci si ritrova praticamente al punto di partenza.
L’autrice ha scelto di evitare sempre qualsiasi spiegone, sia sul world building che sui personaggi, ma in pratica tutta la storia si svolge su diversi piani temporali e con diversi POV solo e soltanto per far capire al lettore ciò che sta leggendo. Perché ci vogliono veramente parecchi capitoli prima di iniziare a capirci qualcosa. Con uno spiegone sarebbe bastato un solo capitolo, mentre così ci vuole un intero libro e arrivati sul finale la storia si interrompe bruscamente con un cliffhanger nel bel mezzo di un dialogo tra due personaggi. Assolutamente frustrante!!!!
Altra cosa che non mi è piaciuta: le scene d’azione. Sono il caos. Penso che neanche l’autrice stessa riusciva immaginare ciò che stava scrivendo mentre lo scriveva e come lettrice la mia mente mentre leggevo le scene d’azione (che si concentrano soprattutto nelle ultime 100 pagine) era un enorme punto interrogativo. Era talmente assurdo ciò che succedeva e così spiegato male che riuscirselo a figurare nella testa è una impresa molto ardua.
Come se non bastasse, sempre sul finale ci sono parecchie coincidenze fastidiose piazzate a tavolino (cosa che detesto).
I personaggi mi sono stati abbastanza indifferenti, perché hanno una personalità poco spiccata, e non sono riuscita a empatizzare con loro.
Detta così sembrerebbe che di questo libro non mi sia piaciuto niente, ma per fortuna non è così. Mi sono piaciute le ambientazioni molto cupe e molto tetre che caratterizzano lo scenario apocalittico proposto. Mi ha incuriosito molto la storia e fino alle ultime 100 pagine la lettura è stata più positiva che negativa.
L’originalità di questa storia ha davvero una marcia in più, ed è stato grazie a ciò che sono riuscita ad apprezzare il libro anche con i difetti sopra descritti, ma ciò non è di certo bastato per farmi amare questa lettura come auspicavo.
Le mie aspettative, viste le recensioni entusiastiche di altri lettori, erano molto alte e sono state soddisfatte soltanto per una minima parte. Per questo motivo, da questo punto di vista, ne sono rimasta delusa.
Secondo il mio giudizio questo è un fantasy originale e carino, ma niente di più. Ho letto sicuramente di meglio e mi fa strano pensare che sia stato premiato con un premio Hugo (sia questo libro che i libri successivi) perché non ci ho trovato nulla di tanto entusiasmante e penso che i libri successivi non li leggerò, perché anche se il mio voto in generale è positivo, non ho la curiosità di vedere come procederà la storia, dato che, originalità a parte, i risvolti li ho trovati banali.

Acquisto consigliato? Vista la moltitudine di recensioni entusiastiche che si strappano quasi i capelli dall'adorazione e che assicurano sia il migliore libro che abbiano mai letto consiglio a tutti di leggerlo (oltre a pensare che che io abbia acquistato una copia fallata), perché può davvero essere che io sia quella impazzita e non vorrei frenarvi dalla lettura del libro dell'anno e anche oltre. Quindi certo, leggertelo e fatevi la vostra opinione.

voto:



WRAP UP di Maggio 2019 - il riepilogo delle mie letture

Scusate il ritardo, questo mese mi ero dimenticata di postare qui sul blog il wrap up mensile!!!!
Ma rimedio subito:👇


venerdì 31 maggio 2019

BOOOK HAUL di Aprile e Maggio ! Tanti nuovi acquisti

Ciao lettori, anche Maggio è giunto alla fine (tra l'altro mi è letteralmente volato!!!!) ed ecco il nuovo video Book Haul dedicato agli acquisti di Aprile e Maggio 2019 .
Buona visione👇



giovedì 23 maggio 2019

HAUL di Graphic Novel #1

Ciao lettori, oggi un nuovo hall sul mio canale, questa volta (e per la prima volta) l'haul riguarderà le Graphic Novel, genere che non avevo mai acquistato (fino ad ora ovviamente).
A voi piacciono le Graphic Novel? 👇


