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domenica 16 agosto 2015

Recensione: LA FATTORIA DELLE MAGRE CONSOLAZIONI - Stella Gibbons

La mia recensione su "La fattoria delle magre consolazioni" di Stella Gibbons.


Titolo: La fattoria delle magre consolazioni
Autrice: Stella Gibbons
Traduzione: Bruna Mora
Editore: Astoria
Data di pubblicazione: Ottobre 2010
Pagine: 287
Prezzo: 17,00 euro

Sinossi: Flora Poste è stata educata in modo eccellente a fare tutto tranne che a guadagnarsi da vivere. Rimasta orfana a vent’anni e dotata di una rendita esigua, va a vivere presso dei lontani parenti alla Fattoria delle Magre Consolazioni nel Sussex. Il suo arrivo alla fattoria coincide con l’inizio di uno dei romanzi più divertenti mai scritti. I parenti sono a dir poco eccentrici e la fattoria è sgangherata e in rovina: i piatti vengono lavati con rametti di biancospino e le mucche hanno nomi come Rozza, Senzascopo, Inetta e Superflua. La vecchia matriarca settantanovenne, zia Ada, che non è più stata giusta nella testa da quando ha “visto qualcosa di orribile nella legnaia” circa settant’anni prima, tiene in scacco l’intera famiglia. Come Alice di Lewis Carroll, Flora non si fa intimidire da chi dice cose senza senso e si rifiuta di essere trascinata in un mondo di matti. Non si può, pensa Flora, rovinare la vita propria e altrui invocando disgrazie infantili, non si può sottostare alla follia per quanto interessante, bisogna ribellarsi… e nel giro di pochi mesi le cose alle Magre Consolazioni cambiano in modo radicale.


La mia opinione: Sono rimasta molto perplessa e abbastanza delusa da questa lettura, mi aspettavo tutt'altro e non ero preparata al contenuto del libro. Credevo di trovarmi davanti una storia intelligentemente umoristica, ovvero con un umorismo tagliente e con una storia apprezzabile e credibile. Invece ho trovato carini giusto i primi due capitoli iniziali, dove ancora non si capiva bene il genere del libro, dopo di che è diventato tutto estremamente SURREALE, un tipo di surrealtà che a me personalmente non piace e non invoglia a proseguire la lettura. La tentazione di abbandonarlo c'era ma non l'ho fatto perché comunque lo stile di scrittura è scorrevole, le pagine non sono molte e pensavo che andando avanti sarebbe migliorato, invece il finale è stata la parte peggiore perché di una banalità assoluta. La storia di base sembra quasi Mary Poppins, perché la protagonista (nonostante non sia una tata) è in "missione" per salvare suoi lontani parenti che vivono in una fattoria.
"Uno dei romanzi più divertenti mai scritti" questa è una frase riportata sulla quarta di copertina e che io devo avere completamente frainteso dato che la mia definizione di divertente non è un guazzabuglio onirico che non fa ridere neanche un po'. Da parte mia ammetto che forse non l'ho capito, perché siccome ci sono qua e là vari riferimenti alla letteratura classica, a quanto pare questo libro vorrebbe rappresentarne una parodia. Ok, è quindi probabile che da questo punto di vista l'autrice sia stata geniale e che io non abbia colto i vari collegamenti dato che purtroppo sono ancora molti i libri classici che devo leggere (ad esempio Thomas Hardy, lacuna che dovrò presto colmare), però ciò non toglie che a me solitamente le parodie non piacciono, il genere surreale con personaggi completamente caricaturali e privi di spessore non mi piace e quindi questo non era il libro che faceva per me. Forse, se in futuro ne avrò voglia, lo proverò a leggere nuovamente dopo che avrò letto tutti i vari classici della letteratura menzionati al suo interno, peccato che se lo avessi saputo prima avrei rimandato la lettura.



voto:

martedì 9 settembre 2014

Recensione: L'ARTE DELLA MAGIA - Terry Pratchett

La mia recensione su "L'arte della magia" di Terry Pratchett.


Titolo: L'arte della magia
Serie: Mondo Disco - Ciclo delle streghe vol. 1 
Autore: Terry Pratchett
Traduzione: Natalia Callori
Editore: TEA
Data di pubblicazione: Marzo 2000
Pagine: 172
Prezzo: 7,50 euro

 
Sinossi: Sul bizzarro Mondo Disco, regolato dalle leggi della magia e della fantasia, non sono finite le avventure... Ora è il turno della piccola Esk, ottava figlia di un ottavo figlio, e quindi destinata a diventare mago se non fosse che, essendo femmina, potrebbe al massimo diventare strega. Ma Esk è decisa: vuole diventare mago e, rincorsa dall'apprensiva nonnina, parte alla volta della leggendaria Università Invisibile dei Maghi dove è sicura che le sarà insegnata l'arte della magia.


La mia opinione: Primo libro che leggo di Pratchett. Non posso dire di esserne rimasta delusa ma neanche proprio entusiasta. La storia presenta sicuramente molti pregi, tra cui un'ambientazione bellissima e fantasiosa, dei personaggi insoliti quanto interessanti e che rimangono impressi, uno stile di scrittura ironico e in alcuni punti davvero simpatico e una trama dal grandissimo potenziale, perché vede protagonista una bambina che eredita per sbaglio i poteri di mago, in un pianeta dove non esistono maghi femmina, e l'insolito fatto darà luogo a incresciose quanto esilaranti vicissitudini. Raccontato così il libro poteva benissimo meritare un voto più alto, ma purtroppo vi sono anche dei difetti che non mi hanno aiutata ad apprezzarlo come avrei voluto. Innanzitutto il narrare dei fatti è un po' caotico (e la completa assenza della suddivisione in capitoli non aiuta di certo a comprendere al meglio i cambiamenti di scenario), vi sono paragrafi che mi sono piaciuti moltissimo, mentre altri dove lo svolgersi delle vicende avviene in modo confuso e a causa di ciò la mia attenzione è stata altalenante. In particolare il finale del libro (le ultime 40 pagine circa) è stato quello che più di tutti mi ha creato varie perplessità e ammetto che questo ha fatto scendere una stella il mio voto, che fino ad allora si aggirava sulle 4 stelline. Ma un finale che non convince e che anzi confonde rischia purtroppo di compromettere l'intero libro! Un altro fattore che non mi ha permesso di apprezzare il libro come si sarebbe meritato credo debba imputarsi alla traduzione. Ovviamente non posso sapere com'era la scrittura in originale, ma si avvertono chiaramente frasi che hanno poco senso e non credo che Pratchett le abbia scritte così.
La mia conoscenza di questo autore non si fermerà qui, ma ho intenzione di leggere altri suoi libri per capire meglio cosa ne penso, dato che questo mi ha lasciato dei dubbi. Magari in futuro sceglierò edizioni più recenti dove abbiano riveduto le traduzioni.

"Il fiume è in piena c'è una possibilità su un milione di ritrovarla!"
"Una possibilità su un milione capita nove volte su dieci"


voto:


Acquisto consigliato? Consigliato a chi apprezza l'umorismo in stile Douglas Adams o in stile Christopher Moore. Sicuramente una lettura particolare e non adatta a tutti. Io stessa non ho ancora capito se fa per me e dovrò ritentare.

martedì 5 agosto 2014

Mini recensione: UNA DAMIGELLA IN PERICOLO di P.G. Wodehouse

Mini recensione di "Una damigella in pericolo" di P.G. Wodehouse:


Titolo: Una damigella in pericolo
Autore: P.G. Wodehouse
Traduttore: R. Palazzi
Editore: TEA
Data di pubblicazione: 21 Settembre 2006
Pagine: 247
Prezzo: 7,80

Sinossi: Mentre il musicista americano George Bevan, in preda a una "scontentezza sublime", sta meditando sul "mondo schifoso" e monotono dove "non succede niente e mai succederà", la bella e giovane lady Maud Marshmoreton piomba all'improvviso nel suo taxi per scampare a un imminente pericolo. George a quel punto non può fare altro che innamorarsi perdutamente di Maud che è a sua volta innamorata di un misterioso americano che ha conosciuto in Galles ed è quasi fidanzata con un terzo uomo che in realtà ama un'altra donna...

La mia opinione: Non avevo mai letto nulla di questo prolificissimo autore britannico dell'inizio dello scorso secolo, ma dopo la lettura di questo libro (scelto a caso tra i più di cento da lui scritti) sono sicura che ne leggerò anche altri. La storia è assolutamente simpatica, una commedia degli equivoci straripante di humor inglese che non manca di strappare sorrisi di tanto in tanto. Vi sono alcune scenette e alcuni dialoghi davvero divertenti! L'unico piccolo difetto è che l'autore nel raccontare la sua storia a volte divaga un po' con qualche aneddoto tipicamente inglese del suo tempo e della sua zona che risulta non del tutto chiaro per noi italiani del ventunesimo secolo, quindi la narrazione risente di qualche paragrafo non proprio coinvolgente perché appunto non di fondamentale importanza per la storia che rischia di far perdere la concentrazione. Una delicata e tranquilla commedia estiva dai risvolti romantici, dove l'happy end è assicurato, da leggersi se si ha voglia di intrattenimento leggero.


voto:


Acquisto consigliato? Sicuramente le commedie umoristiche inglesi appartengono a un genere che non a tutti può piacere, però se fa per voi questo è uno dei libri da provare. Per ora è il primo che ho letto dell'autore, quindi non escludo che ci sia di meglio nella sua bibliografia, ma se lo trovate usato a poco prezzo (è ormai fuori commercio) è da farci un pensierino.

lunedì 4 febbraio 2013

Mini recensione: I LOVE MINI SHOPPING

Ecco la mia piccola recensione del libro "I love mini shopping" di Sophie Kinsella.


Titolo: I love mini shopping
Serie: I love shopping, vol. 6
Autrice: Sophie Kinsella
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 384
Data di pubblicazione: 24 Agosto 2010
Prezzo: 19,50 (edizione rilegata)

SinossiBecky Brandon (nata Bloomwood) pensava che essere madre fosse una passeggiata... ma non è così, naturalmente. La piccola Minnie, che ha ora due anni, è a dir poco un uragano, specie quando entra con la madre nei negozi afferrando tutto ciò che vede al grido di !miiiooooo!. Chissà come mai! Se la nostra Becky è comunque portata a escludere che la figlia sia una bambina viziata, in realtà per lei c'è proprio bisogno di una super tata come quelle dei reality tv. Becky e Luke vivono ancora dai genitori di lei e la crisi finanziaria si fa sentire, costringendo Becky a darsi una regolata. Tutta a modo suo, però, senza cioè riuscire a impedirle di organizzare (molto in economia!) uno strepitoso surprise party per il compleanno di Luke. È in quel momento che le cose si complicano...




La mia opinione: Non pensavo davvero che la saga dello shopping arrivata ormai alla sesta puntata potesse rivelarsi un romanzo tanto fresco e divertente! Non pensavo che una trama semplice come quella che caratterizza questi libri, potesse reggere per tutti questi anni senza diventare monotona e scontata... eppure è così! Anche questa sesta avventura della ormai famosissima Becky non delude e anzi, si rivela davvero imperdibile per tutte coloro che hanno seguito la saga. Con uno humor acutissimo e inimitabile l'autrice riesce per l'ennesima volta a intrattenere amabilmente il lettore, a tirare fuori dalla penna delle gag esilaranti, da far venire le lacrime agli occhi dalle risate!!!! I libri della Kinsella non sono semplici chick-lit, hanno una marcia in più, oltre ad essere piacevoli romanzi al femminile sono anche parecchio UMORISTICI e "I love mini shopping" non fa eccezione. La prima parte del libro è INDIMENTICABILE, risate a profusione, poi si stabilizza un po' nella seconda parte (mi avesse fatto ridere così per tutto il libro non avrei esitato a dargli 5 stelline!!!), ma rimane comunque un romanzo altamente sopra la media rispetto alla maggioranza di chick-lit insipidi che popolano gli scaffali delle librerie.




voto:



Acquisto consigliato? Straconsigliato a chi ha già letto i romanzi precedenti della serie e a chi ha voglia di una lettura senza troppe pretese, ma DAVVERO DAVVERO divertente, una cura efficacissima contro il cattivo umore e le giornate storte!!!

giovedì 27 dicembre 2012

Mini recensione: UNO STUPIDO ANGELO

Ciao a tutti/e, eccomi tornata a scrivere. Ammetto che durante queste vacanze natalizie ho avuto davvero pochissimo tempo per leggere e ancora meno per recensire, infatti fino al ritorno alla normalità (dopo il 7 Gennaio) non avrò molto tempo da dedicare al blog, quindi vi avverto già che le mie recensioni saranno tutte "mini".

Ecco la mia piccola recensione del libro "Uno stupido angelo" di Christopher Moore.



Titolo: Uno stupido angelo
Sottotitolo: Storia commovente di un Natale di terrore
Autore: Christopher Moore
Traduzione: Giulia Balducci
Casa editrice: Elliot
Pagine: 250
Data di pubblicazione: 24 Ottobre 2012
Prezzo: 16,50

SinossiNatale sta arrivando e gli abitanti del piccolo villaggio di Pine Cove in California sono impegnatissimi a far acquisti, impacchettare regali, decorare la casa e inghirlandare alberi, immersi nello spirito gioioso della festa. Ma non tutti hanno il cuore lieto e, fra questi, c'è il piccolo Joshua. A rattristare il bambino è la convinzione che quest'anno non riceverà regali, dal momento che ha visto con i suoi occhi Babbo Natale ricevere un colpo di pala e stramazzare a terra. Per questo, da quel momento, la sua unica preghiera è: "Ti prego, Babbo Natale, torna dal regno dei morti!". E si sa, per quanto impossibili, a volte i desideri dei bambini vengono accolti in paradiso; in questo caso quello di Joshua viene intercettato dall'arcangelo Raziel, che non è certo l'angelo più sveglio nel regno dei cieli. Spinto dall'euforia per la missione che deve compiere, l'arcangelo dà inizio a una serie di eventi che getteranno i residenti di Pine Cove dritti nel caos, culminante nella festa di Natale più esilarante e terrorizzante che la città abbia mai visto. È il Natale secondo Christopher Moore, grottesco e cattivello al punto giusto, qui presentato ai lettori italiani in edizione integrale con un nuovissimo capitolo aggiunto dall'autore.




