sabato 4 novembre 2017

Recensione: IT - Stephen King

La mia recensione su "IT" di Stephen King.


Titolo: It
Autore: Stephen King
Traduzione: Tullio Dobner
Editore: Sperling Kupfer
Data di pubblicazione: Giugno 1994 (prima edizione 1986)
Pagine: 1238
Prezzo: 12,50

Sinossi: In una ridente e sonnolenta cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura informe e mostruosa: It. E quando, molti anni dopo, It ricomincia a chiedere il suo tributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti, abbandonano famiglia e lavoro per tornare a combatterla. E l'incubo ricomincia...



La mia opinione: It è un libro complesso, multisfaccettato, dal ritmo indubbiamente lento e poco scorrevole. Sono 1200 pagine cariche di nozioni, avvenimenti, descrizioni, e non posso di certo dire che si leggano con facilità. Ci sono quei libri molto lunghi che mentre li leggi le pagine volano via una dopo l'altra come per magia. Ma non è questo il caso, qui le pagine si sentono tutte. A Stephen King piace scrivere, piace raccontare ogni cosa, nei minimi dettagli, e mai come in questo libro appare evidente questo concetto. La trama principale più di una volta viene ramificata in sottotrame secondarie, vengono eseguiti innumerevoli e costanti flash rewind, con conseguenti flash forward, vengono narrate storie anche di personaggi non influenti ai fini della storia, e non parlo solo di personaggi secondari, ma anche di personaggi che non entrano mai nella storia, a parte quei pochi capitoli a loro dedicati. E bisogna tenere conto che i protagonisti della storia sono addirittura sette, quindi se King oltre a dedicarsi approfonditamente a loro (che sono già tanti), si dedica anche ai vari personaggi secondari e non contento si dedica anche a personaggi ancora meno importanti dei secondari... è logico che ne esce fuori un libro mattone, con vari capitoli completamente fuori tema per giunta. Ci vuole pazienza per entrare nella giusta ottica di lettura e abbandonarsi ad essa. Per questo motivo non ritengo che sia un libro adatto ai ragazzi, nonostante la tematica principale sia quella dell'amicizia di un gruppo di giovani adolescenti, non credo che lettori adolescenti possano avere la stessa pazienza e perseveranza di un lettore adulto nel leggere questo libro. O almeno, io da adolescente non l'avrei avuta.
Come genere "It" non è affatto un semplice romanzo horror, anzi, ora dirò un'eresia ma penso addirittura che l'horror sia una delle componenti meno riuscite del libro. E' un romanzo principalmente di formazione, nonché un romanzo psicologico. Poi è un romanzo paranormale perché la componente paranormale si fa sentire, quando più e quando meno, quasi in ogni parte della storia. E' un romanzo quindi capace di instillare inquietudine nel lettore, ma quando questa inquietudine si trasforma in vero e proprio orrore vi è come un'esagerazione di parole nel descriverla, e questo orrore non riesce davvero a entrare nel segno. Certamente l'emblema di questo orrore è caratterizzato benissimo dal Clown Assassino, ma poi la scelta di far cambiare forma a questo clown (che poi infatti non è affatto un clown) a seconda di chi lo guarda, facendolo trasformare quindi nelle varie scene di orrore addirittura in un lupo mannaro adolescente oppure in Frankestein - tanto per fare due esempi che non mi hanno per nulla colpita, non è stata una scelta felice. O almeno, con me non ha funzionato e non mi ha fatto apprezzare maggiormente la storia, semmai il contrario.
Però, nonostante la pesantezza della narrazione causata dalle centinaia di pagine fuori tema con descrizioni su descrizioni di personaggi irrilevanti, devo ammettere che King, non solo ama scrivere e lo fa con esagerazione, ma è capace a farlo. Quindi il mio interesse per la storia durante il proseguire della lettura non è andato calando, ma è rimasto sempre costante. Tutte queste pagine non hanno fatto altro che nutrire le mie aspettative sul finale, che di certo immaginavo esaurientemente descritto e capace di colmare ogni lacuna, proprio come tutta la parte iniziale e centrale del libro.
La delusione, ciò che mi indotta a malincuore a dare 3 stelline al libro (invece delle 4, forse anche 4 e mezzo che avrei volentieri assegnato), è stato il finale non all'altezza.

*** spoiler ***
E' stato un fiume di parole delirante. Il genere del libro ha virato dall'horror al fantasy, alla fantascienza e al new age spirituale allucinato. Sì, sembra proprio che nel scriverlo King si fosse fumato qualcosa di potente, perché la lucidità fino a lì dimostrata si è dissolta in un caotico caos caotico (e qui la ripetizione è d'obbligo!) fatto di viaggi mentali davvero difficili da seguire. Per non parlare della maniera stupidissima nella quale IT viene sconfitto. Per non parlare dell'orgia tra dodicenni! Lì mi sono cadute le braccia! Cioè il finale si trasforma nel trash più assoluto. E non colma neanche le lacune su come sono andate alcune vicende. Alcuni interrogativi, nonostante le 1200 pagine, sono rimasti senza risposta. Ed ecco la domanda cardine che non ho capito: Perché diavolo la cricca di bulli di Henry Bowers è stata attaccata nelle fogne da una delle varie trasformazioni di IT se era stata mandata fin lì da lui stesso ed erano stati guidati nelle fogne all'inseguimento dei "Perdenti" proprio per agire in nome e per conto di IT? IT ha attaccato i suoi stessi mandatari che avrebbero dovuto fare il lavoro sporco per lui, perché??????? ***spoiler end***

In definitiva quindi per me le parti migliori del libro sono quelle non horror, sono quelle dove vi è solo la percezione di inquietudine e terrore, ma senza la manifestazione di terrore autentico. Ci sono parti descrittive della vita delle persone che sono sensazionali, le descrizioni dell'età prepuberale vissuta come in un sogno rende l'idea in modo pazzesco, l'amicizia infantile che si dissolve assieme ai ricordi lasciando la sensazione di nostalgia, meglio di così non poteva essere descritta. Così come la dissoluzione delle fantasie infantili, la psicologia di ragazzini e adulti viene scandagliata in mille sfaccettature e analizzata con dovizia. Se King fosse uno scrittore esordiente e stessi commentando il suo primo libro uscito da poco direi che il suo futuro è quello di scrivere romanzi psicologici, forse anche thriller psicologici, ma non horror. Esilarante invece come in realtà non sia così e come King abbia dovuto tutto il suo successo proprio all'horror :-)


voto:

1 commento:

  1. Amo King ma non ho ancora letto IT, sto leggendo per ora Shining e hai proprio ragione a dire che la lettura non è semplice, anche nel mio caso. A King come hai detto piace raccontare ogni dettaglio, ma nonostante questo non pesa anzi ti permette ancora meglio di avere un'idea chiara sulla storia.
    Spero di leggere presto "IT" anche se vorrei aspettare un po', visto la mole di pagine.

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