mercoledì 8 maggio 2019

WRAP UP di Aprile 2019 - il riepilogo delle mie letture

Ciao lettori!
Eccoci giunti al riepilogo delle mie letture di Aprile, mese piuttosto proficuo, dove ho letto più libri che nei mesi precedenti.
Vi lascio il video Wrap Up qui sotto 👇


mercoledì 24 aprile 2019

Recensione: FRANKENSTEIN - Mary Shelley

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: Frankenstein
Autrice: Mary Shelley
Editore: Feltrinelli
Traduttore: G. Barrioni
Data di pubblicazione: 2013
Pagine: 304
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Sinossi: "Uno spettro si aggira per l'immaginario collettivo, e questo spettro si chiama Frankenstein. Mary Shelley ha indubbiamente creato un capolavoro, ma anche una sorta di icona pop, divenuta proverbiale e versatile, tale da essere evocata nelle situazioni più impensate. [...] Da un lato Frankenstein suscita interesse come ipotesi sulla possibilità di un mortale di sostituirsi a Dio, o alla Natura, mentre dall'altro riporta alla luce ogni sentimento di orrore e di repulsione radicato nei più profondi recessi dell'animo umano. Sotto questo punto di vista, l'impatto dell'opera sul lettore è duplice, stimolandone allo stesso modo l'interesse così come le più cupe emozioni; il ritmo serrato dell'inseguimento assieme ai crimini perpetrati dal mostro contribuiscono ulteriormente a tenere alta la tensione, mentre il pericolo della cosiddetta "hideous progeny" - a cui la creatura potrebbe dare origine se dotata di una compagna della stessa specie - provoca le stesse paure generate dal dilagare di una pestilenza".


La mia opinione: Un libro che mi ha suscitato impressioni contrastanti. Da una parte è sicuramente da apprezzare, è stato innovativo per la sua epoca, originale in quanto narra di una tematica mai scritta prima, dall’altra, se letto ai giorni nostri rimane di certo un po’ indigesto nello stile, ma anche e soprattutto (cosa che mi ha dato più fastidio) superficiale nel pensiero.
La scrittura è ampollosa, soprattutto per quanto riguarda i dialoghi, che li avrei visti bene recitati a teatro in un dramma shakespeariano, mi sembrano troppo forzati e artefatti, più che dialoghi sembrano monologhi prolissi e retorici. Il concetto che esprime è molto triste. Frankenstein in realtà non è il nome del “mostro” ma del suo creatore, perché il “mostro” nel libro invece non ha nome. Questo “mostro” (continuo a metterlo tra virgolette perché poi così mostro non è) è in realtà una creatura d’intelletto, con nobili sentimenti, e supera di molto l’intelligenza del suo stesso creatore, che a suo confronto si dimostra un essere umano di mentalità ottusa che lo ripudia solo per il suo aspetto estetico “ripugnante”. E anche tutti gli altri personaggi che compaiono nel libri risultano ottusi e ottenebrati solo dall’aspretto estetico come metro di giudizio su tutto. L’autrice calca molto l’attenzione su questo concetto, ma non condannandolo, ma anzi esaltandolo, come se per lei fosse appunto giusto che chi esteticamente non è all’altezza degli altri venga quindi discriminato ed escluso da ogni felicità, non manca mai di ribadire quanto sia brutto e mostruoso il “mostro”, e anche quando dimostra di essere una creatura buona e caritatevole in cerca di affetto e comprensione, ciò gli viene negato solo e soltanto perché è brutto.
Io speravo che in cuor suo l’autrice avesse scritto il libro secondo una chiave di lettura diversa, a questo proposito sono andata a leggere la prefazione per cercare di carpire informazioni supplementari. Invece a quanto pare l’autrice stessa afferma di aver scritto questo libro nell’intento di ispirare semplici sentimenti di orrore, spavento e disgusto nel lettore, quindi è con un po’ di delusione che ho appreso che non ci sono messaggi subliminali nascosti e ciò mi fa provare solo una gran pena per tutta la vicenda in generale. Vi è troppo l’elogio del bello e la condanna del brutto, ne viene fuori un romanzo superficiale.
Non so… speravo di leggere un bel romanzo gotico e mi sono trovata invischiata in questioni che mi hanno fatto riflettere più che altro sulla mentalità ristretta del contesto nel quale questo libro è stato scritto.

voto: