mercoledì 8 luglio 2020

WRAP UP di Giugno 2020 - video recensione delle mie letture

Ecco il video wrap up che comprende il riepilogo di tutte le mie letture di Giugno.
Il video è un po' lungo... ho letto più libri del solito...😳


lunedì 15 giugno 2020

Recensione: SADIE - Courtney Summers

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.



Titolo: Sadie
Autore: Courtney Summers
Editore: Rizzoli
Traduttore: C. Proto
Data di pubblicazione: 25 Giugno 2019
Pagine: 367
Acquistahttps://amzn.to/3d1Xzq8

Sinossi: Quando il popolare conduttore radiofonico West McCray riceve una telefonata da una donna che lo implora di cercare Sadie Hunter, diciannove anni, scomparsa da alcuni mesi, l'uomo non è davvero convinto che quella sarà una storia da raccontare: è tristemente consapevole che di ragazze scomparse ce ne siano molte, troppe, ogni giorno. Ma quando viene a sapere che Sadie si è allontanata da casa dopo il brutale omicidio irrisolto della sorella Mattie, tredici anni, parte alla volta di Cold Creek, Colorado, per cercare di saperne di più. Sadie non ha idea che la sua storia stia per diventare il soggetto di un podcast di successo seguito da una costa all'altra degli Stati Uniti. Tutto ciò che vuole è vendetta: armata di un coltello a serramanico e del suo lacerante dolore, Sadie colleziona una serie di confusi indizi che seguono le tracce dell'uomo che è convinta abbia ucciso la sorella. Mentre West ricostruisce il viaggio di Sadie, ritrovandosi sempre più coinvolto dalla storia della ragazza e ossessionato dal pensiero di ritrovarla, un mistero inquietante comincia a prendere forma e a svelarsi. Riuscirà West a ricomporre il puzzle della verità prima che per Sadie sia troppo tardi?


La mia opinione Uno YA thriller davvero molto particolare, che già dalle prime pagine risulta particolare per il suo confezionamento nello stile narrativo. Ai capitoli scritti in prima persona dal punto di vista della protagonista vengono alternati sempre capitoli scritti in stile podcast radiofonico. (che hanno il compito di spiegare meglio la vicenda da un punto di vista esterno)
Questa dei podcast è la prima cosa che salta all’occhio e che rende il libro originale, ma non è la sola qualità originale del libro, anzi, di qualità originali ce ne sono tante.
La protagonista è lontana anni luce da ogni protagonista YA letta in passato ed è finalmente un personaggio realistico. E’ una ragazza con molti problemi, con anche dei difetti evidenti e non è la super eroina in cui le ragazze della sua età vorrebbero identificarsi. Ed è per questo che mi è stata subito simpatica, perché nessuno leggendo di lei e della sua vita vorrebbe essere al suo posto.
Inoltre il libro è assolutamente privo di qualsiasi cliché tipico YA, non vi è storia romance, non vi è davvero niente di riconducibile ad altri libri YA letti.
Però come sapete l’originalità non basta e ci vuole anche una storia che sappia attrarre l’attenzione del lettore e conquistarlo. E qui c’è. Io ho letto questo libro in soli 3 giorni perché ho trovato la storia interessantissima e magnetica, e, complice anche uno stile dinamico e anche grazie alla peculiarità dei podcast, leggerlo è stato davvero un piacere.
Le tematiche principali di questo libro vertono su tematiche drammatiche e realistiche, sui legami famigliari di una famiglia disfunzionale, su un omicidio, e su una vendetta. Ma vengono fatti riferimenti anche ad argomenti come la precarietà economica, i problemi di dipendenze da alcool e droghe, al problema della violenza sessuale su minori e sul problema, molto diffuso negli Stati Uniti e molto attuale, dei minori che scompaiono nel nulla e che di fatto non vengono cercati dalla polizia.
Tematiche anche molto forti e di cronaca nera, ma qui affrontate in maniera non non totalmente esplicita. Sono tematiche che ci sono, aleggiano sulla storia, ma non la appesantiscono eccessivamente. Una storia davvero molto vera e tragica, ma non essendoci descrizioni esplicite non l’ho trovata destabilizzante.
Ed è forse questa l’unica caratteristica che può incasellare questo libro in uno YA , perché per il resto è davvero molto diverso dai soliti YA, ed è diverso anche sul finale, che risulta molto atipico.
Subito il finale mi aveva lasciato un pizzico di insoddisfazione, ma dopo aver messo via il libro ed averci pensato su meglio ho trovato la scelta di questo finale azzeccata, totalmente distante dal finale che ci si poteva aspettare, totalmente diverso dal normale, ma bello proprio per questo.



voto:


giovedì 19 marzo 2020

UN ANNO DI LIBRI #6

Ciao lettori e lettrici,
in questo brutto periodo di Coronavirus e di Quarantena, vi lascio il mio ultimo video YouTube, dove parlo velocemente di tutti i libri letti durante un anno intero, sperando vi possa aiutare un pochino a svagare la mente:


sabato 7 marzo 2020

WRAP UP di Febbraio - Recensione libri letti!

Come di consueto vi lascio l'appuntamento mensile con il video riepilogo delle mie letture dello scorso mese:


venerdì 7 febbraio 2020

WRAP UP di Gennaio 2020

Ciao Booklovers! Ecco il video riepilogo delle letture di Gennaio.
Non so a voi, ma a me Gennaio è davvero volato >__<
click qui sotto per il video


martedì 14 gennaio 2020

Libri: TOP & FLOP 2019

Ed ecco finalmente anche il video sui top e sui flop del 2019, le letture migliori e quelle peggiori che ho affrontato lo scorso anno :-)


giovedì 9 gennaio 2020

martedì 7 gennaio 2020

Buoni propositi di lettura 2020 + TBR

Ciao lettori, buon anno nuovo!
Vi lascio qui di seguito l'ultimo video che ho pubblicato su YouTube, ovvero alcune lacune letterarie che vorrei affrontare in questo 2020 con annessa TBR della prima parte dell'anno:


venerdì 20 dicembre 2019

Recensione: RACCONTI DI NATALE di Charles Dickens

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.

PS= l'edizione che recensisco è quella che effettivamente ho letto. Ci tengo a specificarlo perché per quanto riguarda i classici leggere un'edizione piuttosto che un'altra può fare la differenza. Il libro l'ho letto un anno fa, a Dicembre 2018.



Titolo: Racconti di Natale
Autore: Charles Dickens
Editore: Newton Compton
Traduttore: M. Sestito
Data di pubblicazione: Novembre 2017
Pagine: 343
Genere: raccolta di racconti
Acquistahttps://amzn.to/8822709

Sinossi: Scritti tra il 1843 e il 1848, i "Racconti di Natale" costituiscono uno straordinario spettacolo narrativo metafisico e magico. Con le sue storie animate da fantasmi, folletti e fate, Dickens affida alla scrittura il compito di rappresentare la qualità mutevole e fluttuante del reale, dimostrando la labilità del confine tra vero e apparente, la difficoltà di definire ciò che gli occhi vedono, di comprendere ciò che le parole dicono. Come nei romanzi, anche qui l'autore svela l'altra faccia del mito del progresso, ritraendo l'Inghilterra della disoccupazione e del malessere sociale, Londra con le sue case fatiscenti e le sue strade degradate; la vita raffigurata non è però mai talmente cupa e disperata da non consentire spazi al sorriso o alla risata liberatoria, al comico e al grottesco. Dickens progetta le sue utopie natalizie, facendo ravvedere gli indifferenti e i malvagi e, grazie all'intervento di spiriti benevoli, agli umili è consentito il lieto fine, in stanze rallegrate dall'agrifoglio, davanti a tavole finalmente stracolme di cibo.


La mia opinione: Si tratta di un totale di 5 racconti, pensavo che leggerli mi avrebbe occupato poco tempo e invece si è dimostrata un’impresa abbastanza ardua.
Io solitamente amo Charles Dickens, ma questi racconti, non so se per colpa della traduzione, li ho trovati indigesti.
Si salva assolutamente “Canto di Natale”, che tra l’altro già conosco piuttosto bene ed è quindi stata una rilettura. “Canto di natale” vale decisamente tutto il libro, è un racconto bello e originale, con al suo interno un protagonista indimenticabile, mentre gli altri racconti li ho trovati mediocri, hanno uno stile un po’ pesante, sono tutti caratterizzati da un estremo buonismo natalizio che va bene a piccole dosi ma alla lunga stanca.
Tra questi ammetto che il racconto "le campane" non ce l’ho fatta a finirlo, mentre gli altri raconti (“il grillo del focolare” “la battaglia per la vita” e “il patto col fantasma”) li ho letti ma non mi hanno entusiasmata.
Ognuno di questi racconti, hanno degli intermezzi piacevoli, e dei personaggi ben caratterizzati e interessanti, ma nel contempo ho avuto delle difficoltà ad appassionarmi alle storie.
Concedo il beneficio del dubbio che sia stata l'edizione a non essere ottimale e mi riservo di affrontare nuovamente i racconti in futuro in un'altra edizione per capire se magari cambiando edizione cambierà anche la mia opinione su di essi.

voto:


Recensione: DENTRO L'ACQUA di Paula Hawkins

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.


Titolo: Dentro l'acqua
Autrice: Paula Hawkins
Editore: Piemme
Traduttore: B. Porteri
Data di pubblicazione: 2 Maggio 2017
Pagine: 370
Acquistahttps://amzn.to/2S8NkK1

Sinossi: Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei –, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.


La mia opinione: Volevo leggere questo libro in quanto avevo letto il precedente dell’autrice “la ragazza del treno” e mi era abbastanza piaciuto, ma non mi aveva convinta pienamente. Anzi, diciamo che per avere avuto il favoloso successo che ha avuto lo avevo trovato decisamente sopravvalutato, ma lo avevo trovato comunque un buon thriller di intrattenimento. Con la lettura di questo libro ho voluto dare una nuova chances all’autrice.
L'inizio del libro è piuttosto confusionario, ci sono tanti, (troppi!) punti di vista. Ogni capitolo è un punto di vista di un personaggio diverso. In totale ho contato ben 11 punti di vista differenti ed è stato davvero esagerato, perché non ci si capisce nulla. Inoltre i punti di vista sono scritti a volte in prima persona, a volte in terza. E inoltre... le caratterizzazioni dei personaggi sono pressoché nulle. Si sente parlare "questo" o "quel" personaggio, ma in definitiva la caratterizzazione è così scarsa che non fa nessuna differenza.
A causa della confusione per entrare in sintonia con la storia ci vuole del tempo e la storia stessa sembra inizialmente molto ingarbugliata, ma poi, man mano che la lettura procede ci si rende conto che invece è una trama piuttosto semplice, solo che l’autrice ha voluto appositamente ingarbugliarla dal punto di vista stilistico per farla sembrare più interessante di quello che è.
E invece il finale non mi ha per nulla impressionata, ho trovato i risvolti della storia piuttosto banali.

Lettura consigliata? Se avete amato particolarmente la ragazza del treno allora vi consiglio di dare una possibilità a questo libro, ma se invece come me la ragazza del treno non vi era piaciuto allora direi che la lettura di questo è decisamente evitabile.

voto:


Recensione: CASA DI FOGLIE di Mark Z. Danielewski

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.

PS= Questo libro l'ho letto in edizione Mondadori, però siccome è un'edizione fuori commercio da anni e quest'anno è stata ristampata una nuova edizione, metto in scheda l'edizione corrente e non quella letta da me


Titolo: Casa di foglie
Autore: Mark Z. Danielewski
Editore: 66th and 2nd
Traduttore: S. Reggiani, L. Taiuti
Data di pubblicazione: 27 Novembre 2019
Pagine: 760
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Sinossi: Quando la prima edizione di Casa di foglie iniziò a circolare negli Stati Uniti, affiorando a poco a poco su Internet, nessuno avrebbe potuto immaginare il seguito di appassionati che avrebbe raccolto. All’inizio tra i più giovani – musicisti, tatuatori, programmatori, ecologisti, drogati di adrenalina –, poi presso un pubblico sempre più ampio. Finché Stephen King, in una conversazione pubblicata sul «New York Times Magazine», non indicò Casa di foglie come il Moby Dick del genere horror. Un horror letterario che si tramuta in un attacco al concetto stesso di «narrazione». Qualcun altro l’ha definita una storia d’amore scritta da un semiologo, un mosaico narrativo in bilico tra la suspense e un onirico viaggio nel subconscio. O ancora: una bizzarra invenzione à la Pynchon, pervasa dall’ossessione linguistica di Nabokov e mutevole come un borgesiano labirinto dell’irrealtà. Impossibile inquadrare in una formula l’inquietante debutto di Mark Z. Danielewski, o anche solo provare a ricostruirne la trama, punteggiata di citazioni, digressioni erudite, immagini e appendici. La storia ruota intorno a un misterioso manoscritto rinvenuto in un baule dopo la morte del suo estensore, l’anziano Zampanò, e consiste nell’esplorazione di un film di culto girato nella casa stregata di Ash Tree Lane in cui viveva la famiglia del regista, Will Navidson, premio Pulitzer per la fotografia, che finirà per svelare un abisso senza fine, spalancato su una tenebra senziente e ferina, capace di inghiottire chiunque osi disturbarla.


La mia opinione: La storia è sicuramente originale, una delle storie più originali che abbia mai letto perché non viene presentata come una storia di fantasia, come un romanzo, ma viene presentata come una storia vera, e lo stile narrativo non è romanzesco ma ha un taglio giornalistico come stesse raccontando di un documentario realmente avvenuto e realmente trasmesso sulle televisioni di tutto il mondo, con annesse citazioni a piè di pagina tratte da interviste o libri di approfondimento e sta al lettore capire se ciò che viene narrato nel libro sia vero o falso. Ma l’originalità non si limita solo a questo ma comprendere anche il modo in cui il libro è stampato. Vi sono pagine in cui sembra di leggere un libro normale e poi all’improvviso ci sono pagine con il testo scritto in verticale, in obliquo, al contrario e a volte bisogna anche capovolgere il libro di lato o sottosopra per riuscire a leggerlo, quindi è proprio l’esperienza di lettura a risultare diversa rispetto ad altri libri, non solo per la storia in sé.
Come genere si tratta di un crossover tra mistery e horror psicologico, dove gioca veramente tanto il lato mentale dei personaggi.
Non è un tipo di horror truculento, ma è un horror inquietante, vi sono parecchi elementi all’interno del libro che tengono col fiato sospeso il lettore. La cosa che però non mi è piaciuta è la volontà di tenere ESAGERATAMENTE in sospeso il lettore. Non tutti i capitoli sono interessanti allo stesso modo, alcuni sono un po’ statici, mentre altri sono molto interessanti e quando accade che un capitolo sia particolarmente interessante, e che quindi non vedi l’ora di sapere come vanno le cose ecco qui che il capitolo finisce e quasi sicuramente il capitolo successivo non riprenderà dal punto interrotto ma cambia argomento, per poi magari riprendere uno o due capitoli dopo. Ed è un po’ frustrante. Inoltre la prima parte e quella centrale è in assoluto quella che mi è piaciuta di più mentre ho trovato debole il finale e i relativi colpi di scena. Diciamo che comunque il finale va un po’ interpretato, ci sono varie soluzioni al libro e non è mai stata detta quale sia quella giusta.
Però io un’idea me la sono fatta e giudico il libro seguendo la mia idea... che ovviamente non dirò :-P

Consigliato? Sì, soprattutto se apprezzate l'originalità e gli stili sperimentali. Non aspettatevi una storia scritta sotto forma di romanzo perché non è così.

voto:

BOOKSHELF TOUR puntata n.3

Ecco la terza puntata del Bookshelf tour, spero vi piacerà ;-)


WRAP UP di Novembre 2019 - riepilogo letture

Aggiorno in ritardassimo il mio riepilogo delle letture di Novembre
👇👇👇


lunedì 11 novembre 2019

WRAP UP di Ottobre 2019 - Le mie letture - video recensione

Come al solito leggermente in ritardo sulla tabella di marcia, ecco la video-recensione su tutte le mie letture di Ottobre :-)


venerdì 25 ottobre 2019

Recensione: DIARI di Sylvia Plath

Disclaimer: non recensisco i libri in base a verità oggettive ma solo in base ad opinioni personali, quindi qualsiasi giudizio è soltanto una mia opinione.



Titolo: Diari
Autrice: Sylvia Plath
Editore: Adelphi
Traduttore: S. Fefè
Data di pubblicazione: Marzo 2004
Pagine: 433
Genere: diari personali
Acquistahttps://amzn.to/2We8jea

Sinossi: Quando si comincia a leggere questi diari si ha l'impressione di seguire le febbrili annotazioni di una bella ragazza americana che scopre l'Europa: tutto vibra, tutto sprizza energia, c'è un senso di attesa che si impone su tutto. Ma presto ci accorgiamo che le cose non stanno così. O meglio, non soltanto così. E ci immergiamo in una lettura sempre più appassionante e talvolta angosciosa: il giornale di bordo di una sensibilità acutissima, lacerata e drammatica, quella di una scrittrice che per i suoi versi e per il suo tragico destino è diventata un emblema, un vero culto, per molti lettori.


La mia opinione: Allora, inutile dire che avevo aspettative IMMENSE per questa lettura. E trattandosi di diari personali è anche un po’ ingiusto giudicare e dare dei voti, perché non è di certo un lavoro che l’autrice pensava di pubblicare.
Il problema è che sono rimasta delusa da questa lettura, ma non per i suoi contenuti, che ripeto, sono diari personali, i pensieri di Sylvia possono piacere o non piacere, ma sono rimasta fortemente delusa dal fatto che questi diari siano incompleti (anzi, oserei dire gravemente incompleti) e che ciò non sia stato riportato in copertina come avviso.
Non sono quindi i suoi diari integrali ma solo una parte, e tra le parti mancanti mancano dei periodi davvero fondamentali per comprendere appieno la sua vita e il suo malessere di vivere.
Come forse già saprete Sylvia soffriva di disturbo bipolare e aveva episodi di depressione, da ragazza Sylvia era ossessionata da 2 cose: voleva affermarsi come donna di intelletto, come scrittrice, e al tempo stesso voleva fortemente avere una relazione sentimentale. Nell’epoca in cui è vissuta e con la rigida educazione ricevuta per lei non era possibile pensare ad una relazione sentimentale fuori dal matrimonio, e quindi la sua ossessione era quella di trovare marito, ma al tempo stesso aveva paura che una volta sposata sarebbe stata una donna repressa e non più libera di essere sé stessa e di diventare una scrittrice. Quindi desiderava tanto un marito, ma era spaventata delle conseguenze, aveva paura di avere figli, aveva paura di essere annullata nel ruolo di moglie e madre e nei suoi diari tutto ciò è riportato con una forza disperata.
Lei da una parte odiava essere donna perché pensava che le donne fossero schiave delle convenzioni, ma al tempo stesso non si sentiva di combattere e di ribellarsi. Fino a circa 1/3 del libro il suo diario è meticolosamente trascritto, poi ad un certo punto ecco uno dei primi vuoti, Sylvia si sposa e nulla di ciò viene riportato sui diari.
Un attimo prima avevamo una Sylvia che ancora non si era neanche fidanzata e nella pagina dopo troviamo una Sylvia già sposata. Questo salto temporale l’ho odiato, chissà quanti pensieri sono andati perduti in quel lasso di tempo. Subito non riuscivo a capire il perché di quel vuoto temporale, poi alla fine l’ho capito (i diari non sono integrali!!).
Comunque, tornando al diario, La vita di Sylvia da sposata è piena degli stessi interrogativi di prima, vorrebbe essere una donna indipendente, vorrebbe essere una scrittrice, per un certo periodo fa l’insegnante, ma vorrebbe anche essere una brava moglie come gli è stato impartito nella sua educazione. Sa che ogni brava moglie deve avere figli e lei è combattuta perché prima vorrebbe essere affermata professionalmente. Anche qui per un periodo i suoi pensieri, a volte lucidi, a volte deliranti e quasi sempre contraddittori, vengono riportati piuttosto fedelmente e ne esce un quadro davvero affascinante.
Io ho amato i pensieri di Sylvia, anche se a volte affermava una cosa e la volta dopo affermava il suo contrario. Però questa era parte di lei e del suo disturbo bipolare. Però poi succede che rimane incinta e da qui c’è un vuoto assoluto nei suoi diari. I suoi diari finiscono qui.
Dire che ci sono rimasta male è dire poco. Da quel momento Sylvia avrà il primo figlio, poi avrà anche il secondo figlio, poi il suo matrimonio andrà a rotoli e lei si suiciderà dopo pochi mesi dalla nascita del secondo figlio.
Nessun suo pensiero di questo periodo di 3 anni è riportato.
Niente.
Eppure chissà quanto avrà scritto.
Il suo ex marito, il signor Ted Hughes, ha trovato i suoi diari e li ha eliminati parzialmente perché disse che non voleva che i suoi figli li leggessero mai.
Mi spiace ma avrei voluto più trasparenza da parte della casa editrice.
Nella quarta di copertina viene scritto: “questo volume raccoglie parte dei diari che la Plath scrisse tra il 1950 e il 1962. Ma non è vero. I diari si fermano nel 1959, e i pochi e unici scritti successivi (una decina di pagine in tutto) non fanno parte del suo diario vero e proprio ma sono solo degli esercizi di scrittura che la Plath fece per esercitarsi appunto nell’arte dello scrivere in previsione di altre sue poesie o romanzi, che non aggiungono nulla ai pensieri della Plath, nulla di rilevante sulla sua vita e sul suo stato d’animo. I suoi ultimi 3 anni di vita non ci sono. Quindi mi sono sentita presa in giro.

voto: