lunedì 16 marzo 2015

Recensione: EASTER PARADE - Richard Yates

Ecco la mia recensione al libro "Easter Parade" di Richard Yates.




Titolo: Easter Parade
Autore: Richard Yates
Traduzione: A. Lombardi
Casa editrice: Minimum Fax
Pagine: 283
Data di pubblicazione: Ottobre 2008
Prezzo: 11,50

Sinossi: Easter Parade, uscito originariamente nel 1976 e ora pubblicato per la prima volta in Italia, è un romanzo esemplare della sensibilità di Yates: una saga familiare senza concessioni al romanticismo, un limpido ritratto di esistenze borghesi in bilico fra la mediocrità e le aspirazioni. Le protagoniste sono due sorelle, dal carattere diverso - Sarah più solare e convenzionale, Emily più chiusa e indipendente - ma sempre unite da un legame che a tratti si trasforma in rivalità; i loro destini si dipanano per quasi cinquant'anni, sullo sfondo di un'America che man mano perde la sua innocenza gioiosa (quella immortalata in un'istantanea della parata di Pasqua a cui si riferisce il titolo), alla ricerca di una "felicità" difficile tanto da identificare quanto da ottenere.



La mia opinione: Un libro drammaticissimo e senza speranza che ho letto nell'arco di sole 24 ore da quanto è scorrevole, ma che lascia addosso una tristezza come pochi romanzi riescono a lasciare. La cosa che sconcerta di più il lettore nel leggere della vita di queste due sorelle è che in realtà non capita nulla di veramente devastante per far sì che la loro sia una storia drammatica, i personaggi di questo romanzo non conoscono guerre e carestie e vivono nella nazione più benestante e invidiata del mondo, la loro vita è normalissima ed è per questo che il messaggio negativo trasmesso dal racconto delle loro esistenze rimane tanto impresso. E' destabilizzante scoprire che il raggiungimento della felicità sia una chimera, mentre l'infelicità sia alla portata di tutti indipendentemente del tipo di vita che si decide di fare. L'autore descrive infatti due percorsi di vita diametralmente opposti, legati solo dalla stretta parentela, che continuano ad allontanarsi e si riavvicinano solo in rare circostanze, ma che convergono poi inesorabilmente nella medesima decadenza. Ogni situazione viene narrata sapientemente e con la massima precisione, mantenendo uno stile di scrittura scorrevole pur entrando in profondità nel caratterizzare ogni personaggio. E' un romanzo veramente facile da leggere, ma per niente facile da metabolizzare. Personalmente l'ho apprezzato per tanti motivi, descrizioni perfettamente riuscite in primis, ma da non dimenticare anche la mancanza di luoghi comuni, fronzoli e falsi romanticismi e per l'intento (peraltro riuscitissimo) di sfatare ogni mito della ricerca della felicità americana. L'unica piccola pecca è il distacco emotivo con cui l'autore espone i fatti, lasciando sempre una leggera barriera tra lettore e protagoniste, questo è a mio avviso l'unica ragione per non dare al libro 5 stelline.




voto:



Acquisto consigliato? Sì, lo consiglio a chiunque voglia fare i conti con una storia realistica e spietata e a chi è stanco dei finali edulcorati e politicamente corretti.

sabato 14 marzo 2015

Piccole e brevi considerazioni su: COME UN ROMANZO - Daniel Pennac



Titolo: Come un romanzo
Autore: Daniel Pennac
Traduzione: Yasmina Melaouah
Editore: Feltrinelli
Data di pubblicazione: Marzo 1993
Pagine: 139
Prezzo: 6,50 euro

Sinossi: È proprio attraverso l'analisi del comportamento, di come giorno dopo giorno interagiamo con l'oggetto libro e i suoi contenuti, che Pennac riesce a dimostrare alcune storture dell'educazione non solo scolastica, ma anche familiare. Laddove, normalmente, la lettura viene presentata come dovere, Pennac la pone invece come diritto e di tali diritti arriva a offrire il decalogo. Piena libertà dunque nell'approccio individuale alla lettura perché "le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere".


La mia opinione: Ormai è ampiamente risaputo che i diritti IMPRESCINDIBILI del lettore sono i seguenti:

1. Il diritto di non leggere
2. Il diritto di saltare le pagine
3. Il diritto di non finire un libro
4. Il diritto di rileggere
5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
6. Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)
7. Il diritto di leggere ovunque
8. Il diritto di spizzicare
9. Il diritto di leggere a voce alta
10. Il diritto di tacere

E nella lettura di questo libro io mi sono concessa il diritto numero 2!!!!
Ho praticamente saltato tutte le pagine fino a leggere solo i (pochi) passaggi interessanti. Forse sarà che questo libro ormai ha fatto il suo tempo, al suo interno si fanno riferimenti a una modernità che prevede lettori di cassette musicali, e purtroppo, quando i contenuti dei libri di saggistica diventano datati non c'è più nulla da fare, i saggi non preservano intatta la loro bellezza nonostante lo scorrere del tempo come succede per i romanzi!!!! E poi è un testo quasi esclusivamente pedagogico... davvero troppo per i miei gusti. Speravo che fosse un libro adatto a chi ama leggere ma invece io, da amante della lettura, mi sono proprio annoiata! E poi che cosa sia il "diritto al bovarismo" citato nel punto 6 mica l'ho capito, ha a che vedere con qualche riferimento a Madame Bovary, ma, essendo un libro di cui mi ricordo molto poco, mi sfugge del tutto il collegamento e l'autore non è stato affatto bravo a spiegarlo. Molto meglio leggersi un romanzo, piuttosto che questo "come un romanzo"!



voto:


Acquisto consigliato? Capisco chi ne conserva un ricordo affettuoso per averlo letto nel decennio giusto in cui andava letto, e non voglio offendere nessuno, ma a me personalmente questo testo didattico e pedagogico mi è parso ormai trascurabile, adatto solo da leggersi in ambiti scolastici, ma assolutamente non più come libro da leggere per il gusto di leggere!

venerdì 13 marzo 2015

Recensione: L'ASSASSINO DI CORTE e IL VIAGGIO DELL'ASSASSINO - Robin Hobb


Oggi recensisco ben due libri "L'assassino di corte" e "Il viaggio dell'assassino" di Robin Hobb, secondo e terzo libro della trilogia dei Lungavista.




Titolo: L'assassino di corte
Serie: Lungavista vol. 2
Autrice: Robin Hobb
Traduzione: P.B. Cartoceti
Casa editrice: Fanucci
Pagine: 618
Data di pubblicazione: Novembre 2008
Prezzo: 9,90

Sinossi: Il bastardo reale sta crescendo. Fitz ormai non è più un ragazzino inesperto: gli si legge in volto il sangue del padre. È sopravvissuto alla sua prima pericolosa missione come assassino del re eppure, sofferente e amareggiato, sogna di rompere la promessa fatta a re Sagace, rimanendo nel lontano Regno delle Montagne. Ma l'amore mai dimenticato per Molly e la visione di eventi tragici lo riconducono alla corte di Castelcervo, fra i mortali intrighi della famiglia reale dei Lungavista...



La mia opinione: Scrivo questo commento dopo aver già terminato la lettura del terzo libro, non riuscivo a scrivere un commento appropriato senza avere letto il successivo perché mi sembrava che mi mancasse qualche tassello per poterlo giudicare. Ora posso dire che questo libro centrale della trilogia è senz'altro il più bello tra i tre. Mentre il primo libro funge quasi da introduzione e il terzo serve a chiudere le fila in maniera più faticosa di come mi aspettassi, questo secondo libro è il vero fulcro di tutta la storia, il più indimenticabile, il più dinamico a livello di scorrevolezza e velocità delle azioni e anche il migliore sul finale. L'autrice qui da sfoggio di tutta la sua abilità non solo nella descrizione dei suoi personaggi, cosa appurata in tutti e tre i libri, ma anche nella fantasia di creare una storia originale e appassionante dall'inizio alla fine, creando situazioni per un certo verso così irritanti e cattive che è quasi impossibile non parteggiare e indignarsi contro le tante cose negative che capitano al protagonista e ai suoi amici. Nonostante sia un libro molto corposo (618 pagine) è comunque di facile lettura, non perché non vi sia al suo interno una trama complessa, anzi, ma risulta talmente interessante leggerlo che non si fa la minima fatica. E poi il finale... il finale! Il finale è splendido, e non dico splendido perché succedono belle cose, ma perché è talmente fuori dall'ordinario, talmente crudele e al tempo stesso perfetto, riesce ad infondere al lettore una carica di energia e crea tantissime aspettative per il libro successivo. Sì, senza dubbio questo tra i tre libri è quello che si merita il massimo dei voti.




voto:






Titolo: Il viaggio dell'assassino
Serie: Lungavista vol. 3
Autrice: Robin Hobb
Traduzione: P.B. Cartoceti
Casa editrice: Fanucci
Pagine: 848
Data di pubblicazione: Novembre 2008
Prezzo: 9,90

Sinossi: Si conclude con questo volume la trilogia dei Lungavista e Fitz affronta il suo destino: la sorte del Regno dei Sei ducati è nelle sue mani... così come quella del mondo intero. Il re Sagace è morto per mano del figlio Regal. Anche Fitz è morto, o almeno così credono i suoi amici e nemici. Ma con l'aiuto dei suoi alleati e dello Spirito riemerge dalla tomba, segnato da una profonda cicatrice che gli solca il corpo e l'animo. Il regno è vicino alla rovina: Regal ha saccheggiato la capitale per poi abbandonarla, mentre il legittimo erede, il principe Veritas, è perso nella sua folle ricerca, forse destinato a morire. Solo il ritorno di Veritas, o la successione che spetta di diritto a sua moglie, potrà salvare i Sei Ducati. Ma Fitz non resterà a guardare.



La mia opinione: Questo terzo ed ultimo libro della trilogia dei Lungavista è il più lungo in termini di pagine, ma anche tra i tre il meno scorrevole e richiede una concentrazione maggiore. Di certo la Hobb ha un talento innato per tratteggiare i suoi personaggi e farti entrare nella loro mente con una disinvoltura tale che sembra di conoscerli da sempre. E in questo caso il compito è più arduo che in qualsiasi altro romanzo, dato che il protagonista, oltre i propri pensieri, ha la facoltà di interagire mentalmente con lo spirito degli animali, e come se non bastasse, ha anche dei poteri mentali che lo collegano a persone che condividono la sua stessa propensione. Cosa sicuramente difficilissima da descrivere in un libro, ma la Hobb ci riesce egregiamente, solo sul finale notiamo una leggera confusione, dovuta al fatto che nell'ultima parte del libro la concentrazione dei vari poteri è tale che si crea una sovrapposizione difficilissima da spiegare e forse qui l'autrice ha infatti esagerato un po'. Per il resto nel libro succedono tantissime cose fin dall'inizio e i momenti di stallo sono davvero pochi. Ciò nonostante una sfoltita al testo non avrebbe fatto male, perché alcuni passaggi non sono proprio fondamentali, ma chi ha amato i primi due libri non ne rimarrà deluso. Siamo dinnanzi a un romanzo fantasy di alto livello, e anche se alcune scelte dell'autrice non piaceranno a tutti, non si può negare che si tratta comunque di scelte non banali. Il finale soprattutto è talmente agrodolce che quasi non te lo aspetti e forse arriva fin troppo velocemente rispetto alla parta centrale della storia che occupa ben più dei tre quarti del libro. Al di là del finale lieto e meno lieto che viene auspicato in base a preferenze personali soggettive, penso che invece possa deludere un po' tutti l'epilogo delle relazioni tra i vari personaggi, non tanto per come è andata a finire la storia in generale, non tanto perché la giustizia tanto agognata venga riscattata o meno, ma per come in particolare si assiste ad un disgregamento relazionale che lascia una sensazione di vuoto assoluto come se fosse la fine di un'epoca. Come dice il titolo stesso, in questo libro troviamo il VIAGGIO finale dei personaggi della trilogia e dopo averlo terminato la sensazione è proprio quella di avere affrontato un lungo e faticoso viaggio senza ritorno.




voto:




Acquisto consigliato? Sì, consiglio questa trilogia a tutti gli amanti del fantasy complesso e non banale, a chi ama le caratterizzazioni vivide e le descrizioni approfondite, senza tralasciare una buona dose di azione e tanti tanti colpi di scena

lunedì 2 marzo 2015

Recensione: CERCANDO ALASKA - John Green

La mia recensione su "Cercando Alaska" di John Green.



Titolo: Cercando Alaska
Autore: John Green
Traduzione: Lia Celi
Editore: RL libri
Data di pubblicazione: Maggio 2006 (prima edizione)
Pagine: 349
Prezzo: 5,90 euro

 
Sinossi: Miles Halter ha sedici anni e sente di non aver ancora veramente vissuto. Assetato di esperienze lascia il tranquillo nido familiare per cercare il suo Grande Forse a Cuvler Creek, un prestigioso liceo in Alabama. E qui la sua vita prenderà finalmente un altro passo. Culver Creek sarà il luogo di tutte le cose possibili. E di tutte le prime volte. E' lì che conosce Alaska Young. Brillante, spiritora, imprevedibile, intelligente e spavalda, sexy quanto lo si può essere, per Miles diventa un pensiero fisso, una magnifica ossessione e un enigma. Lei lo attira nel suo mondo, lo lancia nel Grande Forse, e gli ruba il cuore. Poi... niente sarà più come prima.


La mia opinione: "Cercando Alaska" è un libro che pensavo diverso. Ne avevo tanto sentito parlare e auspicavo ad una storia appassionante e coinvolgente fin dall'inizio. So che l'autore scrive bene (avevo già letto "Colpa delle stelle" che mi era piaciuto) e forse questo ha innalzato troppo le aspettative, perché invece questa storia è stata per tre quarti di una banalità sconcertante. La narrazione è scorrevole, però ho fatto fatica ad andare avanti perché non succede niente, i capitoli si succedono l'uno all'altro e continuavo a chiedermi quando la storia sarebbe entrata davvero nel vivo. E' una storia ambientata in un college americano, con protagonisti adolescenti, e viene descritto lo scorrere delle giornate in maniera fin troppo approfondita, raccontando particolari banali che non vale la pena di sapere, e dialoghi nei minimi dettagli che anch'essi non vale la pena di sapere. Ogni capitolo riporta nel titolo una sorta di conto alla rovescia ed è naturale chiedersi cosa succederà allo scadere del conto, quindi vi è aspettativa nell'attenderlo, ma vi è anche delusione perché si arriva a metà libro e ancora niente, perché il conto alla rovescia finirà solo al raggiungimento di ben tre quarti del libro. Nonostante non sia una lettura particolarmente lunga o difficile ho impiegato dieci giorni ad arrivare alla fine del conto e da quel punto solo un giorno per finire il libro, perché da lì in poi il coinvolgimento finalmente c'è e la storia si risolleva. "Cercando Alaska" è un romanzo dal timbro tipicamente adolescenziale, ma con dei personaggi principali che ricoprono male il ruolo di adolescenti, si prendono troppo sul serio, hanno modi di fare senza spensieratezza, sono fin dall'inizio troppo nostalgici e cerimoniosi, con un cipiglio da veterani di guerra (uno dei ragazzi si fa addirittura chiamare "Il colonnello" e più volte l'ho trovato poco credibile), ma sorprendentemente, nonostante tutti i piccoli difetti che non fanno assolutamente gridare al capolavoro, una volta terminata la lettura sono stata contenta di averla intrapresa, perché sul finale il libro riesce a dare un senso a tutta la storia rivelandola per quello che è, ovvero un romanzo di formazione. Certo, non me la sento di dargli un voto alto perché inizialmente manca del tutto di mordente e i protagonisti come ho già detto non sono poi caratterizzati così bene, ma ci sono tante belle riflessioni e frasi che trasmettono tanto al lettore e in definitiva i pregi permettono di sorvolare abbastanza sui difetti, quindi una sufficienza è più che meritata.




voto:


Acquisto consigliato? Una lettura carina senza troppe pretese, che può entrare maggiormente nel cuore di lettori adolescenti. E' di un livello inferiore a "Colpa delle stelle" perciò non avvicinatevi con troppe aspettative se come me l'avete già letto.
Consiglio altresì di non leggere assolutamente la trama scritta sulle nuove edizioni in commercio perché rovina completamente la sorpresa di ciò che accadrà (unica cosa che tiene sulle spine fino in fondo. La sinossi che ho copia-incollato io è invece quella più innocua della vecchia edizione).

sabato 17 gennaio 2015

Recensione: CORRENDO CON LE FORBICI IN MANO - Augusten Burroughs

La mia recensione su "Correndo con le forbici in mano" di Augusten Burroughs.



Titolo: Correndo con le forbici in mano
Autore: Augusten Burroughs
Traduzione: Giovanna Scocchera
Editore: Rizzoli BUR
Data di pubblicazione: 2007
Pagine: 296
Prezzo: 8,50 (edizione economica)

Sinossi: La corsa di Augusten inizia a nove anni e non rallenta più per tutta l'adolescenza, incastrata tra quel grottesco insegnante di matematica alcolizzato che dovrebbe essere suo padre e una madre sofisticata e vanesia che sogna di vedere i propri versi pubblicati sul "New Yorker". Con le sue giacche blu navy, i capelli sempre laccati e il sogno glamour di diventare parrucchiere per dive o medico in una soap-opera, Augusten viene letteralmente scaricato dalla madre al dottor Finch, il suo psichiatra. Nella casa tutta rosa dove il dottore vive insieme alla moglie, appollaiata davanti alla televisione a sgranocchiare crocchette per cani, si aggirano i loro figli, sette tra biologici e adottivi, e tutti i pazienti variamente psicotici che entrano nella pink house e molto spesso decìdono di non uscirne più, di farsi adottare o di sedurre uno qualsiasi dei membri della famiglia.


La mia opinione: Ho iniziato a leggere questo libro del tutto ignara del fatto che si trattasse di un'autobiografia (anche se quanto corrisponde a verità non è dato sapersi...). Io di solito non amo affatto le autobiografie (passino le biografie, ma quando l'autore parla direttamente di sé è molto diverso) perché hanno il brutto vizio di non raccontare veramente una storia in modo fluido ma di farlo per aneddoti e io ho sempre mal sopportato i libri in cui ogni capitolo racconta di un diverso aneddoto, solitamente mi annoiano e faccio fatica ad andare avanti. Dopo avere letto un paio di capitoli (che mi erano molto piaciuti) mi sono accorta che questo non era un semplice romanzo come avrei preferito, ma si trattava dell'infanzia dell'autore stesso. Inizialmente ne sono rimasta delusa, perché la struttura del libro corrispondeva proprio a ciò che a me non piace: ovvero, aneddoti diversi ad ogni capitolo. Mi sono detta: oh, no, ci risiamo, stessa struttura narrativa trita e ritrita che vuole spacciarsi per uno spaccato di vita del tutto fuori dall'ordinario e con umorismo forzato, come accade quasi sempre nelle autobiografie. Per fortuna mi sono dovuta ricredere. Non totalmente, ma in buona parte sì.
Perché "Correndo con le forbici in mano" è sì un'autobiografia con la stessa identica struttura trita e ritrite delle autobiografie e come tutte le autobiografie punta molto sulle situazioni strampalate e vuole fare ironia... MA... ciò non toglie che tra tutte le autobiografie che ho letto fin'ora è senza dubbio la migliore!!!! Non me lo sarei mai aspettata di poter gradire un libro scritto per aneddoti, ma in realtà lo stile di scrittura è ottimo e riesce a collegare tutti gli avvenimenti dei capitoli, facendoli rientrare in un quadro più grande, così che diventino una vera e propria storia in cui sono riuscita ad affezionarmi ai personaggi e arrivata alla fine mi dispiaceva davvero non poter leggere più di loro!
Intendiamoci, questo non è un libro per tutti, è un libro ESAGERATO, straripa di situazioni ASSURDE, che non so se siano vere, ma la sensazione che ti lascia è proprio che sia tutto vero, dalla prima all'ultima riga. Come dicevo prima, è un libro con uno stile di scrittura davvero ottimo, anche se più volte vengono usati termini forti e anche un po' volgari, e le situazioni narrate oscillano tra l'ironico, il grottesco e il dramma. Sì... per molti versi è una storia parecchio drammatica, anche se i toni sono leggeri e noncuranti, e anche le scene che sfiorano la pedofilia vengono fatte passare per ordinaria amministrazione, come se nulla fosse mai grave.
Questa caratteristica sicuramente non piacerà a tutti... ma a me... vi dirò... non ha dato fastidio, basta entrare nell'ottica che chi ha scritto e ha vissuto realmente quelle cose non pensava ci fosse nulla di male.
Un libro assolutamente fuori di testa, ma che, contrariamente ai miei gusti personali, ho apprezzato.

voto:



Acquisto consigliato? Sì, consigliato a chi sa apprezzare il grottesco. Non consigliato se vi infastidiscono tematiche che sfiorano la violenza domestica, l'abbandono di minore o la pedofilia senza condannarle.

giovedì 15 gennaio 2015

Recensione: L'AMORE BUGIARDO - Gillian Flynn

La mia recensione su "L'amore bugiardo" di Gillian Flynn.



Titolo: L'amore bugiardo
Autrice: Gillian Flynn
Traduzione: Graziosi F. - Zani I.
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: Gennaio 2013
Pagine: 462
Prezzo: 18,00

Sinossi: L’amore bugiardo è un thriller ad alta tensione in cui la scrittrice statunitense Gillian Flynn narra la vicenda di un matrimonio che non è proprio dei più felici. Amy e Nick si sono conosciuti ad una festa e tra i due è stato un colpo di fulmine. Anni dopo, Nick ed Amy sono nel Missouri e si stanno preparando per i festeggiamenti del loro quinto anniversario di matrimonio. Le cose però, in quei cinque anni, non sono andate come speravano. I due hanno perso il lavoro e da giovani rampanti con una carriera promettente davanti, Amy e Nick sono andati un po’ alla deriva. Sono andati via da Brooklyn e si sono trasferiti a North Carthage, nel Missouri. Qui Nick ha aperto un bar, ed Amy fa la casalinga. Al di là di tutto, i due si apprestano a festeggiare quei cinque anni insieme. E’ una calda mattinata estiva, tutto è stato predisposto per la ricorrenza, ma Amy non c’è più. Nel salotto ci sono segni evidenti di una colluttazione e tracce di sangue. Che fine ha fatto Amy? Possibile che le sia successo qualcosa di tremendo? Magari Amy, nel diario che custodiva tanto gelosamente, ha scritto qualcosa che possa spiegare l’accaduto, nella sua memoria potrebbero emergere elementi in grado di condurre alla verità. Tra la gente cominciano a serpeggiare dei sospetti su Nick. Chi è davvero quell’uomo veramente? Un marito devoto o uno spietato criminale, che è riuscito a nascondere la sua vera identità per tutto il tempo che ha trascorso accanto ad Amy? Gillian Flynn, con L’amore bugiardo, porta il lettore nei meandri più oscuri di un matrimonio finito male.


La mia opinione: Abbagliata dalle millemila recensioni positive e dal film uscito nelle sale un mesetto fa, eccomi qua anche io a recensire questo libro dal successo fulmineo. Diciamo che le aspettative erano molto alte e per la maggior parte non sono state deluse, anche se non sono neanche state soddisfatte pienamente. Ma andiamo per gradi.
Sicuramente come storia ha una grandissima attrattiva iniziale. Siamo abituati a leggere thriller i cui protagonisti sono detective, squadre di polizia, medici legali et similia che si trovano invischiati nei "drammi degli altri" e leggere invece un thriller che si discosta da questo schema, i cui protagonisti sono personalmente nel cuore della vicenda, presumibilmente vittima e carnefice, è una boccata d'aria fresca e in un certo modo incuriosisce ancora di più rispetto ai thriller investigativi tradizionali.
I capitoli si alternano dinamici cambiando punto di vista tra LUI (Nick) e LEI (Amy) - i due protagonisti del libro - con uno stile di scrittura dinamico e scorrevole, davvero meritevole perché riesce subito ad affascinare il lettore e a dargli un piacevole senso di voyerismo come se stesse entrando di nascosto nei pensieri più reconditi di ben due persone e nel loro oscuro menage familiare.
Diciamo che questa sensazione dura metà libro e fino a lì ne ero TOTALMENTE entusiasta.
Poi avviene il primo colpo di scena memorabile e nella seconda metà il libro perde un po' di credibilità. Intendiamoci, rimane sempre un'ottima lettura, la curiosità di sapere come si evolverà la situazione è sempre molto presente, ma le cose che accadono sono in certi casi talmente esagerate che il mio entusiasmo iniziale ne ha risentito. L'autrice è molto brava a farti credere una cosa per poi dimostrarti l'esatto opposto, questo non lo metto in dubbio, anche se gli stratagemmi utilizzati sono un po' grossolani, avrei preferito un'indagine psicologica più accurata e fine piuttosto che così estrema.
In definitiva direi che questo libro ha molti pregi dalla sua parte, oltre a quelli già menzionati vi sono anche degli spunti interessanti sulla psicologia di coppia e riflessioni varie che meritano attenzione e che portano il libro da un livello superiore e poi ha il grandissimo pregio di mantenere sempre alta l'attenzione del lettore. Ma non è il libro perfetto che mi sarei aspettata, e anche il finale risulta particolarmente fiacco e tirato via. Certamente inquietante, questo sì, ma auspicavo a un epilogo più memorabile.


voto:



Acquisto consigliato? Sì, consigliato perché diverso dal solito, consigliato perché originale e sono sicura che non vi annoierà.

mercoledì 14 gennaio 2015

2014 - I MIGLIORI LIBRI LETTI

Il 2015 è già iniziato da settimane e non ho ancora stilato la classifica delle mie letture preferite dell'anno appena trascorso. Rimedio subito :-)

I libro che ho letto durante il 2014 sono stati 50 (cifra tonda!!) non tantissimi, ma siccome ho avuto parecchi impegni, non è neanche male.

Ecco la lista dei libri letti:

1. "Lasciami entrare" John Ajvide Lindqvist
2. "The help" Kathryn Stockett
3. "Il conte di Montecristo" Alexandre Dumas
4. "Baci e bugie" Lauren Henderson
5. "Transilvania love" Karinee Price
6. "Sete" Christopher Pike
7. "Villa Sventura" Philip Ardagh
8. "Un bacio al buio" Lauren Henderson
9. "Leviathan. La trilogia" Scott Westerfeld
10. "Agatha Raisin e la quiche letale" M.C. Beaton
11. "Clorofilla dal cielo blu" Bianca Pitzorno
12. "Alba d'inchiostro" Cornelia Funke
13. "Iris - i risvegli ametista" Maurizio Temporin
14. "Non è mia figlia" Sophie Hannah
15. "Mr. Gwyn" Alessandro Baricco
16. "La sedicesima luna" Kami Garcia e Margaret Stohl
17. "Il ritratto" Vivien Alcock
18. "Costretta al silenzio" Linda Castillo
19. "Maledetta primavera" Paolo Cammilli
20. "Sai tenere un segreto?" Sophie Kinsella
21. "A bocca aperta" Matt Rothschild
22. "Il gioco di Gerald" Stephen King
23. "Novecento" Alessandro Baricco
24. "Oh, boy!" Marie-Aude Murail
25. "Il campeggio degli orrori" R.L. Stine
26. "Sogni di sangue" Lorenza Ghinelli
27. "La corsa delle onde" Maggie Stiefvater
28. "I Viceré" Federico De Roberto
29. "Una damigella in pericolo" P.G. Wodehouse
30. "Il giardino delle pesche e delle rose" Joanne Harris
31. "Il ladro di fulmini" Rick Riordan
32. "Colorado Kid" Stephen King
33. "Il signore delle mosche" William Golding
34. "L'atlante di smeraldo" John Stephens
35. "Le stanze buie" Francesca Diotallevi
36. "L'arte della magia" Terry Pratchett
37. "Tra due fuochi" Karin Slaughter
38. "E liberaci dal padre" Elizabeth George
39. "Il letto di Alice" Cathleen Schine
40. "Maze Runner. Il labirinto" James Dashner
41. "Dark Demonia" Isabella Santacroce
42. "L'apprendista assassino" Robin Hobb
43. "L'albero di Halloween" Ray Bradbury
44. "Sexy" Joyce Carol Oates
45. "La rivelazione dell'antica carta" Karen Marie Moning
46. "La ragazza dei miei sogni" Francesco Dimitri
47. "L'assassino di corte" Robin Hobb
48. "Non è lui" Sophie Hannah
49. "Mr. Zuppa Campbell il pettirosso e la bambina" Fannie Flagg
50. "La lotteria" Shirley Jackson


Tra questi i miei preferiti sono stati:

1) Al primo posto "Le stanze buie" di Francesca Diotallevi QUI LA MIA RECENSIONE

Un libro che si è meritato un voto che praticamente non do mai: le 5 stelline!!! L'autrice è italiana ed esordiente, non mi sarei mai aspettata di leggere un libro tanto bello da un'autrice non famosa, ma sono al tempo stesso felicissima che sia lei la mia migliore lettura!!!! 















2) Al secondo posto la trilogia dei Lungavista, di cui ho letto (riletto) il primo e il secondo libro.
"L'apprendista assassino" e "L'assassino di corte" di Robin Hobb sono libri entrambi splendidi (di cui io al momento ho fatto la recensione solo del primo, QUI) che si meritano 4,5 stelline il primo e 5 stelline il secondo. Questa è una saga tra l'altro INGIUSTAMENTE MESSA FUORI COMMERCIO dalla Fanucci, ma che si meriterebbe di stare sempre sugli scaffali delle librerie tra fantasy del calibro di Martin et similia... perché sono sicura piacerebbe praticamente a tutti!





















3) Per il terzo posto la scelta si fa più difficile, perché più libri se lo meriterebbero, ma scelgo "La corsa delle onde" di Maggie Stiefvater per la storia originale, anche se YA, che me l'ha fatto particolarmente apprezzare. Io e gli YA ci stiamo prendendo un periodo di distacco, prima ne leggevo molti, ora pochissimi, mi sembrano tutti uguali, ma ho voluto premiare questo libro perché riesce davvero a distinguersi. QUI LA MIA RECENSIONE



Poi, ok, avrei dovuto finire qui, ma devo nominare anche gli altri libri meritevoli a cui assegno un quarto posto pari merito. E sono:

- "Il conte di Montecristo" di Dumas (bellissimo, anche se troppo lungo perché pubblicato originariamente a puntate)
- "Lasciami entrare" di John Ajvide Lindqvist (che si aggiudica il podio tra i migliori horror letti. Ma non guardate il film che ne è stato tratto che non assolutamente paragonabile al libro).
- "The Help" di Kathryn Stockett (molto bello, una lettura edificante e al tempo stesso leggera e scorrevole)
- "Tra due fuochi" di Karin Slaughter (questa serie thriller per me merita oltre ogni dire, la amo!!!)


Non nominerò invece i libri peggiori perché quelli che non mi sono piaciuti va benissimo anche non menzionarli, sarebbe ingiusto infierire oltre, dal momento che le recensioni negative parlano già chiaro :-)

E questo è tutto, spero in un 2015 ricco di belle letture ^__^