La mia opinione: Cosa c'è di meglio di un romanzo dissacrante atto a prendere poco sul serio la festività del Natale? Io avevo proprio voglia di passare queste feste natalizie con una lettura leggera e divertente, ed è per questo che la mia scelta a tema di quest'anno si è orientata verso questo libro di Moore, il cui titolo è tutto un programma. Le premesse c'erano tutte, e la storia parte bene, permeata da una leggera ironia, situazioni al limite del grottesco e tanta surrealtà. Essendo il primo libro di Moore che leggo non ho parametri di paragone, però ho saputo che molti dei personaggi del romanzo sono comparsi in altri libri, ed è probabile che i fan dell'autore potranno godere di questa accortezza e affezionarsi maggiormente alla storia rispetto a chi come me non aveva ancora avuto il piacere di conoscerli. Non so se sia a causa di questa mia "lacuna", ma in generale il libro, nonostante le ottime premesse e potenzialità, non è riuscito a soddisfare le mie aspettative, che in questo caso (visti gli incredibili consensi riscossi tra i lettori e la trama accattivante come non mai) erano altissime. Già... faccio spesso l'errore di riporre troppa fiducia nei libri che mi ispirano, ma come si fa a restare indifferenti davanti a una cover così carina e a una trama così originale? Non fraintendetemi, "Uno stupido angelo" è DAVVERO un romanzo umoristico degno di questo nome, e ci sono alcune scene che strappano più di una risata (vi basti pensare a degli zombi che vogliono andare all'Ikea...) ma dopo un promettentissimo inizio ho trovato che la storia si perda un po', le vicende risultano sconclusionate, l'umorismo alla lunga è ripetitivo e l'interesse per la vicenda è andato scemando. Ripeto, non un brutto romanzo, se cercate spensieratezza e comicità (un po' demenziale) qua la troverete, solo che io da un romanzo umoristico cerco di più, cerco anche una storia che mi appassioni... questa non mi è sembrata niente di speciale.




PS= Di questo libro ne era uscita già un'edizione italiana (nel 2005, edito da Sperling & Kupfer) ma questa nuova edizione Elliot, oltre a una cover ed un titolo rivisitati e migliorati, contiene anche un capitolo inedito!
Questa era la versione italiana precedente:
Il titolo non c'entrava nulla, tanto meno il sottotitolo "un'allegra favola di Natale" quindi molto meglio la nuova edizione.


voto:


Acquisto consigliato? Se già apprezzate l'ironia dell'autore e avete già letto tutti (o quasi) i suoi precedenti libri credo che anche questo vi piacerà. Se invece ancora non lo conoscete io consiglierei di partire da un altro romanzo, perché questo non mi ha colpita particolarmente, è probabile che non sia tra i migliori. Consigliato comunque a chi ama il genere umoristico/surreale non esente da sprazzi di demenzialità.

venerdì 14 dicembre 2012

Recensione: SOFFOCARE

Ecco la mia recensione al libro "Soffocare" di Chuck Palahniuk.


Titolo: Soffocare
Autrice: Chuck Palahniuk
Traduzione: Matteo Colombo
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 280
Data di pubblicazione: 15 Settembre 2003
Prezzo: 10,00

Sinossi: Victor Mancini, studente di medicina fallito, ha architettato un fantasioso sistema per pagare le spese ospedaliere della vecchia madre: ogni giorno sceglie un ristorante diverso, ci va a cena con un amico e, nel bel mezzo della serata, finge di rischiare il soffocamento per colpa di un boccone andato di traverso. Immancabilmente qualcuno si lancia a salvarlo, e immancabilmente questo qualcuno esce "trasformato" dall'esperienza e diventa una sorta di padre adottivo del protagonista. Al punto che in occasione dell'anniversario dell'incidente gli invia dei soldi. Dopo anni di questa attivita Victor si trova a ricevere quasi ogni giorno un gruzzolo da persone di cui ormai non ricorda nulla ma che gli sono grate per aver dato un senso alle loro vite.


La mia opinione: Il primo libro di Palahniuk che leggo. Descritto come un autore grottescamente geniale, paragonato a Welsh (che io adoro!), personalmente non ho trovato questo romanzo (con media di 4 stelline su anobii) così TANTO straordinario. Certo, è una storia assolutamente grottesca, assurda, visionaria, con humor nero e risate amare, ma l'impressione che ne ho avuto è stata un po' altalenante. Se da una parte ci sono alcuni capitoli che mi hanno divertita moltissimo, da leggere e rileggere (vedi il capitolo sullo "stupro" programmato, troppo forte!), ce ne sono altri che invece non mi hanno lasciato proprio nulla. La storia infatti non è lineare, è composta da storia presente, aneddoti vari, passato, considerazioni... diciamo che se l'autore si fosse concentrato solo sulla storia presente senza troppe divagazioni mi sarebbe piaciuta di più. La trama scritta sulla quarta di copertina trae un po' in inganno perché punta l'attenzione solo su un aspetto del romanzo, mentre la trama è diversa, è molto incentrata sul sesso, e il linguaggio è volutamente esagerato e volgare. Non mi scandalizzo, solo che alcune scene sono sopra le righe in maniera che oserei definire "fanatica", l'obiettivo sembra sia DISGUSTARE il lettore, mentre io  in questo genere di libri preferisco un tipo di volgarità sagace e umoristica, cosa che qui non sempre riesce. Se oscenità e follia allo stato puro non vi infastidiscono non è un brutto libro, si legge in fretta, non annoia, però non è esattamente quello che io intendo per romanzo GENIALE. Leggerò sicuramente altri libri dell'autore per farmene un'idea migliore.


E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover: Cover e titolo sono bizzarri ma a prima vista non molto attraenti. E' stato mantenuto un parallelismo con la prima cover USA che è questa:

Sembra quasi un trattato di anatomia! Tra questa e la cover italiana preferisco decisamente la nostra!!!

Stile di scrittura: Lo stile di scrittura è scorrevole, irriverente, grottescamente perverso, carico di humor nero e battute volgari a volte troppo esagerate. Un po' l'ho apprezzato e un po' ho trovato questo "calcare la mano" esasperante.

Idee alla base della storia: Le idee di base sono davvero fantastiche e anche lo sviluppo e il finale non sono niente male. Non ho però apprezzato la gestione della narrazione, l'alternanza di capitoli interessanti e altri meno.

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi sono folli completi! E rozzi. Parecchio! Come si può dire di averli amati? Non mi hanno trasmesso sentimenti positivi, ma neanche negativi. Diciamo che se il protagonista mi avesse ispirata maggiormente almeno mezza stellina in più l'avrei assegnata.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Qualche piccolo refuso, per il resto mi è sembrato ok.




voto:



Acquisto consigliato? Lo consiglio in primis ai lettori uomini amanti dei romanzi grotteschi e taglientemente ironici, che sapranno meglio apprezzare lo "squilibrio mentale" e la sessodipendenza del protagonista :-) Alle donne amanti delle letture "tradizionali" che non amano le volgarità gratuite lo sconsiglio. Se invece (come me) siete già avvezze a romanzi politicamente scorretti potrebbe piacervi.

martedì 23 ottobre 2012

Mini-recensione: DELIRIO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

Ecco la mia piccola recensione del libro "Delirio di una notte di mezza estate" di David Safier.



Titolo: Delirio di una notte di mezza estate
Autore: David Safier
Traduzione: Laura Bortot
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 276
Data di Pubblicazione: 3 Maggio 2011
Prezzo: 18,90

SinossiQuando un uomo e una donna dividono la quotidianità, le difficoltà non mancano. Ma se sono addirittura costretti a dividere un solo corpo, il caos è inevitabile. Rosa – dal cuore infranto – si fa ipnotizzare, risvegliandosi poco dopo nel corpo di un uomo impegnato in un duello. È il 1594, e l’uomo in questione è William Shakespeare. A Rosa sarà permesso tornare ai giorni nostri solo dopo aver compreso il significato del vero amore. Impresa tutt'altro che facile, perché l’autore di Romeo e Giulietta ha ancora molto da imparare sull'argomento .. Eppure, tra un litigio e l’altro, tra i due nasce la più straordinaria e unica storia d’amore di tutti i tempi.

La mia opinione: "Delirio di una notte di mezza estate", come anche il titolo e la simpaticissima cover lasciano intendere, è una frizzante (e delirante) commedia umoristica. La trama è semplicemente geniale, impossibile non provare affetto per la surreale accoppiata protagonista del libro, soprattutto per William Shakespeare, che l'autore delinea come un personaggio a dir poco esilarante. Una lettura che non ha mancato di divertirmi e farmi sorridere. Anzi, certi dialoghi mi hanno fatto proprio ridere di gusto! Come contrappeso devo dire che alcune battute le ho invece trovate esageratamente demenziali, quindi non ho apprezzato proprio tutta l'ironia generosamente elargita, ma solo una parte, preferendo di gran lunga le battute di lui (Shakespeare) a quelle di lei (Rosa). Inoltre sono rimasta poco entusiasta dalla morale che l'autore vuole dare alla storia, donando alla parte finale del libro un marcato taglio da manuale self-help per donne insicure.
Insomma... una commedia brillante non esente da difetti, soprattutto a livello di contenuti, ma che nel contempo raggiunge in pieno gli obiettivi prefissati: intrattenere piacevolmente il lettore e fargli passare alcune ore di puro relax. Da provare come antistress!



«Per l'aspetto che avete, Madam» replicai «abbondate di un tale numero di anni che certamente conoscerete i tempi biblici per esperienza diretta»
...
«Suppongo che siate sopravvissuta al Diluvio Universale nuotando dietro all'Arca di Noè»
...
«E quando al sesto giorno Dio creò l'uomo, voi vi aggiravate già da qualche tempo sulla terra, immagino».


PS= Carinissima la cover italiana, mi piace assai. Ma anche molto bella quella originale tedesca, che somiglia tantissimo a un fumetto:



voto:


Acquisto consigliato? Se volete farvi due risate e staccare la spina da letture impegnative questo è certamente il libro che fa per voi.

venerdì 27 aprile 2012

Mini-recensione: LA FAMIGLIA SAPPINGTON

Ciao a tutti/e,
domani parto e starò via fino all'1 Maggio. Passo quindi di volata a scrivere l'ultima recensione del mese, che questa volta sarà un po' più breve del solito, ma dovevo assolutamente scriverla prima di partire, non sia mai che dimentichi le mie impressioni post-lettura ;-)
Recensione del libro "La famiglia Sappington" di Lois Lowry.

Titolo: La famiglia Sappington
Autrice: Lois Lowry
Traduzione: Pico Floridi
Editore: il Castoro
Data di pubblicazione: 20 Maggio 2009
Pagine: 160
Prezzo: 12,50 euro

Sinossi: I genitori dei quattro scatenati fratelli Sappington si dimenticano spesso di avere dei figli e si irritano molto quando qualcuno glielo ricorda. Si irritano talmente che, ispirati dalla favola di Hansel e Gretel, escogitano un piano per liberarsi di loro, vendendo la casa di famiglia mentre sono in viaggio. Ma non sanno che proprio il loro viaggio è il piano architettato dai figli per liberarsi dei genitori...

La mia opinione: Trovato per caso in biblioteca questo era il libro che mi mancava per completare le letture fin'ora in commercio di Lois Lowry, autrice che adoro per la sua serie distopica "The Giver" e per il libro storico sull'olocausto (pubblicato in Italia quest'anno per la prima volta) "Conta le stelle". Devo ammettere che la Lowry non smette mai di stupirmi a causa dei vastissimi e sempre diversi generi letterari in cui ama cimentarsi. "La famiglia Sappington" infatti è una storia molto particolare, che abbraccia un genere diametralmente opposto dai precedenti: il genere umoristico-grottesco.
I Sappington sono una famiglia molto particolare, i cui membri sono diabolicamente malvagi e irritantemente indifferenti. Ma attenzione, il tipo di malvagità è appunto umoristica, un tipo di umorismo nero, se così si può definire. Non verranno infatti a mancare scenette grottesche e surreali, battute al vetriolo, condite da sarcasmo, con vari rimandi atti a sdrammatizzare i luoghi comuni della letteratura classica. Già, perché la famiglia Sappington, come amano loro stessi ricordare svariate volte, è una famiglia d'altri tempi, che vive quindi in un contesto simil-vittoriano, con la loro casa alta e stretta, tate che si prendono cura di bambini dai genitori assenti, e benefattori che accolgono orfanelli, proprio come nella migliore tradizione dickensiana.
Ritengo che sia una lettura leggera e simpatica, non proprio eccelsa per quanto riguarda la trama, che risulta un po' troppo semplice e prevedibile. Il target di lettura è infatti intorno ai 12 anni, però, visti i numerosi rimandi alla tradizione classica, gli adulti troveranno quei passaggi maggiormente godibili e divertenti, mentre i ragazzi apprezzeranno certamente di più la storia in generale. Le battute ironiche in alcuni punti strappano più di un sorriso e come stile di scrittura direi si può accostare ad autori come Lemony Snicket (Una serie di sfortunati eventi) e Philip Ardagh (la trilogia di Eddy Dickens), anche se non sono riuscita a trovare la loro stessa genialità.

PS= Molto bella la cover del libro, che è tratta dall'immagine originale, illustrata dalla stessa autrice, come anche le immagini all'inizio di ogni capitolo. Inoltre il formato dell'edizione italiana mi piace particolarmente (copertina rigida stampata, senza sovracopertina. Un formato pratico e che non si rovina facilmente).


voto:

Acquisto consigliato? E' una storia carina, che consiglio maggiormente ai ragazzi. Ma anche gli adulti, soprattutto gli amanti dell'umorismo nero, troveranno in questo libro un valido diversivo.

martedì 6 marzo 2012

Recensione: I FIUMI DI LONDRA

Recensione del libro "I fiumi di Londra" di Ben Aaronovitch
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Titolo: I fiumi di Londra
Serie: I fiumi di Londra, vol. 1
Autore: Ben Aaronovitch
Traduzione: Silvia Quadrelli
Editore: Fanucci
Pagine: 320
Data di Pubblicazione: 19 Gennaio 2012
Prezzo: 9,90
Sinossi: Peter Grant, un aspirante agente del famigerato Metropolitan Police Service di Londra, ha due preoccupazioni: evitare la prospettiva di un noioso lavoro d’ufficio e ottenere i favori della spregiudicata Leslie May. Nel corso di un’inchiesta, Grant riesce a ottenere la testimonianza di una vittima, morta ma estremamente loquace, e a richiamare su di sé l’attenzione dell’enigmatico ispettore Nightingale, l’ultimo mago d’Inghilterra, a capo di un’unità segreta. Grant possiede poteri magici e cercherà di governare lo spirito di ribellione che domina Londra.

La mia opinione: Avevo molte aspettative riguardo a questo libro. Avevo letto in anteprima le prime 20 pagine e ne ero rimasta profondamente colpita. Ed è stato proprio per questo motivo che mi sono decisa ad intrapprendere la lettura completa del romanzo, oltre al fatto che la trama è decisamente originale.
"I fiumi di Londra" è il primo capitolo di una trilogia urban fantasy poliziesca, ambientata nella suggestiva e misteriosa Londra, e già queste caratteristiche sono sufficienti ad attrarre tutti gli amanti della letteratura gotica inglese, perché, nonostante l'ambientazione temporale sia del moderno ventunesimo secolo, si respira un'atmosfera rarefatta e d'altri tempi, che più volte mi ha dato l'idea di immergermi in un romanzo Dickensiano, ma ancora più cupo e con graditissimi elementi sovrannaturali, a metà tra la ghost story e un urban fantasy stregonesco. Il primo capitolo del libro l'ho trovato eccezionale. Non solo la storia parte con un ritmo incalzante e fin da subito il lettore si sente calato perfettamente in questa città affascinante e ricca di segreti ad ogni angolo di strada, anche lo stile di scrittura (in prima persona dal punto di vista del protagonista Peter Grant) risulta molto gradevole e ricco di un simpatico humor inglese.
Ma purtroppo, le caratteristiche positive del romanzo finiscono qui.
Dopo il mio entusiasmo iniziale creatosi della bellissima e suggestiva ambientazione, l'originalità del primo capitolo e lo stile di scrittura a me congeniale, la storia si sviluppa in maniera poco brillante e giunta ad appena metà libro mi sono sentita come svuotata, con l'interesse per gli avvenimenti della storia praticamente spento. Non mi capita spesso che l'interesse per un libro salga a livelli così alti durante il primo capitolo per poi cadere in picchiata con la stessa vertigginosa velocità nei capitoli successivi, anzi, direi che praticamente non mi capita mai. E a causa di ciò posso dire che questo libro si è rivelato per me una vera sorpresa, in tutti i sensi!
"I fiumi di Londra" è una storia con un grandissimo potenziale, ma gestita in maniera errata. Ho avuto l'idea che l'autore si sia fatto carico di un peso troppo grande per le sue capacità. Sarebbe stato ottimo partire da una storia di base poliziesca, con dei brutali omicidi irrisolti sui quali indagare, e a questo aggiungere un mondo sotterraneo di una Londra magica e popolata da esseri sovrannaturali di ogni tipo, fantasmi, stregoni, vampiri e varie divinità degli elementi naturali, e riuscire ad amalgamare tutto questo creando una storia credibile ed appassionante, che mantenga vivo l'interesse del lettore, ma ciò per me non è stato. Lo sviluppo della storia infatti appare per alcuni versi estremamente banale e semplicistico e per altri fastidiosamente caotico. E' una commistione di vicende che si alternano le une alle altre senza alcuna credibilità. La narrazione viene poi spesso interrotta dagli sproloqui del protagonista che ama raccontare aneddoti di Londra e del funzionamento della polizia londinese, sempre mantenendo toni ironici, cosa che inizialmente mi era piaciuta, ci stava bene per introdurre la storia, ma alla lunga mi ha tediata. C'è poi da dire che l'empatia del protagonista sul lettore è latente, con taglio ironico ma distante, non si riesce effettivamente a provare interesse per lui e per ciò che gli capita. Infine, la caratteristica più importante del romanzo sarebbe dovuta essere la componente magica (dato che probabilmente la scelta di questo romanzo avverrà da parte dei lettori più avvezzi al genere), e mi sarebbe piaciuta una narrazione di questo mondo di stregoni e magia più esauriente e approfondita. L'autore sembra invece dare poco peso a tutto ciò, trascurando di fornire le informazioni fondamentali per rendere intrigante l'approccio al mondo magico londinese. Ne esce una descrizione sommaria e generica che personalmente, da appassionata di fantasy e urban fantasy, non mi ha per niente soddisfatta. Forse infatti, più che fantasy questo romanzo sarebbe meglio definirlo surreale, ricco di stramberie, più che di vera magia. Peccato, un'ottima occasione sprecata :-(


E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:

Cover: Per la scelta della cover la casa editrice ha optato per l'immagine originale. E secondo me questa è stata la scelta più azzeccata, perché è una cover molto bella e particolare. Soprattutto diversa dalle solite.

Stile di scrittura: Lo stile di scrittura è abbastanza scorrevole, molto inglese, con marcato humor britannico. Inizialmente questa caratteristica mi è piaciuta molto, ma successivamente, forse a causa del procedere un po' caotico e poco approfondito della storia, mi ha infastidito. Soprattutto per il fatto che mi è sembrato uno stile un po' contraddittorio, dato che l'ironia dovrebbe avvicinare il protagonista al lettore, invece si è rivelato il contrario.

Idee alla base della storia: Le idee iniziali le ho reputate, e le reputo tutt'ora, ottime! Peccato per il loro sviluppo, che l'ho trovato deludente su tutti i fronti. Idee originali e innovative, per le quali avevo delle altissime aspettative, ma che l'autore non è stato capace di gestire.

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi sono caratterizzati tutti in maniera abbastanza superficiale. Li ho trovati un po' piatti, protagonista incluso, per il quale non sono riuscita a provare sentimenti di empatia.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Ecco un altro tasto dolente. Il libro conta numerosi refusi e una traduzione di scarso livello. Ho notato anche alcune frasi completamente senza senso. Un esempio? A pagina 147, settima riga: "Osservai il Dissimio e lesley avremmo ulo in azione". Dopo aver letto questa frase sono rimasta completamente scioccata. Ma che significa? Possibile che nessuno si sia accorto di un errore così grossolano? Per fortuna ho avuto modo di leggere molti altri libri editi da questa casa editrice e sono contenta di poter affermare che questo non succede spesso. Anzi, quasi mai. Spero quindi che in futuro venga prestata attenzione a tutte le pubblicazioni, senza tralasciarne nessuna.

voto:

Acquisto consigliato? No, non mi sento di consigliare questo libro. Come ho già detto, ne sono rimasta delusa su più fronti. Per me si salva solo l'ambientazione suggestiva londinese e le idee di base, che erano proprio validissime. Ma se vi sentite particolarmente attratti da Londra, dalle dinamiche della polizia londinese, e amate il fantasy non troppo approfondito, che sfocia un po' sul surreale, allora questo libro potrebbe fare al caso vostro.

martedì 14 febbraio 2012

Recensione: IL CENTENARIO CHE SALTO' DALLA FINESTRA E SCOMPARVE

Ecco la mia recensione al libro "Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve" di Jonas Jonasson.


Titolo: Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
Autore: Jonas Jonasson
Editore: Bompiani
Pagine: 446
Data di pubblicazione: Aprile 2011
Prezzo: 17,90
Sinossi: Allan Karlsson compie cento anni e per l'occasione la casa di riposo dove vive intende festeggiare la ricorrenza in pompa magna, con tutte le autorità. Allan, però, è di un'altra idea. Così decide, di punto in bianco, di darsela a gambe. Con le pantofole ai piedi scavalca la finestra e si dirige nell'unico luogo dove la megera direttrice dell'istituto non può riacciuffarlo, alla stazione degli autobus, per allontanarsi anche se non sa bene verso dove. Nell'attesa del primo pullman in partenza, Allan si imbatte in un ceffo strano, giovane, biondo e troppo fiducioso che l'attempato Allan non sia capace di colpi di testa. Non potendo entrare nella piccola cabina della toilet pubblica insieme all'ingombrante valigia cui si accompagna, il giovane chiede ad Allan, con una certa scortesia, di vigilare bene che nessuno se ne appropri mentre disbriga le sue necessità. Mai avrebbe pensato, il biondo, quanto gli sarebbe costata questa fiducia malriposta e quella necessità fisiologica. La corriera per-non-si-sa-dove sta partendo, infatti. Allan non può perderla se vuole seminare la megera che ha già dato l'allarme, e così vi sale, naturalmente portando con sé quella grossa, misteriosa valigia. E non sa ancora che quel biondino scialbo è un feroce criminale pronto a tutto per riprendersi la sua valigia e fare fuori l'arzillo vecchietto. Un centenario capace di incarnare i sogni di ognuno, pronto a tutto per non lasciarsi scappare questo improvviso e pericoloso dono del destino.

La mia opinione: "Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve" è un romanzo svedese, dal titolo originale e ammiccante, come pure la simpatica cover. L'autore ha avuto in patria moltissimo successo ed è stato paragonato come stile al famoso (e molto amato anche in Italia) Arto Paasilinna. Quest'ultima affermazione mi aveva resa restia ad affrontare la lettura, perché di Paasilinna ho letto due libri e non li ho trovati adatti ai miei gusti, a causa dello stile di scrittura troppo semplice, quasi infantile (ma nel senso negativo del termine) e con un umorismo che sinceramente non riuscivo a capire.
Ma fin dalle prime pagine di lettura di questo libro sono stata felice di constatare che lo stile di scrittura dell'autore Jonas Jonasson, seppur anch'esso semplice e scorrevole, risulta piacevole e l'umorismo sottile (nonostante l'umorismo svedese sia molto particolare e diverso dal tipo di umorismo che a cui sono abituata) è riuscito a conquistarmi. Non dico che sia un libro che fa sbellicare dalle risate, questo no, però ci sono situazioni e battute capaci di strappare più di un sorriso. Poi come non rimanere affascinati dalla trama alla base del romanzo? Un anziano signore di cento anni che il giorno del suo compleanno decide di scappare dalla casa di riposo. Ha pochi soldi in tasca, porta delle ciabatte ai piedi, non ha nessuna meta, ma un temperamento niente male, che lo porta ben presto ad imbattersi in una misteriosa valigia (che giustamente decide di rubare ad un ragazzo, non si sa mai che contenga un paio di scarpe decenti e degli abiti caldi) e da lì partiranno una serie infinita di coincidenze e incidenti di percorso vari che daranno vita ad una commedia degli equivoci eccezionale, solare ed allegra, un po' umoristica, a tratti surreale, spesso anche grottesca, con intrecci a non finire, che accompagnerà il lettore in una lettura di svago puro, rilassante e gradevolissima. Sono 446 pagine, ma scorrono veloci al tal punto che ho terminato il romanzo in soli due giorni.


E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover : La cover italiana è molto carina, sicuramente insieme al titolo gioca un ruolo di attrattiva importantissimo. Le altre cover di questo libro sono:
cover svedese

cover olandese
cover tedesca
Nonostante tutte abbiano delle attinenze con la storia devo dire che preferisco la versione italiana!


Stile di scrittura: La scrittura è scorrevole, semplice, venata di una particolare ironia che personalmente ho molto apprezzato!

Idee alla base della storia: L'idea di base è formidabile, mai avrei pensato ad una rocambolesca avventura con un protagonista centenario! Certo, a tratti il romanzo è surreale, ma la trama è comunque ben congeniata e credibile. Di solito non vado matta per il genere surreale, ma in questo caso ho trovato la dose di surrealtà ben calibrata e non eccessiva, ne sono rimasta soddisfatta.

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi sono variegati e bizzarri, caratterizzati sufficientemente considerando il fatto che come tipo di romanzo non richiede una grande introspezione, dato che la sua caratteristica principale è divertire e intrattenere il lettore.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Tutto bene! Ottimo. Il testo è privo di refusi.



voto:



Acquisto consigliato? Se già conoscete e amate lo humor delle strampalate commedie svedesi in stile Paasilinna, vi consiglio di non perdere questo romanzo, che, a mio avviso, è di livello superiore (più divertente e gradevole) rispetto al tanto acclamato Paasilinna, anche se come lettura è leggermente più impegnativa e più corposa. Ma anche se come me non ne andate matti, io ve lo consiglio ugualmente, potreste rimanere piacevolmente sorpresi dalla freschezza narrativa e dalla simpaticissima storia di questo arzillo ed esuberante vecchietto.

lunedì 28 novembre 2011

commenti ai libri: CHANGELESS

La mia recensione su "Changeless" di Gail Carriger.

Titolo: Changeless
Serie: Il protettorato del parasole, vol. 2
Autore: Gail Carriger
Casa editrice: Dalai
Pagine: 328
Prezzo: 15,50 euro
Data pubblicazione: 8 Novembre 2011

Sinossi: È metà pomeriggio, per ogni lupo mannaro che si rispetti dovrebbe essere il momento della giornata dedicato al sonno più profondo, eppure a casa di Alexia Tarabotti oggi qualcosa non va: svegliata di soprassalto da un grido, la nostra eroina si accorge che suo marito, Lord Maccon, non è tranquillamente a letto addormentato, ma sta ululando alla finestra. Neanche il tempo di capire che cosa succede che questi fugge. Scompare. Lasciandola sola ad affrontare un esercito di soldati dai poteri soprannaturali, una pletora di fantasmi e, soprattutto, la Regina Vittoria. Infuriata come non mai. Ma Alexia è in possesso di due armi di difesa micidiali che la proteggono da ogni insidia: il suo parasole all’ultima moda e una ammaliante cortesia. Le indagini la condurranno fin nella remota e selvaggia Scozia in mezzo a clan di licantropi di cui riuscirà – con incredibile abilità, e grazie ai suoi poteri di «senz’anima» – a rovesciare le dinamiche interne volgendole a proprio favore. Tra un’avventura e l’altra avrà anche il tempo per rintracciare il maritino scomparso? Dopo Soulless, che ne ha rivelato il talento, il nuovo brillante romanzo di Gail Carriger.

Commento: In questo secondo episodio della serie "Il protettorato del parasole", Alexia, ormai adattata alla sua nuova vita coniugale con il licantropo Lord Maccon, dovrebbe poter tirare un sospiro di sollievo per aver scampato di rimanere per sempre zitella come tutti credevano e dovrebbe starsene tranquilla e felice ad assaporarsi questa sua nuova condizione di donna sposata... niente di più sbagliato! Una strana malattia sta contagiando tutti gli esseri soprannaturali d'Inghilterra e li sta trasformando (orrore!!) in comuni esseri mortali. Tutti si mobilitano per scoprire la causa di questa terribile disgrazia e cercare di sventarla. Alexia non è da meno, e, cercando di risalire al colpevole del contagio, corre alla ricerca del fuggevole marito, con al seguito una comitiva male assortita, che suo malgrado è costretta a portarsi dietro in un lungo viaggio in dirigibile. Inutile dire che se ne vedranno davvero delle belle!!!!
Ho trovato questo secondo episodio della serie spassoso come non mai! Lo stile di scrittura dell'autrice risulta ironico e acuto, senza nessun calo rispetto al libro precedente. Spesso accade che i sequel appaiono forzati e meno brillanti del primo libro, ma questo, sono lieta di constatare, non è il caso di "Changeless".
Ne consegue una storia molto originale, capace di catturare l'attenzione del lettore e di divertirlo genuinamente grazie ad alcune situazioni cariche di umorismo inglese al limite del grottesco, che sono riuscite a strapparmi qualche sorriso e anche qualche sana risata. E' inoltre davvero impossibile non rimanere entusiasti dei personaggi che compongono il libro. Oltre all'eccentricissimo Lord Akeldama e all'amante di orrendi cappellini Miss Hisselpenny (già ampiamente conosciuti nel primo libro, ma che si avrà modo di approfondire ulteriormente) in questo nuovo episodio verrà dato più spazio al buffo clavigero dai capelli rossi Tunstell; all'opportunista sorellastra di Alexia, Felicity Loontwill; e ci saranno alcune succosissime new entries, come la misteriosa (e assolutamente scandalosa) Madame Lefoux; la bis bis bis bis... nipote di Lord Maccon, Lady Kingair; e il singolare Maggiore Channing Channing dei Channing di Chesterfield (solo il nome è un programma!).
Quindi, oltre all'interessante mistero di fondo da scoprire, questo romanzo è capace di intrattenere il lettore in maniera eccezionale tra situazioni divertenti, piccole stranezze, segreti da intuire, colpi di scena, svenimenti e attentati alla vita di Alexia di varia natura. Come se non fosse abbastanza, l'ambientazione vittoriana, tra bellissimi abiti e tazze di té, saprà deliziare tutte le lettrici romantiche; mentre i chiari riferimenti steampunk, tra dirigibili e strani marchingegni a vapore, accontenteranno i lettori con esigenze letterarie più particolori. Tutte queste caratteristiche mischiate assieme danno vita ad un romanzo unico che sa incontrare i gusti più disparati.
Se avete letto e amato "Soulless", vi consiglio caldamente di proseguire la lettura della serie.
Da parte mia non vedo l'ora che uscirà il terzo libro "Blameless", perché le ultime pagine di "Changeless" sono terminate in modo... come dire... un po' brusco, e vorrei tanto scoprire se il piccolo equivoco finale verrà chiarito. Non vi svelo nulla, ma sappiate che giunti alla fine agognerete il prossimo libro pure voi ;-)

E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:

Cover (che non influenza il giudizio sul libro): Davvero carinissima!!!! La Dalai ha deciso di lasciare la cover originale e la reputo un'ottima scelta perché ha una grafica squisita.

Stile di scrittura: Molto scorrevole, finemente ironico, acuto e divertente. Non ho mai trovato uno stile di scrittura paragonabile a quello della Carriger, è davvero unico! Provare per credere!

Idee alla base della storia: Davvero originali, sia per la scelta di mescolare assieme tanti generi diversi e sia per la scelta di sdrammatizzare il tutto con umorismo e simpatia.

Caratterizzazione dei personaggi: Tutti i personaggi sono molto particolari e tutti, a modo loro, gradevolmente simpatici e divertenti. Anche dai personaggi più seriosi riescono a trapelare ogni tanto dei lati comici inaspettati che li rendono unici.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Sono lieta di poter dire che, a differenza del libro precedente, questo risulta molto più curato. I refusi sono un paio e la traduzione mi sembra ok. Ne sono rimasta soddisfatta, perché in questo modo anche la lettura è stata molto più piacevole e fluente.

voto:

Acquisto consigliato? Assolutamente sì! Se amate gli urban fantasy, l'epoca vittoriana, lo steampunk e volete leggere qualcosa di VERAMENTE diverso dalle solite pubblicazioni, questo è proprio il libro che fa per voi. Lo consiglio senza remore!!!!

giovedì 15 settembre 2011

commenti ai libri: UNA PASSEGGIATA NEI BOSCHI

Recensione del libro "Una passeggiata nei boschi" di Bill Bryson


Titolo: Una passeggiata nei boschi
Autore: Bill Bryson
Traduzione: Giuseppe Strazzeri
Editore: TEA (prima edizione Guanda)
Prima edizione italiana: 2000
Pagine: 306
Prezzo: 8,60 euro

Sinossi: L'Appalachian Trail: un sentiero di 3.400 chilometri che si snoda attraverso 14 Stati americani, dalla Georgia al Maine. Il sogno di tutti gli amanti della natura e dell'avventura. Ed è proprio in cerca di avventura che, all'età di 44 anni, Bill Bryson, in compagnia dell'amico Stephen Katz, si cimenta nell'impresa di percorrere a piedi il leggendario sentiero, senza la minima cognizione delle elementari norme di sopravvivenza nella natura selvaggia. L'avventura dei due cittadini si svolge all'insegna di una divertita incoscienza tra bufere di neve, nugoli di insetti, incontri con gli animali selvatici e con una sorprendente varietà di individui.

Commento: Questo libro, scritto in prima persona dall'autore, narra della sua personale avventura nel sentiero escursionistico più lungo del mondo, L'Appalachian Trail, che scorre parallelo in mezzo agli stati americani che si affacciano sulla costa Atlantica, toccando ben quattordici stati, per un totale di circa 3400 km (dico circa, perché effettivamente le notizie sulla lunghezza del sentiero vengono modificate ogni anno, sia per la difficoltà di misurarlo, e sia per le modifiche di lunghezza al sentiero stesso e possono variare da una misurazione all'altra anche di un centinaio di km). Pensate, 3400 km sono tantissimi! Se infatti calcoliamo un percorso che dalla città di Aosta va fino a Reggio Calabria, passando per l'autostrada, avremo un totale di 1400 km, significa che l'Appalachian Trail è come fare questo percorso per due volte  e mezza, a piedi, per di più su una strada sterrata che sale e scende per le montagne e, come se non bastasse, con uno zaino da 25 kg sulle spalle, dato che durante tale percorso le occasioni di dormire in un letto al coperto saranno davvero molto limitate!
Per farvi un esempio pratico di quanto sia lungo questo percorso ecco qui una mappa, (se ci cliccate sopra potrete ingrandirla).
Bill Bryson, noto amante della natura, ma assolutamente un principiante dell'escursionismo, in un momento di follia decide di tentare l'impresa, se pur le statistiche siano molto sconfortanti al riguardo, dato che solo uno scarso 10% di chi si cimenta nell'impresa ce la fa. E in questa mirabolante avventura gli si affiancherà anche l'amico Katz, un suo vecchio compagno di scuola il cui hobby preferito è mangiare una quantità industriale di merendine e guardare la tv.
Non vi racconto nient'altro sul proseguimento della storia per non svelare troppo, ma vi dico solo che se ne vedranno delle belle, l'accoppiata Bryson-Katz è davvero esplosiva, e i due dovranno fare fronte a diversi imprevisti e abituarsi a vivere nel modo più spartano e semplice possibile, dato che questa pista, nonostante sia famosissima in tutto il mondo, non offre davvero nessun confort ai poveri escursionisti che decidono di percorrerla, e le uniche baite che si incontrano, non sono affatto come le classiche baite che tutti noi italiani abituati ad andare in Trentino o in Val d'Aosta ci figuriamo, ovvero delle strutture dotate di ristorante e posti letto, nossignore! Le baite lì sono delle semplici strutture con un tetto, tre lati chiusi e uno aperto, dove gli escursionisti possono "comodamente" montare al loro interno le loro tende, con un tetto sulla testa, sì, ma senza alcuna protezione al freddo, ai venti, agli animali selvatici o... ai serial killer. Bill Bryson, con uno stile di scrittura umoristico e pungente ci racconta di questo e di tanto, tantissimo altro, sul suo viaggio e sulla storia americana dei vari posti e sull'ambiente. E' un libro che non può mancare agli appassionati della natura, ma meglio se poco esperti come il protagonista, in modo da potersi meglio identificare in lui. Devo dire che inizialmente la storia parte da 10 e lode, è davvero divertentissima e strappa parecchie risate, poi con il proseguimento della lettura, continua ad essere molto piacevole, ma cala un po'. E' scorrevole da leggere, a parte alcuni punti in cui Bryson si dilunga un po' troppo a snocciolare dati storici e scientifici, ma poi la storia torna sempre in carreggiata con un brio e con una dinamicità unica. Ma è proprio a causa di questi momenti, che sono sì interessanti, ma sviano un po' dal tema principale, che si sente un po' un calo e che quindi, nonostante sia stato un libro piacevolissimo, non posso dargli il massimo dei voti. E' comunque il primo libro che leggo di questo autore e non sarà l'ultimo.

E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:

Cover (che non influenza il giudizio sul libro): Questa cover è una vera e propria calamita per gli amanti dei boschi, come la sottoscritta. Lo sfondo di quel verde smeraldo attira subito l'attenzione e la foto di quel magnifico orso da il colpo di grazia finale e incuriosisce tantissimo. Non so quante volte ho rimirato questo libro nelle librerie prima di decidermi a comprarlo. Perché come genere si discosta un po' dalle mia solite letture, prediligo i romanzi di fantasia, e questo non lo è. Però questa cover, a mio avviso bellissima, ha fatto in modo che modificassi il mio modus operandi per quanto riguarda le mie scelte letterarie.

Stile di scrittura: Scorrevole, ironico e... spassoso! Sì, direi che alcune vicende divertono un mondo e con un altro stile di scrittura non avrebbero di certo reso bene così. Lo stile di scrittura è promosso quindi in pieno!

Idee alla base della storia: Non ci sono tanti libri che possono vantare un confronto con questo. Di solito a scrivere libri sull'escursionismo sono degli esperti e questo rende il tutto meno interessante, soprattutto per chi come me esperto non lo è. Ed proprio per questo che reputo "Una passeggiata nei boschi" un libro originale, perché finalmente è un libro di avventure vere, ma alla portata di tutti, anche di quelli che amano viaggiare solo ed esclusivamente con la mente, stando comodamente seduti in poltrona.

Caratterizzazione dei personaggi: Beh... i personaggi in questo libro non sono poi tanti, ma Bryson è bravissimo a delineare gli aspetti un po' comici di tutti coloro che incontra, e il suo amico Katz viene descritto in maniera così simpatica che verrebbe voglia di invitarlo a cena :-)

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Tutto ottimo, perfetto.

voto:

Acquisto consigliato? Sì, se amate i boschi, la natura e la montagna. Non occorre che siate a vostra volta degli avventurieri escursionisti, ma l'importante per entrare in sintonia con questo libro è che amiate i temi trattati.