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domenica 16 luglio 2017

Recensione: PASSIONE - Jeanette Winterson

La mia recensione su "Passione" di Jeanette Winterson.


TitoloPassione
AutriceJeanette Winterson
Traduzione: Mara Muzzarelli
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 12 Giugno 2001
Pagine: 196
Prezzo: 9,50 euro

 
Sinossi: Il romanzo è il racconto in prima persona di Henri, cuoco nell'esercito di Napoleone, e della sua passione non corrisposta per la figlia lesbica di un gondoliere veneziano. Il resoconto di un innamorato che scava dentro se stesso per scoprire finalmente il confine segreto fra l'amore e l'ossessione, tra la favola e il sentimento autentico. Sullo sfondo dell'ascesa e del declino di Napoleone, si intreccia un'opera che fonde temi scabrosi e fantasia, esplorando i sottili meccanismi psicologici che innescano la smodata adorazione per un leader e per una donna.


La mia opinione: Sono rimasta decisamente spiazzata dalla lettura di questo libro. È una storia molto strana, qualità che potrebbe essere sia positiva che negativa. In questo caso è un "insomma...".
Il libro è diviso in quattro parti, quattro capitoli fondamentali. Però il primo e il secondo capitolo non hanno nulla in comune, sembrerebbero racconti a sé, e subito ho pensato che fosse così. Il primo racconto (quando l'ho letto pensavo che fosse tale...) non mi è piaciuto, l'ho trovato sì strano ma poco interessante, con un protagonista che non spicca per nessuna qualità particolare, mi è sembrata una storia piatta anche se stravagante. Il secondo capitolo invece è completamente diverso, interessante, magico, ambientato in una Venezia labirintica e misteriosa, con descrizioni affascinanti, dove leggenda e realtà si fondono in un tutt'uno. Mi è piaciuto molto. Poi proseguendo la lettura dei seguenti capitoli ho finalmente appreso che i protagonisti del primo e del secondo capitolo si incontrano e da qui le storie non sono più due diverse ma diventano una unica. Però non ho ritrovato la piacevolezza del secondo capitolo, che rimane a mio avviso la parte migliore di tutto il libro. Certamente non posso negare che il libro spicchi e resti impresso per questa sua peculiarità stilistica nella forma, ma non solo. Anche lo stile di scrittura è sempre sopra le righe, un po' poetico, un po' misterioso e surreale, di sicuro nulla di ordinario. Quello che però in definitiva non mi ha convinta è stata proprio la storia in sé. Apprezzo l'originalità, ma al primo posto nella mia graduatoria di apprezzamento di un libro la storia deve avere uno speciale risalto, non essere solo un contorno di uno stile genialmente sui generis. Non mi basta. Se si tolgono tutti gli orpelli stilistici infatti ciò che rimane è soltanto una storia surreale dal finale agrodolce.
Rimango comunque moltissimo incuriosita dall'inventiva dell'autrice e mi prefiggo di leggere altri suoi libri in futuro.




voto:

venerdì 29 gennaio 2016

Recensione: LA SCUOLA DEI MOSTRI - Andy Mulligan

La mia recensione su "La scuola dei mostri" di Andy Mulligan.

 

TitoloLa scuola dei mostri
AutoreAndy Mulligan
Traduzione: Carla De Caro
Editore: Newton Compton
Data di pubblicazione: Febbraio 2011
Pagine: 439
Prezzo: 6,90 euro

 
Sinossi: Dormitori sudici, il tetto distrutto da un incendio, un pericolosissimo tunnel sotterraneo risalente alla Seconda guerra mondiale: questa è la scuola Ribblestrop, un'istituzione molto, molto particolare... La frequentano Sanchez, il figlio di un gangster colombiano in fuga dai suoi rapitori; Millie, ragazza difficile cacciata da ogni altra scuola; Caspar, il nipote ricco e viziato della padrona di casa; il buono ma sventurato Sam con il suo miglior amico Ruskin, e in più un gruppo di bambini profughi venuti da oltremare, felici di avere, se non un tetto, almeno un letto dove dormire. E poi c'è uno staff di professori eccentrici e molto distratti, tra cui il capitano Routon, la professoressa Clarissa Worthington, e la misteriosa Miss Hazlitt. In una scuola così può succedere di tutto, e infatti, tra bottiglie di alcolici per riscaldarsi dal freddo, piani di sabotaggio dell'impianto elettrico, finte direttici, strani esperimenti, qui c'è davvero da divertirsi...


La mia opinione: Questo libro è uno dei più strani che mi sia capitato di leggere, a partire dal titolo e dall'immagine di copertina che appena iniziata la lettura ti rendi conto essere del tutto fuorvianti perché non centrano davvero nulla! A questo proposito mi sono chiesta più volte se la casa editrice avesse idea di cosa stesse pubblicando e probabilmente la risposta è no!
Appurato quindi che il titolo di questo libro avrebbe dovuto essere "La scuola di Ribblestrop" e che non ci sarà nessuna famiglia Addams, la partenza della storia non è niente male... i primi capitoli ricordano vagamente un misto tra Harry Potter (ma senza arti magiche..) e un humor nero alla Lemony Snicket, e questo mi ha fatto ben sperare, ma tali paragoni a mio avviso si possono fare giusto all'inizio perché poi proseguendo lo scenario si modifica e diventa veramente inclassificabile.
L'altra cosa strana di questo libro è che non si capisce se sia per bambini o per adulti. La storia, se si tiene conto dell'ingenuità in cui avvengono i fatti, è palesemente per bambini, ma la scrittura non lo è, perché risulta piuttosto articolata e in più il libro conta 439 pagine scritte in carattere piccolo, non si può dire che sia una lettura facile e in alcuni passaggi ho avuto seria difficoltà ad immaginare le scene, le descrizioni sono caotiche. Forse un problema di traduzione? Non lo so... ma il risultato è che ci ho messo più tempo del previsto a terminarlo ed è davvero inconsueto per un libro che ha una trama da bambini!
L'ennesima cosa strana è che la storia è talmente strana che non sono certa se il libro mi sia piaciuto! I primi capitoli mi erano piaciuti molto... poi si assiste ad avvenimenti talmente esagerati E STRANI che vanno a discapito del coinvolgimento per la storia stessa. Non so se mi spiego... ma quando le cose sono troppo strane ormai non ti stupisci più di nulla e si rischia addirittura di annoiarsi. E' quello che infatti è successo a me, a tratti il libro mi piaceva ma a tratti la sua stranezza lo trasformava in qualcosa di indigesto che faceva venir meno la voglia di proseguire.
Ora che l'ho finito posso dire di essere sollevata, la follia di questo libro è finalmente finita. Non dico che sia un brutto libro, ho letto di peggio, ma anche di meglio. C'è anche da dire che io non amo i libri surreali, e questo in parte lo è, anche se non del tutto. Certo che se siete in cerca di un libro totalmente strano e diverso da qualsiasi altro e amate anche le storie surreali questo libro potrebbe davvero fare al caso vostro.




voto:

martedì 23 ottobre 2012

Mini-recensione: DELIRIO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

Ecco la mia piccola recensione del libro "Delirio di una notte di mezza estate" di David Safier.



Titolo: Delirio di una notte di mezza estate
Autore: David Safier
Traduzione: Laura Bortot
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 276
Data di Pubblicazione: 3 Maggio 2011
Prezzo: 18,90

SinossiQuando un uomo e una donna dividono la quotidianità, le difficoltà non mancano. Ma se sono addirittura costretti a dividere un solo corpo, il caos è inevitabile. Rosa – dal cuore infranto – si fa ipnotizzare, risvegliandosi poco dopo nel corpo di un uomo impegnato in un duello. È il 1594, e l’uomo in questione è William Shakespeare. A Rosa sarà permesso tornare ai giorni nostri solo dopo aver compreso il significato del vero amore. Impresa tutt'altro che facile, perché l’autore di Romeo e Giulietta ha ancora molto da imparare sull'argomento .. Eppure, tra un litigio e l’altro, tra i due nasce la più straordinaria e unica storia d’amore di tutti i tempi.

La mia opinione: "Delirio di una notte di mezza estate", come anche il titolo e la simpaticissima cover lasciano intendere, è una frizzante (e delirante) commedia umoristica. La trama è semplicemente geniale, impossibile non provare affetto per la surreale accoppiata protagonista del libro, soprattutto per William Shakespeare, che l'autore delinea come un personaggio a dir poco esilarante. Una lettura che non ha mancato di divertirmi e farmi sorridere. Anzi, certi dialoghi mi hanno fatto proprio ridere di gusto! Come contrappeso devo dire che alcune battute le ho invece trovate esageratamente demenziali, quindi non ho apprezzato proprio tutta l'ironia generosamente elargita, ma solo una parte, preferendo di gran lunga le battute di lui (Shakespeare) a quelle di lei (Rosa). Inoltre sono rimasta poco entusiasta dalla morale che l'autore vuole dare alla storia, donando alla parte finale del libro un marcato taglio da manuale self-help per donne insicure.
Insomma... una commedia brillante non esente da difetti, soprattutto a livello di contenuti, ma che nel contempo raggiunge in pieno gli obiettivi prefissati: intrattenere piacevolmente il lettore e fargli passare alcune ore di puro relax. Da provare come antistress!



«Per l'aspetto che avete, Madam» replicai «abbondate di un tale numero di anni che certamente conoscerete i tempi biblici per esperienza diretta»
...
«Suppongo che siate sopravvissuta al Diluvio Universale nuotando dietro all'Arca di Noè»
...
«E quando al sesto giorno Dio creò l'uomo, voi vi aggiravate già da qualche tempo sulla terra, immagino».


PS= Carinissima la cover italiana, mi piace assai. Ma anche molto bella quella originale tedesca, che somiglia tantissimo a un fumetto:



voto:


Acquisto consigliato? Se volete farvi due risate e staccare la spina da letture impegnative questo è certamente il libro che fa per voi.

martedì 20 marzo 2012

Recensione: LE SORELLE SOFFICI

Recensione del libro "Le sorelle Soffici" di Pierpaolo Vettori.


Titolo: Le sorelle soffici
Autore: Pierpaolo Vettori
Casa editrice: Elliot (collana Scatti)
Pagine: 178
Prezzo: 16,00 euro
Data pubblicazione: 25 Gennaio 2012

Sinossi: Veronica Soffici è una ragazza molto speciale, parla con gli scrittori defunti che popolano la biblioteca di casa, mangia mele con i chiodi di garofano e sente di essere la sola a difendere la sorella Cecilia dai pericoli terreni e ultraterreni. La sua è una famiglia di industriali la cui fortuna è stata costruita sulla ricetta segreta di una marmellata diventata famosa in tutto il mondo. Ma i tempi cambiano e l’ombra del fallimento sembra incombente, mentre i primi scandali di Tangentopoli cominciano ad apparire nelle cronache. Un aiuto potrebbe arrivare da un ambiguo faccendiere, l’unico in grado di garantire una via d’uscita, ma sarà necessario sacrificare qualcuno. Giorno dopo giorno Veronica riporta nel suo diario ricordi, visioni, fantasie ma anche i mutamenti repentini che stravolgono la routine familiare, insieme al viavai di speculatori, portaborse e politici che stringono d’assedio i terreni intorno a Villa Soffici. Alla ragazza non resta che organizzare una forma di resistenza tutta sua e giocare la crudele partita con il mondo.

La mia opinione: "Le sorelle Soffici" è una favola contemporanea, un viaggio surreale nella fantasiosa mente di Veronica Soffici, protagonista e voce narrante del romanzo. Attraverso un diario scritto da lei il lettore imparerà a calarsi nella realtà quotidiana di questa ragazza di diciassette anni. Veronica Soffici è figlia di un ricco industriale che negli anni ha fatto fortuna con la produzione di marmellate. Ma i tempi sono cambiati, la concorrenza è diventata spietata, il padre ha contratto diversi debiti, e il ricco patrimonio della famiglia Soffici fa gola a molte persone, che vorrebbero appropriarsene e adibire i vasti terreni ad altri utilizzi, assai più remunerativi. Veronica è considerata da tutti come una ritardata, un'eterna bambina che non è in grado di capire e davanti a lei sfilano loschi personaggi mostrando la loro perfida natura e cercando di alimentare i propri interessi intessendo una rete di affari sporchi, maneggi, ricatti e corruzioni. Veronica segue tutto con occhio vigile, ma stravolgendo la realtà con visioni assurde ed allucinanti. Perché lei vive nel suo mondo fatto di fantasia, parla con i libri, vede angeli e scambia corrispondenza con gli autori deceduti dei suoi libri preferiti. Per fortuna che nella sua vita c'è Cecilia, sua sorella, l'unica persona all'interno della grande villa con la quale può parlare. Ma anche lei non è una ragazza normale, anzi, è ancora più vulnerabile di Veronica, perché non riesce a percepire il pericolo e Veronica deve prendersi cura di lei, lo sente come l'unico scopo della sua vita. E alla morte del padre le due sorelle sono in grave pericolo, perché uniche eredi della fortuna di famiglia. Veronica sa che non possono fidarsi di nessuno, perché tutti vogliono fare loro del male, ma al tempo stesso sa anche che non sono in grado di sopravvivere senza l'aiuto di qualcuno. Ciò nonostante continuerà ad opporre resistenza e a tentare di farcela con tutte le sue forze.
La lettura di questo libro è stata piacevole, dinamica e scorrevole. Mi sono ritrovata a prendere il libro in mano alle 18 e, con qualche piccola pausa, l'ho terminato alle 23,30 della stessa giornata. Sono stata conquistata dallo stile di scrittura poetico e fantasioso dell'autore, e mi sono lasciata trasportare completamente in questo mondo di visioni ad occhi aperti e drammatiche verità, dove non si riesce mai a distinguere la linea di demarcazione tra ciò che è concreto e ciò che rappresenta solo una deformazione del reale. E' stato come fluttuare in un universo a me sconosciuto ma capace di donarmi una forte attrattiva. Una sorta di Alice nel paese delle meraviglie, che, al contrario del famoso romanzo di Lewis Carroll, non è basato interamente sul sogno, ma rimane in parte ancorato alle drammatiche vicende di una famiglia vuota e triste. Durante la lettura non mancano anche piccole rivelazioni e colpi di scena, con un finale bellissimo, forse l'unico adatto, molto incisivo, tagliente come un rasoio e dal fastidioso sapore di chiodi di garofano. Mi sarebbe piaciuto perdermi nelle pagine ancora un po' e vivere a fianco di Veronica nel suo mondo dissociato e unico. "Una completa scissione dal mondo è improbabile ma non impossibile".

E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:

Cover : Molto carina, affascinante, dal significato simbolico.

Stile di scrittura: La scrittura è gradevole, poetica, con la giusta dose di scorrevolezza. Uno stile che non annoia e anzi, invoglia a continuare la lettura ad oltranza.

Idee alla base della storia: Le idee di base sono davvero uniche ed originali, tanto da non riuscire a paragonare il libro con nessun altro. Certo, per alcuni versi possono venire alla mente alcuni dejà-vu "carrolliani", ma la storia viene sviluppata su uno scheletro narrativo completamente diverso e inedito. Mi sento però di fare un appunto sulla scelta dell'ambientazione anni '90 e degli scandali di tangentopoli. Credo che l'autore si sia sentito di parlare di questo argomento perché lo conosceva meglio, ma purtroppo non si rivela come materia di vasto interesse, soprattutto per i lettori più giovani, che in quegli anni erano appena bambini o neonati. Questo è un peccato, perché come romanzo secondo me sarebbe stato perfetto da leggere anche dagli adolescenti di oggi, ma ammetto che come argomento scoraggia un po'. Io stessa ho fatto fatica ad entrare nell'ottica, non avendo ricordi della politica di quegli anni.

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi sono visti tutti dalla visuale distorta di Veronica, che, nonostante la sua dissociazione dalla realtà riesce comunque a fornire un quadro completo ed esauriente di tutto ciò che la circonda. Le persone che incontra sono infatti descritte con visionaria lucidità, amplificandone i difetti e dando un'immagine grottesca (anche un po' mostruosoa) e caricaturiale, che comunque non si discosta da ciò che realmente è.

Editing a cura della casa editrice: Tutto perfetto ed esente da refusi.

voto:

Acquisto consigliato? Sì, se siete amanti degli esperimenti narrativi e delle storie visionarie, il mondo dissociato di Veronica Soffici vi conquisterà.

martedì 13 marzo 2012

Recensione: OMICIDIO ALLO SPECCHIO

Ecco la mia recensione al libro "Omicidio allo specchio" di Ryan David Jahn.



Titolo: Omicidio allo specchio
Autore: Ryan David Jahn
Traduzione: Cristina Genovese
Casa editrice: TimeCRIME
Pagine: 250
Data di pubblicazione: 23 Febbraio 2012
Prezzo: 7,70
Sinossi: Quando Simon Johnson viene aggredito all’interno del suo squallido appartamento di Los Angeles, la scelta è una e una soltanto: difendersi o morire. Ma nel momento stesso in cui, dopo averlo colpito, il fascio di luce della torcia illumina il viso del suo aggressore, Simon realizza due cose: primo, di averlo fatto fuori; secondo, che l’uomo che giace ai suoi piedi gli assomiglia come una goccia d’acqua. inizia così a prendere forma nella sua mente un piano diabolico: per scoprire il motivo del suo tentato omicidio, Johnson assumerà l’identità del suo “doppio”, un professore di matematica che conduceva la più ordinaria delle esistenze e che ora è un cadavere immerso in acqua e ghiaccio nella sua vasca da bagno. Così facendo Simon vivrà in casa sua, dormirà con sua moglie, vestirà i suoi abiti e si divertirà con la sua giovane amante… Ma a un certo punto il ghiaccio comincia a sciogliersi, strani messaggi appaiono sui muri, una misteriosa Cadillac nera inizia a pedinare Simon e qualcuno è sulle sue tracce. Realtà e allucinazione iniziano a confondersi, disegnando la geometria di un labirinto in cui il protagonista si perde: chi ha scoperto il suo gioco? C‘è forse qualcuno che muove le fila e che sta tentando di farlo impazzire?

La mia opinione: "Omicidio allo specchio" è un romanzo altamente atipico, con una trama visionaria e fuori dagli schemi del thriller convenzionale. Inizia in maniera placida e pacata per poi sorprendere il lettore pagina dopo pagina. Simon, il protagonista del libro, è un trentenne asociale, con una vita assolutamente vuota e ripetitiva, che consiste semplicemente in uno squallido appartamento in affitto con poca mobilia raffazzonata e un materasso steso per terra e un lavoro tedioso e monotono come impiegato in un ufficio, attività che gli occupa tutte le giornate, sabato incluso. "Tutti i giorni erano uguali e sembravano sovrapporsi all'infinito nel suo passato come una fila di tessere da domino". Ma all'improvviso tutto cambia, quando un uomo misterioso tenta di ucciderlo, senza riuscirci. Simon realizza che il suo aggressore gli assomiglia tantissimo e non ha idea di chi sia e del perché lo volesse morto. La curiosità lo spinge ad andare a fondo al problema, cercando di fingersi lui e appropriandosi della sua vita, dando inizio ad una carambola vorticosa di eventi che si susseguiranno l'uno dopo l'altro fino ad una scoperta che lo lascerà senza fiato.
Personalmente ho trovato che questo libro sia l'esempio di come ci siano sempre campi inesplorati e idee innovative in ogni genere letterario. L'originalità che lo contraddistingue farà certamente storcere il naso a tutti i puristi del thriller psicologico classico, ma io, proprio a causa della sua peculiarità, l'ho trovato molto valido. Lo stile di scrittura è preciso, senza fronzoli, ma molto descrittivo. Ogni azione che il protagonista svolge, ogni persona che incontra, ogni ambiente in cui si trova, viene descritto con meticolosa dovizia di particolari, che però, stranamente, non annoia mai! Ho infatti amato il stile descrittivo dell'autore, l'ho trovato assolutamente adatto per il tipo di romanzo, senza alcuna nota stonata. La curiosità nei confronti delle vicende narrate mi ha accompagnata in crescendo durante tutta la durata del libro, e i vari colpi di scena, piazzati ad hoc e ben bilanciati, mi hanno avvinta ed appassionata. Penso che "Omicidio allo specchio" possa essere definito come un thriller che indaga a fondo nella follia della mente umana, con una struttura narrativa che strizza l'occhio al noir e con degli sprazzi di surreale che rendono la lettura quasi un viaggio allucinante ed onirico. Era da tanto che non leggevo qualcosa di così visionario ma al tempo stesso non totalmente campato in aria, che riesce ad essere in parte credibile. Ryan David Jahn è un autore promettente che terrò d'occhio per le pubblicazioni future, ma a questo punto sono anche curiosa di leggere il suo libro "I buoni vicini", pubblicato in Italia lo scorso anno.


E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover: La cover italiana non è affatto male. L'immagine è adatta ai contenuti del libro e lo sfondo nero è indicatissimo al tipo di romanzo. Vi mostro anche le due cover originali:
 La prima con sfondo bianco è decisamente banale e non adatta a mio avviso a rappresentare i contenuti del libro. La seconda è un po' meglio, ma comunque tra tutte preferisco la versione italiana.

Stile di scrittura: Lo stile di scrittura è freddo e preciso in maniera maniacale. Queste due caratteristiche potranno sembrare negative, ma invece per il tipo di storia risultano eccezionali. Infatti se devo dire cos'è che ho apprezzato maggiormente di tutto il romanzo è proprio lo stile di scrittura, così audace, ma al tempo stesso così azzeccato. Nell'insieme risulta scorrevole ed accattivante.

Idee alla base della storia: Sicuramente "Omicidio allo specchio" rientra nella top ten dei thriller più originali mai letti. Anche se forse sarebbe riduttivo definirlo semplicemente thriller, perché al suo interno vi è molto di più. Immagino che chi adora i thriller classici ne rimarrà deluso, ma io ne sono rimasta soddisfatta, perché amo molto i romanzi strani e difficili da categorizzare, se comunque alla base vi è una struttura solida.

Caratterizzazione dei personaggi: Tutto il libro è puntato sull'introspezione del protagonista e quindi anche se tutti gli altri personaggi sono descritti ottimamente (tanto che sembra di averceli davanti in carne ed ossa) dal punto di vista caratteriale sono poco approfonditi. Ma questo più che un difetto lo considererei come una caratteristica voluta.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Tutto bene! Ottimo.



voto:


Acquisto consigliato? Io lo consiglio a tutti coloro che non disdegnano romanzi atipici e visionari! Se invece amate i thriller e i thriller psicologici usuali e non amate le sperimentazioni, direi che non fa per voi ed è probabile che ne non riusciate ad apprezzarlo. In rete ho infatti notato alcune recensioni negative che come motivazione adducono proprio il fatto che questo non è un thriller psicologico. E in effetti, se siete in cerca di un thriller psicologico e stop, questo non lo è. O meglio... non solo. Ciò non toglie che io l'ho trovato validissimo!

martedì 14 febbraio 2012

Recensione: IL CENTENARIO CHE SALTO' DALLA FINESTRA E SCOMPARVE

Ecco la mia recensione al libro "Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve" di Jonas Jonasson.


Titolo: Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
Autore: Jonas Jonasson
Editore: Bompiani
Pagine: 446
Data di pubblicazione: Aprile 2011
Prezzo: 17,90
Sinossi: Allan Karlsson compie cento anni e per l'occasione la casa di riposo dove vive intende festeggiare la ricorrenza in pompa magna, con tutte le autorità. Allan, però, è di un'altra idea. Così decide, di punto in bianco, di darsela a gambe. Con le pantofole ai piedi scavalca la finestra e si dirige nell'unico luogo dove la megera direttrice dell'istituto non può riacciuffarlo, alla stazione degli autobus, per allontanarsi anche se non sa bene verso dove. Nell'attesa del primo pullman in partenza, Allan si imbatte in un ceffo strano, giovane, biondo e troppo fiducioso che l'attempato Allan non sia capace di colpi di testa. Non potendo entrare nella piccola cabina della toilet pubblica insieme all'ingombrante valigia cui si accompagna, il giovane chiede ad Allan, con una certa scortesia, di vigilare bene che nessuno se ne appropri mentre disbriga le sue necessità. Mai avrebbe pensato, il biondo, quanto gli sarebbe costata questa fiducia malriposta e quella necessità fisiologica. La corriera per-non-si-sa-dove sta partendo, infatti. Allan non può perderla se vuole seminare la megera che ha già dato l'allarme, e così vi sale, naturalmente portando con sé quella grossa, misteriosa valigia. E non sa ancora che quel biondino scialbo è un feroce criminale pronto a tutto per riprendersi la sua valigia e fare fuori l'arzillo vecchietto. Un centenario capace di incarnare i sogni di ognuno, pronto a tutto per non lasciarsi scappare questo improvviso e pericoloso dono del destino.

La mia opinione: "Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve" è un romanzo svedese, dal titolo originale e ammiccante, come pure la simpatica cover. L'autore ha avuto in patria moltissimo successo ed è stato paragonato come stile al famoso (e molto amato anche in Italia) Arto Paasilinna. Quest'ultima affermazione mi aveva resa restia ad affrontare la lettura, perché di Paasilinna ho letto due libri e non li ho trovati adatti ai miei gusti, a causa dello stile di scrittura troppo semplice, quasi infantile (ma nel senso negativo del termine) e con un umorismo che sinceramente non riuscivo a capire.
Ma fin dalle prime pagine di lettura di questo libro sono stata felice di constatare che lo stile di scrittura dell'autore Jonas Jonasson, seppur anch'esso semplice e scorrevole, risulta piacevole e l'umorismo sottile (nonostante l'umorismo svedese sia molto particolare e diverso dal tipo di umorismo che a cui sono abituata) è riuscito a conquistarmi. Non dico che sia un libro che fa sbellicare dalle risate, questo no, però ci sono situazioni e battute capaci di strappare più di un sorriso. Poi come non rimanere affascinati dalla trama alla base del romanzo? Un anziano signore di cento anni che il giorno del suo compleanno decide di scappare dalla casa di riposo. Ha pochi soldi in tasca, porta delle ciabatte ai piedi, non ha nessuna meta, ma un temperamento niente male, che lo porta ben presto ad imbattersi in una misteriosa valigia (che giustamente decide di rubare ad un ragazzo, non si sa mai che contenga un paio di scarpe decenti e degli abiti caldi) e da lì partiranno una serie infinita di coincidenze e incidenti di percorso vari che daranno vita ad una commedia degli equivoci eccezionale, solare ed allegra, un po' umoristica, a tratti surreale, spesso anche grottesca, con intrecci a non finire, che accompagnerà il lettore in una lettura di svago puro, rilassante e gradevolissima. Sono 446 pagine, ma scorrono veloci al tal punto che ho terminato il romanzo in soli due giorni.


E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover : La cover italiana è molto carina, sicuramente insieme al titolo gioca un ruolo di attrattiva importantissimo. Le altre cover di questo libro sono:
cover svedese

cover olandese
cover tedesca
Nonostante tutte abbiano delle attinenze con la storia devo dire che preferisco la versione italiana!


Stile di scrittura: La scrittura è scorrevole, semplice, venata di una particolare ironia che personalmente ho molto apprezzato!

Idee alla base della storia: L'idea di base è formidabile, mai avrei pensato ad una rocambolesca avventura con un protagonista centenario! Certo, a tratti il romanzo è surreale, ma la trama è comunque ben congeniata e credibile. Di solito non vado matta per il genere surreale, ma in questo caso ho trovato la dose di surrealtà ben calibrata e non eccessiva, ne sono rimasta soddisfatta.

Caratterizzazione dei personaggi: I personaggi sono variegati e bizzarri, caratterizzati sufficientemente considerando il fatto che come tipo di romanzo non richiede una grande introspezione, dato che la sua caratteristica principale è divertire e intrattenere il lettore.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Tutto bene! Ottimo. Il testo è privo di refusi.



voto:



Acquisto consigliato? Se già conoscete e amate lo humor delle strampalate commedie svedesi in stile Paasilinna, vi consiglio di non perdere questo romanzo, che, a mio avviso, è di livello superiore (più divertente e gradevole) rispetto al tanto acclamato Paasilinna, anche se come lettura è leggermente più impegnativa e più corposa. Ma anche se come me non ne andate matti, io ve lo consiglio ugualmente, potreste rimanere piacevolmente sorpresi dalla freschezza narrativa e dalla simpaticissima storia di questo arzillo ed esuberante vecchietto.

domenica 6 marzo 2011

commenti ai libri: IO SONO FEBBRAIO

"IO SONO FEBBRAIO" di Shane Jones

Editore: ISBN Edizioni
Prima edizione italiana: 2011
Pagine: 160

Sinossi: In un luogo e in un tempo imprecisato, una piccola cittadina vive un incubo infinito: da mesi gli abitanti sono immersi in un inverno che sembra non voler finire mai, la luce del sole è un lontano ricordo, ovunque solo freddo e neve.
Mentre gli adulti cadono in una profonda depressione, uno spirito misterioso di nome Febbraio si accanisce contro la popolazione, vietando il volo degli aquiloni e delle mongolfiere. Ed è quando i bambini della città iniziano a scomparire che Thaddeus Lowe decide di ribellarsi dichiarando guerra a Febbraio.
Io sono Febbraio è un romanzo allegorico e struggente, un piccolo scrigno di invenzioni letterarie e immagini poetiche. Shane Jones, con una prosa lirica ed evocativa, racconta una surreale fiaba invernale, la storia di un’umanità oppressa che non ha perso la speranza e ha ancora la forza di lottare.

Commento: Io AMO le storie fantastiche (datemi un libro dove la fantasia supera l'immaginazione e sarò felice) ma almeno che abbiano un senso!
"Io sono Febbraio" mi ha molto delusa! Basandomi sulla sinossi mi ero immaginata tutt'altro! Invece mi sono ritrovata a leggere una storia senza capo né coda, un esercizio di stile elaborato, confezionato e impaginato in maniera originalissima e deliziosa, ma... sotto tutta questa esteriorità non rimane davvero niente! Sembra che l'autore l'abbia scritto in preda ad un tripp di allucinogeni senza minimamente preoccuparsi di collegare un avvenimento con un altro, in modo di far capire cosa cavolo succede! Anche i personaggi non hanno staticità, prima muoiono e poi si scopre che non sono morti, poi alcuni vengono identificati in una certa persona, ma poi no, si scopre che non è vero, che non sono quella persona lì, ma invece stanno da un'altra parte, che sono dei sosia, o che più semplicemente SI CREDEVA che fossero "tizio", ma invece erano "caio"...!
In definitiva, le uniche cose che veramente meritano di questo libro sono: il titolo, la copertina, l'impaginazione e l'idea alla base della trama... BASTA! 

voto:
Consigliato a: probabilmente chi ama tanto l'estetica delle parole anche a discapito della loro logicità troverà questo libro affascinante. I sostenitori di Baricco potrebbero apprezzarlo.