Titolo: Diario di un sopravvissuto agli zombie
Autore: J.L. Bourne
Traduzione: F. Pongiglione
Editore: Multiplayer.it
Editore: Multiplayer.it
Pagine: 252
Data di Pubblicazione: Novembre 2012
Prezzo: 14,90
Sinossi: Il diario quotidiano della battaglia di un uomo per la sopravvivenza, contro le prove che il mondo dei non morti gli propone giornalmente. Una piaga sconosciuta dilaga sul pianeta. I morti risorgono e, come nuova specie dominante, reclamano la Terra. Imprigionato in una tragedia planetaria, toccano a lui decisioni fondamentali, scelte che faranno la definitiva e assoluta differenza tra la vita o l'eterna maledizione.
La mia opinione: Temo di non esagerare esordendo che per me questo libro è stato appassionante quanto leggere una lista della spesa. La storia riprende i soliti canoni del filone zombie, ovvero l'inizio del contagio con successivo scenario post-apocalittico in cui gli zombie prendono il sopravvento e i sopravvissuti sono pochi, quindi come trama centrale non è delle più originali, ma l'idea di scrivere sotto forma di diario poteva sicuramente essere un punto a suo favore. Di solito mi piacciono i romanzi "diaristici", li trovo molto intimi e adatti per legare il lettore al protagonista e a ciò che gli succede, ma a mio avviso in questo libro avviene l'esatto contrario, ovvero, la scrittura sotto forma di diario inibisce qualsiasi coinvolgimento nella storia. La scrittura di questo libro è infatti estremamente fredda e asettica, non traspare nessuna emozione, in primo luogo perché le emozioni sono quasi del tutto escluse dalla narrazione e spesso vi è solo un elenco degli avvenimenti della giornata e descrizioni tecniche, in secondo luogo perché anche le poche volte che il protagonista scrive sul diario ciò che prova il risultato è davvero scarso, le frasi che usa sono talmente asciutte che non trasmettono nulla.
Sono quindi rimasta molto delusa dalla lettura di questo libro perché mi aspettavo qualcosa di completamente diverso (la media alta delle votazioni e delle recensioni positive per me non si spiega... ma... de gustibus...) e purtroppo la mancata empatia che ho provato per il protagonista e lo stile di scrittura distaccato si è tradotto per me in un disinteresse per l'intera storia, con annessi moti di noia perpetua. E' possibile annoiarsi quando un libro è ricco di azione e i personaggi non stanno fermi un secondo perché sono in lotta per la sopravvivenza tra un gruppo di zombie e un altro? Sì è possibile! Perché in questo libro nel contempo mancano del tutto la suspense e le emozioni di qualunque tipo, come ad esempio la paura, che sarebbe stata utile in un genere narrativo come questo. Inutile dire che nonostante il libro abbia due seguiti io non li leggerò.
Sono quindi rimasta molto delusa dalla lettura di questo libro perché mi aspettavo qualcosa di completamente diverso (la media alta delle votazioni e delle recensioni positive per me non si spiega... ma... de gustibus...) e purtroppo la mancata empatia che ho provato per il protagonista e lo stile di scrittura distaccato si è tradotto per me in un disinteresse per l'intera storia, con annessi moti di noia perpetua. E' possibile annoiarsi quando un libro è ricco di azione e i personaggi non stanno fermi un secondo perché sono in lotta per la sopravvivenza tra un gruppo di zombie e un altro? Sì è possibile! Perché in questo libro nel contempo mancano del tutto la suspense e le emozioni di qualunque tipo, come ad esempio la paura, che sarebbe stata utile in un genere narrativo come questo. Inutile dire che nonostante il libro abbia due seguiti io non li leggerò.









