lunedì 26 ottobre 2015

Recensione: LA RAGAZZA CON L'ORECCHINO DI PERLA - Tracy Chevalier

La mia recensione su "La ragazza con l'orecchino di perla" di Tracy Chevalier.



Titolo: La ragazza con l'orecchino di perla
Autrice: Tracy Chevalier
Traduzione: Luciana Pugliese
Editore: Neri Pozza
Data di pubblicazione: 28 Novembre 2013 (54esima edizione)
Pagine: 240
Prezzo: 9,90

Sinossi: Delft, Olanda, XVII secolo. La vita scorre tranquilla nella prospera città olandese: ricchi e poveri, cattolici e protestanti, signori e servi, ognuno è al suo posto in un perfetto ordine sociale. Così, quando viene assunta come domestica in casa del celebre pittore Johannes Vermeer, Griet, una bella ragazza di sedici anni, riceve con precisione il suo compito: dovrà accudire con premura i sei figli dell'artista, non urtare la suscettibilità della scaltra suocera e, soprattutto, non irritare la sensuale, irrequieta, moglie del pittore e la sua gelosa domestica privata. Inesorabilmente, però, le cose andranno in modo diverso... Griet e Johannes Vermeer, divideranno complicità e sentimenti, tensione e inganni.


La mia opinione: I libri di Tracy Chevalier sono sempre originali e dall'ambientazione evocativa. Prima di questo avevo letto il meno famoso "Strane creature" e mi era piaciuto moltissimo. "La ragazza con l'orecchino di perla" è invece il più famoso in assoluto di questa autrice e proprio per questo motivo pensavo fosse il migliore, invece non sempre "più famoso" equivale a "più bello". In questo caso il mio personalissimo giudizio su questo libro è positivo, ma devo comunque ammettere che mi aspettavo qualcosa in più.
La storia incuriosisce fin da subito e lo stile di scrittura gradevolissimo e scorrevole permette di entrare molto bene nel periodo storico narrato, ma ci sono anche degli aspetti che non mi hanno entusiasmata, come ad esempio il ritmo narrativo che è davvero davvero lento, ma, cosa ancora più importante, il feeling che si instaura tra lettore e personaggi, che a mio avviso risulta carente. Nello specifico speravo di instaurare un feeling migliore con la protagonista Griet, cosa che per me non è assolutamente avvenuta, nonostante la narrazione si sviluppi in prima persona. E' abbastanza inconsueto che una storia raccontata in prima persona dalla protagonista non dia la possibilità di affezionarsi al suo personaggio, ma in questo caso è stato proprio così. Griet è una voce narrante precisa che permette di avere un'immagine ben nitida di tutto ciò che accade, ma al tempo stesso non ti lascia immedesimare IN LEI. L'ho trovata un personaggio molto freddo che fa seguire le sue vicende personali non dal suo vero punto di vista ma da un punto di vista più esterno, senza permetterti di capirla e di entrare nei suoi pensieri. Non ho apprezzato questa peculiarità perché mi ha lasciata spesso indifferente riguardo a ciò che le capitava e nei momenti dove la storia ristagna un po' è stato più difficile del normale trovare la curiosità di proseguire la lettura. Con questo non voglio assolutamente dire che come esperienza di lettura sia stata brutta, anzi, penso che questo libro abbia una storia molto interessante e meritevole di essere letta, e superati alcuni paragrafi noiosi è stata una lettura molto piacevole, solo che avrei preferito un altro tipo di protagonista. Quindi per me non è il migliore dell'autrice, ma sono comunque intenzionata a leggere tutti i suoi libri dato che amo l'originalità delle sue storie.


voto:

lunedì 12 ottobre 2015

Mini recensione: LA LEGGENDA DEL SANTO BEVITORE - Joseph Roth

La mia breve recensione su "La leggenda del santo bevitore" di Joseph Roth.



Titolo: La leggenda del santo bevitore
Autore: Joseph Roth
Traduzione: Monica Pesetti
Editore: Newton Compton
Data di pubblicazione: Luglio 2014 (prima edizione 1939)
Pagine: 122
Prezzo: 1,90 euro

Sinossi: Andreas, un clochard, vive sotto i ponti di Parigi. Quando un misterioso passante gli dona una piccola somma di denaro, egli la accetta promettendo di restituirla la domenica successiva con un’offerta in chiesa. Ogni volta che ha in tasca il denaro sufficiente per saldare il suo debito, però, Andreas non resiste alla tentazione di usarlo per rincorrere vizi e piaceri e la restituzione di quei duecento franchi diventa la sua tormentata ragione di esistere. Da questo racconto, tradotto in tutto il mondo e considerato il testamento letterario di Roth, è tratto l’omonimo film di Ermanno Olmi, Leone d’oro a Venezia nel 1988.


La mia opinione: Dalla lettura di questa breve storia sono rimasta piuttosto indifferente, quindi non posso dire che il libro mi sia piaciuto. Lo stile di scrittura è pulito e lineare, anche scorrevole, e non si fa nessuna fatica a leggerlo... però... manca la sostanza. E' una storia che a tratti risulta paradossale, (con un'ostentazione al miracolo e alla religione troppo marcata) a tratti il comportamento del protagonista e della sua immeritata fortuna è anche irritante, ma in definitiva arrivi alla fine senza capire il senso o la morale di questo racconto, che finisce bruscamente senza lasciare traccia. In più la tematica trattata, quella del clochard ubriacone non risulta minimamente interessante da nessun punto di vista ma è solo una narrazione molto semplice che sembrerebbe fine e a sé stessa. Non conoscevo l'autore e forse la scelta di iniziare a conoscerlo da questo libro è stata sbagliata dato che non si tratta di un romanzo vero e proprio ma solo di una novella, che non ha acceso minimamente la mia curiosità nel proseguire altre sue opere.



voto:

mercoledì 30 settembre 2015

Recensione: CARTOLINE DI MORTE - James Patterson e Liza Marklund

La mia recensione su "Cartoline di morte" di James Patterson e Liza Marklund.



Titolo: Cartoline di morte
Autori: James Patterson - Liza Marklund
Traduzione: V. Guani - A. Biavasco
Editore: TEA
Data di pubblicazione: 21 Luglio 2011
Pagine: 304
Prezzo: 8,90 euro

 
Sinossi: Sono giovani, belli, felici. Sono giovani coppie in viaggio di nozze, in giro per le più importanti capitali europee. Hanno tutta la vita davanti. Ma sono morti che camminano. Perché qualcuno li uccide e ricompone i cadaveri in pose enigmatiche, li fotografa con una Polaroid e poi invia la foto a un giornalista del quotidiano locale. Ma quel giornalista sa che cosa lo aspetta, perché pochi giorni prima ha ricevuto una cartolina dai killer, una cartolina di morte. Roma, Francoforte, Copenhagen, Parigi... e Stoccolma. Jacob Kanon, detective del NYPD, è l'unico sulle tracce dei killer, ma è sempre un passo indietro. Eppure non si arrende, non può cedere, perché ha un motivo del tutto personale per fermare la strage. Ora, finalmente, è a pochi passi dalla soluzione. Stoccolma potrebbe essere l'ultima tappa della catena di omicidi. Tutto dipende da una giornalista svedese, la giovane e agguerrita Dessie. Lei ha ricevuto l'ultima cartolina di morte e solo lei può aiutare Kanon, prima che i killer mettano in atto una contromossa imprevista. O forse l'hanno già fatto?


La mia opinione: Premetto di non aver mai letto nessun libro del famoso James Patterson e né di Liza Marklund, quindi non conosco minimamente il loro stile e l'unico motivo per cui ho deciso di leggere questo è che sono stata attirata per via della trama particolare che mi sembrava molto originale e intrigante. Certo è che la stesura di un libro in due non è cosa facile e il risultato in questo caso è reso evidente dai tantissimi capitoli che lo compongono, sono ben 112, e ogni capitolo è lungo un paio di facciate o tre al massimo, quindi molto brevi! Questo comporta fattori sia positivi che negativi: da una parte il libro è velocissimo da leggere, il ritmo narrativo è fulmineo e quindi non vi potrete annoiare, il rovescio della medaglia però è che risente di uno stile molto scarno e didascalico... stilisticamente parlando non è proprio il massimo! Voglio comunque dare atto che la storia è avvincente e vi sono tanti colpi di scena che nei momenti in cui si pensava di aver capito tutto ribaltano la situazione e quindi da questo punto di vista il thriller risulta ben congegnato, ma non privo comunque di soluzioni poco credibili. Avrei dato anche una stellina in più se non fosse stato per l'evitabilissima e frettolosa storia d'amore tra i due protagonisti che più banale di così non poteva essere (e ribadisco: evitabilissima! Non se ne sentiva davvero il bisogno) e per il finale che anch'esso veloce e frettoloso è inoltre stato eccessivamente rocambolesco e degno di un action-movie, ma non di ciò che io considero un buon thriller.




voto:

venerdì 25 settembre 2015

Recensione: IL GRANDE GATSBY - Francis Scott Fitzgerald

La mia recensione su "Il grande Gatsby" di Francis Scott Fitzgerald.



Titolo: Il grande Gatsby
Autore: Francis Scott Fitzgerald
Traduzione: Fernanda Pivano
Editore: Einaudi
Data di pubblicazione: 2014 (prima edizione 1925)
Pagine: 164
Prezzo: 10,00

Sinossi: Il grande Gatsby ovvero l'età del jazz: luci, party, belle auto e vestiti da cocktail, ma dietro la tenerezza della notte si cela la sua oscurità, la sua durezza, il senso di solitudine con il quale può strangolare anche la vita più promettente. Il giovane Nick Carraway, voce narrante del romanzo, si trasferisce a New York nell'estate del 1922. Affitta una casa nella prestigiosa e sognante Long Island, brulicante di nuovi ricchi disperatamente impegnati a festeggiarsi a vicenda. Un vicino di casa colpisce Nick in modo particolare: si tratta di un misterioso Jay Gatsby, che abita in una casa smisurata e vistosa, riempiendola ogni sabato sera di invitati alle sue stravaganti feste. Eppure vive in una disperata solitudine e si innamorerà insensatamente della cugina sposata di Nick, Daisy... Il mito americano si decompone pagina dopo pagina, mantenendo tutto lo sfavillio di facciata ma mostrando anche il ventre molle della sua fragilità. Proprio come andava accadendo allo stesso Fitzgerald, ex casanova ed ex alcolizzato alle prese con il mistero di un'esistenza ormai votata alla dissoluzione finale.


La mia opinione: Ammetto che questo romanzo inizialmente mi aveva delusa. Lo stile di scrittura non è dei migliori, risulta poco scorrevole, macchinoso, e, soprattutto durante i primi capitoli, ci sono parecchie lunghe descrizioni che però rendono un'idea molto vacua della panoramica di ciò che vorrebbero rappresentare e per questo risultano noiose e la storia non appassiona. Poi andando avanti invece la situazione migliora e anzi posso dire che varcata la metà del libro si riesce davvero ad entrare nel vivo della storia e si scopre un lato di questo romanzo che non ci si aspettava e che lo rende davvero interessante. Quella che sembrava voler raccontare solo di una vita molto sregolata e superficiale fatta di grandiose feste sfarzose che tirano avanti fino all'alba, con personaggi senza spessore che compiono azioni sconnesse e annebbiate dall'alchool, si trasforma invece in una storia di un amore tormentato e idealizzato negli anni, una storia piuttosto struggente di un sogno romantico che diventa il cardine attorno al quale ruota la vita di un uomo. L'illusione effimera di riportare indietro il passato che alimenta speranze di vasta portata.
Ciò che sembrava essere un romanzo vuoto da dimenticare in fretta diventa invece un romanzo infinitamente triste, ma che lascia il segno. Ne consiglio quindi la lettura e non lasciatevi sopraffare da un inizio non promettente, perché io per riuscire ad assimilare i primi capitoli ci ho messo dei giorni, ma poi è stata una lettura che mi ha davvero stregata.



voto:

domenica 13 settembre 2015

Recensione: L'EVOLUZIONE DI CALPURNIA - Jacqueline Kelly

Recensione di "L'evoluzione di Calpurnia" di Jacqueline Kelly




Titolo: L'evoluzione di Calpurnia
Serie: Calpurnia Tate, vol. 1
Autrice: Jacqueline Kelly
Traduzione: L.A. Dalla Fontana
Casa editrice: Salani
Pagine: 287
Data di pubblicazione: 19 Gennaio 2011
Prezzo: 16,80

Sinossi: Nei prati riarsi della calda stagione texana, Calpurnia non può fare a meno di notare che le cavallette gialle sono molto, molto più grandi delle cavallette verdi. Perché? Sono di due specie diverse? Calpurnia ha sentito parlare del libro di un certo Darwin, in cui si spiega l'origine delle specie animali. Forse può trovare quel libro nella biblioteca pubblica? Sì, ma la bibliotecaria non glielo vuole mostrare. Poco male, quel libro si trova anche a casa sua: nello studio del nonno, il libero pensatore della famiglia. Accompagnata dal nonno e dal libro proibito, Calpurnia riuscirà a scoprire i segreti delle diverse specie di animali, dell'acqua e della terra. E scoprirà anche se stessa.



La mia opinione: Questo libro l'ho trovato semplicemente meraviglioso e sarebbero addirittura superflui ulteriori commenti!
La storia risulta gradevolissima così come l'ottimo stile di scrittura, scorrevole e lineare, sia per i personaggi perfettamente delineati, le cui caratteristiche non vengono protratte per lunghe descrizioni ma appaiono sorprendentemente vivide e armonizzate a poco a poco durante l'avanzare della lettura. Inoltre le tematiche affrontate sono a dir poco interessanti e a me in particolar modo hanno esercitato una forza attrattiva fin dalle prime pagine. L'ambientazione è nel Texas degli Stati Uniti durante il 1899, proprio quando il mondo si affacciava verso il nuovo secolo, quindi il titolo, oltre a voler sottolineare l'evoluzione della ragazzina protagonista, che scopre il suo interesse per la natura e per le scienze, e nel contempo scopre come il suo essere femmina è il più grande ostacolo alla realizzazione dei suoi sogni, può essere interpretato anche come la piccola evoluzione della società, che piano piano, proprio come il progresso in campo tecnologico, progredisce anch'essa. Calpurnia manifesta infatti interessi diversi da ciò che in famiglia si aspettano da lei, ma è solo quando la cognizione di queste aspettative si affacciano nella sua mente prima di allora ingenua, che la sua felicità per aver trovato tali interessi si trasformerà in tristezza e apprensione per il futuro. Questa è quindi una storia di tante scoperte appassionanti ma anche di amare consapevolezze, di riflessioni sulla società dell'epoca, di velate ingiustizie e di tacite ribellioni interiori. Ma non solo. Troverete soprattutto una storia dall'atmosfera confortevole e affascinante dall'inizio alla fine, che a mio avviso, anche se la protagonista è molto giovane e la scrittura è semplice è adattissima ad essere letta e apprezzata da tutti, non solo ragazzi ma anche e soprattutto adulti. Il finale non è definitivo ma lascia molto all'immaginazione... per fortuna esiste un seguito (e non vedo l'ora di leggerlo!).
Che altro dire se non che questo libro che sia aggiungerà alla lista dei miei preferiti? :-)




voto:

martedì 25 agosto 2015

Recensione: IL LIBRO DI JULIAN - R.J. Palacio

La mia recensione su "Il libro di Julian" di R.J. Palacio.



Titolo: Il libro di Julian
Serie: A Wonder Story, vol. 2
Autrice: R.J. Palacio
Traduzione: A. Orcese
Editore: Giunti Junior
Data di pubblicazione: 20 Maggio 2015
Pagine: 128
Prezzo: 7,90

Sinossi: Julian non si capacita di come siano andate le cose nell'ultimo anno scolastico. Era il ragazzo più popolare della classe e si ritrova ad essere escluso dai compagni e costretto a cambiare scuola. Solo per aver fatto delle battute! Ma lui ha sempre fatto dell'ironia, e tutti ridevano, prima! Appena arrivato in classe, Auggie, il nuovo compagno di scuola affetto dalla sindrome di Treacher-Collins, lo aveva veramente turbato. Fin da piccolissimo, infatti, Julian aveva il terrore degli zombi e la faccia deforme di Auggie gli aveva fatto tornare gli incubi infantili. Era questo il vero motivo del suo accanimento. Era stato sospeso da scuola quando il preside aveva scoperto i bigliettini che Julian faceva trovare ad Auggie e al suo ex amico Jack e così non aveva potuto partecipare alla gita scolastica. Un provvedimento che i genitori non avevano mai accettato, accusando la scuola di aver sottovalutato la difficoltà della situazione che l'inserimento di Auggie in classe avrebbe comportato. Durante l'estate, però, Julian scopre una verità sconvolgente sulla sua nonna francese. Lei, ebrea, gli confessa che durante la guerra era stata salvata dallo "storpio" della classe, il "Tartaruga", come lo chiamavano tutti deridendolo. Solo pochi giorni prima di essere deportato egli stesso, perché non "perfetto", le aveva dato il suo primo bacio. Il suo nome era Julian...


La mia opinione: Se come me avete letto e apprezzato "Wonder" non potrete (e non dovete!) fare a meno di leggere anche "Il libro di Julian", perché è la parte mancante di "Wonder", ed è esattamente come la seconda metà della mela che rende il tutto davvero ma davvero completo. Mi era piaciuto "Wonder" perché, oltre all'assoluta originalità della storia, aveva il grandissimo pregio di narrare le vicende da punti di vista diversi dimostrando come ci siano tante versioni della stessa storia e che tutti i personaggi valgono la pena di essere raccontati perché nessuno di loro è perfetto e nei loro piccoli difetti riusciamo capirli meglio e ad apprezzarli. In questa rosa di personaggi ne mancava uno fondamentale, Julian, che in "Wonder" era stato il cattivo della situazione e ci eravamo creati questa idea proprio perché a lui non era stato dato modo di esprimere la sua versione dei fatti. Con "il libro di Julian" possiamo finalmente cercare di capire questo personaggio negativo e scopriremo cose di lui che non sono poi così male. L'autrice secondo me è stata assolutamente geniale a voler dare voce e a riscrivere nuovamente la storia da un ulteriore punto di vista (e non risulta per nulla pensante dover rileggere alcuni passaggi che già conosciamo, anzi è un piacere ritornare indietro nel tempo per affrontare nuovamente la storia da una visuale inedita!) perché oltre ad un delizioso intrattenimento (leggere questo libro è infatti gradevolissimo!) ci offre molteplici ed interessanti spunti di riflessione. Insomma... per me l'esperienza di lettura di questo libro è stata totalmente positiva e quando un libro lascia così soddisfatti è difficile anche riuscire ad argomentare su di esso, perché continuerei a ripetere gli stessi concetti all'infinito :-)
Consigliato a lettori di tutte le età!



voto:

lunedì 24 agosto 2015

Recensione: WONDER - R.J. Palacio

La mia recensione su "Wonder" di R.J. Palacio.



Titolo: Wonder
Autore: R.J. Palacio
Traduzione: A. Orcese
Editore: Giunti Junior
Data di pubblicazione: 7 Maggio 2013
Pagine: 288
Prezzo: 9,90

Sinossi: È la storia di Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, che, dopo anni passati protetto dalla sua famiglia per la prima volta affronta il mondo della scuola. Come sarà accettato dai compagni? Dagli insegnanti? Chi si siederà di fianco a lui nella mensa? Chi lo guarderà dritto negli occhi? E chi lo scruterà di nascosto facendo battute? Chi farà di tutto per non essere seduto vicino a lui? Chi sarà suo amico? Un protagonista sfortunato ma tenace, una famiglia meravigliosa, degli amici veri aiuteranno Augustus durante l'anno scolastico che finirà in modo trionfante per lui. Il racconto di un bambino che trova il suo ruolo nel mondo. Il libro è diviso in otto parti, ciascuna raccontata da un personaggio e introdotta da una canzone (o da una citazione) che gli fa da sfondo e da colonna sonora, creando una polifonia di suoni, sentimenti ed emozioni.


La mia opinione: Questo è un libro che probabilmente non avrei mai letto se la mia attenzione su di esso non fosse stata attirata da alcuni commenti sul web... e sono contenta di averlo letto perché tra i libri per ragazzi in commercio "Wonder" è sicuramente uno che spicca per contenuti originali e non solo. Il protagonista è un ragazzino con un gravissimo problema genetico che ha alterato tutti i suoi tratti somatici facciali rendendogli il viso deforme, i suoi lineamenti sono quindi completamente diversi da tutto ciò che siamo abituati a percepire come la "normalità". Ammetto che inizialmente il forte ascendente di questo libro sul lettore è dato dalla morbosa curiosità che si insinua nel voler entrare nella vita di questo ragazzino per "spiarne" la sua quotidianità. Forse è brutto da dire ma... la curiosità è tutto per un lettore e in questo non si rimane assolutamente delusi! La storia è narrata inizialmente in prima persona dallo stesso protagonista, una scrittura semplice e colloquiale ma capace di far capire in tutto e per tutto ogni stato d'animo, ogni difficoltà presente e passata, insomma... basta leggere pochi capitoli per ritrovarsi completamente assorti nella routine famigliare del protagonista. Ma non è tutto, perché l'innovazione di questo libro, la sua vera carta vincente, sta nel fatto che la narrazione non comprende un solo punto di vista, ma abbiamo la possibilità di vedere le cose anche dal punto di vista di altri personaggi. Ok... non è DAVVERO un'innovazione in campo narrativo, ma si tratta di un innovazione in questo particolare caso perché la storia di un disagio sociale come quello narrato nel libro è utile viverla da più punti di vista. In questo modo non solo capiamo il personaggio principale, ma anche le difficoltà delle persone che gli stanno attorno, le debolezze che a volte capitano a ognuno di loro. "Wonder" è un libro che appassiona e stupisce lettori di ogni età, anche se è più indicato come libro per ragazzi (sarebbe adattissimo a diventare libro per le scuole medie!) può davvero essere apprezzato anche dagli adulti.
L'unica parte che ho apprezzato di meno è stato il finale, troppo "americano" con quei lunghi discorsi e premiazioni di fine anno scolastico che inneggiano ad un buonismo assoluto che vedrei meglio in un film commedia. Per questo il mio voto è di 4 stelline, sarebbe stato perfetto con un finale più in linea con il resto del libro.



voto: