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martedì 12 febbraio 2019

Recensione: L'ALLIEVA - Alessia Gazzola

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: L'allieva
Autrice: Alessia Gazzola
Serie: L'allieva vol. 1
Editore: TEA
Data di pubblicazione: 2017 (prima edizione 2011)
Pagine: 376
Acquistahttps://amzn.to/2USug0z

Sinossi: Alice Allevi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa di essere un po' distratta. Ma di una cosa è sicura: ama il suo lavoro. E anche se i suoi superiori non la ritengono tagliata per quel mestiere, Alice resiste a tutto. Fino all'omicidio. Per un medico legale, un sopralluogo sulla scena di un omicidio è lavoro quotidiano. Ma non questa volta. Stavolta, quando Alice entra in quel lussuoso appartamento romano e vede il cadavere della ragazza disteso ai suoi piedi, capisce che non sarà un caso come gli altri. Perché stavolta conosce la vittima.


La mia opinione: Quanto ho acquistato questo libro pensavo fosse un "medical thriller", poi qualcuno lo ha definito "chick-lit", qualcun altro l'ha definito "romanzo rosa" e devo dire che la voglia di leggerlo è diminuita sempre di più, con il risultato che sono passati svariati anni da quando ho acquistato il libro a quando l'ho letto. Ora che l'ho letto posso dire che non appartiene davvero a nessun genere preciso perché non è propriamente un medical thriller, ma al suo interno troviamo alcuni elementi del mistery e del giallo, non è neanche un chick-lit perché i chick-lit a cui sono abituata io sono parecchio divertenti, mentre questo non l'ho trovato per niente divertente. E' una narrazione leggera, scorrevole e un po' frivola, ma non mi ha fatto né ridere né sorridere neanche una volta. Vengono narrate le vicende amorose della protagonista e ciò in parte fa virare la narrazione al rosa, ma non ci sono mai descrizioni di scene amorose (per fortuna!) quindi non è neanche pienamente un romance. La protagonista è una tipa un po' strana, molto tra le nuvole, che non sono riuscita ad inquadrare perché non è ben caratterizzata. Non sono quindi riuscita a trovarla simpatica, né ad appassionarmi davvero alle sue vicende lavorative e personali. I personaggi secondari sono tutti sopra le righe, tutti appartenenti all'alta borghesia romana, tutti tremendamente snob e presuntuosi, e non mi sono piaciuti neanche un po'. Così come non mi è piaciuto che venissero menzionate a sproposito le marche d'alta moda che i personaggi indossano. Per quanto riguarda i lati positivi posso però dire che è una lettura che comunque desta un po' di interesse a causa del mistero intorno a cui gira la storia, e da questo punto di vista riesce ad appassionare e vi è la curiosità di andare fino in fondo appunto per scoprire come ci concluderà la vicenda. Quindi per quanto mi riguarda il pizzico di mistery è stato fondamentale per farmi apprezzare almeno un po' il libro. Tirando le somme "l'allieva" è stata una lettura di svago senza pretese, ma sostanzialmente ho capito che e non è il genere di libro che fa per me e quindi non sono curiosa di proseguire con la lettura della serie, perché non sono curiosa di scoprire come si evolverà la vita sentimentale e professionale della protagonista. Per me la conoscenza di Alice Allevi può terminare qui.

Consigliato? Dipende. Se siete lettori esperti di thriller e vi aspettate appunto un thriller, questo libro non fa per voi. Se al contrario la variante thriller non è per voi importante e i libri con vicende di cuore vi appassionano, questa serie potrebbe davvero piacervi.

voto:

giovedì 4 maggio 2017

Recensione: IL RUMORE DEI TUOI PASSI - Valentina D'Urbano

La mia recensione su "Il Rumore dei tuoi passi" di Valentina D'Urbano.


TitoloIl rumore dei tuoi passi
AutriceValentina D'Urbano
Editore: TEA
Data di pubblicazione: 1 Giugno 2013
Pagine: 319
Prezzo: 10,00 euro

 
Sinossi: In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato «la Fortezza», Beatrice e Alfredo sono per tutti «i gemelli». I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un’amicizia ruvida come l’intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un’amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi. Ma alle soglie dei vent’anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare.


La mia opinione: Mi aspettavo che questo libro fosse drammatico, ed è così, ma la drammaticità di questa storia non mi ha per niente colta di sorpresa, non mi ha stupita, perché fin dalla prima pagina viene svelato come finisce e il resto della storia non è altro che una un assemblamento di ricordi, che partendo da molti anni a ritroso rispetto ciò che accade a inizio libro racconta la vita della protagonista dall'infanzia, passando per l'adolescenza, fino ad arrivare all'inizio dell'età adulta. Ok, quello di partire dal presente per poi tornare indietro può essere un buon modo per raccontare una storia, ma in questo libro in particolare giocava tanto l'elemento sorpresa, che purtroppo dopo le primissime righe non c'è già più.
Mi ha lasciato qualche dubbio e perplessità l'ambientazione anni 70-80. A mio avviso sarebbe stata meglio un'ambientazione contemporanea di fine anni 2000 o giù di lì, prima di tutto perché l'autrice non ha vissuto personalmente l'adolescenza in quegli anni e il suo tentativo di farli vivere ai lettori è stato un po' debole. Il degrado che descrive, gli anni che scorrono via immobili sulle pelli dei protagonisti, il "no future" delle loro vite, sarebbe stato ancora meglio rappresentato dal presente dell'ultimo decennio, sarebbe stata una scelta anche più coraggiosa e avrebbe ottenuto un maggior interesse da tutti coloro che stanno vivendo il buio di questi anni adesso. Lo stile di scrittura però mi è piaciuto molto: è diretto, semplice, a tratti rude, spontaneo come se fosse stata la protagonista stessa a scriverlo, e questo rende il libro molto realistico. Essendo che la storia è raccontata in prima persona ed è incentrata sul degrado e sulla povertà non avrebbe avuto senso scrivere in maniera elaborata e puntigliosa, quindi da questo punto di vista l'autrice ha fatto un ottimo lavoro e una scrittura così incalzante induce inoltre a fagocitare il libro in pochissimo tempo, perché comunque la storia è interessante e scivola via senza difficoltà. Di contro qualche difficoltà l'ho invece avuta ad immedesimarmi nella storia d'amore/odio/amicizia/fratellanza tra i due protagonisti (Bea e Alfredo), perché è descritta solo in superficie, senza farti entrare nel vivo, sembra sempre che in tutti quegli anni passati insieme non succeda quasi nulla tra i due, a parte dormire assieme e mangiare assieme e vivere assieme, come una normale routine già rodata e un po' noiosa non si è riuscito a cogliere il vero sentimento che li legava. Ed è stato un peccato.
Quest'ultima cosa, insieme al fatto che il finale viene rivelato dall'inizio, non ha giocato a favore del mio coinvolgimento emotivo nella drammaticità della relazione tra i protagonisti. Sono rimasta sì coinvolta in generale nelle vicende narrate, ma non abbastanza da sentirne davvero l'angoscia o a sentirmi molto dispiaciuta. Ma per essere il primo libro scritto dall'autrice sono comunque abbastanza soddisfatta. Lo stile di scrittura incalzante ed energico è già un ottimo punto di partenza e mi ha lasciato il desiderio di leggere altri suoi libri.




voto:


venerdì 18 novembre 2016

Recensione: IL SUGGERITORE - Donato Carrisi

La mia recensione su "Il Suggeritore" di Donato Carrisi.


TitoloIl Suggeritore
AutoreDonato Carrisi
Editore: TEA
Data di pubblicazione: 11 Maggio 2011
Pagine: 462
Prezzo: 13,00 euro

 
Sinossi: Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che richiede tutta l’abilità degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila. Il loro è un nemico che li costringe ad affacciarsi nel buio che ciascuno si porta dentro. È un gioco di incubi abilmente celati, una continua sfida. Sarà con l’arrivo di Mila Vasquez, un’investigatrice specializzata nella caccia alle persone scomparse, che gli inganni sembreranno cadere uno dopo l’altro, grazie anche al legame speciale che comincia a formarsi fra lei e il dottor Gavila. Ma un disegno oscuro è in atto, e ogni volta che la Squadra sembra riuscire a dare un nome al male, ne scopre un altro ancora più profondo.


La mia opinione: Il primo difetto di questo libro che mi è saltato subito all'occhio (e che personalmente trovo insopportabile) è che non ci sia un ambientazione! Il motivo lo capisco anche, Carrisi è un autore italiano e si sa che i libri italiani (soprattutto thriller) sono considerati poco interessanti dal pubblico italiano proprio a causa della loro ambientazione però la soluzione a questo problema è non indicare nessun luogo? Il libro infatti non reca nessun riferimento all'Italia e i nomi dei personaggi richiamano molteplici origini etniche (ci sono nomi inglesi, spagnoli, dell'est e del nord Europa) ma nulla di italiano. Già questo miscuglio sconclusionato l'ho trovato poco apprezzabile, ma la non-ambientazione è davvero troppo. Soprattutto trattandosi di una storia che avrebbe avuto bisogno di riferimenti di questo tipo perché le scene non si svolgono tutte in un punto ma i personaggi sono spesso in macchina che si spostano per ore da un luogo senza nome ad un altro e sinceramente ho trovato tutto questo davvero destabilizzante. Sarebbe stato utile sapere quanto distava un luogo da un altro, perché questa è una storia di omicidi, con cadaveri che vengono ritrovati in posti sempre diversi, ma non è dato sapere quanto distanti e che spostamenti sono stati fatti. Semplicemente assurdo!
La storia da questo punto di vista l'ho quindi trovata fin dai primi capitoli molto approssimativa e confusa. Ho trovato però apprezzabile lo stile di scrittura e il ritmo narrativo, come anche l'avvicendarsi dei capitoli in cui si alternano a volte punti di vista diversi e il fatto che ogni capitolo si conclude con un piccolo interrogativo o colpo di scena che mette curiosità per il proseguimento.
Come storia l'ho quindi trovata abbastanza valida, anche se ben lungi dall'essere perfetta, con personaggi un po' scontati, protagonista investigatrice dal passato tormentato in primis, che non rappresenta la tipologia di protagonista che io preferisco perché ogni volta che i suoi pensieri foschi attaccano con i tormenti della sua anima mi viene automaticamente da sbuffare.
Vabbè, protagonista a parte, e confusione perpetua a causa della mancanza dei luoghi a parte, questo libro non è affatto male e incuriosisce molto. Non posso però fare a meno di evidenziare altri difettucci, come ad esempio il fatto che la storia investigativa vada avanti quasi più per coincidenze fortunate che per bravura e intuizione dello staff incaricato del caso. E che queste coincidenze fortunate sono veramente veramente tante e ad un certo punto iniziano a sfociare nell'incredibile. Soprattutto il finale, davvero molto ben ideato per gli innumerevoli colpi di scena e per il ritmo serrato a cui ci si arriva ma... al tempo stesso molto difficile da credere. Sì, direi che questo libro è molto più indicato per gli amanti del paranormale che del thriller classico. Perché se amate i thriller classici il finale (come del resto anche alcune scene qui e là) vi faranno storcere il naso.




voto:

mercoledì 30 settembre 2015

Recensione: CARTOLINE DI MORTE - James Patterson e Liza Marklund

La mia recensione su "Cartoline di morte" di James Patterson e Liza Marklund.



TitoloCartoline di morte
AutoriJames Patterson - Liza Marklund
Traduzione: V. Guani - A. Biavasco
Editore: TEA
Data di pubblicazione: 21 Luglio 2011
Pagine: 304
Prezzo: 8,90 euro

 
Sinossi: Sono giovani, belli, felici. Sono giovani coppie in viaggio di nozze, in giro per le più importanti capitali europee. Hanno tutta la vita davanti. Ma sono morti che camminano. Perché qualcuno li uccide e ricompone i cadaveri in pose enigmatiche, li fotografa con una Polaroid e poi invia la foto a un giornalista del quotidiano locale. Ma quel giornalista sa che cosa lo aspetta, perché pochi giorni prima ha ricevuto una cartolina dai killer, una cartolina di morte. Roma, Francoforte, Copenhagen, Parigi... e Stoccolma. Jacob Kanon, detective del NYPD, è l'unico sulle tracce dei killer, ma è sempre un passo indietro. Eppure non si arrende, non può cedere, perché ha un motivo del tutto personale per fermare la strage. Ora, finalmente, è a pochi passi dalla soluzione. Stoccolma potrebbe essere l'ultima tappa della catena di omicidi. Tutto dipende da una giornalista svedese, la giovane e agguerrita Dessie. Lei ha ricevuto l'ultima cartolina di morte e solo lei può aiutare Kanon, prima che i killer mettano in atto una contromossa imprevista. O forse l'hanno già fatto?


La mia opinione: Premetto di non aver mai letto nessun libro del famoso James Patterson e né di Liza Marklund, quindi non conosco minimamente il loro stile e l'unico motivo per cui ho deciso di leggere questo è che sono stata attirata per via della trama particolare che mi sembrava molto originale e intrigante. Certo è che la stesura di un libro in due non è cosa facile e il risultato in questo caso è reso evidente dai tantissimi capitoli che lo compongono, sono ben 112, e ogni capitolo è lungo un paio di facciate o tre al massimo, quindi molto brevi! Questo comporta fattori sia positivi che negativi: da una parte il libro è velocissimo da leggere, il ritmo narrativo è fulmineo e quindi non vi potrete annoiare, il rovescio della medaglia però è che risente di uno stile molto scarno e didascalico... stilisticamente parlando non è proprio il massimo! Voglio comunque dare atto che la storia è avvincente e vi sono tanti colpi di scena che nei momenti in cui si pensava di aver capito tutto ribaltano la situazione e quindi da questo punto di vista il thriller risulta ben congegnato, ma non privo comunque di soluzioni poco credibili. Avrei dato anche una stellina in più se non fosse stato per l'evitabilissima e frettolosa storia d'amore tra i due protagonisti che più banale di così non poteva essere (e ribadisco: evitabilissima! Non se ne sentiva davvero il bisogno) e per il finale che anch'esso veloce e frettoloso è inoltre stato eccessivamente rocambolesco e degno di un action-movie, ma non di ciò che io considero un buon thriller.




voto:

lunedì 22 giugno 2015

Recensione: BLACKOUT - Gianluca Morozzi

La mia recensione su "Blackout" di Gianluca Morozzi.


Titolo: Blackout
Autore: Gianluca Morozzi
Editore: TEA
Data di pubblicazione: Gennaio 2007
Pagine: 202
Prezzo: 9,00 euro

Sinossi: Un torrido ferragosto a Bologna. Per un blackout tre persone si trovano chiuse in un ascensore: Claudia, studentessa omosessuale che per finanziarsi gli studi fa la cameriera in una tavola calda; Tomas, residente in quel condominio; Ferro, proprietario di una discoteca, efferato serial killer. Ferro non abita in quel condominio, ma vi ha un pied-à-terre che usa per seviziare e torturare le sue vittime. E in quella afosa giornata, Ferro stava proprio raggiungendo una sua vittima, precedentemente incatenata a una sedia. Nessuno dei tre riesce a comunicare con l'esterno, il condominio è deserto per il ferragosto e le loro grida rimbombano nel vuoto. I pochi metri che i tre devono dividersi diventano sempre più angusti, l'aria irrespirabile...


La mia opinione: ***Ma quanto sono irritanti quei libri italiani che riga dopo riga non fanno altro che rimarcare con miliardi di stereotipi quanto siano ignoranti, inetti, stupidi, banali, corrotti, insulsi, mediocri (e chi più ne ha più ne metta..) gli italiani? Davvero non se ne può più di leggere sta roba demoralizzante e diffamante nei confronti dell'Italia. Come se tutte le altre nazioni fossero perfette e altrove non esistessero le stesse identiche negligenze!***
Questo libro di Morozzi lo immaginavo migliore di così. La storia di per sé sarebbe anche originale e con del potenziale, ma lo stile di scrittura non mi è piaciuto per niente, vuole sembrare "ganzo" ma risulta eccessivamente volgare. Doveva essere un thriller ma a causa delle varie divagazioni più volte il lettore è portato a dimenticarselo! Ho trovato irritante il suo modo di lamentarsi tramite i suoi personaggi, aggiungendo sempre quei velati particolari denigratori sull'Italia, tipici del pessimismo del "tutto va male solo qui", caratteristica che nei libri di autori stranieri non si trova mai, eh sì che mica nei romanzi stranieri la società sia un esempio di virtù, anzi, tutt'altro, eppure il modo di vedere le cose, anche i difetti, non è mai quel piangersi addosso rassegnato e deprimente che si trova in questo libro e che mi ha portato varie volte a pentirmi di averne intrapreso la lettura. Il tutto viene poi condito con tanti riferimenti musicali che sinceramente ho trovato superflui e con un ritmo narrativo che vorrebbe stupire e lasciare con il fiato sospeso... ma ahimè.. non c'è riuscito.
Nota positiva: Il libro è piuttosto breve e scorrevole, leggerlo non costa fatica e circa a metà riesce anche a suscitare la curiosità di scoprire come andrà a finire, perché ripeto, di potenziale nella storia ce n'è, anche se purtroppo l'epilogo è esageratamente costruito. Sicuramente inaspettato, ma al tempo stesso poco credibile. Una lettura mediocre che non mi ha lasciato la voglia di approfondire altri romanzi dell'autore.



voto:

mercoledì 18 marzo 2015

Recensione: ORGOGLIO E PREVEGGENZA - Carrie Bebris

La mia recensione su "Orgoglio e preveggenza" di Carrie Bebris.


Titolo: Orgoglio e preveggenza (o una verità universalmente riconosciuta)
Serie: Le indagini di Mr. e Mrs. Darcy vol. 1
Autrice: Carrie Bebris
Traduzione: Alessandro Zabini
Editore: TEA
Data di pubblicazione: Gennaio 2007
Pagine: 291
Prezzo: 10,00

Sinossi: «È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie.» Ed è una verità cui non si sottrae Mr. Frederick Parrish, ricco e affascinante gentiluomo americano, che sta per convolare a nozze con Caroline Bingley. Un’atmosfera di festa avvolge i fidanzati, ma presto la gioia s’incrina e la coppia è turbata da una serie di strani episodi: fenomeni di sonnambulismo, cavalli imbizzarriti senza una ragione, uno spaventoso incendio e misteriosi incidenti. Qualcuno sta perseguitando i Parrish, ma la pericolosità della situazione pare sfuggire a tutti. A tutti tranne a Elizabeth e Darcy, amici della giovane donna e anch’essi sposi novelli, che mettono da parte i progetti per la luna di miele per aiutare Caroline. Un innamorato respinto? Un socio d’affari tradito? Un parente invidioso? O un eccentrico seguace del paranormale? Chi si cela dietro questa trama sinistra che sembra trascinare Caroline come un gorgo verso la follia?


La mia opinione: Premettendo che i romanzi della Austen mi piacciono anche se non ne sono una fan scatenata e che "Orgoglio e pregiudizio" l'ho letto una sola volta anni fa e non me lo ricordo benissimo, questo seguito alternativo di "Orgoglio e pregiudizio", che da il via a una serie in cui saranno protagonisti i coniugi Mr. e Mrs. Darcy, l'ho trovato parecchio convincente. Il mercato editoriale pubblica molte fiction che prendono spunto dai classici della letteratura e dai loro personaggi più amati e sono viste con molto scetticismo e giudicati duramente da ogni appassionato e purista, ma lasciando da parte ogni prevenzione si possono trovare romanzi validi che pur non potendo mai competere con l'originale sono comunque dei buoni libri.
"Orgoglio e preveggenza" per me rientra in pieno nella categoria sopra descritta. La storia inizia proprio dove la Austen aveva messo la parola fine alla sua, ovvero dal matrimonio tra Darcy ed Elizabeth Bennet. Avevo paura che le ambientazioni e il linguaggio utilizzato dall'autrice non potesse minimamente ricreare le atmosfere austeniane ma mi sono dovuta ricredere perché la scrittura e le descrizioni di ambienti e personaggi sono assolutamente pertinenti e la sensazione è stata proprio quella di rituffarsi in tale epoca, tra i personaggi del libro originale. E' stata una lettura piacevolissima che è stata per me una vera rivelazione, dato che mi aspettavo davvero molto ma molto di peggio. Invece la Bebris scrive bene e sa tenere alta l'attenzione del lettore. La novità della storia, novità che non è stata accolta positivamente dalla maggior parte dei lettori, è che la trama prende una piega da romanzo giallo, con un pizzico di paranormale, e questo stride molto con la natura dei libri della Austen che non avrebbero mai trattato tali tematiche. Prendo atto che questa è stata una mossa azzardata e che in effetti il lettore rimane un po' spaesato da questo cambiamento, anche io ho avuto qualche perplessità ad accettarlo, soprattutto sul finale, ma bisogna altresì prendere atto che è una realtà universalmente riconosciuta che questo libro non è stato scritto da Jane Austen ed è quindi inutile angustiarsi e desiderare a tutti i costi che l'abbia scritto lei, (non è così!!!) e prima il lettore amante dei classici si arrenderà all'evidenza e prima riuscirà ad apprezzare questo libro che, ripeto, è davvero ben scritto e ben descritto, meglio di così un'autrice del nostro secolo non so cos'altro potrebbe fare.
In definitiva per me il voto è il massimo per quando riguarda lo stile di scrittura e un po' meno per quanto riguarda la trama in generale, ma comunque sono soddisfattissima di averlo letto e leggerò certamente anche i seguiti di questa serie. Dirò di più... ho trovato carinissima la presenza di citazioni tratte da "Orgoglio e pregiudizio" all'inizio di ogni capitolo e mi è piaciuto così tanto ritrovare i personaggi del libro che grazie alla Bebris "Orgoglio e pregiudizio" mi è addirittura venuta voglia di rileggerlo!!!

voto:



Acquisto consigliato? Sì, consigliato a tutte le lettrici amanti dell'ambientazione classica e i romanzi della Austen senza però disdegnare a priori i sequel alternativi.

venerdì 26 settembre 2014

Un libro... a raggi X!!! E LIBERACI DAL PADRE - capitoli 1-5



"Un libro... a raggi X!!!" Di cosa si tratta?
Questa rubrica è stata ideata da me e da Morna (del blog Forgotten pages) e consiste nel leggere entrambe un determinato libro e commentarlo un po' alla volta, come una specie di commento a due voci in cui alternandoci diremo le nostre impressioni sul libro in oggetto.


Riprendiamo questa rubrica con un nuovo libro!!!
Questa volta abbiamo deciso di passare ai raggi X "E liberaci dal padre" di Elizabeth George. In questa prima puntata commenteremo i primi 5 capitoli.


Vi lascio intanto la scheda del libro:

Titolo: E liberaci dal padre
Serie: Ispettore Lynley vol. 1
Autrice: Elizabeth George
Traduzione: L. Battaglia, M. Mazzanti
Editore: TEA
Data di pubblicazione: Giugno 2002
Pagine: 390
Prezzo: 9,50
Sinossi: Il tranquillo villaggio inglese di Keldale è lo sfondo di un delitto tanto atroce quanto inspiegabile: Roberta, adolescente introversa, viene trovata accanto al cadavere decapitato del padre e le sue uniche parole sono una confessione senza la minima ombra di pentimento. Il parroco, convinto dell'innocenza della ragazza, si reca di persona a Londra per convincere Scotland Yard ad affidare le indagini all'ispettore Thomas Lynley. Coadiuvato dal sergente Barbara Havers, Lynley indagherà nel passato della famiglia di Roberta, scoprendo che la giovanissima madre e la sorella più grande sono scomparse in circostanze misteriose.


Ecco la nostra opinione dei capitoli dal 1 al 5:

MORNA: Come sempre direi di partire con una rapida occhiata all’edizione. Recentemente ho visto che la Tea ha ristampato in super economica tutta, o comunque buona parte, della serie della George a un prezzo davvero vantaggiosissimo. Questa nuova edizione ha però le cover dei libri tutte cambiate e questo è il motivo per cui in realtà ho scelto di comprare questo libro e anche i successivi (se la lettura dovesse rivelarsi soddisfacente) nell’edizione vecchia, che costa un pelo di più, ma per me è più bella esteticamente. Tu che edizione hai? Premesso ciò presumo che comunque internamente non cambi molto e anche in termini di carta le differenze siano pressoché trascurabili. L’edizione risulta comunque molto curata nei dettagli senza errori di stampa, refusi o errori nella traduzione. La cosa che amo di più di questo libro è la sua morbidezza: la mia edizione è davvero flessibilissima e molto pieghevole e la cosa mi piace! :)

SARA: Anche io ho la vecchia edizione, quella con l'immagine di cover come la tua. Onestamente la mia non è stata una scelta, ho ricevuto il libro tramite Bookmooch e avrei preso anche la cover nuova se mi fosse capitata, però hai ragione, questa è migliore, c'è un bello scorcio di paesaggio e quindi penso che se dovessi continuare con la serie anche io preferirò le cover vecchie, sia per mantenere coerenza tra le edizioni e sia perché sono più belle esteticamente. Le edizioni della TEA poi le adoro proprio perché anche se in formato brossura sono morbidissime, il dorso è anch'esso morbido e si può leggere tranquillamente il libro senza creare quelle spiacevoli pieghe sul dorso che accadono aprendo le brossure un po' rigide. Io ho moltissimi libri TEA proprio per questo motivo!

MORNA: Ma bando alle ciance, partiamo con l’analisi di questi primi capitoli! Devo dire di essere rimasta piacevolmente sorpresa dall’inizio della storia della George. Non so per quale motivo ma il fatto che il libro fosse un mistery e non un thriller mi aveva erroneamente dato l’idea che la lettura sarebbe stata più noiosa e lenta in termini narrativi rispetto a un thriller vero e proprio. Invece, mi sono dovuta ricredere, e anche piuttosto pesantemente, perché la George in appena più di 100 pagine ha saputo creare un vero e proprio mondo assolutamente stabilissimo e tridimensionale all’interno del quale si muovono personaggi estremamente caratterizzati e verosimili.

SARA: Io invece ne sono rimasta un po' spaesata. Mi aspettavo un inizio diverso, mi aspettavo una storia abbastanza chiara fin dal principio, forse un giallo investigativo in stile Agatha Christie, ma invece i primi capitoli mi hanno un po' confusa, vengono introdotti molti personaggi diversi che ho fatto fatica ad inquadrare e soprattutto subito non riuscivo a capire il delitto, cosa ci fosse da investigare su un fatto accaduto dove c'era subito un colpevole dichiarato. Poi andando avanti con la lettura ho capito che la scena del delitto non è assolutamente come appare, ma ancora la storia è davvero molto misteriosa, con più di 100 pagine di lettura mi aspettavo di capirci di più.

MORNA: Personalmente, anche se siamo solo all’inizio e le cose potrebbero cambiare drasticamente, percepisco un grande potenziale in questo libro e non vedo l’ora di sapere se sarà pienamente sfruttato. Ho veramente apprezzato il modo in cui l’autrice ha buttato le basi per proseguire in maniera più che soddisfacente con la storia: ha formato la coppia più strana e particolare d’investigazione di cui io abbia mai letto, ha creato una doppia narrazione contemporanea all’investigazione vera e propria e che ho il sospetto colliderà prima o poi con la storia principale e, infine, ha dato vita al delitto, cuore di tutto il libro.
Ripeto, non avrei creduto possibile che un mistery si rivelasse così leggibile e godibile come E liberaci dal padre e invece è successo. É vero, è un’altra esperienza rispetto alla lettura di un thriller ma, almeno per questo romanzo, è altrettanto piacevole e soddisfacente. Una menzione particolare va fatta per i personaggi che io trovo assolutamente fantastici. L’autrice li ha dotati veramente di vita propria! Come fare a non amare l’ispettore Lynley così bello e ricco eppure anche così enigmatico? Barbara invece è forse la mia preferita, una donna forte con un passato non facile alle spalle, ma che ha trovato la forza di rendersi indipendente.

SARA: Del potenziale in questa storia c'è di sicuro e sono curiosissima di andare avanti con la lettura, perché per ora non ne sono rimasta soddisfattissima, mi sembra di aver letto troppo poco per poter giudicare, eppure siamo a un terzo del libro! Però concordo sul fatto che la doppia narrazione è una mossa intelligente, e aspetto anch'io il verificarsi del momento di "collisione" (detto così può sembrare un po' come un'avventura fantascientifica nello spazio... ma ci siamo capite :D)
Barbara piace molto anche a me, la trovo molto interessante soprattutto per la sua situazione un po' di indigenza e per i guai famigliari che ha... è facile prenderla in simpatia. L'ispettore Lynley invece non so... per ora non mi ispira molto... ma sono pronta a ricredermi...

MORNA: In generale, almeno per ora ho trovato che la storia abbia parecchi punti oscuri del passato che influenzano il comportamento e le azioni dei personaggi e immagino che di tali avvenimenti parli il prequel del libro, che noi abbiamo saltato bellamente ahahahaha! XD Scherzi a parte, non credo comunque che sia un problema dal momento che per ora, i fatti sono comunque molto comprensibili.

SARA: Io ho pensato volutamente di iniziare da questo libro perché comunque è stato scritto per primo (il prequel è stato scritto dopo tre anni) e pensavo che quindi non fosse necessario leggere prima il prequel di questo... però a quanto pare in questo libro mancano veramente alcuni tasselli nella vita dei personaggi che sarebbe stato meglio sapere. Diciamo che in generale è abbastanza comprensibile, ma forse tornando indietro avrei iniziato dal prequel. E pensare che qualcuno l'aveva pure detto che sarebbe stato meglio. Vabbè, probabilmente è un problema particolarmente mio dato che per te è stato più comprensibile che per me, magari avevo bisogno di più concentrazione durante la lettura, spero sempre che andando avanti sarà meglio.

MORNA: Ultimo aspetto che sottolineo perché l’ho apprezzato particolarmente è l’ambientazione, che mi è piaciuta davvero un sacco! Trovo che ambientare un delitto tra le brughiere del nord Inghilterra sia stata un’idea assolutamente geniale e crei un tocco di suspense e di aspettativa assolutamente imprescindibile; naturalmente spero che nel seguito della lettura questo elemento sia sempre più preso in considerazione.

SARA: Sì, l'ambientazione è davvero molto bella! Sono anch'io amante delle storie narrate dal nord dell'Inghilterra, le trovo molto suggestive paesaggisticamente parlando!

MORNA: In conclusione perciò questa prima parte per me è assolutamente promossa! Assegno 4.5 stelline per la fluidità della narrazione, per i personaggi e per le basi della vicenda. Sperando che il resto dei capitoli sia altrettanto ben strutturato e scritto come questo! :D

SARA: Io questa prima parte la promuovo ma non a pieni voti. Come già detto ho la sensazione di non aver ancora capito bene le dinamiche della storia, ci sono ancora tante cose che vorrei approfondire per capire se il libro fa per me o no. In generale mi sembra di sì, mi sembra anzi che prossimamente non potrà che migliorare, ma per ora non ne ho la certezza quindi non mi sbilancio. Assegno solo 3 stelline nell'attesa dei prossimi capitoli, che credo saranno fondamentali per farmi un'idea più chiara.

martedì 9 settembre 2014

Recensione: L'ARTE DELLA MAGIA - Terry Pratchett

La mia recensione su "L'arte della magia" di Terry Pratchett.


Titolo: L'arte della magia
Serie: Mondo Disco - Ciclo delle streghe vol. 1 
Autore: Terry Pratchett
Traduzione: Natalia Callori
Editore: TEA
Data di pubblicazione: Marzo 2000
Pagine: 172
Prezzo: 7,50 euro

 
Sinossi: Sul bizzarro Mondo Disco, regolato dalle leggi della magia e della fantasia, non sono finite le avventure... Ora è il turno della piccola Esk, ottava figlia di un ottavo figlio, e quindi destinata a diventare mago se non fosse che, essendo femmina, potrebbe al massimo diventare strega. Ma Esk è decisa: vuole diventare mago e, rincorsa dall'apprensiva nonnina, parte alla volta della leggendaria Università Invisibile dei Maghi dove è sicura che le sarà insegnata l'arte della magia.


La mia opinione: Primo libro che leggo di Pratchett. Non posso dire di esserne rimasta delusa ma neanche proprio entusiasta. La storia presenta sicuramente molti pregi, tra cui un'ambientazione bellissima e fantasiosa, dei personaggi insoliti quanto interessanti e che rimangono impressi, uno stile di scrittura ironico e in alcuni punti davvero simpatico e una trama dal grandissimo potenziale, perché vede protagonista una bambina che eredita per sbaglio i poteri di mago, in un pianeta dove non esistono maghi femmina, e l'insolito fatto darà luogo a incresciose quanto esilaranti vicissitudini. Raccontato così il libro poteva benissimo meritare un voto più alto, ma purtroppo vi sono anche dei difetti che non mi hanno aiutata ad apprezzarlo come avrei voluto. Innanzitutto il narrare dei fatti è un po' caotico (e la completa assenza della suddivisione in capitoli non aiuta di certo a comprendere al meglio i cambiamenti di scenario), vi sono paragrafi che mi sono piaciuti moltissimo, mentre altri dove lo svolgersi delle vicende avviene in modo confuso e a causa di ciò la mia attenzione è stata altalenante. In particolare il finale del libro (le ultime 40 pagine circa) è stato quello che più di tutti mi ha creato varie perplessità e ammetto che questo ha fatto scendere una stella il mio voto, che fino ad allora si aggirava sulle 4 stelline. Ma un finale che non convince e che anzi confonde rischia purtroppo di compromettere l'intero libro! Un altro fattore che non mi ha permesso di apprezzare il libro come si sarebbe meritato credo debba imputarsi alla traduzione. Ovviamente non posso sapere com'era la scrittura in originale, ma si avvertono chiaramente frasi che hanno poco senso e non credo che Pratchett le abbia scritte così.
La mia conoscenza di questo autore non si fermerà qui, ma ho intenzione di leggere altri suoi libri per capire meglio cosa ne penso, dato che questo mi ha lasciato dei dubbi. Magari in futuro sceglierò edizioni più recenti dove abbiano riveduto le traduzioni.

"Il fiume è in piena c'è una possibilità su un milione di ritrovarla!"
"Una possibilità su un milione capita nove volte su dieci"


voto:


Acquisto consigliato? Consigliato a chi apprezza l'umorismo in stile Douglas Adams o in stile Christopher Moore. Sicuramente una lettura particolare e non adatta a tutti. Io stessa non ho ancora capito se fa per me e dovrò ritentare.

martedì 5 agosto 2014

Mini recensione: UNA DAMIGELLA IN PERICOLO di P.G. Wodehouse

Mini recensione di "Una damigella in pericolo" di P.G. Wodehouse:


Titolo: Una damigella in pericolo
Autore: P.G. Wodehouse
Traduttore: R. Palazzi
Editore: TEA
Data di pubblicazione: 21 Settembre 2006
Pagine: 247
Prezzo: 7,80

Sinossi: Mentre il musicista americano George Bevan, in preda a una "scontentezza sublime", sta meditando sul "mondo schifoso" e monotono dove "non succede niente e mai succederà", la bella e giovane lady Maud Marshmoreton piomba all'improvviso nel suo taxi per scampare a un imminente pericolo. George a quel punto non può fare altro che innamorarsi perdutamente di Maud che è a sua volta innamorata di un misterioso americano che ha conosciuto in Galles ed è quasi fidanzata con un terzo uomo che in realtà ama un'altra donna...

La mia opinione: Non avevo mai letto nulla di questo prolificissimo autore britannico dell'inizio dello scorso secolo, ma dopo la lettura di questo libro (scelto a caso tra i più di cento da lui scritti) sono sicura che ne leggerò anche altri. La storia è assolutamente simpatica, una commedia degli equivoci straripante di humor inglese che non manca di strappare sorrisi di tanto in tanto. Vi sono alcune scenette e alcuni dialoghi davvero divertenti! L'unico piccolo difetto è che l'autore nel raccontare la sua storia a volte divaga un po' con qualche aneddoto tipicamente inglese del suo tempo e della sua zona che risulta non del tutto chiaro per noi italiani del ventunesimo secolo, quindi la narrazione risente di qualche paragrafo non proprio coinvolgente perché appunto non di fondamentale importanza per la storia che rischia di far perdere la concentrazione. Una delicata e tranquilla commedia estiva dai risvolti romantici, dove l'happy end è assicurato, da leggersi se si ha voglia di intrattenimento leggero.


voto:


Acquisto consigliato? Sicuramente le commedie umoristiche inglesi appartengono a un genere che non a tutti può piacere, però se fa per voi questo è uno dei libri da provare. Per ora è il primo che ho letto dell'autore, quindi non escludo che ci sia di meglio nella sua bibliografia, ma se lo trovate usato a poco prezzo (è ormai fuori commercio) è da farci un pensierino.

giovedì 15 settembre 2011

commenti ai libri: UNA PASSEGGIATA NEI BOSCHI

Recensione del libro "Una passeggiata nei boschi" di Bill Bryson


Titolo: Una passeggiata nei boschi
Autore: Bill Bryson
Traduzione: Giuseppe Strazzeri
Editore: TEA (prima edizione Guanda)
Prima edizione italiana: 2000
Pagine: 306
Prezzo: 8,60 euro

Sinossi: L'Appalachian Trail: un sentiero di 3.400 chilometri che si snoda attraverso 14 Stati americani, dalla Georgia al Maine. Il sogno di tutti gli amanti della natura e dell'avventura. Ed è proprio in cerca di avventura che, all'età di 44 anni, Bill Bryson, in compagnia dell'amico Stephen Katz, si cimenta nell'impresa di percorrere a piedi il leggendario sentiero, senza la minima cognizione delle elementari norme di sopravvivenza nella natura selvaggia. L'avventura dei due cittadini si svolge all'insegna di una divertita incoscienza tra bufere di neve, nugoli di insetti, incontri con gli animali selvatici e con una sorprendente varietà di individui.

Commento: Questo libro, scritto in prima persona dall'autore, narra della sua personale avventura nel sentiero escursionistico più lungo del mondo, L'Appalachian Trail, che scorre parallelo in mezzo agli stati americani che si affacciano sulla costa Atlantica, toccando ben quattordici stati, per un totale di circa 3400 km (dico circa, perché effettivamente le notizie sulla lunghezza del sentiero vengono modificate ogni anno, sia per la difficoltà di misurarlo, e sia per le modifiche di lunghezza al sentiero stesso e possono variare da una misurazione all'altra anche di un centinaio di km). Pensate, 3400 km sono tantissimi! Se infatti calcoliamo un percorso che dalla città di Aosta va fino a Reggio Calabria, passando per l'autostrada, avremo un totale di 1400 km, significa che l'Appalachian Trail è come fare questo percorso per due volte  e mezza, a piedi, per di più su una strada sterrata che sale e scende per le montagne e, come se non bastasse, con uno zaino da 25 kg sulle spalle, dato che durante tale percorso le occasioni di dormire in un letto al coperto saranno davvero molto limitate!
Per farvi un esempio pratico di quanto sia lungo questo percorso ecco qui una mappa, (se ci cliccate sopra potrete ingrandirla).
Bill Bryson, noto amante della natura, ma assolutamente un principiante dell'escursionismo, in un momento di follia decide di tentare l'impresa, se pur le statistiche siano molto sconfortanti al riguardo, dato che solo uno scarso 10% di chi si cimenta nell'impresa ce la fa. E in questa mirabolante avventura gli si affiancherà anche l'amico Katz, un suo vecchio compagno di scuola il cui hobby preferito è mangiare una quantità industriale di merendine e guardare la tv.
Non vi racconto nient'altro sul proseguimento della storia per non svelare troppo, ma vi dico solo che se ne vedranno delle belle, l'accoppiata Bryson-Katz è davvero esplosiva, e i due dovranno fare fronte a diversi imprevisti e abituarsi a vivere nel modo più spartano e semplice possibile, dato che questa pista, nonostante sia famosissima in tutto il mondo, non offre davvero nessun confort ai poveri escursionisti che decidono di percorrerla, e le uniche baite che si incontrano, non sono affatto come le classiche baite che tutti noi italiani abituati ad andare in Trentino o in Val d'Aosta ci figuriamo, ovvero delle strutture dotate di ristorante e posti letto, nossignore! Le baite lì sono delle semplici strutture con un tetto, tre lati chiusi e uno aperto, dove gli escursionisti possono "comodamente" montare al loro interno le loro tende, con un tetto sulla testa, sì, ma senza alcuna protezione al freddo, ai venti, agli animali selvatici o... ai serial killer. Bill Bryson, con uno stile di scrittura umoristico e pungente ci racconta di questo e di tanto, tantissimo altro, sul suo viaggio e sulla storia americana dei vari posti e sull'ambiente. E' un libro che non può mancare agli appassionati della natura, ma meglio se poco esperti come il protagonista, in modo da potersi meglio identificare in lui. Devo dire che inizialmente la storia parte da 10 e lode, è davvero divertentissima e strappa parecchie risate, poi con il proseguimento della lettura, continua ad essere molto piacevole, ma cala un po'. E' scorrevole da leggere, a parte alcuni punti in cui Bryson si dilunga un po' troppo a snocciolare dati storici e scientifici, ma poi la storia torna sempre in carreggiata con un brio e con una dinamicità unica. Ma è proprio a causa di questi momenti, che sono sì interessanti, ma sviano un po' dal tema principale, che si sente un po' un calo e che quindi, nonostante sia stato un libro piacevolissimo, non posso dargli il massimo dei voti. E' comunque il primo libro che leggo di questo autore e non sarà l'ultimo.

E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:

Cover (che non influenza il giudizio sul libro): Questa cover è una vera e propria calamita per gli amanti dei boschi, come la sottoscritta. Lo sfondo di quel verde smeraldo attira subito l'attenzione e la foto di quel magnifico orso da il colpo di grazia finale e incuriosisce tantissimo. Non so quante volte ho rimirato questo libro nelle librerie prima di decidermi a comprarlo. Perché come genere si discosta un po' dalle mia solite letture, prediligo i romanzi di fantasia, e questo non lo è. Però questa cover, a mio avviso bellissima, ha fatto in modo che modificassi il mio modus operandi per quanto riguarda le mie scelte letterarie.

Stile di scrittura: Scorrevole, ironico e... spassoso! Sì, direi che alcune vicende divertono un mondo e con un altro stile di scrittura non avrebbero di certo reso bene così. Lo stile di scrittura è promosso quindi in pieno!

Idee alla base della storia: Non ci sono tanti libri che possono vantare un confronto con questo. Di solito a scrivere libri sull'escursionismo sono degli esperti e questo rende il tutto meno interessante, soprattutto per chi come me esperto non lo è. Ed proprio per questo che reputo "Una passeggiata nei boschi" un libro originale, perché finalmente è un libro di avventure vere, ma alla portata di tutti, anche di quelli che amano viaggiare solo ed esclusivamente con la mente, stando comodamente seduti in poltrona.

Caratterizzazione dei personaggi: Beh... i personaggi in questo libro non sono poi tanti, ma Bryson è bravissimo a delineare gli aspetti un po' comici di tutti coloro che incontra, e il suo amico Katz viene descritto in maniera così simpatica che verrebbe voglia di invitarlo a cena :-)

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Tutto ottimo, perfetto.

voto:

Acquisto consigliato? Sì, se amate i boschi, la natura e la montagna. Non occorre che siate a vostra volta degli avventurieri escursionisti, ma l'importante per entrare in sintonia con questo libro è che amiate i temi trattati.

venerdì 9 settembre 2011

mini-recensioni: GATTI DA LEGARE

Ho letto diversi libri durante la mia vacanza al mare, non avendo avuto il tempo fare delle recensioni esaurienti farò quindi delle recensioni molto più stringate del solito^^ I libri recensionati in questa rubrica "mini-recensioni" sono libri acquistati da me e non libri ricevuti dalle case editrici.

"Gatti da legare" di Doreen Tovey
(Terzo libro della serie "Cats in Belfry") <--- clicca qui per avere maggiori informazioni sulla serie

Editore: TEA (Longanesi per la prima edizione)
Prima edizione italiana: 2000
Pagine: 134

Sinossi: Dall'arrivo di Seeley e Shebalu, due gattini siamesi scatenati, in casa Tovey non c'è più pace e perfino Sheba, già protagonista di "Roba da gatti" e "Gatti con le ali", e ormai un'anziana signora gatta, ha difficoltà a stare dietro agli scherzi dei due nuovi arrivati. Simpatici, maliziosi, prepotenti, Seely e Shebalu attraversano tumultuosamente le pagine di questo libro, diffondendo il caos ovunque.
Commento: Continuano le avventure dei coniugi Tovey, questa volta con due nuovi gatti siamesi, Seeley e Shebalù. Tra improvvise sparizioni e ricomparse dei due gatti nella campagna inglese, palline con campanelli che suonano ininterrottamente per settimane, lavori di ristrutturazione del cottage e Doreen che decide di prendere la patente, non ci sarà davvero di che annoiarsi. Lo stile di questi libri rimane sempre sullo stesso livello dei precedenti e sinceramente non mi entusiasma alla follia perché lo trovo un po' dispersivo, però ci sono alcune scenette divertenti che meritano. Ho notato qualche errore di traduzione di troppo qua e là, ad esempio: per tutto il libro non si fa che parlare di “bottiglie dell'acqua calda” quando è evidente che la traduzione giusta avrebbe dovuto essere “borse dell'acqua calda”. Passi una volta, ma sono incorsa nello stesso termine per almeno una ventina di volte, possibile che non lo abbia notato nessuno?


voto: