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martedì 20 novembre 2012

Recensione: IL CANTO DELLA RIVOLTA

Ecco la mia recensione al libro "Il canto della rivolta" di Suzanne Collins.



Titolo: Il canto della rivolta
Serie: trilogia Hunger Games, vol. 3 
Traduzione: Simona Brogli
Autrice: Suzanne Collins
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 15 Maggio 2012
Pagine: 432
Prezzo: 17,00

Sinossi: Contro ogni previsione, Katniss Everdeen è sopravvissuta all’Arena degli Hunger Games. Due volte. Ora vive in una bella casa, nel Distretto 12, con sua madre e la sorella Prim. E sta per sposarsi. Sarà una cerimonia bellissima, e Katniss indosserà un abito meraviglioso.
Sembra un sogno. Invece è un incubo. Katniss è in pericolo. E con lei tutti coloro a cui vuole bene. Tutti coloro che le sono vicini. Tutti gli abitanti del Distretto. Perché la sua ultima vittoria ha offeso le alte sfere, a Capitol City. E il presidente Snow ha giurato vendetta. Comincia la guerra. Quella vera. Al cui confronto l’Arena sembrerà una passeggiata. Che gli Hunger Games abbiano fine.


La mia opinione: Non so se ridere o se piangere. Questa trilogia è stata, per me, la più deludente di tutti i tempi. Iniziata alla grande con il primo libro che ho adorato dandogli ben 5 stelle (la mia recensione QUI) è proseguita con un secondo libro molto sottotono e con idee riciclate che per me è valso solo 3,5 stelline (la mia recensione QUI) finendo infine con un terzo libro che... stendiamo un velo pietoso... peggio di così non poteva essere. Faccio veramente fatica riordinare le idee per scrivere questa recensione, le cose che non mi sono piaciute sono talmente tante che non so da dove iniziare. La mia rabbia è talmente accesa che sto per trasformarmi io nella "ragazza di fuoco", altroché Katniss.
Dato che l'ho nominata partiamo da lei, Katniss, un personaggio che avrebbe dovuto essere carismatico, che avevo amato alla follia nel primo libro. Su di lei mi ero detta: "Finalmente una protagonista con le palle!". Illusa. Katniss, già dal secondo libro perde la verve che l'aveva resa tanto speciale e interessante. In questo terzo libro è praticamente un'ameba, non fa altro che trascinarsi da uno stato d'incoscienza ad un altro, si autocommisera, si piange addosso, medita il suicidio. Ma quale ghiandaia imitatrice, ma quale ragazza di fuoco, ma quale simbolo della rivolta. In questo terzo libro appare finalmente evidente che Katniss si è ritrovata in questa situazione privilegiata per puro caso, non ha la stoffa da leader, è troppo debole per essere una ribelle, è troppo debole per praticamente qualsiasi cosa. Il suo unico pensiero, la sua unica ossessione, è Peeta. Stop. L'autrice deve avere proprio un debole per questo personaggio (che a me personalmente non è mai andato a genio più di tanto) perché già a partire dal secondo libro fa ruotare sempre tutto intorno a lui. Peeta diventa così l'elemento di disturbo di una trilogia che potenzialmente avrebbe potuto dare molto. Un potenziale sprecato. Si potrebbe rinominare la serie con il suo nome: Peeta Games. L'influenza di questo personaggio all'interno della storia è così forte che anche quando fisicamente non è presente è come se lo fosse. Inutile dire che non ho per niente apprezzato come l'autrice ha deciso di gestire gli avvenimenti del romanzo, l'ha trasformato in un prodotto mediocre con stampo marcatamente adolescenziale, con il solito messaggio di fondo per indottrinare le masse, dove l'amore alla fine trionfa in un tripudio di procreazione, perché è così che dev'essere, e tutte le storie devono avere il solito scontato epilogo (perché è cosa buona e giusta).
Gli spunti per rendere "Il canto della rivolta" un libro incisivo e unico ci sarebbero stati, una rivolta ad un regime distopico è un passaggio importante, epocale, andava descritto meglio, andava rivolta maggiormente l'attenzione alle conseguenze di questo scontro, Katniss avrebbe dovuto essere al centro del tutto, attivamente, lucidamente, non accantonata in un angolo a recitare per delle telecamere (di nuovo!) e troppo impegnata nel suo personalissimo scontro amore-odio per avere davvero voce in capitolo su cosa stava accadendo. L'autrice si sofferma troppo a descrivere scrupolosamente e giorno per giorno i mille passaggi dell'involuzione mentale dei personaggi chiave, mentre la parte del libro veramente importante viene liquidata frettolosamente, in poche righe ci fa un sommario riassunto di quello che è accaduto non soffermandocisi affatto. Certo, ci sono parecchie scene drammatiche, molto sangue, morte e devastazione, ma non basta per scuotermi e stupirmi, non bastano scene violente per far diventare uno YA di successo commerciale come tanti, ad uno YA di qualità superiore.
E' un peccato, un vero spreco di materia prima. Se l'idea geniale degli Hunger Games fosse venuta a qualche altro autore (o autrice) più capace e talentuoso avremmo avuto per le mani una vera perla della narrativa moderna, un classico del domani. Invece la Collins non si è dimostrata all'altezza della situazione, accecata dal successo si è lasciata andare banalizzando il tutto. Avrebbe dovuto limitarsi ad un unico romanzo autoconclusivo.



E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover: La cover italiana è ripresa dalla cover originale e mi piace molto. Non bella quanto la seconda (che è metallizzata) ma l'importante è che ne abbia mantenuto lo stile grafico.

Stile di scrittura: Lo stile di scrittura è come al solito molto scorrevole, in prima persona presente. Questa peculiarità mi è sempre piaciuta, adatta ai romanzi di genere distopico. In questo romanzo (come nel secondo) vi è una grave incapacità di dosare le tempistiche e le descrizioni. Su alcune parti (poco interessanti) l'autrice si dilunga, in altre (quelle più interessanti) liquida tutto in fretta. E ho notato anche un'incapacità abbastanza evidente nel narrare scene di azione senza farle risultare caotiche.

Idee alla base della storia: Non mi sono piaciute per niente le decisioni dell'autrice nella stesura di questo terzo libro. Ovviamente questo è un mio giudizio puramente personale, ma le ho trovate banali. L'autrice sfrutta solo la scia di successo (la storia d'amore tormentata da Katniss e Peeta) non proponendo nulla di nuovo, sembra di assistere ad un riciclo di contenuti. Qualche spunto interessante ovviamente c'è, ma è stato solo accennato.

Caratterizzazione dei personaggi: Katniss diventa il personaggio peggiore di tutti. Peeta è fastidioso, un mero elemento di disturbo. Gale, l'unico che a me ispirava sincera simpatia, come al solito non viene sviluppato (l'autrice deve odiarlo), Finnick era il personaggio migliore del secondo libro, ma anche lui non doveva stare nelle grazie dell'autrice. Questo piccolo riassunto per dire che non ho apprezzato le caratterizzazioni, in questo libro ci sono state solo molte involuzioni, anche i personaggi che amavo mi hanno delusa. Il migliore è Ranuncolo... non ho mai capito l'odio ceco di Katniss verso quel povero gatto!

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Vi sono alcuni refusi e alcune imprecisioni in fase di traduzione.


voto:




Acquisto consigliato? Essendo questo il terzo ed ultimo libro di una trilogia chiunque abbia apprezzato almeno il primo libro deve leggerlo. Personalmente io mi sono sentita tradita, è la prima volta che una saga che amavo fa una così rapida dipartita verso il basso. Mi è già capitato di non amare i sequel come i primi libri, ma mai c'è stato un divario così grande da un libro all'altro.

lunedì 22 ottobre 2012

Recensione: LA RAGAZZA DI FUOCO

Ecco la mia recensione al libro "La ragazza di fuoco" di Suzanne Collins.


Titolo: La ragazza di fuoco
Serie: Hunger Games, vol. 2
Autrice: Suzanne Collins
Traduzione: Simona Brogli e Fabio Paracchini
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 2 Novembre 2010
Pagine: 375
Prezzo: 17,00

Sinossi: Non puoi rifiutarti di partecipare agli Hunger Games. Una volta scelto, il tuo destino è scritto. Dovrai lottare fino all'ultimo, persino uccidere per farcela. Katniss ha vinto. Ma è davvero salva? Dopo la settantaquattresima edizione degli Hunger Games, l'implacabile reality show che si svolge a Panem ogni anno, lei e Peeta sono, miracolosamente, ancora vivi. Katniss dovrebbe sentirsi sollevata, perfino felice. Dopotutto, è riuscita a tornare dalla sua famiglia e dall'amico di sempre, Gale. Invece nulla va come Katniss vorrebbe. Gale è freddo e la tiene a distanza. Peeta le volta le spalle. E in giro si mormora di una rivolta contro Ca-pitol City, che Katniss e Peeta potrebbero avere contribuito a fomentare. La ragazza di fuoco è sconvolta: ha acceso una sommossa. Ora ha paura di non riuscire a spegnerla. E forse non vuole neppure farlo. Mentre si avvicina il momento in cui lei e Peeta dovranno passare da un distretto all'altro per il crudele Tour della Vittoria, la posta in gioco si fa sempre più alta. Se non riusciranno a dimostrare di essere perdutamente innamorati l'uno dell'altra, Katniss e Peeta rischiano di pagare con la vita...


La mia opinione: Mi era piaciuto moltissimo il libro precedente, ma questo secondo volume della trilogia di Hunger Games risente fortemente del calo qualitativo che subiscono le saghe dopo uno sfavillante primo libro. La parte iniziale (quella ambientata nel distretto 12) è la parte che mi è piaciuta di più, e inizialmente infatti mi ero illusa che l'autrice avesse in serbo per i lettori qualcosa di nuovo e originale. Ho trovato i primi undici capitoli assolutamente elettrizzanti e carichi di tensione. L'incertezza di quello che avverrà, la crescente oppressione governativa, la minaccia incombente e le condizioni ancora più precarie in cui versano i distretti riescono a trasmettere al lettore un forte impatto emotivo, un vero esempio di letteratura distopica. Ero già quasi certa che avrei dato al romanzo nuovamente il massimo dei voti se solo la storia avesse seguito quelle premesse.
Purtroppo però la mia delusione è stata cocente non appena ho appreso le vere intenzioni dell'autrice: ripetere gli Hunger Games rimandando Katniss e Peeta nell'arena. Da questo momento in poi tutto ciò che fino ad ora era stato interessante e originale è diventato solo molto scontato e monotono. La Collins ha dimostrato di non avere più idee e la storia perde mordente, trasformando un personaggio forte e carismatico come Katniss (o forse sarebbe meglio dire: come ERA), nella solita ragazzina melensa e lamentosa, con l'unico chiodo fisso nella testa di salvare il suo amato. Già nel primo libro avevo trovato che tutta la preparazione agli Hunger Games fosse un po' troppo prolissa e particolareggiata, ma trattandosi appunto della prima volta che la leggevo c'era da considerare il fattore novità. Doversi invece rileggere la preparazione agli Hunger Games per la seconda volta (e quindi dover rivivere nuovamente le preparazioni, le vestizioni, la comparsa tv, gli allenamenti, l'esame finale con gli strateghi) è stato pesante, non riuscivo a credere che l'autrice non fosse stata in grado di pensare a qualcosa di diverso, avrei preferito mille volte che Katniss e Peeta fossero stati mentori e seguire gli Hunger Games secondo un'altro punto di vista, giusto per variare un po'. Anche la fase finale in cui i personaggi entrano nell'arena non mi ha entusiasmata. Prendo atto che c'è stato un tentativo di rendere questa puntata degli Hunger Games molto diversa da quella precedente con un estremo cambio di ambientazione, ma il nuovo scenario è stato a mio avviso fin troppo complicato, le descrizioni delle scene (forse anche perché condensate in pochissimi capitoli) appaiono confuse, non mi hanno coinvolta. Tutta la mia attenzione è stata spesa nel cercare di capire quello che accadeva, con blandi risultati.
"La ragazza di fuoco" è stata purtroppo una lettura inferiore alle aspettative, speravo di assistere ad una storia originale come la precedente, ma invece a livello di idee è scarso, mentre a livello sentimentale ricalca i soliti cliché degli Young Adults ormai troppo vicini ad una telenovela per poter davvero appassionare. Nel mio voto complessivo sono stata leggermente generosa, perché tengo conto che la prima parte del libro mi è piaciuta e che il potenziale distopico era ottimo. Leggerò il terzo libro ma non nutro speranze di miglioramento.



E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:


Cover: La cover italiana è finalmente ripresa dalla cover originale e mi piace molto. Il colore dal vivo non è proprio rosso come l'immagine al pc, ma è un gradevolissimo rosso metallizzato cangiante. Davvero bella! Sarebbe stato meglio se anche dal primo libro fosse stato mantenuto questo stile grafico.

Stile di scrittura: Lo stile di scrittura è come al solito molto scorrevole, in prima persona presente. Questa peculiarità mi è sempre piaciuta, adatta ai romanzi di genere distopico. In questo romanzo però ho notato un'incapacità di dosare le tempistiche e le descrizioni. Su alcune parti l'autrice si dilunga, in altre liquida tutto in fretta. E ho notato anche un'incapacità abbastanza evidente nel narrare scene di azione senza farle risultare caotiche.

Idee alla base della storia: Stavolta le idee sono state a dir poco mediocri. L'autrice cavalcando l'onda del successo del primo libro si è del tutto adagiata e ha riproposto le stesse cose. Penso che il punto forte delle saghe di successo sia quello di riuscire sempre a rinnovarsi, a stupire il lettore, a dargli sempre nuovi input  Questa volta, nonostante una parte iniziale promettente, non vi è stato uno sforzo vero e proprio di originalità. Anche le dinamiche tra i personaggi sono scontate.

Caratterizzazione dei personaggi: Non ci siamo. Katniss era caratterizzata stupendamente nel libro precedente, mentre in questo offre un'immagine di sé abbastanza imbarazzante. Spenta, piatta, sembra un'altra persona rispetto a prima. Anche gli altri personaggi non sono da meno. Peeta è insopportabile, senza spessore.

Editing e traduzione a cura della casa editrice: Vi sono alcuni refusi e alcune imprecisioni in fase di editing.




voto:



Acquisto consigliato? Lo consiglio a tutti coloro che hanno apprezzato il primo libro, perché comunque la curiosità di vedere come andrà a finire c'è ed è inutile negarlo. Se però il libro precedente non vi era piaciuto (o non vi aveva convinto del tutto) allora consiglio di lasciare perdere, perché se già avevate dei dubbi questo romanzo ve li amplificherà.

venerdì 4 maggio 2012

Anteprima: HUNGER GAMES - IL CANTO DELLA RIVOLTA

Siete pronti per il capitolo finale della trilogia di Hunger Games?
"Il canto della rivolta" di Suzanne Collins uscirà il 15 di Maggio 2012 per la casa editrice Mondadori (collana Chrysalide). Io nell'attesa andrò a vedere il primo capitolo della trilogia al cinema, proprio domani, non vedo l'ora *___*

Ecco la scheda del libro:

Titolo: Hunger Games. Il canto della rivolta
Serie: trilogia Hunger Games, vol. 3
Autrice: Suzanne Collins
Editore: Mondadori (collana Chrysalide)
Data di pubblicazione: 15 Maggio 2012
Pagine: 432
Prezzo: 17,00

Sinossi: Contro ogni previsione, Katniss Everdeen è sopravvissuta all’Arena degli Hunger Games. Due volte. Ora vive in una bella casa, nel Distretto 12, con sua madre e la sorella Prim. E sta per sposarsi. Sarà una cerimonia bellissima, e Katniss indosserà un abito meraviglioso.
Sembra un sogno. Invece è un incubo. Katniss è in pericolo. E con lei tutti coloro a cui vuole bene. Tutti coloro che le sono vicini. Tutti gli abitanti del Distretto. Perché la sua ultima vittoria ha offeso le alte sfere, a Capitol City. E il presidente Snow ha giurato vendetta. Comincia la guerra. Quella vera. Al cui confronto l’Arena sembrerà una passeggiata. Che gli Hunger Games abbiano fine.


L’ultimo capitolo del caso editoriale degli ultimi anni, da oltre 100 settimane nella classifica del New York Times, 36 milioni di copie in America, venduto in 40 paesi.


L'AUTRICE:

Suzanne Collins, nota autrice statunitense, vive con la famiglia nel Connecticut. Nei suoi libri spesso analizza le conseguenze della guerra e della violenza sugli adolescenti.

sabato 1 ottobre 2011

commenti ai libri: HUNGER GAMES

Recensione del libro "HUNGER GAMES" di Suzanne Collins, Primo libro dell'omonima trilogia.

Titolo: Hunger Games
Serie: The Hunger Games trilogy, vol.1
Autore: Suzanne Collins
Traduzione: Fabio Paracchini (collaborazione di Simona Brogli)
Editore: Mondadori
Prima edizione italiana: 2009
Pagine: 369
Prezzo: 17,00 euro

Sinossi: Quando Katniss urla "Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!" sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. È il giorno dell'estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell'Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l'audience. Katniss appartiene al Distretto 12, quello dei minatori, quello che gli Hunger Games li ha vinti solo due volte in 73 edizioni, e sa di aver poche possibilità di farcela. Ma si è offerta al posto di sua sorella minore e farà di tutto per tornare da lei. Da quando è nata ha lottato per vivere e lo farà anche questa volta. Nella sua squadra c'è anche Peeta, un ragazzo gentile che però non ha la stoffa per farcela. Lui è determinato a mantenere integri i propri sentimenti e dichiara davanti alle telecamere di essere innamorato di Katniss. Ma negli Hunger Games non esistono gli amici, non esistono gli affetti, non c'è spazio per l'amore. Bisogna saper scegliere e, soprattutto, per vincere bisogna saper perdere, rinunciare a tutto ciò che ti rende Uomo.

Commento: "Hunger Games" è un libro Young Adult distopico, ambientato nel futuro post bellico e post apocalittico, in una zona imprecisata degli Stati Uniti del futuro (ora chiamati Panem) divisi in 12 Distretti  (ogni distretto deve provvere a una certa attività) e governati dalla tirannica Capitol City (il cui unico riferimento geografico ci fa capire che si trova nella zona delle Montagne Rocciose). Katniss, la protagonista sedicenne di questo libro, vive nel Distretto 12 (come collocazione geografica sembra trovarsi nella zona degli Appalachi, dove ci sono dei vasti giacimenti di carbone, forse in West Virginia?) che si occupa dell'estrazione del carbone. Le attività che i distretti svolgono sono diretti solo ed esclusivamente al fabbisogno di Capitol City, e nessuno dei lavoratori può permettersi di tenere per sé il frutto del proprio lavoro, con il risultato che gli abitanti dei Distretti sono tutti molto poveri e patiscono la fame. Ma come si vedrà successivamente leggendo il libro non tutti i Distretti hanno però lo stesso trattamento. Alcuni sono visti più di buon occhio dalla capitale e quindi hanno dei favoritismi, mentre il Distretto 12, è invece tra quelli più poveri e più oppressi. Successe però (74 anni prima dello svolgersi della storia) che i Distretti si ribellarono alla capitale uscendone sconfitti. Capitol City per punirli del loro tentativo di tradimento organizzò quindi gli "Hunger Games". Di cosa si tratta? Gli "Hunger Games" (che tradotto significa "giochi della fame") sono un crudele reality show i quali partecipanti si sfideranno (all'interno di un'area circoscritta e all'aperto) in una lotta all'ultimo sangue. Solo un partecipante vincerà, l'unico a sopravvivere! I partecipanti vengono pubblicamente sorteggiati  in ogni Distretto tra i ragazzi dai 12 ai 18 anni e in ogni Distretto deve avere due partecipanti, un maschio e una femmina. Katniss, che per sfamare sua madre e la sua sorellina deve andare a caccia tutti i giorni, è ormai abituata ad una vita piena di privazioni, ma il giorno della mietitura (giorno dell'anno in cui vengono sorteggiati i due tributi che dovranno partecipare al reality) quando sente sorteggiare il nome di sua sorella appena dodicenne si offre immediatamente volontaria. Sa che le speranze di riuscire a vincere il reality e quindi di rimanere in vita sono pochissime (in 73 anni di Hunger Games solo due concorrenti del loro Distretto sono riusciti a vincere), ma sa anche che le possibilità di sua sorella sarebbero nulle, mentre lei, già abituata a cacciare, qualche misara speranza ce l'ha. Che i settantaquattresimi Hunger Games abbiano inizio!
Devo ammettere che questa storia è stata capace di coinvolgermi fin dalle primissime pagine. Amo le ambientazioni distopiche e quella ricreata da Suzanne Collins ha davvero una marcia in più, risultando  al tempo stesso affascinante e molto inquietante (un connubio che adoro!). Ho terminato di leggere il primo capitolo ed ero talmente pietrificata da quello che avevo letto che ho dovuto aspettare un po' per avere il coraggio di proseguire. Il personaggio di Katniss l'ho trovato l'emblema della perfetta protagonista (quel tipo di personaggio che vorrei ritrovare ovunque): carismatica, dal carattere forte ma che rivela anche tanta umanità e vulnerabilità in alcune occasioni: io l'ho adorata in tutto e per tutto! Un po' meno mi è invece piaciuto il personaggio di Peeta, quel suo amore l'ho trovato quasi inaccettabile nel contesto in cui si trovava, poco umano in realtà. Ma mi fermo qui per non rivelare troppo sullo svolgersi della storia. Vi basti sapere che "Hunger Games" è un libro originale, appassionante, emozionante e dalla trama, a mio avviso, straordinaria! Al suo interno non mancano l'azione, l'introspezione e i momenti toccanti (nella scena di Rue ho pianto come una fontana). In più fa anche riflettere, perché il gioco descritto nel libro è uguale in tutto e per tutto ai reality show che sono soliti trasmettere nelle tv di tutto il mondo. Solo un piccolo particolare è diverso: la morte dei partecipanti. Ma sono sicura che, per quanto sarebbe inaccettabile nella nostra società, non è una proprio impossibile del tutto e anzi, sospetto già che un qualcosa del genere viene illegalmente organizzato da qualche parte... e la cosa mette i brividi.
Primo di una trilogia di cui in Italia sono stati pubblicati i primi due libri (il cui secondo, "La ragazza di fuoco", lo leggerò prossimamente) "Hunger Games" sarà anche presto un film. Nel 2012... non vedo l'ora!

E ora, per dare una migliore panoramica, passiamo a esaminare bene le varie parti che compongono il libro:

Cover (che non influenza il giudizio sul libro): Molto bella! A vederla esposta in libreria attrae non poco! La cover originale era questa:
Forse l'originale era più appropriata al contenuto della storia, anche se a mio avviso, meno attraente di quella italiana. La Mondadori ha però deciso di fare un passo indietro e pubblicare i prossimi libri con le cover originali. Io dico che sarebbe stato meglio farlo fin da subito, perché non mi piacciono le cover delle serie che hanno stili diversi. Secondo me se hanno iniziato con un certo progetto grafico avrebbero dovuto portarlo avanti fino alla fine.

Stile di scrittura: Molto scorrevole e lineare. La scrittura è in prima persona, dal punto di vista di Katniss (ovviamente) ed è scritta al presente. Questa scelta insolita ha fatto arricciare un po' il naso dei lettori, ma a me è piaciuta, almeno ha uno stile narrativo più di impatto immediato e si differenzia dai soliti libri scritti in passato remoto.

Idee alla base della storia: Originali e ben sviluppate. Ci sono però state alcune critiche di chi dice che è stata una scopiazzatura di "Battle Royale", un libro giapponese che ha una trama simile. Io non ho ancora letto tale libro e quindi non posso né confermare e né smentire. Però la mia impressione è stata quella di una trama molto ben congeniata in ogni aspetto e mi sembra molto difficile che, a parte magari il tema centrale del reality show, ci possano essere molti altri punti in comune. Dico solo che ho trovato tutto molto originale, dall'introduzione allo svolgimento, e lo confermo.

Caratterizzazione dei personaggi: Ben caratterizzati. Soprattutto per quanto riguarda Katniss, che, come ho già detto, per me è perfetta sotto ogni punto di vista e offre un'immagine talmente vivida di sé che è riuscita ad apparirmi nella mente come se fosse un'immagine di una persona che conosco. Anche gli altri personaggi comunque non sono da meno a livello descrittivo, sia mentale che fisico.

Editing e traduzione: Ho ho notato un paio di refusi di poco conto, ma per il resto mi sembra perfetto.

voto:

Acquisto consigliato? Assolutamente sì! Soprattutto se vi piacciono le ambientazioni distopiche lo adorerete. Come target d'età è più rivolto agli adolescenti, e in alcuni passaggi si nota, ma può sicuramente piacere anche agli adulti.